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“Una dolce magia a Dream Harbor. Un bacio sotto la neve può cambiare tutto…” di Laurie Gilmore

Titolo: Una dolce magia a Dream Harbor. Un bacio sotto la neve può cambiare tutto…
Autore: Laurie Gilmore
Traduttore: Laura Mastroddi
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Collana: Anagramma
Data uscita: 18 Novembre 2025
Pagine: 288
Genere: Romanzo rosaKira North odiava il Natale. Il che era una bella scocciatura, considerando che al momento era l’orgogliosa proprietaria di una fattoria di alberi di Natale in una cittadina fin troppo pittoresca, i cui abitanti non riuscivano a cogliere i segnali e capire una buona volta che lei voleva essere lasciata in pace. […] Il giorno prima, la vicesindaca Mindy Walsh era passata a nome del Consiglio comunale per consegnarle un volantino riguardante la tradizionale accensione dell’albero che sarebbe avvenuta la settimana seguente, come se Kira non ne avesse visti a bizzeffe, ogni volta che andava in città a procurarsi del cibo. […]
Era tempo di alzarsi e di rimettersi al lavoro, perchè la “pittoresca fattoria” che aveva comprato a scatola chiusa era in realtà un casale decrepito, con un sistema di riscaldamento in fase terminale, e gli “acri di terreno agricolo panoramico” erano in realtà una fattoria di alberi di Natale molto amata, ma completamente in rovina, e anche se Kira aveva giurato di non riaprirla, era costretta a farlo per racimolare un po’ di denaro per la ristrutturazione, visto che aveva speso tutti i suoi risparmi per comprare quella proprietà.Siete pronti a tornare a Dream Harbor con una nuova incredibile storia d’amore?
Con “Amori e segreti al Pumpkin Space Caffè. Un caffellatte speziato può cambiarti la vita”, il primo volume ambientato a Dream Harbor, abbiamo sognato ad occhi aperti con la bellissima storia d’amore tra Jean e Logan. Se non hai letto la recensione del primo volume, puoi recuperarla qui: https://deborahcarraro97.com/2024/11/29/amori-e-segreti-al-pumkin-spice-caffe-un-caffellatte-speziato-puo-cambiarti-la-vita-di-laurie-gilmore/Il secondo volume “Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun. Basta solo un po’ di zucchero e cannella”, il lettore torna a Dream Harbor per una nuova storia d’amore tra Hazel, la direttrice della libreria “Cinnamon Bun” e Noah, un marinaio molto sexy, che si è invaghito della libraia.
Ma se non hai ancora letto la recensione del secondo volume e vuoi conoscere nel dettaglio la trama, puoi recuperarla qui: https://deborahcarraro97.com/2025/03/28/dolci-misteri-alla-libreria-cinnamon-bun-basta-solo-un-po-di-zucchero-e-cannella-di-laurie-gilmore/Con il terzo volume “Nuovi inizi a Strawberry Patch Pancake House. L’amore può sbocciare nei posti più inaspettati…”, Laurie Gilmore ha incantato tutti i lettori con la storia di Archer Bear, uno chef di successo che si trasferisce da Parigi a Dream Harbor, per prendersi cura di Olive, sua figlia. Archer, non potendo occuparsi da solo della figlia, assume Iris Fraeser come tata… ed è così che tra i due nascerà una bellissima storia d’amore. Se non hai letto il terzo volume di questa bellissima serie e vuoi conoscere nel dettaglio la trama, puoi recuperarla qui: https://deborahcarraro97.com/2025/07/11/nuovi-inizi-a-strawberry-patch-pancake-house-lamore-puo-sbocciare-nei-posti-piu-inaspettati-di-laurie-gilmore/
Quale sarà la nuova storia d’amore ambientata nella strana cittadina di Dream Harbor?
Lo so, che siete curiosi… ma prima di raccontarvi il nuovissimo libro di Laurie Gilmore, vi voglio svelare un dettaglio di questa saga.
La Newton Compton Editori, qualche mese fa, ha deciso di far uscire in Italia, prima il libro “Nuovi inizi a Strawberry Patch Pancake House. L’amore può sbocciare nei posti più inaspettati…”, che in America sarebbe il quarto volume , proprio dopo l’uscita del libro “Una dolce magia a Dream Harbor. Un bacio sotto la neve può cambiare tutto…”.
Come mai la Newton ha cambiato l’ordine di quest’avvincente saga in Italia?
Per dare l’opportunità ai lettori italiani, di leggere durante l’estate un libro estivo come “Nuovi inizi a Strawberry Patch Pancake House. L’amore può sbocciare nei posti più inaspettati…”, e durante il periodo natalizio e invernale, di leggere il nuovo libro “Una dolce magia a Dream Harbor. Un bacio sotto la neve può cambiare tutto…”, ambientato proprio, durante il periodo natalizio.
Ma adesso, che vi ho svelato questa curiosità, è arrivato il momento di tornare a Dream Harbor, un luogo magico e affascinante allo stesso tempo, in cui gli abitanti si sostengono e aiutano, soprattutto nei momenti di difficoltà.
Tutti gli abitanti di Dream Harbor sono pronti a festeggiare il Natale, ma che festa sarebbe senza gli alberi di Natale della fattoria più conosciuta della città?La protagonista del libro si chiama Kira North, una ragazza che si è trasferita da poco dalla Georgia a Dream Harbor. Kira, ha deciso di acquistare una fattoria di alberi di Natale a Dream Harbor, proprio lei che odia le festività e non è abituata al freddo e alla neve.
E come mai, una ragazza che odia il Natale e il freddo, si è trasferita proprio a Dream Harbor?
Kira ha sempre condiviso ogni cosa con sua sorella gemella Chloe, ma adesso qualcosa è cambiato…
Chloe è sempre stata la più intelligente delle due e non avrebbe mai acquistato, quella fattoria da ristrutturare, senza prima averla fatta valutare e controllare da un’esperto.
Ma Kira non è mai stata come Chloe, ha sempre agito d’impulso e per lei, Dream Harbor è l’occasione di mettersi completamente in gioco, sopratutto da quando la gemella si è sposata e trasferita in Danimarca. Per Kira non è stato facile separarsi dalla gemella, ma lei non poteva più impedire a Chloe di costruirsi una vita, anche se questo significava per Kira, abituarsi a stare senza di lei.Non era affatto così che sarebbero dovute andare le cose. Prima di tutto, non avrebbe dovuto essere sola. Insieme a lei doveva esserci sua sorella. La sua altra metà. La metà molto più competente, ragionevole e lucida. La sua gemella, nonché migliore amica dalla nascita. Chloe non avrebbe mai firmato, senza come minimo una visita e un’ispezione. Chloe avrebbe fatto domande come: perchè vuoi vivere in una fattoria nel New England, benché tu non abbia idea di come coltivare o cucinare o fare qualsiasi altra cosa da sola? Domanda a cui Kira non aveva alcun desiderio di rispondere.
Perchè tutto il suo piano non era tanto un capriccio, quanto un ultimo tentativo di ricominciare, di allontanarsi il più possibile dalla sua vecchia vita, da quello che era prima. Non era un capriccio, ma una trasformazione radicale del genere di persona che aspirava a essere.
Ma Chloe l’aveva abbandonata. Era scappata via, si era sposata. E per giunta si era trasferita in Danimarca. In Danimarca, figuriamoci! E cosa si poteva fare, quando la propria anima gemella, la propria metà, si trasformava nella metà di un’altra persona?
Bè, a quanto pareva, si guardavano sui social troppi contenuti che inneggiavano a uno stile di vita genuino e autosufficiente, si decideva che era assolutamente alla propria portata, si usavano i soldi del fondo fiduciario per comprare una fattoria e, in sostanza, ci si rovinava la vita. E d’accordo, forse quel piano specifico era stato un po’ un capriccio…
Ma adesso eccola lì. Infelice e sola. E mezza congelata.Per questo motivo Kira ha lasciato la Georgia e tutti i comfort a cui era abituata, acquistando una fattoria a Dream Harbor, che necessita di qualche lavoro di ristrutturazione (a incominciare dalla caldaia che non funziona). Ma Kira non ha più soldi a disposizione, certo potrebbe chiedere aiuto alla sua famiglia e a sua sorella Chloe, ma questa volta desidera veramente cavarsela da sola.
Ma un giorno, Kira incontra per caso, fuori dalla sua proprietà un ragazzo di ventisette anni, di nome Bennet, il fratello di Jeanie, che insieme ai suoi cani Piggy, Odie ed Elizabeth stavano facendo una passeggiata.
Bennet è in vacanza a Dream Harbor per prendersi una pausa dalla sua vita in California. Bennet è un ragazzo molto buono e intelligente, disposto ad aiutare tutte le persone in difficoltà, soprattutto le ragazze di cui si innamora. E’ per questo che si era trasferito in California, per seguire Nicole, la ragazza che gli aveva fatto perdere la testa, che lo usava quando voleva lei, soprattutto durante le festività natalizia per non rimanere da sola.Finché non si alzò e guardò l’uomo che aveva portato quelle bestiole nella sua proprietà. Il sorriso le morì sulle labbra. Lui la stava fissando con un misto di confusione e orrore.
Fu allora che Kira si ricordò dei suoi capelli non lavati, degli occhi rossi e della coperta che stava usando a mò di cappotto. Uffa. Che cavolo di giornata, di città, di gente! Erano ovunque!
<<Sì, ecco, in realtà questa fattoria è mia>>, disse, raddrizzando la schiena. <<Perciò, sta violando la mia proprietà.>>
Elizabeth guaì e Kira le grattò le orecchie.
<<Non tu, tesoro. Tu non lo sapevi.>>
<<A dire il vero, non lo sapevo nemmeno io>><, ribatte l’uomo, con un abbozzo di sorriso.
<<Com’è possibile? Lo sanno tutti, in questa città di impiccioni.>>
Lui scrollò le spalle. <<Io non vivo in questa città di impiccioni.>>
Kira si accigliò. <<Allora che ci fai qui?>>
<<Sono in visita.>>
Non le piaceva il suo tono. Nè il suo viso, per dirla tutta. Era troppo… troppo… bella. Ma in modo terribilmente convenzionale. Troppa simmetria. Troppi capelli scuri e perfetti. Era irritante.Per Bennet, Dream Harbor, sarà l’occasione per allontanarsi da quel rapporto tossico e per godersi l’amore della sorella Jeanie.
Il primo incontro tra Kira e Bennet, è tutt’altro che romantico, ma il destino sembra divertirsi a farli incrociare di nuovo, soprattutto se gli abitanti di quella folle cittadina, si sono messi in testa che nella fattoria il vecchio proprietario Edwin, aveva nascosto un cadavere o un tesoro prezioso.
Bennet partecipa all’assemblea cittadina di Dream Harbor insieme a sua sorella Jeanie, e viene reclutato dagli abitanti di quella stravagante cittadina, preoccupati che la nuova arrivata si spaventasse per il ritrovamento di un cadavere. Alla fine, Bennet, si è ritrovato costretto ad accettare di recarsi alla fattoria di Kira per scoprire il tesoro della famiglia Edwin.
In realtà, Bennet non credeva che nella fattoria vi fosse un tesoro o un cadavere, ma voleva aiutare e rivedere quella ragazza, all’apparenza scontrosa ma molto dolce con i suoi cani.
Quanto Bennet torna alla fattoria, la sua gentilezza e la sua voglia di aiutare cominciano a farsi strada nel cuore ostinato di Kira. Ma Kira non è mai stata con un bravo ragazzo come Bennet, che si preoccupa per lei ed è disposto ad aiutarla per non farle prendere troppo freddo.Le si leggeva in viso che era combattuta. Era ovvio che non voleva il suo aiuto, ma quella casa aveva più di un secolo e, a sentire Logan, era rimasta disabitata negli ultimi tre anni. Non era possibile che tutto funzionasse alla perfezione, lì dentro.
Non che fossero affari suoi. Poteva semplicemente andarsene. Poteva dire a Jeanie e a quei pazzi dei suoi concittadini che non aveva trovato nulla, che non sarebbe tornato un’altra volta, che aveva del lavoro da fare. Bennet poteva andarsene e lasciare Kira lì con la sua nuova fattoria, i suoi occhi sgranati e zero clienti. Ma non sarebbe mai riuscito a smettere di chiedersi se lei fosse al sicuro in quella casa. […]
Perciò, sì, Bennet voleva sistemare alcune cose per lei. Se lei glielo avesse permesso. Era così sbagliato?Lei lo guardò mentre raccoglieva gli attrezzi e fu colta da un accenno di panico. Non voleva che se ne andasse. Non voleva passare il resto della giornata da sola in quella casa fredda, in quella fattoria in rovina.
Kira aveva una gemella. Aveva sempre pensato che stare da sola fosse una cosa contro la sua natura. Non era stata da sola nemmeno nel grembo materno. E ora eccola lì, che meditava di incatenare quel simpatico vicino al suo termosifone, solo per non dover affrontare un’altra cupa serata in solitudine. Non riusciva a smettere di sentirsi una persona a metà, come se una parte dei suoi organi fosse stata espiantata e portata in Danimarca. Il progetti della fattoria avrebbe dovuto aiutarla, avrebbe dovuto darle qualcosa che fosse veramente suo. Ma non stava funzionando. Da quasi tre mesi era una specie di Grinch che incombeva su Dream Harbor e non aveva alcun risultato da mostrare.Kira ha poco tempo a disposizione per vendere gli alberi di Natale, la città è in fermento per l’accensione dell’albero e lei è costretta a partecipare all’evento per comunicare a tutti che la sua fattoria è finalmente aperta. E’ così che Kira assume Iris Fraser (il lettore ritroverà la “vecchia” Iris, colei che odia ancora i bambini, prima di diventare la tata di Olive e di innamorarsi follemente di quella bambina e del padre Archer in “Nuovi inizi a Strawberry Patch Pancake House”), che l’aiuterà a vendere gli alberi di Natale.
A poco a poco, Kira si ambienterà completamente a Dream Harbor, il luogo perfetto per innamorarsi e costruire nuove amicizie.
Tra cioccolate calde, luci scintillanti e momenti di tenerezza sotto la neve, la convivenza forzata tra Kira e Bennet, rischia di trasformarsi in qualcosa di molto più dolce… ma Bennet dopo Capodanno, deve ritornare in California…
Che cosa accadrà tra i due?
Riuscirà Kira a far risplendere quell’antica fattoria e a dimostrare a sé stessa di essere speciale?
Davvero, nella fattoria c’è un tesoro o un cadavere?<<Io non voglio sistemare te. Non hai bisogno di essere sistemata.>>
Lei sbuffò, ma era chiaro che non faceva sul serio. Perciò lui le afferrò i polsi, per attirare la sua attenzione.
<<Trovo fantastico che tu abbia ricominciato da capo, che stia cercando di migliorarti, ma non permettere mai a nessuno, neppure per un secondo di convincerti che hai bisogno di essere sistemata. Hai capito?>> La sua voce era più roca di quanto intendesse, ma aveva bisogno che lei se ne convincesse. Bennet aveva voluto aiutarla, tenerla al caldo e al sicuro, ma non aveva mai pensato che lei avesse bisogno che lui le sistemasse la vita.<<Prima posso fare una cosa?>>
Kira inarcò un sopracciglio, con l’ombra di un sorriso sulle labbra, come se sapesse esattamente quali fossero le sue intenzioni. Come se lo volesse anche lei.
<<Cos’è che vorresti fare, Bennet?>>
Lui le portò una mano sul viso, prendendole la mascella e affondando le dita tra i suoi capelli, sulla nuca. Lei socchiuse gli occhi.
<<Ci sono un sacco di cose che vorrei fare, ma che ne dici se cominciamo con questo?>>
Abbassò la testa e la baciò, un tocco gentile, un leggero sfioramento di labbra, così lieve da fargli percepire la delicata curva del suo sorriso.La scrittrice Laurie Gilmore, conosciuta da tutti i lettori per le sue appassionanti storie d’amore ambientate nella piccola città di Dream Harbor, dopo il successo di “Amori e segreti al Pumpkin Spice Caffè”, “Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun” e “Nuovi inizi a Strawbeery Patch Pancake House”, torna in libreria con “Una dolce magia a Dream Harbor. Un bacio sotto la neve può cambiare tutto…”.
Con “Una dolce magia a Dream Harbor. Un bacio sotto la neve può cambiare tutto…” il lettore si ritroverà avvolto nella neve a Dream Harbor, in pieno spirito natalizio e con una nuova storia d’amore tra Kira North e Bennet.
I temi trattati sono le delusioni amorose, le paure, le fragilità, le amicizie, il senso di colpa, la crescita, il cambiamento, il rapporto tra sorelle gemelle, il Natale e l’amore che può nascere all’improvviso, sotto i fiocchi di neve. Con questa storia, il lettore imparerà che a volte, è necessario allontanarsi dagli agi, dalle comodità e dalla famiglia (come ha fatto la protagonista Kira), per cercare sé stessi, per cercare la propria strada.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, semplice, romantico e divertente, con il giusto tocco di spicci a rendere la storia più piccante e vivace.
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie alle ampie descrizioni fisiche e psicologiche inserite dalla scrittrice, che permettono al lettore di ritrovare alcuni “vecchi” personaggi dei libri precedenti, ma anche di affezionarsi a Kira e alla sua dolcezza per gli animali, al rapporto tra Kira e Chloe, ma anche al cuore d’oro di Bennet, un ragazzo serio ma con un lato provocante, che nasconde molto bene.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia d’amore ambientata durante il periodo natalizio a Dream Harbor, in cui due anime opposte come Kira e Bennet si incontrano, si sfidano e imparano a scaldarsi a vicenda sotto i fiocchi di neve.
Non vedo l’ora di conoscere la prossima storia d’amore, ambientata in questa cittadina, a cui mi sono affezionata e che “sento” un po’ mia.
Vi piacerebbe vivere a Dream Harbor?
Vi piacerebbe trovare un’amore come quello tra Kira e Bennet?
Fatemelo sapere nei commenti,
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“Controcanto di Natale” di Federica Bosco

Titolo: Controcanto di Natale
Autore: Federica Bosco
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Collana: Anagramma
Data uscita: 25 Novembre 2025
Pagine: 192
Genere: Romanzo rosa<<Si… ehm… è solo che volevo chiederle…dato che è la Vigilia di Natale… un paio d’ore di permesso per andare a prendere mia figlia all’aeroporto. Sa, mio marito si sente poco bene e…>>
La fisso senza espressione.
Le parole “Vigilia di Natale” mi infastidiscono come quando il tizio davanti a me al casello non arriva al pulsante del biglietto e deve scendere. Non mi avesse ricordato la feriale ricorrenza glielo avrei anche dato, il permesso, ma siccome detesto questo periodo dell’anno e tutto quello che si porta appresso, cioè auguri, regali e lassismo, non ci penso proprio.
E dire che credevo di essere stato chiaro: ai miei impiegati ho vietato addobbi, albero e rinfreschi, proprio per evitare perdite di tempo, di cui avrei altrimenti decurtato l’equivalente dal loro bonus.Il protagonista del libro si chiama Filippo, un uomo di cinquant’anni, CEO di un’importante multinazionale dello shopping online.
A Filippo non interessa nulla, se non il profitto e disprezza tutto ciò che profuma di affetto, festa e tradizione, soprattutto detesta il Natale. Ai suoi dipendenti è vietata ogni forma di festeggiamento: dagli auguri, ai brindisi, è proibito fare l’albero in ufficio, attività inutili che gli farebbero perdere tempo e soldi, che decurterebbe dallo stipendio dei suoi impiegati.
Filippo, è il datore di lavoro che nessuno di noi vorrebbe avere, soprattutto, quando si avvicinano le festività natalizie. Alla Vigilia di Natale, la sua storica segretaria, Lidia, gli aveva chiesto un permesso di qualche ora per andare a prendere la figlia all’aeroporto, dato che il marito stava male, ma a Filippo non interessava che era Natale e gli proibì di assentarsi dall’ufficio.
Filippo è molto cinico, insofferente, solo, senza amici e l’unica che lo sopporta è Alexa.Mentre aspetto che l’ascensore riscenda, mi sento tirare un lembo dei pantaloni. Mi volto e c’è un bambino di quattro anni. La madre lo raggiunge e si scusa. Faccio un cenno con la testa e finalmente l’ascensore arriva, ma purtroppo stavolta non posso impedire che i due salgano con me.
Saliamo in silenzio ma, quando arriviamo al loro piano, uscendo il bambino mi guarda rancoroso e mi dice: <<Guarda che se non fai il bravo Babbo Natale non ti porta i regali!>>
<<Ti svelo un segreto>>, gli rispondo, sorridendo, mentre le porte si chiudono: <<Babbo Natale non esiste.>>Ma a Filippo non interessa, declina anche l’invito di sua sorella Anna per il pranzo di Natale, contento di non dover festeggiare quell’assurda festività.
La sera della Vigilia di Natale, Filippo, incurante della neve, ordina una pizza, che gli viene consegnata dal fattorino in ritardo e fredda. Anche in quest’occasione, il protagonista si rivela prepotente, cinico, rifiutandosi di pagare il povero fattorino, che aveva sfidato la neve pur di tenersi il lavoro.
E’ così che Filippo, festeggia la vigilia di Natale con i taralli (omaggio di Trenitalia), una bottiglia di vino e una serie Netflix… ma non tutto va secondo i suoi piani, perchè Filippo riceve una strana chiavetta USB, contenente alcuni filmati di quando lui e sua sorella Anna andavano d’accordo, lui era ancora felice, prima della morte della madre.Recupero un vecchio pc che per accendersi impiega almeno mezz’ora e poi, finalmente, la inserisco. La cartella si apre e contiene alcuni video. […] Ne apro uno a caso, ma per mia somma sorpresa non ci sono acrobazie erotiche, bensì un video di me vestito da Zorro che sorrido sdentato alla telecamera di mio padre battendo le manine. Ne apro un altro e ci siamo io e mia sorella al mare che scaviamo una buca sulla riva insieme a nostra madre. Mamma si copre la faccia ridendo appena si accorge di essere ripresa. Eccomi che suono una batteria giocattolo mentre tutti si tappano le orecchie. Ed eccomi di nuovo a Natale, mentre io e mia sorella apriamo i regali.
Sento una strana sensazione alla bocca dello stomaco.
Come un magone che sale su. […]
Il video successivo mi colpisce coma una fucilata al cuore. La mamma a letto malata, che saluta e sorride a fatica. Lo avevo fatto io, quel video. Sarebbe mancato poco tempo dopo e volevo un suo ricordo.E’ così che Filippo si ritrova a pensare al passato, alle scelte fatte che lo hanno portato ad allontanarsi dai familiari e dai suoi amici Luca e Vanessa. Con Luca e Vanessa, avevano sempre condiviso ogni cosa… finché Filippo, non ha deciso di appropriarsi dell’idea di Luca, del sito di shopping online… da allora, la loro amicizia è finita.
Ma Filippo non ha voglia di pensare al passato, decide di andare sull’app di incontri “Tinder”, dove fa un’improbabile match con una ragazza.
E’ così che Filippo, invita a casa sua quella sconosciuta e si ritrova davanti una ragazza di nome Laura, che somiglia più a un folletto e si presenta nel suo salotto da rivista con un enorme mastino napoletano di nome Emilio.Non ho voglia di parlarne, eppure mi ritrovo a raccontarle cose di cui non mi ricordavo nemmeno più. Le racconto della mia infanzia, della scuola, di quanto la nostra vita fosse semplice e felice, di come eravamo legati, io e mia sorella, prima della malattia di nostra madre, e di come progressivamente, dopo la sua morte, ci siamo allontanati. Le racconto della seconda moglie di mio padre, della rabbia che ho cominciato a covare nel vedere che il ricordo di mamma veniva spezzato via giorno dopo giorno, le foto sparite, la casa ristrutturata in men che non si dica. Mi ritrovo a confessarle che forse è da allora che ho cominciato a evitare quasi scientificamente i sentimenti, convinto che gli altri prima o poi ti feriranno e che è solo una questione di tempo. […]
Il mio è un monologo lunghissimo, le parole mi escono dalla bocca come fossero state lì ad attendere il loro turno per un’eternità e avessero solo una gran fretta di uscire. […]
Laura tace, come un rispettoso confessore, ma la sua presenza è un ascolto attivo, potente, che percepisco come un abbraccio e che mi incoraggia ad andare avanti.
Mi spoglio di tutti i miei peccati, di tutte le cattive azioni, della mia ignoranza, della mia arroganza e presunzione. Della prepotenza da bulletto verso i più deboli, del mio costante sentimento di superiorità, del potere che mi ha dato alla testa inebriandomi come una droga.Sarà proprio Laura, una ragazza umile, generosa a fare breccia nel cuore del cinico Filippo.
Inizia così una corsa contro il tempo per rimediare agli errori, ritrovare chi ha perso e scoprire che il vero regalo di Natale… è l’amore.
Riuscirà Filippo a ritrovare l’affetto della sua famiglia?
Riuscirà Filippo a non avere paura di amare?<<Filippo, adesso calmati!>> Mi scuote. <<Calmati! Qui non c’è nessun fallito, non c’è niente di irreparabile. Finché siamo vivi abbiamo la possibilità di rimediare ai nostri errori. Credi che io sia stata sempre una sostenitrice della pace e dell’amore?
Credi che non me ne sia fregata di tutto e tutti finché potevo contare su uno stipendio da favola? Tappandomi il naso, girandomi dall’altra parte? Neanch’io sono senza peccato, però si può cambiare, diventare migliori versioni di noi stessi>> dichiara con piglio da leader.
<<Non sei cattivo, Filippo, e te lo dico perchè i cattivi veri li ho conosciuti. Tu sei solo uno che si è separato dalla propria natura per non sentire più dolore, ma finché quel dolore lo eviti, non lo affronti, non lo attraversi e lo elabori, la tua vita sarà una continua fuga, una continua distrazione, e credimi, sarai un’infelice.>>La scrittrice Federica Bosco dopo aver pubblicato “Cercasi amore disperatamente”, la serie dell’Angelo (“Innamorata di un’Angelo”, “Il mio Angelo segreto”, “Un amore di angelo” e “un Angelo per sempre”), “Il mio gatto mi detesta”, “Il diario di Sir Thomas” e “Natale con Sir Thomas”, torna in libreria con “Controcanto di Natale”, una favola di Natale ironica e piena di magia, per chi ha smesso di credere nell’amore e per chi non smetterà mai di crederci.
La scrittrice Federica Bosco con “Controcanto di Natale”, reinterpreta la classica storia “Canto di Natale” in chiave moderna, donando ai lettori una storia semplice e veloce da leggere sul divano, in compagnia di una gustosa cioccolata calda con panna o tisana di Natale.
I temi trattati sono la sindrome dell’abbandono, le amicizie, i tradimenti, il Natale e l’amore, in grado di trasformare anche un cinico come Filippo.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, semplice, delicato e romantico, una lettura veloce e perfetta per il periodo natalizio.
I personaggi sono strutturati bene, all’inizio ho “odiato” il cinismo del protagonista, ma poi, ho capito che dietro al suo atteggiamento arrogante da snob, c’era una grande paura di soffrire e d’amare.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia romantica, delicata e piena di magia, ambientata nel periodo natalizio con un protagonista snob, arrogante e cinico che detesta il Natale… ma anche Filippo è pronto ad aprire il cuore per far entrare la magia del Natale!!
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“La piccola biblioteca dei segreti” di Jenny Colgan

Titolo: La piccola biblioteca dei segreti
Autore: Jenny Colgan
Traduttore: Valentina Legnani, Valentina Lombardi
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Collana: Anagramma
Data uscita: 28 Ottobre 2025
Pagine: 320
Genere: Romanzo rosaMirren era sempre stata una lettrice accanita, perennemente convinta di non avere libri a sufficienza, incapace di sentirsi davvero a suo agio senza almeno una mezza dozzina di tascabili ancora da leggere sistemati sul comodino, tre tessere della biblioteca, due Kindle, e una serie di Douglas Adams in bagno come soluzione di emergenza, nel caso in cui si fosse rotta la serratura.
Aveva passato il Natale precedente sulle tracce di un libro che la prozia Violet ricordava dall’infanzia, e che la donna, ormai in fin di vita, l’aveva supplicata di rintracciare. Insieme a Theo Palliser, un uomo dall’incredibile fascino che lavorava per un rivenditore di libri antichi, avevano setacciato le librerie da un capo all’altro del Paese, finché non era stata lei stessa a scovare infine il volume, nascosto nel borsone del suo pro-prozio.La protagonista del libro si chiama Mirren Sutherland, vive a Londra e lavora come geometra per una ditta sull’orlo del fallimento. Mirren è una ragazza triste ed infelice, ha paura di perdere il suo lavoro, fondamentale per ricoprire alcune spese fisse, come il mutuo della casa e le bollette.
Mirren non è solo una geometra, ma è una lettrice accanita, e proprio un anno fa, è riuscita a ritrovare un prezioso libro antico nella soffitta della prozia Violet.
E’ così, che Mirren si era imbattuta in Theo Palliser, un uomo molto affascinante che lavorava per un rivenditore di libri antichi. Mirren e Theo, si erano ritrovati a visitare ogni libreria… ma alla fine, Mirren aveva trovato il prezioso libro nella soffitta della zia. Il libro, adesso è custodito al British Museum e Mirren è orgogliosa di essere diventata una delle cacciatrici di libri rari più rinomate del Regno Unito.
Eppure, Mirren è una ragazza infelice, piena di incertezze, non solo per il lavoro, ma anche sulla sfera sentimentale, soprattutto dopo l’ennesima delusione con Theo Palliser.
A pochi giorni dal Natale, Mirren riceve una misteriosa richiesta da parte di Jamie McKinnon, un giovane erede di un antico clan scozzese e proprietario di un castello in rovina.
Prima dell’eredità, Jamie viveva a Edimburgo e lavorava al Giardino Botanico, e non si era mai interessato molto alle incombenze familiari.
Il nonno di Jamie, da sempre appassionato di libri (una tradizione di famiglia), quando era in vita aveva acquistato ogni genere di libro, dai libri rari a non, sperperando tutti i soldi in manuali, ritrovandosi a vendere una fetta di patrimonio per continuare a procurarsi nuovi volumi. Un giorno, il nonno di Jamie, ha scelto di addentrarsi nella neve e di morire lì da solo; lasciando a suo nipote Jamie, il peso dell’eredità, oltre che una serie di indizi, indovinelli da risolvere per trovare un libro raro, talmente di valore da poter salvare l’intera tenuta.
E’ così che Jamie, affida questo delicato incarico a Mirren, che si ritrova sul treno privato della famiglia McKinnon per andare in Scozia.<<E’ una proposta divertente, ma non posso andarmene così, su due piedi.>>
Era la cosa giusta da fare, si disse. Non aveva alcun valido motivo per bighellonare in mezzo al nulla in Scozia con uno sconosciuto, per di più senza copertura telefonica. […] Ma non credeva che fosse un assassino, non proprio. Lo vedeva più come un eccentrico amante dei libri, e lei non poteva permettersi di farsi coinvolgere. Non di nuovo. Non quando, l’ultima volta che era andata a caccia di un libro, le si era spezzato il cuore.
Si era divertita, però…
No! Maledetto Theo Palliser. Lui sarebbe stato entusiasta, si sarebbe lanciato a capofitto senza pensarci due volte. Con ogni probabilità avrebbe già ottenuto il lavoro. Ma lei non poteva.
Non era una cercatrice di libri. Quello non era nemmeno un lavoro. Aveva avuto fortuna una volta, tutto qui.Mirren era già stata in Scozia in inverno, e aveva pensato di essere preparata, ma non lo era. Si allacciò il caban fino alla gola, si avvolse nella sua sciarpa e si calcò in testa il berretto, ma non era sufficiente. […] Mirren trasse un respiro profondo. Anche se faceva freddo, l’aria era pura, trasparente, frizzante e fantastica. Respirò di nuovo e piano piano sentì le spalle rilassarsi un poco. Non aveva il telefono per scattare una foto o parlare con qualcuno o pubblicare un post da qualche parte, ma in un certo qual modo le pareva giusto così.
Come se si trovasse in un mondo fuori dal tempo. […] Che strana notte aveva appena passato. Si sentiva, si rese conto, viva per la prima volta da molto tempo.Peccato che sul treno per la Scozia, Mirren si imbatte in una sua vecchia conoscenza, colui che un anno prima le aveva rubato il cuore: Theo Palliser.
Mirren dovrà mettere da parte i suoi sentimenti e collaborerà con Theo, uno dei più affascinanti cercatori di libri rari.
Mirren, Theo, Jamie insieme a sua sorella Esme e alla domestica Bonnie, si ritroveranno a risolvere gli indizi criptici lasciati dal nonno, da sempre appassionato di indovinelli.Nella parte anteriore, erano posizionate due guardiole quadrate, in semplice pietra grigia, collegate da un ponte sulla strada, davanti all’edificio principale vero e proprio, mentre la parte bianca includeva una serie di bassi edifici in pietra: stalle, fienili e vari cottage. Era più di un castello: di fatto era una città. Dalla torretta più alta sventolava fiera una croce di Sant’Andrea scozzese; da un’altra, invece, pendeva un lungo stendardo rosso e giallo che assecondava la brezza verso il mare. Mirren non riusciva a staccare gli occhi dalla struttura. Era di un romanticismo devastante. I suoi occhi incantati scorrevano le mura del castello. Una torre con uno stendardo sventolava, come una principessa in un libro di fiabe.
Era magnifico.E’ così che Mirren, Theo, Jamie e Esme si ritrovano tra biblioteche polverose con ogni genere di libro, ma anche passaggi segreti che conducono direttamente sulla scogliera, paesaggi innevati e un labirinto… che nasconderà l’ultimo indizio.
Dopo aver superato ogni sfida, ogni indovinello, Mirren è sempre più vicina a ritrovare il misterioso libro.. ma all’improvviso, la protagonista si rende conto che il vero tesoro potrebbe non essere un oggetto fatto di carta e inchiostro appartenente alla famiglia McKinnon, ma un amore tutto da scrivere…
Che cosa accadrà?
Riuscirà Mirren a trovare il prezioso libro raro?
Jamie, riuscirà a salvare il prezioso castello della famiglia McKinnon dalla rovina?
E che cosa accadrà tra Mirren e Theo Palliser?Nel buio, l’unico suono che sentivano era il loro respiro, ed entrambi rimasero immobili. La luna proiettava una debole luce biforcuta che filtrava attraverso le enormi finestre; la neve continuava a cadere. Così vicini tra loro, così vicini al calore emanato dal letto. Mirren teneva tra le mani il libro, le cui pagine erano intrise di passione e desiderio, reali e immaginari, e narravano di due storie d’amore, entrambe finite. Le sue dita, nel buio, sfiorarono quelle lunghe di Jamie, e i polpastrelli di lui trovarono quelli di lei.
Mirren si domandò se Jamie sarebbe stato crudele come suo nonno era stato accusato di essere. Ma poi un pensiero la fece arrossire: le sarebbe importato, in quel caso?
<<Non è solo il libro. […] C’è qualcosa al suo interno.>>La scrittrice Jenny Colgan, dopo aver pubblicato i bestseller “La piccola libreria dei segreti”, “L’isola degli incontri segreti” e “Mezzanotte alla piccola libreria dei segreti”, torna in libreria con “La piccola biblioteca dei segreti”, un romance ambientato ai giorni nostri durante il periodo natalizio, che si tinge di mistero, di sfide e d’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, fluido e semplice, ricco di descrizioni non solo sul paesaggio di Londra e della Scozia, ma anche sui personaggi, che permettono al lettore di entrare in empatia con Mirren e gli altri personaggi coinvolti.
Nonostante il libro sia un romance, la scrittrice Jenny Colgan, non descrive nei minimi dettagli le scene romantiche, rendendo la storia dolce, senza troppo spicy, una lettura adatta a tutte le età.
I temi trattati sono il lavoro, i sogni, i libri, la biblioteca, il Natale, gli affetti, gli indovinelli e l’amore, che può nascere all’improvviso tra libri impolverati e paesaggi innevati.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla scelta della scrittrice di inserire numerose descrizioni e dialoghi di ogni personaggio coinvolto.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia ambientata tra la Scozia e Londra, in cui due cacciatori di libri rari si ritrovano in un castello diroccato, pieno di libri, di enormi biblioteche piene di segreti e di indizi da risolvere.
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“Tutta questa felicità” di Roberto Emanuelli

Titolo: Tutta questa felicità
Autore: Roberto Emanuelli
Casa Editrice: Feltrinelli Editore
Collana: Fluo
Data uscita: 4 Giugno 2025
Pagine: 288
Genere: Narrativa contemporaneaOsservo i loro visi, i loro occhi, i loro sguardi. Quindi mi alzo, mi volto, vado alla lavagna e scrivo: SIETE FELICI?
Poso il gessetto e mi giro di nuovo verso i ragazzi. Nei loro occhi leggo incredulità, dubbio…
“Oggi non ci sarà l’esercitazione per la maturità, potete rilassarvi…” Sorrido, ma i loro volti, invece di essere più distesi per la notizia, sembrano, se possibile, più confusi. Si guardano fra di loro perplessi. “Oggi io vi chiedo scusa!” e mentre lo dico indico la scritta sulla lavagna dietro di me. “In questi anni abbiamo studiato tanto, abbiamo studiato i poeti, la letteratura, la storia. Vi ho chiesto di imparare tantissime date, guerre, armistizi… Di imparare a memoria moltissime nozioni. Abbiamo analizzato poesie, romanzi… Vi ho chiesto di rispettare una gerarchia. Di essere composti, educati. Vi ho imposto delle regole. Vi ho obbligato a rispondere a determinate domande durante le interrogazioni. Vi ho sottoposto test più o meno complessi. Vi ho ricordato che con lo studio e l’impegno di oggi potrete costruire e ipotecare un pezzo del vostro futuro. Vi ho giudicato con dei voti, con dei numeri che raccontavano solo una parte, una piccolissima parte, di voi e della vostra vita. Numeri che avranno un peso nelle vostre esistenze. Vi ho chiesto di credere nel potere della cultura, dei libri, della disciplina, così, a scatola chiusa.
Ecco, ragazzi, però… Scusatemi! Perchè in tutti questi anni non vi ho mai parlato della felicità. Ho dimenticato di chiedervi se siete felici! E credetemi, non c’è niente che sia più importante di questo. Non la scuola, non la disciplina, non le regole, gli schemi, le gerarchie, le date, la storia e i poeti. Nulla di tutto ciò conta più della vostra felicità. Alcune di queste cose, sì, potrebbero aiutarvi a raggiungerla. Ma prima di tutto dovete chiedervelo: sono felice? […] Fatevela tutti i giorni, anche più volte al giorno, chiedetevi: sono felice? E tutte le volte che la risposta è no, fate qualcosa per migliorare la situazione, urlate, scappate, correte al mare, di notte, all’alba, buttate l’ombrello e sfidate la pioggia, fate qualunque cosa vi regali un brivido. Qualunque cosa vi faccia sentire vivi. E se non ce la fate da soli chiedete aiuto, chiamate un amico, un cugino, un passante. E poi… Buttatevi nelle cose in cui credete! Proteggete i vostri sogni! Custoditeli segretamente, Difendeteli! Buttatevi nell’amore! E amate! Amate tanto, e forte, senza paura!I protagonisti del libro sono Gabriele e Noemi Monteleone, vivono in due quartieri diversi di Roma e hanno due vite apparentemente distinte… eppure, c’è un filo rosso invisibile che li unisce e che nel corso della narrazione li farà incontrare.
Gabriele ha quarant’anni, è un insegnante di lettere e ha una figlia piccola di nome Alba che vive con lui, da quanto il protagonista ha scoperto che la sua ex moglie Ginevra lo tradiva a casa sua.
Da quel momento, Gabriele, ha cercato di essere per sua figlia Alba, una presenza certa, stabile (a differenza della madre, che vede raramente), ma isolandosi dal resto del mondo.Non è stato affatto facile in questi anni affrontare tutto sostanzialmente da solo, e non soltanto per le difficoltà pratiche. Mille volte ho temuto di non essere all’altezza sotto il profilo emotivo. Di non saperle dare l’amore e le attenzioni di cui ha bisogno. Ho avuto avuto paura mi potesse sfuggire qualcosa. Che potessi non vedere segnali importanti. O di non essere abbastanza. Abbastanza come padre, come madre, e perchè no, come amico. Nei momenti delicati, in alcuni passaggi critici. In quei frangenti nei quali bisogna tenersi al riparo da ogni cosa. Ci sono stati giorni in cui ho avuto la sensazione di non riuscire a essere tutto. Eppure, non sarei capace di immaginare un sentimento più grande, immenso e potente di quello che provo per mia figlia.
Gabriele vive a Casetta Mattei, nel quartiere in cui è nato quarant’anni fa, una periferia immersa nel verde e nel degrado, il luogo in cui è cresciuta e vive anche Marta, una donna con cui esce di trentacinque anni. Marta è una donna molto bella e intelligente, ha un ottimo rapporto con Alba ma Gabriele non riesce a lasciarsi travolgere dall’amore. Dopo il tradimento di Ginevra, Gabriele ha costruito un’armatura che non gli permette di godersi le cose belle, di viverle fino in fondo senza aver paura, proprio come accade con Marta. A Gabriele piace Marta, ma non riesce a sbloccarsi, non riesce a cancellare le cicatrici più profonde che risiedono nel suo cuore.Nell’aria sento il profumo di Marta, come se l’assenza lo rendesse più potente, me lo sento addosso, sulla giacca, sulla pelle, sulle mani, lo sento dentro agli occhi, nel cuore, fra i pensieri, un vortice di pensieri a cui non riesco a dare né senso né ordine, e che mi parlano solo di lei. Anche se poi mi racconto che in fondo Marta non è così importante. Che le voglio bene, certo ma nulla di più. Che non siamo fatti l’uno per l’altra. Che non è lei quella giusta. Non è lei, mi ripeto, che saprà rimettere insieme quello che dentro di me è stato fatto a pezzi nove anni fa.
E un giorno, mentre Gabriele e Marta sono seduti su una panchina, Marta lo mette davanti a un bivio: o il loro rapporto cambia e lui si mette veramente in gioco, o la loro relazione è finita.
Gabriele non si era mai sentito pronto di rivelare a tutti la sua relazione con Marta, ad eccezione del suo più caro amico Flavio, e adesso, Marta non è più disposta a vivere nell’ombra.
E’ così, che Gabriele si ritrova solo, a pensare alle sue cicatrici, al suo dolore e ai sentimenti che prova per Marta.
Oltre a Gabriele, il lettore conoscerà anche l’altra protagonista, Noemi Monteleone, una ragazza di ventitré anni che crede ancora nell’amore.
Noemi vive nella parte Nord della città, un contesto tutt’altro che umile, che la fa sentire a disagio, sottopressione per le aspettative dei suoi genitori, ma anche per l’atteggiamento giudicante di Rachele, la sua più cara amica. Noemi è fidanzata con Edoardo, un ragazzo bellissimo, che per a volte sembra riempirla di finte attenzioni senza mai davvero comprenderla davvero.La verità è che non ci riesco. Le mille donne che gli girano intorno. Lui così sicuro e un po’ pieno di sè… Ho paura di essere una delle tante, una di passaggio. Mi chiedo di continuo se faccia sul serio con me o stia solo giocando. In certi momenti ho come la sensazione di non inquadrarlo per bene, a volte non lo capisco.
La verità è che sono tanto gelosa e insicura, e ho paura di farmi male e di soffrire ancora.Sin dalle medie, Noemi si è sempre rifugiata nella scrittura, la sua unica fonte di salvezza. Noemi ha un blog, dove pubblica i suoi pensieri, stati d’animo, con lo pseudonimo “Nasten”.
Nessuno, nemmeno il suo ragazzo Edoardo, riesce a capire la sua passione, ad eccezione del suo amico Christian. Christian, vive in periferia a Casetta Mattei e condivide con Noemi, il fuoco, la passione per la scrittura.La verità è che scrivere mi ha salvata. Mi salva sempre. Ho una natura profondamente inquieta, sento qualcosa ribollirmi dentro da quando ero piccola, un fuoco, un magma, il veleno, l’ansia, la rabbia, la tristezza, qualcosa a cui non ho ancora saputo dare un nome, ma che mi corrode, e a volte mi fa sentire in trappola, e mi rende una bomba a orologeria, ma non è solo angoscia, non è solo malinconia, forse sono davvero folle, come dice Rachele. Anche perchè sulla carta non mi manca niente: la mia è una famiglia unita, che mi vizia da quando ero piccola. Forse il fuoco che sento dentro è la passione che metto in ogni cosa che faccio, ci metto sempre il cuore, vivo tutto fino in fondo, fino al midollo, senza freni, senza filtri o paracadute, e a volte sentire di aver superato il limite mi consuma. Ecco, spesso la mia vita è un gran casino.
E la scrittura è l’unica cosa che riesca a placarlo. La mia cura. L’ossigeno. Senza la scrittura non potrei vivere. Ed è così da quando ho memoria.All’apparenza, Noemi e Christian sono distanti anni luce, ma in realtà sono molto simili e si completano. Per Noemi, l’amicizia segreta con Christian è fondamentale per essere sé stessa, senza dover giustificare le sue scelte.
Gabriele e Noemi, due vite che scorrono parallele, ma che il destino li farà incontrare. Un incontro che rappresenterà l’occasione di ritrovare sé stessi.
Di tornare ad amare e di essere felici senza paura.Sai… ho sempre creduto nel fatto che esista qualcosa di molto più grande di noi, e che siamo un po’ tutti interconnessi, come dire, in sintonia. Non faccio che ripeterlo!
I segnali sono ovunque, basta vederli. E credo che da un lato esista il destino, e dall’altra le nostre scelte, e sono convinta del fatto che tutto quello che ci accade sia il frutto del delicato equilibrio fra questi due pesi vitali! Ed è come se adesso riuscissi a visualizzare nella mia testa porte che si aprono, che si chiudono, dietro le quali sono nascosti universi infiniti, e penso che le nostre decisioni determinino quali porte apriamo e a quali mondi diamo vita.
Ecco, Gabriele, grazie per aver scelto, quel giorno, di aprire quella porta, di creare quel mondo che mi ha salvata.Lo scrittore Roberto Emanuelli torna in libreria con “Tutta questa felicità”, un romanzo intenso con personaggi realistici e racconti che arrivano direttamente al cuore del lettore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, emozionante, intenso con l’alternarsi della narrazione tra i due protagonisti (Gabriele e Noemi), che permette al lettore di conoscerli in profondità.
Al termine di ogni capitolo, lo scrittore ha inserito delle note di Gabriele o Noemi, dei pensieri, riflessioni molto toccanti ed emozionanti, che permetteranno al lettore di riflettere sulla sua vita.Sai, quando ci penso mi vengono i brividi.
Quando penso a noi due e a quanto potrebbe essere bello.
Solo che poi arriva la paura.
Solo che poi, improvvisamente, ho il terrore di perderti.
Come se tutte le cose belle della mia vita fossero destinate a perdersi.
Come se le cose belle io non le meritassi.
Quando ci penso, però, mi vengono i brividi…I temi trattati sono il tradimento, l’amicizia, l’insegnamento, la letteratura, la paura d’amare, il rapporto tra genitori e figli, il destino e il significato della parola “felicità”.
A volte per essere felici basta poco, basta essere sé stessi, lasciarsi guidare dall’istinto, dall’irrazionalità senza paura. Ma si può essere felici e credere nell’amore, dopo che si è stati traditi e con il cuore a mille pezzi?
Questa è la domanda che lo scrittore Roberto Emanuelli, pone ai suoi lettori, una riflessione profonda sull’amore, sulla felicità e sul destino che può cambiare completamente la nostra vita.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dallo scrittore, che permettono al lettore di vivere insieme ai protagonisti ogni emozione e stato d’animo, come la gioia, la tristezza, la rabbia, la speranza e molte riflessioni profonde.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che hanno bisogno di ritrovare fiducia nell’amore e nei sentimenti, a chi ha bisogno di una storia che arrivi dritta al cuore.
E voi, quando è stata l’ultima volte che siete stati felici?
Che peso date alla parola “felicità”?
Buona lettura!! -
“L’amante perduta di Shakespeare” di Felicia Kingsley

Titolo: L’amante perduta di Shakespeare
Autore: Felicia Kingsley
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Collana: Anagramma
Edizione: 3
Data uscita: 8 Aprile 2025
Genere: Romanzo rosa
Pagine: 320Non ho detto che colleziono solo libri antichi. Ho parlato di libri importanti per la storia dell’umanità. […]
C’è un solo libro, però, che negli anni è sempre sfuggito dalle dita di mio padre per un soffio. Come lui sono in contatto con tutti i maggiori mercanti di libri al mondo, non c’è copia che si muova senza che io lo sappia, ma ogni volta che stavamo per mettere le mani su quel testo qualcun altro è arrivato prima. L’ultima volta è stato Arrigo Martines, un barone decaduto e pirata del collezionismo privo di scrupoli, che me lo ha sottratto durante una trattativa con un venditore di Dresda vent’anni fa. […]
Ho saputo che Martinis è morto. Il figlio, idiota ignorante, non ha alcun interesse nel proseguire l’attività collezionista del padre, e sicuramente si libererà di tutti i volumi per incassarne il valore.
Ed ecco perchè mi servi tu: devi recuperare il mio libro. […]
Il First Folio di Shakespeare.Il protagonista del libro è Nick Montecristo, un personaggio che i lettori di Felicia Kingsley hanno già incontrato nel libro bestseller “Due cuori in affitto”.
Nick Montecristo è un ragazzo di ventisei anni, che grazie all’amicizia e mentore Josè Farias, il detenuto più anziano, riesce a evadere dal carcere. Josè Farias gli aveva insegnato ogni trucchetto, ogni mossa per essere un buon ladro di opere d’arte su commissione.
Nick Montecristo è un ragazzo molto intelligente, colto, bello, qualità fondamentali per svolgere il lavoro che gli aveva insegnato in carcere il suo mentore e una volta evaso, suor Helena si era dedicata a proteggerlo, ad allenarlo per aumentare la sua forza fisica e resistenza.
Nick è pronto per mettere in pratica tutto ciò che ha imparato, in poco tempo dimostra a tutti di essere il miglior ladro di opere d’arte.
Il primo committente che richiede i suoi servizi di “consulenza”, è un ricco collezionista inglese di libri rari. Nick dovrà recuperare per lui un libro preziosissimo, di cui sono disponibili pochissime copie: il First Folio di Shakespeare.
Vent’anni prima il padre del collezionista, stava per impossessarsi della rara copia del First Folio di Shakespeare, ma un barone decaduto di nome Arrigo Martinis, si era intromesso nella vendita, soffiandogli dalle mani il prezioso libro. Ora che Martinis è deceduto e i suoi beni sonno passati al figlio Roberto, è il momento giusto per pareggiare i conti.
Nick, si reca così nella villa del barone situata ad Armarola, un paesino che si affaccia sul Lago di Como per portare a termine il suo incarico. Ha un piano preciso e accurato, solo che non aveva considerato l’intromissione di Angelica Goodwin, la figlia di Martinis, che il barone aveva riconosciuto legalmente poco prima di morire.
Roberto, il figlio legittimo di Martinis, ha contattato Nick Montecristo per valutare tutti i libri del padre per venderli e incassare i soldi, che legalmente spetterebbero alla sorellastra Angelica.Non lasciare mai che il tuo cuore diventi troppo grande da non poterlo infilare in valigia.
Angelica è una ragazza giovane, bellissima e impulsiva, determinata a far valere i propri diritti, disposta a farsi aiutare da uno sconosciuto come Nick Montecristo che si intende più di lei di libri antichi.
Il protagonista dovrà risolvere un enigma molto complicato… Ci riuscirà?
E quando Nick Montecristo pensa di aver risolvo l’enigma, capisce di essere caduto nelle braccia di Angelica, l’ereditiera che gli farà infrangere tutte le regole che gli erano state insegnate da Josè Farias e Suor Helena.
Riuscirà Nick a trovare il First Folio e soddisfare la richiesta del suo committente?
E che cosa accadrà tra Nick e Angelica?<<Se provassi a baciarti io, mi fermeresti?>>
<<Te la devi rischiare.>>
Lei abbassa il volto, nello spazio tra i nostri corpi.
<<Non dirmi che ora, all’improvviso ti vergogni?>>, la sfido.
<<No.>> Ma è una bugia, lo vedo da come, ora che ha risollevato il viso, i suoi occhi hanno una velatura liquida e le labbra tremano appena. Deglutisce a vuoto, a corto di battute taglienti. Il rapace notturno è diventato una preda in fuga.
<<Vuoi che ti baci?>>, le chiedo.
Annuisce con un cenno impercettibile del capo. Non dovrei, ma ormai ho contravvenuto a così tante regole che una in più non fa la differenza. Alla fine della nostra schermaglia, abbiamo le armature a pezzi, arrenderci è più facile che continuare a batterci; quando la mia bocca incontra la sua, sulle sue labbra il sapore pastoso del rossetto insieme al retrogusto del caffè.
Ricambia appassionata, offrendomi accesso per esplorarla. Ogni traccia di quell’arroganza furba si dissolve nel mugolio che le sfugge appena le nostre lingue si incontrano.Alla prima nota che vibra nell’aria, l’Angelica pasticciona, trasandata, impacciata, disordinata scompare, lasciando posto a una creatura eterea, dalla grazia ultraterrena.
La concentrazione, il controllo, la padronanza di sé le donano un’aura quasi mistica: sa cosa sta facendo, è nella sua dimensione, come una sirena che viene ributtata in acqua dopo giorni sulla riva. Le sue dita, le sue braccia ondeggiano su e giù, avanti e indietro, spandendo nell’aria una magia antica che mi ubriaca. E’ una melodia fluida e densa, avvolgente e sensuale, un miele caldo e speziato.
Attimo dopo attimo, mi entra in testa, ossessionante.
Non so nemmeno più dove siamo, se questa stanza abbia pareti o un soffitto; potremmo trovarci in una foresta o ai piedi di una cascata…La scrittrice Felicia Kingsley torna in libreria con “L’amante perduta di Shakespeare”, un romanzo rosa che si intreccia con la letteratura e le indagini del protagonista Nick Montecristo.
“L’amante perduta Shakespeare” è un romanzo ricco d’amore, di fascino e mistero, scritto dall’autrice più letta in Italia.
I temi trattati sono la letteratura, l’amicizia, il carcere, l’eredità, la musica e l’amore che può trasformare anche un ladro gentiluomo, proprio come il protagonista.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, coinvolgente, con salti temporali tra passato e presente per raccontare nel dettaglio la storia di Nick Montecristo.
I personaggi sono strutturati bene, grazie all’inserimento di dialoghi scorrevoli, a quel tocco di mistero che è in grado di affascinare e coinvolgere il lettore.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro poco impegnativo, a chi desidera leggere una storia avvincente, in cui l’amore si fonde con l’indagine e la letteratura.
Buona lettura📚📚!!amore, autrice più letta in Italia, book, carcere, casa editrice Newton Compton editori, Felicia Kingsley, First Folio, Ilibriinmansarda, L’amante perduta di Shakespeare, letteratura, libri, libri rari, musica, Newton Compton Editori, pagine, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, Romanzo rosa, Shakespeare -
“Il mio nome è Emilia del Valle” di Isabel Allende

Titolo: Il mio nome è Emilia del Valle
Autore: Isabel Allende
Traduttore: Elena Liverani
Casa Editrice: Feltrinelli
Collana: I narratori
Data uscita: 20 Maggio 2025
Pagine: 320
Genere: Saghe familiariEssere donna è un grave limite per aver successo nel mondo in generale, in particolare in una professione quasi totalmente al maschile.
Isabel Allende torna in libreria con “Il mio nome è Emilia del Valle”, che racconta i fatti realmente accaduti in Cile durante la seconda metà del XIX secolo.
La protagonista del libro si chiama Emilia del Valle, nata a San Francisco nel 1866, sua madre Molly Walsh, di origini irlandesi era stata sedotta da un cileno mentre stava prendendo i voti per diventare una novizia. Molly Walsh ai tempi, era una ragazza molto ingenua e buona, ed era rimasta affascinata da questo ragazzo cileno appartenente all’alta società, che dopo essersi approfittato della ragazza e dei suoi sentimenti, l’ha abbandonata. Molly Walsh ha dovuto ricostruire completamente la sua vita, ritirandosi dal seminario con in grembo il frutto del suo peccato. E’ così che è nata Emilia del valle, cresciuta nel quartiere umile di Mission District, sotto la guida di Francisco Claro, soprannominato dalla protagonista “Papo”, il padre adottivo e maestro di origini messicane, che aveva sposato Molly Walsh quando era incinta.
Emilia del Valle è una donna dotata di una mente curiosa e brillante, pronta a sfidare le norme sociali pur di seguire la sua passione per la scrittura. Grazie agli insegnamenti e alla guida del padre adottivo, Emilia inizia sin da ragazzina a scrivere dei romanzi d’avventura utilizzando lo pseudonimo maschile di Brandon J. Price. Dopo qualche anno, Emilia, guidata dall’impulsività e dalla sua passione per la scrittura, si presenta nella redazione del “Daily Examiner” per candidarsi per il ruolo di giornalista.
Il direttore, inizialmente scocciato dalla sfrontatezza della ragazza, decide di farle scrivere un articolo sull’omicidio di un certo Arnold Cole. Emilia da brava giornalista, intervista la sua fonte e scrive un articolo brillante, innovativo, il primo da giornalista all’interno del Daily Examiner con lo pseudonimo di Brandon J. Price.
Emilia per dimostrare di essere una giornalista, ha dovuto affrontare i pregiudizi di essere donna, ma la protagonista è una donna controcorrente rispetto all’epoca narrata nel libro e non ha paura di niente, nemmeno di recarsi in Cile come corrispondente di guerra, per raccontare ai lettori la devastante guerra civile del 1891.
La protagonista, a partire dall’agosto del 1891, inizia il suo lavoro di corrispondente in Cile e assiste alla rovinosa battaglia di Concón, descrivendo i fatti cruenti e sanguinosi senza filtri ai suoi lettori.
In Cile, Emilia sente il richiamo della terra, che la porta a indagare sulle sue origini, cercando di ricostruire la storia della sua famiglia.
Con la determinazione, la forza e l’indipendenza di Emilia, il lettore assisterà in prima persona alla straziante guerra del Cile, in cui la morte, il dolore e la distruzione sono l’unico risultato della guerra civile.
Lasciatevi travolgere dalla storia di Emilia del Valle, una storia d’amore e guerra, ma anche di scoperta e redenzione, raccontata da una giovane donna coraggiosa che non ha paura di sfidare le norme sociali del tempo.La scrittrice Isabel Allende, una delle voci più importanti della narrativa contemporanea in lingua spagnola, torna in libreria con “Il mio nome è Emilia del Valle”, che racconta i fatti realmente accaduti in Cile, in particolare la guerra civile avvenuta nel 1891.
I temi trattati sono la storia e la guerra civile in Civile, il giornalismo, i rapporti con i genitori, gli inganni, la religione e i pregiudizi che una donna doveva subire per essere indipendente.
Lo stile di scrittura è abbastanza scorrevole in alcuni punti la scrittrice si sofferma a descrivere nei minimi dettagli la guerra civile cilena, appesantendo e rallentando il ritmo narrativo.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle bravura della scrittrice di contestualizzare i personaggi al periodo narrato.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro profondo, storico, emozionante che evidenzia i fatti tragici della guerra cilena del 1891.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro che ha come protagonista una donna forte, intelligente, disposta a sfidare le norme sociali per essere indipendente.
Buona lettura 📚!!amore, book, casa editrice, casa editrice Feltrinelli, corrispondente di guerra, dolore, donna, Emilia del Valle, Feltrinelli, giornalismo, guerra civile, guerra civile Cile 1891, Il mio nome è Emilia del valle, Ilibriinmansarda, indipendenza, Isabel Allende, libri, Narratori Feltrinelli, pagine, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, religione, ruolo donna -
“Aspettami al Caffè Napoli” di Chiara Gily

Titolo: Aspettami al Caffè Napoli
Autore: Chiara Gily
Casa Editrice: Mondadori
Collana: Omnibus
Data uscita: 18 Marzo 2025
Pagine: 252
Genere: Romanzo contemporaneoArrivo in via dei Mille alle dieci spaccate. Sono venuta a piedi nonostante il caldo, costeggiando i palazzi del centro alla ricerca di un po’ d’ombra.
Stamattina papà mi ha proposto di fare colazione da lui, in negozio. Nel quartiere il suo caffè è una specie d’istituzione ed è da sempre l’elemento caratteristico della sua bottega. Per questo l’hanno ribattezzata Caffè Napoli.
Ogni mattina, subito dopo aver aperto, invece di mettere in ordine le vetrine o sistemare la cassa, papà accende il fornello a gas che ha allestito nel retro, e offre una tazzina a chiunque entri, anche se non compra nulla. Lo prepara con la cuccuma e ha un sapore inconfondibile, intenso e morbido, il cui profumo ti entra nelle narici e ti accompagna fino a quando nella tazzina non resta neppure una goccia.La protagonista del libro è Lidia Gambardella, vive a Trieste da anni insieme al suo compagno Pietro e lavora come insegnante. Lidia, si era trasferita a Trieste da Napoli molti anni fa, una città che ha sempre amato per la sua allegria e metodicità, ma lei aveva bisogno di rompere ogni schema del passato, lontano dai suoi genitori per trovare la sua strada.
A Trieste, Lidia, dopo la laurea, ha iniziato a svolgere il lavoro d’insegnante con passione, cercando di trasmettere ai suoi alunni l’entusiasmo della sua materia, trascorrendo ogni sera a cercare dei nuovi libri da poter inserire nella biblioteca scolastica. Ma dopo anni, Lidia non riesce più a provare passione, entusiasmo per il lavoro d’insegnante, e proprio come i suoi alunni, attende il suono della campanella per essere libera e tornare a casa.Poteva dipingerle il cielo, ma lei trovava sempre qualcosa da dire. Negli ultimi tempi, invece, neanche quello. Si limitava a fare spallucce.
Non che siano mai andati d’amore e d’accordo, credo di non essere mai stata testimone di slanci passionali, ma, chissà perchè, ho sempre pensato che con il mio trasferimento a Trieste si sarebbero riavvicinati. Forse inconsciamente ho scelto di andarmene così lontano proprio per questo. Perché in una casa senza amore si muore un poco alla volta.
Ho voluto iniziare daccapo, volevo una pagina bianca da riempire a modo mio, dove parole come astio, disistima e rassegnazione fossero vietate.
Solo di una cosa non potevo privarmi: del mare. E’ sempre stata la mia medicina, mi basta sentire il suo odore e guardare le onde che si infrangono sulla battigia che il magone si attenua. Il mare è capace di cancellare la malinconia come fa con le scritte sulla sabbia. Il motivo per cui ho scelto Trieste è stato questo, perchè davanti al mare le città si assomigliano un po’ tutte.
Volevo allontanarmi dal dolore, ma non da Napoli.
E io, questa cosa, non l’ho mai detta a nessuno.Ma adesso, Lidia sta tornando nella sua città a Napoli, in occasione del terzo matrimonio di sua cugina con Gregorio. Alice, soprannominata da tutti “Cece”, ha scelto Lidia come damigella d’onore, regalandole un bellissimo vestito eseguito dal sarto Gennaro, conosciuto in tutta Napoli.
Lidia non ha scuse per evitare le nozze e il suo fidanzato Pietro, (come sempre) non riuscirà ad accompagnarla a Napoli, dato che dovrà partecipare all’ennesimo convegno di lavoro.
Per Lidia, tornare a Napoli sarà l’occasione per fare chiarezza sui suoi sentimenti, passioni, ma anche per ritrovare alcune amicizie d’infanzia.
Appena arriva a Napoli, Lidia rimane colpita dalla maestosità della stazione di Napoli Centrale, che non ricordava così bella, e osserva attentamente tutte le persone che la circondano.
Ad attenderla in stazione, c’è sua cugina Alice che l’accoglie calorosamente con un bel vassoio di frolle. Lidia è molto diversa da Alice, Alice riesce sempre a ottenere ciò che vuole da quando era piccola, ha sempre trovato con facilità degli uomini perfetti, anche grazie al suo bellissimo fisico slanciato.
Lidia invece, ha qualche chilo di troppo e si sente inadeguata, se paragonata alla perfezione di Alice.
Ma tra Lidia e Alice, c’è un bellissimo rapporto sin dall’infanzia, tanto che i famigliari le hanno sempre soprannominate “‘e sore cugine”.Poche persone sono sorprendenti come mia cugina. Un giorno sembra una ragazzina viziata e capricciosa, un altro una donna capace di smuovere il mondo per ottenere quello che vuole.
Ancora non ci posso credere che abbia piantato il povero Gregorio da solo in viaggio di nozze per starmi vicino. Mi chiedo se una sorella lo avrebbe fatto.
Forse, quando fin da piccole ci hanno chiamato ‘e sore cugine (le cugine-sorelle) intendevano proprio questo: un rapporto più forte della sorellanza.Il rapporto tra Lidia e Alice è uno dei temi nevralgici di questo libro, la scrittrice cerca di trasmettere al lettore l’importanza dei legami familiari.
Oltre ad Alice, Lidia a Napoli avrà modo di rivedere il padre Felice, con cui ha un bellissimo rapporto, addirittura “morboso”, secondo il suo fidanzato Pietro.
Il padre Felice è una persona molto buona, intelligente e ottimista, proprietario di una bottega in via Carovita, situata nel cuore della città.
La bottega Caravita, conosciuta da tutti come “Caffè Napoli”, è una vera istituzione nel borgo, un luogo caratteristico, dove è possibile sorseggiare un buon caffè preparato dal signor Felice con la sua cuccuma per 12 tazzine, senza dover obbligatoriamente acquistare qualcosa.
Il Caffè Napoli è una bottega di rigattiere originale, in cui è possibile trovare vecchi oggetti come pellicce, vestiti antichi, mobili, ma anche quadri meravigliosi, realizzati dal signor Felice.
Il signor Felice, non ha potuto studiare perchè la propria madre Lidia, aveva deciso la sorte di tutti i suoi figli, a lui era toccato lavorare come garzone nella bottega Caravita, per poter guadagnare i soldi necessari per l’università di suo fratello Gianni.
Felice ha imparato a poco a poco il mestiere, rifugiandosi in quelle quattro mura, perfette per dipingere i suoi quadri. L’arte per Felice, era la sua passione, il suo modo di vedere il mondo.Caffè Napoli, del resto, è famoso in tutto il quartiere, anche se nessuno lo conosce con il suo vero nome. Da fuori può sembrare un anonimo robivecchi con le pareti scrostate, qualche mobile esposto sul marciapiede e l’insegna BOTTEGA CARAVITA ormai illeggibile. All’interno però l’atmosfera è speciale, sembra di essere in quei caffè di una volta, dove darsi appuntamento fra quadri e oggetti antichi per chiacchierare senza fretta, sorseggiando una bella tazzina fumante. Anni fa durante uno dei suoi giri per approvvigionare il negozio, in una casa da sgomberare, papà si era innamorato di una vecchia cuccuma di rame da dodici tazze.
La figlia della defunta, vedendolo così entusiasta per quell’oggetto che sicuramente lei non avrebbe mai utilizzato gliel’aveva regalata.
Mamma, appena l’aveva vista, aveva sentenziato: “‘Feli’ siamo già pieni, è roba inutile, e qui non la voglio”, e così lui se l’era portata in bottega.
Tutto il negozio si era impregnato dell’aroma di caffè, che papà amava triturare da solo con un macinino, bottino di qualche altro suo girovagare.
Altro che “caffè sospeso”, al Caffè Napoli ce n’era sempre uno per tutti. Era vietato entrare di cattivo umore o trafelati, papà faceva calmare chiunque con un sorriso e la sua famosa tazzulella. Il simbolo di quella lentezza era proprio quella caffettiera, ‘a cuccumella ‘e Felice, come ormai veniva soprannominata.A Lidia era mancato molto il proprio padre, ed è grazie ad Alice se è ritornata un fine settimana nella sua terra. Il giorno del matrimonio di Alice e Gregorio si avvicina e Lidia sarà una bellissima damigella d’onore, grazie a sua cugina.
Ma dopo il matrimonio, accade un episodio che sconvolgerà la vita di Lidia e dei suoi familiari…
Durante il pranzo del matrimonio, all’improvviso Felice si sente male e dopo il tempestivo aiuto di Gregorio, che è un medico è stato portato d’urgenza in ospedale.
Lidia sente un vuoto dentro di lei, si sente in colpa per non aver trascorso più tempo con il proprio padre, da quando era tornata a Napoli.
Non sarà facile per Lidia, affrontare la perdita del proprio padre, l’unica persona che la supportava e amava veramente. Ma è con il dolore, che Lidia ritrova il legame con sua cugina Alice e una “vecchia” amicizia d’infanzia, Francesco. Francesco, adesso è diventato un brillante avvocato, ma quando lui e Lidia erano piccoli, si divertivano a essere una coppia con molti figli.
Il destino a volte è beffardo e ha in serbo per noi una strada, talvolta faticosa e in salita, ma con una vista meravigliosa. Ed è quello che accade a Lidia, che per caso, incontra Mila, una giovane fotografa che deve ritirare un quadro dipinto da Felice, commissionato da sua madre Adriana per l’anniversario di matrimonio.
Quel quadro, rappresenta una marina e ha un cielo spettacolare, pieno di sfumature tra il blu e il viola, lo stesso cielo che non convinceva il signor Felice.Mi avvolgo nei colori di tutti quei dipinti ed è come se sentissi la carezza di papà. Il mio sguardo si posa infine su un quadro messo su un cavalletto. La sfumatura del cielo è incredibile, tra l’indaco e il blu. Ed è una marina. Mi viene un nodo alla gola fortissimo, sono sicura che è il dipinto di cui non era convinto e che voleva farmi vedere prima di venderlo. Papà era così, rinunciava anche ai soldi se una sua opera non gli piaceva.
Stavolta, però, faceva male a dubitare di se stesso: è uno dei quadri più belli che abbia mai realizzato.
Ed è pronto per far felice altre persone. Sapere che mio padre continuerà a vivere attraverso la sua arte, nelle case delle persone, mi dà sollievo.Accettando i soldi di Mila, Lidia ha accettato automaticamente l’eredità del padre con l’ipoteca del negozio e un grosso debito da estinguere. Lidia è disperata, non sa come risolvere la situazione, ma una sera per caso, prende una decisione: Caffè Napoli ha bisogno di continuare a vivere.
E’ così che Lidia, insieme a sua cugina Alice e Mila, trasformano Caffè Napoli, e per fare soldi organizzano una mostra fotografica, vendono vestiti online sul loro sito.
Lidia è fortunata ad avere accanto persone come Alice, Mila e Francesco, che non esitano nemmeno un istante per aiutarla.
Ed è così che la bottega che tutti davano per persa si trasforma così nel sogno di tre giovani donne, determinate a farla rinascere dalle macerie.
Che cosa accadrà?
Riuscirà Lidia a ritrovare sé stessa e a ripagare i debiti del padre?
E che cosa accadrà tra lei Pietro e Francesco?Non l’ho mai vista così felice, e dice che è il bambino a darle l’energia per lavorare al nostro progetto. Devo ammettere che è bravissima: tutti i corsi di design che ha frequentato nella vita- e che io ho sempre deriso perchè reputavo per gente ricca e annoiata- alla fine sono serviti. Senza tutta la sua preparazione questo posto assomiglierebbe ancora a un deposito di robe vecchie e cianfrusaglie. Ogni tanto il suo fare “comandino” viene fuori ma, se prima mi sarei innervosita, adesso la guardo, con gli occhi della tenerezza.
Si vede lontano un miglio che ci crede in questa nuova versione di Caffè Napoli. Se sin dall’inizio non ci fosse stato il suo entusiasmo, io avrei mollato.
Anzi, non avrei neppure cominciato.
Il merito è anche di Mila. Dispensa consigli, sistema gli oggetti -“scusa ma ho l’occhio fotografico e quando una cosa è storta la devo aggiustare”. Senza contare che grazie al sito che lei ha creato in tempi record, a fine giornata posso contare su un bell’incasso.
Tutta questa energia nuova è un balsamo sul cuore.
Non basta a farlo guarire, ma mi aiuta a districare almeno un po’ i nodi che ho dentro.
Papà c’è ancora in negozio, ma ho voluto cancellare la sua parte remissiva che gli faceva dire di sì a tutto quello che gli offrivano, che pagava più del dovuto e poi non riusciva a rivendere a un prezzo congruo.La scrittrice e giornalista Chiara Gily, napoletana di nascita e triestina per scelta, ambienta la nuova storia del suo romanzo “Aspettami al Caffè Napoli”, nelle due città che ama.
“Aspettami al Caffè Napoli” è un romanzo intenso e pieno di calore, ambientato tra i vicoli colorati di Napoli.
I temi trattati sono la famiglia e le radici, le seconde opportunità, la solidarietà femminile, la morte, il matrimonio, la maternità, l’arte, le passioni, l’amicizia, il tradimento, la rinascita personale, la libertà, la felicità e l’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, intenso, caldo e dolce come una bella tazza di caffè ben zuccherato e frizzante come un calice di spritz.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice, che permettono al lettore di entrare in empatia e affezionarsi a ognuno di loro.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro piacevole, che scalda il cuore come una buona tazza di caffè.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia basata sui legami familiari, sull’amore, sul destino e sulle seconde possibilità.
Lasciatevi avvolgere dal profumo intenso del caffè, e preparatevi a leggere una storia profonda ed emozionante!!
Buona lettura 📚📚!! -
“Quando i fiori avranno tempo per me” di Sara Gambazza

Titolo: Quando i fiori avranno tempo per me
Autore: Sara Gambazza
Casa Editrice: Longanesi Editore
Collana: La Gaja scienza
Data uscita: 10 Giugno 2025
Pagine: 372
Genere: Romanzo contemporaneoIl pianto di Ninfa si ruppe in singhiozzi. Lasciò cadere il grembiule guardando la margherita di carta che, attraverso le lacrime, sembrava più grande. Sentiva la testa vuota, i pensieri erano fuggiti via tutti insieme.
Eppure pesava tantissimo. […]
Ninfa si morse il labbro così forte da farlo sanguinare, ma le lacrime non ne volevano sapere di restare dentro gli occhi. Allora si accucciò, abbracciandosi le gambe e nascondendo il viso tra le ginocchia. Sarebbe stato bello scomparire un momento, chiudere la tristezza in una scatola e tornare con una faccia bella. Ma di sparire non era capace e una scatola per la tristezza non sapeva dove trovarla, perciò se ne stava lì, ad ascoltare i propri respiri spezzati e i sospiri di sua madre. Anita con un’ultima imprecazione, si sedette accanto alla sua creatura che pareva un uccellino così piccola e avvolta su sé stessa. Ne cercò il mento e lo sollevò baciandola in fronte.
<<Ninì, lo so che sei intelligente… più di me, della Rosa e dell’Oltretorrente tutto. E vuoi sapere una cosa? M’era venuto da pensare che magari da grande diventavi un dottore e compravi una bella casa dove potevamo stare tutte insieme a far morire d’invidia la città intera. Ma le cose adesso vanno male… e io a scuola proprio non ti ci posso mandare…>>
Ninfa chiuse gli occhi perchè la sua mamma gentile, in qualche modo, le faceva più male di quella arrabbiata.
Anita le asciugò le guance coi pollici. […]
<<Brava, sorghetta, lo sapevo che capivi. Le cose andranno meglio, vedrai… E poi, chissà…sei così bella che magari un dottore te lo sposi.>>Il libro è ambientato a Parma nel 1922 e racconta la storia di Anita e delle sue due figlie, Rosa e Ninfa.
Anita vive nell’Oltretorrente, una zona estremamente povera, non ha un lavoro, non ha un marito, ma ha due figlie piccole: Rosa e Ninfa.
Per il borgo, Anita è solo la Bórda, la puttana dell’Oltretorrente da evitare di giorno e cercare di notte. Ma Anita è molto di più, è una donna che ha dovuto crescere troppo in fretta, dopo la morte della madre, e che per sopravvivere alla fame e alla miseria ha iniziato a vendere il proprio corpo.
Anita non è una madre come le altre, ma dietro al suo carattere forte, rigido, che la vita l’ha obbligata a crearsi, si nasconde un cuore morbido e l’amore per le sue due figlie.
In molte occasioni, il lettore sarà partecipe di dialoghi pieni d’affetto, d’amore tra Anita e le sue due figlie, una mamma disposta a tutto per proteggere le sue figlie da un mondo che le giudica, le respinge senza pietà e umanità.<<Dona qualcosa alla causa. Fallo per me Anita bella.>>
Lei fremette.
Non per il gesto, né per le dita callose che le graffiavano i polsi, né il fiato aspro, o il sudore pungente che gli ingialliva la camicia.
Anita bella.
Fu quello. Veniva pronunciato così di rado il suo nome che, quando accadeva, le suonava in testa come un tintinnio e le metteva addosso la nostalgia della pelle di sua madre, della rabbia del fiume lungo il quale era cresciuta, dei lunghi baffi di suo padre, mai visti e mille volte raccontati.
Anita rivolse a Giovanni un sorriso dei suoi, storto, a occhi stretti, e gli scoccò un bacetto in fronte spingendosi sulle punte dei piedi.All’inizio del libro, Rosa va a scuola per cercare di apprendere le basi: imparare a leggere, scrivere e fare di conto. Anita non aveva avuto la fortuna di poter studiare e desiderava che il futuro di Rosa e Ninfa fosse diverso dal suo.
Ma purtroppo, l’Italia vive un periodo molto difficile a causa della guerra, in tutte le piazze si assiste alla violenza brutale degli squadristi che uccidono senza pietà.Il Duce era in città per la consegna della Spiga d’Oro, perchè di grano se n’era prodotto più lì che in tutto il regno, e attraversava le strade su una decappottabile da cui salutava la folla accalcata sui marciapiedi. […]
<<Io la guerra la odio>> sentenziò Rosa cercando conferma negli occhi di Ninfa.
Lei, com’era suo uso, si strinse nelle spalle: non le interessava poi molto. Odiava i fascisti piuttosto, che avevano cercato di cancellare l’anima all’Oltretorrente già in tempo di pace, odiava la maledetta tessera annonaria, che allungava le pance di fame profonda. Odiava la miseria, che si metteva continuamente per traverso sulla sua strada obbligandola a saltare anche quando i piedi le andava di tenerli per terra.Il clima ostile della guerra ha ripercussioni nella vita di Anita, che non ha più clienti.
Anita, non può far altro che mandare Rosa a lavorare per la Severa, una donna con gli occhi sempre arrabbiati, che ha dovuto arrangiarsi da sola, da quando il marito era morto, mentre lei aspettava la loro bambina, che in poco tempo era morta a causa della tosse.
Per questo motivo, Severa, ha sempre un’espressione arrabbiata, di chi ha dovuto fare i conti con il destino e la crudeltà della vita.
Mentre Rosa prenderà servizio per la Severa, Ninfa che è troppo piccola per lavorare, inizierà la scuola.<<Chiudi gli occhi.>>
Rosa li serrò così forte da vedere blu.
<<Adesso aprili.>>
Una catenina d’oro con un piccolo ciondolo a forma di cuore pendeva tra le dita di sua madre. La sfiorò.
<<Dove l’hai presa?>>
<<E’ un gioiello di famiglia. E’ rimasto per tanto tempo sotto un sasso, nella golena del Po. Poi mia mamma è andata a prenderlo e l’ha dato a me. Mi ha detto che è di un cugino ricco che prima o poi torna qua e ci porta tutte nel suo palazzo a far la vita da signore!>>
Rosa sapeva che sua madre inventava un sacco di storie e al cugino ricco non credette, ma la dolcezza della sua voce la face piangere e le dispiacque, perchè avrebbe voluto sorridere invece. […]
Anita le asciugò le lacrime con l’orlo della gonna, aprì il fermaglio e le mise il gioiello al collo.
<<E’ tua. Avevo promesso che la davo alla mia figlia più bella.>>
Anche quella era una bugia, era Ninfa la figlia più bella, ma a Rosa non importava e l’abbracciò stringendole la camicia nei pungi.
Anita pizzicò il ciondolo e glielo infilò nell’abito.Ninfa è molto diversa dalla Rosa, ha un occhio particolare, quando si arrabbia la pupilla scende verso il naso. Ninfa ha un “dono”, se così si può definire, sente il “puzzo della morte” di signori/e che incontra per strada, che la fa subito vomitare.
La prima volta che era successo, Anita aveva paura che sua figlia fosse impossessata dal demonio, ma è pronta a difendere sua figlia Ninfa da ogni presa in giro e pregiudizio.
A Ninfa, a differenza di sua sorella Rosa, piace andare a scuola, annusare la carta dei quaderni e dell’inchiostro, ma anche ascoltare la maestra Vincenza.
Vincenza è una donna vestita sempre bene, non appartiene all’Oltretorrente, ma dalla morte dei suoi fratelli non riusciva più a vivere come prima e per questo, aveva accettato di lavorare in un borgo povero, dove la povertà si tocca con la mano.Ma la guerra era arrivata con l’aria vaga di chi s’infila dove non deve e, senza chiedere permesso né scusa, aveva soffocato la quotidianità con una coperta grigia d’incertezza. Aveva seppellito le domeniche. Aperto la porta al dolore. […]
Nemmeno i corpi aveva restituito quella guerra maledetta, persi chissà dove come la mente della loro madre: ingrigita, improvvisamente incapace di vedere nel cielo la porta del paradiso di cui spesso raccontava ai figli ancora bambini. Il padre, l’uomo più ricco di sorrisi che Vincenza conoscesse, dopo la scomparsa dei suoi ragazzi si era sforzato di ridere ancora. Ma lo faceva con gli occhi vuoti, tanto che la bocca pareva una ferita sul viso invecchiato. Il cuore gli si era fermato mentre piangeva da solo nella stanza del figlio maggiore.Vincenza lo aveva trovato seduto, chino sul proprio petto, e gli aveva asciugato le guance bagnate maledicendo la morte, che non si era degnata di aspettare la fine di quel pianto segreto.
In quel momento scomparvero dalla sua vita i profumi. E i sapori, e i colori di un tempo che non sarebbe tornato. […]
Ogni replica di ciò che era stato risultava sbiadita e intrisa di una tristezza pallida, che le cancellava lo spirito in modo inesorabile. Per questo era partita. Per questo si era sporcata le mani ficcandole nella miseria più indecente, tra figli di prostitute e poveri lavoranti, madri analfabete e padri che insegnavano il rispetto con la cinghia.Dal primo giorno di scuola, Ninfa è oggetto di insulti e pregiudizi per il lavoro che fa sua madre Anita. Ma Ninfa, ha un carattere diverso da Rosa, e dimostra ai suoi compagni che con il suo occhio e il suo carattere, non è disposta a sentire cattiverie sul suo conto.
Ninfa impara a scrivere, a leggere, è molto intelligente e prende in prestito dalla biblioteca della scuola i libri, a cui strappa le pagine per conservarle gelosamente in una scatola di latta contenente i suoi effetti personali.
Ma Anita non riesce a pagare l’affitto della casa, solo con lo stipendio di Rosa e deve mandare sua figlia Ninfa a lavorare.
Per Ninfa sarà un dolore molto grande non andare più a scuola… ma la loro condizione economica si è aggravata da quando, una donna di nome Ida, aveva aperto un bordello nel Borgo della Morte.
Per questo motivo, Anita non aveva più nessun cliente e quelli più affezionati, erano morti a causa della tosse. Anita ha il cuore e l’anima in frantumi, nessuno al borgo è disposto ad assumere una puttana, ed è costretta a far lavorare le sue figlie per sopravvivere.
Ninfa non lavorerà per la Severa, come sua sorella Rosa, ma si occuperà di portare dei sacchi di ghiaccio.
Ma la maestra Vincenza, che si era affezionata alla lingua tagliente e all’intelligenza di Ninfa, decide di andare in casa di Anita per convincerla a mandare a scuola la figlia.
Per la prima volta, Anita si apre totalmente con una sconosciuta, le racconta la sua vita, la loro situazione economica e piange, liberando la propria anima dalla sofferenza.Coprì il viso con le mani e singhiozzò, stupita che il suo corpo si prendesse tanta libertà: lei non glielo aveva detto di sicuro di frignare così di fronte alla signora con gli occhi celesti.
A spogliarsi nuda grattandosi il sedere si sarebbe vergognata di meno.
Vincenza si alzò e le si accostò con cautela, attenta a non spezzare il filo sottile di confidenza nato dalla disperazione. La sfiorò: prima le spalle, poi i polsi e le mani. Infine l’avvolse in un abbraccio, un po’ rigido all’inizio, ma che, alla risposta di Anita, divenne caldo e prezioso.E’ proprio grazie a questa chiacchierata con la maestra Vincenza, che Anita prende una decisione: andare al Borgo della Morte e lavorare per Ida.
Ida è una donna che mostra a tutti un carattere burbero e aspro, ma in realtà è molto buona, compassionevole e decide di prendere Anita e le sue figlie nel suo bordello.
Ida come Anita, è madre di Angelo e Olga, ma anche di Quinto, un bambino robusto e grande fisicamente, ma con l’intelletto di un bambino di due anni.
Ida, aveva trovato Quinto per la strada, e dopo aver cercato i suoi genitori, che probabilmente, avevano abbandonato il figlio per la sua condizione, aveva deciso di prendersi cura di lui.
Quinto ha un aspetto di un gigante, ma con un cuore e anima di un bambino, a cui è impossibile non affezionarsi. Infatti, Ninfa si affezionerà particolarmente a Quinto, e insieme condivideranno la passione per i libri.Poi con un borbottio che sa Dio cosa vuol dire, mi abbraccia. Sa di sudore e minestra, la sua barbetta riccia gratta come un sacco di juta. Credo di volergli un poco di bene.
Quando molla la presa, lo accarezzo sulle guance.
<<Ti piacciono le storie di avventura?>>
Fa un sorriso larghissimo. Scendo dalla cassetta e gli dico di chiudere gli occhi. Li chiude e mi scappa una risata per quanto è buffo con le palpebre che tremolano tutte.
Sposto una pila di stracci, prendo i miei Robinson adorati e mi siedo per terra a gambe incrociate. Gli dico di guardare. Vede il libro e riesce a sorridere ancora di più. Si arrotola stretto accanto a me, perchè lui le tavelle del soffitto le coccia con la testa: gli mostro la copertina, dico uno per uno i nomi degli uomini aggrappati alla zattera.
Lui guarda, mi abbraccia, guarda ancora, indica facendomi ripetere. Attacco a leggere il primo capitolo e mi accorgo che si scorda di tirare l’aria nel petto per quanto è preso.
Gli mostro la prima immagine: l’accarezza e dopo accarezza me con le sue mani raspose.
<<Siamo amici?>> mi chiede con la bocca umida di saliva.
Gli faccio segno di sì e lui mi si acciambella accanto chiudendo gli occhi: tempo di coprirlo col mio giacchetto e già russa beato.Nel Borgo della Morte, Anita, Rosa e Ninfa, si abituano presto alla compagnia di Ida e dei suoi figli, Angelo, Olga e Quinto, ma anche di Pinna, Marianna e la signora vecchia, che vivono nel bordello.
Da quando si sono trasferite al bordello, la loro vita è cambiata: Rosa si è allontanata da Ettore, un ragazzo di cui si era innamorata dal primo giorno, che era entrato in casa per sua madre Anita; Ninfa, aveva ripreso ad andare a scuola per ottenere la licenza elementare e Anita, era più serena di condividere le sue preoccupazioni con le altre donne del bordello.
Ma la guerra e il fascismo, oltre a devastare la città e gli italiani volontari che decidono di combattere, porta con sé la fame. Nel Borgo si vedevano solo bambini con corpi magrissimi, donne con vestiti larghi e uomini, costretti a stringere la cintura per non perdere i pantaloni.
Anche al bordello del Borgo della Morte, si sentiva la fame, specialmente da quando non avevano più clienti ed era stata introdotta la tessera annonaria.
La tessera annonaria, conosciuta come “la tessera della fame”, era un libretto, tessera, introdotto in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, per razionare i beni di prima necessità, come il pane.
Ed è proprio per la fame e la mancanza di pane, che molte donne, tra cui le ragazze del Borgo della Morte, hanno partecipato a una protesta, iniziata con il saccheggiare un camioncino che portava il pane e terminata tra le urla, davanti alla prefettura.La mattina del 16 Ottobre la tenutaria del Bordello di Borgo della Morte, le sue belle e le sue ragazze si ritrovarono davanti alla fabbrica di Scarpe Zanlari da dove, insieme a un numero di donne che due cifre non bastavano a numerarle, si mossero per assaltare il furgone del pane che avrebbe fatto tappa in via Imbriani. Aspettarono che il conducente scendesse a fare le consegne per saccheggiarlo, ficcando micche e filoni sotto il braccio, nelle camicette rivoltate, nelle tasche delle sottane. Qualcuna si perse nella smania di portare a casa quel ben di Dio, Pinna corse dai Donati ancor prima di addentarne un pezzo, ma le più restarono unite, rabbiose e fiere, decise a urlare alla cintera intera e al prefetto quanto la fame picchiasse duro. Marciarono al grido di Pane! Pane!, resistettero al getto d’acqua degli idranti, gridarono la loro disperazione a chi le additava con disprezzo. Giunte di fronte alla prefettura, si abbracciarono orgogliose, Pane! Pane! ripresero a urlare, finché la polizia fascista non brandì i manganelli e prese a colpirle, perchè tanta sfacciataggine meritava mani pesanti.
Ma alle botte le donne dell’Oltretorrente erano abituate, avevano la pelle spessa, le ossa di marmo: si allontanarono stringendosi a braccetto e continuarono a far rumore fin dove c’erano orecchie a poterle sentire.
Le belle del bordello, con zia Ida in testa, tornarono al bordo festanti, col pane nelle tasche e un unico cuore a farle volare alto.
Scesero in refettorio, buttarono il pane sul tavolo e risero di gusto, con le mani ai fianchi e i piedi a pestare al ritmo della risata.
Fu il quel momento, quando la felicità sembrava poter toccare il cielo, che […] vide nero.
Così, all’improvviso.
Crollò sul pavimento come una torre di carte. E la felicità sprofondò nel nero con lei.Tra rivolte, ingiustizie, amore e segreti sepolti sotto la polvere delle strade, si snoda la narrazione di questo libro emozionante, intenso e struggente con personaggi umani e realistici.
Che cosa accadrà ad Anita, Rosa, Ninfa e alle ragazze del Borgo della Morte?L’amore.
Credeva non fosse che il fremere dolciastro che il libercolo sottratto anni prima alla donna addormentata, raccontava.
Di quei brividi fatti di niente era convinta di poter fare a meno. Ma negli ultimi giorni, aveva sentito in corpo tutt’altra spinta: un pulsare violento, un desiderio ruvido che aveva trascinato con sé ogni altro pensiero.
Ettore.
Con l’odore di sale e sudore che ricordava. Con mani grandi e braccia che sapevano stringere con tenerezza. Con la guerra a piegargli la schiena e il bisogno di serenità negli occhi.
Ettore. L’amore di sua sorella.Qui puoi trovare la recensione del romanzo d’esordio “Ci sono mani che odorano di buono” : https://deborahcarraro97.com/2023/03/09/ci-sono-mani-che-odorano-di-buono-di-sara-gambazza/
La scrittrice Sara Gambazza dopo il successo del suo romanzo d’esordio “Ci sono mani che odorano di buono” (Longanesi, 2023), torna in libreria con “Quando i fiori avranno tempo per me”, una nuova storia emozionante, ispirata (in parte) a sua nonna, con il personaggio di Ninfa.
La scrittrice Sara Gambazza, al centro dei suoi libri, inserisce dei personaggi “ultimi”, proprio come Anita, Rosa e Ninfa, poste ai margini della società.
La scrittrice Sara Gambazza, ha uno stile di scrittura scorrevole, intenso, struggente e delicato, in grado di arrivare al cuore e all’anima di ogni lettore.
Ogni parola, ogni frase, all’interno di questo libro è un colore, un sentimento, un dolore, perchè la scrittrice utilizza parole poetiche, intense, delicate e profonde.
I temi trattati sono la Seconda Guerra Mondiale, la fame, la guerra, la violenza, la morte, il bordello, il rapporto tra sorelle, l’amicizia, la tenacia, la dignità, il fascismo, l’analfabetismo e la difficoltà per molti/e bambini/e di andare a scuola a causa delle condizioni economiche della loro famiglia, i pregiudizi, le cicatrici, le donne e l’amore, capace di sfidare la guerra.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di rendere ogni personaggio (principale e secondario), realistico, pieno d’umanità.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia emozionante, intensa, che racconta una storia di miseria, di coraggio, di sopravvivenza e dignità.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che sono alla ricerca di un libro con una trama solida, costruita alla perfezione, con personaggi umani, che arrivano direttamente al cuore e anima del lettore.
Ringrazio la scrittrice Sara Gambazza e la casa editrice Longanesi editore, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere Anita, Rosa, Ninfa, Ettore, Vittorio, Angelo, Quinto, Olga, Ida e le altre ragazze del Borgo della Morte.
Lasciatevi travolgere dalla penna delicata di Sara Gambazza e alla fine del libro, vi sembrerà di conoscere per davvero ogni personaggio!!
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“La fabbricante di stelle” di Mélissa Da Costa

Titolo: La fabbricante di stelle
Autore: Mélissa Da Costa
Traduttore: Elena Cappellini
Casa Editrice: Rizzoli
Collana: Le narrative
Data uscita: 8 Aprile 2025
Pagine: 204
Genere: Romanzo contemporaneo<<Non sei una Custode. Tu disegni. Crei il cielo. Sei una fabbricante di stelle.>>
Quello fu il giorno in cui battezzai la mamma.
<<E’ così carino, così poetico. Grazie, Arthur.>>
La fabbricante di stelle. Fu con quel nome che firmò le decine e decine di lettere che inondarono la mia camera dopo la sua partenza.Si potrebbe iniziare questa storia con “C’era una volta…”, perchè Clarisse Gagnon, la mamma di Arthur (il protagonista e voce narrante), ogni giorno gli racconta dei racconti magici, proprio come se fosse una fiaba.
Arthur è un bambino di cinque anni, un giorno sua mamma gli confida un segreto, che cambierà tutta la sua vita. Clarisse, tra qualche giorno dovrà partire per una missione segreta, un lungo e faticoso viaggio, per arrivare su Urano, il pianeta magico.
Arthur è affascinato, ammaliato dai racconti della madre, che gli descrive nei minimi dettagli Urano. E’ così, che Arthur si immagina un pianeta ghiacciato, dove si trovano molti animali strani e insoliti, come le lumache con il guscio azzurro, che per nutrirsi, mangiano il prezzemolo polare, o alberi-cervo, che hanno appeso un campanello che produce un suono fastidioso, e tante altre creature magiche e straordinarie, che Clarisse racconta e disegna al figlio.Non ebbi mai l’assoluta certezza che il ronzio che sentivo non fosse quello delle macchine in strada e il cinguettio quello dei passeri in giardino. In compenso, ciò che rimase intatto fu il ricordo di quella giornata meravigliosa nel bosco e la confidenza che la mamma mi fece la sera, mentre mi rimboccava le coperte: le nuvole su Urano erano di un bel verde acqua e a volte si posavano a terra per bere. Era uno spettacolo raro, assolutamente da non perdere.
Ma Clarisse deve svolgere una missione ben precisa e importante, che gli ha assegnato il Custode delle Meraviglie, colui che disegna il cielo con il Sole, ma anche l’arcobaleno.
Il Custode delle Meraviglie, è ormai anziano, ha bisogno di qualcuno che prenda il suo posto e Clarisse, grazie alla sua abilità nel disegnare, ricoprirà quest’incarico. Arthur pende dalle labbra di sua mamma, ogni giorno cerca di farsi raccontare nuove curiosità sulla missione segreta.<<Su Urano non governa nessuno. Tutte le creature sono libere e vivono come vogliono. […] Ma c’è un Custode delle Meraviglie>>
<<E chi è?>>
<<Un anziano signore che veglia su tutti i tesori di Urano.>>
<<Quali tesori?>>
<<Gli animali, la banchisa, le piogge ghiacciate, gli alberi-cervo e tante altre cose che non ti ho ancora raccontato, Arthur! Ci sono talmente tanti tesori inestimabili lassù!>>
Imbambolato, pendevo dalle sue labbra.
<<Questo vecchio signore non custodisce solo i tesori di Urano. Crea il cielo. […] E’ lui che lo dipinge ogni giorno. Con il Grande Pennello dell’Universo. Quando si annoia, lo cancella con la Grande Gomma dell’Universo e ne crea un altro.>>
Non riuscivo a parlare, tanto ero meravigliato.
<<E le nuvole>> continuò la mamma. <<Anche quelle le fa lui. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ne disegna di nuvole, le fa di forme diverse, in modo che chi le guarda non si stufi mai. […] Naturalmente crea anche le stelle. Le stelle cadenti sono particolarmente difficili da disegnare. Si muovono in continuazione, così bisogna finire tutte le punte prima che ti sfuggano tra le dita!>>Con la sua fantasia, Clarisse ha inventato questa storia per nascondere la sua malattia al figlio, per evitare di provocargli una ferita troppo grande. Clarisse cerca di trascorrere i suoi ultimi giorni insieme ad Arthur, raccontandogli storie magiche, divertendosi a catturare nei contenitori di plastica il suono degli uccelli, ma anche liberando le barche al lago.
Quel pomeriggio di primavera, mentre il polline sorvolava il lago, io e la mamma liberammo una delle due barche. La mamma disse che il giorno dopo avremmo liberato l’altra, così avrebbero avuto la possibilità di sgranchirsi le pinne. […]
Non sapevo se il lago fosse felice come diceva la mamma, ma nonostante i miei cinque anni di una cosa ero certo: di quanto fosse felice la mamma quel pomeriggio. E io con lei.Clarisse non perde nemmeno un secondo, un minuto, un istante e si gode, ancora per qualche giorno, prima di morire, la compagnia del figlio.
La narrazione si alterna tra passato e presente, in cui troviamo Arthur adulto, che si trova in ospedale, mentre si prepara a diventare padre e ripensa a sua mamma.
E’ così che Arthur, rivive i ricordi con sua madre, ripensa agli ultimi giorni che hanno trascorso insieme, quando credeva che sarebbe partita per la missione speciale su Urano.
Ma Arthur ormai è un adulto, ha acquisito maturità ed esperienza, che lo porta a riflettere sul comportamento della madre. Quando era un bambino, il giorno del suo settimo compleanno, Arthur aveva scoperto la verità e si era allontanato dal proprio padre, che aveva partecipato a quell’inganno.
Arthur non aveva mai compreso le ragioni della propria madre, il motivo per cui non gli aveva rivelato della sua malattia, ma adesso, Arthur, che sta per diventare padre, capisce che quella bugia meravigliosa era servita per proteggerlo dal dolore.
In quel corridoio d’ospedale, Arthur è pronto a perdonare la propria madre e a dirle addio per sempre, pronto ad accogliere una nuova vita.Essere genitori significava questo. Non avere più il diritto di sbagliare. Non avere più il diritto di sparire. Mai. Temere per la propria vita, forse per la prima volta. Vivere per qualcosa di diverso da sé, per qualcosa di grande, d’immenso, che ci supererà sempre.
Che ci illuminerà sempre.Il suo sguardo contiene tracce d’infinito. Dice quello che dovrei già sapere, quello che scopro solo ora. Dice che ormai sono padre, che se ce ne fosse bisogno sarei pronto a morire per lei, senza un attimo di esitazione. Dice che per lei inventerei vite su Urano, Plutone o Giove, farei nascere alberi-cervo, creerei lumache polari, disegnerei palazzi di ghiaccio, concepirei migliaia e migliaia di meravigliose bugie.
Per lei passerei le notti a scrivere, fogli su fogli, perchè non mi dimentichi, per essere al suo fianco ogni giorno, anche quando sono lontano.
Senz’ombra di dubbio, per lei mi trasformerei in un fabbricante di stelle.La scrittrice più venduta in Francia negli ultimi due anni, Mélissa Da Costa, dopo l’incredibile successo di “I quaderni botanici di Madame Lucie” (2021), “Tutto il blu del cielo” (2022), “Bucaneve” (2023) e “All’incrocio dei nostri destini” (2024), torna in libreria con “La fabbricante di stelle”, una storia emozionante, che riesce a trasformare il dolore in poesia e la morte, in una bellissima fiaba.
“La fabbricante di stelle” è una storia commuovente, in cui ogni parola penetra nel cuore e nell’anima del lettore.
I temi trattati sono la perdita e l’immaginazione, che si fondono nella storia tra la realtà e la fantasia, creando dei luoghi incantati, magici. Ma sono molto importanti anche i temi come l’amore, il legame tra genitori e sorelle, la memoria e la natura.
Lo stile di scrittura è scorrevole, struggente, emozionante, intenso e delicato, in cui ogni parola è poesia, scelta accuratamente dalla scrittrice per fare breccia nel cuore dei suoi lettori.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni e dialoghi inseriti dalla scrittrice, che permettono al lettore di entrare in empatia con ognuno di loro.
Mi sono affezionata molto alla sorella di Clarisse, Cassie che con la sua intelligenza e dolcezza, riesce a far divertire Arthur, donandogli attimi di felicità e serenità. Cassie è un personaggio fondamentale all’interno della narrazione, che assume un ruolo molto importante nella vita di Arthur, proprio come se fosse una “seconda mamma”.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia struggente, dolorosa e commuovente, che ha la capacità di insegnare e far riflettere che per dirsi un addio, a volte, c’è bisogno di una storia meravigliosa, ambientata in luoghi incantati.
“La fabbricante di stelle” è un pugno allo stomaco, durante la lettura mi sono commossa, sono rimasta incantata dalle parole di Clarissa, dalla sua immaginazione nell’inventare una fiaba incantata, capace di trasformare il dolore nella bellezza della natura.
E voi, riuscireste per il bene di vostro/a figlio/a a inventarvi una storia magica, per nascondere una malattia?
Fatemelo sapere nei commenti!!
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“Nuovi inizi a Strawberry Patch Pancake House. L’amore può sbocciare nei posti più inaspettati…” di Laurie Gilmore

Titolo: Nuovi inizi a Strawberry Patch Pancake House. L’amore può sbocciare nei posti più inaspettati…
Autore: Laurie Gilmore
Traduttore: Laura Mastroddi
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Collana: Anagramma
Data uscita: 4 Giugno 2025
Pagine: 288
Genere: Romanzo rosaLui la stava guardando di nuovo, ma ora c’era qualcosa di un po’ più tenero nel suo sguardo. In effetti, i suoi occhi, adesso che non la fissavano più con ostilità, erano di un bel castano caldo. E quando non se li tirava indietro, i capelli gli ricadevano dolcemente sulla fronte. Iris riusciva a immaginare quella bocca che si ammorbidiva ancora di più, che sorrideva illuminandogli il viso. E poi, di colpo capì.
Archer Baer, il suo potenziale datore di lavoro, era sexy.
E quella era una pessima notizia.
Non poteva avere una cotta per il suo capo! Male. Molto male, Iris.E dopo la bellissima storia d’amore di Jean e Logan in “Amori e Segreti al Pumpkin Spice Caffè. Un caffellatte speziato può cambiarti la vita”, e quella di Hazel e Noah, in “Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun. Basta un po’ di zucchero e cannella”, quale sarà la nuova storia ambientata a Dream Harbor?
Trovi la recensione di “Amori e Segreti al Pumpking Spice Caffè. Un caffellatte speziato può cambiarti la vita” (Primo volume), qui: https://deborahcarraro97.com/2024/11/29/amori-e-segreti-al-pumkin-spice-caffe-un-caffellatte-speziato-puo-cambiarti-la-vita-di-laurie-gilmore/
Trovi la recensione di “Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun. Basta solo un po’ di zucchero e cannella” (Secondo volume), qui: https://deborahcarraro97.com/2025/03/28/dolci-misteri-alla-libreria-cinnamon-bun-basta-solo-un-po-di-zucchero-e-cannella-di-laurie-gilmore/
Lo so, che siete curiosi… ma se vi dicessi queste due parole: fragole e pancake?
Lasciatevi avvolgere dal profumo dei pancake caldi e dalle fragole appena raccolte!
Bentornati a Dream Harbor, un luogo magico e affascinante allo stesso tempo, in cui gli abitanti si sostengono e aiutano, soprattutto nei momenti di difficoltà.Da quando era arrivato, era la prima volta che si avventurava nel centro della cittadina. Era… un posto caratteristico, un po’ come nelle vecchie cartoline. Tutto era pittoresco e incredibilmente piccolo. C’era un viale alberato, che si estendeva per circa due isolati, con una manciata di negozi. E poi basta. Dalla zona commerciale si passava subito ai quartieri residenziali. Nulla che assomigliasse lontanamente all’energia pulsante di Parigi.
Archer Baer è uno chef di successo, vive a Parigi e dedica tutta la sua vita e il suo tempo al lavoro per ottenere la prestigiosa stella Michelin.
Ma un giorno, la vita di Archer viene stravolta, quando viene a conoscenza che Cate Carpenter, una ragazza che aveva frequentato qualche anno fa, era morta in un terribile incidente stradale. E’ così, che Archer ha scoperto di avere una figlia di cinque anni di nome Olive.
Archer deve abbandonare la sua vita, il lavoro che ama e trasferirsi a Dream Harbor per prendersi cura di quella bambina, sua figlia. Archer non aveva mai pensato di diventare padre, non riusciva nemmeno ad avere un amico, ad eccezione di suo padre, figurarsi prendersi cura di una bambina.
Ma Archer, non è abituato a fallire e vuole provare a prendersi cura di Olive.Il solo pronunciare quel nome, Olive, era una novità. Fino a quel momento lo aveva evitato, come se non pronunciarlo rendesse l’intera faccenda reale.
Ma era reale. La bambina era reale. Ed era terrorizzata da lui. Accidenti a quella donna al caffè. Se non gli avesse versato addosso quella poltiglia verde, la situazione sarebbe stata diversa. E poi gli aveva messo le mani addosso, come se qui sottilissimi tovagliolini di carta potessero servire a qualcosa. Non che lui stesse ancora pensando alle mani di Iris sul petto (ma avrebbe potuto pensarci più tardi). Al momento aveva problemi più grandi.
E non aveva idea di come risolverli.Olive è una bambina molto dolce, intelligente, sensibile, ma la perdita della madre e l’arrivo improvviso di un padre di cui non aveva mai sentito parlare, la fa chiudere in sé stessa.
Non è facile per Archer ambientarsi in quella strana cittadina, proprio lui che era abituato alla vita frenetica parigina, mentre adesso si trova a Dream Harbor, piena di abitanti che, desiderano ficcarsi in casa sua per sapere come sta sua figlia. Tutti gli abitanti di Dream Harbor, sono addolorati dalla scomparsa di Cate e sono molto affezionati alla piccola Olive.
Olive è gioviale, chiacchiera con tutti, ad eccezione di Archer, suo padre, di cui ha paura per la sua statura e il suo carattere burbero.
Archer ha trovato un lavoro nella tavola calda di Gladys, proprio lui che lavorava nei migliori ristoranti di Parigi, adesso si occupava di servire dei semplici pancake.
Ma Archer non può occuparsi da solo di Olive e Gladys, gli propone di assumere Iris Fraser come tata.
Iris Fraser è una ragazza di ventisei anni, che non riesce a mantenere un lavoro e una relazione più di qualche mese, proprio come sua madre. Infatti, ora sua madre si trova in Florida per vivere una nuova storia d’amore, con Gabriel.
Iris non ha mai fatto la tata, ha sempre preferito gli anziani ai bambini, teme di non avere le competenze adeguate. Ma Iris ha bisogno di soldi per pagare l’affitto, e quando la sua amica Gladys, le fa presente che lo chef sta cercando una tata, alla fine decide di accettare.Se Archer voleva la perfezione da lei, sarebbe rimasto molto deluso. Iris era un ghirigoro, non una linea retta. Era sempre in ritardo, tranne quando faceva lezione (non avrebbe fatto questo ai suoi studenti). Aveva una lunghissima lista di hobby e di libri iniziati e non finiti, tanto che era impossibile elencarli tutti. Era abbastanza brava, ma non sarebbe stata mai perfetta. E se le cose fossero andate come andavano di solito, non avrebbe conservato quel lavoro per più di sei mesi. Forse era meglio andarsene subito, risparmiando a entrambi la fatica.
Archer, quando Gladys gli aveva proposto una tata, aveva pensato immediatamente a una signora anziana, invece si era ritrovato davanti Iris, una donna molto attraente.
Dopo aver riflettuto attentamente, Archer assume Iris e le propone di vivere insieme a loro, per aiutarlo a prendersi cura di sua figlia.
Olive si affeziona subito a Iris, che con il suo sorriso riesce a portare un po’ di luce negli occhi spenti di quella bambina. Tra Iris e Olive nasce un legame inaspettato, ridipingono la camera insieme e costruiscono strani fortini.<<La mamma può ancora vedermi?>>
Ahi. Iniziarono subito a suonare campanelli d’allarme. Iris non era pronta per quella conversazione. Ma Olive la fissava con gli occhi spalancati e colmi di tanta tristezza. Una tristezza che una bambina di cinque anni non avrebbe mai dovuto provare. Le venne voglia di prenderla in braccio, avvolgerla in qualcosa di morbido e tenerla al sicuro. […]
<<La nonna dice di sì.>>
<<Le nonne sono molto sagge, quindi forse è così.>> Iris si sedette sul telo di plastica accanto a Olive.
<<Non credo che le persone che amiamo ci lascino mai sul serio.>>
<<Quindi può vedermi?>>
Quello non sembrava il momento di fare riflessioni astratte e filosofiche su ciò che accadeva dopo la morte. A quella bambina mancava la madre, e Iris avrebbe detto qualsiasi cosa per farla sentire meglio.
<<Sì, può vederti.>>Un pomeriggio, Iris e Olive, immaginano di essere a Londra, a gustarsi un bel tè caldo e mentre stanno giocando, arriva Archer, che su insistenza di Iris rimane a sorseggiare un finto tè.
E’ proprio grazie a Iris, che Olive inizia a parlare con Archer, ad aprirsi con quella nuova figura paterna.Iris si alzò da terra e gli si avvicinò, prendendolo per mano.
<<Oh, no, insisto. Devi assolutamente unirti a noi. Il tè è di prima qualità.>> Si era rituffata in quell’accento terribile, ma sembrava che funzionasse. Olive tratteneva a stento il sorriso che le si riaffacciava sulle labbra. Iris lo trascinò a terra prima che potesse rendersi conto di ciò che stava accadendo. Archer si trovò seduto accanto a un narvalo a strisce di tutti i colori e a un orso con un occhio solo. Olive lo scrutava da sotto il cappello.
<<Bè, grazie per l’invito,>> disse, rivolgendole un sorriso incerto. La bambina non ricambiò, ma non distolse lo sguardo. <<Mi andrebbe davvero una bella tazza di tè.>> […]
E forse Iris era un genio o forse solo una pazza, ma tra il suo accento folle, il tè finto, gli ospiti di peluche e i cappelli fatti in casa, Olive era abbastanza rilassata da parlare davvero in sua presenza.
Archer avrebbe voluto piangere nel suo tè immaginario. […] E Iris sembrava contenta che il suo piccolo tè avesse funzionato.
Complice l’accento e il cappello, Archer si domandò se lei non fosse un po’ più simile a Mary Poppins di quanto avesse pensato all’inizio.Archer, Iris e Olive iniziano a trascorrere sempre più tempo insieme, sembrano una famiglia vera, imperfetta, ma vera.
Ma Iris ha paura di far soffrire Olive, vuole evitare a quella bambina di stare male, come era successo a lei da bambina. Ogni volta che la madre, usciva con un nuovo compagno, Iris, sperava che sarebbe stato una sorta di patrigno. Ma ogni volta, che Iris si affezionava la nuovo compagno della madre, dopo poco si lasciavano e con il tempo, aveva imparato che l’amore svanisce velocemente.
Iris si è affezionata a Olive, ma anche ad Archer, con cui condivide molte cose, ma ha paura a lasciarsi andare a mostrare i suoi sentimenti.Quando alzò lo sguardo, Iris lo stava fissando con un sorriso tenero sul volto. Lei cercò subito di riprendere il controllo della sua espressione ma era troppo tardi. Archer aveva visto il modo in cui lo stava guardando. No, non solo lui, come stava guardando lui e sua figlia, come se provasse per entrambi qualcosa di più di un interesse professionale.
E si sorprese a sperare che fosse così.Proprio Iris, che ha sempre scelto storie brevi, fugaci, adesso sente di appartenere a qualcuno…
Riuscirà Iris a lasciarsi andare?
Che cosa accadrà?
Riusciranno Archer, Olive e Iris a essere una famiglia?<<All’inizio era solo una cosa fisica. Eri troppo sexy. Non avrei mai dovuto assumerti, Iris. Ho capito fin dal primo giorno che sarebbe stato un problema, quando ti sei presentata con quella canottiera sottile. […]
Ma poi ci sei stata solo tu, Iris. Quando eri felice e allegra, quando eri preoccupata, quando eri spaventata, quando avevi bisogno di me e quando non ne avevi, quando giocavi con Olive e quando mi baciavi.
C’eri tu e basta, Iris.>>
Lei gli passò le dita tra i morbidi capelli ondulati, ancora incapace di parlare, per fargli sapere che era lì. […] E alla fine, tutti i sentimenti di Iris per quell’uomo le piombarono addosso, il divertimento e la paura, la tenerezza e il desiderio e l’amicizia.
Era tutto spaventoso, ma perfetto.
<<Ti amo anch’io,>> sussurrò.La scrittrice Laurie Gilmore dopo l’incredibile successo dei suoi libri precedenti “Amori e Segreti al Pumpkin Spice Caffè” (Volume Primo), e “Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun” (Volume Secondo), con “Nuovi inizi a Strawberry Patch Pancake House. L’amore può sbocciare nei posti inaspettati…”, torna in libreria con una nuova storia d’amore, ambientata a Dream Harbor, il luogo in cui non si smette mai di innamorarsi.
“Nuovi inizi a Strawberry Patch Pancake House. L’amore può sbocciare nei posti inaspettati…” è un romanzo che racconta la bellissima storia d’amore tra Archer e Iris, che riescono a superare le loro paure e a formare una bellissima famiglia insieme a Olive.
I temi trattati sono la morte, le paure, le amicizie, il senso di colpa, la crescita, il cambiamento, l’amore e la famiglia, i temi cruciali e nevralgici di questo libro.
Con questa storia, il lettore imparerà che ogni famiglia è imperfetta, e proprio perché i protagonisti commettono degli sbagli e non sanno come comportarsi, riescono a essere reali.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, commuovente e divertente, la scrittrice con questa storia vuole dimostrare a tutti i suoi lettori, che è possibile inserire dei bambini in un romance, anche se sono presenti scene spicy.
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie alle ampie descrizioni fisiche e psicologiche inserite dalla scrittrice, che permettono al lettore di affezionarsi alla piccola Olive, ma anche ad Archer e Iris.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia d’amore e di famiglia, a chi sogna di vivere in un luogo come Dream Harbor, in cui c’è sempre spazio per innamorarsi.
Non vedo l’ora di conoscere la prossima storia d’amore, ambientata in questa strana cittadina, a cui mi sono affezionata.
Vi piacerebbe vivere a Dream Harbor?
Vi è mai capitato di provare un’amore così forte, come quello tra Archer e Iris?
Fatemelo sapere nei commenti!!
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“La catastrofica visita allo zoo” di Joël Dicker

Titolo: La catastrofica visita allo zoo
Autore: Joël Dicker
Traduttore: Milena Zemira Ciccimarra
Casa Editrice: La Nave di Teseo
Collana: Oceani
Data uscita: 17 Marzo 2025
Pagine: 272
Genere: Romanzo contemporaneoIn fondo, le persone sono come le stelle: solo se le guardi con attenzione ti accorgi di quanto brillano.
Con “La catastrofica visita allo zoo”, il lettore scoprirà una nuova veste di Joël Dicker, uno stile di scrittura completamente diverso dai suoi libri precedenti.
Non aspettatevi omicidi o rapine, ma sedetevi sul divano per avventurarvi in una storia speciale, proprio come i bambini presenti nella storia.
La narrazione del libro avviene in un piccolo paesino, dove si trova una scuola per bambini speciali.
Ed è proprio qui, che incontriamo la protagonista e narratrice del libro: Joséphine, una bambina che capisce le cose troppo in fretta.
Come ogni lunedì, Joséphine è davanti alla scuola, pronta per entrare per la solita lezione della signorina Jennings, quando nota un camioncino dei pompieri e molte persone nei pressi della scuola speciale. Che cosa succede? Come mai ci sono i pompieri?
La loro scuola, la Scuola dei Picchi Verdi, è diversa da quella posta di fianco, è costruita in legno e ha degli alunni speciali, che vi presento subito: Artie, un bambino ipocondriaco, che ha paura di contrarre qualsiasi malattia, Thomas “il karateka”, che gli ha insegnato il padre, Otto un bambino con i genitori divorziati, e poi ci sono i genitori di Giovanni, che sono molto ricchi, Yoshi, un bambino che non parla mai e infine, la protagonista, Joséphine, che da grande vuole diventare un’inventrice di parolacce.
Ognuno di loro è speciale a modo suo, nella loro scuola speciale possono esprimersi, essere sé stessi senza pregiudizi.
Ma la loro scuola è stata dichiarata inagibile dai pompieri, che hanno spiegato alla signorina Jennings, le cause dell’allagamento. Durante la giornata di venerdì, qualcuno si era dimenticato di chiudere il rubinetto del lavandino del bagno, che aveva causato l’allagamento della scuola.
Joséphine e i suoi amici, dopo essere stati “interrogati” dal capo dei pompieri, un uomo che non aveva molto ingegno e aveva chiuso velocemente l’indagine, avevano deciso di trovare chi aveva distrutto la loro scuola speciale.
E’ così, che Joséphine, Artie, Thomas, Otto, Giovanni e Yoshi, iniziano ad investigare, insieme alla nonna di Giovanni, esperta di film polizieschi.Una volta sistemata la faccenda della visita allo zoo, potevamo dedicarci alla nostra indagine.
Chi mai aveva potuto allagare la scuola?
Condurre un’indagine è più facile a dirsi che a farsi. Non sapevamo da dove cominciare. Di norma, quando facciamo per la prima volta un gioco nuovo, c’è sempre un adulto che ci aiuta e ci spiega le regole. Ma in questo caso non potevamo chiedere ai nostri genitori, che non sarebbero stati molto entusiasti all’idea di un’indagine.
Poi abbiamo pensato alla nonna di Giovanni, che è una vera esperta in materia perchè passa le giornate a guardare le serie poliziesche in tv.Nel mentre, il Direttore della scuola di fronte alla loro, decide di ospitare i bambini speciali e la signorina Jennings. Ma i bambini speciali, hanno molto da insegnare ai bambini della nuova scuola e ai loro genitori, che temono questa scelta per l’istruzione dei loro figli.
La signorina Jennings, è una donna molto intelligente, buona, ma che non accetta i pregiudizi e l’ignoranza delle persone, ed è pronta a tutto per difendere i suoi bambini speciali.
Ma Joséphine e i suoi amici, sono determinati a trovare il colpevole.
Chi è che ha allagato di proposito la loro scuola?
E che vantaggio ne avrebbe ricavato?Viviamo in un mondo dove le persone hanno dimenticato che ci si deve comportare in modo educato.
Lo scrittore Joël Dicker, dopo aver venduto con i suoi romanzi più di 20 milioni di copie, come “La verità sul caso Harry Quebart” (La Nave di Teseo, 2013), “Gli ultimi giorni dei nostri padri” (La Nave di Teseo, 2015), “Il libro dei Baltimore” (La Nave di Teseo, 2016) e tanti altri, pubblica “La catastrofica visita allo zoo”, una storia speciale e piena di valori, di umanità, raccontata da dei bambini speciali.
“La catastrofica visita allo zoo” è una storia universale, per i temi trattati come i pregiudizi, l’inclusione, la democrazia e la censura, i rapporti tra genitori e insegnanti e i bambini speciali.I genitori degli alunni normali hanno detto di essere molto preoccupati del fatto che i loro figli fossero a contatto con i bambini della scuola speciale. Alcuni avevano perfino paura che i figli venissero contagiati da noi, come se essere speciali fosse una malattia. La signorina Jennings si è innervosita molto, ci ha difeso e ha affermato che, al contrario, era una cosa molto importante che stessimo tutti insieme, soprattuto con dei genitori simili, e che questo si chiamava “inclusione e tolleranza”.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, con parole molto semplici perchè la storia viene raccontata da una bambina. Ma è anche un romanzo molto divertente e commuovente, pronto a stupire e catturare anche i lettori più scettici.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia scorrevole, speciale, emozionante, raccontata dai bambini speciali.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro, che desiderano investigare insieme alla simpatica squadra, composta da Joséphine e i suoi amici, capitanata dalla nonna di Giovanni.
Lasciatevi travolgere dalla simpatia dei personaggi, ma riflettete molto sui temi che ricorrono nella storia, perchè lo scrittore Joël Dicker attraverso i dialoghi (a tratti) umoristici, desidera insinuarsi nella mente dei suoi lettori per farli riflettere sulla democrazia, sulle sensibilità dei bambini speciali, ma anche sul comportamento inadeguato e sbagliato, di molti genitori nei confronti di chi è diverso.
Buona lettura 📚📚!! -
“La signora del Neroli” di Chiara Ferraris

Titolo: La signora dei Neroli
Autore: Chiara Ferraris
Casa Editrice: Piemme
Collana: Original Tascabili Piemme
Data uscita: 24 Giugno 2025
Pagine: 448
Genere: Romanzo contemporaneoLa vecia ha predetto la gelata o, meglio ha predetto che l’annata non sarebbe stata buona.
Lei sa capire gli eventi. Non in maniera precisa, più che altro sono indicazioni. In tanti si rivolgono a lei, per farsi togliere il malocchio o farsi leggere la mano, e tutti credono che dica la verità.
Io, invece, l’ho sempre guardata con sospetto. Neanche volevo che leggesse, la mia mano, quella sera, alla festa di fine raccolta. […]
La donna ha afferrato il mio palmo, l’ha osservato con scrupolosità, ha strizzato gli occhi e le rughe si sono centuplicate sulla sua fronte. Poi con un dito ha cominciato a seguire una linea, sfiorando appena la pelle con l’unghia.
Solletico.
Voglia di ritrarre la mano e ridere.
<<Una frattura>> ha detto, indicando un punto preciso, che ho osservato senza capirci niente. <<Una frattura che spezza ogni legame con il passato.>>
Non sembrava una bella notizia, detta così. Ma era difficile intuire se fosse presagio di una sorte cattiva, la vecia non ha aggiunto una parola e la sua espressione è rimasta imperturbabile come in ogni altra occasione.
Ho guardato il punto che mi ha indicato e no, non ci ho visto nulla di strano.
Anche oggi osservo quel punto.
Tutto il mio destino è racchiuso nei miei palmi. Lo so benissimo, questo. Ma non scritto su una linea che si spezza. Non credo a queste sciocchezze, sono solo superstizioni. Credo nelle mie mani, perchè sanno fare bene il loro lavoro e perchè sono operose.
Per nessun altro motivo.La narrazione del libro si svolge a Vallebona, un paesino sul litorale al confine tra Italia e Francia, conosciuto da tutti per i suoi profumatissimi e pregiati alberi d’arancio amaro.
Immaginatevi, delle terrazze vastissime, che si arrampicano sulle colline, dove spiccano gli aranci… Lasciatevi travolgere dal profumo dei fiori d’arancio, con la loro fragranza dolce, floreale e leggermente agrumata!!Il nostro villaggio non è molto distante dall’aranceto e, per la strada, ci andiamo a unire alle raccoglitrici che arrivano da villaggi più lontani, addirittura qualcuna dal Piemonte. Ci sono anche molti uomini, qualche ragazzo.
Mi avvicino a un gruppetto di mie coetanee. Non esiste momento migliore per dare uno sguardo ai giovanotti degli altri paesi, imbastire qualche conoscenza da approfondire durante la raccolta e, eventualmente, da concretizzare alla raccolta successiva. I matrimoni, da queste parti, nascono tutti così: allo sbocciare dei fiori d’arancio, sotto le fronde degli alberi, nel giro di una quindicina di giorni. Se le famiglie sono d’accordo, saranno i padri, poi, ad accordarsi, ma rimane nell’aria l’idea che una simpatia sorta durante la raccolta non possa che essere propizia.La protagonista del libro si chiama Emma, una raccoglitrice che insieme alle sue sorelle, porta avanti le tradizioni di famiglia. La madre di Emma, proprio come lei, era una raccoglitrice molto brava, grazie alle sue mani piccole che le permettevano di raccogliere velocemente e con delicatezza, i fiori d’arancio senza rovinarli.
Emma ha ereditato dalla madre le mani piccole, di cui è orgogliosa e che la fanno essere un’ottima raccoglitrice. Ma Emma, non ha solo le mani piccole, ma è anche molto intelligente e svelta, in grado di raccogliere con agilità e precisione i fiori d’arancio.
La sorella maggiore di Emma, Bianca, si è sposata da neanche un anno con un ragazzo di nome Giuseppe e presto diventeranno genitori. Solitamente, era Bianca a selezionare le sorelle con maggiori capacità per la raccolta, ma adesso, questo compito così gravoso e difficile, spetta ad Emma.
Emma deve scegliere quali delle sue sorelle tra Elisabetta, Iolanda, Amelia e Tea, parteciperanno alla raccolta. Non è facile né piacevole scegliere, ma ormai Emma è cresciuta ed è pronta ad assumersi questa nuova responsabilità.Raccogliere fiori d’arancio è un privilegio. La famiglia di mia madre lo fa da generazioni e continueremo a farlo finché ci saranno figlie femmine con le mani piccole.
Elisabetta è più piccola di un anno rispetto ad Emma, ma ha ereditato dal padre le mani tozze ed Emma, decide che sua sorella sarà una raccoglitrice, ancora per un anno per la pace familiare, visti i continui litigi tra loro due.
Anche Iolanda e Amelia quest’anno saranno raccoglitrici, mentre Tea, è ancora piccola e si limiterà ad aiutare a dividere i fiori dai rametti.
Emma e le sorelle arrivano nella tenuta dei Fontana, una famiglia benestante, conosciuta per i suoi fiori d’arancio, usati in pasticceria, ma anche il neroli, un’essenza molto pregiata impiegata in profumeria.
Emma e la sua famiglia, lavorano da anni per i Fontana, e conosce bene ognuno di loro: da Tancredi a sua moglie Giulia, che gestiscono l’attività e la madre Viola, una signora anziana che partecipa attivamente alla raccolta.
Mentre Emma, posizionava i teli sotto gli alberi d’arancio, aveva notato un fiore schiudersi e lo aveva immediatamente comunicato alla signora Viola, che aveva il compito di iniziare la raccolta.
Emma si inebria del forte aroma dei fiori, macchia le dita dell’olio profumato che la famiglia Fontana distilla, compie ogni gesto con rigorosità.
Durante la raccolta, Emma incontra Domenico, il figlio dei signori Fontana, che sin da bambina l’ha sempre tormentata con scherzi e giochi e ora, invece, sembra volerle stare vicino per altri motivi.Sorrido imbarazzata, e intanto mi domando se queste siano le promesse che si scambiano tutte le coppie quando si comincia a parlare di matrimonio. Anche Bianca ha sentito le stesse parole? E cosa significano?
In cosa risiede, davvero, questa felicità?
Io, se penso alla felicità, penso alle zagare appena schiuse, al loro profumo che invade le cantine con un’intensità tale da nauseare, far girare la testa, penso ai bocchettoni d’acqua ai fiori d’arancio, l’aiga de sicure de sitrun, come la chiamiamo a Vallebona, pronta per essere venduta nelle pasticcerie. Penso agli alberi da curare, ai teli di stoffa bianca che vengono stesi al sole, e poi lavati e ripiegati, penso ai dolci preparati con l’acqua, al gusto che hanno, un amalgama impastato con la fatica delle raccoglitrici.Ma Emma ha un legame viscerale con gli aranci, non è disposta a rinunciare al suo compito di raccoglitrice, neanche per l’amore.
Durante la raccolta, Emma propone alla signora Viola di produrre lo sciroppo di rose e grazie a quest’idea, la famiglia Fontana, inizierà questa nuova attività, affidando proprio alla protagonista il lavoro.
Nel mentre, il signor Tancredi, ha allontanato il figlio Domenico, per il suo temperamento e la capacità di allontanare i migliori istitutori. Domenico, in quanto futuro erede dei Fontana, deve studiare in collegio e imparare a gestire l’attività di famiglia.
Emma si ritroverà con il cuore spezzato, ma nella sua terra, con i suoi fiori d’arancio e una nuova attività, riuscirà a colmare il distacco con Domenico.
Mentre Emma si trova dai Fontana, arriva un ospite inatteso: Giordano, nipote di Tancredi e cugino di Domenico, viene da Torino dove ha studiato per molti anni per diventare avvocato.
Giordano è molto diverso da Domenico, ha un passato molto difficile e conosciuto da tutti gli abitanti di Vallebona, ma ha avuto la fortuna di ricevere il sostegno di Tancredi e della moglie Giulia.
E’ così che Emma, inizierà a provare qualcosa per Giordano, un sentimento nuovo e che non aveva mai provato, nemmeno per Domenico.
Ma Giordano vive a Torino, una città diversa da Vallebona e Emma non vuole rinunciare a essere una raccoglitrice, non vuole rinunciare ai suoi fiori d’arancio.
Che cosa accadrà tra Emma e Giordano?
E se, dovesse ritornare Domenico? Che cosa proverebbe Emma?Vorrei concludere che non ho altro. Che i fiori d’arancio sono tutto ciò che ho. Che se sono qualcuno, per i Fontana, per la mia famiglia, per la gente del paese, è solo perchè faccio questo. Se non avessi questo, sarei una come tante altre, la mia vita sarebbe insignificante. Mi giro a guardarlo. Come posso spiegare a quest’uomo, istruito e colto, che ha studiato con i migliori precettori a Torino, che conosce la città, i luoghi più prestigiosi, che probabilmente ha conoscenze nelle sfere più alte della società, come faccio a dirgli che queste piante intorno a noi sono tutta la mia vita?
Aspetto la raccolta tutto l’anno, vivo in funzione del periodo dei fiori e quando tutto finisce la mia vita sembra rinchiudersi su sé stessa, tornare piccola, minuscola un granello di sabbia in una spiaggia immensa.<<Questo mi rende libera. E mi rende diversa.>> Riabbasso lo sguardo che fino a ora ho tenuto incollato al suo.
<<Anche ai suoi occhi>>
Giordano si avvicina di volata e mi afferra il volto tra le mani.
<<Non sa quanto.>>
Poi ci baciamo.La scrittrice Chiara Ferraris dopo il successo del suo primo romanzo “L’impromissa”, semifinalista al John Fante Opera Prima 2020 e finalista al Premio Letterario Città di Rieti, e di “Anime Qualunque” (Sperling & Kupfer, 2022) e “Lady Montagu. Le cicatrici del cuore” (Morellini Editore, 2023), torna in libreria con “La signora del Neroli”.
“La signora del Neroli” è un romanzo familiare, ambientato sul litorale ligure, che racconta la storia di una grande donna: Emma. Emma è una donna intelligente, coraggiosa, disposta a tutto per difendere la sua terra e il suo lavoro che ama, anche a sacrificare l’amore.
La scrittrice Chiara Ferraris, racconta una storia di rivalsa e di affermazione, evidenziando le difficoltà di una donna per emergere e far valere i propri diritti e passioni.
I temi trattati sono i rapporti familiari, le amicizie, l’amore, la violenza sessuale, l’emancipazione femminile, l’America e l’immigrazione, il coraggio, la raccolta e la produzione dei fiori d’arancio.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, magistrale, emozionante e ogni parola esprime una figura poetica, un colore, un profumo che si insinua nella mente del lettore e gli fa immaginare ogni scena.
I personaggi sono strutturati molto bene, dalla protagonista ai personaggi secondari, ma fondamentali per lo sviluppo della storia.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia emozionante, struggente e appassionante, di una donna che ama il suo lavoro e non è disposta a sacrificarlo per l’amore.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che amano le storie familiari, a chi desidera visitare Vallebona e sentire il profumo dolce e agrumeto dei fiori d’arancio.
Buona lettura 📚📚!! -
“La morte non paga doppio” di Bruno Morchio

Titolo: La morte non paga doppio
Autore: Bruno Morchio
Casa Editrice: Rizzoli
Collana: Nero Rizzoli
Data uscita: 10 Giugno 2025
Pagine: 240
Genere: Romanzo giallo<<Eh sì, morte non paga doppio.>>
Come un flash, la frase mi catapulta nel sogno del giorno prima. Senza saperlo, Anghel sta giocando con le parole sussurrate da Michelino, la frase pronunciata quando Milca stava per aprire la porta della camera da letto dove, quindici anni fa, ho trovato la mamma in un lago di sangue.
Non sei contento? La morte paga doppio.
<<Cosa vuoi dire?>> domando.
<<Anton è morto e nessuno può riportare lui in vita>> attacca, stringendosi nelle spalle e lasciando intendere che si aspetta un mio cenno di assenso.
<<Lo so.>>
<<Tu non hai ucciso Anton. […] Perciò puoi avere Alina e fare lei felice. […] Morte paga.>>Dopo il successo di “La fine è ignota”, libro vincitore del Premio Giorgio Scerbenenco 2023, torna l’investigatore genovese Mariolino Migliaccio.
Il protagonista Mariolino Migliaccio ha poco più di trent’anni, non è un poliziotto ed è un investigatore privato senza licenza, che riceve i suoi clienti in un bar situato nei carruggi.
Mariolino conosce ogni angolo di Genova, individua tutti i pregi e i difetti di quella città, che contemporaneamente ama e odia.Provo a tendere l’orecchio, con la speranza di afferrare le note del magico violino di Anghel, ma non percepisco altro che il cicalare dei negozianti sulla soglia delle loro botteghe e il ronzio dei veicoli elettrici che raccolgono la aumenta nei carruggi.
Le bancarelle di piazza Soziglia sono già state allestite, cappelli, borse e sciarpe colorate stanno lì in bella vista, ma non ci sono genovesi né foresti interessati ad acquistarli. Siamo in un periodo morto e la città vecchia può tirare il fiato dopo che torme chiassose di turisti vomitate dalle navi da crociera hanno imperversato nei vicoli durante il ponte dei Santi.Mariolino è solo, un uomo ai margini, da quando ha perso la madre Wanda Lagomarsino, una prostituta, ammazzata probabilmente da un cliente. Da quel momento, Mariolino si è ritrovato solo, senza soldi e con un obiettivo preciso: trovare chi ha ammazzato sua madre.
Grazie al suo informatore e amico Anghel, entra in contatto con un veggente, che gli consiglia di cercare una certa “Alice”, un’amica della madre e colei che le aveva procurato l’ultimo cliente.Una volta appurato che la Wanda Lagomarsino aveva buoni rapporti con tutti, non era coinvolta in giri criminali, lavorava in proprio senza farsi sfruttare da alcun pappone e non aveva nemici che la volessero morta, il magistrato inquirente ha concluso che si è trattato di un omicidio a sfondo sessuale perpetrato da un sadico la cui identità era destinata a restare sconosciuta. Queste conclusioni hanno determinato di fatto l’archiviazione del “caso”.
Da quel momento non mi sono dato pace. Trovare l’uomo che mi aveva reso orfano è diventato lo scopo della mia vita. Così, dopo il diploma, non potendo permettermi di iscrivermi all’università, ho deciso di cominciare a lavorare e che il mio lavoro sarebbe stato questo: il detective privato.E anche se Mariolino ha perso tutto, possiede un fiuto straordinario, che gli aveva permesso di salvare Liveta, una delle “ragazze” del boss Luigi Il Vecchio. Luigi il Vecchio era una vecchia conoscenza della Wanda, e nel volume precedente, aveva assoldato Mariolino per ritrovare Liveta.
E’ così che Mariolino, salva una ragazzina albanese Milca Hoxha, venduta dalla famiglia alla mafia albanese e costretta per anni a prostituirsi e a subire violenze.
Milca, grazie al protagonista, vive insieme a Soledad Mareira Flores, soprannominata da tutti “Sole”, l’amica ecuadorennia di Mariolino. Milca ha abbandonato per sempre la sua vecchia vita e frequenta il liceo turistico Edoardo Firpo, come tutti/e i/le ragazzi/e della sua età.Siamo arrivati alla fermata di San Giorgio e dobbiamo scendere. Usciti dalla metro la luce ci investe violenta. Qui fa meno freddo che in val Bisagno. Sbuchiamo in piazza Raibetta e ho la netta sensazione che entrambi abbiamo paura di approfondire. Se ci mettiamo a scavare chissà cosa potrebbe venir fuori. Siamo due orfani a cui la vita ha indurito il cuore perchè la nostra pelle è troppo sottile per proteggerci dal dolore: quindici anni fa, quando avevo la sua età, sono tornato da scuola e ho trovato mia mamma in un lago di sangue, assassinata da un cliente che non è mai stato identificato, quanto a Milca, i suoi l’hanno venduta per poche centinaia di euro alla mafia albanese. Con gente come noi parlare di sentimenti è come giocare alla roulette russa.
Una mattina dopo scuola, Milca e Migliaccio si incontrano e la ragazza gli chiede di indagare sulla morte sospetta di Anton Mitrescu, un rumeno morto recentemente, Tutti i giornali e la polizia sono convinti, che Anton sia morto di overdose, ma la moglie Alina Mitrescu, nutre dei dubbi e chiede a Migliaccio di scoprire la verità.
Mariolino non può tirarsi indietro e decide di “lavorare” gratuitamente per non appesantire le condizioni economiche della vedova rumena, che deve crescere da sola un figlio piccolo di nome Michelino. E’ così, che Mariolino scopre che la scena del crimine è contaminata e nasconde un muro di silenzi dietro cui si intravede un intreccio torbido di speculazioni edilizie, lavoro in nero e minacce.
Con l’aiuto di un’ispettore scorbutico, Antonio Spaggiari, Migliaccio cerca di scoprire la verità.
Ma il passato e la cicatrice della perdita della madre ritornano, Mariolino è sempre più determinato a scoprire chi ha ucciso sua madre.
Tra i carruggi e i quartieri popolari della Superba, si svolge la nuova storia dell’investigatore Migliaccio, un uomo che inciampa, dubita, si sporca le mani ma non smette mai di cercare la verità, anche quando fa male.Entropia.
Ci sono nella vita circostanze in cui il cammino che ci aspetta sembra già segnato, tante sono le linee che convergono in uno stesso punto, che risulta difficile immaginare che le cose andranno in un altro modo rispetto all’esito prefigurato. Qualcuno le chiama calcolo delle probabilità, qualcun altro destino.
Lo scrittore, psicologo e psicoterapeuta Bruno Morchio, dopo il successo dei suoi libri con protagonista Bacci Pagano, torna in libreria con “La morte non paga doppio”, una nuova storia ambientata a Genova e con un nuovo protagonista, l’investigatore Mariolino Migliaccio.
Il lettore, si ritroverà a percorrere i carruggi di Genova insieme al protagonista alla ricerca della verità.
I temi trattati sono la prostituzione, l’amore, la violenza, la tossicodipendenza, l’amicizia, i pregiudizi, il lavoro in nero, le speculazioni edilizie, la mafia, i sogni, la morte e le cicatrici più profonde.<<Non sei contento? La morte paga doppio>> sussurrava Michelino nel sogno.
Ma perchè ho messo in bocca queste parole proprio a lui, un bambino di tre anni? E, soprattutto, come mai esse suonano come un invito ad aprire la porta sull’orrore?
Ho letto da qualche parte che nei sogni il nostro campo visivo si allarga. Secondo quell’articolo, contenuto in un libro raccattato al bookcrossing, durante il sonno allentiamo gli ormeggi del nostro controllo e questo ci permette di accedere a verità che nella veglia tendiamo a censurare. Se il tizio che l’ha scritto -di cui non ricordo il nome- ha ragione, dovrei prendere molto sul serio queste domande.Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, pieno di suspence. Ho apprezzato la scelta dello scrittore di inserire alcune parole dialettali genovesi, ma non condivido la scelta di riportare immediatamente la traduzione in italiano perchè rompe il ritmo, il pathos della lettura. In molti libri ambientati a Napoli e non solo, molti scrittori inseriscono parole dialettali ma raramente, riportano le traduzioni in italiano (e se avviene, viene inserita una nota a piè di pagina o alla fine del libro).
I personaggi sono strutturati bene, dal protagonista ai personaggi secondari, grazie all’impostazione adottata dallo scrittore.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro giallo, pieno di mistero e coinvolgente, ambientato nei carruggi genovesi.
E’ arrivato il momento di percorrere i carruggi di Genova insieme all’investigatore Mariolino Migliaccio e di scoprire la verità!!
Buona lettura 📚📚!! -
“La Grande Sete” di Erica Cassano

Titolo: La Grande Sete
Autore: Erica Cassano
Casa Editrice: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Edizione: 2
Data uscita: 4 Marzo 2025
Pagine: 384
Genere: Romanzo storicoErano le settimane della Grande Sete.
I tedeschi avevano fatto saltare l’acquedotto del Serino, le riserve si erano prosciugate e, dalla fine di agosto, la città era a secco. Sulla spiaggia di Chiaia qualcuno aveva costruito certi marchingegni che servivano a dissalare l’acqua del mare, fatti con bidoni di latta e pentoloni di rame riscaldati con il carbone. […]
L’aria era densa, irrespirabile per il tanfo, i fuochi che crepitavano nei bracieri rendevano il caldo ancora più insopportabile. Mi si era infilata, odiosa, della sabbia nei sandali. Battevo a terra i piedi per provare a toglierla, senza riuscirci, anzi, facendone entrare ancora di più. Abbassarmi per levare i granelli sarebbe stato impossibile, premuta com’ero dagli Assetati che si accalcavano e spingevano.Questo libro è ambientato a Napoli nel 1943, durante le Quattro Giornate e il periodo della Grande Sete, quando la città era senz’acqua a causa dei bombardamenti che avevano danneggiato le tubature.
La storia viene raccontata dalla protagonista, Anna, una giovane donna che insieme alla sua famiglia si era trasferita da Genova a Napoli.
Il padre Enrico Piovine, insieme al suo amico il dottor Giacomo Pittamiglio, oltre l’orario di lavoro, si occupavano di stampare molti volantini contrari al regime nella loro stamperia, che avevano allestito nella cantina del palazzo in cui vivevano a Genova Sampiardarena. Ben presto, l’attività illecita di Enrico e Giacomo, venne scoperta e a giugno, vennero cacciati da Genova. Il dottor Pittamiglio, eta stato mandato al confine mentre il suo amico, il ferroviere Enrico Piovine a Napoli, una città lontana da Genova per impedirgli di creare un’altra rete di comunicazione.
La famiglia di Enrico, si trasferì a Napoli che la guerra era già incominciata e la moglie Dalia, non riusciva ad accettare la nuova casa e il clima di Napoli. Dalia a Genova, usciva sempre, le piaceva andare a teatro al Carlo Felice, per ammirare le prime teatrali… mentre a Napoli, non usciva mai da quelle quattro mura, che erano la loro nuova casa.La sua vita, a Genova, era un’alternarsi tra lezioni di danza classica, che prendeva e impartiva, eventi e prime delle stagioni teatrali. C’erano le serate da gala, a cui si recava elegante, d’inverno coi vestiti di velluto che sfioravano le caviglie e d’estate avvolta in stoffe leggere che le scivolavano sui fianchi. Non capitava mai che passasse intere giornate a casa, anche se amava il nostro bell’appartamento, con la sala da pranzo che il pomeriggio era inondato di luce, dove lei leggeva mentre Felicita e io studiavamo, in attesa che nostro padre finisse di lavorare. Faceva ancora il capostazione, a fine giornata non era stremato. Di domenica, poi, andavamo con il treno a Sestri Levante, a mangiare in spiaggia larghe fette di focaccia bianca, o a Pegli, dove, incima alla collina, sorgeva la Villa Pallavicini. Mia madre era molto affezionata alla villa e ci portava a visitare i giardini lungo i sentieri in salita. Costeggiavamo cespugli di camelie e alberi altissimi, ci fermavamo a guardare il mare dall’alto.
Ogni cosa, in quei giardini, era una sorpresa.Invece Anna, è una ragazza molto intelligente e capisce che Genova e Napoli, in realtà sono due città molto simili e spera che guerra finisca il prima possibile per godersi le spiagge di Napoli.
Le due città, Genova e Napoli, s’assomigliavano: il mare di fronte, con mille barche che lo univano alla terra. Entrambe erano fatte di vicoli, entrambe erano sovrastate da alture.
Poi erano iniziati i bombardamenti e Napoli era stata deturpata. Allora l’avevo amata davvero.
Non avevo amato il riflesso di Genova, ma quella città, anche se martoriata.
Ma ora mi chiedevo: era amore o pietà?Il libro è ambientato durante i Quattro giorni, noti a tutti come quelli della “Grande Sete” (da cui il titolo), per la mancanza d’acqua in tutta la città di Napoli a causa dei bombardamenti dei tedeschi.
All’inizio del libro, il lettore accompagna la protagonista Anna, insieme a Giacomo Pittamiglio e alla sua compagna Catena, a prendere un po’ d’acqua. Per far fronte all’emergenza, avevano creato un modo per dissalare l’acqua del mare e tutti gli Assetati, dopo ore di coda sotto al sole, ottenevano un po’ d’acqua. Mentre Anna era in fila, un’Assetata (così vengono chiamati all’interno del libro), la esorta ad andarsene e la protagonista, assisterà a una scena terrificante, molto violenta e che mette in evidenza i comportamenti aggressivi causati dalla Grande Sete.
Ma in realtà, Anna e la sua famiglia, erano gli unici di tutto il quartiere, anzi, di tutta la città, ad avere l’acqua in casa.La nostra era la Casa dell’Acqua. Eravamo gli unici, in tutto il quartiere, e forse in tutta la città, a non star morendo di sete. Da noi l’acqua continuava a uscire dal lavello della cucina, trasparente e odorosa di cloro. Per mia madre era un miracolo: diceva che Mosè era salito sul monte Oreb a battere la roccia solo per noi. Secondo mio padre, invece, era un caso, un peso più che una benedizione. Non riusciva a spiegarselo. Le nostre erano le uniche tubature a non essere state danneggiate, oppure sotto i piedi avevamo un pozzo nascosto. […]
Comunque, lo considerava un pericolo: se l’avesse scoperto anche una sola persona, avremmo dovuto metterci a distribuire l’acqua a tutto il quartiere, anzi, come diceva lui, a tutti i fetenti di Napoli. Doveva restare un segreto, pure per quei pochi che ancora popolavano il palazzo.Anna, non ha mai patito la sete a differenza di tutti gli Assetati. Il padre Enrico, aveva proibito a tutta la sua famiglia di divulgare la notizia, nessuno sapeva che loro avevano l’acqua in casa, nemmeno il suo amico Giacomo Pittamiglio e Carmela, l’amica di Anna che abitava nel palazzo al quarto piano.
Anna è una ragazza molto intelligente, ma anche lei, come molti napoletani, ha paura della guerra e dei bombardamenti.
Durante i bombardamenti, Anna e la sua famiglia si rifugiavano in una Galleria, insieme a molte altre persone, che scappavano dalla distruzione della guerra.
Il padre Enrico, non ha mai voluto che le sue due figlie Felicita e Anna, lavorassero perchè desiderava che studiassero e coltivassero le loro passioni. Infatti, Anna non vedeva l’ora di iscriversi all’Università di lettere, una volta terminata la guerra.
Nel frattempo, Anna aveva sete, una sete implacabile di sapere e di apprendere nuove nozioni. Il padre, le aveva regalato una piccola grammatica inglese, convinto che questa nuova lingua sarà fondamentale per il futuro. E’ così, che Anna studia da sola l’inglese per tener la mente allenata e colmare la grande sete di sapere.Mi sentivo privata di qualcosa di irrinunciabile. Come agli Assetati mancava l’acqua, a me mancava quello che mi dissetava la testa. Mi sentivo prosciugata, temevo di perdere la capacità che avevo sempre avuto di mandare a memoria concetti e quindi mettevo a punto i miei marchingegni per cercare di non far rinsecchire la mente. Ripetevo ad alta voce i canti di Dante che ci avevano fatto imparare a scuola, soprattutto quello in cui Caronte arrivava a bordo della sua barca, che era il mio preferito.
Altre volte, invece, inventavo storie e le scrivevo, cercando di riprodurre la grafia tonda e dritta per cui avevo sempre ricevuto tante lodi, e che mi aveva fatto diventare subito la migliore della classe quando da Genova ero arrivata a Napoli.Anna studia e rilegge i libri che possiede, mentre aspetta che il padre ritorni dal lavoro. Ma i giorni passano ed Enrico non ritorna… nessuno ha sue notizie, nemmeno il suo amico Pittamiglio.
Nel quartiere e nel palazzo, tutti pensano che sia morto ma Anna, sua madre e sua sorella Felicita, continuano a sperare che ritorni a casa.
Anna capisce che non ha tempo per sognare e che deve provvedere al sostentamento della sua famiglia. E’ così, che decide di accettare un impiego come segretaria presso la base americana di Bagnoli, approfittando della sua conoscenza della lingua inglese.
Nella base americana, Anna conoscerà molte persone come le gemelle Zelda e Milena, che diventeranno sue amiche, ma anche Robert e Kenneth.
Kenneth ha origini italiane, la madre era immigrata dall’Italia a Oklahoma e lui, era curioso di scoprire le sue origini. E’ così che Anna sognerà ad occhi aperti il suo futuro, pieno di libertà e forse, nel suo futuro c’è una nuova terra, una terra lontana e spazio per l’amore.“Non puoi capire perchè non sai”, pensai. “Perchè sei nato in una casa bianca dall’altra parte del mondo. Perché a scuola non dovevi intitolare il tema Elogio del Duce. Perchè non hai mai visto la gente sperare di avere un futuro migliore solo perchè qualcuno lo annunciava da un balcone. Perchè non ti sei mai trovato a vivere in mezzo a persone che si fidavano della voce di quell’uomo che prometteva, prometteva e intanto levava, levava.
Duce che alla fame ci conduce.
E noi andavamo, andavamo con lui, e nessuno riusciva a ribellarsi, e chi ci provava veniva esiliato, ucciso, mandato nelle città che più venivano bombardate, in cui potevi morire.”
Certo Kenneth non poteva capire.
Non faceva parte del popolo ingenuo che si era lasciato sottrarre la propria libertà.Ma Anna non vuole lasciarsi alle spalle la guerra, vuole salvarsi da sola, proprio come Napoli. E la grande Sete di sapere non è facile da soddisfare. E’ una forza che viene da dentro e parla di indipendenza, di amore per il sapere, ma anche di coraggio per farsi sentire in un mondo che non sa ascoltare.
Riuscirà Anna a colmare la sua Grande Sete?
Tornerà a casa il padre di Anna?
Che cosa accadrà?Mi accorsi di avere la gola secca e mi andai a mettere con la bocca sotto al lavello. Bevvi a lungo. Il fresco mi invase il corpo, una sensazione solida di salvezza. Eppure, pensai, non era quella la sete che dovevo soddisfare. A me non era mai mancata l’acqua. Non mi ero mai dovuta svegliare con la lingua attaccata al palato, le labbra così secche da spaccarsi. C’era qualcosa che mi sfuggiva. Mi era scomparso il callo che avevo sull’anulare e che per gli anni di scuola mi aveva fedelmente accompagnato. Da quanto non tenevo in mano un pennino, da quanto le mie dita non si sporcavano d’inchiostro.
Quasi avevo dimenticato come si traduceva il latino. Rileggevo romanzi di cui già sapevo il finale perchè non potevo acquistare, di nuovi o andare in biblioteca.
Avevo consumato la grammatica inglese solo perchè era l’unico libro che mi permetteva di imparare qualcosa di nuovo.
Ecco quello che veramente mi mancava.
Leggere, studiare. Vivere.La scrittrice Erica Cassano esordisce con “La Grande Sete”, si ispira alla storia di sua nonna, che ha scoperto tramite un vecchio diario e alcune foto ingiallite.
Con il termine “Grande Sete”, si intende non solo le Quattro Giornate senza acqua, ma anche la sete della protagonista, la voglia di conoscere, di apprendere nuove nozioni, ma anche fame di vita, di libertà e di pace.
I temi trattati sono l’emancipazione femminile, i legami familiari, l’amore, l’amicizia, i dolori, i sacrifici, i sogni, le speranze, il lavoro, la memoria e la cultura, indispensabile per creare un futuro di dignità senza pregiudizi.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante e diretto, la storia è strutturata molto bene, coerente con il periodo storico narrato.
I personaggi sono strutturati bene, grazie all’impostazione della scrittrice di descrivere ogni personaggio nei minimi particolari. Il lettore si affezionerà non solo alla protagonista Anna, ma anche a sua sorella Felicita, che dietro al suo carattere forte, nasconde i suoi sentimenti.
Mi è piaciuto molto il rapporto tra Anna e la sua nipotina Silvana, di quasi quattro anni, che a causa della guerra deve crescere senza il padre Luigi e anche se la madre la tratta male, potrà sempre contare sull’affetto della protagonista.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano tuffarsi a Napoli nel periodo della Grande Sete, un romanzo che parla di emancipazione, di libertà, pura e cristallina come l’acqua, il bisogno primario ed essenziale.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro con una protagonista femminile forte, determinata, intelligente come Anna, che da Genova si trasferisce a Napoli, città devastata dalle bombe in attesa degli Alleati.
Lasciatevi travolgere dalla potenza e dalla forza della parole della scrittrice Erica Cassano!!
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“Se esiste un perdono” di Fabiano Massimi

Titolo: Se esiste un perdono
Autore: Fabiano Massimi
Casa Editrice: Longanesi editore
Collana: La Gaja scienza
Edizione: 2
Data uscita: 24 Gennaio 2023
Pagine: 320
Genere: Romanzo storicoPer molti di loro era il primo viaggio senza la famiglia, e tutto era così nuovo che non pensavano già alla vita che si stavano lasciando alle spalle, alle madri e ai padri che li avevano accompagnati in stazione fingendo serenità per affidarli a degli sconosciuti, ai fratelli e agli amici che non avevano trovato posto sul convoglio e sarebbero partiti, forse, con i prossimi. Sulle guance dei più piccoli, le lacrime della partenza avevano disegnato tracce scure, saline, come ombre indelebili, ma i loro occhi splendevano osservando il mondo che si apriva oltre il vagone, e il rombo delle ruote sui binari li riempiva di entusiasmo. Entro la fine della giornata avrebbero visto il mare -il mare!- e si sarebbero imbarcati per l’Inghilterra, un luogo remoto e inimmaginabile che fin lì era esistito soltanto nei libri. Il tempo della nostalgia sarebbe venuto più tardi. Adesso era il momento dell’eccitazione.
Questo libro racconta una storia vera, poco conosciuta di un uomo di nome Nicholas Winton, che con il suo coraggio nelle tre settimane trascorse in Cecoslovacchia tra la fine del 1938 e l’inizio del 1939, era riuscito a mettere in salvo più di seicento bambini ebrei con i kindertransport. Hilter, aveva deciso di invadere la Cecoslovacchia e le persone che risiedevano nei territori limitrofi, come i Sudeti, che avevano dovuto lasciare le proprie terre e rifugiarsi in Boemia a Praga, nei campi profughi.
In quei giorni a Praga c’erano migliaia di profughi, per la maggior parte fuggiti dai Sudeti come me, e ancora più numerosi erano i dissidenti e gli ebrei, che dopo la Notte dei Cristalli avevano capito una volta per tutte di non essere al sicuro. Chi aveva i mezzi e i contatti era scappato di corsa, spesso senza una valigia; chi non li aveva si dannava per trovarli. Lasciare il paese stava diventando la prima preoccupazione per chiunque temesse di trovarsi nelle liste di Himmler: intellettuali, giornalisti, politici, militanti, simpatizzanti di fazioni antinaziste… Un piccolo esercito senza armi che sapeva di non avere speranze contro la Gestapo e si preparava all’esilio volontario.
Nicholas Winton è un uomo di trent’anni, che dopo una breve parentesi nell’esercito, si occupava di gestire la borsa a Londra. Nicholas è ebreo e insieme al suo amico, decidono di rinunciare alla settimana bianca per dirigersi a Praga, per mettersi in contatto con un’associazione che si occupava di organizzare viaggi da Praga a Londra, per salvare molte persone.
E’ così che Nicholas, incontrerà per la prima volta Doreen Warriner, la rappresentante ufficiale di un’organizzazione non governativa, “impegnata ad alleviare le condizioni dei bambini nelle aree di guerra, Save the Children.”
La narrazione del libro si suddivide in cinque parti, la storia si sviluppa da novembre del 1938 a giugno del 1939. La voce narrante è un personaggio di fantasia, ovvero Petra Linhart, una ragazza di ventitré anni che aveva perso da poco il marito e il figlio che portava in grembo.
Un giorno, mentre Petra stava lavorando in un pub, un signore di nome Werner, decise di farle conoscere Doreen, la donna che le avrebbe cambiato la vita. Da quel momento, Petra, divenne il braccio destro di Doreen, si occupava di molte mansioni come preparare i documenti, organizzare il viaggio e di far sì, che tutto procedesse secondo i piani.Petra Linhart, invece, era preoccupata. A ventitré anni, era una delle passeggere più anziane sul treno, incaricata insieme a cinque colleghi di badare alle necessità dei bambini e assicurarsi che tutto filasse liscio nelle diciotto ore che separavano Praga da Londra. Sotto la sua responsabilità ricadeva non solo il vagone in cui viaggiava -il numero cinque, trentasei passeggeri fra i quattro e gli undici anni, per metà maschi e per metà femmine, quasi tutti ebrei- ma l’intera spedizione, che aveva aiutato a organizzare. Dalla scelta dei nominativi, alla ricerca dei visti, dal controllo dell’unico bagaglio concesso a ogni bambino alla preparazione dei pasti per il viaggio, all’accoglienza delle famiglie sotto le arcate della stazione Wilson alla gestione dei rapporti con le autorità naziste lungo il percorso. […]
Sarebbe riuscita a reggere la tensione fino alla fine?
E se qualcosa fosse andato storto, avrebbe avuto la prontezza necessaria per reagire?Sarà proprio grazie a Nicholas, che Doreen, Trevor Chadwick e Petra, organizzeranno dei viaggi per salvare il maggior numero di bambini. Nicholas insieme a Petra, si occuperanno di incontrare madri, padri e familiari, disposti a tutto per salvare i propri figli, anche a fidarsi di due completi sconosciuti.
Grazie a questo programma, Nicholas e gli altri volontari, riuscirono a trovare un accordo con il Regno Unito, l’unica nazione disposta ad accogliere quasi 10.000 minori non accompagnati provenienti dalla Germania, Austria, Polonia e Cecoslovacchia.Salvare i rifugiati.
Salvare i bambini.
Salvare il paese, forse.
Ma se il paese non avesse voluto farsi salvare?Un nuovo sospiro, più amaro, poi aprì il cassetto della scrivania, dove erano ammucchiate le copie di tutte le fotografie che avevamo raccolto fino a quel momento: femmine e maschi, piccoli e grandi, con i capelli biondi, castani, mori oppure rossi, con occhi chiari e con occhi scuri, nasi alla francese schiacciati, appuntiti… Erano centinaia, quelle fotografie. Centinaia gli sguardi che ci scrutavano -che ci imploravano- ogni volta che aprivano il cassetto, e a ognuno corrispondeva una storia, una famiglia, un sacrificio.
A ogni sguardo -ma solo a uno, l’unico concesso per ogni bambino- era affidato un futuro, o la sua assenza.Fu così che Nicholas, Doreen, Trevor e Petra, riuscirono a salvare molti bambini. Ma Nicholas, si affezionerà a una bambina, conosciuta da tutti come la “Bambina del Sale”.
La Bambina del Sale, è una bambina che durante la notte si trovava nei vicoli meno conosciuti, con pochissima luce, per vendere alla modica cifra di una moneta, un sacchettino azzurro, contenente il sale. Una sera, Nicholas, dopo una lunga giornata di lavoro, si era ritrovato in un vicolo sconosciuto, molto buio e aveva assistito a una brutta scena: Vodnick, un nazista (soprannominato dalla Bambina del Sale “il gigante”), stava trattenendo con la forza una bambina: la Bambina del Sale.
Nicholas non aveva esitato nemmeno un secondo, e aveva salvato la Bambina del Sale dalle grinfie di Vodnick. Ma Vodnick, è disposto a tutto per recuperare quella bambina, anche a pagare una grossa somma a chiunque, gli fornisca le informazioni per ritrovarla.
Nicholas è determinato a salvare la Bambina del Sale e ogni bambino…
Riuscirà a salvare la Bambina del Sale e tutti i bambini?<<Io non so se esiste un destino>> continuò Nicholas, <<ma se esiste, il mio è salvare Margaret. Pensavo di essere venuto a Praga per tutti quei bambini senza volto e senza nome. Ed è così, in parte. Salvarne più che possiamo. Salvarli tutti, se possibile. Ma ora so: ora sento – che ero qui per incontrare Margaret Sedlàk. E se non posso portarla via con me oggi, devo essere sicuro che tu la troverai e la metterai su quella lista, in partenza con i primi treni.
Lo scrittore e filosofo Fabiano Massimi, dopo il successo dell “Angelo di Monaco” (Longanesi, 2020) e “I demoni di Berlino” (Longanesi, 2021), due thriller storici tradotti in numerose lingue e con cui ha vinto il Premio d’Asti d’Appello in Italia e il Prix Solar 2022, in Francia, pubblica “Se esiste un perdono”.
Lo scrittore Fabiano Massimi in “Se esiste un perdono”, riporta sotto i riflettori una storia vera, poco conosciuta: la storia di tre Angeli (Nicholas, Trevor e Doreen), che con coraggio, forza, hanno salvato centinaia di bambini.
Nel corso della storia, lo scrittore ha inserito dei fatti puramente inventati, come il quarto personaggio Petra Linhart e la Bambina del Sale per questioni narrative.
I temi trattati sono il destino, il nazismo, la guerra, il tradimento, lo sterminio degli ebrei, la libertà, la morte, il coraggio, l’amore, l’amicizia e il male, che ancora oggi è presente nella nostra società, e che mette in evidenza la cattiveria e l’ignoranza dell’essere umano.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, magistrale, poetico ed emozionante, con molte descrizioni storiche e sulla bellissima città di Praga.
Lo scrittore Fabiano Massimi contestualizza la storia, descrivendo nei minimi dettagli Praga, una città magica e misteriosa, in cui per fini narrativi è stato creato il personaggio di fantasia della Bambina del Sale. La Bambina del Sale è come una creatura magica di una fiaba, che con il suo vestito bianco, il mantello e il canestro, contenente i preziosi sacchettini azzurri di sale, si trova nei vicoli meno noti, per aiutare le persone che incontra. Ma nessuno sa chi è, nessuno conosce la sua storia e su di lei, esistono molte leggende.
I personaggi sono descritti molto bene, da quelli realmente esistiti a quelli di fantasia, che grazie alla bravura dello scrittore, si intrecciano tra loro, creando una storia unica ed emozionante.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che non conoscono la storia vera di Nicholas Winton, un uomo che insieme a Doreen e Trevor, hanno salvato molti bambini.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano una lettura emozionante, ricca di sentimenti dalla gioia alla rabbia, scritta in modo magistrale dallo scrittore.
E voi conoscevate la storia di Nicholas Winton?
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!1938, 1939, amore, book, Cecoslovacchia, dolore, Doreen Warriner, Fabiano Massimi, Ilibriinmansarda, libri, Longanesi, Longanesi editore, Nicholas Winton, Notte dei Cristalli, pagine, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, Schindler britannico, Se esiste un perdono, storia vera, Sudeti, Trevor Chadwick -
“Rosso Carminio” di Massimiliano Cappelletti

Screenshot Titolo: Rosso Carminio
Autore: Massimiliano Cappelletti
Casa Editrice: Book a book
Collana: Narrativa
Data uscita: 27 Marzo 2025
Genere: Romanzo contemporaneo
Pagine: 239[…] Montparnasse stava freneticamente cambiando pelle. Dove fino a qualche anno prima era ancora possibile ballare all’aria aperta, sorgevano ora edifici moderni alti fino a cinque piani. Così, locali da ballo en plain air all’epoca molto alla moda erano scomparsi per sempre. Al posto della Grande Chaumière, tanto per citarne uno, sorgeva ora una breve strada che, con ironia, ne ricordava il nome. Ma a catturare la mia attenzione non era certo la strafottenze dei nuovi palazzi; era piuttosto, il continuo viavai dell’omnibus a cavalli, dei tram che sferragliavano lungo Boulevard du Montparnasse, dei carri delle consegne, delle prime fragorose automobili; soprattutto erano i numerosi caffè e i bistrot come la Closerie de Lilas, La Coupole, Le Dôme, La Rotonde, Le Sélect, La Bonne Franquette, Le Boeuf sur le Toit che, come avrei scoperto più tardi, con la loro disponibilità ad accogliere nuove idee, mode e tendenze, avrebbero contribuito ad animare la vita artistica e culturale di Parigi.
Da tempo ormai Montparnasse non era più una maestosa arteria che si perdeva nel vuoto della campagna. Il verde dei prati e i numerosi alberi da frutto, soprattutto ciliegi, che gli studenti decantavano durante le loro scampagnate, erano un ricordo. Come, del resto, lo erano le numerose scuderie e i rimessaggi di carrozze che, con il progressivo fallimento delle imprese di trasporti si erano trasformati in locali abbandonati. Ma furono proprio quelle baracchette vuote e polverose ad attirare artisti più o meno talentosi, che le occuparono per farne degli atelier. Montparnasse si apprestava così a diventare il quartiere degli artisti, come se il nome stesso, Monte Parnaso, datogli per scherno da alcuni studenti, avesse presagito un destino di gloria. […] A quel tempo, anche se molti di loro non avevano ancora raggiunto la fama, potevi imbatterti in personaggi come Pablo Picasso, Tsuguharu Foujita, Möise Kisling, Nina Hamnett, Jacques Lipchitz, Blaise Cendrars, Henry Miller, Man Ray- che creò il suo primo studio fotografico presso l’Hôtel des Écoles al numero quindici di Rue Delambre-, Kiki, ovvero la regina di Montparnasse, e per ultimi Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne.Il libro è ambientato nel Novecento a Parigi, racconta la storia di Amedeo Modigliani, della sua musa Jeanne Habuterne e della cantante di cabaret Alice.
La storia viene raccontata attraverso lettere da Alice, che dopo aver vissuto per un periodo con la nonna, deve trasferirsi a Parigi dalla madre Nicole. E’ proprio a Parigi, che la vita di Alice cambierà completamente il suo destino. Alice inizia a visitare ogni angolo di Parigi, in particolare Montparnasse, conosciuto come il “quartiere degli artisti”.
Ma Nicole, non è una mamma come le altre, perchè critica continuamente la figlia che non aveva mai desiderato. Alice non ha mai ricevuto affetto dalla propria madre, anzi, si è convinta di essere brutta e sgraziata perché la madre, continuava a ripeterglielo.
Perfortuna, Alice può godersi il clima parigino, assaporando un buonissimo macaron in una pasticceria esclusiva. E’ così che conosce Colette, una donna con un aspetto stravagante che offre ad Alice un biglietto con il nome di uno scultore, che sta cercando una modella proprio come lei.
Alice non riesce a crederci: lei una modella?<<Vallo a trovare: chissà che non ti porti fortuna!>> La fissai incuriosita.
<<E’ di uno scultore>> mi spiego. <<Ho posato per lui qualche volte. So che sta cercando una modella. Una con la faccia pulita. […] Digli che ti manda la tua amica Colette>>[…] Come se il mio aspetto fosse una sciagura a cui non si poteva porre rimedio. Ed era proprio così che mi vedevo attraverso gli occhi di mia madre. Eppure, più la scansavo, più l’idea di posare mi tentava; non ero certo venuta a Parigi per vendere fiori, né tantomeno per andare a servizio! Per una come me, che veniva dal nulla, fare la modella poteva veramente rappresentare l’unica possibilità di riscatto. Così pur non senza provare un certo disagio, presi coraggio e mi recai presso l’indirizzo stampato nel biglietto.
E’ così che diventa la modella, posando di nascosto dalla madre. Ma un giorno, mentre Alice stava posando per lo scultore, era entrata la madre facendo una scenata e urlandole i peggiori insulti.
Fu in quell’occasione che Alice, capisce di dover abbandonare la propria madre per essere se stessa.Prima o poi arrivi a un punto in cui non puoi spingerti oltre. Così, non sei più disposta a tollerare che altri, compresi tua madre, distruggano la tua vita. Ma devi prenderne coscienze, entrare in contatto con la tua sofferenza, con tutta la rabbia che hai in corpo, che non hai mai saputo, o voluto, liberare. Solo allora, dopo aver pianto la tua ultima lacrima, puoi alzarti in piedi, raccogliere le poche forze che ti sono rimaste e farti coraggio, perchè sei sola e non puoi contare che su te stessa.
Maman aveva oltrepassato il limite. Capivo che era una donna distrutta, ma non per questo ero disposta a giustificarla, né tantomeno a sopportarne la crudeltà. Una volta per tutte mi era chiaro che, se avessi voluto diventare me stessa, avrei dovuto separarmi da maman e dal fallimento della sua vita.Per puro caso Alice incontrerà Charlotte, una donna che forse per pietà o per senso di colpa, deciderà di ospitarla e prendersene cura. Sarà proprio Charlotte, a dare lezioni di canto ad Alice e a proporla in vari locali di cabaret.
Nonostante il canto, Alice posa per ogni artista, entrando a far parte di quel mondo, che tanto aveva sognato e venerato da quando aveva visitato per la prima volta Montparnasse.
Alice diventa amica di Jeanne Hébuterne, un’aspirante pittrice, figlia di uno scortese contabile. Una sera, Alice e Jeanne erano andate in un locale e si erano imbattute nel giovane pittore italiano: Amedeo Modigliani. Alice e Jeanne si innamorarono entrambe di Amedeo, rimanendo intrappolate con lo sguardo, un secondo di troppo, nelle iridi del giovane pittore.
Jeanne inizierà ad uscire con Amedeo, soprannominato da tutti “Dedo”, ignorando i sentimenti di Alice. Infatti, Alice nasconderà i sentimenti che prova per il pittore, dedicandosi completamente alla sua carriera di cantante in un night club.
All’interno della narrazione, oltre a ripercorrere la vita di Modigliani e delle giovani ragazze, sono descritte le sedute di psicoanalisi di Alice e del dottor Carter. Il lettore si ritroverà tra situazioni sentimentali, relazioni tossiche e arte, alla scoperta di Amedeo Modigliani, un genio incompreso e tormentato con uno spirito bohèmien.Lo scrittore e psicoanalista Massimiliano Cappelletti, esordisce con “Rosso carminio”, un romanzo incentrato sulla figura di Amedeo Modigliani, messo a nudo con tutte le sue fragilità. Il lettore conoscerà un nuovo volto di Amedeo, un vero artista ma anche un genio incompreso.
I temi trattati sono l’amicizia, le fragilità, la psicoanalisi, le dipendenze, i tradimenti, le maschere, le relazioni tossiche, l’amore e l’arte che si intrecciano tra loro.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, la narrazione avviene attraverso Alice, che tra lettere, dialoghi e sedute di psicoanalisi, racconta la sua vita e quella del giovane pittore italiano e della sua musa.
I personaggi sono strutturati bene, soprattutto Alice che con le sedute di psicoanalisi, descrive i suoi sentimenti e tormenti interiori.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano ritrovarsi a vivere nella bellissima Ville Lumiere del Novecento, alla scoperta del grande pittore italiano Amedeo Modigliani.
Ringrazio lo scrittore Massimiliano Cappelletti per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di conoscere il volto fragile di Modigliani, ma anche di visitare i bistrot parigini.
Buona lettura 📚📚!!Amedeo Modigliani, amore, arte, artista, book, bookabook, cantante, Dedo, dolore, genio incompreso, giovane pittore italiano, Ilibriinmansarda, Jeanne Hebuterne, libri, maschere, Massimiliano Cappelletti, Montparnasse, Novecento, Pablo Picasso, pagine, Parigi, psicoanalisi, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, Rosso carminio, tormenti interiori, Ville Lumiere -
“Due cuori in tempesta” di Sara Rattaro

Titolo: Due cuori in tempesta
Autore: Sara Rattaro
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Data uscita: 13 Maggio 2025
Pagine: 224
Genere: Romanzo contemporaneoLe sue dita intrecciate alle mie e non capire più quale mano appartiene a me e quale a lui.
E’ così che abbiamo smesso di riconoscere i nostri confini come quelli che avevamo disegnato sul muro.La protagonista del libro si chiama Mia, una ragazzina di sedici anni che deve fare i conti troppo presto, con il destino crudele della vita. Mia, non riesce ancora a credere e ad accettare, che suo padre sia morto davanti a lei. Il padre, era un coraggioso vigile del fuoco, e un giorno d’estate, dopo aver terminato il turno di lavoro, insieme a sua figlia e al suo collega Giorgio e la figlia Anna, avevano deciso di trascorrere la mattinata al mare.
All’improvviso, il gestore del diving center aveva iniziato ad agitarsi, perchè erano trascorse troppe ore e un sub non era ancora rientrato dall’immersione. Il padre di Mia, nonostante il suo turno fosse finito, non esitò nemmeno un secondo e si tuffò in acqua, con una corda per salvare il sub.
Il sub, era rimasto incastrato in un detrito che il padre di Mia, riuscì a spostare, mettendo in salvo la vita dell’uomo. Purtroppo, il padre di Mia, nel cercare di spostare il detrito, aveva perso la maschera e il boccaglio e morì sul colpo.
Da allora, il cuore di Mia si è spezzato e la morte del padre, ha stravolto per sempre la sua vita. Mia ha tagliato i ponti con il passato, ad iniziare dallo sport, il nuoto, ma anche rompendo il legame d’amicizia con Anna. Anna era l’unica amica di Mia, erano cresciute insieme perchè i loro padri, oltre ad essere colleghi, erano buoni amici. Anna e suo padre, erano presenti quel giorno, ma Giorgio, a differenza del padre di Mia, non si era tuffato, e Mia non voleva avere più niente a che fare con lui, che lo riteneva responsabile della morte del padre.Chiudo gli occhi per un attimo e penso che forse, se fossi vissuta in una città lontana dal mare, papà sarebbe ancora con me. Il dolore, arriva come una stilettata improvvisa che mi stringe lo stomaco e mi toglie il respiro. Rimane incastrato dentro di me, pesante come un sasso gettato in profondità.
Le giornate di Mia, scorrono tra silenzi, scatti d’ira e pomeriggi in solitaria in camera o nell’auto di suo padre, ascoltando la sua musica preferita.
Ma il destino si sa, è imprevedibile, Mia conoscerà due persone che si insinueranno nella monotonia della sua vita. E’ così che conosce Giovanni, un ragazzo più grande di lei, di diciotto anni, che ha sempre una macchina fotografica in mano e due occhi che sembrano vedere oltre le apparenze. Giovanni è un ragazzo misterioso ed enigmatico, che ha perso la fiducia nella vita, ma non nella bellezza, che cerca di catturare con la sua macchina fotografica.
Giovanni riesce a capire molto bene i sentimenti delle persone, in Mia nota una profonda rabbia, rancore, ma anche sensibilità e fragilità. Grazie a Giovanni, Mia inizia a provare qualcosa, un sentimento nuovo ed imprevedibile e si sente in colpa, ha paura di essere felice e di dimenticare suo padre.Ci guardiamo negli occhi e io avverto il fortissimo desiderio che lui mi baci. Immagino che lui mi avvolga in un abbraccio capace di far sparire tutte le cose anonime che abbiamo intorno. Avverto la pelle del viso avvampare perchè lui sembra leggermi nel pensiero. Si avvicina fino a far aderire il suo corpo al mio, fronte contro fronte, naso contro naso, finché le sue labbra non toccano le mie e intorno tutto inizia a colorarsi.
Ci baciamo per un tempo lunghissimo, protagonisti di un’istantanea un po’ retrò, di quelle più difficili da riprodurre, quelle illuminate da una luce morbida, diffusa e calda.
Il resto del pomeriggio lo trascorriamo tenendoci per mano. Io stringo e allento la presa, come se volessi mandare un segnale Morse che solo lui saprebbe decifrare.
Sto bene, anzi benissimo. Come non mi sentivo da tempo.Giovanni e Mia trascorrono i pomeriggi insieme, nell’officina abbandonata dello zio, ed è parlando di sé stessi e delle proprie passioni, che tra i due nascerà un legame intenso, capace di lenire le cicatrici più profonde e dolorose.
Ma oltre all’amore, Mia imparerà a conoscere il vero significato dell’amicizia, grazie a Ella Bollati.
Ella, è la sua nuova compagna di classe e di banco, che proprio come Mia, ha perso da poco un familiare. La vita ha strappato a Mia e ad Ella, gli affetti, ma la vita si sa, contemporaneamente toglie e dona e il destino ha voluto farle incontrarle.
Tra Mia ed Ella, nascerà un’amicizia fatta di silenzi, ma anche di parole di conforto e di sostegno. Grazie ad Ella, Mia imparerà ad accettare la morte del padre perchè elaborare un lutto richiede tempo.<<Mi piacerebbe farti vedere un posto>> […]
Venivo spesso qui con Anna, lo facevamo perchè di quel luogo sapevamo tutto dai racconti dei nostri padri. Papà e Giorgio erano amici e colleghi di lavoro da sempre, erano cresciuti insieme e così era stato per noi figlie, fino a quel giorno.
Ella si ferma, incantata. Mi chiedo se ci vede qualcosa di straordinario come faccio sempre io, ogni volta che passo da qui, o se ai suoi occhi è un edificio come un altro, annerito da un fuoco lontano che gli ha divorato il tetto e l’anima.
<<Mio padre e la squadra hanno tirato fuori diciotto persone che erano rimaste intrappolata dalle fiamme.>>
Ella fa qualche passo verso un mazzo di fiori che qualcuno si ostina a posare per tenere vivi i ricordi. Poi, continua a camminare senza che io la segua e sparisce dietro al cinema. So cosa troverà. Erbaccia troppo alta e muri anneriti. Io mi siedo sul muretto ad ascoltare il traffico, quando accade quello che più tempo. L’inconfondibile sirena che fa spostare tutti diventa a ogni incrocio sempre più forte. […]
<<Era la squadra di tuo padre?>>
Annuisco e alzo le spalle. Lei si avvicina e mi abbraccia, come se ci conoscessimo da tanto tempo, come se sapesse tutto di me, senza badare ai primi giorni carichi di silenzi imbarazzanti, e mentre il cuore mi si sbriciola sotto la pelle piango sulla sua spalle perchè papà non smette di mancarmi.Piano piano, Mia, smetterà di sentirsi in colpa e tornerà a vivere e ad essere felice, grazie all’amore e all’amicizia. Perchè a volte è proprio nei luoghi più impensabili che troviamo chi sa tenerci la mano quando tutto il resto si rompe in mille pezzi.
Può l’amore essere la cura anche quando tutto va in pezzi?Un anno fa ero convinta che esistessero solo verità assolute. Giusto o sbagliato. Bianco o nero. Ora so che la vita è fatta di sfumature, di errori, di seconde possibilità che a volte non vedi subito, ma che sono lì pronte per essere raccolte.
Ho imparato che il dolore non si cancella, ma si trasforma. Che non possiamo controllare tutto, ma possiamo scegliere come reagire.La scrittrice Sara Rattaro, autrice di molti romanzi di successo come “Sulla sedia sbagliata”, “Un uso qualunque di te”, “Non volare via” (Premio città di Rieti), “Niente è più come te” (Premio Bancarella 2015), “Splendi più che puoi” (Premio Rapallo Carige 2016) e tanti altri romanzi amati da lettori, librai e critici.
Sara Rattaro torna in libreria con “Due cuori in tempesta”, che racconta la storia di Mia, un’adolescente che ha perso da poco il proprio padre e sarà proprio l’amore, a lenire e curare le cicatrici più profonde situate nel cuore della protagonista.
La scrittrice Sara Rattaro affronta molti temi delicati, con la giusta sensibilità ed umanità che la contraddistingue. I temi affrontati sono la morte, l’elaborazione del lutto, le seconde possibilità, il dolore, la leucemia, la forza, l’amore e l’amicizia, che proprio come un brutto temporale, leniscono tutte le ferite.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, poetico, intenso, sensibile e commuovente, il lettore si ritroverà a piangere, ridere, sperare, amare, soffrire con la stessa intensità della protagonista, grazie alla forza delle parole utilizzate dalla scrittrice.
I personaggi sono strutturati molto bene, la protagonista Mia è un personaggio molto complesso, che prova una forte rabbia verso la vita che l’ha delusa e privata del proprio padre.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro emozionante, che tratta temi delicati in modo profondo ed intenso.
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“Vegliare su di lei” di Jean-Baptiste Andrea

Titolo: Vegliare su di lei
Autore: Jean-Baptiste Andrea
Casa Editrice: La Nave di Teseo
Collana: Oceani
Data uscita: 3 Settembre 2024
Pagine: 480
Genere: Romanzo contemporaneoViola mi tese la mano e io la afferrai, e in quel preciso momento diventai scultore. Certo, lì per lì non mi resi conto di niente. Ma fu in quel momento, nell’unione dei nostri palmi in quella congiura di sottobosco e civette, che ebbi l’intuizione che c’era qualcosa da scolpire.
“Vegliare su di lei”, si è aggiudicato il prestigioso Premio Goncourt 2023 e, racconta la storia di Michelangelo Vitaliani, detto “Mimo”. Mimo è un personaggio di fantasia dello scrittore ma, nella narrazione, ha rivoluzionato completamente il mondo artistico con le sue sculture controccorrenti come la “Pietà Vitaliano” (ispirandosi alla celebre “Pietà” di Michelangelo Buonarroti), o la scultura di San Pietro, realizzata per Monsignor Pacelli.
Riporto qui di seguito, un pezzo tratto dal libro, in cui lo scrittore descrive magistralmente la Pietà di Michelangelo Buonarroti e la confronta con la Pietà Vitaliani:
La Pietà Vitaliani presenta numerose analogie con la sua illustre antenata, quella di Michelangelo Buonarroti, esposta nella Basilica di San Pietro a Roma. E’ una scultura a tutto tondo, alta un metro e settantasei, larga un metro e novantacinque e profonda ottanta centimetri. A differenza dell’altra, però la Pietà Vitaliani, non sembra essere stata pensata per essere esposta in alto. La base vera e propria ha uno spessore di soli dieci centimetri.
Fedele alla tradizione, la Pietà raffigura la Madonna che sorregge il figlio dopo la deposizione della croce. Anche in questo caso il modello romano non sembra lontano. Cristo è adagiato sulle ginocchia della madre. La precisione anatomica è ancora più scrupolosa che nell’opera del Buonarroti. O, per essere più precisi, la precisione è analoga, ma, a differenza del suo predecessore, Vitaliani non cerca di rendere bello il suo Cristo. Gli effetti della crocifissione sono visibili nella rigidità del corpo, saturo di acido lattico. Paradossalmente, tradurre la rigidità in un materiale duro come il marmo, non è un’impresa facile. Richiede un uso accorto dello scalpello, perchè risulta visibile solo per contrasto. Contrasto con la serenità del volto, col sorriso accennato sulle labbra dell’uomo.
Vitaliani non cerca di rendere bello il suo Cristo, che pure lo è suo malgrado, con le guance glabre scavate dall’agonia, gli occhi chiusi sfiorati dalla mano preziosa della madre. Dall’opera si sprigiona una sconcertante impressione di movimento, ancora una volta in contrasto con lo stile ieratico di Buonarroti.
Impressione niente affatto metaforica: molti spettatori, dopo averla fissata a lungo, hanno giurato di averla vista muoversi.
Il contrasto raggiunge il culmine nella spettacolare figura di Maria. La madre guarda il figlio con un tenero sorriso, una strana assenza di paura e angoscia in cui molti hanno visto la spiegazione del mistero e dell’isteria. La Vergine è pura dolcezza. Una ciocca di capelli le sfugge dal velo e ricade sulla guancia sinistra. Il volto esprime una profonda serenità, piena della vita che ha appena abbandonato il figlio.La scultura di San Pietro, realizzata da Mimo e descritta nel libro in questo modo:
Più volte Pacelli fece per parlare, ma cambiò idea. Sapevo cosa provava. Il mio San Pietro non corrispondeva a quello che aveva in mente. Che senso aveva realizzare ciò che la gente si aspettava? […]
Il mio San Pietro non era il saggio barbuto e paffuto che si vedeva ovunque. Aveva i lineamenti del Cornuto. Perchè aveva vissuto, sofferto come soffre un uomo che rinnega per tre volte il suo migliore amico, un tradimento che nessuno gli permetteva di dimenticare, letto anno dopo anno in tutte le chiese del mondo. E reggeva la chiave del Paradiso senza l’aria solenne degli altri. […]
San Pietro aveva lasciato cadere la chiave. Era sospesa davanti a lui, tra la sua mano aperta, contratta nel vuoto per afferrarla, e il suolo. L’avevo attaccata alla veste, che sfiorava, con un filo metallico quasi invisibile.
L’effetto era strabiliante.Ma prima di diventare uno scultore, chi era Michelangelo Vitaliani?
Michelangelo Vitaliani è nato in una famiglia di poveri immigrati italiani, che avevano lasciato la Liguria per trasferirsi in Francia in cerca di fortuna. Mimo aveva ereditato dal padre la passione per la scultura.
Sin dalla nascita, Mimo è affetto da nanismo, considerato da tutti come un nano, un brutto scherzo del destino. Ma il destino, anche se non gli aveva donato l’altezza, aveva per lui, in serbo qualcosa di più grande, ovvero il grande talento per la scultura.Non ho mai portato rancore ai miei genitori. Se la pietra ha fatto di me ciò che sono, se una magia nera era all’opera, come mi ha tolto, la pietra mi ha dato. La pietra mi ha sempre parlato, tutte le pietre: calcaree, metamorfiche, persino le pietre tombali, quelle su cui presto mi sarei sdraiato ad ascoltare le storie di coloro che giacciono.
Quando era piccolo, Mimo ha perso il padre, che era stato chiamato al fronte per difendere il territorio francese. Il padre era uno scultore, aveva una piccola bottega dove tagliava pietre, restaurava doccioni o scolpiva delle meravigliose fontane. Il padre, aveva insegnato a Mimo i rudimenti dell’arte, durante la Prima Guerra Mondiale, quando lui era ancora troppo piccolo.
Ma la morte del padre, ha rivoluzionato completamente la vita di Mimo.
La madre era di nuovo incinta e non riusciva a mantenere tutti i suoi figli, pertanto, aveva deciso di affidare Mimo a “zio Alberto” (anche se non era proprio uno zio di sangue, ma suo nonno, aveva contratto un debito con il nonno di Mimo), in Italia.
Zio Alberto abitava a Torino e anche lui, come il padre di Mimo, era uno scultore, ma dedito più alla bottiglia di vino rosso che allo scalpello. Alberto sembrava vecchio, ma non lo era, perchè aveva trentacinque anni, ma il vizio della bottiglia lo faceva sembrare anziano.
La madre, aveva mandato Mimo da zio Alberto, nella speranza che consolidasse e migliorasse a lavorare la pietra, ma Alberto non gli insegnò niente… ma Mimo aveva un grande talento, una grande passione e ogni volta che vedeva un blocco di marmo o una pietra intatti, riusciva già a immaginare l’opera finita.
Ma un giorno, zio Alberto, decide di abbandonare la città di Torino e di acquistare una bottega a Pietra d’Alba, dove Mimo conoscerà Viola Orsini.
A Pietra d’Alba, vi erano essenzialmente due clienti: la Chiesa e gli Orsini. Lo zio Alberto, che conduceva uno stile di vita dispendioso a causa del vizio del bere, decise di presentarsi dagli Orsini, che gli affidarono numerosi lavori e restauri importanti.Apparve Pietra d’Alba, stagliata contro il sole nascente sul suo sperone roccioso. La sua posizione, me ne resi conto un’ora dopo, era ingannevole. Pietra non era arroccata su una rupe, ma adagiata sul ciglio di un altopiano. Proprio sul ciglio: tra le mura di cinta del paese e l’orlo del baratro c’era un margine che consentiva a stento a due persone di incrociarsi. Poi cinquanta metri di vuoto, o più esattamente di aria pura, carica di essenze di resina e timo.
Ma è grazie allo zio e a Pietra d’Alba, che Mimo ha conosciuto Viola Orsini. Nessuno, conosce con certezza l’origine della famiglia Orsini, ma attorno ad essa vi erano numerose leggende, che vengono narrate all’interno del libro. L’unica cosa certa, è che gli Orsini erano una famiglia importante, tra le più potenti di tutta la Liguria.
Viola Orsini, è una ragazza estremamente intelligente e ambiziosa e ha un sogno: volare. Ma i suoi genitori, hanno in mente qualcos’altro per lei: il matrimonio. Ma Viola è determinata a non sposarsi, desidera costruirsi un futuro, ed è per questo che Viola, si reca di nascosto nella biblioteca del padre per studiare ogni manuale, in particolare le tecniche di volo, studiate da Leonardo.Volevo dimostrarti che non ci sono limiti. Non c’è né alto né basso. Nè grande né piccolo. Ogni frontiera è un’invenzione. Chi capisce questo infastidisce quelli che inventano quelle frontiere, e ancora di più quelli che ci credono, cioè quasi tutti. So cosa dicono di me in paese. So che la mia stessa famiglia mi trova strana.
Chi se ne importa. Saprai di essere sulla strada giusta, Mimo, quando tutti ti diranno il contrario.Sin da bambina, Viola va contro le consuetudini tipiche, della classe aristocratica e sogna in grande, fregandosene delle opinioni della sua famiglia e delle persone del paese.
Secondo gli usi della famiglia Orsini, Mimo e Viola non si sarebbero mai dovuti incontrare e parlare, ma a lei le differenze di ceto non interessano.
E’ così, che nasce una bellissima storia d’amore platonica tra Mimo e Viola. Mimo e Viola diventeranno i “gemelli cosmici”, ovvero saranno sempre legati, oltre il tempo e lo spazio e nessuno potrà mai spezzare la loro unione.“Che cosa significa?”
“Che saremmo legati, oltre il tempo e lo spazio, da una forza più grande di noi che nulla, potrà mai spezzare. […]
Viola fece un salto di gioia, mi abbracciò e mi trascinò in una piccola danza.
“Siamo gemelli cosmici!!”Viola crede nel talento di Mimo e grazie al prestigio della sua famiglia, riesce a fargli commissionare alcune opere per la Chiesa di Pietra d’Alba.
Ma il loro rapporto, non sarà così facile, a causa delle differenze di ceto, che sembrano precludergli ogni possibilità di stare insieme.
Mimo si ritroverà a viaggiare da Firenze a Roma, creando delle sculture meravigliose e controcorrenti per il periodo storico narrato. Nonostante la distanza, Mimo continuerà a pensare a Viola per tutta la vita.Mi ci sono voluti ottantadue anni, otto decenni di malafede e una lunga agonia, per ammettere quello che già sapevo.
Non esiste Mimo Vitaliani senza Viola Orsini.
Ma Viola Orsini esiste senza bisogno di nessun altro.Sullo sfondo, vengono raccontati gli anni convulsi e turbolenti della Prima Guerra Mondiale, il dopoguerra, il fascismo e la liberazione, attraverso i quali Mimo e Viola, saranno costretti a camminare, cercando di tenersi stretti l’uno all’altra, uniti da un legame incrollabile.
Ciò che conta non è ciò che scolpisci. E’ il motivo per cui lo fai. Ti sei mai posto la domanda? Che cosa significa scolpire?
E non rispondermi ‘spaccare la pietra per darle una forma’.
Sai esattamente cosa intendo.
Non potevo conoscere la risposta a una domanda che non mi ero mai posto e non finsi di saperlo.
Metti annuì.
“Lo immaginavo. Il giorno in cui capirai cosa significa scolpire, farai piangere gli uomini con una semplice fontana. Nel frattempo, Mimo, un consiglio. Sii paziente. Sii come questo fiume, immutabile, tranquillo.Il regista, scrittore e sceneggiatore francese Jean-Baptiste Andrea, dopo il successo del suo romanzo d’esordio “Mia Regina” (2018) e “L’uomo che suonava Beethoven” (2022), pubblica “Vegliare su di lei”, ottenendo il prestigioso Premio Goncourt 2023.
“Vegliare su di lei” è un travolgente affresco, con cui si mescolano arte, storia e passione, creando una storia avvincente ed emozionante.
Il lettore resterà travolto dallo stile poetico dello scrittore, che attraverso le parole arriva dritto al cuore.
I temi trattati sono la prima guerra mondiale, il dopoguerra, il fascismo, la liberazione, la morte, il nanismo, i pregiudizi, l’immigrazione e l’amore, l’amore per l’arte e quello eterno, tra un uomo e una donna, capace di sopportare qualunque cosa pur di inseguire i propri sogni.
Lo stile di scrittura è poetico, sublime, magistrale, avvincente ed emozionante, a tratti diretta e cruda, con un tocco di cinismo, ma con l’obiettivo di scavare nel profondo dell’essere umano per scoprire i desideri più intimi.
I personaggi, sono strutturati molto bene perchè Mimo e Viola sono due personaggi forti, pagina dopo pagina il lettore assisterà alla loro evoluzione.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia con una trama originale ed avvincente, con un finale inaspettato.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano una lettura piena di avvenimenti storici, dalla prima guerra mondiale fino ad arrivare al periodo della liberazione.
Ma la protagonista indiscussa, di questo libro è l’arte, la scultura che si mescola perfettamente alla storia, arrivando al cuore del lettore con una forza inaspettata!!
Lasciatevi travolgere dalla penna di Jean-Baptiste Andre, alla scoperta delle sculture di Michelangelo Vitaliano!!
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“Tutti conoscono tutti” di Francesca Mautino

Titolo: Tutti conoscono tutti
Autore: Francesca Mautino
Casa Editrice: Longanesi
Collana: La Gaja Scienza
Data uscita: 8 Aprile 2025
Genere: Romanzo giallo
Pagine: 368Ma non a Torino. No, signori. Sembra che stiamo tutti qui a girare a vuoto. Tutti che conoscono tutti che conoscono tutti. Siamo intrappolati, ecco cosa siamo, e nemmeno ce ne rendiamo conto.
In “Qualcuno che conoscevo” (Longanesi, 2024), il romanzo d’esordio di Francesca Mautino, abbiamo conosciuto e ci siamo affezionati alla protagonista Valentina Bronti.
Valentina Bronti ha trentasette anni, è torinese, podcaster e madre di tre bellissime gemelle: Anna, Carlotta ed Emilia. Il rapporto con suo marito, Marco Ferrentini, si è rivelato un vero fallimento e Valentina, deve cercare di stare bene per sé stessa e per le sue bambine.
“Tutti conoscono tutti” è il secondo libro con protagonista Valentina Bronti, se non avete letto il primo capitolo “Qualcuno che non conoscevo”, non preoccupatevi, perchè la scrittrice Francesca Mautino, cerca di contestualizzare e riassumere gli avvenimenti precedenti.<<L’hai mai visto Titanic?>>
Mi risponde con un’espressione di stupore, un po’ come se gli avessi domandato se ogni tanto gli capita di bere dell’acqua.
<<Ecco. Pensa al finale> continuo. <<E’ notte. Jack e Rose sono naufragati nel gelido Oceano Atlantico. La nave è affondata, le scialuppe si sono allontanate. Intorno a loro galleggiano i cadaveri. Trovano un pezzo di legno. Era una porta? In ogni caso, lì sopra in due non ci stanno. Allora lui si sacrifica, morendo di ipotermia.
Cosa ci insegna questa storia?
Jack passa tre ore di film a dire a Rose che deve mollare la sua vita fasulla, scoprire la gioia della spontaneità, essere davvero sé stessa. Lei prima rifiuta, ma poi capisce che lui ha ragione: deve liberarsi al più presto delle costruzioni di un’esistenza che ha sempre odiato, così manda a quel paese la madre bigotta e il fidanzato tossico. […]
Jack muore perchè ha esaurito la sua funzione. Rose ha capito cosa non vuole più essere e cosa vuole diventare. E a quel punto Jack non serve più.Il titolo “Tutti conoscono tutti” non è casuale, perchè la storia si svolge a Torino, la città in cui tutti conoscono tutti. La protagonista Valentina Bronti, ha imparato a vivere nell’incertezza e, dopo il successo ottenuto con il suo podcast investigativo, deve trovare delle informazioni su una nota Contessa Alberta caselli, sparita nel nulla nel 1992.
Valentina, sta cercando da mesi qualche informazione sulla sparizione della contessa, senza ottenere nessun risultato. Ad aiutare Valentina, c’è Giovanna, l’ex poliziotta che ha avuto una relazione con Marco, il marito di Valentina. Il rapporto tra Valentina e Giovanna è molto particolare, i loro dialoghi e comportamenti, nel corso della storia si alterneranno da quelli lavorativi a quelli personali, mettendo in evidenza, quanto sia importante aiutarsi e sostenersi tra donne, nonostante le incomprensioni.
Ma Valentina, è una donna molto intelligente e aveva già capito da tempo, che il matrimonio con Marco, era in crisi prima ancora che Giovanna si inserisse nelle loro vite.
Marco è un giornalista e aveva lavorato insieme a Giovanna, per scrivere un articolo su Gemma Ferrero, una ragazza ritrovata senza vita. Ma l’indagine su questa ragazza, porterà alla luce un “finto colpevole” ovvero Michele Andreoli, che non riuscendo a sopportare le calunnie mediatiche si ammazza. Da allora, Marco, vive con il senso di colpa e teme di commettere un altro errore.Io e Marco siamo stati separati per due anni perché lui stava affrontando un trauma che negava di dover affrontare: il senso di colpa per aver forse contribuito con i suoi articoli alla morte di un’innocente accusato di omicidio. In seguito ci siamo riavvicinati per poi decidere di lasciarci. In verità sono stata io a decidere e lui, che non ama le discussioni, ha semplicemente acconsentito, ammettendo anche di provare qualcosa per Giovanna. E io le ho chiesto di lavorare con me. Per avere la possibilità di punirla, come sostiene Antonio?
O forse ha ragione Nadia: in questa città è inevitabile imbattersi nelle stesse persone, come se fossimo tutte pedine dello stesso gioco in scatola condannate a incontrarsi per sempre tra una casella e l’altra.
Allora tanto vale allearsi, avevo pensato.Valentina e Marco, insieme alle loro figlie, si dirigono alla festa di Capodanno, organizzata dalla mamma di Carla, soprannominata dalla protagonista “Principessa Leia”, per l’incapacità di ricordare tutti i nomi dei genitori dei compagni di scuola delle gemelle.
E sarà, proprio durante la festa di Capodanno, che Valentina dovrà fare i conti con i ricordi dolorosi del suo passato. Alla festa di Capodanno incontra Cristiana Landorni, la sua ex compagna di stanza ai tempi dell’università. Valentina e Cristiana, non sono mai andate molto d’accordo… ma un giorno, Cristiana aveva lasciato la camera senza nemmeno pagare l’affitto.
Cristiana era amica di Mattia, il ragazzo che nel Marzo del 2006, è stato ritrovato annegato in un lago artificiale, dopo essere andato a un concerto con i suoi amici.
E’ così che Valentina, si ritrova a scavare in un passato fatto di insicurezze, inganni, giochi crudeli e amicizie tradite.Ognuno è convinto della propria personale verità, ma la luce, oltre il groviglio di vite, credo che sia raggiungibile. Non devo pensare complicato, ecco cosa devo fare. La soluzione forse è semplice e a portata di mano.
Un giorno, Valentina incontra una vecchia conoscenza, ovvero Davide Callieri, il migliore amico di Mattia, adesso autore di una serie true crime chiamata “Misteri risolti”.
Incontrare Davide, non sarà semplice per Valentina perchè dovrà fare i contri con le proprie scelte e le loro conseguenze.
Valentina, grazie all’aiuto prezioso di Giovanna, cercherà di fare luce sulla strana morte di Mattia: è davvero annegato nel lago artificiale? O qualcuno lo ha spinto?
Riusciranno a scoprire che cosa è accaduto a Mattia, quella sera?I nostri visi sono vicini. Ha gli occhi verdi e i suoi occhi sono la cosa che più mi ha colpito, quando ci siamo conosciuti. Erano come un mare mosso dal vento. Se non ti ci immergi non è pericoloso.
E adesso mi sembra che l’acqua stia ribollendo.
Qualcosa si muove.La scrittrice Francesca Mautino, dopo il successo del primo volume “Qualcuno che conoscevo” (Longanesi, 2024), pubblica “Tutti conoscono tutti”, con le nuove avventure e indagini di Valentina Bronti. Il lettore si affezionerà facilmente a Valentina, una donna e madre che cerca sempre di scoprire la verità, anche su stessa. Molte lettrici si identificheranno in lei, perchè è una donna molto realistica, che mostra le sue paure, le sue fragilità, come il timore di essere una madre sbagliata.
Ma Valentina, sfida la vita e le sue insicurezze, sempre con il sorriso e umorismo.
I temi trattati sono il matrimonio, i tradimenti, la maternità, l’amicizia, il sostegno tra donne, il giornalismo, lo stupro, il senso di colpa e l’amore.Quando ho scoperto di essere incinta ero felice, ma più passavano i mesi più la felicità scemava sostituita da qualcos’altro. Ammettere che non sei al massimo della gioia, quando aspetti un bambino è un tabù. Quando ne aspetti tre è ancora peggio, perchè tutti squittiscono frasi tipo <<Tre? Devi essere felice il triplo!>>, come se l’intensità di un sentimento fosse una formula matematica.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, avvincente, ricco di misteri e contemporaneamente divertente.
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie alle abilità della scrittrice di rendere ogni personaggio coinvolgente ed estremamente realistico, ad iniziare dalla protagonista Valentina.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano perdersi tra le strade di Torino, a chi desidera indagare insieme alla protagonista, su una morte misteriosa avvenuta diciassette anni prima.
E’ un romanzo che si legge tutto d’un fiato, grazie alla bravura della scrittrice di usare uno stile sempre empatico ed ironico.
Spero di leggere presto il continuo perchè mi sono affezionata a Valentina e alle sue simpaticissime gemelle.
E voi, avete letto il primo volume?
Vi piacciono i libri gialli, ma con la giusta dose di ironia?
Fatemelo sapere nei commenti!!
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“Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata” di Alessia Gazzola

Titolo: Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata
Autore: Alessia Gazzola
Casa Editrice: Longanesi Editore
Collana: La Gaja Scienza
Edizione: 3
Data uscita: 18 Marzo 2025
Pagine: 272
Genere: Romanzo giallo<<C’è un fantasma che infesta l’ambasciata, lo sanno tutti!>>
<<E’ la prima volta che ne sento parlare! Che storia c’è dietro?>> incalzò quindi Beatrice, che aveva una certa inclinazione verso le storie gotiche (non a caso divorava i romanzi di Carolina Invernizio).
<<Una storia tristissima, come tutte le storie di fantasmi>> rispose Emily, con aria cospiratoria.
<<E’ il fantasma di Lady Mary Ingham. Era la figlia di un ricchissimo mercante di zucchero ed era arrivata da un’isola lontana per sposare un conte. Viveva lì, in quelle stesse stanze dove voi adesso lavorate.>>
A Beatrice venne da rispondere: <<Da me non si è mai fatta vedere!>>
<<Il conte l’aveva fatta internare perchè lei diceva di vedere i fantasmi… Ma poi dovette riprenderla a casa perchè nel frattempo era rimasta incinta. Morì di parto in una notte da lupi, maledicendo il conte e tutta la sua stirpe da quel momento>> concluse la ragazza, abbassando la voce con tono teatrale, <<Lady Ingham infesta il palazzo, tetra e spaventosa come i fantasmi che l’avevano perseguita per tutta la vita.>>Nel primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, abbiamo conosciuto la protagonista Beatrice Bernabò, una ragazza d’origini italiane, trasferita insieme alla sua famiglia a Londra, per il nuovo incarico del padre Leonida Bernabò, presso l’Università.
Beatrice è una ragazza molto intelligente, che in ogni volume si ritrova a risolvere un caso d’omicidio o un furto, insieme all’ispettore capo di Scotland Yard, Archer Blackburn.
Nel secondo volume “Miss Be & Il principe d’inverno”, la protagonista Beatrice Bernabò, si è ritrovata a trascorrere il Natale del 1924 ad Alconbury Hall, la residenza della famiglia dei Lennox. Il lettore, ha avuto modo di conoscere meglio alcuni personaggi, come Lady Millicent Carmichael, ma anche Julian e tanti altri. In particolare, in ogni volume, il lettore assiste a una vera evoluzione della protagonista, che la porterà a emanciparsi.
Se non hai ancora letto i volumi precedenti di questa bellissima serie ambientata a Londra, tra il 1924 e il 1925, puoi recuperare qui le recensioni:– Recensione primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca” : https://deborahcarraro97.com/2024/12/20/miss-be-il-cadavere-in-biblioteca-di-alessia-gazzola
-Recensione secondo volume “Miss Be & Il principe d’inverno”: https://deborahcarraro97.com/2025/05/21/miss-be-il-principe-dinverno-di-alessia-gazzola/
La narrazione del terzo volume, si svolge dopo due mesi da “Miss Be & Il principe d’inverno”.
Nel terzo volume “Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata”, la protagonista Beatrice Bernabò è costretta, su insistenza del padre, a lavorare come segretaria all’ambasciata italiana.
Dopo il suo soggiorno tormentato ad Alconbury Hall, Leonida Bernabò era stato chiaro: Beatrice non avrebbe più dovuto avere nessun rapporto ambiguo con l’undicesimo visconte di Wartmore, Julian Lennox. Beatrice, ormai, era consapevole che Julian avrebbe sposato Lady Octavia Charteris, ma non è sempre così facile reprimere il proprio cuore.
Beatrice Bernabò, ogni mattina prende due omnibus per arrivare a Grosvenor Square, dove si trova l’ambasciata d’Italia in Gran Bretagna. In ambasciata, Beatrice svolge diverse mansioni: da quelle di segreteria ad organizzare eventi prestigiosi, come il ricevimento in onore di una delegazione proveniente da Firenze, la città natia dei Bernabò.
Il padre Leonida Bernabò, aveva deciso di lasciare l’Italia insieme alle sue figlie, Clara, Beatrice e Lucilla, per allontanarsi dalla situazione politica, sempre più pericolosa a causa del fascismo. Per questo motivo, il signor Bernabò aveva accettato l’incarico come professore d’Italianista a Londra.
A Londra, i Bernabò si erano integrati molto bene con il clima cittadino, soprattutto Beatrice che nel tempo libero si dedicava a creare dei bellissimi paralumi.
Ed è proprio da Firenze, che arrivano due membri del comitato scientifico degli Uffizi, di nome Laurent Drago e Sara Ordovàs, una bravissima archeologa italiana.
Oltre ai due membri del comitato scientifico, l’ambasciata è in fibrillazione per accogliere Edoardo Verduno Conti, il figlio dell’ambasciatore Gianandrea (nonché un carissimo amico di Leonida Bernabò) e la sua fidanzata Elisa Cavaciocchi, accompagnata dalla madre Amelia Cavaciocchi.A Beatrice sembrò una precisazione intimidatoria, il che contrastava con il viso dai tratti ancora infantili che caratterizzava Edoardo. Era stato un ragazzo avvenente ma lei dubitava che potesse mantenersi tale, perchè sarebbe stato un uomo con il volto da bambino.
<<Elisa disegna da quando era piccola>> lo rintuzzò Amelia.
<<Non erano disegni poi così belli>> disse infine la signorina Cavaciocchi, sbrigativa.
<<Possiamo ammetterlo>> soggiunse Edoardo, ridendo come se avesse appena fatto una battuta di spirito, ma con lui rise solo Margherita.
<<E’ un sollievo che tu abbia smesso, tesoro.>>
Per un attimo, Beatrice si mise nei panni di Elisa e la compianse: a lei, non sarebbe piaciuto sentire gli altri parlare in quei termini di qualcosa che la appassionava. Come dei suoi paralumi, per esempio. Doveva essere deprimente venir sminuita da un fidanzato che metteva bocca nei suoi affari privati. Non la invidiava affatto, e anzi, abbe ancora più a cuore la propria libertà.Beatrice e le sue sorelle, non hanno mai avuto modo di trascorrere molto tempo con Edoardo, nonostante la forte amicizia tra le due famiglie, perchè l’ambasciatore Gianandrea e sua moglie Margherita, temevano che potesse sorgere un sentimento più forte, rispetto a una semplice amicizia.
Beatrice era molto brava a svolgere i suoi compiti in ambasciata, grazie al suo carattere espansivo e solare andava d’accordo con tutto il personale, ad eccezione del consigliere di delegazione Ettore Amerighi. Ettore Amerighi è un uomo che ha un carattere molto scontroso e difficile, soprattutto con Beatrice.
Un giorno, mentre Beatrice si stava recando in ambasciata, aveva incontrato sull’omnibus Emily Jenkis, una cameriera dell’ambasciata che le aveva raccontato la storia del fantasma dell’ambasciata.
Secondo la storia, in ambasciata, vi era il fantasma di Lady Mary Ingham, che poco prima di morire di parto, aveva lanciato una maledizione a suo marito, il conte e alla sua stirpe.
Ma Beatrice, non ha mai creduto ai fantasmi… ma all’improvviso in ambasciata, si verificano degli strani avvenimenti.
Rumori improvvisi, presenze inquietanti, sussurri nel buio, urla e biancheria intima sporca di sangue… questi sono alcuni dei fenomeni strani e spaventosi che si verificano di giorno e di notte nelle mura dell’ambasciata.
Che ci sia, veramente un fantasma in ambasciata?
Ma come è possibile?Tuttavia, la situazione in ambasciata peggiora, perchè qualcuno ha inserito una bomba. E’ così che entra in scena, l’amatissimo Ispettore Archer Blackburn, che rincontrerà la vecchia e intrigante conoscenza di Miss Bernabò.
Ma esiste davvero il fantasma dell’ambasciata?
O è all’opera qualche forza di natura ben più concreta e minacciosa?
Contrariamente a quanto avrebbe auspicato Leonida Bernabò, sarà proprio sua figlia Beatrice a risolvere questa complicata situazione.
E chissà, se Beatrice riuscirà a scoprire la verità e a fare pace con il proprio cuore?La libertà è la cosa più preziosa che possiedo.
Non la sacrificherò mai.La scrittrice Alessia Gazzola, autrice di numerosi libri di successo da cui sono tratte le serie televisive dell’Allieva e di Costanza Macallè, torna in libreria con una nuova brillante protagonista femminile, di nome Beatrice Bernabò.
“Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata” è il terzo volume di questa bellissima serie, ambientata a Londra tra il 1924/1925.
I temi trattati sono il fascismo, l’emancipazione femminile, la libertà, i pregiudizi, i fantasmi, l’amicizia, il ruolo delle donne nella società, l’arte, le passioni, i pregiudizi e l’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, divertente, emozionante e pieno di suspence, il lettore cercherà di capire insieme alla protagonista e ai personaggi coinvolti, se veramente l’ambasciata è infestata dagli spettri.
I protagonisti sono strutturati molto bene, grazie alle ampie descrizioni fisiche e psicologiche, inserite dalla scrittrice. In questo terzo volume, il lettore ha modo di conoscere dei nuovi personaggi da Edoardo Verduno Conti e la sua fidanzata Elisa Cavaciocchi a Federico Scandiani, giunto a Londra, ospite dai Bernabò per perfezionare gli studi in medicina.
In questo volume, mi sono affezionata particolarmente a Clara, la sorella maggiore di Beatrice e Lucilla. Clara è sempre stata la sorella “perfetta”, colei che non ha mai commesso un errore, ma in questo terzo volume, mostrerà al lettore le proprie fragilità e i propri sentimenti.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro ricco di colpi di scena, perfetto per chi adora Jane Austen e Agatha Christie perchè la scrittrice Alessia Gazzola, grazie alla sua maestria, riesce a intrecciare due generi: il rosa e il giallo.
L’ambasciatore italiano a Londra è lieto di invitarvi al suo ricevimento d’onore… per l’occasione vestitevi elegantemente e godetevi gli intrighi amorosi, misteriosi intrecci nobiliari… ma state attenti al fantasma!!
E vi ricordo, che il 18 Novembre uscirà il quarto volume di Miss Be, ovvero “Miss Be & Il giardino avvelenato”. Chissà, quali saranno le nuove avventure di Miss Be?
Non ci resta che attendere il 18 Novembre per scoprirle!!
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“La Giulia dei Morini” di Clara Negro

Titolo: La Giulia dei Morini
Autore: Clara Negro
Casa Editrice: Morellini editore
Collana: Varianti
Data uscita: 2 Maggio 2025
Pagine: 455
Genere: Romanzo storicoIl Bellingeri le aveva mostrato le regole della tavola e quelle della buona società, Giulia ci passava delle mezz’ore davanti allo specchio a provare saluti e riverenze, inchini e baciamani sulle note secche di qualche vecchia nobildonna.
Grazie a lui la Morina fu introdotta in una cerchia diversa dalla schiera di personaggi goderecci frequentati fino ad allora, niente più festini di soli uomini, o insieme a donne compiacenti più di lei.
Dopo qualche tempo che si frequentavano il giudice iniziò a portarla a teatro, al ristorante, la scortava all’opera, e, negli ultimi tempi, l’aveva introdotta anche alle feste private della Bologna bene, quella dei nomi altisonanti, e non si curava delle occhiate malevoli di mogli, madri e fidanzate, fossero esse blasonate o no.
Fu proprio all’opera che il Bellingeri presentò la sua giovane compagna a una vecchia amica: la contessa Elvira Sampieri.Il nuovo romanzo storico della scrittrice Clara Negro, è ambientato durante il ventennio fascista tra la Toscana, Genova, Bologna e Sanremo.
La protagonista del libro di chiama Giulia Corsini, soprannominata da tutti “la Morina”, per via del colore della pelle e dei capelli della famiglia a cui appartiene, (anche se Giulia, ha i capelli biondi).
La Giulia (così viene chiamata nel libro, con l’articolo davanti al nome proprio, per l’influenza toscana), è la più bella della famiglia Morini, bionda, alta e sottile, dallo spirito ribelle e ambizioso che la porta a commettere azioni sconsiderate per entrare a far parte di una stretta cerchia di nobili.
La famiglia di Giulia ha origini toscane, il padre Alfredo si è sempre battuto per difendere i suoi ideali, anche a costo di abbandonare il proprio lavoro e le sue origini, insieme alla sua famiglia.
Giulia e la sua famiglia, composta dalla madre Giovanna, il padre Alfredo, le sue sorelle Ersilia, Adalgisa e Colomba, e i suoi fratelli Moro e Colombo, sono stati costretti a lasciare la Toscana per trasferirsi a Genova, alla Rimessa. Pontedecimo è una frazione di Genova, lontana dal fronte e grazie alle Ferriere, offre agli abitanti numerosi posti di lavoro.Come sarà la nostra vita adesso? Una terra nuova, nuova gente, e chissà com’è la loro parlata? La Rimessa, Pontedecimo, Genova, ho sentito quei nomi dall’Alfredo, e mi fanno un po’ paura. Ci sono monti aspri e sassosi dove stiamo andando, nella campagna alle spalle della città, una città lontana dal fronte, ha detto il babbo, ma che dà l’acciaio e il ferro per la guerra. Per questa ragione il lavoro non manca. In quella valle, Polcevera, l’ha chiamata l’Alfredo, ci sono le Ferriere, ferrovie dove c’è bisogno di braccia buone.
Possiamo dividere essenzialmente, la vita della protagonista Giulia, in quattro tappe principali, quattro come le città in cui ha dovuto trasferirsi (Toscana, Genova, Bologna e Sanremo).
Ogni tappa, mostra con chiarezza lo spirito ribelle della protagonista e il suo desiderio di conquistare le vette più alte della società. A Giulia, non piaceva vivere alla Rimessa, desiderava una vita agiata che le garantisse tutti i comfort. Per questo motivo, proprio durante l’alluvione del novembre del 1921, che ha visto aumentare notevolmente le dimensioni del fiume Polvevera, suo fratello Moro, aveva invitato a casa un uomo di nome Otello Manzi.
Otello Manzi, come Moro, lavora nelle ferrovie e vive a Bologna, insieme alle sue sorelle Fedelma e Aminta, che lo riveriscono come un Re.Odio l’inverno, e l’inverno alla Rimessa mi è insopportabile. Giorno dopo giorno questo posto diventa sempre più triste e squallido. Siamo a novembre e sono ormai due settimane che piove, giorno e notte, senza tregua, tanto che il Polcevera sembra un fiume vero, e non quel rigagnolo che striscia verdastro tra i sassi in estate. Le onde marroni di terra si abbattono contro le murate, e l’acqua ha saltato gli argini in qualche punto lasciando fango e terra sulle strade, buttando alberi spezzati dal vento e ghiaia e rocce contro le porte delle case.
Otello Manzi anche se è “un uomo fatto e finito”, con il doppio degli anni di Giulia, rimane colpito dalla sua bellezza, tanto da decidere di sposarla. Per Giulia, il matrimonio con Otello, è l’occasione per lasciare la vita “sciatta”, umile della Rimessa, a favore di una nuova vita a Bologna.
<<Certo che a s’è scistemâ a Morina, a l’ha faeto bên, a saia na scignôa, e sénsa fâ ninte!>>
<<Tanto non l’è mai andato di faticare a quella lì!>>
Le donnette, spettegolando a gruppi, aspettavano che gli sposi uscissero dalla chiesa. Gli uomini che vedevano passare la Giulia, sottile e pallida, fasciata in quell’abituccio di mussola bianca che Giovanna le aveva cucito addosso, avrebbero voluto vestire i panni dell’Otello.
Di quel giorno alla Morina rimasero negli occhi le lacrime della madre, il pianto dirotto dell’Ersilia e sulla pelle l’abbraccio robusto di Colomba, che le aveva sussurrato all’orecchio, ” il mondo è pieno di gente più furba di te”.
Era salita sul treno con il marito che la mangiava con gli occhi, con una valigia, il baule del corredo, e una scatola di libri. Erano il regalo della vecchia maestra della Rimessa, la Nerina, ed era merito suo se Giulia sapeva leggere e far di conto.A Bologna, vivrà insieme alle cognate Fedeltà e Aminta, che le mostreranno un nuovo modo di fare soldi, senza coinvolgere il marito. E’ così che Giulia, partecipa a feste altolocate e conosce delle personalità importanti come nobili decaduti, borghesi arricchiti e donne, mogli invidiose della sua bellezza.
Giulia fa della bellezza un vero e proprio strumento di potere, in un clima molto difficile e rigido per le donne, viste solo come “mogli” e “madri”, senza poter godere della propria libertà.D’altra parte erano gli anni in cui tutti gli uomini avevano il dovere di esibire coraggio e amor di patria, e le donne di figliare e a dare al paese prole sana e numerosa. Erano gli anni dei sogni disillusi, di un’Italia umiliata e povera che raschiava il fondo di un barile già vuoto da un pezzo. Tutti facevano un gran parlare di scioperi e sommosse e scontri fra socialisti e nazionalisti. […]
Le tornò in mente l’Alfredo, sarebbe stato felice delle ribellioni degli operai, orgoglioso di vedere i contadini battersi per il possesso della terra.
Quello era il momento che suo padre aveva aspettato per tanto tempo: combattere l’autorità e le istituzioni e con la lotta aperta contrastare il fascismo.A complicare il clima e la situazione in Italia, si sviluppa il fascismo, un movimento oppressivo guidato da Mussolini, con l’obiettivo di sterminare gli ebrei, ritenuti inferiori ed eliminare qualsiasi persona contraria alle idee del Duce e del Regime.
Giulia frequenta sempre più assiduamente salotti e feste mondane, entrando nelle grazie della contessa Elvira Sampieri, che le farà conoscere molte persone importanti, anche un nobile di nome Edoardo Belotti. Giulia si innamorerà di Edoardo, mettendo in dubbio la sua vita, i suoi ideali e il matrimonio con l’Otello.
Ma Bologna, sarà solamente una tappa all’interno della storia, perchè la protagonista e suo marito Otello, si trasferiranno a Sanremo, il luogo in cui la Morina troverà definitivamente la sua strada, sotto le torri del Casinò.
Un romanzo storico che intreccia magistralmente l’emancipazione femminile, la vita, le passioni e l’identità, ambientato durante il fascismo.
Lasciatevi travolgere dalla penna sublime di Clara Negro, che vi farà conoscere una donna brillante, ribelle e ambiziosa!A differenza della magnolia però Giulia non aveva radici che la legassero alla terra. Non ne aveva mai avute. Mai si era sentita parte di un luogo. Tutti i dove che aveva abitato, li aveva trasformati in casa, e altrettanto facilmente li aveva abbandonati senza rimpianti.
In fondo, abbandonare i luoghi era molto più facile che lasciar indietro una famiglia.
La Morina aveva fatto anche questo per sopravvivere via da San Giovanni, dalla Rimessa e da Bologna.La scrittrice di gialli, genovese Clara Negro, pubblica “La Giulia dei Morini”, in cui la vita della protagonista si intreccia agli avvenimenti storici narrati nel libro.
I temi trattati sono l’emancipazione femminile, la passione, la libertà, la ricerca d’identità, le maschere, gli ideali, i dialetti italiani, il giudizio degli altri, il fascismo, le amicizie e l’amore.Dopo i primi tempi di entusiasmo, aveva capito che tutti lì indossavano una maschera, e forse nascondevano dietro falsi sorrisi e il vuoto dell’anima. Era come muoversi sulla scena di un grande teatro dove ognuno giocava un ruolo che spesso neppure si era scelto, e che forse altri avevano deciso per lui. L’unica cosa vera, concreta era il denaro, a cui tutti agognavano. Lei compresa.
“E che maschera ho scelto di indossare, io?” Sorrise, e delicatamente si passò una mano sul viso.
“Quella della bellezza”, pensò.Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, magistrale ed emozionante, in grado di far commuovere il lettore.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dall’autrice, che permettono al lettore di affezionarsi alla protagonista Giulia, ma anche alla simpatia e spontaneità di Fedelma e Aminta.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro ambientato durante il fascismo, che tratta con delicatezza l’emancipazione femminile, la ricerca d’identità e le maschere.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano conoscere una protagonista brillante, intelligente, con uno spirito ribelle e ambizioso.
Buona lettura 📚📚!!amore, Bologna, book, casa editrice, Casa Editrice Morellini, Clara Negro, dolore, emancipazione femminile, fascismo, Genova, Genova Bolzaneto, Ilibriinmansarda, Ipercoop Aquilone, La Giulia dei Morini, librerie coop, libri, maschere, Morellini, Morellini Editore, pagine, presentazione libro Genova, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, ricerca d’identità, Romanzo storico, Sanremo, Toscana, ventennio fascista -
“Miss Be & Il Principe d’inverno” di Alessia Gazzola

Titolo: Miss Be & Il Principe d’inverno
Autore: Alessia Gazzola
Casa Editrice: Longanesi Editore
Collana: La Gaja Scienza
Edizione: 2
Data uscita: 14 Gennaio 2025
Pagine: 256
Genere: Romanzo gialloMa poi lo vide sfilarsi i guanti, prima l’uno, poi l’altro, e lasciarli cadere dove capitava. Le strinse la nuca e con il pollice le sfiorò la guancia, con un tocco dolce come era inimmaginabile che lui potesse essere e come se lei non avesse nessuna cicatrice.
<<Non dirmi che non la vedi.>>
<<Non più. Io vedo te.>>
<<Lo dici per pietà.>>
<<Pietà?>> ripetè lui sorridendo.
Beatrice, che per un attimo lo aveva ritrovato, non era disposta a perderlo. <<Dimostramelo.>>Nel primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, abbiamo conosciuto la protagonista Beatrice Bernabò, una ragazza d’origini italiane, trasferita a Londra per il nuovo incarico del padre, Leonida Bernabò presso l’Università.
Ci siamo affezionati alla protagonista Beatrice, alla sua intelligenza e alla sua arguzia, con cui cerca di risolvere i gialli di cui si ritrova sempre in mezzo.
Preparatevi a tornare nel mondo patinato dell’aristocrazia britannica, con nuovi misteri da risolvere e triangoli amorosi passionali e intriganti!!Se non hai ancora letto la recensione del primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, puoi recuperarla qui: https://deborahcarraro97.com/2024/12/20/miss-be-il-cadavere-in-biblioteca-di-alessia-gazzola/
Il secondo episodio delle avventure di Beatrice Bernabò “Miss Be & Il principe d’inverno”, è ambientato nel dicembre del 1924, nel Derbyshire. Beatrice si ritrova a passare il Natale ad Alconbury Hall, insieme alla sorella minore di nove anni Lucilla.
Alconbury Hall è un luogo magico, è la residenza di campagna della nobile famiglia dei Lennox.
Come mai Beatrice, si trova ad Alconbury Hall?
Lord Julian Lennox, l’undicesimo visconte dei Warthmore, aveva suggerito alla zia Lady Millicent Carmichael, di assumere Beatrice Bernabò, come sua assistente personale. La zia di Julian è una donna molto altolocata, stravagante che per combattere il freddo, alle quattro del pomeriggio beve lo sherry Flip, un cocktail segreto composto “da una base di sherry, sciroppo di zucchero e uovo con una spolverata di noce moscata.”
La zia ha un legame molto stretto con suo nipote Julian e, decide di accettare il suo suggerimento e assume Miss Bernabò.
Beatrice, si ritrova a trascrivere le memorie scandalose di Lady Millicent Carmichael, che si era messa in testa di pubblicare le sue memorie in forma anonima “per far passare un brutto quarto d’ora a qualcuno”.
A Beatrice piaceva trascrivere gli aneddoti di Lady Millicent, che trovava divertenti e sconcertanti allo stesso tempo.Lady Millicent Carmichael, che l’aveva assunta in qualità di segretaria personale, sembrava del tutto immune alla colata di gioviale melassa che accompagnava l’atmosfera natalizia. Mostrava tenerezza solo nei confronti di Fanny, una scimmietta brutta come la fame che suo nipote Julian le aveva portato dall’India sei mesi prima. Lady Carmichael aveva chiaramente un debole per lui.
All’atto pratico Beatrice era incaricata di trascrivere le sue memorie, che la nobildonna intendeva pubblicare in forma anonima […] e che Beatrice trovava sconcertanti ma anche vagamente divertenti, perchè Milady le narrava con una certa incurante perfidia.E poi, Beatrice, quando non doveva svolgere il suo lavoro, si godeva l’atmosfera natalizia di Alconbury Hall, con i cammini accesi e scoppiettanti, oltre a partecipare alle cene eleganti che si tenevano nel palazzo.
E’ così che Beatrice, conoscerà Alexander Aliankov, principe russo esule dopo la Rivoluzione d’Inverno, nonché cugino di Julian. Il principe Alexander è un uomo molto affascinante, ma ha sempre un atteggiamento triste e cupo, proprio come un principe d’inverno.
Oltre al principe Alexander, Beatrice conoscerà tante altre persone importanti, come Neville Harclay, generale dell’esercito di Sua Maestà in congedo, che desidera sposare Lady Octavia Charteris, la figlia minore del conte di Durrington.Da quando, appena arrivato, Neville le aveva annunciato le sue intenzioni con la figlia del conte di Durrington, lei non faceva che tormentarsi cercando soluzioni per impedire quel matrimonio senza però doversi intromettere in prima persona. Ecco, la soluzione era davanti a lei incarnata da suo nipote.
Julian era morbosamente legato a Octavia: bastava lasciar fare a lui il lavoro e presto lei per prima ne avrebbe goduto i frutti. Peraltro Alconbury aveva bisogno dei soldi di Octavia, quindi insomma, tutto le sembrava lineare, ma con un’unica incognita: Miss Bernabò.
E se Julian avesse mollato la presa su Octavia proprio perché aveva un debole per la ragazza?
Raccomandargliela per pura carità non era da lui.
Julian aveva sempre un secondo fine, era così anche da bambino.Nel primo volume, abbiamo imparato a conoscere Lady Octavia, fidanzata con Alastair, il fratello maggiore di Julian. Julian e Lady Octavia hanno un bellissimo rapporto d’amicizia, e il visconte, è disposto a qualsiasi cosa, pur di salvarla, anche a rinnegare i sentimenti che prova per Miss Bernabò.
Ancora una volta, Beatrice si ritroverà a dover ascoltare il suo cuore, che sembra provare qualcosa per Julian. Mentre Beatrice cerca di capire i suoi sentimenti per il visconte, avverte delle strane tensioni ad Alconbury Hall, tensioni che aumenteranno giorno dopo giorno.
La zia Millicent non trova più il suo prezioso anello… ma chi può averlo rubato?<<Non c’è nessun ladro. E’ l’isteria di mia zia.>>
<<Però l’anello non si trova più, e questo è un fatto.>>
<<Non era successo anche a voi, con la vostra spilla? L’avete cercata per giorni e poi è riapparsa per miracolo, no? […] >>
<<Ma io alla scomparsa della mia spilla avevo dato un significato simbolico. Glielo do ancora, per questo la porto sempre.>> […]
<<Non è Kit che tengo vicino a me>> confessò infine Beatrice, con la voce tremante, decidendo di riprovare a parlargli a cuore aperto. Fino a poco tempo prima, funzionava.
<<E’ il dispiacere che mi ha dato. Per non dimenticarmene mai. Per non cascarci di nuovo, con nessuno. Questo è il significato. >>
Julian la scrutò intensamente, ma era impossibile leggergli dentro.
<<Bee, io non… io non lo renderò necessario>> sussurrò chinandosi appena su di lei, e quel sussurro per un attimo la fece vibrare.E’ così che rientra in scena, l’ispettore di Scotland Yard, Archer Blackburn, che cercherà di scoprire chi ha rubato l’anello della zia Millicent.
Ma il furto dell’anello è soltanto l’inizio, la protagonista Beatrice Bernabò, ancora una volta dovrà cercare di risolvere un mistero, un mistero che ruota intorno ad Alconbury Hall.
Riusciranno Beatrice e l’Ispettore Archer, a scoprire chi ha rubato l’anello?
Che cosa accadrà tra Beatrice e Julian?Baciarlo era sbagliato ma era anche l’unica cosa al mondo che sentiva di volere e, quando in effetti lui si chinò per sfiorarle le labbra, stabilì che non voleva altro.
Mentre lei gli affondava una mano tra i capelli, che erano soffici e puliti, lui prese a baciarle il collo, con tanto impeto che la lasciò arrossata. […]La scrittrice Alessia Gazzola dopo l’incredibile successo del primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, torna in libreria con le nuove avventure di Beatrice Bernabò in “Miss Be & Il principe d’inverno”. Il lettore si ritroverà a vivere l’atmosfera natalizia e il freddo pungente della campagna inglese, nella bellissima residenza dei Lennox. E tra furti, tra battute di caccia alla volpe e sparizioni misteriose, il lettore cercherà di risolvere il mistero insieme alla protagonista.
I temi trattati sono le atmosfere British, il fascismo, l’aristocrazia britannica, la gravidanza, le cicatrici, il rapporto tra sorelle, la società, l’amicizia, le ambizioni, il rapporto tra genitori, la libertà, il ruolo delle donne nella società e l’amore.E soprattutto, stava fissando la cicatrice sulla guancia che Beatrice aveva da quando era bambina, il rattoppo di un chirurgo che aveva bisogno di fare ancora un po’ di pratica. Era finita contro lo stipite di una porta mentre lei e sua sorella Clara giocavano a inseguirsi per tutta la casa e quella cicatrice era il suo punto debole. […]
Beatrice le fece un cenno di saluto, benché si amareggiasse sempre contro chi fissava la cicatrice, perchè lo trovava un gesto privo di tatto che senza motivo, e per pura indifferente crudeltà, la spogliava di uno strato di sicurezza interiore. Lei non aveva modo di coprire, doveva esibirla al mondo, contando sull’aver imparato a conviverci ma un po’ di discrezione altrui era gradita.Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, magistrale, divertente ed emozionante, ricco di descrizioni sui personaggi e ambientazioni storiche descritte nei attentamente.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura inconfondibile della scrittrice Alessia Gazzola, che dona al lettore ogni volta, una nuova protagonista brillante, un po’ fuori dagli schemi, di cui è impossibile non affezionarsi.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono immergersi in un giallo originale, diverso dal solito, ambientato nella suggestiva cornice inglese del 1924 ad Alconbury Hall, con un nuovo mistero, un nuovo giallo da risolvere insieme alla protagonista Beatrice Bernabò.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano una lettura frizzante, spensierata, incantevole e romantica.
Buona lettura 📚📚!!Alconbury Hall, Alessia Gazzola, Allieva, amore, book, casa editrice Longanesi, Costanza, dolore, emancipazione femminile, fascismo, Ilibriinmansarda, libertà, libri, Londra, Longanesi, Longanesi editore, Miss Be, Miss Be & Il cadavere in biblioteca, Miss Be & Il Principe d’inverno, pagine, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, serie tv allieva -
“Ne plus Jamais. Un’anima dipinta” di Samanta Fugazza

Titolo: Ne plus Jamais. Un’anima dipinta
Autore: Samanta Fugazza
Casa Editrice: Independently published
Data uscita: 30 Gennaio 2025
Pagine: 446
Genere: Romanzo rosaQuando le anime gemelle si trovano, non si lasciano mai più. Ne plus jamais, mon amour.
Se non hai ancora letto “Jamais. Mai senza me. Per sempre insieme a te”, il primo volume, puoi recuperare qui la recensione: https://deborahcarraro97.com/2024/02/10/jamais-mai-senza-me-per-sempre-insieme-a-te-di-samanta-fugazza/
Con “Jamais. Mai senza me. Per sempre insieme a te”, ci siamo emozionati con la bellissima storia d’amore tra Juliette e William, una storia d’amore tragica, proprio come quella di Romeo e Giulietta ma ambientata ai giorni nostri.
Juliette ha imparato a conoscere l’amore grazie a William, ma a volte il destino è beffardo e crudele, pronto a rovinare ogni cosa. Juliette deve superare la morte di William, causata da un brutto incidente stradale, che ha distrutto il loro amore.
Cosa accadrà in “Ne plus Jamais. Un’anima dipinta”? Continua a leggere per scoprirlo!!A tre anni di distanza dall’incidente, Juliette continua a vivere sospesa tra passato e presente, senza riuscire a superare il lutto del ragazzo che amava. L’unica cosa, che assorbe completamente i suoi pensieri è il lavoro.
Juliette era riuscita a terminare la laurea triennale e poi, aveva frequentato il master in Creative Direction for the Performing Arts. E’ così, che durante uno stage, aveva incontrato Noémi, proprietaria di una delle agenzie artistiche parigine più quotate, nonché suo capo. Noémi ha piena fiducia in Juliette, le affida un incarico molto prestigioso: organizzare la prossima mostra della galleria Grandier.
Ma non sarà così semplice, perchè prima di organizzare la mostra, Juliette dovrà convincere Monsieur Grandier, che a differenza di sua sorella, non desidera affidare l’incarico a nessuna agenzia.
Ma Juliette è determinata a dimostrare a Monsieur Grandier, le grandi strategie di marketing dell’agenzia Marie Antoinette per cui lavora.
Dopo una scortese conversazione telefonica con Monsieur Grandier, Juliette lo incontra personalmente per spiegargli le sue idee. E’ così che Juliette, scopre che Monsieur Grandier è Samael, il ragazzo che tre anni fa aveva incontrato in piscina, il ragazzo che custodisce il cuore del suo William.La mia ossessione porta il nome di Samael, la persona che sono quasi sicura custodisca il suo cuore. L’immagine della cicatrice sul suo petto è un tarlo che mi buca la mente, nonostante gli anni trascorsi dallo scontro avuto in piscina con lui. I suoi occhi neri come l’abisso e il tono canzonatorio delle sue parole, “Fai attenzione a come nuoti, piccola sirena”, sono un ricordo fisso nelle mie giornate. E’ fallito il tentativo di approfondire la sua conoscenza, non saprei come rintracciarlo, e questo rende la mia sopravvivenza ancora più amara.
Juliette vuole conoscere meglio quel ragazzo, inizierà a frequentarlo sempre più spresso, iniziando a provare qualcosa per lui.
Ma ciò che prova è reale?
I sentimenti che prova Juliette, sono per William o per Samael?
Juliette è in crisi, si ritrova imprigionata in una lotta molto difficile e complicata tra cuore e mente.
Chi avrà la meglio?
Riuscirà Juliette a elaborare il suo lutto e a riprendere in mano la sua vita?Il passato è sempre pronto a bussare e a presentarci il conto. Sta a noi decidere quanto e se aprirgli la porta. […]
Sono un uomo che ama l’arte e sa riconoscere le opere preziose e rate. E io ne sto stringendo una tra le braccia, proprio in questo momento…La scrittrice Samanta Fugazza dopo “Jamais. Mai senza me. Per sempre insieme a te”, torna ad emozionare i suoi lettori con il sequel “Ne plus Jamais. Un’anima dipinta”.
“Ne plus Jamais. Un’anima dipinta”, riporta il lettore a Parigi, la città dell’amore, piena di colori e di bellezze artistiche da mozzare il fiato, dove viva la protagonista Juliette, una ragazza sensibile che dopo la morte del suo ragazzo, vive ancorata nel passato.
I temi trattati sono la violenza sessuale, il bullismo, le seconde possibilità, l’arte, l’amicizia, il rapporto genitori-figli, il rapporto tra fratelli, la morte, il passato che può condizionare il presente e la vita, che può sorprenderci in modo inaspettato.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante e commuovente, la scrittrice Samanta Fugazza riesce a descrivere alla perfezione i sentimenti e gli stati d’animo di ogni personaggio coinvolto nella storia, al punto da far affezionare il lettore a Juliette, Samael e Carlotta (fidanzata di Matteo e migliore amica di Juliette).
Avevo già amato, nel volume precedente, la dolcezza e la sensibilità della protagonista, ma in questo secondo volume, ho potuto conoscere una Juliette diversa, una ragazza che sente di aver perso tutto, anche il suo cuore, che vive nel passato e non riesce a sorridere alla vita.
Juliette ha la fortuna di poter contare sulla sua famiglia, in questo secondo volume, la protagonista è riuscita a riallacciare il rapporto con il padre Adrien, ma soprattutto ha Carlotta, la sua migliore amica e fidanzata di suo fratello Matteo, che cerca di farle capire l’importanza di vivere e di onorare ogni secondo, ogni minuto e ogni ora la vita.Mi stacco da lui e mi accorgo degli occhi lucidi della nonna. Fa sempre così ogni volta che vede me e mio padre insieme e, nonostante siano trascorsi almeno un paio d’anni da quando ho permesso al perdono di restituirmi quel rapporto padre e figlia che prima non avevo mai avuto, lei se ne commuove ogni volta.
Non è stato un percorso facile, lo ammetto, ma ci abbiamo messo entrambi impegno e volontà affinché i sensi di colpa e il rancore lasciassero il posto all’affetto e alla condivisione delle nostre vite. E’ stata invece un’impresa più ardua riallacciare i rapporti con mia madre e su questo ci sto ancora lavorando. […]
La sua scelta di non svelare la verità sulla violenza da lei subita quando io ero ancora una bambina, è una realtà che non sono ancora riuscita a perdonarle, per lo meno non del tutto.I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono al lettore di entrare in empatia con ognuno di loro.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia d’amore, ma anche di lotta e di rinascita. Una storia profonda ed emozionante, che mette in evidenza quanto sia importante vivere senza rimpianti.
Ringrazio la scrittrice Samanta Fugazza per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere meglio di Juliette.
Buona lettura 📚📚!! -
“La nebbia e il fuoco” di Roberto Cotroneo

Titolo: La nebbia e il fuoco
Autore: Roberto Cotroneo
Casa Editrice: Feltrinelli Editore
Collana: I narratori
Data uscita: 15 Aprile 2025
Pagine: 144
Genere: Romanzo contemporaneoLa nebbia e il fuoco sembravano irreali.
Come se i colpi dei mitragliatori non potessero nuocere a nessuno, incapaci di attraversare la nebbia e anche di prendere qualche direzione. Persino le esplosioni sembrava avessero la sordina. Quel pomeriggio nessuno cadde ucciso. Risalita la nebbia si trovarono soltanto i bossoli. Erano una sessantina. I bambini nei giorni successivi li andavano a cercare e li mettevano dentro scatole di latta. Agitando le scatole diventavano strumenti musicali.
La nebbia spegneva il fuoco e la morte si allontanava come un’ombra.Avete mai riflettuto sulla parola “insegnamento”?
Quanti di voi, hanno avuto un insegnante che svolgeva con passione il proprio lavoro?
Sì, perchè insegnare non è solo spiegare un concetto, non è solo interrogare e riempire di compiti i propri alunni; insegnare è un insieme di parole, di concetti, in grado di instaurarsi nella mente di bambini, di adolescenti, che determineranno i propri pensieri e il futuro.
Insegnare è un atto d’amore, è un fuoco che può bruciare subito, talvolta è necessario più tempo, anche anni, per capire a fondo le parole di un vecchio professore.
Le parole sono un po’ come delle radici profonde, si insinuano in un angolo della nostra testa e al momento opportuno si ripresentano per farci riflettere e ragionare.
Questo libro racconta la storia di un vecchio insegnate, diverso dagli altri, che ha fondato il suo insegnamento nella libertà, nella libertà di lasciare che i suoi studenti cercassero autonomamente gli autori, le citazioni che menzionava in classe.Se tutti quegli autori che aveva tenuto in disparte era giusto vi rimanessero, o ce li lasciava invece per il nostro futuro. Ce li lasciava perchè quel sistema della libertà era fatto di silenzio, e poi di qualche parola per puntellarlo, certo non per riempirlo.
Sapeva non romperte l’equilibrio anche quando si metteva a spiegare per due ore.
“Il suono umano più perfetto è la parola; la letteratura, a sua volta, è la forma più perfetta di parola. E il cielo sceglie i più sensibili tra gli uomini e li fa risuonare.”E’ così che il libro viene raccontato da un narratore, attraverso un flusso di pensieri che pensa al suo vecchio insegnate di inglese del liceo.
Tutto inizia, quando il narratore dopo quarant’anni ritorna ad Alessandria, il paese in cui è nato, ma che proprio per il suo cielo cupo e grigio, rende le persone e i legami diversi. E’ così che il narratore incontra un suo vecchio amico di nome Giuseppe detto “Gepi”, che con l’indifferenza che contraddistingue Alessandria, si avvicina con la sua bicicletta alla voce narrante per raccontare una vecchia storia dimenticata.
E’ così che il passato riemerge… In pochi minuti, Gepi racconta che il loro vecchio insegnante Aldo, aveva fatto parte della Resistenza.“Era una testa calda”, “Si dice che partecipò a una spedizione dove venne ucciso da un colonnello. Anche se doveva essere solo un’azione dimostrativa. Le cose andarono diversamente. Aldo aveva diciannove anni.”
Dopo aver pronunciato queste poche parole, Gepi si era allontanato, quasi senza salutare, perchè ad Alessandria le persone non si salutano quasi mai.
Il narratore si ritrova a riflettere sulle parole di Gepi: come erano arrivati a parlare di Aldo? E perchè Gepi, in pochi minuti aveva recuperato dal suo cervello quella vecchia storia?
E’ così che il narratore si ritrova a compiere un viaggio nella memoria, storica e personale.Si trattava di dare voce alla storia. E dare voce lascia sempre un residuo di emozione. Su quel residuo sto scrivendo questo libro. Ma so bene che non si tratta di un residuo. Possibile che io ricordi pochissime immagini dentro la classe? E che le parole che Aldo diceva siano entrate così in profondità nel mio modo di pensare la letteratura e la vita da impedirmi oggi di prenderle, isolarle, spostarle, farne un’immagine raccontabile?
Mi muovo per frammenti.Un viaggio nella città in cui è nato, in cui non sente di essere mai stato felice, una città antieroica, quasi priva di misteri. Questa è Alessandria, con le vaste pianure pianeggianti, il cielo grigio pieno di nebbia, che appesantisce anche gli abitanti.
E’ così che il narratore racconta Alessandria, la descrive con parole dirette, delineando anche i suoi abitanti.Alessandria non era una città per Aldo, c’è troppa pianura. Aldo era vissuto fino a sei anni in un luogo di montagne. Le montagne ti mettono di fronte a un problema da risolvere, varcano il tempo e ti rendono invulnerabile. Per questo la guerra partigiana è una storia di montagne, di una natura impervia che ti difende, ti nasconde. Le pianure al contrario sono spazi slavati, semplificano lo sguardo. Tutta Alessandria era uno spazio slavato, semplificato.
Aldo invece non aveva niente di semplice, niente di prevedibile.
Ma una cosa c’era, di Alessandria, che gli assomigliava: la nebbia. Anche la nebbia ti nasconde e ti difende.Ma Aldo, il vecchio insegnante d’inglese, aveva fatto veramente parte della Resistenza?
E’ impossibile ricostruire con certezza, dato che ai suoi alunni non gliene aveva mai parlato, non ci sono nemmeno documenti scritti, che riportano il suo nome…
Ma ciò che importa, non è tanto arrivare a quella verità, quanto ripercorrere i luoghi della memoria per arrivare alla memoria dei luoghi.
E’ così che il narratore, racconterà della lotta partigiana, della costruzione del primo GAP (Gruppo d’azione patriottica) del Nord Italia, della piccola impresa del nonno a Cittadella, ma anche della Borsalino, un tempo il centro nevralgico della città per la produzione di cappelli in feltro.
E’ così che il narratore giunge al fuoco della nostra mente, delle nostre passioni e dell’insegnamento…. ma non solo, il narratore racconta un episodio molto importante avvenuto ad Alessandria, in cui il fuoco e la nebbia sono stati i protagonisti della guerra di liberazione dai nazifascisti.Aldo è il silenzio, l’oblio che è un diritto di tutti. Non quello di essere dimenticati, ma quello di lasciarsi ricordare davvero.
E’ l’ultimo soldato, l’ultimo partigiano sulle montagne, che però sa bene che la guerra è finita.
Ma non vuole stare in prima fila.Lo scrittore Roberto Cotroneo, autore di molti romanzi di successo come “Presto con fuoco” (1995, Premio selezione Campiello, Premio Fiesole), “Otranto” (1997), “Questo amore” (2006) e “Loro” (2021), giusto per citare qualche suo libro, torna in libreria con “La nebbia e il fuoco”.
Roberto Cotroneo in “La nebbia e il fuoco”, racconta la storia di Aldo, il suo insegnante d’inglese del liceo che ha alle spalle un passato da partigiano. Cotroneo ripercorre un viaggio, un viaggio alla riscoperta della storia e dell’insegnamento.
I temi trattati sono la storia, il GAP (Gruppo d’azione patriottica), l’importanza delle parole, il passato, il presente e il futuro, la scrittura, la libertà, Alessandria e l’insegnamento.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, diretto; questo libro non è una biografia, è molte cose, un flusso di parole, di ricordi dello scrittore che ha deciso di raccontare l’importanza dell’insegnamento e come le parole si insediano nella mente.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro in cui l’insegnamento, le parole e la storia sono i protagonisti. E’ così che il lettore imparerà a conoscere Alessandria, ma anche il professore Aldo, un uomo che insegnava la letteratura tra i banchi, senza dare nessun voto.
Aldo, poneva delle domande ai suoi alunni su alcuni autori da Antonio Tabucchi a Javier Marías, lasciando che le loro parole entrassero nella loro mente, in modo libero.
Avete mai avuto un insegnante come Aldo?
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!! -
“Paolina Leopardi. All’ombra del Poeta” di Francesca Monaco

Titolo: Paolina Leopardi. All’ombra del Poeta
Autore: Francesca Monaco
Casa Editrice: Morellini Editore
Collana: Femminile singolare
Data uscita: 31 Gennaio 2025
Pagine: 224
Genere: Romanzo storicoNel silenzio della mia camera il nodo del pianto, trattenuto in gola troppo a lungo, inizia a sciogliersi. Il vuoto è già incolmabile e il cuore mi pesa di parole non dette e di gesti non compiuti. […]
Mi sento confusa, come se un estraneo fosse venuto ad abitare nella mia testa senza chiedermi il permesso. Devo tenermi occupata, devo provare a fare altro per non rischiare di impazzire.
E allora scelgo l’unica cosa in grado di curarmi.
La scrittura dà voce a ciò che voce non ha e attutisce il vuoto che sentiamo dentro. Me lo ha insegnato Giacomo. La scrittura rende accettabile anche l’aspetto tragico delle cose e io, mai come adesso, ho bisogno di crederlo.Tutti conosciamo Giacomo Leopardi, ma cosa sappiamo di sua sorella Paolina Leopardi?
E’ arrivato il momento di conoscere Paolina Leopardi, e per farlo dobbiamo entrare all’interno dell’austero Palazzo Leopardi a Recanati e tuffarci nel passato!!
Siete pronti?
Renati è il borgo in cui ogni vicolo, ogni edificio, ogni porta, celebra l’immortalità artistica del grande poeta Giacomo Leopardi. Ed è proprio a Recanati che sono nati Giacomo Leopardi, Carlo Orazio, Luigi e Paolina Leopardi, la protagonista del libro.
Paolina è l’unica figlia femmina in casa Leopardi, ha avuto la fortuna di ricevere la stessa istruzione ed educazione dei suoi fratelli, grazie al volere del padre Monaldo.
Il padre Monaldo è un uomo di animo buono, molto severo, che ha sempre posto dinnanzi a tutto, l’istruzione dei suoi figli. In questo libro, viene data a Monaldo una nuova veste, un aspetto più umano, severo e rigoroso, ma che desidera il meglio per i suoi figli.
La madre Adelaide, è una donna completamente ossessionata dalla religione e dal benessere economico, a discapito dell’amore per i propri figli. Adelaide è colei che comanda e guida Palazzo Leopardi, amministra il patrimonio di famiglia e “comanda” suo marito, e forse, è proprio per questo che Monaldo si comporta così con i suoi figli.<<Ho sempre temuto che la quantità esorbitante di tempo che tu e i tuoi fratelli avete passato sui libri fin da piccoli avrebbe finito con il condizionarvi la vita, ma non pensavo che la tua tristezza fosse arrivata a simili livelli. Non esiste soltanto lo studio, non ho mai capito come abbiate fatto a sopportare tutte quelle ore in biblioteca imposte da Monaldo.>>
<<Nostro padre è di animo buono e ci ha sempre amati di un affetto profondo. Severo e dolce allo stesso tempo, è un uomo cocciuto e pieno di pregiudizi, difficile smuoverlo dalle proprie convinzioni. Ha una fiducia eccessiva nella sicurezza del suo pensare, ma è una persona integra moralmente e gli sono grata per averci trasmesso anche l’amore per l’arte, la cultura, il sapere…>>Paolina è una ragazza molto intelligente, elegante e malinconica, che la rende unica e affascinante. Da sempre Paolina, ha un legame profondo, quasi morboso, con suo fratello Giacomo, che sin dall’infanzia dimostra di essere il genio della famiglia. Paolina ha la fortuna di studiare insieme a lui, di osservare i suoi gesti, ma anche di ricopiare le sue missive, i suoi componimenti.
Per Paolina, il legame con suo fratello Giacomo è molto simile all’amore, amore che non ha mai avuto la fortuna di provare e ricevere. I suoi genitori, avevano provato ad organizzare il suo matrimonio, ma Paolina desiderava semplicemente essere amata, e anche quando si innamora del suo futuro marito, Raniero Roccetti, Paolina, capisce che lui probabilmente non avrebbe mai ricambiato i suoi sentimenti e così manda a monte il matrimonio.
Paolina vivrà per sempre con il rammarico di non aver provato l’amore, l’amore da lei tanto sognato e venerato.Giacomo è il mio Muccio, il mio tutto, ma da alcuni giorni non mi da tregua. Mi suggerisce continuamente di stare più calma e di non disperarmi se tutte le trattative matrimoniali degli ultimi anni sono naufragate. […]
<<Vi siete attivati per trovarmi un marito, e vi ringrazio per questo, ma la causa è disperata. Bisogna prenderne atto. Non voglio saperne più niente. Non voglio sposarmi e non voglio più essere portata a quella specie di mercato. Sono stanca di ingoiare umiliazioni e stufa anche di parlarne.>>E’ così che Paolina si dedica alla scrittura, grazie al consiglio di suo fratello Giacomo, che la esorta a scrivere per esprimere i suoi sentimenti e per sentirsi meno sola.
Ma la vita di Paolina cambia nel 1830, l’anno in cui suo fratello Giacomo lascia Palazzo Leopardi, lascia Recanati per seguire il suo destino di scrittore e poeta. Paolina, a differenza dei suoi fratelli che progressivamente lasceranno Palazzo Leopardi, è costretta a vivere tra quelle mura, per lei, molto simili a una prigione.
E’ in questo periodo, che Paolina si sente molto sola ma perfortuna, grazie a suo fratello Giacomo, intrattiene una corrispondenza epistolare con Marianna Brighenti, una cantante lirica molto brava a quei tempi.
Paolina aspetta con ansia le lettere di Marianna, l’unica sua confidente, ad eccezione di suo fratello Giacomo.
Nonostante lei e Giacomo sono lontani, tra di loro c’è un legame molto forte, una sorta di filo rosso che li unisce e li accompagnerà per tutta la vita (e non solo).
Un giorno, arriva una lettera a Palazzo Leopardi e Monaldo, comunica a sua figlia Paolina, il decesso di Giacomo Leopardi avvenuto il 14 Giugno 1837, presso la città di Napoli.
Non sarà facile per Paolina, superare, elaborare il lutto, ma il loro legame è più forte di tutto, anche della morte, e lei è certa, che un giorno potrà di nuovo abbracciarlo.<<Stavolta si tratta di Giacomo.>>
Soffoco un singhiozzo.
<<E’ sua quella lettera?>> Sento le forze venire meno.
<<Sta bene?>>
Continua a fare cenno di no con il capo.
<<Paolina, dovremo essere forti…>>
<<No…>> E’ l’unico suono che la mia voce strozzata riesce a emettere, la prima difesa allo strazio che sento arrivare. <<Giacomo no…>>
E’ ancora troppo il bisogno che ho di lui.
Di sapere che lui c’è.
Prima ancora che mio padre trovi il coraggio di dirmi il resto, mi accascio a terra ripiegandomi su me stessa come un vestito abbandonato.
Perchè è proprio così che mi sento. Abbandonata dall’unica persona da cui mi sia sentita realmente amata.
Questa consapevolezza permette al dolore di attraversarmi la pelle.Alla morte dei suoi genitori, all’età di sessant’anni, Paolina decide di viaggiare e ripercorre tutte le città, i luoghi in cui il fratello ha vissuto: da Pisa (la città tanto amata da Giacomo) a Napoli, il luogo in cui è custodita la sua tomba.
Qui si chiude miseramente il romanzo di Paolina Leopardi, così splendente nella fantasia e nel cuore, così povero nella realtà.
Non è in mio potere lasciare dopo di me un nome degno di associarsi a quello del nostro Giacomo, né sarei capace di giudicare quelle opere di letteratura. Però ecciterà sempre la mia ammirazione e invidia, qualunque persona del nostro sesso sia in grado di mostrare che noi non siamo nate soltanto per quello cui ci credono destinate gli uomini.
La scrittrice Francesca Monaco ha pubblicato “Manuale di sopravvivenza agli uomini e ai dolci” (Trenta Editore), “Ormoni e limoni” (Ventura Edizioni), e dopo aver seguito i corsi di scrittura di Sara Rattaro ha pubblicato alcuni suoi racconti nelle antologie “Questione di scelte”, “Ritratti di donne”, “Le Spietate” e “Gli eroi della Shoah” (Morellini Editore).
La scrittrice Francesca Monaco con “Paolina Leopardi. All’ombra del Poeta”, vuole porre in risalto la figura di questa giovane donna, posta nell’ombra dal fratello Giacomo Leopardi.
La figura di Paolina è molto importante, è una donna intraprendente, che lotta per la libertà in un periodo molto difficile per le donne. In queste. pagine, Paolina si racconta con una nota di malinconia, ma anche piena di vita e di coraggio.
Il lettore imparerà a conoscere Paolina, il legame profondo con suo fratello Giacomo, ma anche il rapporto speciale con le donne, come l’amicizia con la cantante lirica Marianna Brighenti, con cui ha scambiato ben 35 anni di lettere.
I temi trattati sono l’educazione, il rapporto tra genitori, la religione, la morte, l’oppressione familiare, la letteratura e gli studi, l’amicizia e il sostegno tra donne, l’amore tra fratelli e la scrittura, l’unica medicina, l’unica arma in grado di salvarci dalla solitudine.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, profondo, ricco, poetico e superbo, in cui all’inizio di ogni capitolo sono presenti delle missive, tratte dalle lettere tra Giacomo e Paolina, ma non solo.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono al lettore di affezionarsi alla protagonista.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano conoscere una donna straordinaria, molto sensibile ed intelligente, che non ha nulla da invidiare a suo fratello Giacomo Leopardi.
Ringrazio Sara Rattaro e la casa editrice Morellini Editore, per avermi inviato la copia cartacea del libro che mi ha permesso di conoscere meglio Paolina Leopardi, una grande donna intraprendente, una donna che merita di essere conosciuta e menzionata per le sue doti, per il suo carisma.
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“Tutti gli indirizzi perduti” di Laura Imai Messina

Titolo: Tutti gli indirizzi perduti
Autore: Laura Imai Messina
Casa Editrice: Giulio Einaudi Editore
Collana: Supercoralli
Data uscita: 29 Ottobre 2024
Pagine: 240
Genere: Romanzo contemporaneo-Finchè ci sarà qualcuno a scrivere le lettere, vorrei che ci fosse qualcuno qui a riceverle. Vede, dottoressa Katō, le persone hanno bisogno di scrivere. Ho capito che, per alcune di loro, farlo coincide con sopravvivere. […]
In questi anni, -riprese il direttore,- mi sono imbattuto in tante storie e ho compreso l’importanza del gesto: ci sono persone che vivono meglio quando scrivono all’amante perduto, al padre defunto, al figlio malato oppure a se stesse, nel presente o nel passato. E’ stata un’epifania scoprire quanti io ci sono, uno per ogni anno che viviamo, uno per ogni esperienza che facciamo, e come, sommati insieme, facciano quelli che siamo. Se non avessi letto anziani rivolgersi all’io della prima elementare, oppure giovani donne che scrivevano alle loro versioni future, immaginando il giorno in cui sarebbero diventate mamme… ecco, non ci avrei mai fatto caso. […]
I bambini scrivono ai giocattoli che hanno smarrito, ai compagni con cui per qualche motivo hanno litigato, si rivolgono spesso agli animali di casa, quando, da un giorno all’altro, scompaiono; pongono a sé stessi delle domande enormi e apprendono così la morte. […]
I bambini vivono poeticamente il mondo.Avete mai pensato dove finiscono tutte le lettere che contengono un indirizzo errato, cancellato o talvolta quelle senza francobollo o indirizzo?
Se vi siete fatti, queste domande, è il momento giusto per conoscere Awashima, una piccola isola del Giappone, in cui si trova un ufficio postale per le emozioni, dove sono custodite lettere destinate a defunti, ad amori mai nati, ma anche di adolescenti vittime di bullismo.
La protagonista del libro si chiama Katō Risa, è una ragazza di ventotto anni, che decide di andare sull’isola di Awashima per svolgere un progetto di ricerca connesso al Dipartimento di Storia e Letteratura dell’Università.
Risa arriva ad Awashima, in una mattina di primavera dall’aria frizzanti, ed è curiosa di visitare l’ufficio postale alla deriva (questo è il suo nome). Nell’ufficio postale alla deriva sono contenute centinaia, migliaia di lettere molto emozionanti. C’è chi ha scritto al marito che non c’è più, chi al proprio cuscino, chi chiede perdono a una lucertola, a cui da bambino ha rubato la coda, chi si rivolge alla vecchia vicina di casa che gli leggeva libri quando era piccolo, chi manda cartoline alla madre che diventerà, augurandosi di saper trasmettere l’allegria. Il compito di Risa, sarà quello di catalogare tutte le lettere arrivate in dieci anni all’ufficio postale alla deriva.
Risa ha ereditato dal padre, la passione per il suo lavoro, che ha lavorato tutta la vita come postino. Sin da bambina, Risa osservava il padre portare a casa, una busta piena di lettere, lettere che non era possibile consegnare al destinatario per vari motivi (aveva cambiato abitazione, il codice di avviamento postale era cambiato…), o l’indirizzo si era cancellato ed era quindi illeggibile, oppure non era presente.
Il padre le aveva spiegato quando era bambina, che le persone scrivono a defunti, a un amore mai nato, anche a sé stessi per stare meglio. Vi erano anche delle lettere in cui era assente il francobollo, e il papà di Risa lo acquistava e lo applicava sulla busta, in modo da far arrivare la lettera al destinatario.
E’ proprio grazie a suo padre, che Risa ha imparato la dedizione e la tenacia con cui ci si può prendere cura delle cose e delle persone.-Ma queste lettere sono diverse. L’indirizzo non esiste più.
-Non esiste più?
-No, non c’è. Oppure, se anche era scritto, ormai non lo si riesce più a leggere. Come questo, guarda.
Le mostrò una busta di cartoncino scuro su cui erano sparse macchie irregolari. Pareva che qualcosa (dell’acqua?) fosse precipitato nel mezzo e avesse spinto l’inchiostro ai bordi.
-Sono lettere in cui è illeggibile sia l’indirizzo del mittente che del destinatario, oppure non è stato proprio scritto.
-Se lo sono dimenticato?
-Forse…o lo hanno intenzionalmente omesso.
-E allora a chi scrivono?
-A qualcuno che c’è… ma di cui non sanno l’indirizzo.
Risa strabuzzò gli occhi:-Qualcuno che c’è?
-Si, per loro c’è. Sentono forte il bisogno di comunicare con quella persona, così forte che scrivono anche se non hanno più un indirizzo. […]
-E tu che fai allora?
-A volte si può risalire alla persona e cercare l’indirizzo giusto. In quel caso, si riesce a recapitare la busta. Però, quando è più leggibile neppure il nome o il codice di avviamento postale, lì c’è poco da fare. Ah, succede anche che alcuni si dimentichino di incollare il francobollo.
-Che succede se lo dimenticano?
-In realtà, anche a quello si può rimediare.
-Li metti tu, vero?
Il padre annuì, affrettandosi ad aggiungere-Ma li pago, non li rubo. Metto sempre i soldi in cassa.
-Vedi,-riprese l’uomo, porgendo un’altra busta alla figlia,-il problema più grande è quando il destinatario non è scritto, come qui. In questo caso, la lettera proprio non parte.
-Non saprebbe dove andare.
-Esatto, non saprebbe dove andare. […]
-E le lettere allora? Cosa si fa?
-Nulla, si raccolgono, si aspetta che venga qualcuno a reclamarle e, se nessuno si fa avanti, si smaltiscono.
-Si smaltiscono?
-Significa che si distruggono.
-Che brutto!
-Sì, è molto brutto. E’ per questo che papà le tiene da parte, -mormorò l’uomo sfregando tra i polpastrelli la carta. -Alcune sono molto preziose […]
Ci sono dentro cose ancora più importanti dei soldi. Cose che la gente normalmente non riesce a dire a voce e allora le scrive.Sua madre invece, era una donna che aveva sofferto e quando Risa aveva nove anni, la sua testa aveva preso una direzione diversa. La madre le diceva parole magiche per evocare le creature del bosco e il cui sguardo offuscato si accendeva all’improvviso su ciò che agli altri restava invisibile. Sua madre le aveva insegnato a guardare attentamente la natura, a provare curiosità verso tutto ciò che non si conosce perchè “è dall’incontro con gli sconosciuti che può nascere lo straordinario.”
Ma in realtà, Risa si trova ad Awashima per altri motivi personali, che non ha rivelato né al padre né agli abitanti dell’isola, l’unica persona a cui lo ha rivelato è la sua amica Sayaka.
Per anni, Risa ha conservato un segreto: leggere le lettere che sua madre le ha scritto per anni.
E’ così che cerca tra le migliaia di lettere, lettere piene d’amore, rimpianto, riconoscenza, biasimo e gioia.
Chissà, se tra queste lettere, riuscirà a trovare quelle indirizzate a lei da parte di sua madre?-Per principio io non credo nella parola <<fallimento>>, è un’espressione che non tiene conto di tutto il tempo che viene prima e di tutto il tempo che verrà dopo,- rispose rapida Risa. -Tuttavia le vite sono sempre riassunte in pochissimo e sì, probabilmente è ingiusto. Ma è solo così che ci si racconta. Non puoi dare i dettagli completi di una storia a una persona e aspettarti che quella ti ascolti e soprattutto che ti capisca.
La scrittrice Laura Imai Messina dopo il grande successo nel 2020 di “Quel che affidiamo al vento” (Piemme), un vero e proprio caso editoriale, tradotto in oltre venti lingue, ha pubblicato altri libri come “L’isola dei battiti del cuore” (Piemme, 2022), “Tokyo tutto l’anno. Viaggio sentimentale nella grande metropoli.” (Einaudi, 2021/20222), “Le vite nascoste dei colori” (Einaudi, 2021/2022) e “Il Giappone a colori” (2023/2024).
La scrittrice Laura Imai Messina torna in libreria con “Tutti gli indirizzi perduti”, utilizzando il suo stile poetico, profondo ed intenso per portare il lettore ad Awashima, una piccola isola nel mare interno di Seto, che ha una forma di un’elica e non più di centocinquanta abitanti. Awashima è un luogo magico e prezioso, dove ogni lettera è piena di pathos e sentimenti.
Ogni lettera, racconta una storia che porterà il lettore a fare un vero e proprio viaggio, talvolta un viaggio introspettivo verso i nostri pensieri più intimi.
I temi trattati sono i rapporti umani, imparare ad accettare e a lasciare andare, la fragilità dell’animo umano, talvolta confusa come se fosse una malattia, le lettere, la scrittura, gli sconosciuti, la natura, la poesia e l’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, delicato, poetico, profondo ed intenso, pieno di pensieri meravigliosi che racchiudono il significato della vita e delle relazioni umane.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice, che permettono al lettore di entrare in empatia con ognuno di loro. Mi è piaciuto molto il padre di Risa, un uomo dedito al suo lavoro, che crede fermamente che si possono salvare le persone e le cose, ed è ciò che fa lui, salvando le lettere dalla macerazione, portandole direttamente a casa. Questo passaggio, questo “atto”, del padre di Risa è molto importante, perché si capisce il valore e l’importanza di scrivere, di scrivere per sé stessi, per stare meglio e la scrittura assume un valore quasi sacro.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro in cui la scrittura, prende il sopravvento e mostra al lettore l’importanza e il valore, di scrivere una lettera, che è ben diverso da un’email. Una lettera, possiede parole scelte con cura, nei minimi particolari, richiede tempo per scriverla, ma anche per inviarla e aspettarla.
In un mondo in cui la tecnologia ha praticamente cancellato le lettere, questo libro ci fa tornare indietro nel tempo, in un mondo in cui le relazioni umane avevano più importanza di tutto il resto.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano emozionarsi, a chi desidera esplorare ogni sfaccettatura dell’animo umano.
Vi piacerebbe visitare Awashima?
Vi piacerebbe visitare l’Ufficio postale alla deriva?
Fatemelo sapere nei commenti,
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“Non ti innamorare degli amanti” di Anna Dalton

Titolo: Non ti innamorare degli amanti
Autore: Anna Dalton
Casa Editrice: Bompiani
Collana: Narratori italiani
Data uscita: 19 Marzo 2025
Pagine: 272
Genere: Romanzo contemporaneoE questo è l’inizio della mia storia.
Chi sono io non è importante, ma se vi fa piacere ve lo dico.
Mi chiamo Eva Marsili.
Eva come quella Eva, quella del peccato originale.
Io non credo in Dio e nemmeno nel peccato. […]
Mi chiamo Eva Marsili e tutto ciò che mi è accaduto dopo l’incontro con l’Angelo è scritto in questo libretto che vale nulla, perchè nulla vale se lo si legge con gli occhi chiusi.
Io, dopo averlo conosciuto, ho aperto gli occhi.
E aprire gli occhi non sarebbe una cosa bella per molti, ma ho imparato che non siamo tutti uguali.
C’è qualcuno, ho scoperto quel giorno in quel parco di quella villa, in quella sera d’estate dove casualmente la mia vita mi aveva portato, c’è qualcuno che è ancora più diverso degli altri.
Io, quando l’ho incontrato quel qualcuno, il mio, ho avuto l’accortezza di non perderlo. […]
L’attenzione non sta nell’aiutare la spiga a entrare, quello lo fa da sola, la vera dedizione, ciò che noi, ospiti, prescelti, dobbiamo assicurarci di fare è non toglierla. Stare fermi.
Accoglierla.
Questa è la storia di come ho imparato ad accogliere.La protagonista del libro si chiama Eva Marsili, vive a Roma e lavora come traduttrice presso “l’Editoriale de la Ladra Editrice”. La direttrice dell’Editoriale è Enrica, una donna rigorosa nel suo lavoro, appassionata di astrologia, che aveva assunto Eva, dopo averle domandato: Di che segno sei?
Eva Marsili è del segno della Vergine, ma a lei non interessa dell’astrologia e non crede nemmeno in un Dio, i suoi genitori avevano deciso di non battezzarla per lasciarla libera, libera di scegliere cosa fare.
Ma Eva, in questo momento della sua vita, non si sente libera…
Sono tre mesi, che Eva è impegnata con una nuova traduzione del “Conte di Montecristo”, tre mesi di duro lavoro andati in fumo a causa di un litigio con il suo ragazzo.
Eva è fidanzata da molti anni, con Lui, così viene chiamato all’interno del libro. Lui rappresenta tutto per Eva, è la sua famiglia, soprattutto da quando i suoi genitori sono morti sette mesi prima.
Eppure per Lui, Eva è troppo lenta, disordinata e quando Lui non trova qualcosa in casa, la colpa è esclusivamente di lei.
Per questo motivo, i due avevano litigato e Lui aveva scaraventato il computer di Eva per terra, rompendolo in mille pezzi perché non trovava un documento importante di lavoro.
Eva deve ricominciare dall’inizio con la traduzione del “Conte di Montecristo”, anche se soffre ancora per la perdita dei suoi genitori, anche se Lui, il suo grande amore e la sua unica famiglia, non la capisce.Non parlavo molto del mio rapporto con Lui, né al lavoro né fuori, ero cresciuta con l’idea che ciò che succede in famiglia rimane in famiglia. E Lui, dopo anni di vita insieme, era la mia famiglia. Che mi mettessi paura non contava. Anche mio padre mi metteva paura, a volte. Eppure mica era mai successo niente di male, mica eravamo finiti sul telegiornale.
Alla fine, la paura era mia, era solo una colpa mia.
Ma era successo, negli ultimi anni, qualcosa di strano.
Un cambiamento che forse aveva radici lontane e che, come tutte le cose che mi riguardavano, era accaduto lentamente. Perchè io ero lenta. Facevo piano. Accettavo le cose solo esplorandole un pochino per volta, soffermandomi sempre un po’ più del dovuto.
Lui, la mia lentezza, la odiava. O forse odiava me.
Passava le sue giornate a dirmi che mi amava, a ripetermi che mi desiderava da morire, però poi.
Era il suo sguardo, a volte. Bastava quello a farmi capire. Gli si riempivano di tensione gli occhi, le pupille si dilatavano.
Negli anni avevo imparato come comportarmi per evitarle, quelle pupille.Ma una sera d’estate, nel parco di Villa Sciarra, Eva incontra l’Angelo, colui che la guiderà, ascolterà e proteggerà da tutto, anche dagli amori sbagliati.
L’Angelo non vuole nulla da lei, se non ascoltarla, appassionarsi alla sua vita, esortarla a cercare, a volere di più. Le dà solo un consiglio, che suona come un ordine: non ti innamorare degli amanti.Ma Eva, questo consiglio, non sa rispettarlo…
E grazie all’Angelo, troverà il coraggio e la forza di lasciare Lui, con cui aveva una relazione sbagliata e possessiva.
Eva è disposta a mettere tutto in discussione, a provare dolore per tutto il tempo che le serve a metabolizzare la fine della relazione con Lui.Lo avrei fatto, di mangiare, di guarire, ma con calma. Avevo addosso una sensazione strana. E si era fatta strada in me una certezza: non dovevo aggiustarlo subito, il vaso rotto.
Non volevo precipitarmi a prendere della colla per unire i pezzi e farlo funzionare di nuovo, metterci dentro l’acqua e dei fiori freschi. Non c’era fretta. Non dovevo rendere conto a nessuno, nemmeno a me stessa.
Volevo studiarli ancora un po’ i miei cocci, vedere di che cosa erano fatti.L’Angelo le starà vicino come una guida, sarà un cammino difficile e tortuoso ma Eva, decide di ascoltare il suo consiglio: inizia a leggere le poesie.
La poesia non giudica e concede spazio a tutti.
La poesia si può comprenderla solo dopo che le cose si sono rotte.
Prima no.
Prima scivola,
Ci vogliono le crepe per farla entrare.E’ così che Eva, seguirà il prezioso consiglio dell’Angelo, ritrovando nelle poesie la cura per il suo dolore.
Quanto coraggio serve per vivere, però, mica me l’avevano detto.
La scrittrice e attrice Anna Dalton, dopo aver esordito nel 2018 con “l’Apprendista geniale” (Garzanti), cui sono seguiti “La ragazza con la parole in tasca” (2019), “Tutto accade per una ragione” (2020), e “Le tre figlie” (2022), torna in libreria con “Non ti innamorare degli amanti”.
“Non ti innamorare degli amanti” è un romanzo intenso, profondo e “spirituale”, che bisogna leggerlo attentamente, lasciandosi trasportare dalla storia e dai messaggi contenuti all’interno della trama.
La scrittrice Anna Dalton, inserisce nella storia la figura dell’Angelo, una vera e propria guida per la protagonista, dai tratti Faustiani come un Lucifero innamorato, capace di salvare dalle onde del disamore la giovane donna che incontra in una sera d’estate.Un Angelo è una creatura che guida.
Un Angelo è una creatura che protegge.
Un Angelo è una creatura che ascolta.
Un Angelo è una creatura che non ha le ali.
Ma ha delle braccia così magre che non riuscirebbero a sollevarlo da terra nemmeno per gioco. Un Angelo ha dei denti imperfetti che si accavallano un pochino sul davanti.
Ha un fiato leggero, delle orecchie grandi, un collo rasato male.
Ci sono delle cose che un Angelo fa e che non sapevi si potessero fare. Le fa al tuo corpo ma anche alla tua anima e scopri, forse, che sono la stessa cosa.I temi trattai sono il desiderio, l’amore, l’anima, il corpo, la fede cristiana, l’astrologia, l’amicizia, la morte dei genitori, i libri, il dolore, la violenza sulle donne e i primi segnali “di allarme” da parte di un uomo violento, la rinascita, la felicità e ascoltare sé stessi.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, intenso, emozionante, poetico e travolgente. Il lettore si ritroverà a vivere ogni emozione, tormento della protagonista, lasciandosi guidare dalla forza travolgente delle parole.
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie alla scelta della scrittrice di descrivere minuziosamente ogni loro emozione e tormento.
E’ un libro che si legge velocemente, tutto d’un fiato, grazie alla scelta della scrittrice di costruire la trama con frasi brevi, dirette, in grado di entrare nel cuore e nell’anima del lettore.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro emozionante, struggente, riflessivo, in grado di stravolgere completamente la vostra anima.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che stanno affrontando un periodo difficile, a chi ha bisogno di vedere un fascio di luce in un mondo dominato da ombre… la scrittura di Anna Dalton sarà per voi, una cura per ritrovare la vostra felicità.
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“La ragazza senza radici” di Cristina Caboni

Titolo: La ragazza senza radici
Autore: Cristina Caboni
Casa Editrice: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Edizione: 2
Data uscita: 22 Ottobre 2024
Pagine: 288
Genere: Romanzo contemporaneoLa figura sovrasta le altre. Un uomo alto e biondo. Lo segue con gli occhi. C’è qualcosa in lui, nel modo in cui cammina, nel modo in cui affronta lo spazio, che l’affascina.
Un ricordo affiora. Un altro uomo. Un altro tempo.
Il cuore prende a batterle forte.
<<Non è possibile>>, si dice. <<Non è possibile>>, ripete. Eppure, continua a fissare lo sconosciuto che adesso si volta e l’osserva a sua volta. Gli occhi, le labbra sottili, l’espressione grave che in un istante diventa beffarda e derisoria. […]
<<Era lui, Nikolaj. Era mio figlio.>>
Riccardo apre la bocca, poi la chiude. Le sorride. C’è una pena infinita nei suoi occhi.
<<Miranda, tuo figlio è morto.>>La narrazione si sviluppa nel 2007, tra Sanremo, Nizza e Parigi. La protagonista del libro si chiama Adeline Weber, una ragazza che lavora presso gli archivi del comune di Nizza.
Adeline era molto brava nel suo lavoro, oltre ad incrociare i dati statistici, si lasciava guidare dalla passione della sua occupazione, al punto da farsi coinvolgere nella vita delle persone che si recavano in comune alla ricerca di un genitore, un figlio o un parente.
Ma una mattina, si presenta in comune una donna anziana di nome Miranda Gravisi Barbieri, che vuole avere informazioni su un figlio che credeva morto alla nascita. Miranda vive a Sanremo, insieme a suo marito Riccardo, e in occasione del concorso enologico tenuto nella sua proprietà, la donna aveva incrociato lo sguardo di un uomo alto e biondo. Miranda l’ha riconosciuto subito: è Nikolaj, suo figlio. Quando, Miranda aveva partorito era minorenne, non era sposata e aveva dato alla luce un bellissimo bambino di nome Nikolaj. Purtroppo, dopo qualche ora dal parto, le condizioni di salute di Miranda si erano aggravate, tanto da entrare in coma e al suo risveglio, le avevano comunicato che suo figlio Nikolaj, era morto. Da allora, Miranda ha cercato di superare il dolore della morte del figlio, rifugiandosi nella sua tenuta e nella vigna.
Ma adesso, Miranda vuole conoscere la verità, sente che suo figlio Nikolaj è vivo. Per questo motivo, Miranda si era recata in comune a Nizza, per avere informazioni su suo figlio.Miranda si lasciò abbracciare. Era quello il rimedio per un cuore spezzato: l’amore e gli abbracci. E lei, per fortuna, li aveva entrambi. Così, mise da parte la disperazione che continuava a stringerle la gola, la relegò nel luogo in cui l’aveva confinata anni prima, nel momento in cui aveva deciso di vivere. Continuava a sentirla, naturalmente. Era là, ai limiti della coscienza. Ma ora al dolore profondo e antico della perdita si era unita un’ombra, vischiosa, oscura e gelida; erano l’incertezza, il sospetto e il dubbio che qualcuno le avesse portato via suo figlio.
Ma perchè? Chi avrebbe potuto farle una cosa tanto crudele?
Non riusciva a concepire una tale mostruosità. Forse le cose erano andate diversamente. Forse c’era una spiegazione.
E poi comprese che non le importava.
Voleva solo ritrovare suo figlio.E’ così, che Miranda conosce Adeline, che l’aiuterà a trovare suo figlio, lasciandosi trasportare dalla storia del suo passato. Adeline, sa che non dovrebbe assecondare le richieste di Miranda, perchè il passato è passato e va lasciato dov’è. E questo Adeline lo sa bene…
Adeline è cresciuta in una casa famiglia, non ha mai conosciuto i suoi genitori che l’hanno abbandonata appena nata. Non è stato facile per Adeline, ma adesso è una donna realizzata e non deve voltarsi indietro, come continua a ripeterle il suo amico e assistente sociale Damien Martinelle.<<Se anche la questione di questo presunto figlio fosse vera, e ho qualche dubbio, cosa avrebbe a che vedere con te?>>
Adeline battè le palpebre. Perché le faceva quella domanda? Damien conosceva il suo passato, sapeva che era stata abbandonata dalla nascita. Sapeva anche che trovare la sua famiglia d’origine era stato il suo unico obiettivo per molto tempo finché… […]
Per un istante pensò di opporsi, di dare voce all’emozione sorda che la spingeva a ribellarsi a quelle parole. Poi chinò il capo, le dita che si intrecciavano nervosamente. Spinse con la punta della scarpa una pallina, si chinò e la prese in mano stringendola forte.
Damien aveva ragione. Era tutto vero quello che le aveva detto.
Il passato non aveva importanza.
Glielo aveva promesso. Lo aveva giurato quando si era lasciata Parigi alle spalle e aveva iniziato una nuova vita, là a Nizza.Damien è “l’unica famiglia” di Adeline, per lei è una guida, un faro e un padre. Ma questa volta, Adeline non riesce ad ascoltare le parole di Damien, e decide di aiutare Miranda. In lei, nota la sua stessa emozione, disperazione, lo stesso dolore che prova da quando è nata.
Eppure, mentre Damien le stava dicendo esattamente quello che lei voleva sentire, qualcosa infondo alla sua anima si era ribellato. Le aveva scalpitato dentro raggiungendo la superficie della volontà: speranza… brillante, profonda e potente. Suo malgrado si era sentita come in passato, mentre, nel buio della notte, circondata dai respiri degli altri bambini, immaginava che presto la sua mamma sarebbe corsa da lei e, dopo averla abbracciata, l’avrebbe riportata a casa. Al luogo a cui apparteneva, dove la sua famiglia l’aspettava.
Ci aveva creduto così tanto che, non appena ne era stata capace, l’aveva cercata lei stessa, la sua famiglia. Per molto tempo quello era stato il suo unico obiettivo… ecco perchè si era sentita così vicino a Miranda. In lei aveva visto sé stessa. Il medesimo tormento, lo stesso dubbio feroce.Adeline, da sempre affascinata alla genealogia, inizia a frugare tra vecchi documenti e carte dimenticate alla ricerca di un’indizio, di qualcosa che porti a Nikolaj. Ad aiutarla, sarà proprio il suo ex ragazzo, nonché il suo nuovo capo di nome Juan.
Sarà l’occasione per Adeline, di analizzare sé stessa, di smettere di vergognarsi del suo passato e di iniziare ad aprirsi…
Riuscirà Adeline ad accettare il suo passato?
Riuscirà a raccontare a Juan, che i suoi genitori l’avevano abbandonata?
Riuscirà a trovare Nikolaj?
Ma Adeline, non sa che ogni famiglia nasconde dei segreti, dei segreti che possono mettere tutto in discussione.Quanto potevano essere banali le parole, quanto era immenso e sconfinato ciò che nascondevano. Avrebbe voluto dirgli che le era mancato ogni giorno, che dopo di lui non c’era stato nessun altro con cui avesse voluto trascorrere più di una sera. Voleva dirgli che le dispiaceva per come era andata tra di loro e che con lui era stata felice. Invece si affrettò a prendere le sue cose. Allora sentì un lieve spostamento d’aria seguito dal tonfo della porta che si chiudeva.
La tentazione di tornare indietro e continuare a parlare con Juan era forte, troppo. Lui ci aveva visto giusto, era stata a un soffio da abbracciarlo.Adeline si voltò, il cuore in subbuglio. Lui la guardava come se le leggesse dentro, come se riuscisse a vedere le parti che lei cercava disperatamente di nascondere, di riportare all’ordine, di ridurre al silenzio.
La scrittrice Cristina Caboni, dopo l’incredibile successo del libro “Il sentiero dei profumi”, un bestseller venduto in tutto il mondo, adorato dai lettori e dalla stampa, che ha conquistato la vetta delle classifiche italiane e straniere, torna in libreria con “La ragazza senza radici”.
“La ragazza senza radici” racconta una storia emozionante, intensa, molto commuovente, incentrata sul passato e sulle proprie radici, che definiscono e determinano ciò che siamo. Questo, vale anche per la protagonista Adeline, che si sente diversa e smarrita, perchè non conosce le sue radici.
La scrittrice Cristina Caboni con “La ragazza senza radici”, torna ad emozionare i suoi lettori, con una nuova storia emozionante e profonda.
I temi trattati sono le relazioni, l’amore, il passato, la casa famiglia, la morte, il vino e la vigna, l’amicizia, la famiglia, il senso di abbandono, la Seconda guerra mondiale, il nazionalismo e le radici, che determinano chi siamo.Adeline si irrigidì. Aveva fatto delle ricerche, sapeva che dopo la Seconda Guerra Mondiale, molti italiani erano stati cacciati dall’Istria e i loro averi confiscati e nazionalizzati. Sapeva anche che i genitori di Miranda erano scomparsi. […]
<<C’era chi credeva davvero nel nazionalismo, nella proprietà collettiva, e poi c’era chi desiderava unicamente vendicarsi e non solo dei torti subiti: era gente violenta, per incorrere nella loro rabbia bastava portare un nome diverso. Appartenere a un’etnia differente[…]
Le persone tendono a riunirsi in gruppi omogenei, si sentono al sicuro all’interno di quei confini, e così facendo escludono gli altri. E’ facile, in seguito, incolparli delle proprie miserie. Comodo, no? […]
Quella gente… non li dimenticherò mai.
Arrivarono con dei carri e trasportarono all’interno della mia casa dei miei genitori, i loro mobili. C’erano donne che si contendevano gli abiti di mia madre, si pavoneggiavano con i suoi gioielli. […]
Ero furiosa, io… non so cosa mi prese, ma iniziai a urlare, a strappare loro ciò che avevano rubato.La narrazione è in terza persona, in cui quasi ogni capitolo viene raccontato dalla protagonista Adeline, ma sono presenti anche dei capitoli narrati da Miranda.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, appassionante, profondo, emozionante e commuovente, che evidenziano le relazioni (da quelle familiari, a quelle amorose e d’ amicizia), ma anche le radici profonde di ognuno di noi.
Ho apprezzato molto, l’idea della scrittrice di inserire all’inizio di ogni capitolo, delle frasi inerenti alla storia e ad alcune curiosità sul vino.Tutto possiede un’anima, ne è convinta. Nel caso del vino si tratta di una serie di elementi che si combinano nel terroir, un insieme di fattori ambientali e umani che interagiscono determinando la sua unicità. Chi pensa che il vino sia una semplice bevanda ottenuta dalla fermentazione del succo d’uva si inganna. E’ ben altro: identità, tradizione, natura, abilità. Ma soprattutto mistero.
Perchè tocca l’anima e la conduce in luoghi inesplorati, dove tutto è possibile.Grazie a Miranda, il lettore esplorerà anche il mondo affascinante del vino, della coltivazione della vite, che fanno da sfondo alla storia, una storia che racconta di tutti noi, perchè tutti siamo un intreccio di relazioni, legami familiari e affettivi.
I personaggi sono strutturati bene, molto profondi ed emozionanti, come la storia raccontata dalla protagonista Adeline, in grado di entrare nel cuore del lettore.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano un romanzo profondo, emozionante ed intenso, incentrato sulle radici e sulla famiglia.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che vogliono perdersi nella coltivazione della vite, vi sembrerà di sentire il profumo del vino “speciale” che Miranda ha regalato ad Adeline, un vino pregiato che riposa sul fondale sabbioso del mare, cullato dalle onde.
Lasciatevi travolgere dalla scrittura delicata di Cristina Caboni… non ve ne pentirete!!
Buona lettura 📚📚!!albero genealogico, amore, book, casa editrice, casa editrice Garzanti, casa famiglia, coltivazione vigna, Cristina Caboni, dolore, figlio, garzanti, Il sentiero dei profumi, Ilibriinmansarda, La ragazza senza radici, La ragazza senza radici Caboni, legami affettivi, legami familiari, libri, nazionalismo, Nizza, pagine, Parigi, radici familiari, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, rinascita, Sanremo, vino -
“Nelle tue mani, nella sua pelle” di Marco Bocci

Titolo: Nelle tue mani, nella sua pelle
Autore: Marco Bocci
Casa Editrice: Salani Editore
Collana: Le Stanze
Edizione: 2
Data uscita: 28 Gennaio 2025
Pagine: 256
Genere: ThrillerMi hanno sempre detto che mi lasciavo suggestionare dalla fantasia, che non vedevo la realtà per quella che era. E di solito erano gli uomini a dirlo, per impormi il loro punto di vista. Ma anche le donne mi puntavano spesso il dito contro, lo so, ne sono certa, l’ho sempre saputo. Non rientravo negli schemi, questa la mia colpa.
Divoravo la vita senza mezze misure.
Le mie reazioni erano eccessive e negli anni mi sono sentita dire di tutto, “sei psicopatica”, “sei bipolare”, “sei dipendente affettiva”, “hai manie di persecuzione”.
Abbiamo tutti bisogno di attenzioni, tutti vogliamo sentirci accolti, apprezzati, desiderati oltre ogni limite, anche se pochi lo ammetterebbero; con me però l’asticella si alzava rispetto alla norma, e chi veniva amato da me veniva travolto dall’amore, sommerso di premure e di passione.
Dopo di me c’era il nulla, chi provava il mio amore non trovava altro amore al di fuori del mio.La protagonista del libro si chiama Laura, una donna di quarant’anni, che ha alle spalle un passato turbolento e la narrazione si concentra sulla sua “doppia” vita.
Laura dopo essere stata in terapia con Anna, è riuscita a riemergere e a chiudere la relazione tossica e morbosa con Manolo. La loro relazione si basava dalla gelosia alla droga, di ogni tipo, e tanto, tantissimo sesso provocatorio, per colmare ogni problema e fragilità.Manolo riusciva a darmi tutto: quello che chiedevo, quello di cui avevo bisogno senza chiedere, quello che voleva la mia anima e quello che chiedeva il mio corpo.
Ma un giorno di sette anni fa, Laura e Manolo avevano deciso di andare al cinema per guardare il film “Natural Born Killers”, ma quella sera accadde una tragedia che modificò completamente la loro vita.
Dopo aver fatto sesso nel bagno del cinema, uno sconosciuto era entrato “accidentalmente” nella stanza, e avendo osservato un secondo di troppo “la sua” Laura, Manolo che provava da sempre una gelosia ossessiva, lo aveva ammazzato brutalmente.
Laura è riuscita a “chiudere” con il passato e ad essere felice, insieme a Francesco e al loro bellissimo figlio di nome Manuel. Francesco è un uomo di quarantacinque anni, originario di Cortona, che desidera diventare uno scrittore, anche se per ora dedica tutto il suo tempo a correggere e leggere i libri degli altri.
Laura non ha mai riferito a Francesco il suo passato turbolento, pieno di inquietudine, vergogna, tossicodipendenza ed eccessi; ma soprattutto, non ha raccontato la storia con Manolo, il suo ex ragazzo che dopo aver ucciso uno sconosciuto era stato arrestato.
Francesco è l’uomo ideale per Laura, è molto attento, romantico, affidabile e la fa sentire protetta e al sicuro.Mi piaceva osservare la gente, avevo scoperto, fantasticare sulla vita e le abitudini dei passeggeri. Una licenza che però mi concedevo solamente il venerdì, quando quella solita mezza dozzina di libri che mi portavo sempre appresso veniva sostituita da sette rose rosse: una per ogni anno che avevano passato insieme.
Una rosa ogni venerdì del primo anno, due rose ogni venerdì del secondo, e così via fino a sette. Sette anni, sette rose.
Le aspettava ogni volta come una bambina, non la vedeva mai come una routine, non sapeva abituarcisi, sorrideva commossa e imbarazzata come se ogni volta fosse stata la prima.
Non si aspettava mai nulla Laura, tutto quello che le arrivava dalla vita e dalla nostra storia riusciva a viverlo con un’ingenuità e una gratitudine quasi commuoventi. […]
Si lasciava sorprendere come una bambina che vede la neve per la prima volta. Senza vizi di forma, senza pregiudizi.Ma una mattina, Laura trova l’I-pad di Francesco e per puro caso, legge qualche pagina della bozza del suo romanzo, la cui protagonista sembra descrivere proprio lei, la Laura burrascosa del passato, quella di cui in teoria, il suo compagno non dovrebbe sapere niente.
Come è possibile?
Possibile che l’abbia spiata?
Che abbia violato i suoi segreti?
O questa è soltanto una di quelle fantasie di cui tutti l’hanno sempre accusata?
“Sei egocentica, sei paranoica, hai manie di persecuzione…” ; ma questa volta Laura è sicura di non essere lei il problema.
E mentre se lo chiede, in un venerdì in cui ogni singolo evento sembra prendere una piega inattesa e straniante, il destino ha in serbo per lei un’altra sorpresa: Manolo è uscito dal carcere, ed è di nuovo libero.<<Manolo, Laura. Manolo è uscito.>>
Non parlai più. Avevo passato anni a chiudere quegli scatoloni ed erano bastate due parole a paralizzarmi. Il cuore cominciò a battere così forte che lo sentivo nelle orecchie, il mio corpo implodeva. […]
Cominciai a vederlo davanti ai miei occhi, anzi a immaginarlo, libero, finalmente libero e solo, bello come un tempo e folle più di prima, e sentii una strana sensazione di gelosia esplodermi nelle viscere.
Mi ritrovai catapultata dentro la nostra storia come se non fosse mai finita, come se fosse ancora presente, e cominciai a urlare.Manolo dopo sette anni di carcere, è pronto a riprendersi la “sua” Laura e organizza un piano per riconquistarla. Ma Manolo non sa che la “vecchia” Laura non esiste più, al suo posto c’è una donna più forte, che è riuscita a disintossicarsi da lui e da tutte le dipendenze.
Riuscirà Laura a scoprire come ha fatto Francesco, a conoscere la storia nei minimi dettagli?
Che cosa accadrà?Quando lo incontrai per la prima volta c’era una voce lontana, dentro di me, che mi metteva in guardia perchè le mie barriere si stavano abbattendo e i miei punti certi stavano crollando. Quella voce non sapevo da dove venisse, ma era una voce sincera, affidabile, una voce che mi intimava: ferma, piano, aspetta, torna a casa e prendi fiato.
Una voce che sapevo di dover ascoltare, ma il mio corpo non era più governabile.Marco Bocci, l’attore di teatro, cinema e televisione, nel 2019 ha esordito come regista e sceneggiatore del film “A Tor Bella Monaca non piove mai”, tratto dal suo primo romanzo, a cui è seguito nel 2022 “La caccia”.
Marco Bocci con “Nelle tue mani, nella sua pelle”, scala le classifiche e conquista qualsiasi lettore.
“Nelle tue mani, nella sua pelle” è un vero e proprio viaggio nella psiche dei tre personaggi, Laura, Manolo e Francesco, che si raccontano in prima persona, capitolo dopo capitolo.
Il lettore resterà intrappolato nella narrazione, ricca di mistero, suspence, inquietudine che aumenta pagina dopo pagina, fino ad arrivare all’apice.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante, a tratti angosciante, ricco di monologhi introspettivi che permettono al lettore di affezionarsi ai tre personaggi.
I temi trattati sono l’animo umano in ogni sfaccettatura, la sindrome dell’abbandono, la droga, le relazioni tossiche, la psicologia e la chimica delle relazioni e i modi in cui le persone si seducono, si usano e manipolano la realtà.Abbandonata. Mi sentivo abbandonata, la stessa sensazione che avevo provata ogni giorno della mia vita.
Sindrome dell’abbandono la chiamavano. […]
Una sindrome che aveva caratterizzato la mia esistenza e ogni mia scelta fin da bambina, per poi enfatizzarsi nella crescita. Mi faceva sentire vulnerabile e persa se una persona accanto a me veniva a mancare o desiderava non frequentarmi più.
Un’ansia perenne, mi aveva spiegato la psicologa, che stava alla base di un rapporto e che non mi permetteva di creare rapporti di fiducia col prossimo.I personaggi sono strutturati bene grazie alle ampie descrizioni psicologiche, che permettono al lettore di “entrare” nella loro mente.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano esplorare ogni lato dell’animo umano, ma anche a chi desidera leggere un thriller incentrato sulla chimica della seduzione e delle relazioni.
Ritengo che questo libro stato scritto bene, tramite uno sguardo critico e diretto, riesce ad esplorare l’animo umano nella sua complessità.
Buona lettura 📚📚!! -
“Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun. Basta solo un po’ di zucchero e cannella” di Laurie Gilmore

Titolo: Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun. Basta solo un po’ di zucchero e cannella
Autore: Laurie Gilmore
Traduttore: Laura Mastroddi
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Collana: Anagramma
Data uscita: 11 Febbraio 2025
Pagine: 288
Genere: Romanzo rosaLui era l’estate e lei l’autunno. Lui era l’avventura e lei la tranquillità. Ma in quel momento, a cavallo tra le due stagioni, in quella terra di frontiera che si erano ritagliati, Hazel e Noah si ritagliavano alla perfezione.
Siete pronti a tornare a Dream Harbor con una nuova storia d’amore speziata?
Con “Amori e segreti al Pumpkin Spice Caffè. Un caffellatte speziato può cambiarti la vita”, il primo volume ambientato A Dream Harbor, abbiamo sognato con la bellissima storia d’amore tra Jean e Logan… ma adesso, tenetevi pronti, perchè una nuova storia d’amore sta per tornare…<<Altri due mesi e avrò trent’anni>> mormorò a nessuno in particolare, visto che il negozio era vuoto.
I trent’anni incombevano in lontananza, la fissavano minacciosi. La data, 28 settembre era impressa nella sua mente. Lei immaginava che per qualcuno raggiungere i trent’anni significassi la fine dei propri selvaggi e leggendari vent’anni. Tempo di sistemarsi, di mettere la testa a posto, di diventare adulti.
Il problema di Hazel era molto diverso. Quei giorni selvaggi e leggendari lei aveva dimenticato di viverli. I suoi vent’anni erano stati… tranquilli? Responsabili? Noiosi.
In pratica, aveva trent’anni da quando ne aveva quindici. O più che altro settanta, a detta di Annie, senza la quale Hazel forse non avrebbe mai alzato la testa da un libro.La protagonista del libro si chiama Hazel Kelly, la direttrice della libreria “Cinnamon Bun”, che ama circondarsi di belle storie. Hazel è sempre stata una ragazza seria e responsabile, non si è mai concessa nessuna leggerezza, nemmeno durante l’adolescenza, e adesso, con l’avvicinarsi del suo trentesimo compleanno è arrivato il momento di fare qualche bilancio sulla sua vita. Hazel teme di aver sprecato completamente la sua vita, i suoi primi trent’anni erano stati diversi da quelli dei suoi coetanei.
Tutti a Dream Harbor, durante l’adolescenza si sono divertiti con leggerezza, senza impegnarsi troppo… ma Hazel no, è sempre stata in compagnia di un buon libro, delle sue amiche, che hanno sempre cercato di farla evadere dalle mura della libreria.<<Questo posto si è sempre chiamato Cinnamon Bun?>>, chiese lui, seguendola.
<<No.>>
<<Perchè avete cambiato nome?>>
<<Alla proprietaria piace cambiare, ogni tanto>>.
<<E dunque… ci sono i cinnamon bun ?>>, domandò lui, chiaramente speranzoso.
Hazel trattenne un sorriso. <<Sì, la domenica mattina.>> Era la cosa che preferiva del cambio di nome: quell’aroma di zucchero e cannella che le rendeva gradevole lavorare nei fine settimana.Proprio quando, Hazel sente di non aver realmente vissuto i suoi trent’anni mentre è a lavoro, nota che un libro nella sezione dei “Romance” è storto. Hazel si reca immediatamente a sistemarlo, ma scopre che qualcuno si era permesso di leggere il libro senza acquistarlo, lasciando non solo un’orecchia ma anche evidenziando una frase. Gli occhi di Hazel si posarono sulla frase evidenziata: “Vieni con me, ragazza, se vuoi un’avventura.”
Ma non proprio subito. Perchè in quel momento il suo sguardo si era posato su un libro storto nella sezione “Romance” e quello che doveva fare era raddrizzarlo. Era esattamente quello il suo lavoro. Si avvicinò allo scaffale, dando un’occhiata fuori dalla porta, casomai qualcuno passasse di lì e potesse fermarsi, ma la strada era deserta. […]
Quel libro non solo era storto, ma anche infilato nel posto sbagliato, così lo tirò fuori, evitando di guardare l’uomo seminudo in copertina. Stava per risistemarlo quando notò che una delle pagine aveva un angolo piegato.
<<Ma tu guarda>>, mormorò. La gente non aveva rispetto? Qualcuno aveva messo il segno senza neppure comprare il libro? Hazel stava per aggiungere un <<Dove andremo a finire?>>, ma voleva cercare di tenere a bada il più possibile le sue tendenze da vecchia signora. Perciò si limitò a pensarlo.
Andò alla pagina con l’orecchia e trovò una frase evidenziata. Una frase evidenziata in uno dei suoi libri! Questo era del tutto inaccettabile! Incredibile! […]
Non era particolarmente bella. Non era né memorabile né profonda. Ma era come se il libro, o chi lo aveva evidenziato, si stesse rivolgendo proprio a lei.Quella frase rispecchiava completamente i suoi pensieri, sembrava proprio che qualcuno avesse deciso di comunicare con lei, lasciando messaggi segreti all’interno dei suoi libri.
Chi c’è dietro a questo messaggio segreto?
Si tratta di una coincidenza o è uno scherzo?
Hazel non lo sa, dopo qualche giorno dalla prima frase, trova altre strane sottolineature tra le pagine dei suoi libri, che sembrano volerla aiutare a divertirsi. Hazel decide di seguire la scia degli indizi e chiede aiuto a Noah, il bellissimo e sexy marinaio, che ultimamente si recava spesso in libreria con una scusa per trascorrere del tempo con l’affascinante libraia.
Noah è un bellissimo ragazzo di venticinque anni, che si era trasferito da poco a Dream Harbor. I genitori di Noah, avevano trasformato una piccola attività da pesca in una società multimiliardaria e arrivati all’età del pensionamento, avevano deciso che i loro figli avrebbero portato avanti l’azienda di famiglia. Ma Noah, non era come le sue due sorelle, che sin da subito si sono dimostrate entusiaste e all’altezza di ricoprire i vertici dell’azienda. Noah invece, si è subito sentito inadeguato, smarrito e per questo motivo, aveva deciso di lasciare tutto per trovare un lavoro meno impegnativo. E’ così, che Noah è arrivato a Dream Harbor e cerca di tornare a casa il meno possibile perchè ha paura di notare nello sguardo dei suoi genitori, il disprezzo e la vergogna di aver sbagliato.Non era tagliato per gestire un’azienda. O comunque non un’azienda così grande. I suoi avevano preso la loro piccola attività di pesca e negli anni l’avevano trasformata in una società multimilionaria che riforniva centinaia di ristoranti in tutto il Paese. Quando i genitori erano andati in pensione, le sorelle maggiori avevano assunto il ruolo di amministratrice delegata e direttrice finanziaria.
E Noah era scappato.
Mentre camminava, si asciugò il sudore dalla fronte, attraversato da un famigliare miscuglio di senso di colpa e vergogna. Una persona poteva deludere la propria famiglia solo un certo numero di volte, prima che arrivasse il momento di tagliare la corsa, e lui aveva raggiunto la sua quota abbastanza presto nella vita.Noah decide di aiutare la libraia di cui è segretamente innamorato da mesi, proprio lui che è conosciuto per i suoi flirt con le turiste.
Hazel e Noah, iniziano a seguire gli indizi, concedendosi momenti unici e spensierati. Hazel dopo aver fatto qualche bilancio sulla sua vita, ha deciso di godersi un’estate avventurosa insieme all’affascinante e rubacuori Noah.
Tra un indizio e l’altro, trascorrono momenti indimenticabili come il picnic al mare, il luna park e una gita in barca; Hazel e Noah sono sempre più complici e la loro alchimia è impossibile da ignorare.
Hazel impara a conoscere Noah, un ragazzo che dietro al suo sorriso sfrontato, nasconde molte insicurezze e debolezze. Noah cerca di regalare a Hazel un’estate avventurosa, indimenticabile, anche se deve reprimere i suoi sentimenti.Il suo sorriso diceva che Noah stava scherzando, ma gli occhi assicuravano che era serissimo. Si era avvicinato, ormai con il naso le sfiorava la guancia, la fronte era appoggiata alla sua. E tutta la situazione aveva l’aria di essere pericolosa.
Hazel si allungò verso di lui.
Le sue labbra sfiorarono quelle di Noah. Lui produsse un verso a metà tra un gemito e un sospiro, perciò Hazel approfondì il bacio, infilandogli la lingua in bocca.In questi giorni indimenticabili, Hazel e Noah imparano molto l’uno dall’altra, ed è proprio godendosi ogni attimo, che i giorni trascorrono velocemente e il compleanno di Hazel è sempre più vicino.
I due avevano fatto una promessa: una breve storia senza impegno, che sarebbe terminata il giorno del compleanno di Hazel.
Il 28 Settembre è ormai alle porte, per Hazel e Noah è arrivato il momento di salutarsi.
Chissà che cosa accadrà tra i due?
Riusciranno a scoprire chi lasciava i messaggi segreti nei libri?La scrittrice Laurie Gilmore dopo l’incredibile successo del primo volume “Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè”, pubblica “Dolci misteri alla libreria Cinnamon Bun. Basta solo un po’ di zucchero e cannella”, una bellissima storia d’amore al sapore di cannella che riporta il lettore a Dream, Harbor, alla scoperta di una nuova intrigante storia e di un mistero da risolvere.
I temi trattati sono l’amicizia, la vita, i libri, le sfide, le paure, le avventure, i rapporti familiari, le insicurezze e l’amore vero perchè quando si incontra la persona giusta bisogna lasciarsi andare, senza avere paura di soffrire.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, divertente, coinvolgente e semplice, un ottimo compagno di lettura per chi desidera rilassarsi in una storia poco impegnativa.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice, che permettono al lettore di affezionarsi ai personaggi menzionati nella storia.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia d’amore, a chi desidera leggere una storia semplice senza troppo pretese, ma anche a chi ama leggere libri dolci, con un mistero da scoprire.
Buona lettura 📚📚!! -
“Questa vita non è la mia” di Elly Bennet

Titolo: Questa vita non è la mia
Autore: Elly Bennet
Casa Editrice: Accornero Edizioni
Genere: Romanzo contemporaneo
Pagine: 191Mi guardava come nessuno aveva fatto fino a quel momento. Non vedeva un mostro in me, vedeva qualcosa che gli altri non riuscivano a cogliere.
Riusciva a capire la mia anima.
Mi baciò nuovamente, poi mi prese per mano e restammo così fino a notte fonda.
In silenzio.
Le parole erano solo rumore inutile.Il libro racconta la storia di una giovane ragazza, che vive la vita a modo suo, tra alcool e droga per cercare di superare il trauma causato dalla morte del padre.
Il padre, era stato chiamato al fronte per la guerra in Afghanistan e ogni sera, la mamma e la giovane bambina di sei anni, aspettavano con ansia di sentire la sua voce al telefono.
Ma un pomeriggio, la loro vita cambiò radicalmente… con una “semplice” chiamata, che comunicava alla moglie la perdita del marito al fronte.Avevo 6 anni.
La cornetta del telefono cadde a terra.
Occhi sbarrati.
Pochi istanti dopo il corpo di mia madre era a terra.
Io, ero seduta sul divanetto della sala con in braccio un bambolotto e la guardavo preoccupata. Mi ero ammutolita, avevo intuito che era successo qualcosa di brutto. Immediatamente i domestici corsero verso mia madre, la presero e la portarono di peso in camera.
La mia tata si precipitò verso di me, mi prese tra le braccia e mi strinse forte.
“Cos’è successo, perchè la mamma sta male?” chiesi con aria smarrita.
Lei mi guardò con uno sguardo di terrore misto a sofferenza, mi appoggiò sul letto e si sedette accanto a me, cercava le parole giuste da poter dire a una bambina di sei anni, ma era chiaro che non le trovava.
“Vedi a volte capita che le persone debbano andare in posti diversi da quelli dove siamo noi ora, posti migliori”, poi mi prese per mano e si stese accanto a me, iniziando a canticchiare una vecchia canzone infantile. Intanto cercavo di eliminare la confusione dalla mia mente, cercavo di capire dove fosse andato papà e se sarebbe tornato come aveva promesso, sentivo mia madre nella camera accanto che urlava e piangeva. […]
Passai tutta la notte a pensare nel mio piccolo cervello dove fosse papà, quale fosse questo posto migliore, perchè non poteva andarsene, io avevo bisogno di lui.La protagonista del libro aveva solo sei anni, si è ritrovata a dover metabolizzare la scomparsa del padre, oltre a vedere la propria madre completamente assente, in balia di farmaci antidepressivi, persa nel suo mondo, in cui la figlia non era presente.
Passava le ore sedute su una sedia in giardino nella speranza di veder mio padre tornare e quando i domestici andavano a prenderla per portarla a dormire lei urlava e si straziava.
Piangeva sempre.
Io volevo starle vicina…
Ma più mi avvicinavo a lei e più mi allontanava.
Da allora non si riprese mai più.
Caduta in una grave depressione le erano state prescritte pillole da prendere quotidianamente, grazie alle quali aveva momenti di felicità, ma si capiva che non c’era più con la testa, parlava a vanvera di cose assurde, inesistenti, rispondeva alle domande in modo errato e parlava al telefono con mio padre come se fosse vivo.
Si era creata il suo mondo, un mondo nel quale io non esistevo. Da donna fragile, come era sempre stata, non era riuscita a superare la perdita e senza capacità di reagire, aveva semplicemente creato delle barriere attorno a lei, come se avessero potuto proteggerla da altre disgrazie.E’ così che la morte del padre e l’assenza della madre, ma anche l’assenza di regole, incidono sulla vita della protagonista. Durante la fase adolescenziale, la protagonista inizia a bere, ma ben presto si rende conto che per sopravvivere in un mondo che non l’ha mai considerata, ha bisogno di più… è così che inizia a drogarsi per “curare” il suo dolore.
Grazie alla droga, conosce un ragazzo a scuola, un ragazzo più grande di diciannove anni, con cui condivide la sua dipendenza e ben presto, iniziano una relazione.
La loro relazione era nata “grazie” alla droga, a cui ricorrevano per colmare delle mancanze, per paura di non essere accettati dalla società, e nel caso della protagonista, per superare (o illudersi di farlo), il trauma della perdita del padre.
I due ragazzi condividono molte cose, ma ben presto si ritrovano a dover fare i conti con gli effetti distruttivi della droga. Una sera, dopo essersi drogati e giurati amore eterno, i ragazzi hanno un brutto incidente che cambierà totalmente la loro vita.
La protagonista di ritrova ancora una volta imprigionata in una ragnatela, che rischia di catturarla e farla sprofondare nel buio più assoluto…
In questo libro vengono affrontati molti temi importanti e delicati: dalla guerra alla droga, ma anche l’anoressia, l’amore, il dolore, i traumi, la depressione, la morte, i canoni della società, le maschere, le false amicizie e le malattie.Non potevo ricominciare a mangiare.
Sarei tornata grassa.
Sarei tornata brutta.
E così andavo avanti a integratori e quando la fame mi assaliva, la droga e il fumo mi aiutavano a stare su e a non pensarci. […]
Alla fine il cibo divenne disgustoso. Appena vedevo un piatto di pasta, oppure un cioccolatino, il mio cervello diceva che era proibito e mi veniva da vomitare.
Non potevo mangiarlo.
Non avrei potuto.
Dovevo rimanere carina e graziosa.
Magra.Io sono il frutto di una società che mi ha insegnato che bello è magro, che simpatico è essere fatti.
Che tutto intorno è falso, quindi sii falso anche tu.
Che l’amore non esiste, appartiene ai film.
Che il lieto fine non c’è, a meno che tu non sia il protagonista di una favola.
Che i cattivi la spuntano sempre, i buoni rimangono inguiati.La scrittrice Elly Bennet dopo “Che casino noi donne” (Accornero Edizioni, 2022), pubblica “Questa vita non è la mia”, un romanzo potente, commuovente e riflessivo, in grado di far riflettere il lettore sulla vita e sull’animo umano.
“Questa vita non è la mia”, non è solo la storia di una giovane ragazza che cerca di sopravvivere, ma rappresenta anche la forza interiore, la tenacia nonostante tutto, di riuscire a scorgere dei piccoli raggi di luce, in un mondo dominato dall’oscurità.Per me tutte le cose erano uguali e mi erano indifferenti e la cosa non mi importava. Il mio unico scopo era quello di essere adatta nella comunità, di avere un posto riservato per l’ingresso in società. Ero una sottospecie di piccola ribelle che voleva andare contro il tempo, che voleva mascherare ogni cosa di sé per far vedere ciò che le interessava.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, commuovente e delicato, grazie alla bravura della scrittrice di riuscire a toccare molti temi delicati con umanità ed empatia.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni psicologiche inserite dalla scrittrice.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano emozionarsi, riflettere sul senso della vita, e a chi desidera tuffarsi in una storia dolorosa ma piena di speranza e rinascita, con un finale imprevedibile e inaspettato, in grado di sorprendere tutti i lettori!!
Ringrazio la scrittrice Elly Bennet per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di riflettere sul dolore causato da un trauma, ma anche di riflettere sui canoni “rigidi” e schematici di una società, sempre più improntata sui canoni estetici, annullando completamente i sentimenti.Mi ero comportata con lui, come volevo che gli altri non si comportassero con me.
Ma era questa la vita normale che volevo?
No!
Perchè quella vita non era la mia!!Buona lettura📚📚!!
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“Nella tana del cobra reale” di Anna Meola
Volume quarto della Serie “Inganni perfetti”

Titolo: Nella tana del cobra reale
Autore: Anna Meola
Casa Editrice: Youcanprint
Data uscita: 23 Gennaio 2025
Pagine: 536
Genere: Thriller-noirNella splendida cornice della spiaggia di Boccadasse si affaccia la Strambata, un locale arredato in stile marinaresco. Qui, Martina adorava iniziare al meglio le sue giornate con una colazione in riva al mare o trascorreva la pausa pranzo in un’atmosfera unica. Qualche volte era stata anche con Bianca e le altre, ma i momenti esclusivi li trascorreva con Riccardo. Assaporavano un aperitivo sulla spiaggia, godendo dello splendido tramonto sul borgo marinaro.
Martina giunse a destinazione, discesa la Creûza, si voltò nella direzione della Strambata. Dave era già lì ad aspettarla, seduto di spalle a uno dei tavolini, si gustava una sigaretta godendo della vista mozzafiato sul promontorio di Portofino.“Nella tana del cobra reale” è il quarto volume della serie “Inganni perfetti”, ambientata a Genova con protagonisti Martina Vassallo e l’affascinante ispettore Riccardo Lepore.
Il lettore dopo “Rose nere”, “Complotto a Marrakech” e “Il cuore di chi ti ama”, ormai si è affezionato ai personaggi, ed è ansioso di scoprire che cosa accadrà “Nella tana del cobra reale”.
Nel libro precedente “Il cuore di chi ti ama”, il terzo capitolo della serie, la protagonista Martina Vassallo, ha dovuto compiere delle scelte molto difficili e pericolose, ma necessarie per salvarsi la vita insieme al cugino Dave a Marrakech, la bellissima città rossa.
Martina e Dave si sono ritrovati ad eseguire gli ordini della Dottoressa Giovanna Maria Pittaluga, che in Rose Nere (I Capitolo della Serie), rivestiva il ruolo di responsabile di un centro di assistenza per religiosi in crisi, dove Martina era impiegata. La Pittaluga, dopo essere scappata da Genova, aveva creato una vera e propria rete di spaccio di droga a Marrakech, investendo il denaro in hotel e altre attività.
Durante il periodo trascorso a Marrakech, Martina grazie alla sua passione per le inchieste giornalistiche, decide di infiltrarsi per sciogliere i traffici loschi e illeciti della Pittaluga.
Intanto, Riccardo Lepore dopo aver scoperto nuovi sviluppi sulle indagini del G8 di Genova, ha compreso quanto forte, indistruttibile, sia l’amore per Martina, ed è pronto a mettere in discussione il suo matrimonio con Monica. Ma Monica, non ha nessuna intenzione di perdere suo marito, ed è disposta a tutto, anche ad annunciare a tutti una gravidanza inaspettata.
Che cosa accadrà a Riccardo e Martina?
Riusciranno, finalmente, a godersi il loro amore?
Queste, sono alcune delle domande di tutti i lettori della saga… ma adesso, è arrivato il momento di portarvi all’interno del quarto volume “Nella tana del cobra reale”!!“Nella tana del cobra reale”, Martina e Riccardo sono intenti a parlare dell’ultima novità: la gravidanza di Monica. Martina ha paura di perdere un’altra volta Riccardo, anche se da quando sono tornati da Marrakech, lui le ha fatto una promessa molto importante.
Riccardo decide di andare da Monica a Roma per vederci chiaro, e ritiene che la gravidanza sia una mossa per evitare la separazione.
Nel mentre, Martina si reca alla Strambata, un bellissimo locale situato a Boccadasse, uno dei borghi più caratteristici di Genova. E’ proprio alla Strambata, che Martina ha appuntamento con suo cugino Dave, che gli comunica l’oggetto della loro prima inchiesta giornalistica.
Dopo l’esperienza a Marrakech, Martina e Dave, hanno deciso di fondare la testata giornalistica “Vento di Levante Ligure”, scegliendo come sede dell’ufficio via Canneto il Lungo, uno dei vicoli più autentici di Genova, ricco di suoni, voci, colori, odori, musiche e profumi, capaci di avvolgere, affascinare tutti i passanti.
L’oggetto della loro prima inchiesta giornalistica, riguarda alcuni portuali corrotti che vengono pagati con la coca. E’ così che Dave entra in contatto con un vecchio trafficante, un certo Franco Vitiello.
Franco Vitiello anche se adesso è fuori dal giro, ogni sera partecipa alle bische clandestine. E Dave, decide di infiltrarsi all’interno delle bische clandestine, riuscendo a guadagnarsi la fiducia dell’uomo.
Ma la strada per arrivare ai portuali corrotti è lunga, piena di imprevisti e Dave dovrà stare attento per non smascherare la sua copertura.
Riuscirà Dave a scoprire cosa si cela nel porto?
Contemporaneamente, il lettore assisterà alle indagini condotte da Riccardo sugli abusi della polizia durante il G8. Riccardo ha appuntamento con il sostituto procuratore Tommaso Gardella, un uomo di cinquant’anni, per comunicargli le ultime novità e i suoi sospetti.
Prima di Natale, Riccardo aveva incontrato De Palma (capo della polizia ai tempi del G8), e la sua versione non aveva totalmente convinto l’ispettore. Riccardo rivela a Gardella, i suoi dubbi sull’attendibilità di De Palma. L’ispettore non è convinto che la segnalazione verso i Black Block sia vera, e continua a sospettare che il suocero Alessandro Marino, nasconda qualcosa, visto il suo comportamento anomalo.
Dove è finita la lista che conteneva i nomi degli uomini più potenti di Genova?
Riccardo inizia ad indagare su De Palma e sui comportamenti anomali del suocero, ed è determinato a scoprire la verità.
Riccardo, è a un passo dallo sciogliere i nodi complicati della ragnatela sugli abusi del G8, ma sono coinvolte molte persone importanti: dalla politica (un partito chiamato “Genova per noi”), fino ai vertici della polizia, di cui fa parte proprio il suocero Alessandro Marino.
Riccardo, ha bisogno di tempo per dimostrare lo strano giro politico che ruota attorno al partito “Genova per noi”, in cui sono coinvolti partiti dell’opposizione, giochi sporchi, interessi e giro di soldi “sporchi”.
E’ così, che Riccardo, capisce che la chiave per risolvere le indagini sul G8 è Ascanio Giuseppe, l’uomo che ha avuto il compito di destabilizzare la coerenza dell’assunto accusatorio a carico di De Palma.
Ma perchè? Che cosa nasconde De Palma e suo suocero Alessandro Marino?
Com’è possibile che un uomo come lui, così dedito al senso del dovere, alla giustizia e all’etica, sia coinvolto nella criminalità?
Quando Riccardo scopre la verità, capisce di essere in pericolo, imprigionato nella Tana del cobra reale e non può fidarsi di nessuno, se non di sé stesso.
Che cosa avrà scoperto Riccardo?
Che cosa rappresenta il cobra?La scrittrice Anna Meola dopo il successo di “Rose nere” (il I capitolo della serie), “Complotto a Marrakech” e “Il cuore di chi ti ama”, pubblica “Nella tana del cobra reale”, riuscendo a soddisfare le aspettative di tutti i lettori. Anna Meola è una scrittrice molto brava, i suoi libri sono strutturati da una trama solida, piena di mistero, suspence e inganni che si intrecciano tra di loro.
Il lettore sarà catturato nel vortice della scrittura di Anna Meola, molto scorrevole, piacevole, coinvolgente, misteriosa, piena di suspence e di inganni da risolvere.
I temi trattati sono la morte, l’amicizia, la droga, l’inchiesta giornalistica, il G8, gli interessi personali, i tradimenti, la separazione, la gravidanza, il cobra e l’amore vero, che nonostante le mille difficoltà e problemi, riesce a essere più forte, proprio come le spine di una rosa nera.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di descriverli minuziosamente, tanto da far entrare in empatia il lettore con ognuno dei personaggi menzionati nella narrazione.
In ogni libro di Anna Meola, il lettore ha modo di assistere a una vera evoluzione dei personaggi, specialmente in questo quarto capitolo, in cui alcuni personaggi secondati come Bianca (una delle amiche di Martina), prende il sopravvento.
Il lettore amerà ogni personaggio inserito nella trama, anche quelli secondari, come Bianca, ma anche Andrea Marino (il fratello di Monica e amico di Riccardo), il cugino Dave e la simpaticissima zia Janette, a cui mi sono affezionata sin dal primo istante in Rose Nere.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che hanno già letto i libri precedenti della saga “Inganni perfetti”, vi ritroverete a vivere la bellissima storia d’amore tra Martina e Riccardo, ma anche ad affrontare la cattiveria di Monica e a risolvere le indagini complicate e contorte del G8 di Genova.
Per chi non ha ancora letto nessun volume della serie “Inganni perfetti”, vi invito a leggerli, a partire dal primo volume “Rose nere”, per conoscere i protagonisti Martina e Riccardo, vi ritroverete a vivere la loro storia d’amore… ma anche alcuni inganni e misteri che ruotano intorno alla storia.
Ringrazio la scrittrice Anna Meola per avermi inviato la copia cartacea del libro, la ringrazio per aver creduto nelle mie capacità, tanto da inserire la mia prefazione nel quarto volume della serie.
Ma adesso è arrivato il momento di conoscere Martina e Riccardo, il loro folle amore… preparatevi ad un finale sorprendente ed imprevedibile!!
Buona lettura 📚📚!!amore, Anna Meola, Boccadasse, book, Complotto a Marrakech, Creûza de ma, dolore, Genova, Il cuore di chi ti ama, Ilibriinmansarda, inchieste giornalistiche, indagini G8, libri, Martina Vassallo, Nella tana del cobra reale, pagine, portuali corrotti, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, Rose Nere, Saga Inganni Perfetti, Serie Inganni perfetti, tradimenti, Villa Serra -
“Elettra” di Gian Carlo Fanori

Titolo: Elettra
Autore: Gian Carlo Fanori
Casa Editrice: Giovane Holden Edizioni
Collana: Battitore Libero
Data uscita: 10 Aprile 2021
Pagine: 200
Genere: Romanzo contemporaneoMa non mi pesava; stavo facendo il lavoro dei miei sogni, con l’ulteriore soddisfazione di averlo ottenuto con le mie sole forze. Ed ero felice di farlo.
Non potrebbe essere diversamente, mi dissi, pensando alla strada che avevo percorso per arrivare sino a lì. Una strada lunga e tutta in salita. A partire dal fatto che provenivo da una famiglia modesta, nonché da un minuscolo, anche se per me incantevole borgo ligure: San Rocco delle Fonti, un paesello popolato da meno di cinque mila anime situato nel comprensorio di Altea, la cui unica ricchezza era il mare. A San Rocco (che doveva il suo nome a un miracolo attribuito al Santo, il quale nel corso di un anno di feroce siccità pareva aver fatto sgorgare dal terreno decide di fonti di acqua purissima) le possibilità per un giovane di costruirsi un futuro erano pressoché inesistenti; specie per una visionaria come me, che da quando ero bambina desideravo diventare giornalista.La protagonista del libro si chiama Elettra Bonaccorsi, una ragazza molto bella e intelligente. Elettra è nata in un bellissimo borgo ligure, San Rocco delle Fonti, situato nel comprensorio di Altea.
Sin da bambina, Elettra, aveva le idee chiare: sognava di diventare una giornalista. Infatti, ora che è una giovane donna, Elettra è determinata a diventare una giornalista e grazie alla sua ostinazione, determinazione e passione, viene assunta in una redazione locale ed inizia a scrivere per “Il giornale di Altea”.
Ma ben presto, Elettra capisce che per essere una giornalista, non basta saper scrivere bene gli articoli o avere passione e serietà, perchè agli editori contano le conoscenze personali. Ed è così, che il posto di Elettra viene dato a una ragazza con meno capacità, ma che aveva delle conoscenze importanti, che avrebbero aiutato le sorti del giornale.Il posto disponibile mi fu sottratto da un’altra persona, che a detta dello stesso Magenes forniva al giornale un contributo di qualità inferiore al mio, ma che a differenza mia vantava relazioni influenti.
“Dovrei tenerlo per me”, mi disse il capo quando mi chiamò per comunicarmi la decisione presa ai vertici del giornale, “e non sognarti di spifferare ciò che sto per dirti, negherei di averlo fatto: per il talento e la passione che hai, se potessi scegliere io chi assumere non avrei dubbi, Elettra, sceglierei te. Purtroppo, non sono nella condizione di farlo. Per tagliar corto: devo dare la precedenza a Fiorano.”Elettra è triste per aver perso il lavoro ma continua a credere nel suo sogno, ed inizia a inviare il suo curriculum a tutte le redazioni.
Ogni volta che Elettra inviava il suo curriculum, continuava a ripetere a sé stessa: ” Non mollare mai, credi in te stessa. Tutte le strade che portano dove il cuore desidera sono lunghe.”
E dopo aver inviato l’ennesimo curriculum, ed essersi presentata a molti colloqui, Elettra viene contattata da una redazione di Milano, che si occupa di moda dal nome “Stile & Società” per sostenere un colloquio conoscitivo e appurare le sue competenze.
Elettra per seguire il suo sogno e la sua passione, dopo essere stata assunta da “Stile & Società”, decide di trasferirsi nella città di Milano. Non è facile per lei abbandonare gli affetti, come la dolce madre che ha dovuto crescerla da sola, a causa della morte prematura del padre. Ma Elettra vuole inseguire i suoi sogni e decide di trasferirsi a Milano per fare la giornalista.
Elettra vuole dimostrare a tutti la sua bravura, si reca a lavoro con vestiti modesti, fin quando il suo direttore Luciano Schiavo, un uomo ambiguo, non inizia a “pretendere” dei vestiti più femminili.
E’ così che Elettra si ritrova a cambiare il proprio look per inseguire il suo sogno…Sto solo dicendo che si tratta di un’occasione promozionale molto importante. E se per una volta rinunciassi al tuo abituale abbigliamento casual…” disse, facendomi vergognare all’istante dei jeans e delle scarpe da tennis che portavo, abbinati a un golf di media qualità.
Sgranai gli occhi, “Cosa vuol dire, dottor Schiavo: che giudica il mio modo di vestire inadeguato?”
“No, no. In generale non lo è. In questo caso, tuttavia credo che dovresti…”
“Tanto per essere concreti: come si aspetta che mi vesta, domani?”
“Questo non lo so, dovrai deciderlo tu. Dico solo che una mise più… Non vorrei dire sexy; quantomeno più femminile, ti valorizzerebbe parecchio. Sei una bella donna, e non capisco la ragione per cui ti ostini a portare abiti così modesti. Allo stesso tempo gioverebbe all’immagine del giornale. Stile & Società si occupa di bellezza, di moda; per noi la forma è fondamentale, no? E tutti si aspettano che lo dimostriamo anche nel modo di presentarci.Ma un giorno, il suo capo inizia a molestarla ed Elettra si sente sporca, si vergogna e non sa che cosa fare. Denunciarlo o tentare di dimenticare e ricominciare ancora una volta?
Io e Schiavo eravamo affiancati all’estremità di quello spazio esiguo. Alle nostre spalle distributori di bevande calde e fredde ronzavano a basso regime. Mentre stava parlando con uno dei cameraman, Schiavo prese ad accarezzarmi la schiena e la vita.
Poi più in giù.
Ebbi un sussulto come fossi stata colpita da una scarica elettrica.
Che sta facendo? Pensai arrossendo. […]
Mi sentivo paralizzata. Non sapevo che fare, se reagire o meno. Temevo che si accorgessero del suo comportamento, e mi vergognai. Meglio: avrei voluto sprofondare.Dopo la delusione sentimentale con Alessandro, Elettra non sa cosa fare e ha paura di non avere la forza necessaria per ricominciare.
Ma Elettra è una donna forte, coraggiosa e determinata, che crede in sé stessa e nelle sue capacità, ed è per lei arrivato il momento di dimostrare a tutti il suo talento, imparando a dire “NO” al suo capo, anche a costo di perdere il lavoro.
Che cosa accadrà?Che fosse quella la spiegazione di tanti atteggiamenti della mia simpatica collega? La ragione per cui portava gonne più corte dei suoi tacchi? Che era stata confermata prima che il suo tirocinio naturale?
Non ci avevo pensatoSulle pagine di Equilibrio e Benessere avevo letto che non è la ricchezza materiale a generare la felicità, una volta soddisfatti i bisogni di base.
Per catturare la felicità serve uno scopo a cui dedicarsi, la voglia di realizzare i propri sogni.Lo scrittore Gian Carlo Fanori con “Elettra”, racconta la storia di una giovane donna che vuole emanciparsi, analizzandola anche dal punto di vista psicologico per far comprendere al lettore le sue fragilità ed emozioni. Lo scrittore con questo libro, evidenzia le difficoltà che ha una donna di fare carriera, specie nel mondo giornalistico, dove oggi sono più importanti gli espedienti e gli indumenti a discapito dell’intelligenza e della padronanza linguistica.
Gian Carlo Fanori con “Elettra”, vuole dimostrare a tutte le donna che c’è sempre un modo per ricominciare, che bisogna imparare a dire “NO”, anche a costo di perdere il posto di lavoro.
Lo stile di scrittura scorrevole, piacevole, profondo, riflessivo e psicologico, grazie alle ampie descrizioni inserite dallo scrittore, che permettono al lettore di entrare in empatia con Elettra.
I temi trattati sono i sogni, l’emancipazione, le ambizioni personali, il giornalismo, l’amore, il tradimento, le molestie sessuali sul luogo di lavoro, l’insegnamento, la società, ma anche le difficoltà di ogni donna di farsi strada, di essere assunta in una redazione, dopo aver dovuto rispondere all’ennesima domanda: “Sei fidanzata?” “Hai figli?”
Per ogni donna non è facile inserirsi nel mondo del lavoro, specialmente in alcuni settori, come il giornalismo, in cui oggi è sempre più evidente l’aspetto fisico di ogni giornalista a discapito della serietà, della bravura e delle doti linguistiche.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla scelta dello scrittore di analizzarli dal punto di vista psicologico.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro, che evidenzia le difficoltà delle donne di inserirsi nel mondo del lavoro.
Consiglio questo libro anche a tutte quelle donne che hanno paura di ricominciare, perchè grazie a Gian Carlo Fanori e alla sua analisi realistica di Elettra, non avrete più paura e vi sentirete forti, proprio come la protagonista.
Ringrazio lo scrittore Gian Carlo Fanori per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha toccato particolarmente perchè affronta una tematica a me vicina, ovvero la difficoltà di una donna di diventare una giornalista al giorno d’oggi, rimanendo reale e integra con sé stessa, senza dover dire “Si’”, o senza doversi svestire per ottenere un posto di lavoro.
Buona lettura 📚📚!!8 marzo, book, carriera, donna e carriera, donna e mondo lavoro, Elettra, emancipazione femminile, festa della donna, Genova, Gian Carlo Fanori, Giovane Holden Edizioni, Ilibriinmansarda, insegnamento, libri, Liguria, Milano, molestie sessuali, molestie sessuali lavoro, pagine, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, società, tradimento -
“Quanti miracoli” di Nicholas Sparks

Titolo: Quanti miracoli
Autore: Nicholas Sparks
Traduttore: Alessandra Petrelli
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Data uscita: 24 Settembre 2024
Pagine: 416
Genere: Romanzo rosaPerchè l’amore è più di un sentimento. E’ condividere la vita, e solo dopo che ci siamo sposati ho capito davvero quante cose avevamo in comune. Condividiamo gli stessi valori, la stessa etica, siamo entrambi cattolici. Siamo d’accordo su come crescere i figli, sul fatto di risparmiare per la pensione invece di spendere tutto adesso, se durante le vacanze andare a trovare i miei o i suoi genitori, persino su cosa fare nei fine settimana.
Credo che più ti trovi in sintonia su cose di questo genere, più ti senti una squadra, ti senti coinvolto. Detto questo, ovviamente non è semplice.
Le relazioni richiedono impegno. […]
C’è un sacco di lavoro da fare, da entrambe le parti. Abbiamo litigato. Alzato la voce. Ci siamo sbattuti la porta in faccia, abbiamo dormito in camere separate, in certi momenti siamo stati addirittura vicini alla separazione. […]
Tutte le relazioni hanno alti e bassi, ma alla fine ci siamo impegnati per far funzionare le cose, e così è stato.Il protagonista del libro è Tanner Hughes, un uomo più alto della media con un fisico muscoloso, pieno di tatuaggi e molto affascinante. Tanner ha ricevuto l’affetto e l’educazione dai suoi nonni, che si sono ritrovati a crescerlo dopo la morte della loro unica figlia. Sua madre, era morta poco dopo il parto ed essendo una madre single, Tanner non aveva mai visto suo padre.
I suoi nonni lo hanno cresciuto con tanto affetto, cercando di colmare il vuoto e l’assenza dei genitori.
Tanner è abituato sin da bambino a spostarsi continuamente, dato che il nonno lavorava nell’esercito. E’ proprio grazie a suo nonno che Tanner, decide di seguire le sue orme, e di diventare ranger dell’esercito. Tanner non ha una casa perchè è sempre all’estero, impegnato in una nuova missione. E tutte le volte che Tanner deve rientrare a casa dai nonni, non vedeva l’ora di ripartire per la prossima avventura.<<La gente>> disse Tanner. <<Pur essendo un Paese povero, paragonato agli Stati Uniti o all’Europa, la gente ride tantissimo. Le persone sono brave a trarre piacere dalle cose di tutti i giorni, nonostante le difficoltà della vita. Il Camerun sta vivendo una grave emergenza – profughi a causa delle guerre in corso nei Paesi confinanti, e ovunque ci sono povertà e sofferenza, ma mi hanno sempre stupito la forza e la felicità della gente rispetto all’America.>>
Ma la sua vita cambia radicalmente quando la nonna, prima di morire, gli rivela il cognome del padre che non ha mai conosciuto e dove trovarlo. La nonna era molto preoccupata per il nipote, così solo, senza una casa, senza affetti, senza radici, che sul punto di morte gli aveva rivelato la verità sul padre.
Mi preoccupa lasciarti da solo, sembrava voler dire, la tua vita non ha radici. Quando Tanner aveva tentato ancora una volta di spiegarle che i suoi ultimi viaggi erano stati per lui un modo per rendere omaggio agli amici scomparsi, lei aveva scosso la testa.
<<Ti serve…una casa.>> aveva ansimato. […]
Trova il posto a cui appartieni e fallo tuo.Tanner non ha molte informazioni del padre, conosce solamente il cognome “Johnson” e che probabilmente, si trova ad Asheboro. E’ così che Tanner decide di partire per Asheboro, in North Carolina per avere qualche notizia in più su suo padre.
Tanner è in città da meno di ventiquattr’ore, quando si imbatte in una ragazzina di diciassette anni di nome Casey Cooper, che aveva urtato per sbaglio la sua macchina.
E’ così che Tanner conosce la madre di Casey, una donna molto intelligente e bella di nome Kaitlyn Cooper. Kaitlyn è una mamma single, una dottoressa molto brava che trascorre tutto il suo tempo tra lo studio, le visite a domicilio e casa, circondata dall’affetto dei suoi due figli: Casey, la figlia adolescente più grande e Mitch, un bambino dotato di un’anima sensibile.A prima vista sembrava troppo giovane per essere la madre di Casey. Gli abiti informi non bastavano a nascondere le curve generose e quando alzò una mano per sistemare una ciocca ribelle a Tanner parve di cogliere un’incertezza, un’esitazione che probabilmente derivava da una delusione passata, forse un rimpianto. Per cosa? Si domandò.
Era soltanto una sensazione, un moto istintivo, ma mentre la osservava ricomporsi e scendere la veranda, i piedi scalzi con le unghie rosse che spuntavano da sotto l’orlo dei jeans, si sorprese a pensare: Questa donna ha una storia da raccontare e io voglio conoscerla.Tanner rimane molto colpito da Kaitlyn, tra loro scatta subito una connessione inaspettata, come se si conoscessero da anni.
Il destino di Tanner e Kaitly, si intreccia con quello di Jasper, un signore di ottant’anni, che vive da solo con il vecchio cane Arlo. Jasper ha perso tutta la sua famiglia in un tragico incidente, che gli ha rovinato completamente la vita.
Una sera, Paul uno dei suoi quattro figli, aveva acceso il fuoco in giardino, mentre lui e sua moglie Audrey, ma anche gli altri figli David, Mary e Deborah erano già a letto. In poco tempo, il fuoco si era alzato fino dal tetto, avvolgendo completamente la casa. E’ così che Jasper aveva perso tutta la sua famiglia in quel tragico incidente.
Jasper è determinato a salvare dai bracconieri un cervo bianco avvistato nella foresta. Il cervo bianco rappresenta per Jasper, una creatura leggendaria, che gli ricorda l’infanzia e l’ispirazione che aveva avuto il padre e il nonno.
La narrazione e i personaggi, si intrecciano tra di loro, creando un vero e proprio miracolo. La vita di Tanner, Kaitlyn e Jasper cambierà per sempre…
Lasciate entrare nel vostro cuore ogni parola.. e la vostra vita, cambierà radicalmente.I loro occhi si incontrarono. Per un tempo che parve infinito, lui rimase a fissarla, come se cercasse di leggerle dentro. Le rivolse un breve sorriso e lei sentì lo stomaco in subbuglio. Non sapeva che cosa si fosse aspettata, ma per qualche motivo l’aspetto dello sconosciuto l’aveva colta di sorpresa.
Lo scrittore più amato al mondo, autore di numerosi bestseller mondiali, con i suoi libri insegna ai lettori la vita, diventando una vera guida e Maestro di vita. Le storie che Nicholas Sparks, racconta nei suoi romanzi sono profonde, emozionanti, romantiche e rappresentano fedelmente la vita vera, con le sue gioie, dolori e tragedie.
Nicholas Sparks non ha certo bisogno di presentazioni, tutti i suoi romanzi sono stati bestseller del New York Times, tradotti in più di cinquanta Paesi e hanno venduto oltre 100 milioni di copie di cui cinque milioni solo in Italia.
Nicholas Sparks dopo aver pubblicato recentemente, “Noi due come in un sogno,” “Quando si avvera un desiderio” e “La magia del ritorno”, torna in libreria con un nuovo romanzo emozionante e potente. “Quanti miracoli”, racconta la bellezza della vita, i viaggi che intraprendiamo e che toccano il nostro cuore lungo il cammino.
La storia di Tanner, Kaitlyn e Jasper, insegnerà al lettore che da una tragedia o da qualsiasi avversità, può sorgere qualcosa di inaspettato, di bello, in grado di sconvolgere completamente la vita.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, profondo, delicato, emozionante, ogni parola è piena di sentimento, di umanità, che si rivela una vera “coccola” per l’anima del lettore.
I temi trattati sono gli incidenti, il suicidio, i sensi di colpa, l’esercito, la caccia, la fede, la segregazione razziale, l’amicizia, l’amore e la vita, con i suoi momenti dolorosi, ma anche capace di regalarci emozioni nuove ed imprevedibili, che ci fanno brillare come una stella.La madre di mio nonno era nera e, a quanto si diceva, il padre era un bianco. E tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta in Alabama, questo significava crescere in condizioni difficili. Non poteva andare a nuotare nella piscina comunale, non poteva mangiare in certi posti, doveva farsi da parte se incrociava un bianco sul marciapiede. Frequentava scuole separate, ovviamente, dato che nello Stato la segregazione durò fino a dopo che si era diplomato, ma non era del tutto accettato neanche là. Da ragazzo era rimasto coinvolto in tantissime zuffe e credo fosse per questo che alla fine si era arruolato nell’esercito. Voleva andarsene dall’Alabama.
Intorno all’inizio degli anni Sessanta ha conosciuto mia nonna e, ovviamente, la famiglia e gli amici di lei l’hanno isolata quando se ne è innamorata e l’ha sposato. Sono passati anni prima che riallacciassero i rapporti. Nel frattempo, lui era stato mandato in Vietnam, aveva fatto il proprio dovere in patria, ma negli anni Settanta c’era ancora un sacco di gente che non accettava una coppia mista come vicini di casa.I personaggi sono strutturati bene grazie alle ampie descrizioni inserite dallo scrittore, che permettono al lettore di entrare in empatia con ognuno dei personaggi coinvolti nella storia.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una storia vera, profonda, emozionante, in grado di travolgere e catturare qualsiasi lettore.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che credono nei miracoli, piccoli o grandi, a chi sta attraversando un periodo buio e ha bisogno di ritrovare fiducia nella vita o nel destino. *
Buona lettura 📚📚!! -
“Un nuovo giorno arriva quando trovi il coraggio di rifiorire” di Raphaëlle Giordano

Titolo: Un nuovo giorno arriva quando trovi il coraggio di rifiorire
Autore: Raphaëlle Giordano
Traduttore: Sara Arena
Casa Editrice: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Data uscita: 28 Gennaio 2025
Pagine: 240
Genere: Romanzo contemporaneo<<Va tutto bene, Henriette.>>
Quella frase la commuove: si prende la briga di rassicurarla, nonostante non sia tranquillo nemmeno lui. Ma se non fossero accomunati dalla paura, quelle quattro parole non avrebbero lo stesso sapore. Così assumono maggior peso. […]
La mano di Henriette trema in quella di Auguste. Nasconde il volto nel suo collo. Sono così vicini che percepisce il respiro affannoso di lui contro la tempia. E poi, stranamente, in quel momento di terrore d’un tratto si sente calma. Quella sensazione sembra durare un’eternità.
Alla fine la luce verde si riaccende. Hanno superato la zona di turbolenza. Si guardano. Sanno. Sono consapevoli di essere sfuggiti al peggio, ma anche del fatto che in futuro li attende qualcosa di più bello e di altrettanto terrificante.
I sentimenti che stanno sbocciando dentro di loro.La protagonista del libro è Henriette Petrin, una ragazza diversa dalle altre, intrappolata dalla paura e dal terrore di non soddisfare i canoni della società. Henriette è una ragazza molto sensibile, porta sempre i capelli davanti ai suoi bellissimi occhi blu perchè non si sente bella e vorrebbe soltanto sparire.
Henriette fa l’arredatrice d’interni ha deciso, di lavorare autonomamente perchè il clima rigido e ostile di un ufficio, oltre che frequentare altre persone per dodici ore al giorno, la farebbe crollare emotivamente e psicologicamente. Henriette, ha paura di entrare in contatto con le persone a causa della sua ipersensibilità, che la porta a sentire i sentimenti altrui.
Ma un giorno, una sua cliente di nome Claire De Montlhéry, le propone di collaborare con una prestigiosa azienda per creare un bellissimo giardino esotico. Henriette non può deludere Claire, ed accetta il nuovo lavoro. E’ così, che Henriette si ritrova a lavorare con Auguste, un uomo affascinante di trentatré anni.<<Henriette? Lei è l’architetto d’interni?>>
La donna annuisce. Auguste è sbigottito. Si aspettava che avrebbe avuto a che fare con una sessantenne sicura di sé, magari un po’ presuntuosa, e invece si trova davanti una ragazzina dall’aspetto spaurito vestita in modo sciatto, che sembra un uccellino appena caduto dal nido…Auguste è un ambizioso architetto paesaggista, che dedica tutta la sua vita alla carriera a discapito della sua vita personale, intima. Auguste agli occhi degli altri, sembra un ragazzo sicuro di sé, che non ha paura di niente… Ma non è così, Auguste indossa tutti i giorni una maschera per nascondere a tutti, soprattutto al suo capo Gerard, le sue paure e le sue fragilità.
Da bambino, Auguste, aveva imparato dal padre, che in ogni circostanza bisogna avere un comportamento esemplare, senza esternare le proprie emozioni e fragilità. E’ così che Auguste ha paura ad innamorarsi, ha paura a lasciarsi travolgere dai sentimenti.Auguste ha sacrificato molto per la carriera. A trentatré anni non è sposato, non ha ancora avuto figli. […]
Finalmente si sentiva felice, a proprio agio. Finché un’esperienza sentimentale negativa non ha intaccato di nuovo la sua fragile autostima… Una storia della quale ancora subisce gli effetti nella sua vita da adulto. Auguste ha qualcosa da dimostrare al mondo e a sé stesso. Ha voglia di combattere e di far vedere di cosa è capace. In primo luogo, al suo capo, che rispetta e di cui desidera l’approvazione. Quella promozione, la vuole.
A tutti i costi.E adesso, Auguste deve lavorare al progetto con Henriette, una sconosciuta di cui teme il confronto. La loro collaborazione partirà con il piede sbagliato, ma entrambi sanno che questo lavoro è fondamentale per la loro carriera.
Henriette e Auguste si ritrovano ad unire le forze, ed iniziano a pensare come creare il giardino più bello di tutta la Francia.
La vita, però, ha uno strano modo di funzionare. Henriette ed Auguste sono costretti a vedersi tutti i giorni per lavorare al progetto dei Montlhéry; ed è proprio così che i due, piano piano, imparano a conoscersi.
Henriette imparerà a conoscere in profondità Auguste, un uomo che cerca di nascondere le proprie paure per soddisfare gli altri, rinnegando i propri sentimenti per evitare di soffrire. E Auguste, osservando Henriette, nota molte somiglianze e, sarà proprio grazie a lei se Auguste inizierà ad ascoltare il suo cuore senza paura.
Henriette imparerà che nella vita, bisogna avere il coraggio di affrontare le proprie paure. Solo affrontando le nostre paure, si potrà rinascere e rifiorire.
E solo allora, forse è arrivato il momento per Henriette di togliersi i capelli dagli occhi e guardare il mondo senza paura.Chi ti dice che io voglia una donna normale?
E cosa significa normale, poi?
Voglio renderti felice, non costringerti ad adattarti a una situazione che non ti va a genio.Quel giorno, per la paura di rimanere bloccata in una situazione insopportabile senza una via di fuga, un senso di profonda vulnerabilità si era radicato in lei. Da allora non è più stata serena. La preoccupa il pensiero di non riuscire a far fronte a ciò che potrebbe accadere. Vive costantemente con i nervi a fior di pelle.
Alcuni nascono con un’armatura. Gli eventi spiacevoli sembrano non toccarli. Le conseguenze -gli scivolano addosso senza penetrare nel loro sistema. Henriette invece, ha coniato il termine <<paurosità>> perchè ha l’impressione che le paure filtrino con facilità dai pori della sua pelle e finiscano per andare vorticosamente in circolo, come canoe impazzite in un torrente, fino a invadere cuore e cervello.La scrittrice, artista, pittrice e coach di creatività Raphaëlle Giordano, torna con un nuovo romanzo dove la paura è l’inizio della rinascita, “Un nuovo giorno arriva quando trovi il coraggio di rifiorire”, aiuta il lettore ad affrontare le paure più profonde.
Raphaëlle Giordano è un’autrice da oltre 7 milioni di copie vendute nel mondo, nei suoi libri, racconta i grandi cambiamenti della vita, le paure e le fragilità di ogni essere umano.
I temi trattati sono la sindrome dell’impostore, la società, la bellezza, l’ipersensibilità, l’amore, le fragilità, le paure e la felicità.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante e riflessivo, in grado di far riflettere il lettore sui grandi cambiamenti della vira, sull’importanza di non giudicare le debolezze e paure degli altri, ma anche ad accettare e affrontare le nostre paure più nascoste.Una fobia inconfessabile come questa non è qualcosa su cui scherzare. Potrebbe capitare a chiunque! Vi fa ridere che un uomo grande e grosso abbia paura di un cane minuscolo, ma cosa sapete della sua storia? Di quello che ha passato per arrivare a sviluppare un terrore così incontrollabile? […]
Io questo signore, lo capisco. La sua debolezza deve avergli causato non poche difficoltà. Vi fa ridere che un tipo così alto e robusto si sia spaventato davanti ai chihuahua.
Ma prima di prendervi gioco delle fragilità di qualcun altro, dovreste pensare a come siete messi voi!
Perchè la verità è che tutti abbiamo paura, anche se di cose diverse…I personaggi sono strutturati bene, sia dal punto di vista fisico che psicologico, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono al lettore di entrare in empatia con Henriette e Auguste, ma anche con gli altri personaggi. Mi sono affezionata e identificata molto in Henriette, perchè è una ragazza molto dolce e sensibile, che teme di rimanere intrappolata in una società priva di emozioni, ma è proprio grazie alla sua sensibilità che riesce ad essere un’ottima arredatrice d’interni.
Ho apprezzato molto anche un personaggio “secondario”, ovvero la signora Claire che si fida ciecamente in Henriette, nonostante la sua giovane età e anche Claire, insegna al lettore che non bisogna avere paura di raccontare agli altri le nostre paure. Perchè alla fine, tutti noi abbiamo paura di qualcosa…
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che stanno affrontando un periodo difficile, a chi ha il blocco del lettore, ma anche a chi ha paura di essere sbagliato/a; grazie a questo libro, il lettore imparerà ad affrontare la vita e ad essere felice.
E voi, avete paura ad affrontare le vostre paure?
Avete mai avuto paura del giudizio altrui?
Vi è mai capitato di riflettere sul significato della parola “paura”?<<Sei pronto? Chiudi gli occhi. Ascoltiamo…>>
Si ritrovano accovacciati, con gli occhi chiusi, ad assaporare la musica dell’acqua che, nella concezione del loro progetto, è diventata uno strumento paesaggistico. Henriette ha appoggiato una mano sull’avambraccio di Auguste. Lui solleva un po’ una palpebra per sbirciarla: ha un’espressione rilassata e un sorriso sereno che le aleggia sulle labbra.amore, arredatrice d’interni, autrice oltre 7 milioni, book, cambiamenti di vita, casa editrice Garzanti, dolore, Firenze, Francia, garzanti, Ilibriinmansarda, La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola, libri, pagine, Parigi, Raphaëlle Giordano, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, sindrome impostore, Un nuovo giorno arriva quando trovi il coraggio di rifiorire -
“La figlia del Reich” di Louise Fein

Titolo: La figlia del Reich
Autore: Louise Fein
Traduttore: Anna Rusconi
Casa Editrice: Sonzogno
Collana: Romanzi
Data uscita: 27 Maggio 2021
Pagine: 480
Genere: Romanzo storico<<Mi piace quando mi baci. Solo che non possiamo…>>
<<Sì, invece. Approffittiamo di ogni occasione, finché ne abbiamo la possibilità. Chi può dire cosa accadrà in futuro.>>Il libro è ambientato a Lipsia negli anni Trenta, durante l’ascesa del nazismo. La protagonista del libro si chiama Hetty Hofmann, una ragazza impetuosa e piena di entusiasmo, cresciuta con gli ideali e i valori di rinascita predicati dal nazismo. Suo padre ha il compito di gestire un giornale, compito molto importante per plasmare le opinioni delle persone, attraverso articoli di propaganda, volti ad esaltare il Führer e il nazismo.
Rimetto giù il giornale. Un paio d’anni fa papà aveva portato me e Karl in redazione. Non vedeva l’ora di mostrare a mio fratello quanto fosse meraviglioso quel posto e di convincerlo a prendere in mano le redini, prima o poi. Noi eravamo rimasti incantati ad ammirare l’andirivieni dei giornalisti e ad ascoltare i telefoni che squillavano e la gente che gridava da una parte all’altra della scala. Papà ci aveva spiegato la rapidità con cui era necessario scrivere gli articoli e scegliere le foto per ogni edizione.
Avevamo guardato le enormi macchine tipografiche in moto, la precisione con cui i tipi di metallo venivano disposti nelle gabbie, lettera dopo lettera, parola dopo parola. La fatica, le condizioni di lavoro, il sudore, la polvere, il calore e la passione: avevamo chiesto a nostro padre il perchè di tanto sforzo, se la gente si limitava quasi sempre a dare un’occhiata ai titoli, per poi buttare il giornale.
Lui aveva reagito con stupore: <<Questo è lo strumento più prezioso che abbiamo!>> Ci aveva risposto tutto infervorato: << Con queste parole d’inchiostro possiamo letteralmente forgiare la nostra nazione. Una notizia in sé non è niente: la notizia è potere confezionato in un messaggio che viene diffuso e ripetuto. Grazie a questo giornale, io ho il potere di fare circolare per il mondo quello che voglio e nel modo in cui voglio che le masse lo comprendano.Hetty riceve un’educazione molto rigida, sia in casa che a scuola, lei rappresenta il modello “perfetto” della brava ragazza tedesca. Hetty crede ciecamente nel Führer e nella sua visione della “grande Germania”, che avrebbe portato prosperità e un futuro radioso, costituito solo dall’unica razza pura: la razza ariana.
<<Resilienti. Forti. Indipendenti. Ragazze degne di diventare le madri della razza padrona. Ecco che cosa si aspetta da voi il nostro Führer.>> […]
E non dimenticate mai le regole della BDM: purezza, pulizia, virtù, obbedienza e remissività. […]
Dice bene: una brava ragazza tedesca non fa mai domande e non si lamenta, ma agisce per il bene della comunità. Le ragazze devono essere alte, forti e belle senza ricorrere a trucchi ed espedienti. Dobbiamo avere un aspetto pulito e curare l’igiene personale. Dobbiamo essere modeste e pudiche.
Soprattutto, una ragazza deve sempre mettere gli uomini prima di sé e sostenerli nei loro sforzi per quanto stanche siamo, per quanto possiamo aver lavorato, i loro bisogni vengono prima dei nostri.
Il nostro dovere è servire il Führer, la Germania e i nostri futuri mariti.Ma un giorno, Hetty scopre che Walter Keller, un tempo il migliore amico di suo fratello Karl, è ebreo. Hetty non riesce a credere che, proprio quel ragazzo che tanti anni fa, le aveva salvato la vita al lago, sia ebreo. A scuola, aveva imparato a distinguere tramite l’aspetto fisico un tedesco, da un ebreo… ma Walter non aveva gli occhi vicini, il naso grosso e sproporzionato, i capelli neri e crespi, come la loro compagna di classe Freda, Walter aveva i capelli biondi e perfetti, degli occhi bellissimi azzurri e profondi come il cielo.
Come è possibile che Walter sia un ebreo?
Come può una persona così generosa, che aveva rischiato la sua vita per salvarla, essere considerato “inferiore” e addirittura discriminato e perseguitato?
Hetty non riesce a capire, sa solo che adesso Walter è costretto a non andare più a scuola perchè è considerato da tutti un ebreo.
Un giorno, Hetty mentre passeggiava con il suo cane, incontra per caso Walter, un ragazzo proprio come lei ma considerato un “errore”, un “ladro” perchè ebreo. Ma agli occhi di Hetty sarà sempre Walter, il ragazzo gentile e affascinante, in grado di ascoltarla e farla sorridere.<<Siamo stranieri in patria.>> […]
<<Provaci, per un attimo solo. Immagina se il tuo paese volesse liberarsi di te: sei una fedele cittadina tedesca ma non hai più un posto dove andare.>>Giorno dopo giorno, Hetty incontra di nascosto Walter, incontri brevi e fugaci, ma molto importanti perchè lui le rivela gli aspetti oscuri del Reich, e le fa conoscere il vero volto del nazismo e del Führer.
E’ così che Hetty si ritrova smarrita, tutti gli ideali e i valori con cui è cresciuta e che ha sempre sostenuto, condiviso, erano solo menzogne e celavano il vero volto crudele, feroce e violento del Führer e del nazismo.
Hetty è confusa, lacerata ma le parole e il sentimento profondo che prova per Walter, sono più forti di tutto. I loro appuntamenti, sono pieni d’amore e anche se molto rischiosi per entrambi, rappresentano l’unico momento in cui essere semplicemente sé stessi.
L’atmosfera a casa di Hetty diventa sempre più oppressiva, specialmente da quando Karl, è stato arruolato nella Luftwaffe e lei, non ha più nessuno con cui parlare, confrontarsi e confidarsi delle recenti scoperte.
Hetty dovrà decidere che cosa fare: essere una brava tedesca o seguire il proprio cuore?
Riuscirà a fingere di essere una brava tedesca, adesso che conosce il vero volto del nazismo?
Che cosa sceglierà Hetty?Se ripenso agli albori del Reich, alla speranza di un futuro magnifico, mi domando come abbiamo fatto in così pochi anni ad arrivare dove siamo ora. Perchè nessuno si è reso conto davvero che stavamo scatenando un mostro. Un mostro che ha potuto crescere fino a trasformarsi in una forza incontrollabile, che nessuno ormai può più fermare.
La scrittrice Louise Fein con “La figlia del Reich”, racconta una commuovente storia d’amore e sacrificio, durante l’ascesa del nazismo, ispirandosi alle vicende della sua famiglia.
Il lettore si ritroverà a vivere una struggente storia d’amore tra Hetty e Walter, che incarnano la storia di Romeo e Giulietta, ambientata in un periodo difficile.
I temi trattati sono il nazismo, le leggi razziali, i campi di concentramento, la notte dei cristalli, il giornalismo, l’educazione insegnata a scuola, la propaganda, i mezzi e la censura del Regime, i rapporti familiari, la morte, l’amicizia e l’amore vero, capace di sfidare ogni pregiudizio e pericolo, anche a costo di incorrere nelle morte.Il giorno che sono arrivato, l’11 Novembre, ci hanno trasportato con dei camion all’ingresso del campo. Ci hanno fatto saltare giù e per raggiungere il cancello abbiamo dovuto correre tra due file di SS armate di mazze e sbarre di ferro che al nostro passaggio ci picchiavano. Al cancello c’è stato un ingorgo, cercavamo tutti di entrare per sfuggire alle guardie, per un attimo mi sono appoggiato con la mano al muro, in modo da mantenere l’equilibrio mentre gli altri mi spintonavano. Uno di loro, me l’ha colpita con una sbarra di ferro e con tutta la forza che aveva. Mi ha spezzato tre dita. Spappolata. La punta del mignolo era ridotta a una specie di poltiglia, un dolore indescrivibile. Sono svenuto e finito per terra, ma mi hanno picchiato finché non sono riuscito a rialzarmi.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante e struggente, che racconta una storia d’amore e profonda tra due adolescenti considerati diversi agli occhi della società.
Per la prima volta, la scrittrice racconta la discriminazione razziale degli ebrei, servendosi degli occhi e della voce della protagonista, una ragazza educata con i valori e i principi predicati dal Führer e che un giorno, capisce di essere stata ingannata in virtù di un uomo senza scrupoli e violento.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla scelta della scrittrice di descrivere minuziosamente ogni personaggio (anche quelli posti ai margini). Ogni personaggio viene descritto sia dal punto di vista fisico che psicologico, incastrando la storia di ognuno di loro all’interno della storia, una storia appassionante, emozionante di un amore proibito durante il nazismo.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro emozionante, profondo, che mette in luce come è nata la propaganda e il consenso al nazismo, una storia raccontata da una ragazza cresciuta con gli ideali del Führer che si ritrova a mettere in dubbio tutta la sua vita.
Consiglio questo libro perchè “le lezioni del passato non vanno mai dimenticate”, è fondamentale ricordare la storia e le azioni crudeli e inumane che sono state eseguite dai nostri simili.
Buona lettura 📚!!amore, book, casa editrice Sonzogno, consigli lettura nazismo, consigli lettura seconda guerra mondiale, discriminazione razziale, dolore, ebrei, educazione nazista, Führer, Ilibriinmansarda, La figlia del Reich, libri, Lipsia, Louise Fein, morte, nazismo, pagine, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, Sonzogno -
“Le furie di Venezia” di Fabiano Massimi

Titolo: Le furie di Venezia
Autore: Fabiano Massimi
Casa Editrice: Longanesi Editore
Collana: La Gaja Scienza
Edizione: 2
Data uscita: 20 Agosto 2024
Pagine: 400
Genere: Romanzo giallo storicoVenezia, 1934
Una donna che potrebbe rovesciare le sorti di Mussolini.
Un figlio da trovare e salvare.
Un azzardo disperato per cambiare il corso della storia.<<Verso quell’isola>> rispose Mutti, e virò a sua volta, sempre tenendosi a debita distanza. Quando vide il motoscafo rallentare puntando verso un alto edificio proteso sul bordo di un’isola, anche lui tolse gas al barchino.
<<C’è un molo>> disse Sauer, che tra i due aveva la vista migliore.
<<Lo vedo>> mentì Mutti. <<Mi fermo qui>> aggiunse, dato che Mussolini attaccava proprio a quel molo. <<C’è qualcuno o sbaglio?>>
Un uomo vestito di bianco da capo a piedi, con indosso una sorta di mantello che svolazzava alla brezza lagunare, stava in effetti attendendo il Duce su un pontile, le gambe larghe, le braccia conserte. In testa non aveva un capello, e qualcosa gli brillava al centro del petto.
Il motoscafo spense il motore. L’uomo in bianco si allungò a raccogliere la cima e la legò all’ormeggio. Poi la stessa figura che avevano visto uscire da Palazzo Bembo sbucò dallo sportello, strinse una mano al suo esiguo comitato di benvenuto. Poche parole e i due si incamminarono rapidi verso un portale in pietra, sparendo alla vista.
<<Ma dove siamo?>> chiese Mutti, guardando l’isola scura con una strana ammirazione.
<<Non lo so>> disse Sauer. <<Ma lo scopriremo.>>“Le furie di Venezia” è una storia romanzata, di fatti storici realmente accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale, che mettono in evidenza la figura di Mussolini e il suo torbido passato.
La narrazione si suddivide in due parti: la prima, ambientata a Venezia nel 1934 e, la seconda parte, ambientata a Milano nel 1942.
Nella prima parte del libro, il lettore si ritroverà in Piazza San Marco per assistere al primo incontro pubblico tra Mussolini e Hitler. Piazza San Marco è piena di camicie nere, pronte ad accogliere il Duce e Hitler… Tra la folla, c’è anche l’ex soldato della Somme, l’ex commissario di polizia di Monaco, Siegfried Sauer e il suo compare Mutti, che hanno raggiunto la città di Venezia per unirsi alla resistenza antifascista.
Siegfried Sauer è un uomo intelligente, che sul punto di morte della sua amata, le aveva fatto una promessa. Ora, Sauer è a Venezia per rispettare proprio quella promessa e, per sventare il pericolo di un’alleanza tra Italia e Germania che provocherebbe una guerra devastante.
Sauer e i suoi compari, avevano architettato un piano per colpire Mussolini e Hitler in Piazza San Marco, servendosi delle abilità da cecchino di Sandor Baraly, amico di Sauer dai tempi della guerra.
Ma il loro piano non può essere eseguito perchè Mussolini, da uomo astuto, si era affacciato alla folla da solo, lasciando Hitler dalla parte opposta, in un palchetto da solo.
Ma proprio la notte di Venerdì 15 Giugno 1934, Sauer e Mutti vedono Mussolini che si dirige in gran segreto su un motoscafo nella laguna.
Sauer e Mutti decidono di seguirlo e vedono il Duce, attraccare a un pontile buio… Mussolini viene accolto da un uomo in camice bianco, ed insieme entrano in un edificio che costeggia l’intera isola.
Perchè il Duce si è diretto su quest’isola?
Chi è l’uomo con il camice bianco?
Quale è il mistero che si cela dietro quell’edificio?<<San Clemente. Deve essere l’isola di San Clemente.>>
<<E cosa ospita?>> […]
<<Da più di un secolo l’hanno trasformata in un manicomio.>>
<<Un manicomio.>> ripetè Mutti.
Livio annuì. <<Un manicomio femminile.>>Sauer e Mutti decidono di indagare e scoprono che si tratta dell’isola di San Clemente, un tempo un monastero e oggi, trasformata in un manicomio femminile.
Ed è proprio nel manicomio di San Clemente, che è rinchiusa una paziente misteriosa di nome Ida Dalser. Ida Dalser aveva conosciuto Mussolini quando era direttore del suo giornale “L’Avanti!”, prima che diventasse per gli italiani “il Duce”. Mussolini, che ai tempi non aveva nessuna notorietà e prestigio, aveva sposato Ida Dalser.
Adesso, Ida Dalser si ritrova nel manicomio di San Clemente a rivelare ai dottori la sua storia: la storia dell’amore tra lei e Mussolini, ma anche la storia dell’erede illegittimo, Benito Albino Dalser.
Chi è veramente Ida Dalser?
E’ veramente, la prima e unica legittima moglie di Mussolini, come raccontava lei?<<E quando avete scoperto la parentela tra Bernardi e…>>
<< …e Mussolini? Ah, giusto il tempo di aprire bocca e ci informò lui stesso. Lo diceva a tutti, conoscenti o sconosciuti, amici o nemici. Era il suo argomento preferito. Il figlio del Duce! L’erede defraudato! Intratteneva le tavolare con la sua vita sventurata, il collegio infernale, il tutore malvagio…>>
Sauer si stupì della notizia. <<Vuole dire che andava in giro a raccontarlo?>>
<<Sì, sì. Raccontava tutto. Sua madre era stata la prima moglie di Mussolini. Lui era nato prima del primogenito ufficiale. Avevano messo lei in manicomio e rapito lui. Bernardi il cognome, gli veniva da un tirapiedi del gran capo. Se l’era preso in casa da bambino e l’aveva avviato alla carriera militare per toglierlo di torno.>>E’ così che la narrazione si sposta a Milano nel 1942, nel Manicomio di Mombello. Il lettore conoscerà la “nuova” voce narrante, un uomo di nome Fausto Armeni, che ha dovuto far rinchiudere sua moglie nel Manicomio di Mombello.
Ma è proprio grazie a Fausto Armeni, che Sauer e Mutti scopriranno che al Manicomio di Mombello, risiede un paziente speciale, l’erede illegittimo del Duce: Benito Albino Dalser.
Riusciranno ad entrare in contatto con Albino?
Che cosa scopriranno Sauer e Mutti?Eppure è accaduto.
Eppure è accaduto.
Ecco allora le mie ultime parole .
Tutto questo è successo davvero.
Non lasciate che succeda di nuovo.
Non lasciate che sia dimenticato.Lo scrittore Fabiano Massimi, dopo il successo ottenuto con “L’angelo di Monaco” (Longanesi, 2020), “I demoni di Berlino” (Longanesi, 2021) e “Se esiste un perdono” (Longanesi, 2023), pubblica “Le furie di Venezia” concentrandosi sulla figura poco conosciuta di Ida Dalser, la prima moglie di Benito Mussolini.
Mussolini ai tempi, ha cercato con ogni mezzo di nascondere la verità, facendo rinchiudere Ida Dalser e, allontanando, nascondendo suo figlio, dato che si era risposato con una donna di nome Rachele, che le aveva dato un erede. Mussolini non poteva permettere di compromettere la sua immagine pubblica agli occhi degli italiani, ovvero un uomo bugiardo, egoista e cattivo, che si era risposato, ripudiando Ida Dalser e suo figlio.
I temi trattati sono il fascismo, il nazismo, la propaganda del Regime fascista, l’alleanza tra Italia-Germania, il manicomio e le terribili condizioni, “terapie” utilizzate, gli interessi personali, la verità, i figli e l’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, coinvolgente, emozionante e pieno di segreti, misteri da risolvere, insieme ai protagonisti.
Il lettore si ritroverà immerso nella storia, grazie a una narrazione coinvolgente e piena di suspence, di misteri su questioni poco conosciute, che spingerà il lettore a domandarsi: davvero, Mussolini aveva sposato Ida Dalser? Davvero, Albino era suo figlio?
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura dello scrittore Fabiano Massimi di descrivere i personaggi sia dal punto di vista fisico, sia psicologico.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere non il solito romanzo ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, vi ritroverete intrappolati nella storia ambientata tra Venezia e Milano, alla scoperta di Ida Dalser e del passato oscuro di Mussolini. Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro originale, coinvolgente che racconta episodi storici realmente accaduti e poco noti, durante il periodo del fascismo.
E voi conoscevate la storia di Ida Dalser?
Avete letto i libri precedenti di Fabiano Massimi?
Fatemelo sapere nei commenti,
Buona lettura 📚📚!!Albino Mussolini, amicizia, amore, book, casa editrice Longanesi +, Fabiano Massimi, fascismo, Ida Dalser, Le furie di Venezia, libri, Longanesi, Longanesi editore, manicomi, Mussolini, nazismo, pagine, prima moglie Mussolini, propaganda fascista, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, seconda guerra mondiale -
“L’amico ritrovato” di Fred Uhlman

Titolo: L’amico ritrovato
Autore: Fred Uhlman
Traduttore: Mariagiulia Castagnone
Casa Editrice: Universale economica
Data uscita: 27 Dicembre 2012
Pagine: 92
Genere: Romanzo classicoTutto ciò che sapevo, allora, era che sarebbe diventato mio amico. Non c’era niente in lui che non mi piacesse. In primo luogo il suo nome glorioso che lo distingueva ai miei occhi da tutti gli altri, von compresi. […] Poi il portamento fiero, i suoi modi, la sua eleganza, la bellezza del suo aspetto – e chi avrebbe potuto restare indifferente? – mi facevano pensare a buon diritto che avessi finalmente trovato qualcuno che corrispondeva all’ideale d’amico da me vagheggiato.
Il libro è ambientato in Germania nel 1933, racconta una bellissima storia d’amicizia tra due ragazzi di sedici anni. Il protagonista che racconta la storia si chiama Hans, figlio di un medico ebreo che frequenta il Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda, il liceo più famoso di Württemberg. Hans non ha amici a scuola, ma un giorno, arriva in classe un nuovo alunno, diverso dagli altri che si chiama Konradin, il conte di Hohenfels. Konradin appartiene a una delle famiglie più altolocate e importanti della città, sostenitrici della corrente nazista.
Sin dal primo istante, Hans desidera diventare amico di Konradin, e inizia ad attuare un piano per farsi notare. I due ragazzi, seppur di origini e ideologie diverse, diventano amici, e lo scrittore mette in mostra gli effetti della manipolazione nazista nei ragazzi giovani.
Hans e Konradin vivono la loro amicizia tra i banchi di scuola, ma l’ideologia nazista inizia a essere sempre più presente e le loro strade si separano.L’autore Fred Uhlman con “L’amico ritrovato”, si è ispirato ai luoghi e agli ambienti della sua adolescenza, per raccontare una bellissima e commuovente storia d’amicizia tra due ragazzi di sedici anni durante il nazismo, che nonostante le differenze sociali e culturali stringono una forte amicizia.
La loro amicizia verrà messa a dura prova dal nazismo… con un finale che lascerà senza fiato il lettore!!
I temi trattati sono l’ideologia nazista, la tolleranza, le conseguenze del regime nazista sulle persone, i pregiudizi, l’esclusione, il razzismo e i loro effetti e l’amicizia forte e duratura, in grado di scavalcare ogni barriera sociale e culturale.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, semplice ed emozionante. Questo libro può essere letto da grandi e piccini, in particolare, ritengo che sia fondamentale per i/le ragazzi/e che frequentano la scuola media e prima liceo, come lettura integrante ai libri di testo scolastici.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni psicologiche inserite dall’autore, che permettono al lettore di entrare in empatia con i protagonisti.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un grande classico, ambientato durante il nazismo, che racconta una bellissima e toccante storia d’amicizia. Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che frequentano le scuole medie/prima liceo, per conoscere e comprendere a fondo la manipolazione e l’ideologia nazista.
Buona lettura 📚📚!!amore, book, discriminazioni, dolore, ebrei, Feltrinelli, Feltrinelli editore, Feltrinelli universale economica, Fred Uhlman, giornata della memoria, Ilibriinmansarda, L’amico ritrovato, libri, libri su ebrei, nazismo, pagine, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, seconda guerra mondiale, Universale economica -
“Aggiustare l’universo” di Raffaella Romagnolo

Titolo: Aggiustare l’universo
Autore: Raffaella Romagnolo
Casa Editrice: Mondadori
Collana: Scrittori Italiani e stranieri
Data uscita: 29 Agosto 2023
Genere: Romanzo contemporaneoAddossato a una rete metallica lacerata in due punti, qualcosa che luccica. Incuriosita, Gilla si accuccia e scopre che si tratta di un planetario meccanico, un ingegnoso prototipo del sistema solare di metallo e cartapesta, la manovella per il moto di rivoluzione, i pianeti dipinti a tempera, la base con i segni zodiacali disegnati a filo d’oro. Stringe gli occhi a fessura, mentre la tiritera del direttore si allontana. Che bellezza, pensa. Se solo non fosse tutto ammaccato, i braccetti storti, inutile. Alla svelta raggiunge la testa della colonna. <<Posso prenderlo?>> chiede.
Tornata nella soffitta di vico Luna, sistema il planetario sul tavolo della cucina. Sfoglia il libro di scienze dell’istituto magistrale finché trova la doppia pagina dedicata all’universo. Mercurio e Marte sembrano a posto. Venere manca. I braccetti di Urano e Nettuno somigliano ad arti innaturalmente rovesciati. Di Plutone manca anche il supporto e Gilla si convince che il modello sia stato costruito prima che il pianeta più piccolo del sistema solare venisse scoperto. Saturno c’è, ma ha perso gli anelli. Il braccetto di Giove è piegato in due punti, così che la traiettoria metallica del pianeta più grande ostacola quella degli altri. La Luna è rotolata chissà dove.
La Terra è spaccata a metà. […]
Tiene a bada i pensieri studiando il meccanismo, immaginandone la struttura interna. Adora immergersi negli ingranaggi. Ha imparato dal padre orologiaio. Stesse mani d’oro. Un sollievo, ma il passato è lì che aleggia.Il libro è ambientato tra Genova e Borgo di Dentro, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. In “Aggiustare l’universo” la scrittrice unisce due storie, molto profonde e commuoventi: la storia della maestra Virgilia, soprannominata da tutti “Gilla” e, quella di una bambina di nome Francesca Pellegrini.
La narrazione inizia ad Ottobre nel 1945, l’anno scolastico comincia in ritardo a causa della fine della Seconda Guerra Mondiale, che ha provocato distruzione, macerie e cicatrici profonde nelle persone, difficili da nascondere. Virgilia è una maestra di ventidue anni, genovese, che insieme ai suoi genitori ha dovuto abbandonare la sua città, devastata dalle macerie per recarsi in un paesino dell’appenino ligure, Borgo di Dentro.Nelle settimane successive Genova diventa una trappola. La Royal Air Force torna a bombardare il centro la notte del 6 e quella del 7 Novembre 1942. Colpiti i quartieri orientali, Villa Pallavicini, le acciaierie Ansaldo, la chiesa di Santa Chiara e ancora quella dell’Annunziata. […] Quartieri ridotti in macerie. Il 13 Novembre tocca a Sampiardarena, all’ospedale Galliera, alla loggia dei Mercanti. Il 15 Novembre al porto, a Carignano e alle chiese di Cosma e Damiano e di San Siro.
La madre di Gilla passa le giornate a caccia di cibo. Gilla si divide tra le poche lezioni che è possibile fare e i soccorsi. Non tutte le macerie vengono rimosse alla svelta. I cumuli puzzano di disinfettante e carne putrefatta. L’orologiaio decide che è arrivato il momento di contare i risparmi e abbandonare la città. <<Ho un conoscente a Borgo di Dentro. E’ disposto ad ospitarci. L’affitto è alto ma ce la facciamo. In campagna c’è da mangiare e forse non bombardano>> dice a colazione. Le due donne si guardano. Poi stremate, acconsentono.Ma Gilla continua a pensare al suono delle sirene, ai bombardamenti, alle macerie e ai corpi senza vita, di tutte quelle persone che per scappare delle bombe sono morte schiacciate all’interno di una galleria a Genova.
A Borgo di Dentro, Gilla conosce alcuni membri della Resistenza partigiana, e diventa la loro staffetta. E’così che Gilla conosce Michele, uno studente di medicina che ha dovuto interrompere gli studi e che adesso, aiuta i partigiani grazie alle sue competenze mediche. Gilla si innamora di Michele, della sua dolcezza e umanità e vivono il loro amore in gran segreto.
Ma un giorno, Michele insieme ad altri partigiani, vengono catturati, torturati e uccisi dai nazisti della Wermacht e dai fascisti della Repubblica Sociale. Gilla si ritrova ad assistere a questa scena brutale e, dovrà superare il dolore di aver perso per sempre il ragazzo che amava.
L’Italia è libera grazie ai russi, la guerra è terminata e i genitori di Gilla ritornano a Genova, la loro città natale… ma Gilla decide di restare ancora a Borgo di Dentro.
E’ così, che Gilla accetta il suo primo vero incarico come insegnante presso una scuola elementare per l’anno scolastico 1945-1946, il primo dopo la guerra.
Gilla ha ventitré allieve di quinta elementare a cui deve insegnare, un compito molto difficile, dopo la fine della guerra. Al suono della prima campanella, Gilla si ritrova ventitré bambine, ventitré bambine che proprio come lei, cercano di sfuggire ai traumi della guerra. Ma proprio in prima fila, è rimasto un posto vuoto. La bambina a cui è destinato raggiunge la classe poco dopo, accompagnata dalla bidella e da un biglietto del direttore.Francesca Pellegrini, 10 anni.
Da gennaio ospite orfanotrofio Sant’Anna.
Molto bene ortografia, calligrafia, aritmetica, geometria.
Non parla.Che significa “non parla?” Gilla solleva lo sguardo, suora e bambina sono scomparse.
La bambina si chiama Francesca Pellegrini, vive in orfanotrofio, è molto brava a scuola ma non parla.
Gilla capisce che Francesca ha un trauma causato dalla guerra, i suoi occhi sono colmi di tristezza, paura, di chi si trova solo in un mondo cui non appartiene.
In realtà, la bambina non si chiama Francesca Pellegrini ma Ester, una bambina ebrea che si è dovuta allontanare dalla sua famiglia per le discriminazioni e persecuzioni contro gli ebrei.
Ester viveva a Casale Monferrato insieme alla sua famiglia, ma le leggi razziali promulgate nel 1938, hanno stravolto la vita di tutti gli ebrei. E’ così che Ester, si ritrova nell’orfanotrofio di Borgo di Dentro, senza aver nessuna notizia dei genitori e con la paura di parlare.
L’ultimo ricordo felice di Ester, è una gita sul Po insieme ai suoi genitori. E anche se Ester non ha più notizie dei suoi genitori, lei continua a sperare di rivederli.
Gilla ha intuito cosa nasconde la bambina, sa che per riparare ciò che si è rotto ci vuole tempo e pazienza. Ed è con la stessa pazienza, che ogni sera, Gilla ripara un vecchio planetario meccanico, immaginando di spiegare alle sue alunne i vari pianeti.
Riuscirà Gilla a curare le sue ferite e quelle di Ester?Il vecchio viene avviato nella zona della banchina dove alla spicciolata sta convergendo il grosso dei prigionieri.
Abram fa per raggiungerlo, ma lo spingono verso un gruppetto radunato dalla parte opposta. Si ribella. Un soldato lo colpisce al fianco, lo obbliga a rialzarsi, lo trascina dove gli hanno ordinato di stare. Abram cerca con gli occhi il padre ma non lo vede più.
Solo in questo momento si guarda intorno. Maschi. Giovani maschi. Pochi. Lui è uno dei più vecchi.<<Fuori è pericoloso. Le persone sono cattive>> gli dice Ester. Ha il pianto in gola. Gilla pensa che la bambina abbia ragione. Le persone possono essere molto cattive là fuori, qualche volta, è l’inferno. […]
<<Vivere è correre rischi>> le sussurra. […]
<<Quando vogliamo bene a qualcuno non possiamo rinchiuderlo. Neanche per tenerlo al sicuro.>>La scrittrice Raffaella Romagnolo con “Aggiustare l’universo”, libro finalista del Premio Strega 2024, mostra al lettore le atrocità del fascino, ambientate nella bellissima città di Genova, distrutta a causa degli incessanti bombardamenti. “Aggiustare l’universo” racconta la storia di Gilla ed Ester, una storia di dolore, rinascita, due storie apparentemente diverse ma parallele, che finiscono per incontrarsi. La storia è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale e la fine della guerra, che mette in luce i traumi causati dalla devastazione del conflitto.
I temi trattati sono la persecuzione degli ebrei, le leggi razziali, i campi di concentramento, la libertà, i traumi, il dolore, la morte, l’insegnamento, Genova e il coraggio, la pazienza della maestra Gilla di aggiustare il planetario, sé stessa e la bambina Ester.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, la narrazione si alterna dal racconto della storia di Gilla e della famiglia di Ester Sacerdoti, a numerosi racconti storici, in cui la scrittrice riporta le norme varate in quegli anni contro gli ebrei.Nella prima, ciò che agli ebrei non è consentito. Prestare servizio militare. Far da tutore, Possedere terreni, fabbricati, aziende utili alla difesa nazionale. Avere domestici ariani.
Nella seconda, i luoghi dove gli ebrei non possono più stare. Il Partito, le banche, le assicurazioni, gli enti pubblici. Un rigurgito acido in bocca. L’avvocato scarta una mentina e prende a succhiarla.
I disegni sono in bianco e nero, il tratto è rapido. Le didascalie ci sono, ma non serve saper leggere: il contenuto lo capirebbe anche un bambino. I fumetti non sono forse roba da bambini?I personaggi sono strutturati bene, grazie allo stile di scrittura semplice ma toccante, utilizzato dalla scrittrice, che permette al lettore di affezionarsi ad ognuno di loro.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia intensa, profonda e commuovente, la storia di Gilla e della famiglia Sacerdoti, distrutte dalla guerra. Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che amano leggere libri storici, a chi desidera approfondire il tema della discriminazione sugli ebrei, a causa delle leggi razziali promulgate in Italia nel 1938.
E come diceva Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” e oggi, lunedì 27 Gennaio 2025, in occasione della Giornata della Memoria, ricordiamo tutti gli ebrei perseguitati e brutalmente uccisi per la stupidità e ignoranza umana.
E’ importante ricordare il passato, analizzarlo e studiarlo per non commettere gli stessi sbagli… perchè non esistono razze superiori o inferiori, ma esiste l’odio e l’ignoranza, che possono prendere il sopravvento e mostrare la cattiveria di un essere umano.
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“Storia in Mi minore” di Francesco Calzoni

Titolo: Storia in Mi minore
Autore: Francesco Calzoni
Casa Editrice: Dialoghi
Collana: Intrecci
Data uscita: 6 Giugno 2024
Pagine: 144
Genere: Romanzo contemporaneoAlzo il volume della radio, perchè a me la musica bassa dà fastidio, ma soprattutto perchè è una canzone che voglio ascoltare bene e cantare a squarciagola, magari per quattro minuti riesco anche a non pensare al motivo di tanta ansia. Certo sarà difficile, visto che è legata a doppio filo con tutta questa storia. E’ il bello e il brutto delle canzoni: non segnano semplicemente un amore, una vacanza, un momento felice o triste; marchiano tutto a fuoco come un tatuaggio invisibile o un livido sulla pelle che non va più via. Quindi, quando ci si trova a dover scegliere la colonna sonora del momento, è meglio che sia una bella canzone, perchè tornerà nella nostra vita a intervalli più o meno regolari, così come le sensazioni che porterà con sé.
Il protagonista del libro si chiama Gino, un ragazzo di trent’anni che si ritrova a dover risolvere una strana e complicata situazione sentimentale. Gino si è lasciato da poco con Giulia, una ragazza bellissima, la classica “figlia di papà”; ma un giorno rimane colpito dalla bellezza e dalla dolcezza di Caterina.
Gino è un ragazzo romantico a cui piace complicarsi la vita, crede fermamente nel valore dell’amicizia e nel rispetto per le persone. Ed è insieme ai suoi amici che trascorre le sue giornate, in compagnia di una bottiglia di birra e una playlist.Essere amico di qualcuno significa rappresentare uno dei suoi punti cardinali, in quanto tale, rimanere saldi. Ma per fare questo bisogna essere sicuri del posto da cui si viene e dalla strada finora percorsa.
Proprio nel momento, in cui Gino inizia a provare qualcosa per Caterina, torna nella sua vita la sua ex Giulia, determinata a ricostruire il loro rapporto. Gino è confuso, da un lato c’è la sua ex Giulia, la loro relazione era terminata perchè si lasciava manovrare dal padre benestante e dall’altro lato, invece c’è Caterina, una ragazza fidanzata ma per Gino potrebbe essere la possibilità di un nuovo inizio, un nuovo amore.
Gino sente di essere arrivato a un’età in cui ogni decisione ha un peso e, ha paura di scegliere… ma prima o poi, bisogna scegliere e lasciar andare il passato.
Lasciatevi travolgere dalla storia di Gino e dei suoi amici, tra domande sulla vita, bottiglie di birra, canzoni e playlist, il lettore si ritroverà a pensare al valore dell’amicizia e della vita.
Riuscirà Gino a seguire il suo cuore?Nella vita è la stessa cosa, ci sono decisioni che pesa prendere, azioni che spaventano e che si vorrebbe rimandare all’infinito nella speranza che il problema svanisca da sé o che si presenti un’occasione migliore.
A un certo punto però capisci che devi solo buttarti al centro del palco, improvvisare all’inizio e andare avanti così come viene, a volte seguendo il copione, a volte andando a braccio. Si rinuncerà a qualcosa, è inevitabile, ma sempre e solo per un bene superiore e duraturo.Lo scrittore Francesco Calzoni dopo il successo ottenuto da “Il Re ha parlato” e “La trasfigurazione mediatica di Chiara Maffei”, pubblica “Storia in Mi minore”, la storia di Gino e dei suoi amici nella loro vita quotidiana. Non è solo la storia di Gino e dei suoi amici, è la storia di ogni lettore che si ritroverà a immedesimarsi in Gino, Leone, Gianni e tutti gli altri, pensando alla propria vita e all’importanza di fare delle scelte.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, diretto, emozionante e divertente, arricchito da molte citazioni musicali che il lettore dovrà indovinare nel corso della lettura.
I temi trattati sono i viaggi, il lavoro, la società, le apparenze, la vita, le decisioni, la musica, l’amore e l’amicizia.
I personaggi sono strutturati bene, lo scrittore Francesco Calzoni non si concentra nel descrivere minuziosamente l’aspetto fisico dei suoi personaggi, in questo modo sarà più facile per il lettore sovrapporre la propria faccia. Lo scrittore, sceglie di concentrarsi maggiormente sulle descrizioni psicologiche e caratteriali dei personaggi, in modo da far avvicinare il lettore a Gino, Leone, Gianni e tutti gli altri.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia fondata sul valore dell’amicizia e dei sentimenti, a chi desidera ritrovare la propria strada e a chi sta attraversando una relazione sentimentale complicata.
Ringrazio lo scrittore Francesco Calzoni per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di identificarmi nella storia di Gino e dei suoi amici.
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“Le cose che ci salvano” di Lorenza Gentile

Titolo: Le cose che ci salvano
Autore: Lorenza Gentile
Casa Editrice: Feltrinelli
Collana: Universale Economica
Formato: Tascabile *
Data uscita: 21 Maggio 2024
Pagine: 320
Genere: Romanzo contemporaneoNon possiamo evitare gli ostacoli, né pensare di non fallire mai, ma i nostri limiti sono la nostra ricchezza: ci dicono chi siamo e dove possiamo arrivare se troviamo il coraggio. Raccontano la nostra storia e ci aiutano a scrivere il seguito.
Sbagliamo, a volte per proteggerci, altre per farci spazio, facciamo del male agli altri, spesso a noi stessi, non riusciamo a far andare il passato, manchiamo il presente, perdiamo la speranza nel futuro, ma sappiamo anche ascoltarci, tenderci la mano, credere in un progetto e, magari, provare a realizzarlo. In qualsiasi caso, esserci l’uno per l’altro.
Queste, ora lo so, sono le cose che ci salvano.La protagonista del libro si chiama Gea, una ragazza tuttofare di ventisette anni, che abita in un condominio sui Navigli di Milano. Gea ha avuto un’infanzia molto difficile, è cresciuta in un posto sperduto insieme alla sua famiglia. Suo padre, dopo una brutta delusione a lavoro, si era allontanato insieme alla sua famiglia, in un posto isolato, di nome “La Rocca”.
La Rocca è sempre stato un rifugio per Gea e la sua famiglia… ma non si può vivere con la paura, il terrore di vivere.Il mondo là fuori, ti aspetta. E’ lì per te. Non puoi limitarti a guardarlo dalla finestra. Ogni minuto vissuto nel mondo sarà intenso e prezioso. Potrà essere doloroso, correrai dei pericoli; ma sarà solo la dimostrazione che sei viva. E lo scopo della vita è vivere, non avere paura.
Per questo motivo la protagonista, dopo la morte della madre, trova la forza e il coraggio di lasciare il padre e il fratello per provare a vivere per davvero. E’ così che Gea, si arrangia come tuttofare nel condominio in cui abita.
Gea crede nel riciclo e nel dare nuova vita alle cose che aggiusta e che distribuisce, insieme a pillole per lo spirito -poesie, origami. Gea pratica l’economia circolare di quartiere, un modo per riutilizzare e dar vita alle cose, all’interno del quartiere dove abita che non oltrepassa mai.Buttare è sprecare un’opportunità, spesso la migliore. A cosa possono mai servirmi un mix assortito di cavi connettori? […]
Bè, è proprio questo il punto: tutto può tornare utile prima o poi. Se salvi una cosa, questa un giorno può salvare te.Gea è una ragazza diversa dalla sua età, a causa dell’infanzia difficile ha molte insicurezze e paure, ma non ha amici della sua età. Gea può contare sull’affetto e amicizia di Dalia, una signora di ottant’anni, ma anche dell’amicizia di un ragazzino di tredici anni, che sogna di diventare autista di corriera.
Ciò che accomuna i semi, a prescindere dalla tipologia, è che possiedono tutto il necessario al loro interno. Fin dal principio a vederli possono apparire senza peso, ma si piò star certi che dentro hanno un cuore in cui pulsa ogni cosa che può essergli utile in futuro.
Le persone sono semi. Ognuna ha dentro di sé tutto ciò di cui avrà bisogno al momento opportuno, il suo vero destino ha già sedimentato nell’intimo. Non importa quanto tempo ci vuole: il momento della crescita, alla fine, arriva.Ma un giorno Gea, vede la saracinesca alzata del “Nuovo Mondo”, una vecchia bottega di rigattiere, in cui era stata da bambina insieme alla nonna. Da allora Gea, ha sempre sognato di ritornare nel Nuovo Mondo, anche per rispettare una vecchia promessa… Ma la proprietaria del negozio Dorothy, non c’è più e il Nuovo Mondo è in pericolo, dato che è stato messo in vendita per assenza di eredi, cancellando per sempre l’unico ricordo felice dell’infanzia di Gea.
All’interno del Nuovo Mondo, ci sono ancora molti oggetti antichi, ogni oggetto ha una sua storia e Gea, grazie ad alcune nuove amicizie, cercherà di salvare questo piccolo negozietto di quartiere.
Grazie al Nuovo Mondo, Gea ha la possibilità di mettersi in gioco. di stringere nuove amicizie come con Adelaide, una ragazza madre che si è appena trasferita, insieme alla figlia Aria nel condominio di Gea, per ritrovare la propria libertà e indipendenza, dopo la fine di una relazione tossica, ma anche con Priscilla, un avvocato che sta cercando di modificare il suo lussuoso appartamento per cancellare ogni ricordo del suo ex.Una persona mi ha fatto male davvero, in passato. Voleva che gli appartenessi, mi faceva sentire un’immagine senza contorno. I contorni li disegnava lui per me. All’inizio mi piaceva, mi dava sicurezza. Finalmente mi sentivo qualcuno. Ma poi quei contorni hanno cominciato a starmi stretti, perchè mi imponevano di essere solo quello che decideva lui.
Volevo andare oltre, ridipingerli con i miei colori. Volevo essere anche altro, di più. Ma non mi era permesso. Ero stretta fra le linee che erano state disegnate per me. […]
Ho scelto il colore, ho scelto di sentirmi leggera, ho scelto di esser tutti i personaggi che voglio, di cambiare contorni ogni giorno, se lo desidero. Non voglio più permettere a nessuno di ingabbiarmi, definirmi, possedermi. Io e Aria siamo sole ora. Ma siamo libere e siamo insieme.Per la prima volta Gea, si mette in gioco per salvare il Nuovo Mondo, perchè tutto ciò che salviamo finisce a sua volta per salvare noi, magari dandoci il coraggio di ritagliare il nostro spazio nel mondo.
Riuscirà Gea a salvare il Nuovo Mondo?
Riuscirà Gea a vivere senza paura?La scrittrice Lorenza Gentile dopo il successo di “Le piccole libertà” (Feltrinelli, 2021), pubblica “Le cose che ci salvano”, mostrando al lettore un modo diverso di vivere, proprio come la protagonista della storia.
I temi trattati sono le fragilità, le paure, il riscatto, l’infanzia, l’amicizia, l’amore, le relazioni tossiche, i rapporti con i genitori, il consumismo, l’economia circolare di quartiere e le cose, tutti gli oggetti “vecchi”, che hanno una storia e che grazie alla protagonista, tornano a vivere.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante, profondo, ricco di positività e di spunti di riflessione per il lettore.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono di entrare in empatia con Gea e gli altri personaggi.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro emozionante, in grado di toccare il cuore e l’anima di ogni lettore. Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che hanno un blocco del lettore, la penna della scrittrice vi trasporterà nel mondo di Gea, alla riscoperta di sé e della bontà delle persone.
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“Come l’arancio amaro” di Milena Palminteri

Titolo: Come l’arancio amaro
Autore: Milena Palminteri
Casa Editrice: Bompiani
Collana: Narratori Italiani
Data uscita: 4 Giugno 2024
Pagine: 448
Genere: Romanzo contemporaneoLa data in cui lui è morto. La data in cui lei è nata. Lo stomaco di Carlotta va in frantumi per l’emozione, i battiti fuggono dal cuore, il sangue alle tempie pulsa, le sembra che suo padre sia tornato a cercarla.
La lettura del verbale è immediata e sconvolgente, una verità sconosciuta le brucia gli occhi. Si ferma, prova a ritrovare la calma. Ma ha bisogno di capire, e quella verità è così lontana nel tempo che solo una persona ormai può sapere, spiegare, asserire o negare quello che lì dentro c’è scritto: lo zio Peppino. Ormai della sua famiglia nessuno è sopravvissuto se non lui, lo zio d’adozione, l’unico uomo a cui abbia mai consentito di occuparsi e preoccuparsi per lei.Il libro è ambientato in Sicilia a Saracca (frutto della fantasia della scrittrice Milena Palminteri), Agrigento e Palermo, negli anni ’20 e ’60.
La protagonista del libro si chiama Carlotta Cangialosi, una donna di trentasei anni che vive ad Agrigento, dopo aver ottenuto con il massimo dei voti la laurea in Giurisprudenza, dirige l’Archivio notarile, dove sono conservati tutti gli atti dei notai che non praticano più la professione.Carlotta vive ad Agrigento dove dirige l’Archivio notarile, una sorta di ricovero che conserva gli atti quanto i notai smettono di essere tali. Fu proprio lo zù Peppino che la mandò a Roma a fare il concorso per quel posto. Un impiego statale sicuro, diceva lui; un ripiego, pensava lei. La laurea in Giurisprudenza a pieni voti, Carlotta l’aveva conseguita con il desiderio di fare l’avvocato, ma i tempi erano ancora ostili alle donne che certe professioni se le sentivano in animo. […]
Ma arretrare davanti i maschi le pesò come una condanna. Senza gara, senza demerito non ci fu nemmeno il sapore amaro di una sconfitta.Un giorno Carlotta trova nell’Archivio, un documento pieno di polvere che sconvolgerà tutta la sua vita e le sue certezze. Questo documento, presentato dalla nonna paterna, accusava la madre Nardina Aricò e sua nonna materna Sebastiana, soprannominata da tutti “Bastiana” Aricò, di non aver partorito Carlotta, ma di averla comprata.
Carlotta comincia un’indagine che la porterà a scoprire la sua vera identità. E’ così che il lettore si ritroverà a fare un tuffo nel passato nel 1924, l’anno in cui è iniziato tutto.
Mentre Roma si prepara ad accogliere il fascismo a Sarraca, vive Nardina Aricò, una donna semplice e innamorata di suo marito, il nobile Carlo Cangialosi. Dopo il matrimonio, tutti si aspettavano che Nardina desse alla luce un erede ai Cangialosi… ma Nardina non riusciva a rimanere incinta e, sua madre Bastiana Aricò, decide di risolvere la situazione.
E’ così’ che Bastiana attuerà un piano insieme al campiere Don Calogero, un mafioso, che conosce bene una ragazza di nome Sabedda, un’umile serva, che aspetta un bambino che non potrà sfamare e accudire.
La vita e il destino di queste due ragazze si intrecceranno per colmare i pregiudizi, evidenziando tutte le fragilità dell’animo umano.
“Come l’arancio amaro” con i suoi frutti asperrimi, è l’arbusto più fecondo su cui innestare i dolcissimi sanguinelli, e proprio come l’arancio amaro, questo libro evidenzia il corpo femminile sottomesso, usato, colpevolizzato e pieno di seduzione e procreazione.Sabedda tra le lacrime e il fumo del focolare che le bruciava gli occhi non vedeva più niente. Sconfortata, si sedette mentre i suoi pugni chiusi partivano carichi di rabbia e giungevano al ventre tramutati in carezze. In bocca la saliva e le lacrime erano fiele, i denti legati dall’acido che dallo stomaco voleva venire fuori. Era lei dunque l’arancio amaro, era lei la pianta ‘nzertata e dallo ‘nzerto dentro di lei il frutto più dolce… ora voleva solo che quel figlio fosse il più bello e il più forte di tutta quella malagrazia dei Damelio.
La scrittrice Milena Palminteri esordisce con “Come l’arancio amaro”, ottenendo un’incredibile successo, da oltre 100 mila copie!! Il lettore durante la lettura, si ritroverà a sentire sulla propria pelle il sole, la salsedine, oltre a percepire l’odore degli agrumi e lasciarsi travolgere dagli intrighi e dall’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, emozionante, classico, con molte parole dialettali in siciliano che possono essere un’ostacolo per alcuni lettori che non hanno dimestichezza con il dialetto. Per questo motivo, è stato inserito un glossario alla fine del libro per cercare di aiutare tutti/e coloro che non padroneggiano il dialetto siciliano.
I temi trattati sono il corpo femminile, il matrimonio, le fragilità dell’animo umano, la mafia, la libertà, l’America, le donne e il mondo del lavoro, la verità aspra come l’arancio amaro.
I personaggi sono strutturati bene, molto reali, intensi, in grado di emozionare e coinvolgere il lettore.Carlotta mia,
io dell’arancio amaro conosco solo le spine e ormai non mi fanno più male. Ma il profumo del suo fiore bianco è il tuo ed è quello della libertà.Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano lasciarsi trasportare dalla bellezza e dai colori della Sicilia, una terra arida e ostile, in cui le donne come Bastiana, Nardina e Sabedda, hanno imparato a guardarsi le spalle da tutti, amici e nemici.
Lasciatevi travolgere dalla storia di Sabedda, Nardina, Bastiana e Carlotta, sono sicura che non ve ne pentirete!!
Buona lettura 📚📚!!amore, Bompiani, book, casa editrice Bompiani, Come l’arancio amaro, Deborah Carraro, donne, Ilibriinmansarda, lerecensionidiDeborah, libertà, libri, Milena Palminteri, oltre 100 mila copie, pagine, pregiudizi, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, Romanzo contemporaneo, Sicilia -
“La maestra del vetro” di Tracy Chevalier

Titolo: La maestra del vetro
Autore: Tracy Chevalier
Traduttore: Massimo Ortelio
Casa Editrice: Neri Pozza
Collana: I narratori delle favole
Data uscita: 17 Settembre 2024
Pagine: 400
Genere: Romanzo storicoLa Città d’Acqua è senza età. Venezia e le isole che ha intorno danno l’impressione di essere fuori dal tempo. E forse lo sono. Venata di canali, la città è costruita su pali di legno della laguna, e la sua immagine e molta della sua squisita architettura sono rimaste immutate per centinaia di anni.
Oggi le barche vanno a motore, ma il tempo sembra scorrere a una velocità diversa dal resto del mondo. […]
E’ sorprendentemente difficile valutare la velocità con cui scorre il tempo, se si muove più velocemente per gli altri che per te. Te ne accorgeresti, se in un luogo tutti gli orologi si muovessero a una velocità diversa da quella di un altro? O se gli artigiani della Città d’Acqua e dell’Isola di Vetro invecchiassero più lentamente che nel resto del mondo?Il libro racconta la storia della famiglia Rosso, maestri del vetro di Murano. Murano è la famosa “città del vetro”, che segue la tradizione antica del vetro che ha visto sorgere intere generazioni di vetrai.
La narrazione si protrae per ben cinque secoli, dal 1486 al 2019: dagli anni del Rinascimento, alla peste, all’Illuminismo, con i grandi pensatori come Rousseau, Locke, Voltaire, le due grandi rivoluzioni (Americana e Francese), la Grande Guerra e la narrazione termina ai giorni nostri, nel 2019, mostrando al lettore i grandi cambiamenti della famiglia Rosso e di Venezia.
Immaginatevi di essere:Sulla riva settentrionale di Venezia, davanti all’isola di Murano, a mezz’ora di gondola sulla laguna. […]
Siamo nel 1486, all’apice del Rinascimento, e Venezia gode della sua posizione al centro dei commerci dell’Europa e di gran parte del mondo conosciuto. Viene da pensare che la Città d’Acqua sarà ricca e potente per sempre.
Orsola Rosso ha nove anni. Vive a Murano, ma ancora non lavora il vetro…Orsola Rosso è una bambina di nove anni, figlia di Lorenzo Rosso un uomo semplice, con una propria bottega tradizionale dove lavora il vetro. Dalla sua bottega escono bicchieri, brocche e scodelle, cose semplici ma curate nei minimi dettagli.
La bottega dei Rosso aveva garzonetti che alimentavano il fuoco e spazzavano il pavimento, tenevano in ordine gli attrezzi e andavano a prendere l’acqua per spegnere la sete incessante dei lavoranti. Dopo cinque anni diventavano garzoni, e servivano per altri sei come apprendisti, imparando il mestiere da Lorenzo e Paolo.
Quando Orsola aveva diciassette anni, suo padre Lorenzo Rosso ebbe un brutto incidente in bottega, mentre con i suoi uomini stavano lavorando un tubicino di vetro a filigrana. Una scheggia di vetro era finita nel collo di Lorenzo Rosso, causandone la morte.
Da quel momento, la bottega passò nelle mani di Marco, il figlio maggiore di Lorenzo. Marco è sempre stato un ragazzo con un carattere difficile, non è mai stato bravo nel lavorare il vetro come il padre o il fratello minore, ma doveva assumersi la responsabilità di proseguire la tradizione di famiglia.
Su consiglio della madre Laura Rosso, Orsola decide di chiedere aiuto a Maria Barovier, una donna forte, intelligente che è riuscita a dimostrare agli uomini la sua bravura nel lavorare il vetro.
Maria aveva il talento e il genio dei Barovier, da sempre artisti, artigiani e imprenditori di Murano.La vetreria Barovier era simile a quella della famiglia di Orsola, anche se la loro era più piccola e Lorenzo Rosso esigeva che fosse sempre tutto pulito e in ordine. […]
Ogni bottega aveva uno stile diverso, dettato dal carattere del maestro. […]
I Barovier erano le stelle più fulgide nel cielo dei vetrai. Da quel caos, Angelo Barovier, padre di Giovanni, aveva ricavato innumerevoli invenzioni, fra cui il cristallo veneziano -che aveva trasformato il lavoro di tutti a Murano, quando agli altri maestri era stato concesso di copiarlo- e il calcedonio, un vetro che somigliava alla pietra dura che porta lo stesso nome. Inoltre erano stati i Barovier a ideare la tecnica che consentiva di tirare il vetro in lunghi steli, adoperati ormai da tutti i maestri per le decorazioni di calici, lampadari e vassoi.Maria Barovier è conosciuta da tutti per le sue meravigliose perle, in particolare per aver inventato “la rosetta”, una perla particolare derivata da canne forate composte, come le murrine.
Maria Barovier capisce che i Rosso stanno attraversando un periodo economico molto difficile e decide di aiutare questa ragazza. Per prima cosa Maria, consiglia ad Orsola di creare degli oggetti più semplici, senza tanti fronzoli e di proseguire con i rapporti commerciali con Klingenberg.
Klingenberg è un uomo molto colto, di origini tedesche, ed è grazie a lui che i Rosso, sin dai tempi del padre, vendevano una parte dei loro manufatti.
Ma Maria Barovier, consiglia ad Orsola di recarsi dalla cugina Elena Barovier, che le avrebbe insegnato a fare le perle.
Orsola sarà sempre grata a Maria, una donna dotata di una forza unica, che la farà avvicinare al mondo delle perle. Grazie a Elena Barovier, Orsola impara a fare le perle diventando sempre più brava, creando una propria rete di affari grazie a Klingenberg.
Nelle vene di Orsola, scorre il sangue dei Rosso e dimostra una grande passione per il vetro sin da subito. Orsola non può lavorare nella bottega di famiglia in quanto donna, ma con coraggio si dedica alla creazione delle perle, dapprima di nascosto, al lume della cucina, e poi apertamente, ma sempre in lotta con la famiglia, le consuetudini e i pregiudizi.
Nel corso dei secoli i Rosso, vivranno straordinari trionfi creativi e perdite strazianti, a causa della terribile epidemia di peste, ma il tempo nella laguna si muove lentamente come il vetro fuso, e il dono di Orsola, continuerà a brillare, all’apparenza delicato come le sue creazioni, in realtà indistruttibile.
Le perle sono per Orsola, tutto il suo mondo, capaci di curare e guarire un cuore spezzato. Orsola si era innamorata di Antonio Scaramal, un veneziano, figlio di pescatori che era diventato il loro garzone.
Antonio era molto bravo a lavorare il vetro, creava dei candelabri meravigliosi, con dei delfini in rilievo. Ma Antonio era un veneziano, figlio di pescatori e la famiglia dei Rosso si oppone a questa unione.
Non sarà facile per Orsola superare la partenza di Antonio… ma le sue perle, saranno la sua salvezza.
Una storia che unisce arte, storia, cultura e bellezza del nostro paese, con una donna determinata, forte e coraggiosa come Orsola Rosso.<<Il vetro è difficile da addomesticare.>>
<<Per questo mi piace>> replicò Maria Barovier. <<E’ un’amante imprevedibile. Segue solo le sue leggi. […] Non ci sono donne nell’arte del vetro perchè i nostri lavori devono essere perfetti per essere accettati dagli uomini. Ma nel vetro la perfezione non esiste.
<<Voi però siete maestra in quest’arte.>>
Maria Barovier si strinse nelle spalle. <<Io sono un’anomalia. L’eccezione che conferma la regola. Ma temo che ci vorrà molto tempo prima che le donne siano accolte nel nostro mondo.>>La scrittrice Tracy Chevalier dopo l’incredibile successo con “La ragazza con l’orecchino di perla” (Neri Pozza, 2000), ha pubblicato molti romanzi di successo come “Quando cadono gli angeli” (Neri Pozza 2002), “La dama e l’unicorno” (Neri Pozza 2003), “L’innocenza” ( Neri Pozza 2007), “Strane creature” (Neri Pozza 2009), “L’ultima fuggitiva (Neri Pozza 2013), “I frutti del vento” (Neri Pozza 2016) e “La ricamatrice di Winchester” (Neri Pozza 2020).
Quest’anno Tracy Chevalier pubblica “La maestra del vetro”, una storia che racconta le tradizioni antiche di Murano, città conosciuta per gli artigiani del vetro. Sarà un vero e proprio viaggio nel tempo per il lettore, un viaggio tra il 1400 fino ai giorni nostri, arricchito dallo stile unico di Tracy Chevalier, pieno di descrizioni sui luoghi e avvenimenti storici.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, profondo, emozionante, poetico, la scrittrice Tracy Chevalier, descrive minuziosamente i luoghi e gli avvenimenti storici, in cui è narrata la storia.
I temi trattati sono l’arte, la cultura, le tradizioni, la bellezza, la storia, la morte, la città di Murano, l’arte del vetro, le donne, la società, l’amore e il destino.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite della scrittrice, che permettono al lettore di entrare in empatia con la famiglia dei Rosso e non solo.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un romanzo storico ambientato tra il 1400 e i giorni nostri, a chi desidera leggere un libro pieno di cultura, di arte, in cui la protagonista Orsola Rosso, una donna forte e coraggiosa, decide di affrontare la società maschile per seguire la propria passione.
Buona lettura 📚📚!!1400, 2019, amore, book, casa editrice Neri Pozza, città di Murano, destino, donne, famiglia Rosso, Ilibriinmansarda, Illuminismo, La maestra del vetro, La ragazza con l’orecchino di perla, libri, maestri del vetro, Murano, Neri Pozza, pagine, peste, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, Rinascimento, Rosso, società, Tracy Chevalier, vetro Murano -
“Finché il caffè è caldo” di Toshikazu Kawaguchi

Titolo: Finchè il caffè è caldo
Autore: Toshikazu Kawaguchi
Traduttore: Claudia Marseguerra
Casa Editrice: Garzanti
Collana: Edizioni speciali
Data uscita: 1 Novembre 2024
Pagine: 192
Genere: Romanzo contemporaneoIl caffè aveva acquisito una certa fama, con lunghe code ogni giorno, grazie alla storia dei viaggi nel tempo. Ma per colpa delle rigide regole da seguire non si riusciva mai a trovare nessuno che fosse davvero tornato nel passato.
La prima regola era: Una volta tornato nel passato, potrai incontrare solo le persone che sono state nel locale. […]
Un’altra regola era: Una volta tornato nel passato, non puoi fare niente per cambiare il presente.In Giappone c’è una caffetteria speciale, aperta da più di cento anni, che secondo una leggenda, permette a chi lo desidera, di tornare indietro nel passato. Ma non è così facile tornare nel passato, perchè ci sono alcune regole da seguire e da rispettare.
Ecco le cinque regole da seguire:
1) Sei in una caffetteria speciale.
C’è un unico tavolino e aspetta solo te.
2) Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3) Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4) Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5) Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.E’ così che il lettore incontrerà Fumiko, Kōtake, Hirai e Kei, che per alcuni motivi desiderano tornare indietro nel passato.
Fumiko è entrata per caso nella “caffetteria speciale”, insieme al suo ragazzo Gorō Katada. Gorō è un ragazzo molto intelligente, un’ingegnere dei sistemi e aveva conosciuto Fumiko, grazie a un cliente. Ed è proprio nella caffetteria speciale, che Gorō lascia Fumiko per trasferirsi in America per motivi di lavoro. Fumiko non riesce a reagire, si ritrova ad accettare la decisione di Gorō, senza nemmeno esprimere i suoi sentimenti. Fumiko prima di conoscere Gorō, non si era mai innamorata, aveva sempre dedicato tutto il suo tempo per il lavoro… finché non è entrato Gorō a sconvolgere tutti i suoi equilibri. Per questo motivo, Fumiko vuole tornare nel passato per aprire il suo cuore a Gorō, anche se è consapevole che il presente non cambierà.
Fumiko si siederà nella sedia speciale, con davanti una bella tazza di caffè che gli permetterà di rivedere Gorō. Ma dovrà stare attenta a rispettare l’ultima regola, la più importante: bere il caffè finché è caldo, per non incorrere in una spiacevole conseguenza.
Nel secondo capitolo, il lettore conoscerà la storia di Kōtake, un’infermiera sposata da anni con Fusagi, affetto da Alzheimer, che a causa della sua malattia dimentica tutto, anche sua moglie.
Kōtake è un’infermiera e fin da subito aveva riconosciuto i sintomi della malattia, e si è ritrovata a lavorare anche a casa, dimenticando i suoi sentimenti.
Kōtake desidera tornare nel passato, per leggere una lettera che Fusagi aveva scritto all’inizio della sua malattia. Non sarà facile per Kotake accettare la realtà… chissà che cosa c’è scritto in quella lettera?Nel terzo capitolo, il lettore conoscerà la storia di due sorelle: Hirai e Kumi. Hirai ha sempre avuto un carattere estroverso, e si era allontanata completamente dalla sua famiglia per non dover gestire il locale di famiglia, seguendo la tradizione. Hirai aveva aperto un suo pub, proprio di fronte alla caffetteria speciale, dove si recava ogni giorno per consumare il caffè.
Kumi si è ritrovata a gestire da sola il locale di famiglia, cercando di avvicinarsi alla sorella maggiore per riportarla a casa. Hirai ha sempre evitato di incontrarla, anche quel giorno che Kumi, si era presentata in caffetteria e lei si era nascosta dietro al bancone.
Ma il destino gioca brutti scherzi e Hirai si sentirà in colpa per non aver colto l’occasione, per non aver parlato con sua sorella. Hirai vuole rivedere a ogni costo sua sorella, ed è così che si ritroverà a sorseggiare un buon caffè caldo per tornare nel passato.
L’ultimo capitolo racconta la storia di Kei, la moglie di Nagare, il proprietario della caffetteria speciale, che desidera a tutti i costi essere una buona madre. Per questo motivo Kei, decide di voler conoscere il futuro. Che cosa scoprirà?Ognuna di loro, Fumiko, Kōtake, Hirai e Kei, ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutte scoprono che il passato non è importante, perchè non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto.
La vita, come il caffè va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.Tuo padre non è andato in quella scatola perchè lo voleva. C’era una ragione. Doveva andarci. Se tuo padre ci potesse vedere dalla sua scatola e ti vedesse piangere ogni giorno, cosa credi che penserebbe? Secondo me diventerebbe triste. Tu lo sai quanto ti amava, vero?
Non credi che sarebbe doloroso per lui vedere lo sguardo infelice di una persona che amava?
Allora che ne dici di sorridere ogni giorno, in modo che anche tuo padre possa sorridere dalla sua scatola?
I nostri sorrisi gli permettono di sorridere. La nostra felicità permette a tuo padre di essere felice nella sua scatola.Lo scrittore Toshikazu Kawaguchi esordisce con “Finché il caffè è caldo”, il romanzo più venduto negli ultimi quattro anni con oltre un milione di copie vendute in Italia.
Il lettore si ritroverà a sentire l’odore del caffè nella caffetteria speciale, piena di fascino e mistero, dove è possibile rivivere le occasioni perdute.
I temi trattati sono l’amore, i sentimenti, la malattia, i ricordi, le seconde possibilità, il destino, il rapporto fra genitori e sorelle, la morte, le tradizioni, le occasioni perdute e il saper cogliere il presente senza timore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, delicato, riflessivo, profondo ed emozionante; ogni storia è raccontata molto bene e mette in luce le fragilità e i sentimenti dell’animo umano.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dallo scrittore, che permettono al lettore di entrare in empatia con ogni personaggio.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano iniziare il nuovo anno con il sorriso, a chi desidera una lettura piacevole e rilassante in grado di farti riflettere sulle occasioni perdute, sul significato della vita passata, presente e futura.
Lasciatevi coccolare dallo stile di Toshikazu Kawaguchi e vi ritroverete nella caffetteria speciale a gustare un buon caffè e a riflettere sulla vostra vita.
I libri in mansarda augura a tutte/i voi un buon anno,
buona lettura 📚📚!! -
“La piccola libreria dei segreti” di Jenny Colgan

Titolo: La piccola libreria dei segreti
Autore: Jenny Colgan
Traduttore: Alice Benassi
Casa Editrice: Newton Compton Editore
Collana: Anagramma
Edizione: 4
Data uscita: 31 Ottobre 2023
Pagine: 320
Genere: Romanzo rosa<<Mi manda Sofia. Il suo avvocato. Lei ha detto di aver bisogno di qualcuno…>> Sentì la paura attanagliarle leggermente il cuore: non poteva perdere un altro lavoro, non poteva proprio. Cosa avrebbe fatto? Avrebbe dovuto fare la sguattera al mercatino di Natale, e là fuori si gelava. Quel posto era chiaramente una discarica, ma adesso lei era lì, e ovviamente erano piuttosto tolleranti riguardo agli orari e, bè, lei aveva un disperato bisogno di stare fuori di casa, altrimenti sarebbe stata costretta a diventare la donna delle pulizie di Sofia.
<<Davvero?>>, disse il signor McCride distrattamente. Poi gli tornò in mente tutto l’orrore della riunione, e la sua espressione si intristì. Guardò la ragazza che aveva di fronte. Era bassa e piuttosto carina, con capelli e occhi scuri e guance rosee per essere stata all’aperto. La sua bocca aveva un’espressione severa e una linea sinuosa di una bellezza quasi d’altri tempi. Santo cielo.
Era quella la persona che l’avrebbe salvato dall’orribile destino di dover lasciare i suoi amati libri, la sua amata città, e di doversi ritirare in un orribile bungalow da qualche parte?La protagonista del libro è Carmen, una ragazza con poca autostima, che non è riuscita a laurearsi (a differenza di sua sorella Sofia), e che lavora da anni in un grande magazzino della cittadina scozzese.
Carmen ha sempre pensato di essere l’ombra della sua famiglia, dato che sua sorella Sofia rappresenta il modello perfetto e ideale di figlia. Sofia, è riuscita a diventare un avvocato di successo e ha una bellissima famiglia, formata da suo marito e i suoi figli: Pippa, Phoebe e Jack.
Carmen non ha mai avuto un buon rapporto con sua sorella, ma nemmeno con i suoi nipoti, di cui non conosce nemmeno i nomi.
Ma un giorno, Carmen scopre che il magazzino in cui lavora da anni, chiuderà per un calo drastico delle vendite. Carmen si ritrova all’improvviso senza lavoro, con pochi soldi in tasca e senza sapere cosa fare della sua vita.
Ed è proprio sua sorella Sofia, che le offre un nuovo lavoro in una piccola libreria nel centro storico di Edimburgo. Carmen decide di accettare e si trasferisce temporaneamente a casa di sua sorella, nella stanza degli ospiti. Sarà l’occasione per ritrovare il legame con sua sorella e godersi l’affetto dei suoi nipoti…
Ma il nuovo lavoro di Carmen, non sarà così facile…
La piccola libreria gestita dal signor McCride, è sommersa dai debiti e le vendite natalizie sono l’unica possibilità per evitare il fallimento.
Carmen inizia a trasformare la libreria, donandole un aspetto nuovo, più pulito e ricco di libri natalizi.
E’ proprio grazie alla libreria, che Carmen conoscerà due uomini particolari, di nome Blair e Oke, che complicheranno totalmente la sua vita.
Blair è uno scrittore di successo, che decide di pubblicizzare i suoi libri nella piccola libreria, e rimane affascinato dal carattere di Carmen, che sembra essere l’unica in grado di resistere al suo fascino.
Oke è completamente diverso da Blair, è un ragazzo semplice che proviene dal Brasile, appassionato di alberi, molto intelligente e sensibile, che si innamora di Carmen.
Il cuore di Carmen si ritroverà in mezzo ai due uomini… e dovrà capire chi dei due merita il suo amore: lo scrittore di successo, concentrato solo su sé stesso o Oke, un ragazzo puro e genuino, che dimostra di essere un uomo intelligente e dotato di sentimenti.
Riuscirà Carmen ad ascoltare il suo cuore e a godersi la magia del Natale?
Riuscirà Carmen a salvare la piccola libreria?
Riuscirà Carmen a recuperare il rapporto con sua sorella?La scrittrice Jenny Colgan con “La piccola libreria dei segreti”, porta il lettore nella bellissima città di Edimburgo, dove si sviluppa la storia della protagonista Carmen a ridosso delle festività natalizie.
Il lettore rimarrà incantato dallo stile di scrittura di Jenny Colgan, che riesce a descrivere in modo magico la città di Edimburgo e i sentimenti della protagonista. Carmen è una ragazza molto insicura, che si ritrova sempre a giudicare tutte le persone che la circondano, perchè è convinta di essere sbagliata. Nel corso della storia, il lettore assisterà all’evoluzione della protagonista, e Carmen scoprirà l’affetto della sorella e dei nipoti.
Per la prima volta, Carmen ha modo di conoscere realmente sua sorella Sofia senza giudicarla… è così che le due sorelle ormai adulte, possono guardarsi negli occhi, imparando a volersi bene ogni giorno.
Carmen conoscerò un sentimento nuovo, l’amore che prova per i suoi nipoti, riuscendo a creare un bellissimo rapporto, in particolare con Phoebe, una bambina molto insicura, che grazie alla zia riesce ad emergere senza avere paura di essere giudicata.I fiocchi di neve danzavano e turbinavano contro il vetro, talmente fitti che sembrava che l’edificio fosse circondato da una spessa coltre di neve in movimento. Un tuono scosse la casa facendo sobbalzare Phoebe, ma Carmen si limitò ad abbracciarla più stretta, entrambe avvolte dal piumone. Era stranamente confortante sentire quel corpicino caldo vicino a sè, che le si stringeva addosso volentieri per farsi coccolare.
I temi trattati sono l’autostima, il lavoro, le sfide, il rapporto fra sorelle e nipoti, i legami familiari, il successo, la natura, i libri, i pregiudizi e l’amore.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice Jenny Colgan, che riesce a trasportare i lettori nella piccola libreria di Edimburgo, in cui le storie prendono vita.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia romantica ed emozionante, ambientata in una piccola libreria di Edimburgo, a ridosso delle festività natalizie.
Lasciatevi travolgere dall’atmosfera natalizia di Edimburgo, ma anche dai legami familiari della protagonista!!
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“Il cottage di Natale” di Sarah Morgan

Titolo: Il cottage di Natale
Autore: Sarah Morgan
Traduttore: Lorenza Braga
Casa Editrice: Harper Collins Italia
Data uscita: 19 Novembre 2024
Pagine: 416
Genere: Romanzo rosaTutti si aspettavano di conoscere Midas, ma non c’era alcun Midas.
Imogen non aveva un cane.
Imogen non aveva una famiglia amorevole.
Imogen non aveva nessuno.
La vita che si era creata era completamente inventata.La protagonista del libro si chiama Imogen, un vero e proprio genio del marketing. Imogen è cresciuta con una madre alcolizzata di nome Tina Thorne, incapace di prendersi cura di lei.
Imogen si è concentrata nello studio, ed è riuscita a colmare il grande vuoto e la mancanza d’affetto della madre, unico membro della sua famiglia.
Per questo motivo, Imogen, a lavoro ha inventato di avere una famiglia felice e un cane di nome Midas. Imogen, aveva imparato a sue spese che mentire sulla sua vita era la soluzione migliore, così da risparmiarsi le facce compassionevoli delle persone. Tutte le sue colleghe erano convinte che Imogen avesse una famiglia amorevole, un bellissimo golden retriver e che, adorasse le festività natalizie. Imogen si era costruita una vita immaginaria… che rischia però di prendere il sopravvento.Era stato allora che Imogen aveva imparato che a volte mostrare una vita immaginaria era meglio che rivelare la verità. Aveva letto abbastanza da essere alquanto sicura che, se avessero saputo la verità sulla vita che conduceva, non sarebbero stati felici.
Una sera, mentre Imogen si stava dirigendo all’ennesimo evento di un cliente, riceve una chiamata dall’ospedale che le comunica che Tina, sua madre, ha avuto un brutto incidente. Imogen, decide di mettere da parte per qualche ora il suo lavoro per andare a controllare le condizioni di salute di Tina. Ma Tina non è mai stata come le altre madri, e anche all’ospedale allontana e insulta Imogen.
Credeva nella famiglia, anche se la sua non era all’altezza del proprio ideale. Cercava di comportarsi come avrebbe dovuto fare il membro di una famiglia, offrendo supporto, per quanto difficile fosse a volte.
Lei era l’unica parente di sua madre. C’erano solo loro due. Poteva non significare molto per Tina, ma era molto importante per Imogen.
Non avrebbe dato alla madre un aiuto economico, perchè portava sempre conseguenze negative, ma non l’avrebbe tagliata fuori del tutto dalla sua vita.
Non era questo che faceva una famiglia.
La famiglia restava unita nel bene e nel male.In pochi minuti, Imogen ha perso tutta la sua sicurezza, tutta la sua autostima, e dimentica di recarsi all’evento del cliente.
Il giorno seguente, Imogen è consapevole di essersi lasciata guidare dai sentimenti, ed è pronta ad accettare le conseguenze dei suoi sbagli, anche il licenziamento.
Il suo capo è una donna determinata e umana, di nome Rosalind, che capisce la situazione e decide di fare a Imogen un regalo di Natale: un intero mese di vacanza per recuperare le ferie arretrate ed evitare un esaurimento nervoso per il troppo lavoro.
Imogen è costretta ad accogliere le ferie forzate e decide di accettare l’invito della sua cliente preferita, Dorothy, di trascorrere questo periodo di vacanza nel suo cottage nelle Cotswolds.
L’Holly Cottage è un piccolo paradiso con il tetto di paglia e un accogliente camino sempre acceso.Superò i cancelli e, sulla destra, riparato dalla strada da un muretto a secco e vecchi alberi, c’era l’Holly Cottage. Il nome era senz’altro ispirato al grande cespuglio di agrifoglio che dominava la parte anteriore del giardino. Era pieno di bacche rosse, anche se era sicura che con quel freddo gli uccelli le avrebbero presto mangiate tutte.
Forse, il cottage sarà il luogo giusto per ripartire per Imogen…
Dorothy e sua figlia Sara però, nascondono un segreto che prima o poi dovranno rivelare a Imogen…
E chissà, forse questo Natale, oltre che inaspettato, si rivelerà migliore, perfetto per ritrovare i legami familiari e per una nuova storia d’amore.E quale periodo dell’anno migliore del Natale per riunire una famiglia?
La scrittrice Sarah Morgan con “Il cottage di Natale”, delizierà i lettori con la storia di Imogen, una ragazza che è dovuta crescere in fretta, senza l’affetto della famiglia, che si ritrova ad affrontare un periodo complicato a ridosso delle festività natalizie.
Il lettore rimarrà incantato dallo stile di scrittura dell’autrice, scorrevole, piacevole, emozionante, profondo e in grado di far risaltare i sentimenti e le emozioni dei personaggi.
I temi trattati sono il lavoro, le bugie, gli animali, le dipendenze, l’infanzia difficile, l’amicizia, la famiglia e l’amore, quello vero e profondo, in grado di cambiare completamente la vita.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dall’autrice che permettono al lettore di immedesimarsi nella storia, tra momenti umoristici e relazioni complesse.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano un libro profondo, emozionante che mette in luce la forza dei legami familiari, ambientato a ridosso delle festività natalizie.
Lasciatevi travolgere dallo stile di Sarah Mogan e dai suoi personaggi affascinanti, ma anche dal cottage idilliaco e godetevi l’atmosfera natalizia della storia, sorseggiando una tazza fumante di cioccolata calda accompagnata da una bella fetta di torta al cioccolato.
Deborah augura a tutte/i voi un felice Natale,
a presto e buona lettura 📚📚!! -
“Miss Be & Il cadavere in biblioteca” di Alessia Gazzola

Titolo: Miss Be & Il cadavere in biblioteca
Autore: Alessia Gazzola
Collana: La Gaja scienza
Edizione: 3
Data uscita: 19 Novembre 2024
Pagine: 256
Genere: Romanzo gialloKit le prese la mano e senza nemmeno chiederle il permesso lo sganciò. E sebbene l’avesse indossato per così poco tempo, lei sentì il polso denudato.
<<Lascia che me ne occupi io, ti prego>> le disse con gentilezza.
Beatrice si commosse: com’era premuroso.
<<Piuttosto…>> aggiunse lui, con un tono di voce molto persuasivo. <<Comincia a pensare a una scusa per vederci domani, Bee>>
La chiamava così quando nessuno li ascoltava.Il libro è ambientato a Londra nel 1924, al risveglio dall’incubo della Prima Guerra Mondiale.
La protagonista del libro è una ragazza di origini italiane di vent’anni, di nome Beatrice Bernabò, soprannominata “Miss Be”. Suo padre, Leonida Bernabò, decise di trasferirsi insieme alle sue figlie (Clara, Beatrice e Lucilla), da Firenze a Londra, in quanto docente di Italianistica all’Università, godendo della protezione dell’ambasciatore italiano nel Regno Unito.
E’ così che inizia un nuovo capitolo, una nuova vita per la famiglia Bernabò nel suolo inglese.
I Bernabò appena arrivati a Londra, entrarono nelle grazie di una famiglia nobile: gli Ashbury.
Mrs Ashbury è una nobile dirimpettaia, rimasta vedova e madre dell’affascinante Christopher Ashbury, soprannominato da tutti come “Kit”. Mrs Ashbury era nota e conosciuta da tutti per le sue cene eleganti, a cui partecipavano molti ospiti illustri.
Beatrice Bernabò veniva sempre invitata a queste cene, godendo della protezione e dell’amicizia della padrona di casa.
Ed è proprio durante una cena a cui partecipò Beatrice, che ritrovarono in biblioteca, il cadavere di un uomo di nome James Carter Lacy.
Beatrice si ritrovò in mezzo a un giallo che è al contempo un triangolo amoroso, dove da un lato c’è l’affascinante Christopher Ashbury e dall’altro l’ammaliante Julian Lennox, l’undicesimo visconte di Warthmore, che indossa sempre delle vestaglie imbarazzanti.
Ma chi è il colpevole?
Beatrice cercherà di scoprire il colpevole, lasciandosi guidare dall’istinto, dalla determinazione e dal cuore.
L’ispettore capo di Scotland Yard Archer Blackburn, dovrà risolvere un complicato caso d’omicidio… ma potrà contare sulle doti investigative di Beatrice.
Chi ha ucciso James Carter Lacy? Perchè?
Di chi è innamorata Beatrice?Sarebbe bello poter sapere, poter prevedere che ruolo assumerà chi si presenta nella nostra vita. Ma non si può. E quando qualcuno ci delude, possiamo solo dire: Addio, ti lascio andare. Grazie per il tratto di strada percorso insieme.
La scrittrice Alessia Gazzola di numerosi libri di successo, come la serie dell’Allieva (“Un segreto non è per sempre”, “Sindrome da cuore in sospeso”, “Le ossa della principessa”, “Una lunga estate crudele”, “Un po’ di follia in primavera”, “Arabesque”, “Il ladro gentiluomo” e “La ragazza del collegio”) e la trilogia incentrata sulla paleopatologa Costanza Macallè (“Questione di Costanza”, “Costanza e buoni propositi” e “La Costanza è un’eccezione”), pubblica “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, ambientando la storia a Londra dopo la Prima Guerra Mondiale e raccontando il mondo patinato e decadente dell’aristocrazia britannica, protagonista di un caso d’omicidio.
“Miss Be & Il cadavere in biblioteca” è l’unione di molti protagonisti letterari da Agatha Christie a Downton Abbey, ma anche dai romanzi di Frances Hodgson Burnett fino a Bridgerton, cui la scrittrice Alessia Gazzola ha aggiunto il suo inconfondibile stile.
I temi trattati sono il fascismo, la Prima Guerra Mondiale, l’aristocrazia britannica, il rapporto fra sorelle, la morte, le ambizioni, la società, l’amicizia, la libertà, il ruolo delle donne nella società e l’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, magistrale ed emozionante, ricco di descrizioni sui personaggi e sui luoghi in cui è ambientata la storia.
I personaggi sono strutturati bene, grazie al tocco inconfondibile della scrittrice Alessia Gazzola.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono immergersi in un giallo originale e diverso dal solito, ambientato nella bellissima cornice inglese nel 1924.
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano una lettura frizzante, spensierata, incantevole e romantica.
La prossima avventura di Beatrice Bernabò uscirà a Gennaio 2025, “Miss Be & Il principe d’inverno”. Non vedo l’ora di scoprire che cosa accadrà!!
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“Le Magichelle e il Carbonaio” di Fabiano Pini

Titolo: Le Magichelle e il Carbonaio
Autore: Fabiano Pini
Casa Editrice: Casa Editrice Kimerik
Collana: Pikkoli Favole
Data uscita: 5 Settembre 2024
Pagine: 72<<Chiamiamo le Magichelle!>> […]
I piccoli esserini volanti che riempivano lo spazio azzurro diventano sempre più grandi man mano che raggiungono l’interno della stanza di comando fino quando non assumono le loro dimensioni reali, sbattendo le ali e posandosi sui trespoli di atterraggio, predisposti dagli aiutanti di Babbo Natale.Il Natale si sta avvicinando e tutte le persone sono pronte ad addobbare la loro casa, proprio come una coppia di giovani sposi di nome George e Maggy, i genitori della piccola e dolce Carol.
George e Maggy vengono attirati con l’inganno, da due bellissimi cavalli bianchi e da un uomo che vende fuori dalla loro casa, addobbi natalizi magici. Ma quest’uomo, in realtà non vende nessun addobbo natalizio e sequestrerà i genitori di Carol.
La piccola e dolce Carol si ritrova sola a casa, spaventata… ma Babbo Natale è pronto ad aiutarla.
E’ così che il lettore conoscerà le Magichelle, un gruppo speciale di piccoli eroi con poteri magici.
Le Magichelle sono state chiamate da Babbo Natale per una missione molto importante: salvare il Natale dal cattivo Carbonaio.
Il Carbonaio vuole distruggere il Natale e portare tristezza nel mondo… ma le Magichelle sono pronte a combattere con il loro coraggio, ingegno e attraverso la magia!!
Siete curiose/i di scoprire le Magichelle?
Riusciranno a salvare il Natale?Lo scrittore Fabiano Pini dopo aver pubblicato “Caro diario….” (Nep Edizioni, 2023) e “Che mondo” Tra il bene e il male”, (Casa Editrice Kimerik, 2024), pubblica “Le Magichelle e il Carbonaio”, un racconto per grandi e piccini, in grado di far sognare il lettore e trasportarlo nel mondo magico delle Magichelle.
I temi trattati sono il bene, il male, i bambini, il coraggio, la magia e il Natale.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, semplice, divertente ed emozionante, adatto a bambini, ragazzi, ma anche agli adulti perchè tutti, possiamo addentrarci nel magico mondo delle Magichelle.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle descrizioni inserite dallo scrittore.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano immergersi nella magia del Natale e delle Magichelle, a chi desidera sognare, divertirsi ed emozionarsi nelle avventure di questo gruppo di eroi.
Ma le avventure delle Magichelle, non finiscono qui: siete pronti a scoprire la loro prossima sfida?
“Le Magichelle e la spiaggia pietrificata” sarà il secondo volume di questa serie di racconti.
Non vedo l’ora di scoprire le nuove imprese delle Magichelle, e voi?
Ringrazio lo scrittore Fabiano Pini per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mai ha fatto emozionare, ridere e trasportare nel magico mondo delle Magichelle.
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“Tutti hanno dei segreti a Natale” di Benjamin Stevenson

Titolo: Tutti hanno dei segreti a Natale
Autore: Benjamin Stevenson
Traduttore: Elena Cantoni
Casa Editrice: Feltrinelli
Collana: I narratori
Data uscita: 29 Ottobre 2024
Pagine: 224
Genere; Romanzo gialloQuindi cominciamo da lì: i regali.
Sette, per l’esattezza, accatastati sotto un abete spelacchiato. Squadrati, sferici, a prisma. Uno è impacchettato nella carta di giornale e strozzato con lo spago; un altro è una grossa confezione azzurra e lucida; un altro ancora è avvolto in una quantità tale di nastro adesivo da sembrare una mummia. […]
Sei sospettati. Sette regali.
Scartiamoli.Il protagonista del libro è Ernest Cunningham, un fan dei gialli dell’Epoca d’oro che si ritrova a risolvere i casi d’omicidio, utilizzando i trucchi dei più grandi investigatori della letteratura.
Ernest si ritrova a dover risolvere un caso d’omicidio a ridosso delle festività natalizie, nella bellissima cornice australiana.
La sua ex moglie Erin Gillford, è stata accusata di aver ucciso il suo compagno Lyle Pearse. Erin Gillford, era stata ritrovata a casa sul luogo del delitto, piena di sangue sul volto e sulle mani.
Ernest si ritroverà ad indagare sull’associazione di Lyle, ex attore che aveva deciso di fondare la “Pearse Foundation”, per aiutare tutti i/le ragazzi/e affetti da dipendenze, avvicinandoli al mondo teatrale.
E’ così che Ernest si ritroverà nel backstage dello spettacolo del mago di fama mondiale Rylan Blaze, il cui committente era proprio Lyle Pearse.
I sospettati di Ernest sono tutti imbroglioni professionisti: oltre al mago, c’è un esperto di trucchi e travestimenti, un’ipnotista, una responsabile finanziaria, una gemella, uno psicologo, un tecnico delle luci e degli effetti speciali.
Ernest cercherà di risolvere il caso analizzando i pochi indizi a disposizione: un disperato messaggio di aiuto, un omicidio commesso senza mettere piede nella stanza in cui accade e un calendario dell’avvento.
Riuscirà Ernest a scagionare la sua ex moglie?
Riuscirà Ernest a vedere oltre le illusioni e risolvere il caso?Lo scrittore Benjamin Stevenson dopo il successo di “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” (Feltrinelli, 2022), e “Tutti su questo treno sono sospetti” (Feltrinelli, 2024) pubblica “Tutti hanno dei segreti a Natale”, un giallo diverso dal solito, orchestrato con maestria, inserendo in ogni capitolo un indizio all’interno di una casellina del calendario dell’avvento per coinvolgere il lettore nell’indagine.
Il lettore si ritroverà a risolvere questo difficile caso d’omicidio insieme al protagonista, analizzando i pochi indizi a disposizione.
I temi trattati sono le dipendenze, i soldi, le amicizie, l’amore, la morte, il Natale e l’illusionismo.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, grazie alle abilità dello scrittore di aver creato una trama originale, ambientata durante il periodo natalizio e piena di magia.
I personaggi sono strutturati bene grazie alle ampie descrizioni, oltre a quel tocco di mistero e magia, inseriti dallo scrittore.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano un libro giallo leggero, ambientato durante il periodo natalizio, a chi desidera divertirsi ad investigare insieme al protagonista.
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“I film belli li danno di notte” di Lorenzo Zucchi

Titolo: I film belli li danno di notte
Autore: Lorenzo Zucchi
Casa Editrice: Edizioni Underground
Data uscita: 3 Giugno 2024
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 276Il pensiero le vola tra gli sbuffi di fumo in un futuro vuoto che non vuole nemmeno vedere, che non la preoccupa, che in fondo non le interessa. Si sente annebbiata e sta bene con se stessa.
Il libro è ambientato nella città di Parma, e un breve passaggio anche in Irlanda. I protagonisti del libro sono un gruppo di “ex” amici, composto da quattro ragazze e tre ragazzi, che si fanno chiamare con alcuni simpatici soprannomi, come ai tempi della loro compagnia: gli “Eigties”.
Gli Eigties, sono sempre stati un gruppo molto unito, legato dal forte sentimento dell’amicizia… questo prima che accadesse un episodio che ha modificato totalmente le loro vite.
Questo episodio si è insinuato nella loro amicizia, ognuno di loro ha cercato di andare avanti con la propria vita, alla ricerca del proprio futuro, allontanandosi completamente dal passato e dal ricordo doloroso, legato alla perdita del loro amico.Non è affatto semplice, nemmeno per Scivolo, ricordare gli eventi tragici che hanno di fatto portato allo scioglimento della vecchia compagnia.
Ma ora le parte un film: la storia del suo amico d’infanzia sfortunato.Ma ora è estate, molti di loro hanno finito la maturità e devono scegliere la facoltà giusta, qualcuno di loro invece, ha già provato sulla sua pelle, cosa significa studiare all’università.
Proprio durante il periodo estivo, gli Eigties, sentono la necessità, il bisogno di organizzare una Reunion. Dopo tanti anni di silenzi, gli Eigties si riuniscono perchè pensano di aver metabolizzato, superato e processato il passato… in realtà grazie a questo incontro, capiscono che la ferita non si è mai chiusa.
E ora cosa faranno gli Eigties?Lo scrittore Lorenzo Zucchi dopo aver pubblicato il libro “Quel che resta della memoria”, ambientato nella Seconda guerra mondiale, pubblica “I film belli li danno solo di notte”, una storia che fa riflettere il lettore come il passato, può rovinare la nostra vita se non viene affrontato.
I temi trattati sono l’amicizia, l’omosessualità, l’alcool, la droga, l’amore, la morte, gli incubi, il cibo e una maschera divisa a metà, bianca e rossa che compare all’improvviso…Quella figura indossava una maschera bianca e rossa, divisa a metà. E per quel che gli sembrava di rivedere adesso, mentre il cuore gli batte forte, i suoi lineamenti di plastica assomigliavano molto a…
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, semplice, utilizzando le parole giuste e ad effetto.
I protagonisti sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni fornite dallo scrittore che permettono al lettore di entrare in empatia con ognuno di loro.
Il lettore si affezionerà a ognuno di loro da Scivolo, una ragazza che non sopporta il conformismo della società, anche se paradossalmente ne teme il giudizio e cerca in tutti i modi di farsi accettare per non essere considerata “sbagliata” e “diversa”. Il lettore si affezionerà anche a Panda, la ragazza che ha deciso di andare in Irlanda per allontanarsi da tutto e da tutti, dai ricordi del passato e dalla sua famiglia. Quando aveva deciso di lasciarsi il passato alle spalle, Panda, aveva lasciato il suo ex Nuvola, un ragazzo che non ha ancora metabolizzato la fine della loro relazione, anche se sono passati due anni.
Il lettore si divertirà molto nei dialoghi tra Nuvola e il suo amico Cemento, laureato in architettura, ma anche con la coppia Distry e Cybo, molto diverse tra loro, ma che desiderano vivere la loro storia d’amore senza essere giudicate.
Lo scrittore Lorenzo Zucchi oltre alle ampie descrizioni sui personaggi, descrive con cura i luoghi menzionati nel libro, abbinando la città ai cibi tradizionali del posto. Questa caratteristica, si rivela molto importante per il lettore perchè gli permette di immaginare ogni scena, anche i luoghi nascosti e mai visitati.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro leggero, ma con un messaggio di fondo molto importante sui dolori/traumi del passato e dell’importanza di affrontarli.
Ringrazio lo scrittore Lorenzo Zucchi per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere questo simpatico gruppetto di amici, unito nell’amicizia e nel passato.
Buona lettura 📚!! -
“Tutto non benissimo” di Pierpaolo Spollon

Titolo: Tutto non benissimo
Autore: Pierpaolo Spollon
Curatore: Matteo Monforte
Casa Editrice: Ribalta edizioni
Collana: Finzione scenica
Data uscita: 30 Aprile 2024
Pagine: 160
Genere: Narrativa contemporaneaRicordo quella volta che chiesi a mia nonna come avesse fatto a rimanere sposata col nonno per tutta una vita, e lei, quasi sentendosi in difetto, mi rispose: <<Bè, vedi… noi veniamo da una generazione dove le cose rotte ancora si aggiustano, non si buttano via per comprarne nuove.>>
Ecco. Magari io appartengo a una generazione che invece non ha voglia di aggiustare le cose rotte. Semplicemente non ci riesce, perchè non ha tempo, perchè corre.
Scappa.Il libro è ambientato nella bellissima città di Genova, che si affaccia sul mare ed è caratterizzata dai carruggi, in cui si respira l’aria vivace di un tempo e il profumo della focaccia calda appena sfornata.
Il protagonista del libro è l’attore protagonista di una serie televisiva, che non riesce ad affrontare le emozioni. Una sua collega, gli suggerisce di leggere un libro dedicato alle emozioni dell’autore Gobbin “Quel che provo a dir non so”.
Mentre si trova nella libreria nel centro di Genova, vede la sua ex ragazza di dieci anni fa, di nome Martina.
Che cosa ci fa Martina a Genova??
Dopo la fine della loro relazione, il ragazzo non aveva più avuto sue notizie, anche perchè lui si era comportato molto male e le aveva spezzato il cuore.
Il ragazzo decide di seguirla fuori dalla libreria, ma ha paura ad affrontare le proprie emozioni e mentre cerca la forza e il coraggio di parlarle… Martina sparisce nei vicoli, come se fosse un’apparizione. Ma il ragazzo trova la pochette di Martina e da questo momento, ritrovare la ragazza diventa una vera ossessione.
Come mai il destino ha deciso di fargli incontrare Martina?
L’incontro con la ragazza, sarà un’opportunità per cercare di guardarsi dentro, per analizzare i propri sentimenti e affrontare le proprie emozioni.
Vi siete mai chiesti chi ha inventato la parola “emozioni”?
Riuscirà il protagonista a trovare Martina?
Riuscirà il protagonista ad affrontare le proprie emozioni?Il termine “emozione”, infatti è stato usato per la prima volta nel 1830 circa dal filosofo Thomas Brown. Prima di allora, si parlava di “accidenti dell’animo” o “sentimenti morali”.
Nella profondità di ciascuno dei nostri lobi temporali, si trova una struttura a forma di lacrima chiamata “amigdala”, che è il centro del comando delle nostre emozioni e serve a innescare in noi tutte quelle cose che portano al pianto, al riso, allo stupore, all’abbattimento eccetera.
L’attore noto al grande pubblico televisivo Pierpaolo Spollon, esordisce con “Tutto non benissimo”, un romanzo divertente per chi affronta la vita con superficialità, senza curarsi delle proprie emozioni… ma un giorno, tutto cambia e bisogna fare i conti con noi stessi.
I temi trattati sono le emozioni, il destino, l’amicizia, il tradimento, il mondo dello spettacolo e il successo, la vita, la superficialità e l’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, divertente e riflessivo, grazie all’autoironia l’autore riesce a far arrivare al lettore molti messaggi importanti, come la superficialità e le emozioni.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni dell’autore che permettono al lettore di entrare in empatia con il protagonista.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che hanno bisogno di leggere un libro divertente, ma che contiene dei messaggi importanti e riflessivi.
Questo libro vi porterà tra le strade di Genova, vi sembrerà di essere in Corso Italia insieme al protagonista mentre fa colazione con il cappuccino e la focaccia, ma anche al Porto Antico e nella bellissima Boccadasse.
Sono sicura che una volta che avrete terminato il libro di Pierpaolo Spollon, non avrete più paura di affrontare le vostre insicurezze e avrete voglia di visitare la città di Genova.Raggiungo la spiaggetta di Boccadasse, percorrendo in discesa la mattonata che conduce al piccolo borgo caratteristico. E’ la famosa creuza de mä così meravigliosamente cantata nel capolavoro di De Andrè, la mulattiera in mattoni rossi che porta giù al mare, dalla città.
Buona lettura 📚📚!!
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“Tom Lake” di Ann Patchett

Titolo: Tom Lake
Autore: Ann Patchett
Traduttore: Michele Piumini e Valeria Gorla
Casa Editrice: Ponte Alle Grazie
Collana: Scrittori
Data uscita: 23 Aprile 2024
Pagine: 384
Genere: Romanzo contemporaneo“Questa è la storia di Peter Duke, futuro attore famoso.
Tom Lake di Ann Patchett
Questa è la storia di quando mi innamorai di Peter Duke, all’epoca tutt’altro che famoso. Di come me ne innamorai così perdutamente – da brava ventiquattrenne- che avevo la sensazione di saltare più da un tetto a mezzanotte”Il libro è ambientato nel Michigan, una donna di nome Lara racconta alle sue tre figlie Emily (26 anni), Maisie (24 anni) e Nell (22 anni), il suo passato da attrice mentre sono impegnate a raccogliere le ciliegie nel frutteto di famiglia.
All’età di sedici anni, Lara aveva partecipato a un provino quasi per caso, e da allora aveva iniziato a recitare. Da quel momento, Lara interpreta sempre il personaggio di Emily, la protagonista dello spettacolo “Piccola città”.
Ed è proprio grazie al personaggio che interpreta, Lara si ritrova a lavorare per una compagnia teatrale chiamata “Tom Lake”.Tom Lake si rivelò di una bellezza devastante.
C’era un enorme anfiteatro coperto circondato dai prati per i musical, ma avevano anche uno spazio teatrale per piece come Piccola città e Pazzo d’amore. C’erano campi da tennis con un circolo che serviva tè freddo e tramezzini.
Una manciata di edifici incantevoli -alcuni trasformati in uffici amministrativi e alcuni in alloggi per attori, costumisti e tecnici, mentre altri erano semplici case di villeggiatura – disseminati sulla riva di un lago mozzafiato.
Alberi da frutto in fiore, sentieri serpeggianti e colline ondulate, come se qualcuno avesse ritagliato fotografie da una pila di riviste per incollare le migliori su una sola pagina.A Tom Lake, Lara diventa amica di molti attori della compagnia, proprio mentre racconta la storia alle sue tre figlie, ricorda i bei momenti passati con loro.
All’interno della compagnia, c’era un ragazzo molto bello, sicuro di sé, di nome Peter Duke. Le figlie di Lara, vogliono sapere ogni dettaglio di Peter Duke, un attore molto famoso e ex ragazzo della loro madre.
Ma ai tempi di Tom Lake, Peter Duke non era famoso, ma era dotato di molto carisma, presenza da palcoscenico e talento, tanto da stregare un’intera platea, grazie alla sua bravura.
E’ così che il lettore si ritroverà nel bellissimo giardino delle ciliegie, a ripercorrere la storia d’amore tra Lara e Peter Duke.
Ma Lara non può rivelare tutti i particolari della relazione con Peter Duke alle sue figlie, troppo giovani per poter comprendere certe cose.
Emily, Masie e Nell rimangono incantate dalle parole di Lara, imparano a conoscere chi era Peter Duke, ma apprendono anche il vero significato di una storia d’amore, piena di sentimento e ricca di messaggi importanti.Che cosa è successo a Tom Lake?
Perchè Lara si ritrova nel giardino dei ciliegi?
Siete curiosi di scoprire la storia di Lara e Peter Duke?
Continua a leggere la recensione per scoprire maggiori informazioni…La scrittrice Ann Patchett dopo il successo del libro “La casa olandese” (Ponte alle Grazie, 2021), pubblica “Tom Lake”, un libro che unisce l’amore per il teatro, la vita, il destino e l’amore vero, potente e travolgente. Il lettore rimarrà incantato dalle parole della scrittrice, si ritroverà nel giardino dei ciliegi insieme a Lara e alle sue figlie, curioso di conoscere il continuo della storia.
I temi trattati sono l’amicizia, il tradimento, il mondo dello spettacolo, il destino, la vita, l’ambizione, gli animali, la natura e l’amore romantico, materno e coniugale.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, il ritmo della storia è scandito dalla vita di campagna tra gli alberi e le ciliegie 🍒 .
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono al lettore di entrare in empatia con ognuno dei protagonisti.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano una storia emozionante, piena di sentimenti e di teatro, immersa nella bellezza della natura.
Ringrazio la casa editrice Ponte alle Grazie per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere una storia d’amore potente e vera.
Buona lettura 📚📚!! -
“Io sono Marie Curie” di Sara Rattaro

Titolo: Io sono Marie Curie
Autore: Sara Rattaro
Casa Editrice: Sperling&Kupfer
Collana: Pandora
Data uscita: 5 Marzo 2024
Pagine: 208
Genere: Romanzo storico
Acquista: https://www.ibs.it/io-sono-marie-curie-libro-sara-rattaro/e/9788820078461?gad_source=1&gclid=Cj0KCQjw0ruyBhDuARIsANSZ3wrcfISRUvdz3UQF8Sibn0ydMoFeLOvHx2o2Ey9j8PepKtOojGr6tZ0aArSDEALw_wcBIo sono Marie Curie e io ho scoperto la radioattività! Questa è la mia scienza e questa sono io.
Il libro racconta la storia di Marie Curie, una donna coraggiosa e intelligente, capace di sfidare il mondo e di far valere i propri diritti, in un mondo esclusivamente maschile.
Maria Sklodowska diventata Marie Curie, dopo aver sposato Pierre Curie, è nata in Polonia e insieme alla sorella Bronia, desiderano un futuro migliore, un’istruzione pari a quella dei maschi, per questo decidono di frequentare le lezioni clandestine, anche a costo di sacrificare la loro vita.
In quegli anni in Polonia, l’armata russa aveva invaso il Paese, ed era proibito l’insegnamento del polacco (la lingua madre). Una volta terminati gli studi obbligatori, a differenza dei maschi, le donne non potevano iscriversi all’Università e, Marie Curie decide di diventare l’istitutrice di una famiglia benestante, per ottenere i soldi necessari per far studiare sua sorella a Parigi.
Dopo aver svolto il ruolo di istitutrice presso la famiglia Zorawski, Marie decise di raggiungere la sorella a Parigi per poter studiare.
Marie ottiene la laurea in Fisica e la seconda laurea in Matematica, riuscendo a dimostrare la propria intelligenza in un mondo maschile. E’ così che conosce Pierre Curie, entrambi nutrono la stessa passione, lo stesso amore incondizionato per la scienza, e insieme scoprono la radioattività.<<Possiamo restare qui a osservarlo fino all’alba se vuoi>> mi sussurrò, intrecciando le sue dita con le mie.
<<Credo di essermi innamorato perdutamente di te, Marie.>>
<<Pierre…>
<<Tutto torna, tutto si è collegato, tutto ha un senso. Se stiamo insieme…>>
Ecco cosa non avevo previsto: la passione. Io, così forte, così rocciosa, non avevo fatto i calcoli giusti, quelli che contengono la variabile più imprevedibile, l’unica in grado di sconvolgerti la vita.Un giorno Pierre, si ritrova vittima di un’incidente e Marie, per la prima volta è sola, con la paura di non riuscire più a tornare in laboratorio.
Ma Marie Curie è una donna forte, tenace, che si ritrova a lottare non solo contro le forze della natura, ma anche con il proprio cuore e contro un’epoca che fatica ad accettare il genio femminile.
Marie Curie la donna considerata “la madre della fisica moderna”, che vinse due premi Nobel per aver scoperto due elementi (il polonio e il radio).La scrittrice Sara Rattaro con “Io sono Marie Curie”, utilizza la prima persona per raccontare i sentimenti di Marie Curie. Il lettore si ritroverà a camminare tra le strade di Parigi, ma anche ad assistere le scoperte della scienziata all’interno del laboratorio, che deve far valere i propri diritti; dimostrando a tutto il mondo che una donna può vincere il Nobel, che una donna può lavorare in laboratorio a dispetto dell’opinione comune che considera la donna capace solo tra le mura domestiche.
I temi trattati sono la scienza, la storia della Polonia, l’istruzione, il giornalismo, la figura della donna, la fisica e l’amore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, molto precisa anche nel descrivere i dettagli scientifici per rendere la storia credibile e accessibile anche a chi non conosce la materia.
I personaggi sono strutturati bene, grazie all’abilità della scrittrice e all’utilizzo della prima persona, il lettore ha modo di sentire tutte le emozioni che prova la protagonista: dalla rabbia e frustrazione, alla paura, al coraggio di sfidare il mondo e infine all’amore incondizionato che prova per Pierre e per la scienza.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere la storia della grande donna Marie Curie, in grado di insegnare a tutte/i noi, che nella vita bisogna avere il coraggio e essere pronte a sfidare il mondo.
Buona lettura 📚📚!! -
“La donna con gli occhi bianchi. Una storia di suoni, o meglio, di silenzi” di Gianluca Danieli

Titolo: La donna con gli occhi bianchi. Una storia di suoni, o meglio, di silenzi
Autore: Gianluca Danieli
Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci. Strade
Data uscita: 26 Luglio 2022
Pagine: 382
Genere: Romanzo di formazione
Acquista: https://www.ibs.it/donna-con-occhi-bianchi-libro-gianluca-danieli/e/9788830659476C’è chi legge per capire meglio il mondo, chi per fuggirne.
Nel mio caso: più per il secondo motivo.
Si tratti anche di libri di storia, geografia, demo-etno-antropologia o qualsiasi altro argomento, ho sempre preferito frapporre fra me e la realtà una barriera. Una barriera di carta cosparsa di punti in rilievo su cui potevo, con calma, passare le dita per apprendere e scoprire qualcosa, senza dover necessariamente toccarla.La protagonista del libro si chiama Luna Assante, una ragazza di diciassette anni, nel pieno dell’adolescenza che a differenza dei suoi coetanei, non può vedere tutto ciò che la circonda. Luna è cieca da quando aveva tre anni, vive con sua mamma Pamela e sua sorella Laura, con cui ha un rapporto molto difficile. Sua sorella Laura è sempre stata gelosa di Luna, soprattutto per le frequenti attenzioni che riceveva dalla loro mamma.
Grazie a sua mamma, Luna ha un cane guida di nome Bianca, su cui può contare e rappresenta un elemento fondamentale nella storia e nella vita della protagonista.
Per Luna, Bianca è il suo sostegno, la sua migliore amica con cui si ritrova a passeggiare per la strada.
Un giorno, dopo l’ennesimo litigio con la sorella, Luna esce di casa con Bianca mentre indossa ancora il pigiama e ha il cellulare scarico, ma l’unica cosa che desidera è allontanarsi il più possibile dalla voce fastidiosa della sorella maggiore.
Mentre Luna passeggia per la strada, incontra una baby-gang formata da alcuni ragazzini, che molestavano tutte le persone che incontravano in giro. La baby-gang era composta da quattro ragazzini, che si facevano chiamare “Sputacchio”, “Dito-Caldo”, “Fumetto” e “Maracas”. Luna era già stata infastidita in passato da questa banda per questo motivo, decide di cambiare il suo percorso abituale per allontanarsi il più possibile da quel gruppetto di criminali.
E’ così che Luna si ritrova a percorrere strade sconosciute, rimanendo avvolta dal freddo e con solo una banconota da cinque euro, le viene in mente la sua infanzia, la sua amica Amina e il rapporto con Akira.
Attraverso una serie di flashback, il lettore si ritroverà a compiere un vero e proprio viaggio fisico e mentale, alla scoperta del passato della protagonista.Lo scrittore Gianluca Danieli esordisce con “La donna con gli occhi bianchi”, un romanzo sorprendente che racconta la storia dal punto di vista della diversità, senza sfociare nel banale e nei soliti pregiudizi. Infatti, la protagonista del libro è una ragazza molto sveglia, testarda e simpatica che racconta il mondo come lo percepisce, trasmettendo al lettore ciò che prova dal camminare ore e ore per la strada, nonostante il freddo pungente, da come stringe forte il guinzaglio di Bianca, ma anche facendoci sentire il rumore del braccialetto di Maracas (uno dei componenti della baby-gang).
Il lettore si ritroverà a conoscere il mondo attraverso gli occhi di Luna, una ragazza cieca ma che desidera prendere in mano la sua vita e che per la prima volta si ritrova a fare i conti con l’amore.
I temi trattati sono molto importanti e sensibili, come l’amicizia, la cecità, l’adolescenza, il rapporto tra sorelle, il rapporto madre/figlia, la morte, le emozioni, le paure, le bande e la diversità, che non deve essere vista come un ostacolo, con la paura di non riuscire a vivere la vita, ma solo un modo per affrontare le proprie paure, imparando ad ascoltare il silenzio e il proprio cuore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole e molto emozionante, ogni parola utilizzata dallo scrittore all’interno del libro, non è casuale ma ha un ruolo ben preciso all’interno della storia.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia emozionante, piena di sentimento e di significato, a chi desidera leggere una storia sulla diversità senza pregiudizi.
Ringrazio lo scrittore Gianluca Danieli per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di guardare il mondo attraverso gli occhi della protagonista, al punto da farmi capire i suoi sentimenti e le sensazioni che prova.
Buona lettura 📚📚 -
“Ritratti di donne 2” a cura di Sara Rattaro
– Da Sibilla Aleramo a Tina Turner, 27 autrici raccontano 27 donne straordinarie.

Titolo: Ritratti di donne 2. -Da Sibilla Aleramo a Tina Turner, 27 autrici raccontano 27 donne straordinarie.
Autori: Vari
Casa Editrice: Morellini Editore
Genere: Narrativa
Data uscita: 26 Aprile 2024
Pagine: 224
Acquista: https://www.morellinieditore.it/books/ritratti-di-donne-2/<<Una volta hai detto: per una donna è più difficile fare carriera, ma molto più divertente. Lo pensi davvero?>>
<<Sì, lo penso davvero. Tutti ti guardano come una mosca bianca, ma ti ascoltano. Mi chiedevi come si impara questo lavoro, secondo me come tutti. Ci sono due aspetti che mi hanno insegnato, soprattutto gli americani: programmare le cose da fare e motivare le persone. Tutte le attività di questo mondo si riducono a questi due ingredienti, apparentemente semplici, ma non facili da attuare.>>Ritratti di donne 2 è una raccolta di 27 racconti incentrati su 27 donne straordinarie, che hanno lottato per emergere. Le donne menzionate nel libro, hanno passioni, sogni e vite diverse ma hanno in comune l’essere donna, considerata da tutti come l’angelo del focolare, come se i sogni fossero una prerogativa esclusivamente maschile.
Le donne raccontate nel libro sono: Sibilla Aleramo (scrittrice, poetessa e giornalista italiana), Marisa Belisario (prima donna top manager in Italia), Nellie Bly ( prima giornalista d’inchiesta donna della storia), Anna Bolena (regina d’Inghilterra), Antonia Louise Brico (prima direttrice d’orchestra riconosciuta a livello internazionale), Claude Cahun (fotografa, scrittrice e attrice), Rachel Carson (biologa marina e pioniera nella divulgazione scientifica), Maria Costa (poetessa), Alba de Céspedes (scrittrice, poetessa, giornalista, autrice di testi per il cinema, il teatro, la radio e la tv), Isabella di Brienne (seconda moglie di Federico II di Svevia), Margherita Di Savoia (prima Regina d’Italia), Amelia Mary Eahart (aviatrice statunitense), Oriana Fallaci (giornalista e scrittrice), Anna Freud (psicologia infantile), Jane Goodall (etologa e primatologa), Margherita Hack (astrofisica), Rosemary Kennedy (terza figlia di Rose e Joe Kennedy), Anna Magnani (attrice), Maryam Mirzakhani (matematica), Dolores O’ Riordan (cantautrice e chitarrista islandese), Rosa Parks (narratrice), Beatrix Potter (scrittrice di letteratura per l’infanzia), Jill Robinson (ama gli animali, fondatrice dell’associazione “Dott.Dog.”), Ruth Handler (creatrice di Barbie), Alfonsina Strada (prima donna a competere in gare ciclistiche maschili), Wislawa Szymborska (poetessa) e Tina Turner (cantante).All’inizio di ogni racconto, il lettore troverà una piccola biografia della protagonista, oltre alle motivazioni di ogni autrice sulla scelta di raccontare quella donna, seguita dal racconto e da alcune informazioni sull’autrice.
Ritratti di donne 2 nasce con l’intento di far conoscere la vita delle donne, donne poste ai margini o trascurate dalla società, che meritavano e meritano tutt’oggi di essere conosciute per la loro tenacia, forza, coraggio e determinazione.
I temi trattati sono il sapere, la scienza, il mondo dello spettacolo, l’arte, il giornalismo e il mondo dell’editoria, la fatica di ogni donna, i pregiudizi, l’amore, essere madre, la forza, la libertà e le difficoltà che ogni donna ha dovuto affrontare per non rimanere schiacciata dai desideri maschili.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, ogni racconto è ricco di descrizioni molto realistiche e in grado di far entrare in empatia il lettore con le protagoniste.
Le protagoniste sono strutturate bene, grazie alla loro forza e alla loro costanza, hanno lottato per far valere i propri diritti e per seguire le proprie aspirazioni.
Ringrazio Sara Rattaro per avermi fornito la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere la forza di queste 27 donne meravigliose.
Complimenti alle 27 autrici (Loretta Ricchiuti, M.Cristina Bombelli, Linda Rossi, Giorgia Bassi, Evelina Proli, Piera Cavalieri, Lisa Carraro, Grazia Riggio, Maria Luisa Mosele, Annarita Ferraioli, Margherita Ciociano, Daniela Chemello, Jenni Lazzarin, Cristina Panigatti, Maria Cristina Perica, Veronica Favale, Patrizia Gariffo, Luisa Diaco, Giamila Zaghloul, Marinella Riccardi, Caterina Frecentese, Teresa Capezzuto, Francesca Granai, Cristiana Mantovani, Francesca Garda, Paola Maria Greco e Claudia Barrera), per l’ottimo lavoro.
Buona lettura 📚📚📚!!Alba de Céspedes, Alfonsina Strada, Amelia Mary Eahart, amore, Anna Bolena, Anna Bolina, Anna Freud, Anna Magnani, Antonia Louise Brico, Beatrix Potter, book, Claude Cahun, diritti donne, Dolores O’ Riordan, Ilibriinmansarda, Isabella di Brienne, Jane Goodall, Jill Robinson, libri, lotta, Margherita Di Savoia, Margherita Hack, Maria Costa, Marisa Belisario, Maryam Mirzakhani, Morellini Editore, Nellie Bly, Oriana Fallaci, pagine, pregiudizi, Racconti di donne 2, Rachel Carson, recensioni, recensioni di Deborah cARRARO, Recensioni libri, Rosemary Kennedy, Sara Rattaro, Sibilla Aleramo, Tina Turner, uguaglianza, Wislawa -
“Bonnie Parker. Un destino chiamato Clyde” di Arianna Destito Maffeo

Titolo: Bonnie Parker. Un destino chiamato Clyde.
Autore: Arianna Destito Maffeo
Casa Editrice: Morellini Editore
Collana: Femminile singolare
Data uscita: 27 Ottobre 2023
Pagine: 244
Genere: Romanzo autobiografico
Acquista: https://www.morellinieditore.it/books/bonnie-parker/Non faccio in tempo a versare la cioccolata nelle tazze che, sulla soglia della cucina, appare lui. Completo grigio, capelli tagliati di fresco, corti ai lati e un ciuffo tenuto in ordine da parte. Un profumo orientale e la sensazione che qualcosa stia per travolgere il mio destino come una tempesta di polvere.
Si presenta, si abbassa il cappello, si aggiusta il ciuffo di capelli neri lucenti e mi sorride. Sono già sua.
<<Sono Clyde.>>
Mi porge la mano, la stringe e i suoi occhi continuano a sorridere.
La sua mano, sebbene sia gelata, riesce subito a scaldarmi. E lì, in quel momento, in una casa modesta in un luogo seminato di baracche e di miseria, accade qualcosa.Il libro è ambientato alla fine degli anni Venti a Cement City, un sobborgo di Dallas, dove abita Bonnie Parker, una ragazza gentile, vivace, ironica e curiosa. Bonnie è affascinata dal mondo del cinema e vorrebbe fare l’attrice o la scrittrice. Bonnie non riesce a trovare un lavoro, figuriamoci se può concedersi il lusso di realizzare le sue aspirazioni.
Un giorno, Bonnie trova lavoro al “Marco’s Caffè”, ma a dicembre del ’29 il locale ha risentito della caduta di Wall Street e Bonnie è stata licenziata.
A sedici anni si sposa con un ragazzo di nome Roy, molto egoista e distratto, che con la scusa del lavoro, la trascura e la lascia sempre da sola. Bonnie è sposata con un uomo che non vede mai, che sente raramente e si sente sola, abbandonata e stanca di aspettare un ragazzo che dimostra di fregarsene di lei.
E’ così che Bonnie si ritrova senza l’uomo che ama e senza un lavoro, con un futuro incerto e pieno di incognite. Ma Bonnie non sa, che il futuro ha dei piani per lei, un futuro che si chiama “Clyde Barrow”.
Un giorno, Bonnie incontra un ragazzo affascinante, sicuro di sé e spensierato, di nome Clyde Barrow e rimane subito colpita dai suoi modi eleganti. Tra Bonnie e Clyde è un vero amore a prima vista, caratterizzato da una forte attrazione e affinità, sia a livello emotivo, sia a livello psicologico.
Ma dietro ai vestiti eleganti, Clyde nasconde la sua vera personalità di bandito.
Bonnie è perdutamente innamorata di Clyde e non le interessa se è un bandito, è disposta a tutto per stare al suo fianco, anche di scappare.Finalmente c’è qualcuno al mondo per cui esisto e non sono invisibile.
Qualcuno che mi chiede come sto. E che addirittura mi ascolta se gli rispondo.
Sono euforica, di quell’euforia un po’ stupida.
Clyde Barrow. Ripeto il suo nome nella mente. A volte lo sussurro. A volte lo scrivo sulla carta scarabocchiando fantasie inconfessabili.
Da quando lo conosco mi sembra di essere diventata una persona intera. Come se per la prima volta avessi scoperto di valere davvero qualcosa.
Mi sento Bonnie nel mondo, con i piedi ben saldi per terra, la prima volta. Come se l’universo avesse un senso e un colore nuovo, anzi, più colori.
La mia vita ora sembra diventata un film, di quelli che non mi perdo per nessuna ragione al mondo.
Il sapore della vita ora è diverso. Sa di buono, di cotone pulito, di sapone e di spezie. La mia vita sa di Clyde Barrow. E’ il nuovo odore che cerco nel mondo.E’ così che Bonnie e Clyde attuano una fuga, che li porterà a diventare i criminali più ricercati di tutta l’America.
Ma chi è Bonnie Parker?
Come sarebbe stata la sua vita senza Clyde?Clyde afferra il volante e fugge. La radio parla solo di noi. Le nostre fughe sono ormai leggendarie. Rido di gusto. Ora che non ho più il tempo di sognare, senza cercare null’altro che l’amore per Clyde, mi ritrovo alla ribalta come “gun moll”, la ragazza del gangster.
Certo non è quello che immaginavo per me. Ma la vita è strana. Forse bisognerebbe vivere sempre come se non ti importasse di nulla, affetti, desideri e tutto il resto. Come se fossi, sempre distratta, girata da un’altra parte, mentre la vita ti insegue.
Nel bene e nel male. E noi, di fughe, ne sappiamo qualcosa.La scrittrice Arianna Destito Maffeo dopo aver pubblicato il suo primo romanzo “Un gelido inverno in Viale Brigny” (Morellini Editore, 2021), pubblica “Bonnie Parker. Un destino chiamato Clyde”, raccontando la storia della protagonista attraverso due punti di vista: quello di Bonnie e quello di sua madre, Emma. Grazie a questa scelta narrativa, il lettore ha modo di immedesimarsi in Bonnie, ma anche di sentire il dolore di Emma, una madre piena d’amore, che si domanda quando sua figlia è diventata una criminale e nonostante tutto, spera in un lieto fine per sua figlia.
Il lettore si ritroverà a vivere la storia di Bonnie, la ragazza del gangster Clyde, rivivendo il periodo storico degli anni Venti, tra il proibizionismo, la Grande Depressione, l’età del jazz e il cinema,
I temi trattati sono i sogni, il giornalismo, il proibizionismo, il cinema, l’amore di una madre, i crimini e l’amore, in grado di distruggere ogni barriera e di far emergere una personalità completamente diversa, come nel caso della protagonista Bonnie. Grazie a Clyde, Bonnie diventa una persona più sicura, passionale, determinata e coraggiosa, pronta a sfidare tutto e tutti pur di stare a fianco dell’uomo che ama.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, coinvolgente e pieno di colpi di scena che affascinano il lettore fino alla fine del libro.
I personaggi sono strutturati bene, ognuno di loro riesce a far emozionare e divertire il lettore.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro ambientato negli anni Venti, a chi vuole leggere una storia intrigante, accattivante e ricca di colpi di scena.
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro, per avermi fornito la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di sentirmi una fuorilegge insieme a Bonnie e Clyde.
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