“Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista” di Sara Rattaro

Titolo: Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista 
Autore: Sara Rattaro 
Casa Editrice: Piemme 
Data uscita: 7 Aprile 2026 
Pagine: 304 
Genere: Romanzo storico 

La mia esistenza è stata tutta così: mentre qualcuno portava via, qualcun altro portava dentro. E in quel continuo alternarsi di mani che tolgono e mani che offrono, io ho imparato la mia prima, grande lezione: si sopravvive. 
Sempre. 
Anche quando vieni al mondo senza una coperta. 
Il mio nome è Teresa, ma chiamatemi <<Chicchì.>>

Con “Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista” la scrittrice Sara Rattaro, dà voce a una delle figure italiane più sorprendenti e dimenticate della storia: Teresa Mattei. 
Teresa Mattei (1921-2013) è nata a Genova da una famiglia antifascista, dalla madre Clara Friedmann e dal padre Ugo Mattei. I Mattei si erano trasferiti vicino a Varese, a causa del lavoro di Ugo. Il padre, era un avvocato e dirigente della Società telefonica Elettrica Ligure-Lombarda, chiamata “LA STELLA”, mentre il fascismo si diffondeva in ogni città italiana. 
Mussolini pretendeva una linea telefonica diretta tra Milano e Roma, per diffondere i suoi ordini il più velocemente possibile. Ma Mattei è sempre stato un uomo con una sua identità e non si era mai piegato a nessuna richiesta, nemmeno a quella di Mussolini. 

Perchè il coraggio, quello vero, non fa rumore e non chiede applausi. 

Teresa cresce con gli insegnamenti e ideali del padre, che spesso, la portano a scontrarsi con i dettami dell’epoca. 
La famiglia Mattei era una famiglia numerosa, composta da sette figli: Camillo e Gianfranco, erano i fratelli maggiori, poi c’era Teresa, Giovanni (Nino), Ida, Andrea e Mario. Secondo la madre Clara, dato che la vita era una sfida continua e dolorosa, aver dato alla luce sette figli, li avrebbe aiutati a sostenersi nel momento del bisogno. 
Quando Teresa aveva compiuto dodici anni, i Mattei furono “costretti” a trasferirsi da Varese a Firenze, precisamente a Bagno Ripoli, per allontanarsi dal controllo del regime fascista. Ugo Mattei, aveva capito che presto sarebbe scoppiata la guerra e Firenze, sarebbe stata la città ideale per la loro famiglia. 
Per Teresa, non fu facile lasciare Masnago, salutare i suoi amici, ma il padre le disse: <<Teresa il mondo va avanti solo perchè qualcuno ha il coraggio di non chinare la testa […] Io quella tessera non la prenderò mai. La mia anima non è in vendita.>> 
Grazie a queste parole, Teresa impara l’importanza di credere nelle proprie idee, di non piegare mai la testa. 
A Bagno Ripoli, i Mattei avevano acquistato una piccola tenuta, che gli avrebbe garantito cibo a sufficienza per sfamare l’intera famiglia. 
Ma la loro casa era aperta a tutte/i coloro che volevano raccontare la propria storia, come Giorgio La Pira, Natalia Ginzburg, Piero Calamandrei, Carlo Levi e Adriano Olivetti. 
E’ anche grazie a questi personaggi e ai loro discorsi, che Teresa Mattei aveva imparato a conoscere il significato della parola “libertà”. 

 

Ogni foglio che usciva da quella vecchia Olivetti, ogni parola battuta con pazienza, era un grido contro il regime. Non c’erano applausi, né testimoni. Solo la speranza che qualcuno, leggendo quelle frasi, si sentisse meno solo. 
Il nostro incendio era divampato e per alimentarlo sarebbe bastato tenere aperta una finestra. 

Tutti in paese sapevano che i Mattei non si allineavano ai dettami del regime, e una notte decisero di usare delle teglie per creare delle matrici, servendosi della macchina da scrivere Olivetti, per stampare volantini provocatori, contrari al fascismo che disperdevano nei luoghi pubblici o nelle cassette postali di Firenze. 
Durante la scuola media, Teresa è obbligata a indossare la divisa delle Giovani Italiane, anche se la detesta, ma ogni mercoledì pomeriggio era libera di vestirsi come voleva per andare nella biblioteca comunale, a perdersi tra le pagine dei libri. 
Ma il fascismo, controllava ogni cosa, dai sistemi di comunicazione, alla scuola e i testi, proibendo ed eliminando molti libri, considerati “sovversivi” e contrari al regime. 
Per questo motivo, Teresa sente crescere dentro di lei, una rabbia cieca nei confronti del fascismo, che si insinuava in ogni cosa. 

Il signor Gori, il bibliotecario, sollevò lo sguardo dal registro. Era un uomo che conosceva i libri e li trattava da amici. […] 
Ma quel giorno, nei suoi occhi c’era qualcosa di diverso. Una stanchezza nuova, pesante. 
Guardai sugli scaffali. C’erano troppi spazi vuoti, denti mancanti in una bocca che non poteva più sorridere. 
Rimasi ferma. Mi sembrava di essere caduta in una favola dove il cattivo aveva rubato i libri invece dei bambini. 
<<Signor Gori?>> sussurrai. 
Lui chiuse il libro con calma. Si guardò intorno, temendo che anche i muri potessero spiarci, poi si chinò verso di me. 
<<Li hanno portati via>> disse piano. quasi senza fiato. <<Hanno detto che quei libri non sono in linea con le idee del fascismo.>> 
Il fascismo. Sempre lui. Quella parola la sentivo tutti i giorni ma lì, nella penombra della biblioteca, suonava come un nemico che ti entra in casa di notte. 
<<Ma erano solo libri…>> balbettai, incredula. Mi sembrava impossibile che qualcuno potesse avere paura di parole stampate su una pagina. 
Il signor Gori fece un sorriso triste.
<<I libri insegnano a pensare, Teresa. E chi comanda con la paura, i pensieri liberi non li sopporta.>> 
Quelle parole si incastrarono dentro di me, come spine sottopelle.

Nel maggio del 1938, Teresa dimostra di avere un coraggio fuori dal comune, durante la lezione del professor Santarelli, non riesce a trattenere la sua opinione contraria alla teoria delle razze. Per questo motivo, Teresa venne espulsa da ogni scuola del Regno e grazie a un’amico avvocato di famiglia, dato che la legge lo prevedeva, la ragazza decise di continuare a studiare da privatista. 

<<E’ un delirio…un’assurdità.>> 
Miriam mi guardò. I suoi occhi erano pieni di un misto di paura e gratitudine. L’aula sembrava congelata, imprigionata dalla paura. Eppure, io non potevo restare senza dire nulla. Non quel giorno, non davanti a quella menzogna travestita da lezione. Mi alzai, sentendo il cuore pulsare nelle tempie. 
<<Io esco. Non posso assistere a queste menzogne.>> La mia voce risuonò forte, quasi stonata nella mia stessa testa, ma non mi fermai a pensare. Uscii dall’aula con passo deciso, senza girarmi. 
Pochi minuti dopo, ero già nell’ufficio del preside, che mi guardava con gli occhi freddi, come se stesse osservando un insetto molesto. 
<<Signorina Mattei>> cominciò stringendo le labbra. <<Il suo comportamento è inaccettabile. Lei ha violato il regolamento scolastico e ha mostrato una grave mancanza di rispetto verso i suoi insegnanti.>> 
<<Ho solo espresso la mia opinione.>> Non cedetti. 
<<Non è un’opinione ammessa.>> Il preside si sporse in avanti. 
<<Ma è quella giusta>> gli risposi. 
Sapevo cosa sarebbe successo questa volta. Non l’avrei passata liscia come quel 6 Maggio trascorso in compagnia del bidello. 
Questa volta mi espulsero. Da tutte le scuole del regno. La decisione fu unanime e veloce, come se fossi un’altra pratica da archiviare. 

 

La guerra scoppiò, Mussolini trasmesse in radio il suo discorso autoritario e pieno di speranza. Da quel momento, ogni città aveva i segni della guerra, della distruzione, oltre che della fame. 
E’ così che Teresa diventa per tutti “Chicchì”, la staffetta partigiana che nascondeva i messaggi nell’orlo della gonna. Ogni chilometro che percorreva Teresa, con la sua bicicletta, era un passo verso la libertà, anche se estremamente pericoloso. 
Teresa venne imprigionata, violentata, ma non si è mai piegata al fascismo, dimostrando di essere una grande donna, disposta a resistere per avere la propria libertà. 

Chiusi gli occhi e cercai di lasciarmi scivolare via, lontano da quella stanza, ma ogni suono mi risucchiava indietro. Iniziarono a parlare tra loro. Poi a ridere finché uno di loro non si slacciò i pantaloni e si chinò su di me. Avvertii il suo fiato caldo e nauseante sul mio viso. Lui mi schiacciò la testa di lato contro il pavimento come se non mi volesse nemmeno guardare. 
Non fu solo dolore fisico, fu il modo in cui spogliarono la mia umanità, pezzo dopo pezzo. Mi sforzai di respirare, ma sembrava che l’aria stessa fosse stata contaminata, troppo densa e sporca per entrare nei polmoni. 
Mi violentarono in cinque. 
Uno dopo l’altro. 
Tanti modi diversi di andare in pezzi 

Fu come aver perso fiducia nelle proprietà delle cose. Nel salire le scale, nel lavarmi la faccia, nel piegare i vestiti. 
Poi, un giorno spalancai la finestra della mia piccola stanza e un profumo meraviglioso mi riempì le narici, i pensieri di quegli ultimi giorni iniziarono a liberarsi come schegge gelate che si staccano da un ghiacciaio. 
Non ero morta. 
Non mi avevano uccisa. 

Finita la guerra, Teresa viene eletta a solo venticinque anni (la più giovane delle ventuno donne presenti), all’Assemblea Costituente, per scrivere la Carta Costituente. 
Non è stato semplice per Teresa e le altre donne, dimostrare agli uomini il valore di una donna, ma ci riuscì battendosi per l’articolo 3 della Costituzione. 
E’ grazie a Teresa Mattei, se oggi l’articolo 3 si presenta così: 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 

Imparai. Imparai che per essere ascoltata, non bastava alzare la voce: bisognava restare. Resistere. Anche lì. 
E poi arrivavano i momenti che più amavo: quelli con le altre. 
Ci cercavamo con lo sguardo, come per ricordarci che non eravamo sole. 
<<Teresa, dobbiamo batterci insieme>> Mi disse Nilde Iotti stringendomi il braccio. Lo fece con una forza che cancellava ogni dubbio. <<Se non ora, quando?>> 
Sentii quella stretta scendere fino al cuore. In aula i dibattiti erano colpi secchi, fendenti che tentavano di zittirci. Ci guardavano con sufficienza, con quelle odiose espressioni da padri pronti a metterci in castigo se avessimo disobbedito. 
Ma quando parlavamo, il tono cambiava. Non era più la voce di una sola donna. 
Eravamo un coro. 
Dignità, diritti, parità. 
Ogni parola si alzava più forte della precedente. Ma quello che tutti gli uomini non capivano era che lì, in quel banco, non ero più soltanto la giovane Teresa, ero una delle ventuno donne incaricate di rappresentare tutte le altre italiane.
E lo avrei fatto. A qualunque costo. 

Teresa aveva lottato, insistito per far inserire nell’articolo 3 la parola “di fatto”, per evidenziare che la Repubblica doveva intervenire in modo concreto, onde evitare l’ineguaglianza tra i cittadini. 
Venne redatta la Costituzione e il 2 Giugno 1946, per la prima volta nella storia, alle donne fu concesso di votare al pari degli uomini. 
Un giorno, Teresa, decide di istituire la Giornata Internazionale della Donna e scelse come fiore: la mimosa, povera e resistente, come ogni donna. 
Ogni diritto che abbiamo noi oggi, è stato lottato, combattuto da Teresa Mattei e da molte altre donne, che hanno rischiato la propria vita per difendere i propri ideali. 

Perchè ci sono battaglie che si combattono lontano dai riflettori. E sono quelle che cambiano davvero le cose. Mi lasciai abbracciare da mio marito. C’è una sensazione di completamento nel finire tra le braccia di chi ami. E’ come il calore di un caminetto che riscalda una stanza o il ritrovare la strada di casa.

 

La scrittrice Sara Rattaro, autrice di numerosi romanzi di successo come “Sulla sedia sbagliata”, “Un uso qualunque di te”, “Non volare via” (Premio Città di Rieti, 2014), “Niente è come te” (Premio Bancarella 2015). “Splendi più che puoi” (Premio Rapallo Carige, 2016), “L’amore addosso” (Premio Letteraria 2018), “Uomini che restano” (Premio Cimitile 2018), “Andiamo a vedere il giorno, “La giusta distanza”, “Una felicità semplice” e “Io sono Marie Curie”. 
La scrittrice Sara Rattaro torna in libreria con “Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista”, dando voce a una grande donna, di cui si parla troppo poco: Teresa Mattei. Teresa, non ha mai abbassato la testa, non ha mai scelto la strada più facile, ha sempre scelto la direzione coerente con i suoi principi. 
L’abilità e la bravura della scrittrice Sara Rattaro, sono evidenti sin da subito e dona al lettore la figura di Teresa, descritta minuziosamente, sempre presente e mai distante, vera, piena di passione, ideali, rabbia e paura. 
La storia è strutturata da capitoli brevi, ben documentati e che penetrano nel cuore e nell’anima di ogni lettore. 
I temi trattati sono molteplici: dalla Seconda Guerra Mondiale, ai pregiudizi, all’amicizia, la violenza, i libri, lo studio, la Resistenza, la libertà, i diritti, la Costituzione e la forza delle donne. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, profondo, intenso, umano, in grado di far catturare i lettori sin dalla prima pagina. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice che riesce a donargli tratti umani realistici. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano conoscere una donna forte come Teresa, che con coraggio si è battuta contro il fascismo, per far valere le sue idee.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia incisiva, capace di entrare nell’anima di ogni lettore. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di approfondire la storia di Teresa Mattei, colei da cui ogni donna deve apprendere molte cose, tra cui il coraggio di non arrendersi. 
Buona lettura 📖!!

“Due cuori in tempesta” di Sara Rattaro

Titolo: Due cuori in tempesta 
Autore: Sara Rattaro 
Casa Editrice: Sperling & Kupfer 
Collana: Pandora 
Data uscita: 13 Maggio 2025 
Pagine: 224 
Genere: Romanzo contemporaneo 

Le sue dita intrecciate alle mie e non capire più quale mano appartiene a me e quale a lui. 
E’ così che abbiamo smesso di riconoscere i nostri confini come quelli che avevamo disegnato sul muro. 

La protagonista del libro si chiama Mia, una ragazzina di sedici anni che deve fare i conti troppo presto, con il destino crudele della vita. Mia, non riesce ancora a credere e ad accettare, che suo padre sia morto davanti a lei. Il padre, era un coraggioso vigile del fuoco, e un giorno d’estate, dopo aver terminato il turno di lavoro, insieme a sua figlia e al suo collega Giorgio e la figlia Anna, avevano deciso di trascorrere la mattinata al mare. 
All’improvviso, il gestore del diving center aveva iniziato ad agitarsi, perchè erano trascorse troppe ore e un sub non era ancora rientrato dall’immersione. Il padre di Mia, nonostante il suo turno fosse finito, non esitò nemmeno un secondo e si tuffò in acqua, con una corda per salvare il sub. 
Il sub, era rimasto incastrato in un detrito che il padre di Mia, riuscì a spostare, mettendo in salvo la vita dell’uomo. Purtroppo, il padre di Mia, nel cercare di spostare il detrito, aveva perso la maschera e il boccaglio e morì sul colpo. 
Da allora, il cuore di Mia si è spezzato e la morte del padre, ha stravolto per sempre la sua vita. Mia ha tagliato i ponti con il passato, ad iniziare dallo sport, il nuoto, ma anche rompendo il legame d’amicizia con Anna. Anna era l’unica amica di Mia, erano cresciute insieme perchè i loro padri, oltre ad essere colleghi, erano buoni amici. Anna e suo padre, erano presenti quel giorno, ma Giorgio, a differenza del padre di Mia, non si era tuffato, e Mia non voleva avere più niente a che fare con lui, che lo riteneva responsabile della morte del padre. 

Chiudo gli occhi per un attimo e penso che forse, se fossi vissuta in una città lontana dal mare, papà sarebbe ancora con me. Il dolore, arriva come una stilettata improvvisa che mi stringe lo stomaco e mi toglie il respiro. Rimane incastrato dentro di me, pesante come un sasso gettato in profondità. 

Le giornate di Mia, scorrono tra silenzi, scatti d’ira e pomeriggi in solitaria in camera o nell’auto di suo padre, ascoltando la sua musica preferita. 
Ma il destino si sa, è imprevedibile, Mia conoscerà due persone che si insinueranno nella monotonia della sua vita. E’ così che conosce Giovanni, un ragazzo più grande di lei, di diciotto anni, che ha sempre una macchina fotografica in mano e due occhi che sembrano vedere oltre le apparenze. Giovanni è un ragazzo misterioso ed enigmatico, che ha perso la fiducia nella vita, ma non nella bellezza, che cerca di catturare con la sua macchina fotografica. 
Giovanni riesce a capire molto bene i sentimenti delle persone, in Mia nota una profonda rabbia, rancore, ma anche sensibilità e fragilità. Grazie a Giovanni, Mia inizia a provare qualcosa, un sentimento nuovo ed imprevedibile e si sente in colpa, ha paura di essere felice e di dimenticare suo padre.

Ci guardiamo negli occhi e io avverto il fortissimo desiderio che lui mi baci. Immagino che lui mi avvolga in un abbraccio capace di far sparire tutte le cose anonime che abbiamo intorno. Avverto la pelle del viso avvampare perchè lui sembra leggermi nel pensiero. Si avvicina fino a far aderire il suo corpo al mio, fronte contro fronte, naso contro naso, finché le sue labbra non toccano le mie e intorno tutto inizia a colorarsi. 
Ci baciamo per un tempo lunghissimo, protagonisti di un’istantanea un po’ retrò, di quelle più difficili da riprodurre, quelle illuminate da una luce morbida, diffusa e calda. 
Il resto del pomeriggio lo trascorriamo tenendoci per mano. Io stringo e allento la presa, come se volessi mandare un segnale Morse che solo lui saprebbe decifrare. 
Sto bene, anzi benissimo. Come non mi sentivo da tempo.

Giovanni e Mia trascorrono i pomeriggi insieme, nell’officina abbandonata dello zio, ed è parlando di sé stessi e delle proprie passioni, che tra i due nascerà un legame intenso, capace di lenire le cicatrici più profonde e dolorose. 
Ma oltre all’amore, Mia imparerà a conoscere il vero significato dell’amicizia, grazie a Ella Bollati.
Ella, è la sua nuova compagna di classe e di banco, che proprio come Mia, ha perso da poco un familiare. La vita ha strappato a Mia e ad Ella, gli affetti, ma la vita si sa, contemporaneamente toglie e dona e il destino ha voluto farle incontrarle. 
Tra Mia ed Ella, nascerà un’amicizia fatta di silenzi, ma anche di parole di conforto e di sostegno. Grazie ad Ella, Mia imparerà ad accettare la morte del padre perchè elaborare un lutto richiede tempo.

<<Mi piacerebbe farti vedere un posto>> […]
Venivo spesso qui con Anna, lo facevamo perchè di quel luogo sapevamo tutto dai racconti dei nostri padri. Papà e Giorgio erano amici e colleghi di lavoro da sempre, erano cresciuti insieme e così era stato per noi figlie, fino a quel giorno. 
Ella si ferma, incantata. Mi chiedo se ci vede qualcosa di straordinario come faccio sempre io, ogni volta che passo da qui, o se ai suoi occhi è un edificio come un altro, annerito da un fuoco lontano che gli ha divorato il tetto e l’anima. 
<<Mio padre e la squadra hanno tirato fuori diciotto persone che erano rimaste intrappolata dalle fiamme.>> 
Ella fa qualche passo verso un mazzo di fiori che qualcuno si ostina a posare per tenere vivi i ricordi. Poi, continua a camminare senza che io la segua e sparisce dietro al cinema. So cosa troverà. Erbaccia troppo alta e muri anneriti. Io mi siedo sul muretto ad ascoltare il traffico, quando accade quello che più tempo. L’inconfondibile sirena che fa spostare tutti diventa a ogni incrocio sempre più forte. […]
<<Era la squadra di tuo padre?>> 
Annuisco e alzo le spalle. Lei si avvicina e mi abbraccia, come se ci conoscessimo da tanto tempo, come se sapesse tutto di me, senza badare ai primi giorni carichi di silenzi imbarazzanti, e mentre il cuore mi si sbriciola sotto la pelle piango sulla sua spalle perchè papà non smette di mancarmi. 

Piano piano, Mia, smetterà di sentirsi in colpa e tornerà a vivere e ad essere felice, grazie all’amore e all’amicizia. Perchè a volte è proprio nei luoghi più impensabili che troviamo chi sa tenerci la mano quando tutto il resto si rompe in mille pezzi. 
Può l’amore essere la cura anche quando tutto va in pezzi?

Un anno fa ero convinta che esistessero solo verità assolute. Giusto o sbagliato. Bianco o nero. Ora so che la vita è fatta di sfumature, di errori, di seconde possibilità che a volte non vedi subito, ma che sono lì pronte per essere raccolte. 
Ho imparato che il dolore non si cancella, ma si trasforma. Che non possiamo controllare tutto, ma possiamo scegliere come reagire. 

La scrittrice Sara Rattaro, autrice di molti romanzi di successo come “Sulla sedia sbagliata”, “Un uso qualunque di te”, “Non volare via” (Premio città di Rieti), “Niente è più come te” (Premio Bancarella 2015), “Splendi più che puoi” (Premio Rapallo Carige 2016) e tanti altri romanzi amati da lettori, librai e critici. 
Sara Rattaro torna in libreria con “Due cuori in tempesta”, che racconta la storia di Mia, un’adolescente che ha perso da poco il proprio padre e sarà proprio l’amore, a lenire e curare le cicatrici più profonde situate nel cuore della protagonista. 
La scrittrice Sara Rattaro affronta molti temi delicati, con la giusta sensibilità ed umanità che la contraddistingue. I temi affrontati sono la morte, l’elaborazione del lutto, le seconde possibilità, il dolore, la leucemia, la forza, l’amore e l’amicizia, che proprio come un brutto temporale, leniscono tutte le ferite. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, poetico, intenso, sensibile e commuovente, il lettore si ritroverà a piangere, ridere, sperare, amare, soffrire con la stessa intensità della protagonista, grazie alla forza delle parole utilizzate dalla scrittrice. 
I personaggi sono strutturati molto bene, la protagonista Mia è un personaggio molto complesso, che prova una forte rabbia verso la vita che l’ha delusa e privata del proprio padre. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro emozionante, che tratta temi delicati in modo profondo ed intenso. 
Buona lettura 📚📚!!

“Paolina Leopardi. All’ombra del Poeta” di Francesca Monaco

Titolo: Paolina Leopardi. All’ombra del Poeta
Autore: Francesca Monaco
Casa Editrice: Morellini Editore
Collana: Femminile singolare
Data uscita: 31 Gennaio 2025 
Pagine: 224 
Genere: Romanzo storico 

Nel silenzio della mia camera il nodo del pianto, trattenuto in gola troppo a lungo, inizia a sciogliersi. Il vuoto è già incolmabile e il cuore mi pesa di parole non dette e di gesti non compiuti. […] 
Mi sento confusa, come se un estraneo fosse venuto ad abitare nella mia testa senza chiedermi il permesso. Devo tenermi occupata, devo provare a fare altro per non rischiare di impazzire. 
E allora scelgo l’unica cosa in grado di curarmi.
La scrittura dà voce a ciò che voce non ha e attutisce il vuoto che sentiamo dentro. Me lo ha insegnato Giacomo. La scrittura rende accettabile anche l’aspetto tragico delle cose e io, mai come adesso, ho bisogno di crederlo. 

Tutti conosciamo Giacomo Leopardi, ma cosa sappiamo di sua sorella Paolina Leopardi? 
E’ arrivato il momento di conoscere Paolina Leopardi, e per farlo dobbiamo entrare all’interno dell’austero Palazzo Leopardi a Recanati e tuffarci nel passato!!
Siete pronti? 
Renati è il borgo in cui ogni vicolo, ogni edificio, ogni porta, celebra l’immortalità artistica del grande poeta Giacomo Leopardi. Ed è proprio a Recanati che sono nati Giacomo Leopardi, Carlo Orazio, Luigi e Paolina Leopardi, la protagonista del libro. 
Paolina è l’unica figlia femmina in casa Leopardi, ha avuto la fortuna di ricevere la stessa istruzione ed educazione dei suoi fratelli, grazie al volere del padre Monaldo. 
Il padre Monaldo è un uomo di animo buono, molto severo, che ha sempre posto dinnanzi a tutto, l’istruzione dei suoi figli. In questo libro, viene data a Monaldo una nuova veste, un aspetto più umano, severo e rigoroso, ma che desidera il meglio per i suoi figli. 
La madre Adelaide, è una donna completamente ossessionata dalla religione e dal benessere economico, a discapito dell’amore per i propri figli. Adelaide è colei che comanda e guida Palazzo Leopardi, amministra il patrimonio di famiglia e “comanda” suo marito, e forse, è proprio per questo che Monaldo si comporta così con i suoi figli. 

<<Ho sempre temuto che la quantità esorbitante di tempo che tu e i tuoi fratelli avete passato sui libri fin da piccoli avrebbe finito con il condizionarvi la vita, ma non pensavo che la tua tristezza fosse arrivata a simili livelli. Non esiste soltanto lo studio, non ho mai capito come abbiate fatto a sopportare tutte quelle ore in biblioteca imposte da Monaldo.>>
<<Nostro padre è di animo buono e ci ha sempre amati di un affetto profondo. Severo e dolce allo stesso tempo, è un uomo cocciuto e pieno di pregiudizi, difficile smuoverlo dalle proprie convinzioni. Ha una fiducia eccessiva nella sicurezza del suo pensare, ma è una persona integra moralmente e gli sono grata per averci trasmesso anche l’amore per l’arte, la cultura, il sapere…>>

Paolina è una ragazza molto intelligente, elegante e malinconica, che la rende unica e affascinante. Da sempre Paolina, ha un legame profondo, quasi morboso, con suo fratello Giacomo, che sin dall’infanzia dimostra di essere il genio della famiglia. Paolina ha la fortuna di studiare insieme a lui, di osservare i suoi gesti, ma anche di ricopiare le sue missive, i suoi componimenti. 
Per Paolina, il legame con suo fratello Giacomo è molto simile all’amore, amore che non ha mai avuto la fortuna di provare e ricevere. I suoi genitori, avevano provato ad organizzare il suo matrimonio, ma Paolina desiderava semplicemente essere amata, e anche quando si innamora del suo futuro marito, Raniero Roccetti, Paolina, capisce che lui probabilmente non avrebbe mai ricambiato i suoi sentimenti e così manda a monte il matrimonio. 
Paolina vivrà per sempre con il rammarico di non aver provato l’amore, l’amore da lei tanto sognato e venerato. 

Giacomo è il mio Muccio, il mio tutto, ma da alcuni giorni non mi da tregua. Mi suggerisce continuamente di stare più calma e di non disperarmi se tutte le trattative matrimoniali degli ultimi anni sono naufragate. […]
<<Vi siete attivati per trovarmi un marito, e vi ringrazio per questo, ma la causa è disperata. Bisogna prenderne atto. Non voglio saperne più niente. Non voglio sposarmi e non voglio più essere portata a quella specie di mercato. Sono stanca di ingoiare umiliazioni e stufa anche di parlarne.>> 

E’ così che Paolina si dedica alla scrittura, grazie al consiglio di suo fratello Giacomo, che la esorta a scrivere per esprimere i suoi sentimenti e per sentirsi meno sola. 
Ma la vita di Paolina cambia nel 1830, l’anno in cui suo fratello Giacomo lascia Palazzo Leopardi, lascia Recanati per seguire il suo destino di scrittore e poeta. Paolina, a differenza dei suoi fratelli che progressivamente lasceranno Palazzo Leopardi, è costretta a vivere tra quelle mura, per lei, molto simili a una prigione. 
E’ in questo periodo, che Paolina si sente molto sola ma perfortuna, grazie a suo fratello Giacomo, intrattiene una corrispondenza epistolare con Marianna Brighenti, una cantante lirica molto brava a quei tempi. 
Paolina aspetta con ansia le lettere di Marianna, l’unica sua confidente, ad eccezione di suo fratello Giacomo. 
Nonostante lei e Giacomo sono lontani, tra di loro c’è un legame molto forte, una sorta di filo rosso che li unisce e li accompagnerà per tutta la vita (e non solo).
Un giorno, arriva una lettera a Palazzo Leopardi e Monaldo, comunica a sua figlia Paolina, il decesso di Giacomo Leopardi avvenuto il 14 Giugno 1837, presso la città di Napoli. 
Non sarà facile per Paolina, superare, elaborare il lutto, ma il loro legame è più forte di tutto, anche della morte, e lei è certa, che un giorno potrà di nuovo abbracciarlo. 

<<Stavolta si tratta di Giacomo.>>
Soffoco un singhiozzo. 
<<E’ sua quella lettera?>> Sento le forze venire meno. 
<<Sta bene?>> 
Continua a fare cenno di no con il capo. 
<<Paolina, dovremo essere forti…>>
<<No…>> E’ l’unico suono che la mia voce strozzata riesce a emettere, la prima difesa allo strazio che sento arrivare. <<Giacomo no…>> 
E’ ancora troppo il bisogno che ho di lui. 
Di sapere che lui c’è. 
Prima ancora che mio padre trovi il coraggio di dirmi il resto, mi accascio a terra ripiegandomi su me stessa come un vestito abbandonato. 
Perchè è proprio così che mi sento. Abbandonata dall’unica persona da cui mi sia sentita realmente amata. 
Questa consapevolezza permette al dolore di attraversarmi la pelle. 

Alla morte dei suoi genitori, all’età di sessant’anni, Paolina decide di viaggiare e ripercorre tutte le città, i luoghi in cui il fratello ha vissuto: da Pisa (la città tanto amata da Giacomo) a Napoli, il luogo in cui è custodita la sua tomba. 

Qui si chiude miseramente il romanzo di Paolina Leopardi, così splendente nella fantasia e nel cuore, così povero nella realtà.

Non è in mio potere lasciare dopo di me un nome degno di associarsi a quello del nostro Giacomo, né sarei capace di giudicare quelle opere di letteratura. Però ecciterà sempre la mia ammirazione e invidia, qualunque persona del nostro sesso sia in grado di mostrare che noi non siamo nate soltanto per quello cui ci credono destinate gli uomini. 

La scrittrice Francesca Monaco ha pubblicato “Manuale di sopravvivenza agli uomini e ai dolci” (Trenta Editore), “Ormoni e limoni” (Ventura Edizioni), e dopo aver seguito i corsi di scrittura di Sara Rattaro ha pubblicato alcuni suoi racconti nelle antologie “Questione di scelte”, “Ritratti di donne”, “Le Spietate” e “Gli eroi della Shoah” (Morellini Editore). 
La scrittrice Francesca Monaco con “Paolina Leopardi. All’ombra del Poeta”, vuole porre in risalto la figura di questa giovane donna, posta nell’ombra dal fratello Giacomo Leopardi. 
La figura di Paolina è molto importante, è una donna intraprendente, che lotta per la libertà in un periodo molto difficile per le donne. In queste. pagine, Paolina si racconta con una nota di malinconia, ma anche piena di vita e di coraggio. 
Il lettore imparerà a conoscere Paolina, il legame profondo con suo fratello Giacomo, ma anche il rapporto speciale con le donne, come l’amicizia con la cantante lirica Marianna Brighenti, con cui ha scambiato ben 35 anni di lettere. 
I temi trattati sono l’educazione, il rapporto tra genitori, la religione, la morte, l’oppressione familiare, la letteratura e gli studi, l’amicizia e il sostegno tra donne, l’amore tra fratelli e la scrittura, l’unica medicina, l’unica arma in grado di salvarci dalla solitudine. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, profondo, ricco, poetico e superbo, in cui all’inizio di ogni capitolo sono presenti delle missive, tratte dalle lettere tra Giacomo e Paolina, ma non solo. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono al lettore di affezionarsi alla protagonista. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano conoscere una donna straordinaria, molto sensibile ed intelligente, che non ha nulla da invidiare a suo fratello Giacomo Leopardi. 
Ringrazio Sara Rattaro e la casa editrice Morellini Editore, per avermi inviato la copia cartacea del libro che mi ha permesso di conoscere meglio Paolina Leopardi, una grande donna intraprendente, una donna che merita di essere conosciuta e menzionata per le sue doti, per il suo carisma.
Buona lettura 📚📚!!

 

“Le spietate” a cura di Sara Rattaro

Titolo: Le Spietate 
Curatore: Sara Rattaro 
Editore: Morellini 
Collana: Fuori collana 
Data uscita: 14 Giugno 2024 
Genere: Racconti 
Pagine: 176 

<<I guanti neri che coprono le mani dell’accusata vogliono far tacere la sua coscienza!>> aveva tuonato il pubblico ministero durante il processo. 
Lei non sa dire se avesse ragione. Sa solo che da quella notte, li indossa quando mangia, quando lavora a maglia o ricama, anche mentre dorme. Li toglie solo per lavarsi le mani e anche allora evita di guardarle. 

“Le Spietate” è una racconta di dodici racconti incentrati su dodici donne, donne senza scrupoli che hanno ucciso persone, bambini senza remore. 
Le donne menzionate nell’antologia sono: Amelia Dyer, Rina Fort, Irma Grese, Belle Gunnes, Ljudmila Pavličenko, Bonnie Elizabeth Parker, Madame Alexe Popova, Dorothea Puente, Vera Renczi, Caterina Sforza, Mariam Soulakiotis e Giulia Tofana. 
Il lettore si immergerà in ogni racconto che ha l’obiettivo di mostrare la vita di ogni donna, una vita enigmatica, complicata e ingarbugliata. Ogni donna menzionata in questa antologia, racconta le motivazioni che l’hanno spinta a comportarsi in quel modo: chi per vendicarsi di una violenza subita, chi per vendetta, per regolamento di conti o per pazzia. 
Il lettore avrà modo di immergersi nella lettura tra l’oscurità della Londra vittoriana con Amelia Dyer, al terrore nei campi di concentramento con Irma Grese e tante altre storie di donne spietate, che per una serie di circostanze hanno modificato la loro vita e il loro essere. 

Sono stanca di sentire gli occhi di tutti puntati su di me. 
Una volta mi piaceva. 
Quando ero un supervisore anziano nel campo, camminavo lungo il filo spinato, controllando che tutti i detenuti rispettassero le mie regole, che abbassassero gli occhi al mio passaggio, che capissero che noi eravamo gli esseri umani […]

L’antologia “Le Spietate” è stata curata dalla scrittrice Sara Rattaro, ogni racconto è in grado di stupire, affascinare e tenere con il fiato sospeso il lettore. 
I temi trattati sono la crudeltà, il sangue, l’ingiustizia, la violenza, i neonati, i campi di concentramento, la giustizia, l’ingiustizia, il potere, la manipolazione, il tradimento, la criminalità e la forza e determinazione di queste dodici donne che hanno dimostrato di poter spaventare tutti, anche gli uomini. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, affascinante e ipnotico, in grado di insinuarsi nella mente del lettore sin dalle prime pagine. 
I personaggi sono descritti bene, ogni racconto è formato da una biografia che permette al lettore di conoscere qualche informazione sulla protagonista della storia. La narrazione di ogni racconta si alterna tra passato e presente e con numerose descrizioni, che permettono al lettore di entrare in empatia con la protagonista, tanto da giustificare e comprendere alcuni comportamenti criminali. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro che si focalizza sulle azioni spietate, cruente e violente di dodici donne, donne che hanno cambiato la storia. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro e la casa editrice Morellini editore per avermi inviato la copia cartacea di questa antologia, che mi ha permesso di conoscere nel profondo la storia di queste dodici donne e di emozionarmi con loro. 
Buona lettura 📚📚!!

“Io sono Marie Curie” di Sara Rattaro

Titolo: Io sono Marie Curie 
Autore: Sara Rattaro 
Casa Editrice: Sperling&Kupfer 
Collana: Pandora 
Data uscita: 5 Marzo 2024 
Pagine: 208 
Genere: Romanzo storico 
Acquista: https://www.ibs.it/io-sono-marie-curie-libro-sara-rattaro/e/9788820078461?gad_source=1&gclid=Cj0KCQjw0ruyBhDuARIsANSZ3wrcfISRUvdz3UQF8Sibn0ydMoFeLOvHx2o2Ey9j8PepKtOojGr6tZ0aArSDEALw_wcB

Io sono Marie Curie e io ho scoperto la radioattività! Questa è la mia scienza e questa sono io. 

Il libro racconta la storia di Marie Curie, una donna coraggiosa e intelligente, capace di sfidare il mondo e di far valere i propri diritti, in un mondo esclusivamente maschile. 
Maria Sklodowska diventata Marie Curie, dopo aver sposato Pierre Curie, è nata in Polonia e insieme alla sorella Bronia, desiderano un futuro migliore, un’istruzione pari a quella dei maschi, per questo decidono di frequentare le lezioni clandestine, anche a costo di sacrificare la loro vita. 
In quegli anni in Polonia, l’armata russa aveva invaso il Paese, ed era proibito l’insegnamento del polacco (la lingua madre). Una volta terminati gli studi obbligatori, a differenza dei maschi, le donne non potevano iscriversi all’Università e, Marie Curie decide di diventare l’istitutrice di una famiglia benestante, per ottenere i soldi necessari per far studiare sua sorella a Parigi. 
Dopo aver svolto il ruolo di istitutrice presso la famiglia Zorawski, Marie decise di raggiungere la sorella a Parigi per poter studiare. 
Marie ottiene la laurea in Fisica e la seconda laurea in Matematica, riuscendo a dimostrare la propria intelligenza in un mondo maschile. E’ così che conosce Pierre Curie, entrambi nutrono la stessa passione, lo stesso amore incondizionato per la scienza, e insieme scoprono la radioattività. 

<<Possiamo restare qui a osservarlo fino all’alba se vuoi>> mi sussurrò, intrecciando le sue dita con le mie. 
<<Credo di essermi innamorato perdutamente di te, Marie.>>
<<Pierre…>
<<Tutto torna, tutto si è collegato, tutto ha un senso. Se stiamo insieme…>>
Ecco cosa non avevo previsto: la passione. Io, così forte, così rocciosa, non avevo fatto i calcoli giusti, quelli che contengono la variabile più imprevedibile, l’unica in grado di sconvolgerti la vita. 

Un giorno Pierre, si ritrova vittima di un’incidente e Marie,  per la prima volta è sola, con la paura di non riuscire più a tornare in laboratorio. 
Ma Marie Curie è una donna forte, tenace, che si ritrova a lottare non solo contro le forze della natura, ma anche con il proprio cuore e contro un’epoca che fatica ad accettare il genio femminile. 
Marie Curie la donna considerata “la madre della fisica moderna”, che vinse due premi Nobel per aver scoperto due elementi (il polonio e il radio). 

La scrittrice Sara Rattaro con “Io sono Marie Curie”, utilizza la prima persona per raccontare i sentimenti di Marie Curie. Il lettore si ritroverà a camminare tra le strade di Parigi, ma anche ad assistere le scoperte della scienziata all’interno del laboratorio, che deve far valere i propri diritti; dimostrando a tutto il mondo che una donna può vincere il Nobel, che una donna può lavorare in laboratorio a dispetto dell’opinione comune che considera la donna capace solo tra le mura domestiche. 
I temi trattati sono la scienza, la storia della Polonia, l’istruzione, il giornalismo, la figura della donna, la fisica e l’amore. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, molto precisa anche nel descrivere i dettagli scientifici per rendere la storia credibile e accessibile anche a chi non conosce la materia. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie all’abilità della scrittrice e all’utilizzo della prima persona, il lettore ha modo di sentire tutte le emozioni che prova la protagonista: dalla rabbia e frustrazione, alla paura, al coraggio di sfidare il mondo e infine all’amore incondizionato che prova per Pierre e per la scienza. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere la storia della grande donna Marie Curie, in grado di insegnare a tutte/i noi, che nella vita bisogna avere il coraggio e essere pronte a sfidare il mondo. 
Buona lettura 📚📚!!

“Ritratti di donne 2” a cura di Sara Rattaro

– Da Sibilla Aleramo a Tina Turner, 27 autrici raccontano 27 donne straordinarie.

Titolo: Ritratti di donne 2. -Da Sibilla Aleramo a Tina Turner, 27 autrici raccontano 27 donne    straordinarie. 
Autori: Vari 
Casa Editrice: Morellini Editore 
Genere: Narrativa 
Data uscita: 26 Aprile 2024
Pagine: 224 
Acquista: https://www.morellinieditore.it/books/ritratti-di-donne-2/

 

<<Una volta hai detto: per una donna è più difficile fare carriera, ma molto più divertente. Lo pensi davvero?>>
<<Sì, lo penso davvero. Tutti ti guardano come una mosca bianca, ma ti ascoltano. Mi chiedevi come si impara questo lavoro, secondo me come tutti. Ci sono due aspetti che mi hanno insegnato, soprattutto gli americani: programmare le cose da fare e motivare le persone. Tutte le attività di questo mondo si riducono a questi due ingredienti, apparentemente semplici, ma non facili da attuare.>>

Ritratti di donne 2 è una raccolta di 27 racconti incentrati su 27 donne straordinarie, che hanno lottato per emergere. Le donne menzionate nel libro, hanno passioni, sogni e vite diverse ma hanno in comune l’essere donna, considerata da tutti come l’angelo del focolare, come se i sogni fossero una prerogativa esclusivamente maschile. 
Le donne raccontate nel libro sono: Sibilla Aleramo (scrittrice, poetessa e giornalista italiana), Marisa Belisario (prima donna top manager in Italia), Nellie Bly ( prima giornalista d’inchiesta donna della storia), Anna Bolena (regina d’Inghilterra), Antonia Louise Brico (prima direttrice d’orchestra riconosciuta a livello internazionale), Claude Cahun (fotografa, scrittrice e attrice), Rachel Carson (biologa marina e pioniera nella divulgazione scientifica), Maria Costa (poetessa), Alba de Céspedes (scrittrice, poetessa, giornalista, autrice di testi per il cinema, il teatro, la radio e la tv), Isabella di Brienne (seconda moglie di Federico II di Svevia), Margherita Di Savoia (prima Regina d’Italia), Amelia Mary Eahart (aviatrice statunitense), Oriana Fallaci (giornalista e scrittrice), Anna Freud (psicologia infantile), Jane Goodall (etologa e primatologa), Margherita Hack (astrofisica), Rosemary Kennedy (terza figlia di Rose e Joe Kennedy), Anna Magnani (attrice), Maryam Mirzakhani (matematica), Dolores O’ Riordan (cantautrice e chitarrista islandese), Rosa Parks (narratrice), Beatrix Potter (scrittrice di letteratura per l’infanzia), Jill Robinson (ama gli animali, fondatrice dell’associazione “Dott.Dog.”), Ruth Handler (creatrice di Barbie), Alfonsina Strada (prima donna a competere in gare ciclistiche maschili), Wislawa Szymborska (poetessa) e Tina Turner (cantante). 

All’inizio di ogni racconto, il lettore troverà una piccola biografia della protagonista, oltre alle motivazioni di ogni autrice sulla scelta di raccontare quella donna, seguita dal racconto e da alcune informazioni sull’autrice. 
Ritratti di donne 2 nasce con l’intento di far conoscere la vita delle donne, donne poste ai margini o trascurate dalla società, che meritavano e meritano tutt’oggi di essere conosciute per la loro tenacia, forza, coraggio e determinazione. 
I temi trattati sono il sapere, la scienza, il mondo dello spettacolo, l’arte, il giornalismo e il mondo dell’editoria, la fatica di ogni donna, i pregiudizi, l’amore, essere madre, la forza, la libertà e le difficoltà che ogni donna ha dovuto affrontare per non rimanere schiacciata dai desideri maschili. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, ogni racconto è ricco di descrizioni molto realistiche e in grado di far entrare in empatia il lettore con le protagoniste. 
Le protagoniste sono strutturate bene, grazie alla loro forza e alla loro costanza, hanno lottato per far valere i propri diritti e per seguire le proprie aspirazioni. 
Ringrazio Sara Rattaro per avermi fornito la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere la forza di queste 27 donne meravigliose. 
Complimenti alle 27 autrici (Loretta Ricchiuti, M.Cristina Bombelli, Linda Rossi, Giorgia Bassi, Evelina Proli, Piera Cavalieri, Lisa Carraro, Grazia Riggio, Maria Luisa Mosele, Annarita Ferraioli, Margherita Ciociano, Daniela Chemello, Jenni Lazzarin, Cristina Panigatti, Maria Cristina Perica, Veronica Favale, Patrizia Gariffo, Luisa Diaco, Giamila Zaghloul, Marinella Riccardi, Caterina Frecentese, Teresa Capezzuto, Francesca Granai, Cristiana Mantovani, Francesca Garda, Paola Maria Greco e Claudia Barrera), per l’ottimo lavoro. 
Buona lettura 📚📚📚!!

“Bonnie Parker. Un destino chiamato Clyde” di Arianna Destito Maffeo

Titolo: Bonnie Parker. Un destino chiamato Clyde. 
Autore: Arianna Destito Maffeo 
Casa Editrice: Morellini Editore
Collana: Femminile singolare 
Data uscita: 27 Ottobre 2023 
Pagine: 244 
Genere: Romanzo autobiografico
Acquista: https://www.morellinieditore.it/books/bonnie-parker/

Non faccio in tempo a versare la cioccolata nelle tazze che, sulla soglia della cucina, appare lui. Completo grigio, capelli tagliati di fresco, corti ai lati e un ciuffo tenuto in ordine da parte. Un profumo orientale e la sensazione che qualcosa stia per travolgere il mio destino come una tempesta di polvere. 
Si presenta, si abbassa il cappello, si aggiusta il ciuffo di capelli neri lucenti e mi sorride. Sono già sua. 
<<Sono Clyde.>>
Mi porge la mano, la stringe e i suoi occhi continuano a sorridere. 
La sua mano, sebbene sia gelata, riesce subito a scaldarmi. E lì, in quel momento, in una casa modesta in un luogo seminato di baracche e di miseria, accade qualcosa. 

Il libro è ambientato alla fine degli anni Venti a Cement City, un sobborgo di Dallas, dove abita Bonnie Parker, una ragazza gentile, vivace, ironica e curiosa. Bonnie è affascinata dal mondo del cinema e vorrebbe fare l’attrice o la scrittrice. Bonnie non riesce a trovare un lavoro, figuriamoci se può concedersi il lusso di realizzare le sue aspirazioni.
Un giorno, Bonnie trova lavoro al “Marco’s Caffè”, ma a dicembre del ’29 il locale ha risentito della caduta di Wall Street e Bonnie è stata licenziata. 
A sedici anni si sposa con un ragazzo di nome Roy, molto egoista e distratto, che con la scusa del lavoro, la trascura e la lascia sempre da sola. Bonnie è sposata con un uomo che non vede mai, che sente raramente e si sente sola, abbandonata e stanca di aspettare un ragazzo che dimostra di fregarsene di lei. 
E’ così che Bonnie si ritrova senza l’uomo che ama e senza un lavoro, con un futuro incerto e pieno di incognite. Ma Bonnie non sa, che il futuro ha dei piani per lei, un futuro che si chiama “Clyde Barrow”. 
Un giorno, Bonnie incontra un ragazzo affascinante, sicuro di sé e spensierato, di nome Clyde Barrow e rimane subito colpita dai suoi modi eleganti. Tra Bonnie e Clyde è un vero amore a prima vista, caratterizzato da una forte attrazione e affinità, sia a livello emotivo, sia a livello psicologico. 
Ma dietro ai vestiti eleganti, Clyde nasconde la sua vera personalità di bandito. 
Bonnie è perdutamente innamorata di Clyde e non le interessa se è un bandito, è disposta a tutto per stare al suo fianco, anche di scappare. 

Finalmente c’è qualcuno al mondo per cui esisto e non sono invisibile. 
Qualcuno che mi chiede come sto. E che addirittura mi ascolta se gli rispondo. 
Sono euforica, di quell’euforia un po’ stupida. 
Clyde Barrow. Ripeto il suo nome nella mente. A volte lo sussurro. A volte lo scrivo sulla carta scarabocchiando fantasie inconfessabili. 
Da quando lo conosco mi sembra di essere diventata una persona intera. Come se per la prima volta avessi scoperto di valere davvero qualcosa. 
Mi sento Bonnie nel mondo, con i piedi ben saldi per terra, la prima volta. Come se l’universo avesse un senso e un colore nuovo, anzi, più colori. 
La mia vita ora sembra diventata un film, di quelli che non mi perdo per nessuna ragione al mondo. 
Il sapore della vita ora è diverso. Sa di buono, di cotone pulito, di sapone e di spezie. La mia vita sa di Clyde Barrow. E’ il nuovo odore che cerco nel mondo. 

E’ così che Bonnie e Clyde attuano una fuga, che li porterà a diventare i criminali più ricercati di tutta l’America. 
Ma chi è Bonnie Parker? 
Come sarebbe stata la sua vita senza Clyde? 

Clyde afferra il volante e fugge. La radio parla solo di noi. Le nostre fughe sono ormai leggendarie. Rido di gusto. Ora che non ho più il tempo di sognare, senza cercare null’altro che l’amore per Clyde, mi ritrovo alla ribalta come “gun moll”, la ragazza del gangster. 
Certo non è quello che immaginavo per me. Ma la vita è strana. Forse bisognerebbe vivere sempre come se non ti importasse di nulla, affetti, desideri e tutto il resto. Come se fossi, sempre distratta, girata da un’altra parte, mentre la vita ti insegue. 
Nel bene e nel male. E noi, di fughe, ne sappiamo qualcosa.

La scrittrice Arianna Destito Maffeo dopo aver pubblicato il suo primo romanzo “Un gelido inverno in Viale Brigny” (Morellini Editore, 2021), pubblica “Bonnie Parker. Un destino chiamato Clyde”, raccontando la storia della protagonista attraverso due punti di vista: quello di Bonnie e quello di sua madre, Emma. Grazie a questa scelta narrativa, il lettore ha modo di immedesimarsi in Bonnie, ma anche di sentire il dolore di Emma, una madre piena d’amore, che si domanda quando sua figlia è diventata una criminale e nonostante tutto, spera in un lieto fine per sua figlia. 
Il lettore si ritroverà a vivere la storia di Bonnie, la ragazza del gangster Clyde, rivivendo il periodo storico degli anni Venti, tra il proibizionismo, la Grande Depressione, l’età del jazz e il cinema, 
I temi trattati sono i sogni, il giornalismo, il proibizionismo, il cinema, l’amore di una madre, i crimini e l’amore, in grado di distruggere ogni barriera e di far emergere una personalità completamente diversa, come nel caso della protagonista Bonnie. Grazie a Clyde, Bonnie diventa una persona più sicura, passionale, determinata e coraggiosa, pronta a sfidare tutto e tutti pur di stare a fianco dell’uomo che ama. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, coinvolgente e pieno di colpi di scena che affascinano il lettore fino alla fine del libro. 
I personaggi sono strutturati bene, ognuno di loro riesce a far emozionare e divertire il lettore. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro ambientato negli anni Venti, a chi vuole leggere una storia intrigante, accattivante e ricca di colpi di scena. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro, per avermi fornito la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di sentirmi una fuorilegge insieme a Bonnie e Clyde. 
Buona lettura 📚📚!!

“La bellezza rimasta” di Roberta Zanzonico

Titolo: La bellezza rimasta. Quando l’oblio porta la felicità. 
Autore: Roberta Zanzonico 
Casa Editrice: Morellini Editore
Collana: Varianti 
Data uscita: 4 Novembre 2022
Pagine: 143 
Genere: Romanzo contemporaneo 
Acquista: https://www.amazon.it/bellezza-rimasta-Varianti-Roberta-Zanzonico-ebook/dp/B0BK2CGDZT

La signora Chiara osservava il ciliegio attraverso la finestra, quando si ritrovò invecchiata tutta d’un tratto. L’albero era coperto da fiori bianchi, che sbocciavano ogni anno in primavera intorno alla data del suo compleanno, come a ricordarle che il tempo passava. 

Il libro è ambientato in un piccolo paesino di nome Filaccione, dove vive la signora Chiara, una donna anziana di settant’anni, sposata con il signor Antonio. 
Il signor Antonio era un pescatore, e un giorno era rimasto incantato dagli occhi azzurri di Chiara, tanto da chiederla in moglie. Chiara è sempre stata una donna “normale”, non troppo bella e non troppo intelligente, con il desiderio di formare una famiglia tutta sua e con dei figli da crescere. 
Un giorno, Chiara chiede al marito dei figli, ed è in quel momento che il signor Antonio, si rende conto di non aver mai dimenticato il primo e unico amore. 
L’insoddisfazione di non essere abbastanza per il marito e la mancanza dei figli, porta la signora Chiara ad abusare dell’alcool, cercando in una bottiglia di vino di cancellare il dolore. 
Ma alla soglia dei settant’anni, la signora Chiara si ritrova a vivere nel passato, perché affetta da una malattia causata dall’abuso di alcool, che non le permette di formare nuovi ricordi. 

Arrivata ai settant’anni, la routine mattutina della signora Chiara era invariata da almeno un decennio, da quando era rimasta intrappolata in un eterno passato. […]
Le memorie precedenti alla malattia rimanevano l’unica realtà conosciuta. Così la signora Chiara pensava di avere ancora sessant’anni e non settanta, e ignorava che il marito si stesse lasciando morire di depressione su una poltrona di pelle. 

Mentre la signora Chiara non riesce a immagazzinare nuovi ricordi, suo marito trascorre le sue giornate, seduto su una poltrona con la televisione accesa, annegando nei ricordi e nella depressione. 
Ben presto tra gli abitanti di Filaccione, si sparse la voce della malattia della signora Chiara, che viveva la sua vita e i suoi ricordi a dieci anni prima.
Il signor Morbidelli vive anche lui a Filaccione, insieme a suo figlio Gioacchino, conosciuto da tutti per la sua pazzia, per essersi cavato l’occhio destro. Tutti, ad eccezione della signora Chiara, i suoi ricordi risalgono a quando Gioacchino non era pazzo e desiderava diventare un medico. 
Il signor Morbidelli inizia a trascorrere sempre più tempo con la signora Chiara, approfittando della sua malattia per lodare il figlio, di cui si vergognava per la sua pazzia. 
Oltre al signor Morbidelli, anche la vedova Rinaldi, si recava dalla signora Chiara, non sapendo che il marito era morto nel letto di una prostituta. La vedova Rinaldi poteva chiacchierare con la signora anziana di suo marito, nascondendo il tradimento e pavoneggiando i suoi gioielli. 

Nell’arco di poco tempo, quasi ogni abitante di Filaccione era andato a parlare con la signora Chiara almeno una volta. Le file davanti alla porta si fecero più lunghe e così i compaesani dapprima si lamentarono sul perché uno dovesse avere la precedenza sull’altro, e poi organizzarono i turni, sempre approvati dalla vedova Rinaldi. 

A poco a poco, tutti gli abitanti di Filaccione si siederanno al tavolo della signora Chiara, per vivere nel passato, tornando indietro quando si era (o si pensava di essere) felici. 
Ma siamo così sicuri, che vivere nel passato ci renda felici? 
Siamo così sicuri che nel passato siamo stati felici? 
E se il presente, il futuro nascondessero una vita vera, piena di sentimenti e di felicità? Che senso ha, allora vivere nel passato alla ricerca di una felicità ormai finita?

La scrittrice e psichiatra Roberta Zanzonico con “La bellezza rimasta. Quando l’oblio porta la felicità”, ha raccontato una storia profonda, utilizzando dei protagonisti veri come la signora Chiara, il signor Morbidelli, il signor Antonio, il gioielliere e altri, che hanno una patologia o una situazione di profondo disagio.
Il libro “La bellezza rimasta. Quando l’oblio porta la felicità”, è stato candidato da Giulia Ciarapica al Premio Strega 2023 perché <<La bellezza rimasta di Roberta Zanzonico rivela a partire dallo stillo in copertina (<<Quando l’oblio porta la felicità>>), tutta la sua originalità letteraria. Non è soltanto un romanzo sul potere della dimenticanza e sulla forza che il passato esercita sulla nostra vita di tutti i giorni, ma è soprattutto una storia che ci pone di fronte a un grande, problematico ma definitivo quesito: non è forse più facile tornare indietro che andare avanti?>>
E’ con questo quesito, che il lettore si ritroverà incatenato nella storia e nello stile scorrevole, armonico e poetico della scrittrice. 

I temi trattati sono la malattia, l’oblio, i ricordi, il disagio esistenziale, il tradimento, le apparenze, il primo amore, la vocazione spirituale, la bellezza e l’amore, in tutte le sue sfaccettature, compreso quello per sé stessi. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, armonico, poetico e profondo, che conquista il cuore e l’anima di ogni lettore. 
I personaggi sono strutturati bene, che ruotano intorno alla signora Chiara, come suo marito il signor Antonio, la vedova Rinaldi, il signor Morbidelli e il figlio Gioacchino e don Giorgio. 
Ogni personaggio ha una propria chiave di lettura, viene descritto in modo autentico, realistico, grazie alle ampie descrizioni e alla bravura della scrittrice. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una storia intensa, emozionante e realistica, in grado di far riflettere il lettore su molte tematiche importanti, come saper cogliere la felicità nel corso della vita, senza pensare al passato. 
Ringrazio la casa editrice Morellini Editore e Sara Rattaro, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di emozionarmi, di commuovermi e di riflettere sul significato della parola felicità. 
Vi piacerebbe incontrare una persona come la signora Chiara, a cui raccontare la vostra vita? 
Fatemelo sapere nei commenti, 
buona lettura 📚📚!!

“Stella Benson. La cacciatrice di parole” di Francesca Cosentino

Titolo: Stella Benson. La cacciatrice di parole. 
Autore: Francesca Cosentino 
Casa Editrice: Morellini Editore 
Collana: Femminile singolare 
Data uscita: 27 Ottobre 2023 
Pagine: 210 
Genere: Romanzo biografico 
Acquista: https://www.ibs.it/stella-benson-cacciatrice-di-parole-libro-francesca-cosentino/e/9791255270874?lgw_code=1122-B9791255270874&gad_source=1&gclid=Cj0KCQiAwvKtBhDrARIsAJj-kTg30Tm1ogigS2GZWL63t5tljjcRAP-idqZDochDwOG2bPd3f-rN-YYaApH5EALw_wcB

Libertà, libertà. Stella non pensava ad altro. 
<<Voglio essere libera come un uomo>> proclama con forza. Era determinata a scardinare i ruoli sociali, a cancellare regole che riteneva inutili e ingiuste. Era fuori dai canoni e dalle righe. 

La scrittrice e giornalista Francesca Cosentino, nel libro si ispira alla vita dell’importante scrittrice Stella Benson. Stella Benson è nata nel 1892 in Inghilterra, da una famiglia aristocratica che viveva a Lutwyche Hall. Nonostante le sue origini aristocratiche, quando Stella ha vent’anni, decide di lasciare la vita agiata familiare, per seguire i suoi principi e idee “rivoluzionarie” per l’epoca. 

Eppure il suo più grande desiderio era uccidere lo spettro di un destino già scritto che aleggiava sulla sua testa. 

La scrittrice Francesca Cosentino racconta la vita della scrittrice Stella Benson, in modo romanzato, riuscendo a trasmettere la grande passione per la scrittura di Stella, ma anche le sue idee sull’emancipazione femminile, servendosi anche di bellissime descrizioni di luoghi in cui ha vissuto l’importante scrittrice. 
La storia di Stella Benson viene raccontata da più voci, attraverso cinque capitoli che permettono al lettore di scoprire ogni lato, sfaccettatura della scrittrice. 
Il lettore conoscerà il punto di vista del “primo amore” e amico Nigel, della zia Mary, che l’ha sempre influenzata sul matrimonio e di andare a vivere da sola, dell’amica Winifred, ma anche si Stella e di suo marito Sheamas. 
Il lettore imparerà a conoscere Stella Benson e la sua grande passione per la scrittura, che le permetterà di conoscere l’importante scrittrice Virginia Woolf, tanto da stringere un rapporto molto simile all’amicizia. 

Tra loro ci sono dieci anni e una generazione di scrittori. Virginia è molto famosa. Il suo ultimo romanzo l’ha consacrata una delle autrici più innovative e apprezzate in Inghilterra. 
Stella la considera un mostro sacro, un pilastro della letteratura. Teme il suo giudizio tagliente, anche se Virginia le riconosce talento. 

Oltre a Virginia Woolf, Stella conoscerà molti scrittori famosi dell’epoca, continuando a pubblicare nuovi romanzi e poesie. Oltre alla passione per la scrittura, Stella è affascinata dall’arte e dal disegno, riuscendo a creare un legame speciale tra la scrittura e il disegno. 
La vita di Stella Benson viene raccontata tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta, percorrendo i suoi numerosi viaggi tra Londra, la California e la Cina. 

C’è uno strano potere nel silenzio, lo stesso piacere che si prova quando la musica finisce. Le parole esistono perché c’è il silenzio, è nell’assenza che le riconosciamo e diventano preziose. 
Senza silenzio, le parole non avrebbero valore.

La scrittrice e giornalista Francesca Cosentino con “Stella Benson. La cacciatrice di parole”, racconta la vita dell’importante scrittrice inglese, in modo unico e ricco di dettagli, tanto da rendere il lettore partecipe della storia. 
I temi trattati sono l’emancipazione femminile, i primi movimenti delle suffragette, il diritto di voto delle donne, il matrimonio, la figura della donna, la Grande Guerra, il grande amore, l’arte e la passione per la letteratura e la scrittura. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, unico, sensazionale, pieno di sinestesie e di elementi narrativi che rendono la storia poetica e strutturata molto bene. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla scelta della scrittrice di raccontare la storia di Stella Benson, utilizzando più voci e punti di vista. 
Oltre ai personaggi, un ruolo centrale nella narrazione lo ricopre la passione per la scrittura, un sentimento profondo, capace di andare oltre il tempo, che scandiva tutte le giornate di Stella. 
Ringrazio la casa editrice Morellini e Sara Rattaro, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere nel dettaglio la storia dell’importante scrittrice inglese Stella Benson. 
E voi avete mai letto i libri di Stella Benson? 
Conoscete la sua storia? 
Fatemelo sapere nei commenti, 
Buona lettura 📚📚!!

“Splendi più che puoi” di Sara Rattaro

Titolo: Splendi più che puoi
Autore: Sara Rattaro
Casa Editrice: Garzanti 
Collana: Narratori moderni
Edizione: 2
Data uscita: 31 Marzo 2016
Pagine: 222
Genere: Romanzo contemporaneo/Narrativa di genere
Acquista: https://www.ibs.it/splendi-piu-che-puoi-libro-sara-rattaro/e/9788811672944?lgw_code=1122-B9788811672944&gad_source=1&gclid=CjwKCAiAvJarBhA1EiwAGgZl0EAZxDZMCZTZX4uCt-P5EsFyvqZB-X1OB9CaeTpGS2x1VYgxCYTymhoC01YQAvD_BwE

Fu lì la prima volta. Quella di cui ogni donna potrebbe parlare in eterno perché, anche se il livido passa, la ferita è destinata a rimanere. 
Lo fece con il bastone dell’ombrellone da spiaggia che avevo scelto proprio io. Sulle gambe e sulla testa. 
Senza spiegazione e senza motivo. 

Perché spiegazioni e motivi non esistono. Mai.

La protagonista del libro si chiama Emma, una donna che si innamora perdutamente di Tommaso. L’amore che prova per lui, è molto forte, tanto da farla allontanare dai suoi genitori, che non approvavano questo legame per la differenza d’età. 
Emma lascia gli studi all’università, e trova un lavoro, vivendo insieme a Tommaso per dieci anni.
La loro relazione sembrava perfetta, ma l’amore è un sentimento che cambia all’improvviso. 
E così è stato per Emma e Tommaso, che dopo dieci anni decidono di lasciarsi. Emma si ritrova da sola, senza forze e durante una cena con amici, incontra un ragazzo di nome Marco. 
Marco è un collezionista d’arte, che rivolge molte attenzioni a Emma, persuadendola con le sue parole e il suo sguardo affascinante.
Emma si consola con Marco, sperando di far ingelosire il suo ex; ma alla fine rimane affascinata dai gesti insistenti di Marco. I fiori, le attenzioni, i piccoli gesti del ragazzo, fanno innamorare Emma, tanto da decidere di sposare Marco, dopo sei mesi. 
Ma come si può conoscere veramente una persona?
Ben presto, Emma capisce di aver commesso uno sbaglio a sposarsi… ma ormai è troppo tardi per tornare indietro, e si ritrova a dover fare i conti con i continui sbalzi d’umore di suo marito. 

Durante il viaggio di nozze, il padre di Marco muore all’improvviso; da quel momento mostra il suo vero carattere aggressivo ad Emma, oltre a una gelosia ossessiva, maniacale. 
Emma giustifica il suo comportamento ossessivo, ma in realtà cosa conosce veramente di lui? 

Rimasi ghiacciata. Avrei voluto alzare la voce, dirgli che mi stava offendendo e che non lo potevo accettare, ma qualcosa mi fermò, forse l’istinto. Fu così da subito. 
Io ho sempre cercato di evitare lo scontro. Anche prima che tutto precipitasse, prima che fosse tutto chiaro, ma soprattutto prima di avere la peggio. 
Era come se l’avessi intuito, senza esserne consapevole. 

Marco sopprime ogni libertà di Emma, vietando le trasferte di lavoro, tanto da farla licenziare.

Ed è così, che un giorno, arrivano i primi calci, pugni, ed Emma non sa come comportarsi. 
Nel mentre, Emma scopre di essere incinta e adesso, deve pensare a come proteggere sua figlia. 
Sua figlia Martina, è la luce dei suoi occhi, ed è grazie a lei, che trova il coraggio e la forza di affrontare la vita. Emma trova il coraggio di affrontare la verità e di dire “basta” agli atteggiamenti violenti del marito. 

Si chiama femminicidio, e significa che ti uccidono perché sei donna. Non so se è il nome più corretto e nemmeno se un nome fosse davvero necessario per identificare un fenomeno che esiste da sempre. Quello che so è che, come tutte le cose che un nome lo possiedono, esiste, ha delle origini, una cultura, delle motivazioni, troppe vittime ma quasi mai una vera giustizia. 

La scrittrice Sara Rattaro con “Splendi più che puoi”, racconta una storia vera di una sua amica, ma è anche la storia di molte donne, che ogni giorno si ritrovano vittime di violenze. Ma non inizia subito con le botte, ma con “piccoli gesti”, con una parola cattiva, ma anche con una lite che si trasforma in violenza fisica e mentale. 
La violenza che è costretta a subire una donna, porta con sé delle conseguenze evidenti, come la bassa autostima e la vergogna. 

La vergogna è il peggiore dei sentimenti quando sei in pubblico. Finché rimanevo chiusa tra quattro mura sembrava più facile da sopportare, ma fuori c’erano gli sguardi che sanno chi sei e che sfuggono quando sei tu a cercarli. 
Dietro c’ero io, terrorizzata e con una bambina piccola da portare in salvo. Sono poche le parole che servono per spiegare questa situazione e può pronunciarle solo chi c’è passato. 

Ma ogni donna, deve trovare la forza, il coraggio di dire “BASTA”, perché ha bisogno di ricevere una carezza sul volto, e non un pugno, non un offesa. Una donna va amata ogni giorno, e non è di proprietà di nessuno, perché la donna appartiene solo a sé stessa. 
Il lettore si ritroverà a leggere una storia molto emozionante e riflessiva, perché ogni giorno purtroppo, accadono episodi di violenza sulle donne. 
I temi trattati sono la violenza sulle donne, sia fisica che psicologica, i rapporti famigliari e a come reagisce la società, di fronte alla violenza. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, emozionante, delicato, profondo e autentico, grazie alla bravura della scrittrice Sara Rattaro, di riuscire a raccontare una storia vera, molto toccante, riuscendo a toccare il cuore e l’anima del lettore. 
I personaggi sono strutturati bene, in grado di far emozionare, arrabbiare, ma anche sperare il lettore. 
La storia viene raccontata attraverso alcuni salti temporali, che permettono al lettore di appassionarsi sempre di più della trama. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una storia forte, in grado di toccare il cuore e l’anima di ogni lettore, che si sentirà vittima della violenza, proprio come la protagonista. 
Ma alla fine, il lettore insieme a Emma, riuscirà ad uscire dal buio, dall’oscurità perché ogni donna deve ricordarsi di splendere e di volersi bene. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro, per aver raccontato questa storia vera, che sarà d’aiuto a molte donne vittime di violenza, ma anche per cercare di metterle in guardia. 
Mi auguro che questo libro, venga letto non solo da donne, ma anche dagli uomini, per capire che la donna non è come un trofeo, un oggetto da possedere, ma è una persona libera e come tale, va rispettata ogni singolo giorno. 
Buona lettura 📚📚!!