“La rotta delle stelle” di Cristina Caboni

Titolo: La rotta delle stelle
Autore: Cristina Caboni
Casa Editrice: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Data uscita: 21 Ottobre 2025
Pagine: 272
Genere: Romanzo contemporaneo

<<Prima ballerina della Scala, Marigold. Lo sai cosa c’è in gioco.>>
<<Sì.>> Annuì, incatenata al suo sguardo, contagiata dall’espressione sul suo volto, assaporando le sue parole. La sua forza persuasiva.
<<Questa sera cambierà tutto, devi essere pronta.>>
<<Lo so.>>
Le avevano assegnato un ruolo da protagonista nonostante la giovane età e dopo un anno appena di permanenza alla Scala, perchè era la migliore… non era mai accaduto prima. Il suo, le avevano detto, era un talento che si vedeva di rado. Inspirò profondamente. Era quasi in cima, il sogno si stava avverando.”

La protagonista del libro si chiama Marigold Icardi, una giovane danzatrice molto talentosa, prima ballerina della Scala di Milano. Marigold ha la capacità di sentire la musica, di associare a ogni nota un colore; per questo motivo si muove con grazia, sinuosità e delicatezza, ed è la più brava ballerina della Scala.
Marigold è stata scelta per rappresentare l’opera di Giselle, un incarico molto prestigioso e che non ammetteva errori. Lei era Giselle e al suo fianco c’era Oscar, nelle vesti di Loys, un ballerino abile che trasmetteva la sua passione sul palco e insieme avevano frequentato la scuola a Londra.
Marigold e Oscar, lavorando ogni giorno insieme e condividendo la stessa passione per la danza, avevano iniziato a frequentarsi. Marigold sapeva benissimo, che mischiare il lavoro con i sentimenti, era pericoloso, glielo ripeteva continuamente la sua amica e truccatrice Vania, ma lei e Oscar si amavano, ed era proprio grazie al loro amore, che riuscivano a trasmettere al pubblico la passione e le emozioni.

Perfetta? Quante volte aveva usato quella parola? Ossessione, ecco cos’era. Eppure, non era meravigliata. Lo conosceva. Sapeva che la perfezione per lui era fondamentale. Un istante nel quale ogni cosa andava al suo posto: la musica, il movimento, il corpo, il respiro. E allora la danza diveniva pura arte, straordinaria bellezza.
Non era forse quello il loro compito?
<<Sarai la migliore, Marigold, dopo mi ringrazierai e festeggeremo insieme. Io e te, pensaci. Il mondo della danza sarà ai nostri piedi. Ci inviteranno ovunque, scriveremo una nuova pagina di storia.>>
La teneva per le spalle, la fissava. In quel momento si guardò con gli occhi di lui.
Perfetta.
Loro due insieme lo erano.
E allora percepì dentro di sé il cedimento, quell’allentarsi della volontà che precedeva la resa.

Ma la sera della prima teatrale, mentre Marigold era una perfetta Giselle, sentì un dolore insopportabile al ginocchio, un dolore così acuto che la fece cadere all’improvviso durante una piccola pausa tra una scena e l’altra.
Marigold fu portata d’urgenza in ospedale, ma lo spettacolo doveva continuare anche senza di lei, venne sostituita da Elaine, una ragazza scaltra, invidiosa e con poco talento.

Il tempo si dilatò, il mondo perse consistenza. Fu adagiata su una barella, qualcuno le sistemò la testa sopra un cuscino.
<<Tranquilla, tesoro, ci sono io con te.>>
Si aggrappò al braccio di Vania.
<<Oscar>> le chiese. L’amica sorrise, ma non rispose. Marigold lo cercò tra le persone che si erano assiepate intorno per salutarla. Lui era lontano, dietro tutti. Elaine era al suo fianco. Parlavano, le teste vicine.
Finalmente Oscar si accorse di lei. Ma restò dov’era.
<<Devo andare, devo cambiarmi…>>
Marigold intuì le parole più che udirle.
Certo, lo spettacolo doveva continuare. Lei doveva capire, doveva accettare. Oscar aveva perso fin troppo tempo e il secondo atto ormai era imminente. Marigold sapeva come andavano queste cose, non era la prima ballerina che si infortunava. Eppure, ebbe l’impressione che, mentre lui si allontanava, il cuore le si fosse fermato, si fosse spezzato.

Marigold si ritrovò da sola a dover metabolizzare il grave infortunio, una pausa forzata dalla danza che era tutta la sua vita. Marigold pensava che l’uomo che amava, l’avrebbe aiutata e sostenuta, che sarebbe stato al suo fianco in questo momento difficile, ma non fu così, perchè Oscar era convinto che Marigold non aveva voluto fermarsi in tempo, quando la situazione non era così grave.

<<Solo chi sa di non valere nulla teme di perdere tutto. Tu no, Marigold. Tu sai chi sei, cosa sei capace di fare. Sei migliore delle persone che si ostinano a difendere ciò che non gli è mai appartenuto.>>
No che non lo era. Eppure quelle parole franche, quasi brutali, ebbero l’effetto di una doccia gelata. Marigold chinò il capo rincorrendo le briciole sulla tovaglia con la punta del dito.
<<Ero convinta di vivere in una realtà grande e meravigliosa. Pensavo che sarebbe stato così per sempre.>>
Vania annuì. <<Lo so. Ma vedi tesoro, l’unica cosa davvero certa della vita è che tutto cambia.>>

Marigold è sola a Milano, deve trovare al più presto una sistemazione perchè aveva disdetto l’affitto della casa a causa della tournée teatrale in giro per il mondo. Marigold non ha più certezze, non ha più i genitori, morti in un incidente autostradale qualche anno fa, ha solo una persona a cui chiedere aiuto, l’anziano zio Domenico.
Lo zio Domenico vive a Draconia, un piccolo paesino della Sicilia, il luogo in cui è nata e conserva la storia della sua famiglia.
Appena lo zio, sente che la sua adorabile nipote ha bisogno di lui, prende il primo aereo per Milano. E’ così che Domenico convince la nipote a tornare a Draconia, il luogo ideale per rimettersi in forma dopo l’intervento e riflettere.
Immaginatevi un piccolo paesino siciliano affacciato sul mare, caratterizzato da paesaggi pittoreschi e profumi intensi, pieno di miti e leggende che permeano la storia.

Draconia sorgeva a poca distanza da Taormina ed era divisa in due parti, una affacciata sul mare, una più in alto, abbarbicata sulla collina e dominata dalla chiesa barocca in pietra chiara. Un ponte di roccia che aveva tutta l’aria di esserci sempre stato, collegava la città alta alla spiaggia. […]
Osservò il tramonto e per un istante, mentre il sole si immergeva infiammando il blu, tutto si quietò. Era come avvertire il silenzio più profondo, era come quando Desy le indicava le stelle e Marigold aveva l’impressione di rimpicciolire, diventare un granello di polvere dell’universo. E nulla aveva più importanza.
Fu allora che sentì la campana. Era un rintocco lontano, che le entrava dentro, un ritmo dolente, capace di accarezzarle l’anima e di attirarla a sé. Si voltò verso la chiesa alle sue spalle. Strano, non proveniva da lì e non era nemmeno una di quelle registrazioni che si udivano di frequente in città. Il suono si smorzò fino a cessare del tutto, come il vento. I pensieri adagio riacquistarono consistenza. Una nave segnalò il suo passaggio al largo della costa.

Marigold è affascinata dalla storia di Draconia, soprattutto perchè da quando è tornata, sembra sia la sola a sentire il suono di una campana, che pare provenire dal mare.
Marigold si sente fuori posto, anche se a Draconia è stata accolta con affetto dallo zio e da Carmela, che la vizia con i suoi piatti tradizionali.
Marigold continua a pensare alla vita che ha perduto, alle fatiche e rinunce che aveva fatto per tutta la vita, per arrivare a diventare la prima ballerina della Scala. E adesso, che cosa avrebbe fatto?
Lei era nata per danzare, per stare sul palco, ma al momento il tutore non le permetteva di fare nulla.
Ed è proprio a Draconia, che conosce un gruppo di ragazze: Emma, Rosanna, Teresa, Anna, Calogera, Mina, Agata e Grazia, che si vedevano tutti i giorni verso l’alba per passeggiare insieme.
Marigold inizia a prendere parte a queste passeggiate, in compagnia del suo bastone da passeggio, ogni passo rappresentava una piccola vittoria sul tutore.
Insieme alle sue nuove amiche, Marigold si sente pronta a lasciarsi alle spalle il passato e aprire il suo cuore a nuove opportunità e a nuovi amori.
A Draconia, conosce un ragazzo di nome Jonathan Miller, che ama il mare e si occupa di ascoltare il canto delle balene… Jonathan risveglierà in Marigold, emozioni che non aveva mai provato, fino a farle vibrare l’anima.

All’inizio era stata talmente concentrata su sé stessa da non vedere altro; poi, quando aveva creduto che fosse tutto finito, quando non sapeva più chi era, tra le crepe che la ricoprivano era penetrato qualcosa: una carezza, una parola gentile, una sgarbata che l’aveva sconvolta e spronata a reagire.
E lei aveva iniziato a cambiare, o forse semplicemente a crescere.

Grazie alle sue nuove amiche e a Jonathan, Marigold cercherà di indagare sui miti e leggende che dominano Draconia, in particolare è determinata a trovare la campana, che custodisce un segreto della sua famiglia.
Marigold si ritrova in una ricerca che la spingerà a interrogarsi sul senso dell’appartenenza, sul peso dei pregiudizi. Perché a volte, conoscere il passato, porta con sé a verità sconvolgenti che rischiano di rompere ogni equilibrio.
E mentre il sole si alza e il mare riflette i primi bagliori del mattino, Marigold prova a fare pace con i suoi fantasmi e della sua famiglia.
Perchè bisogna aprire il proprio cuore e fare pace con il passato, per lasciarsi andare a nuove opportunità.
Riuscirà Marigold a cancellare i pregiudizi sulla sua famiglia?
Riuscirà Marigold a costruirsi una nuova vita?

Tacque assaporando il momento. Dopo un lungo minuto le parole trovarono da sole la strada. <<Sto ricominciando la mia vita da capo.>>
Era un concetto vago, avrebbe dovuto spiegarsi meglio. In realtà Marigold non sapeva nemmeno perchè glielo stesse raccontando, ma aveva desiderato dirglielo, mostrarsi com’era.
Jonah la guardava, in attesa che lei continuasse.
<<Ero qualcuno, adesso non sono più nulla. Eppure, non mi sono mai sentita tanto viva. Questa sera è stato… non trovo le parole. Sembra che la vita ti risarcisca di quello che ti ha preso.>> […]
<<Credo che tu sia molto coraggiosa, ci vuole una grande forza d’animo per trovare una strada nuova. Quando hai superato un ostacolo il mondo ti fa più paura, ma allo stesso tempo non ha più i confini tanto tenuti.>>
<<Ci sei passato anche tu.>>
<<Credo che sia capitato a tutti di rivalutare le proprie convinzioni. Gli schemi di vita ogni tanto falliscono o richiedono un aggiustamento.>>
Sì, era vero. Era una rotta che aveva bisogno di essere perfezionata. Ma ciò che sorprese davvero Marigold era il fatto che in quei mesi lei aveva creduto di essere al centro del mondo: come se solo lei fosse caduta, come se solo lei fosse stata tradita, come se solo lei avesse perduto ogni cosa. Invece non era speciale, non in quel senso almeno. In un modo o nell’altro le persone sostenevano il peso delle proprie esistenze. E la meraviglia. La gioia. Tutto quel dolore che l’aveva afflitta si stava ritirando un po’ alla volta lasciando uno spazio che adesso era libero, per contenere qualcosa di nuovo.
Cosa ci avrebbe messo dentro dipendeva dalle sue scelte.

La scrittrice Cristina Caboni dopo aver pubblicato numerosi bestseller venduti in tutto il mondo, torna in libreria con una nuova storia fatta di suoni, atmosfere incantevoli, ma anche di sogni infranti e di rinascite.
Con “La rotta delle stelle”, Cristina Caboni conferma di avere una sensibilità fuori dal comune e dona al lettore una storia profonda, umana, rammentando al lettore l’importanza di custodire le proprie radici, anche quando il passato è insidioso, oscuro e traumatico, perchè a volte le risposte alle domande più intime si trovano nei luoghi più impensabili.
I temi trattati sono la danza, la forza delle donne, la famiglia, la guerra, la speranza, il mare, i miti e le leggende, la riscoperta di sé, i tradimenti, ma anche l’amore e l’amicizia che possono curare le cicatrici del cuore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante e profondo, ogni capitolo si apre con una citazione che riguarda il mare, l’oceano e le creature che abitano i mari.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di inserire numerose descrizioni psicologiche e fisiche, che permettono al lettore di affezionarsi non solo alla protagonista Marigold, ma anche all’anziano zio, all’affascinante Jonathan e al simpatico gruppo di donne di Draconia.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro che racconti una storia di rinascita, perchè è proprio quando la vita ti spezza in due, che bisogna trovare la forza di rialzarsi e reagire.
Buona lettura 📖!!


“I film belli li danno di notte” di Lorenzo Zucchi

Titolo: I film belli li danno di notte 
Autore: Lorenzo Zucchi 
Casa Editrice: Edizioni Underground 
Data uscita: 3 Giugno 2024 
Genere: Narrativa contemporanea 
Pagine: 276 

Il pensiero le vola tra gli sbuffi di fumo in un futuro vuoto che non vuole nemmeno vedere, che non la preoccupa, che in fondo non le interessa. Si sente annebbiata e sta bene con se stessa. 

Il libro è ambientato nella città di Parma, e un breve passaggio anche in Irlanda. I protagonisti del libro sono un gruppo di “ex” amici, composto da quattro ragazze e tre ragazzi, che si fanno chiamare con alcuni simpatici soprannomi, come ai tempi della loro compagnia: gli “Eigties”. 
Gli Eigties, sono sempre stati un gruppo molto unito, legato dal forte sentimento dell’amicizia… questo prima che accadesse un episodio che ha modificato totalmente le loro vite. 
Questo episodio si è insinuato nella loro amicizia, ognuno di loro ha cercato di andare avanti con la propria vita, alla ricerca del proprio futuro, allontanandosi completamente dal passato e dal ricordo doloroso, legato alla perdita del loro amico. 

Non è affatto semplice, nemmeno per Scivolo, ricordare gli eventi tragici che hanno di fatto portato allo scioglimento della vecchia compagnia. 
Ma ora le parte un film: la storia del suo amico d’infanzia sfortunato. 

Ma ora è estate, molti di loro hanno finito la maturità e devono scegliere la facoltà giusta, qualcuno di loro invece, ha già provato sulla sua pelle, cosa significa studiare all’università. 
Proprio durante il periodo estivo, gli Eigties, sentono la necessità, il bisogno di organizzare una Reunion. Dopo tanti anni di silenzi, gli Eigties si riuniscono perchè pensano di aver metabolizzato, superato e processato il passato… in realtà grazie a questo incontro, capiscono che la ferita non si è mai chiusa. 
E ora cosa faranno gli Eigties?

Lo scrittore Lorenzo Zucchi dopo aver pubblicato il libro “Quel che resta della memoria”, ambientato nella Seconda guerra mondiale, pubblica “I film belli li danno solo di notte”, una storia che fa riflettere il lettore come il passato, può rovinare la nostra vita se non viene affrontato. 
I temi trattati sono l’amicizia, l’omosessualità, l’alcool, la droga, l’amore, la morte, gli incubi, il cibo e una maschera divisa a metà, bianca e rossa che compare all’improvviso… 

Quella figura indossava una maschera bianca e rossa, divisa a metà. E per quel che gli sembrava di rivedere adesso, mentre il cuore gli batte forte, i suoi lineamenti di plastica assomigliavano molto a…

Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, semplice, utilizzando le parole giuste e ad effetto. 
I protagonisti sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni fornite dallo scrittore che permettono al lettore di entrare in empatia con ognuno di loro.
Il lettore si affezionerà a ognuno di loro da Scivolo, una ragazza che non sopporta il conformismo della società, anche se paradossalmente ne teme il giudizio e cerca in tutti i modi di farsi accettare per non essere considerata “sbagliata” e “diversa”. Il lettore si affezionerà anche a Panda, la ragazza che ha deciso di andare in Irlanda per allontanarsi da tutto e da tutti, dai ricordi del passato e dalla sua famiglia. Quando aveva deciso di lasciarsi il passato alle spalle, Panda, aveva lasciato il suo ex Nuvola, un ragazzo che non ha ancora metabolizzato la fine della loro relazione, anche se sono passati due anni. 
Il lettore si divertirà molto nei dialoghi tra Nuvola e il suo amico Cemento, laureato in architettura, ma anche con la coppia Distry e Cybo, molto diverse tra loro, ma che desiderano vivere la loro storia d’amore senza essere giudicate. 
Lo scrittore Lorenzo Zucchi oltre alle ampie descrizioni sui personaggi, descrive con cura i luoghi menzionati nel libro, abbinando la città ai cibi tradizionali del posto. Questa caratteristica, si rivela molto importante per il lettore perchè gli permette di immaginare ogni scena, anche i luoghi nascosti e mai visitati. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro leggero, ma con un messaggio di fondo molto importante sui dolori/traumi del passato e dell’importanza di affrontarli. 
Ringrazio lo scrittore Lorenzo Zucchi per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere questo simpatico gruppetto di amici, unito nell’amicizia e nel passato. 
Buona lettura 📚!!

“La bellezza rimasta” di Roberta Zanzonico

Titolo: La bellezza rimasta. Quando l’oblio porta la felicità. 
Autore: Roberta Zanzonico 
Casa Editrice: Morellini Editore
Collana: Varianti 
Data uscita: 4 Novembre 2022
Pagine: 143 
Genere: Romanzo contemporaneo 
Acquista: https://www.amazon.it/bellezza-rimasta-Varianti-Roberta-Zanzonico-ebook/dp/B0BK2CGDZT

La signora Chiara osservava il ciliegio attraverso la finestra, quando si ritrovò invecchiata tutta d’un tratto. L’albero era coperto da fiori bianchi, che sbocciavano ogni anno in primavera intorno alla data del suo compleanno, come a ricordarle che il tempo passava. 

Il libro è ambientato in un piccolo paesino di nome Filaccione, dove vive la signora Chiara, una donna anziana di settant’anni, sposata con il signor Antonio. 
Il signor Antonio era un pescatore, e un giorno era rimasto incantato dagli occhi azzurri di Chiara, tanto da chiederla in moglie. Chiara è sempre stata una donna “normale”, non troppo bella e non troppo intelligente, con il desiderio di formare una famiglia tutta sua e con dei figli da crescere. 
Un giorno, Chiara chiede al marito dei figli, ed è in quel momento che il signor Antonio, si rende conto di non aver mai dimenticato il primo e unico amore. 
L’insoddisfazione di non essere abbastanza per il marito e la mancanza dei figli, porta la signora Chiara ad abusare dell’alcool, cercando in una bottiglia di vino di cancellare il dolore. 
Ma alla soglia dei settant’anni, la signora Chiara si ritrova a vivere nel passato, perché affetta da una malattia causata dall’abuso di alcool, che non le permette di formare nuovi ricordi. 

Arrivata ai settant’anni, la routine mattutina della signora Chiara era invariata da almeno un decennio, da quando era rimasta intrappolata in un eterno passato. […]
Le memorie precedenti alla malattia rimanevano l’unica realtà conosciuta. Così la signora Chiara pensava di avere ancora sessant’anni e non settanta, e ignorava che il marito si stesse lasciando morire di depressione su una poltrona di pelle. 

Mentre la signora Chiara non riesce a immagazzinare nuovi ricordi, suo marito trascorre le sue giornate, seduto su una poltrona con la televisione accesa, annegando nei ricordi e nella depressione. 
Ben presto tra gli abitanti di Filaccione, si sparse la voce della malattia della signora Chiara, che viveva la sua vita e i suoi ricordi a dieci anni prima.
Il signor Morbidelli vive anche lui a Filaccione, insieme a suo figlio Gioacchino, conosciuto da tutti per la sua pazzia, per essersi cavato l’occhio destro. Tutti, ad eccezione della signora Chiara, i suoi ricordi risalgono a quando Gioacchino non era pazzo e desiderava diventare un medico. 
Il signor Morbidelli inizia a trascorrere sempre più tempo con la signora Chiara, approfittando della sua malattia per lodare il figlio, di cui si vergognava per la sua pazzia. 
Oltre al signor Morbidelli, anche la vedova Rinaldi, si recava dalla signora Chiara, non sapendo che il marito era morto nel letto di una prostituta. La vedova Rinaldi poteva chiacchierare con la signora anziana di suo marito, nascondendo il tradimento e pavoneggiando i suoi gioielli. 

Nell’arco di poco tempo, quasi ogni abitante di Filaccione era andato a parlare con la signora Chiara almeno una volta. Le file davanti alla porta si fecero più lunghe e così i compaesani dapprima si lamentarono sul perché uno dovesse avere la precedenza sull’altro, e poi organizzarono i turni, sempre approvati dalla vedova Rinaldi. 

A poco a poco, tutti gli abitanti di Filaccione si siederanno al tavolo della signora Chiara, per vivere nel passato, tornando indietro quando si era (o si pensava di essere) felici. 
Ma siamo così sicuri, che vivere nel passato ci renda felici? 
Siamo così sicuri che nel passato siamo stati felici? 
E se il presente, il futuro nascondessero una vita vera, piena di sentimenti e di felicità? Che senso ha, allora vivere nel passato alla ricerca di una felicità ormai finita?

La scrittrice e psichiatra Roberta Zanzonico con “La bellezza rimasta. Quando l’oblio porta la felicità”, ha raccontato una storia profonda, utilizzando dei protagonisti veri come la signora Chiara, il signor Morbidelli, il signor Antonio, il gioielliere e altri, che hanno una patologia o una situazione di profondo disagio.
Il libro “La bellezza rimasta. Quando l’oblio porta la felicità”, è stato candidato da Giulia Ciarapica al Premio Strega 2023 perché <<La bellezza rimasta di Roberta Zanzonico rivela a partire dallo stillo in copertina (<<Quando l’oblio porta la felicità>>), tutta la sua originalità letteraria. Non è soltanto un romanzo sul potere della dimenticanza e sulla forza che il passato esercita sulla nostra vita di tutti i giorni, ma è soprattutto una storia che ci pone di fronte a un grande, problematico ma definitivo quesito: non è forse più facile tornare indietro che andare avanti?>>
E’ con questo quesito, che il lettore si ritroverà incatenato nella storia e nello stile scorrevole, armonico e poetico della scrittrice. 

I temi trattati sono la malattia, l’oblio, i ricordi, il disagio esistenziale, il tradimento, le apparenze, il primo amore, la vocazione spirituale, la bellezza e l’amore, in tutte le sue sfaccettature, compreso quello per sé stessi. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, armonico, poetico e profondo, che conquista il cuore e l’anima di ogni lettore. 
I personaggi sono strutturati bene, che ruotano intorno alla signora Chiara, come suo marito il signor Antonio, la vedova Rinaldi, il signor Morbidelli e il figlio Gioacchino e don Giorgio. 
Ogni personaggio ha una propria chiave di lettura, viene descritto in modo autentico, realistico, grazie alle ampie descrizioni e alla bravura della scrittrice. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una storia intensa, emozionante e realistica, in grado di far riflettere il lettore su molte tematiche importanti, come saper cogliere la felicità nel corso della vita, senza pensare al passato. 
Ringrazio la casa editrice Morellini Editore e Sara Rattaro, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di emozionarmi, di commuovermi e di riflettere sul significato della parola felicità. 
Vi piacerebbe incontrare una persona come la signora Chiara, a cui raccontare la vostra vita? 
Fatemelo sapere nei commenti, 
buona lettura 📚📚!!

“La casa degli orologi” di Cristina Fabbrini Serravalle

Titolo: La Casa degli Orologi
Autore: Cristina Fabbrini Serravalle
Editore: Porto Seguro
Data uscita: 22 Settembre 2022
Pagine 418
Genere: Romanzo contemporaneo
Acquista: https://www.amazon.it/degli-orologi-Cristina-Fabbrini-Serravalle/dp/B0BP4L7SJZ

<<La puntata s’intitola La Casa degli Orologi:il commissario Paolo Guidi sta indagando da qualche mese su un rapimento avvenuto in Italia. Per una serie di circostanze, viene contattato dai colleghi dell’Interpol perché il suo caso presenta delle analogie con altre misteriosi sparizioni, avvenute nel corso degli anni in tutta Europa, e che- hanno scoperto da poco- hanno un comune denominatore: un pacchetto che un anziano tenente di polizia in pensione riceve ogni anno e che contiene sempre un orologio, sempre diverso, sempre a carica manuale e sempre fermo, che segna una certa ora, sempre diversa, spedito da diverse città.

Il libro è ambientato a Candelaria, situata a Tenerife dove una troupe cinematografica, ha deciso di girare proprio lì, il film “La Casa degli Orologi”. Mancano pochi giorni all’inizio delle riprese, ma la protagonista del film non è più disponibile per problemi di salute e Gioia insieme al suo team, prospettano una catastrofe. 
Mentre Gioia pensa al suo imminente licenziamento, nota in un negozio una bellissima ragazza che può risolverle tutti i i suoi problemi. Questa ragazza si chiama Luna Rossa, e grazie alle doti di Gioia, riesce a convincerla a diventare la protagonista del film. 
Ed è così che le riprese del film “La Casa degli Orologi” iniziano, facendo intrecciare ogni personaggio, creando una storia emozionante, piena di sentimenti ed emozioni. 
Luna Rossa si innamorerà si un ragazzo di nome Cross, molto diverso da lei e che cerca di nascondere il dolore e il suo passato tormentato. 
Il loro amore riuscirà a superare tutti i loro problemi e il loro passato? 

E’ stato intenso. 

Aveva dimenticato di averle sussurrato addosso tutte quelle parole. Non lo faceva mai; gli erano venute fuori così, all’improvviso, e lui si era lasciato andare, eccitandosi con lei per quelle parole mescolate in tante lingue diverse. E là in mezzo, il richiamo ancestrale. 
Una specie di disperata dichiarazione d’amore, per la mia terra. 

La scrittrice Cristina Fabbrini Serravalle con “La Casa degli Orologi”, crea una storia unica, piena di suspence e di tensione, che conquisterà ogni lettore. 
Il lettore si ritroverà ad assistere alle riprese del film, al ciak del regista e al profumo del mare che inonderà le radici nel profondo. 
I temi trattati sono i set cinematografici, l’animo umano, i sentimenti, il passato e la scrittrice vuole far comprendere al lettore di lottare per i propri sogni, anche quelli che sembrano irrealizzabili. 

Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, fluido e con un tocco d’ironia e sarcasmo necessari, per rendere la storia unica e per permettere al lettore di affezionarsi alla trama.
Il lettore si ritroverà a essere il protagonista insieme a Luna Rossa, Cross, Gioia, Nerea ecc…, grazie alle abilità della descrittive di Cristina, che rendono il libro una rappresentazione cinematografica. 
I protagonisti sono strutturati molto bene, ogni sensazione, emozione e vita di ognuno di loro si intreccerà con un altro personaggio, tanto da creare una ragnatela invisibile. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono emozionarsi, sognare e immergersi completamente nei personaggi, ma anche nel mare. 
Ringrazio la scrittrice Cristina Fabbrini Serravalle per avermi permesso di leggere prima “La ragazza delle onde” e successivamente “La Casa degli Orologi”, che sono due romanzi autoconclusivi, ma in un certo senso “collegati” tra di loro, per l’ambientazione a Tenerife e per alcuni personaggi. 
La Casa degli Orologi mi ha permesso di sognare ad occhi aperti, di sentire il ciak del regista come se fossi la protagonista Luna Rossa, ma anche di perdermi nella bellezza del mare. 
Buona lettura 📚📚!!