
Titolo: La rotta delle stelle
Autore: Cristina Caboni
Casa Editrice: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Data uscita: 21 Ottobre 2025
Pagine: 272
Genere: Romanzo contemporaneo
<<Prima ballerina della Scala, Marigold. Lo sai cosa c’è in gioco.>>
<<Sì.>> Annuì, incatenata al suo sguardo, contagiata dall’espressione sul suo volto, assaporando le sue parole. La sua forza persuasiva.
<<Questa sera cambierà tutto, devi essere pronta.>>
<<Lo so.>>
Le avevano assegnato un ruolo da protagonista nonostante la giovane età e dopo un anno appena di permanenza alla Scala, perchè era la migliore… non era mai accaduto prima. Il suo, le avevano detto, era un talento che si vedeva di rado. Inspirò profondamente. Era quasi in cima, il sogno si stava avverando.”
La protagonista del libro si chiama Marigold Icardi, una giovane danzatrice molto talentosa, prima ballerina della Scala di Milano. Marigold ha la capacità di sentire la musica, di associare a ogni nota un colore; per questo motivo si muove con grazia, sinuosità e delicatezza, ed è la più brava ballerina della Scala.
Marigold è stata scelta per rappresentare l’opera di Giselle, un incarico molto prestigioso e che non ammetteva errori. Lei era Giselle e al suo fianco c’era Oscar, nelle vesti di Loys, un ballerino abile che trasmetteva la sua passione sul palco e insieme avevano frequentato la scuola a Londra.
Marigold e Oscar, lavorando ogni giorno insieme e condividendo la stessa passione per la danza, avevano iniziato a frequentarsi. Marigold sapeva benissimo, che mischiare il lavoro con i sentimenti, era pericoloso, glielo ripeteva continuamente la sua amica e truccatrice Vania, ma lei e Oscar si amavano, ed era proprio grazie al loro amore, che riuscivano a trasmettere al pubblico la passione e le emozioni.
Perfetta? Quante volte aveva usato quella parola? Ossessione, ecco cos’era. Eppure, non era meravigliata. Lo conosceva. Sapeva che la perfezione per lui era fondamentale. Un istante nel quale ogni cosa andava al suo posto: la musica, il movimento, il corpo, il respiro. E allora la danza diveniva pura arte, straordinaria bellezza.
Non era forse quello il loro compito?
<<Sarai la migliore, Marigold, dopo mi ringrazierai e festeggeremo insieme. Io e te, pensaci. Il mondo della danza sarà ai nostri piedi. Ci inviteranno ovunque, scriveremo una nuova pagina di storia.>>
La teneva per le spalle, la fissava. In quel momento si guardò con gli occhi di lui.
Perfetta.
Loro due insieme lo erano.
E allora percepì dentro di sé il cedimento, quell’allentarsi della volontà che precedeva la resa.
Ma la sera della prima teatrale, mentre Marigold era una perfetta Giselle, sentì un dolore insopportabile al ginocchio, un dolore così acuto che la fece cadere all’improvviso durante una piccola pausa tra una scena e l’altra.
Marigold fu portata d’urgenza in ospedale, ma lo spettacolo doveva continuare anche senza di lei, venne sostituita da Elaine, una ragazza scaltra, invidiosa e con poco talento.
Il tempo si dilatò, il mondo perse consistenza. Fu adagiata su una barella, qualcuno le sistemò la testa sopra un cuscino.
<<Tranquilla, tesoro, ci sono io con te.>>
Si aggrappò al braccio di Vania.
<<Oscar>> le chiese. L’amica sorrise, ma non rispose. Marigold lo cercò tra le persone che si erano assiepate intorno per salutarla. Lui era lontano, dietro tutti. Elaine era al suo fianco. Parlavano, le teste vicine.
Finalmente Oscar si accorse di lei. Ma restò dov’era.
<<Devo andare, devo cambiarmi…>>
Marigold intuì le parole più che udirle.
Certo, lo spettacolo doveva continuare. Lei doveva capire, doveva accettare. Oscar aveva perso fin troppo tempo e il secondo atto ormai era imminente. Marigold sapeva come andavano queste cose, non era la prima ballerina che si infortunava. Eppure, ebbe l’impressione che, mentre lui si allontanava, il cuore le si fosse fermato, si fosse spezzato.
Marigold si ritrovò da sola a dover metabolizzare il grave infortunio, una pausa forzata dalla danza che era tutta la sua vita. Marigold pensava che l’uomo che amava, l’avrebbe aiutata e sostenuta, che sarebbe stato al suo fianco in questo momento difficile, ma non fu così, perchè Oscar era convinto che Marigold non aveva voluto fermarsi in tempo, quando la situazione non era così grave.
<<Solo chi sa di non valere nulla teme di perdere tutto. Tu no, Marigold. Tu sai chi sei, cosa sei capace di fare. Sei migliore delle persone che si ostinano a difendere ciò che non gli è mai appartenuto.>>
No che non lo era. Eppure quelle parole franche, quasi brutali, ebbero l’effetto di una doccia gelata. Marigold chinò il capo rincorrendo le briciole sulla tovaglia con la punta del dito.
<<Ero convinta di vivere in una realtà grande e meravigliosa. Pensavo che sarebbe stato così per sempre.>>
Vania annuì. <<Lo so. Ma vedi tesoro, l’unica cosa davvero certa della vita è che tutto cambia.>>
Marigold è sola a Milano, deve trovare al più presto una sistemazione perchè aveva disdetto l’affitto della casa a causa della tournée teatrale in giro per il mondo. Marigold non ha più certezze, non ha più i genitori, morti in un incidente autostradale qualche anno fa, ha solo una persona a cui chiedere aiuto, l’anziano zio Domenico.
Lo zio Domenico vive a Draconia, un piccolo paesino della Sicilia, il luogo in cui è nata e conserva la storia della sua famiglia.
Appena lo zio, sente che la sua adorabile nipote ha bisogno di lui, prende il primo aereo per Milano. E’ così che Domenico convince la nipote a tornare a Draconia, il luogo ideale per rimettersi in forma dopo l’intervento e riflettere.
Immaginatevi un piccolo paesino siciliano affacciato sul mare, caratterizzato da paesaggi pittoreschi e profumi intensi, pieno di miti e leggende che permeano la storia.
Draconia sorgeva a poca distanza da Taormina ed era divisa in due parti, una affacciata sul mare, una più in alto, abbarbicata sulla collina e dominata dalla chiesa barocca in pietra chiara. Un ponte di roccia che aveva tutta l’aria di esserci sempre stato, collegava la città alta alla spiaggia. […]
Osservò il tramonto e per un istante, mentre il sole si immergeva infiammando il blu, tutto si quietò. Era come avvertire il silenzio più profondo, era come quando Desy le indicava le stelle e Marigold aveva l’impressione di rimpicciolire, diventare un granello di polvere dell’universo. E nulla aveva più importanza.
Fu allora che sentì la campana. Era un rintocco lontano, che le entrava dentro, un ritmo dolente, capace di accarezzarle l’anima e di attirarla a sé. Si voltò verso la chiesa alle sue spalle. Strano, non proveniva da lì e non era nemmeno una di quelle registrazioni che si udivano di frequente in città. Il suono si smorzò fino a cessare del tutto, come il vento. I pensieri adagio riacquistarono consistenza. Una nave segnalò il suo passaggio al largo della costa.
Marigold è affascinata dalla storia di Draconia, soprattutto perchè da quando è tornata, sembra sia la sola a sentire il suono di una campana, che pare provenire dal mare.
Marigold si sente fuori posto, anche se a Draconia è stata accolta con affetto dallo zio e da Carmela, che la vizia con i suoi piatti tradizionali.
Marigold continua a pensare alla vita che ha perduto, alle fatiche e rinunce che aveva fatto per tutta la vita, per arrivare a diventare la prima ballerina della Scala. E adesso, che cosa avrebbe fatto?
Lei era nata per danzare, per stare sul palco, ma al momento il tutore non le permetteva di fare nulla.
Ed è proprio a Draconia, che conosce un gruppo di ragazze: Emma, Rosanna, Teresa, Anna, Calogera, Mina, Agata e Grazia, che si vedevano tutti i giorni verso l’alba per passeggiare insieme.
Marigold inizia a prendere parte a queste passeggiate, in compagnia del suo bastone da passeggio, ogni passo rappresentava una piccola vittoria sul tutore.
Insieme alle sue nuove amiche, Marigold si sente pronta a lasciarsi alle spalle il passato e aprire il suo cuore a nuove opportunità e a nuovi amori.
A Draconia, conosce un ragazzo di nome Jonathan Miller, che ama il mare e si occupa di ascoltare il canto delle balene… Jonathan risveglierà in Marigold, emozioni che non aveva mai provato, fino a farle vibrare l’anima.
All’inizio era stata talmente concentrata su sé stessa da non vedere altro; poi, quando aveva creduto che fosse tutto finito, quando non sapeva più chi era, tra le crepe che la ricoprivano era penetrato qualcosa: una carezza, una parola gentile, una sgarbata che l’aveva sconvolta e spronata a reagire.
E lei aveva iniziato a cambiare, o forse semplicemente a crescere.
Grazie alle sue nuove amiche e a Jonathan, Marigold cercherà di indagare sui miti e leggende che dominano Draconia, in particolare è determinata a trovare la campana, che custodisce un segreto della sua famiglia.
Marigold si ritrova in una ricerca che la spingerà a interrogarsi sul senso dell’appartenenza, sul peso dei pregiudizi. Perché a volte, conoscere il passato, porta con sé a verità sconvolgenti che rischiano di rompere ogni equilibrio.
E mentre il sole si alza e il mare riflette i primi bagliori del mattino, Marigold prova a fare pace con i suoi fantasmi e della sua famiglia.
Perchè bisogna aprire il proprio cuore e fare pace con il passato, per lasciarsi andare a nuove opportunità.
Riuscirà Marigold a cancellare i pregiudizi sulla sua famiglia?
Riuscirà Marigold a costruirsi una nuova vita?
Tacque assaporando il momento. Dopo un lungo minuto le parole trovarono da sole la strada. <<Sto ricominciando la mia vita da capo.>>
Era un concetto vago, avrebbe dovuto spiegarsi meglio. In realtà Marigold non sapeva nemmeno perchè glielo stesse raccontando, ma aveva desiderato dirglielo, mostrarsi com’era.
Jonah la guardava, in attesa che lei continuasse.
<<Ero qualcuno, adesso non sono più nulla. Eppure, non mi sono mai sentita tanto viva. Questa sera è stato… non trovo le parole. Sembra che la vita ti risarcisca di quello che ti ha preso.>> […]
<<Credo che tu sia molto coraggiosa, ci vuole una grande forza d’animo per trovare una strada nuova. Quando hai superato un ostacolo il mondo ti fa più paura, ma allo stesso tempo non ha più i confini tanto tenuti.>>
<<Ci sei passato anche tu.>>
<<Credo che sia capitato a tutti di rivalutare le proprie convinzioni. Gli schemi di vita ogni tanto falliscono o richiedono un aggiustamento.>>
Sì, era vero. Era una rotta che aveva bisogno di essere perfezionata. Ma ciò che sorprese davvero Marigold era il fatto che in quei mesi lei aveva creduto di essere al centro del mondo: come se solo lei fosse caduta, come se solo lei fosse stata tradita, come se solo lei avesse perduto ogni cosa. Invece non era speciale, non in quel senso almeno. In un modo o nell’altro le persone sostenevano il peso delle proprie esistenze. E la meraviglia. La gioia. Tutto quel dolore che l’aveva afflitta si stava ritirando un po’ alla volta lasciando uno spazio che adesso era libero, per contenere qualcosa di nuovo.
Cosa ci avrebbe messo dentro dipendeva dalle sue scelte.
La scrittrice Cristina Caboni dopo aver pubblicato numerosi bestseller venduti in tutto il mondo, torna in libreria con una nuova storia fatta di suoni, atmosfere incantevoli, ma anche di sogni infranti e di rinascite.
Con “La rotta delle stelle”, Cristina Caboni conferma di avere una sensibilità fuori dal comune e dona al lettore una storia profonda, umana, rammentando al lettore l’importanza di custodire le proprie radici, anche quando il passato è insidioso, oscuro e traumatico, perchè a volte le risposte alle domande più intime si trovano nei luoghi più impensabili.
I temi trattati sono la danza, la forza delle donne, la famiglia, la guerra, la speranza, il mare, i miti e le leggende, la riscoperta di sé, i tradimenti, ma anche l’amore e l’amicizia che possono curare le cicatrici del cuore.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante e profondo, ogni capitolo si apre con una citazione che riguarda il mare, l’oceano e le creature che abitano i mari.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di inserire numerose descrizioni psicologiche e fisiche, che permettono al lettore di affezionarsi non solo alla protagonista Marigold, ma anche all’anziano zio, all’affascinante Jonathan e al simpatico gruppo di donne di Draconia.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro che racconti una storia di rinascita, perchè è proprio quando la vita ti spezza in due, che bisogna trovare la forza di rialzarsi e reagire.
Buona lettura 📖!!








