“Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista” di Sara Rattaro

Titolo: Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista 
Autore: Sara Rattaro 
Casa Editrice: Piemme 
Data uscita: 7 Aprile 2026 
Pagine: 304 
Genere: Romanzo storico 

La mia esistenza è stata tutta così: mentre qualcuno portava via, qualcun altro portava dentro. E in quel continuo alternarsi di mani che tolgono e mani che offrono, io ho imparato la mia prima, grande lezione: si sopravvive. 
Sempre. 
Anche quando vieni al mondo senza una coperta. 
Il mio nome è Teresa, ma chiamatemi <<Chicchì.>>

Con “Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista” la scrittrice Sara Rattaro, dà voce a una delle figure italiane più sorprendenti e dimenticate della storia: Teresa Mattei. 
Teresa Mattei (1921-2013) è nata a Genova da una famiglia antifascista, dalla madre Clara Friedmann e dal padre Ugo Mattei. I Mattei si erano trasferiti vicino a Varese, a causa del lavoro di Ugo. Il padre, era un avvocato e dirigente della Società telefonica Elettrica Ligure-Lombarda, chiamata “LA STELLA”, mentre il fascismo si diffondeva in ogni città italiana. 
Mussolini pretendeva una linea telefonica diretta tra Milano e Roma, per diffondere i suoi ordini il più velocemente possibile. Ma Mattei è sempre stato un uomo con una sua identità e non si era mai piegato a nessuna richiesta, nemmeno a quella di Mussolini. 

Perchè il coraggio, quello vero, non fa rumore e non chiede applausi. 

Teresa cresce con gli insegnamenti e ideali del padre, che spesso, la portano a scontrarsi con i dettami dell’epoca. 
La famiglia Mattei era una famiglia numerosa, composta da sette figli: Camillo e Gianfranco, erano i fratelli maggiori, poi c’era Teresa, Giovanni (Nino), Ida, Andrea e Mario. Secondo la madre Clara, dato che la vita era una sfida continua e dolorosa, aver dato alla luce sette figli, li avrebbe aiutati a sostenersi nel momento del bisogno. 
Quando Teresa aveva compiuto dodici anni, i Mattei furono “costretti” a trasferirsi da Varese a Firenze, precisamente a Bagno Ripoli, per allontanarsi dal controllo del regime fascista. Ugo Mattei, aveva capito che presto sarebbe scoppiata la guerra e Firenze, sarebbe stata la città ideale per la loro famiglia. 
Per Teresa, non fu facile lasciare Masnago, salutare i suoi amici, ma il padre le disse: <<Teresa il mondo va avanti solo perchè qualcuno ha il coraggio di non chinare la testa […] Io quella tessera non la prenderò mai. La mia anima non è in vendita.>> 
Grazie a queste parole, Teresa impara l’importanza di credere nelle proprie idee, di non piegare mai la testa. 
A Bagno Ripoli, i Mattei avevano acquistato una piccola tenuta, che gli avrebbe garantito cibo a sufficienza per sfamare l’intera famiglia. 
Ma la loro casa era aperta a tutte/i coloro che volevano raccontare la propria storia, come Giorgio La Pira, Natalia Ginzburg, Piero Calamandrei, Carlo Levi e Adriano Olivetti. 
E’ anche grazie a questi personaggi e ai loro discorsi, che Teresa Mattei aveva imparato a conoscere il significato della parola “libertà”. 

 

Ogni foglio che usciva da quella vecchia Olivetti, ogni parola battuta con pazienza, era un grido contro il regime. Non c’erano applausi, né testimoni. Solo la speranza che qualcuno, leggendo quelle frasi, si sentisse meno solo. 
Il nostro incendio era divampato e per alimentarlo sarebbe bastato tenere aperta una finestra. 

Tutti in paese sapevano che i Mattei non si allineavano ai dettami del regime, e una notte decisero di usare delle teglie per creare delle matrici, servendosi della macchina da scrivere Olivetti, per stampare volantini provocatori, contrari al fascismo che disperdevano nei luoghi pubblici o nelle cassette postali di Firenze. 
Durante la scuola media, Teresa è obbligata a indossare la divisa delle Giovani Italiane, anche se la detesta, ma ogni mercoledì pomeriggio era libera di vestirsi come voleva per andare nella biblioteca comunale, a perdersi tra le pagine dei libri. 
Ma il fascismo, controllava ogni cosa, dai sistemi di comunicazione, alla scuola e i testi, proibendo ed eliminando molti libri, considerati “sovversivi” e contrari al regime. 
Per questo motivo, Teresa sente crescere dentro di lei, una rabbia cieca nei confronti del fascismo, che si insinuava in ogni cosa. 

Il signor Gori, il bibliotecario, sollevò lo sguardo dal registro. Era un uomo che conosceva i libri e li trattava da amici. […] 
Ma quel giorno, nei suoi occhi c’era qualcosa di diverso. Una stanchezza nuova, pesante. 
Guardai sugli scaffali. C’erano troppi spazi vuoti, denti mancanti in una bocca che non poteva più sorridere. 
Rimasi ferma. Mi sembrava di essere caduta in una favola dove il cattivo aveva rubato i libri invece dei bambini. 
<<Signor Gori?>> sussurrai. 
Lui chiuse il libro con calma. Si guardò intorno, temendo che anche i muri potessero spiarci, poi si chinò verso di me. 
<<Li hanno portati via>> disse piano. quasi senza fiato. <<Hanno detto che quei libri non sono in linea con le idee del fascismo.>> 
Il fascismo. Sempre lui. Quella parola la sentivo tutti i giorni ma lì, nella penombra della biblioteca, suonava come un nemico che ti entra in casa di notte. 
<<Ma erano solo libri…>> balbettai, incredula. Mi sembrava impossibile che qualcuno potesse avere paura di parole stampate su una pagina. 
Il signor Gori fece un sorriso triste.
<<I libri insegnano a pensare, Teresa. E chi comanda con la paura, i pensieri liberi non li sopporta.>> 
Quelle parole si incastrarono dentro di me, come spine sottopelle.

Nel maggio del 1938, Teresa dimostra di avere un coraggio fuori dal comune, durante la lezione del professor Santarelli, non riesce a trattenere la sua opinione contraria alla teoria delle razze. Per questo motivo, Teresa venne espulsa da ogni scuola del Regno e grazie a un’amico avvocato di famiglia, dato che la legge lo prevedeva, la ragazza decise di continuare a studiare da privatista. 

<<E’ un delirio…un’assurdità.>> 
Miriam mi guardò. I suoi occhi erano pieni di un misto di paura e gratitudine. L’aula sembrava congelata, imprigionata dalla paura. Eppure, io non potevo restare senza dire nulla. Non quel giorno, non davanti a quella menzogna travestita da lezione. Mi alzai, sentendo il cuore pulsare nelle tempie. 
<<Io esco. Non posso assistere a queste menzogne.>> La mia voce risuonò forte, quasi stonata nella mia stessa testa, ma non mi fermai a pensare. Uscii dall’aula con passo deciso, senza girarmi. 
Pochi minuti dopo, ero già nell’ufficio del preside, che mi guardava con gli occhi freddi, come se stesse osservando un insetto molesto. 
<<Signorina Mattei>> cominciò stringendo le labbra. <<Il suo comportamento è inaccettabile. Lei ha violato il regolamento scolastico e ha mostrato una grave mancanza di rispetto verso i suoi insegnanti.>> 
<<Ho solo espresso la mia opinione.>> Non cedetti. 
<<Non è un’opinione ammessa.>> Il preside si sporse in avanti. 
<<Ma è quella giusta>> gli risposi. 
Sapevo cosa sarebbe successo questa volta. Non l’avrei passata liscia come quel 6 Maggio trascorso in compagnia del bidello. 
Questa volta mi espulsero. Da tutte le scuole del regno. La decisione fu unanime e veloce, come se fossi un’altra pratica da archiviare. 

 

La guerra scoppiò, Mussolini trasmesse in radio il suo discorso autoritario e pieno di speranza. Da quel momento, ogni città aveva i segni della guerra, della distruzione, oltre che della fame. 
E’ così che Teresa diventa per tutti “Chicchì”, la staffetta partigiana che nascondeva i messaggi nell’orlo della gonna. Ogni chilometro che percorreva Teresa, con la sua bicicletta, era un passo verso la libertà, anche se estremamente pericoloso. 
Teresa venne imprigionata, violentata, ma non si è mai piegata al fascismo, dimostrando di essere una grande donna, disposta a resistere per avere la propria libertà. 

Chiusi gli occhi e cercai di lasciarmi scivolare via, lontano da quella stanza, ma ogni suono mi risucchiava indietro. Iniziarono a parlare tra loro. Poi a ridere finché uno di loro non si slacciò i pantaloni e si chinò su di me. Avvertii il suo fiato caldo e nauseante sul mio viso. Lui mi schiacciò la testa di lato contro il pavimento come se non mi volesse nemmeno guardare. 
Non fu solo dolore fisico, fu il modo in cui spogliarono la mia umanità, pezzo dopo pezzo. Mi sforzai di respirare, ma sembrava che l’aria stessa fosse stata contaminata, troppo densa e sporca per entrare nei polmoni. 
Mi violentarono in cinque. 
Uno dopo l’altro. 
Tanti modi diversi di andare in pezzi 

Fu come aver perso fiducia nelle proprietà delle cose. Nel salire le scale, nel lavarmi la faccia, nel piegare i vestiti. 
Poi, un giorno spalancai la finestra della mia piccola stanza e un profumo meraviglioso mi riempì le narici, i pensieri di quegli ultimi giorni iniziarono a liberarsi come schegge gelate che si staccano da un ghiacciaio. 
Non ero morta. 
Non mi avevano uccisa. 

Finita la guerra, Teresa viene eletta a solo venticinque anni (la più giovane delle ventuno donne presenti), all’Assemblea Costituente, per scrivere la Carta Costituente. 
Non è stato semplice per Teresa e le altre donne, dimostrare agli uomini il valore di una donna, ma ci riuscì battendosi per l’articolo 3 della Costituzione. 
E’ grazie a Teresa Mattei, se oggi l’articolo 3 si presenta così: 

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 

Imparai. Imparai che per essere ascoltata, non bastava alzare la voce: bisognava restare. Resistere. Anche lì. 
E poi arrivavano i momenti che più amavo: quelli con le altre. 
Ci cercavamo con lo sguardo, come per ricordarci che non eravamo sole. 
<<Teresa, dobbiamo batterci insieme>> Mi disse Nilde Iotti stringendomi il braccio. Lo fece con una forza che cancellava ogni dubbio. <<Se non ora, quando?>> 
Sentii quella stretta scendere fino al cuore. In aula i dibattiti erano colpi secchi, fendenti che tentavano di zittirci. Ci guardavano con sufficienza, con quelle odiose espressioni da padri pronti a metterci in castigo se avessimo disobbedito. 
Ma quando parlavamo, il tono cambiava. Non era più la voce di una sola donna. 
Eravamo un coro. 
Dignità, diritti, parità. 
Ogni parola si alzava più forte della precedente. Ma quello che tutti gli uomini non capivano era che lì, in quel banco, non ero più soltanto la giovane Teresa, ero una delle ventuno donne incaricate di rappresentare tutte le altre italiane.
E lo avrei fatto. A qualunque costo. 

Teresa aveva lottato, insistito per far inserire nell’articolo 3 la parola “di fatto”, per evidenziare che la Repubblica doveva intervenire in modo concreto, onde evitare l’ineguaglianza tra i cittadini. 
Venne redatta la Costituzione e il 2 Giugno 1946, per la prima volta nella storia, alle donne fu concesso di votare al pari degli uomini. 
Un giorno, Teresa, decide di istituire la Giornata Internazionale della Donna e scelse come fiore: la mimosa, povera e resistente, come ogni donna. 
Ogni diritto che abbiamo noi oggi, è stato lottato, combattuto da Teresa Mattei e da molte altre donne, che hanno rischiato la propria vita per difendere i propri ideali. 

Perchè ci sono battaglie che si combattono lontano dai riflettori. E sono quelle che cambiano davvero le cose. Mi lasciai abbracciare da mio marito. C’è una sensazione di completamento nel finire tra le braccia di chi ami. E’ come il calore di un caminetto che riscalda una stanza o il ritrovare la strada di casa.

 

La scrittrice Sara Rattaro, autrice di numerosi romanzi di successo come “Sulla sedia sbagliata”, “Un uso qualunque di te”, “Non volare via” (Premio Città di Rieti, 2014), “Niente è come te” (Premio Bancarella 2015). “Splendi più che puoi” (Premio Rapallo Carige, 2016), “L’amore addosso” (Premio Letteraria 2018), “Uomini che restano” (Premio Cimitile 2018), “Andiamo a vedere il giorno, “La giusta distanza”, “Una felicità semplice” e “Io sono Marie Curie”. 
La scrittrice Sara Rattaro torna in libreria con “Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista”, dando voce a una grande donna, di cui si parla troppo poco: Teresa Mattei. Teresa, non ha mai abbassato la testa, non ha mai scelto la strada più facile, ha sempre scelto la direzione coerente con i suoi principi. 
L’abilità e la bravura della scrittrice Sara Rattaro, sono evidenti sin da subito e dona al lettore la figura di Teresa, descritta minuziosamente, sempre presente e mai distante, vera, piena di passione, ideali, rabbia e paura. 
La storia è strutturata da capitoli brevi, ben documentati e che penetrano nel cuore e nell’anima di ogni lettore. 
I temi trattati sono molteplici: dalla Seconda Guerra Mondiale, ai pregiudizi, all’amicizia, la violenza, i libri, lo studio, la Resistenza, la libertà, i diritti, la Costituzione e la forza delle donne. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, profondo, intenso, umano, in grado di far catturare i lettori sin dalla prima pagina. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice che riesce a donargli tratti umani realistici. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano conoscere una donna forte come Teresa, che con coraggio si è battuta contro il fascismo, per far valere le sue idee.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia incisiva, capace di entrare nell’anima di ogni lettore. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di approfondire la storia di Teresa Mattei, colei da cui ogni donna deve apprendere molte cose, tra cui il coraggio di non arrendersi. 
Buona lettura 📖!!

“Il vento è un impostore” di Sasha Vasilyuk

Titolo: Il vento è un impostore
Autore: Sasha Vasilyuk
Traduttore: Roberta Scarabelli
Casa Editrice: Garzanti editore
Pagine: 384
Data uscita: 17 Settembre 2024
Genere: Romanzo storico

Non era facile vedere l’uomo con cui era sposata da oltre cinquant’anni diventare più piccolo, più fragile, più imprevedibile. Dopo aver bruciato le sue carte era come se si fosse arreso. […]
Nina provò un senso di sollievo per lo sprazzo di lucidità che ebbe nella Giornata della vittoria, così i pronipoti poterono congratularsi con lui a dovere. Era importante che quella generazione viziata del XXI secolo ricordasse che Efim era un eroe di guerra.

“Il vento è un impostore” è basato su una storia vera, vissuta in prima persona dall’autrice.
Il protagonista del libro è Efim, un uomo nato negli anni Venti del secolo scorso in Unione Sovietica, ha ottant’anni e ha costruito tutta la sua vita intorno a una bugia. Ma adesso, Efim, è anziano e ha l’alzheimer e custodisce il suo segreto in una valigia che nessuno può toccare, soprattutto sua moglie Nina.
Efim è un veterano di guerra, aveva combattuto durante l’intero conflitto ed era riuscito a sopravvivere, insieme al suo amico Nikonov. Efim aveva conosciuto il generale Nikonov al fronte, i due all’inizio non andavano d’accordo, ma la paura, il terrore della guerra, li aveva fatti avvicinare, fino a diventare amici e custodi di un segreto inconfessabile.
Per questo motivo, Nikonov aveva deciso di isolarsi da tutto e da tutti, per evitare di dover costruire un rapporto basato sulla menzogna. Invece il protagonista, si era innamorato di Nina, una bellissima ragazza, con cui condivideva la passione e gli studi per la geologia.
E’ così che Efim si era sposato con Nina e avevano avuto dei bellissimi figli, orgogliosi di avere come padre, un veterano di guerra.

Sto dicendo che finché proviamo anche solo un briciolo di vergogna, mentire è la nostra unica alternativa.

Efim si lasciò cadere giù dal vagone del treno sul terreno fradicio. Si sentiva stordito. Dopo essere stato costretto per due giorni a restare in piedi pigiato, le gambe non gli obbedivano più. Ma le guardie stavano già urlando <<Schnell!!>>, mentre i loro cani ringhiavano. Si rialzò a fatica, aggrappandosi a Ivan, e guardò il cielo luminoso del mattino strizzando gli occhi e riempiendosi i polmoni dell’odore della pioggia che doveva avere appena smesso di cadere, della terra bagnata, dell’erba. Non sapeva cosa li aspettasse lì, ma almeno erano scesi da quel treno soffocante e se n’erano andati dal campo di Tilsit, con il suo enorme spiazzo sabbioso circondato da filo spinato, dove migliaia di loro avevano dormito in piedi sotto la pioggia, mentre il vento freddo del Baltico penetrava nelle loro uniformi. Quando il convoglio si svuotò ed Efim capì, senza bisogno di guardare, che sul pavimento ruvido dei vagoni bestiame erano rimasti solo cadaveri, si rese conto di trovarsi in mezzo a un mare esausto e sudicio di capelli lunghi e stracci putridi: centinaia di soldati dell’Armata Rossa, molti dei quali feriti. Sembravano i vecchi vagabondi che vedeva a casa durante la carestia. Secondo i volantini infilati dai tedeschi nel loro vagone, Stalin aveva emesso l’ordine numero 270, in base al quale Efim e il resto degli uomini dovevano essere considerati <<disertori malvagi le cui famiglie sono soggette all’arresto per la violazione di un giuramento e tradimento della loro patria.>> L’ordine elencava ciò che avevano omesso di fare: <<combattere con abnegazione fino all’ultimo, proteggere il materiale bellico come la pupilla dei loro occhi, sfondare le retrovie delle truppe nemiche, sconfiggere i cani fascisti.>>

Ma adesso Efim è anziano, stanco di dover mentire a sua moglie Nina, ai suoi figli e nipoti, tutti credono che lui sia un eroe, un eroe che è riuscito a sopravvivere alla guerra.
Ogni giorno, Efim, si domanda cosa farebbero i suoi famigliari se sapessero del segreto che nasconde da anni… Un segreto celato nella valigia, che Efim vuole distruggere, nessuno deve conoscere chi era veramente.
Efim era un giovane ebreo, che ha dovuto rinnegare sé stesso per sopravvivere alla guerra, una guerra che in lui ha causato una cicatrice profonda e che non si rimarginerà mai.
Ma adesso, Efim sente che è giunta l’ora della verità, il periodo più brutto e buio della sua vita, è scritto in una lettera che adesso sua moglie Nina ha tra le mani…
Quale era il segreto di Efim?
Quale era la sua storia?
Lasciatevi travolgere dalla storia vera di Efim, un uomo che è riuscito a salvarsi dalla Seconda Guerra Mondiale, rinnegando sé stesso, fingendo di non essere ebreo per sopravvivere.

Un giardiniere arrivò e iniziò a potare le rose lungo il viale principale. Ben presto, sull’asfalto se ne ammucchiarono parecchie. Il loro profumo dolciastro riempiva l’aria. Mentre Efim guardava i cumuli di petali rossi e spine condannati intorno a sè, capì che la sua unica speranza era dire al KGB tutta la verità che poteva condividere e in cambio chiedere -anzi, implorare- che non ne facessero parola con la sua famiglia.
Una cosa era che le autorità sapessero chi era lui veramente, un’altro vedere la sua vergogna riflessa negli occhi della sua famiglia.

La giornalista e opinionista delle principali testate giornalistiche americane Sasha Vasilyuk, esordisce con “Il vento è un impostore”, ispirato alla storia del nonno, sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale.
“Il vento è un impostore” racconta un aspetto poco noto della Seconda Guerra Mondiale, per non dimenticare il passato e dare voce ai sopravvissuti che hanno subito ogni tipo di violenza, da quella fisica a quella psicologica.
I temi trattati sono l’identità, la famiglia, la miseria, i segreti, il terrore, il perdono, la violenza, la Seconda Guerra Mondiale, l’amore, l’amicizia e i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti degli ebrei.
Lo stile di scrittura è scorrevole, intenso, poetico, con salti temporali, che permettono alla scrittrice Sasha di utilizzare la tecnica “circolare”, iniziando e chiudendo la storia ai giorni nostri.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle abilità della scrittrice di raccontare la storia con la giusta dose di umanità e sensibilità.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia vera, ambientata durante la Seconda Guerra mondiale, dal punto di vista russo-ucraino. Consiglio questo libro a chi desidera tuffarsi nel passato, vi sembrerà di sentire la fame, il terrore che ha provato il protagonista Efim.
Lasciatevi travolgere dalla scrittura travolgente e magistrale di Sasha, per non dimenticare la storia, oggi più che mai!!
Buona lettura

“Ne plus Jamais. Un’anima dipinta” di Samanta Fugazza

Titolo: Ne plus Jamais. Un’anima dipinta 
Autore: Samanta Fugazza 
Casa Editrice: Independently published 
Data uscita: 30 Gennaio 2025 
Pagine: 446 
Genere: Romanzo rosa

Quando le anime gemelle si trovano, non si lasciano mai più. Ne plus jamais, mon amour. 

Se non hai ancora letto “Jamais. Mai senza me. Per sempre insieme a te”, il primo volume, puoi recuperare qui la recensione: https://deborahcarraro97.com/2024/02/10/jamais-mai-senza-me-per-sempre-insieme-a-te-di-samanta-fugazza/

Con “Jamais. Mai senza me. Per sempre insieme a te”, ci siamo emozionati con la bellissima storia d’amore tra Juliette e William, una storia d’amore tragica, proprio come quella di Romeo e Giulietta ma ambientata ai giorni nostri. 
Juliette ha imparato a conoscere l’amore grazie a William, ma a volte il destino è beffardo e crudele, pronto a rovinare ogni cosa. Juliette deve superare la morte di William, causata da un brutto incidente stradale, che ha distrutto il loro amore. 
Cosa accadrà in “Ne plus Jamais. Un’anima dipinta”? Continua a leggere per scoprirlo!!

A tre anni di distanza dall’incidente, Juliette continua a vivere sospesa tra passato e presente, senza riuscire a superare il lutto del ragazzo che amava. L’unica cosa, che assorbe completamente i suoi pensieri è il lavoro. 
Juliette era riuscita a terminare la laurea triennale e poi, aveva frequentato il master in Creative Direction for the Performing Arts. E’ così, che durante uno stage, aveva incontrato Noémi, proprietaria di una delle agenzie artistiche parigine più quotate, nonché suo capo. Noémi ha piena fiducia in Juliette, le affida un incarico molto prestigioso: organizzare la prossima mostra della galleria Grandier. 
Ma non sarà così semplice, perchè prima di organizzare la mostra, Juliette dovrà convincere Monsieur Grandier, che a differenza di sua sorella, non desidera affidare l’incarico a nessuna agenzia. 
Ma Juliette è determinata a dimostrare a Monsieur Grandier, le grandi strategie di marketing dell’agenzia Marie Antoinette per cui lavora. 
Dopo una scortese conversazione telefonica con Monsieur Grandier, Juliette lo incontra personalmente per spiegargli le sue idee. E’ così che Juliette, scopre che Monsieur Grandier è Samael, il ragazzo che tre anni fa aveva incontrato in piscina, il ragazzo che custodisce il cuore del suo William. 

La mia ossessione porta il nome di Samael, la persona che sono quasi sicura custodisca il suo cuore. L’immagine della cicatrice sul suo petto è un tarlo che mi buca la mente, nonostante gli anni trascorsi dallo scontro avuto in piscina con lui. I suoi occhi neri come l’abisso e il tono canzonatorio delle sue parole, “Fai attenzione a come nuoti, piccola sirena”, sono un ricordo fisso nelle mie giornate. E’ fallito il tentativo di approfondire la sua conoscenza, non saprei come rintracciarlo, e questo rende la mia sopravvivenza ancora più amara. 

Juliette vuole conoscere meglio quel ragazzo, inizierà a frequentarlo sempre più spresso, iniziando a provare qualcosa per lui. 
Ma ciò che prova è reale? 
I sentimenti che prova Juliette, sono per William o per Samael?
Juliette è in crisi, si ritrova imprigionata in una lotta molto difficile e complicata tra cuore e mente. 
Chi avrà la meglio? 
Riuscirà Juliette a elaborare il suo lutto e a riprendere in mano la sua vita? 

Il passato è sempre pronto a bussare e a presentarci il conto. Sta a noi decidere quanto e se aprirgli la porta. […]
Sono un uomo che ama l’arte e sa riconoscere le opere preziose e rate. E io ne sto stringendo una tra le braccia, proprio in questo momento…

 

La scrittrice Samanta Fugazza dopo “Jamais. Mai senza me. Per sempre insieme a te”, torna ad emozionare i suoi lettori con il sequel “Ne plus Jamais. Un’anima dipinta”. 
“Ne plus Jamais. Un’anima dipinta”, riporta il lettore a Parigi, la città dell’amore, piena di colori e di bellezze artistiche da mozzare il fiato, dove viva la protagonista Juliette, una ragazza sensibile che dopo la morte del suo ragazzo, vive ancorata nel passato. 
I temi trattati sono la violenza sessuale, il bullismo, le seconde possibilità, l’arte, l’amicizia, il rapporto genitori-figli, il rapporto tra fratelli, la morte, il passato che può condizionare il presente e la vita, che può sorprenderci in modo inaspettato. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante e commuovente, la scrittrice Samanta Fugazza riesce a descrivere alla perfezione i sentimenti e gli stati d’animo di ogni personaggio coinvolto nella storia, al punto da far affezionare il lettore a Juliette, Samael e Carlotta (fidanzata di Matteo e migliore amica di Juliette). 
Avevo già amato, nel volume precedente, la dolcezza e la sensibilità della protagonista, ma in questo secondo volume, ho potuto conoscere una Juliette diversa, una ragazza che sente di aver perso tutto, anche il suo cuore, che vive nel passato e non riesce a sorridere alla vita. 
Juliette ha la fortuna di poter contare sulla sua famiglia, in questo secondo volume, la protagonista è riuscita a riallacciare il rapporto con il padre Adrien, ma soprattutto ha Carlotta, la sua migliore amica e fidanzata di suo fratello Matteo, che cerca di farle capire l’importanza di vivere e di onorare ogni secondo, ogni minuto e ogni ora la vita. 

Mi stacco da lui e mi accorgo degli occhi lucidi della nonna. Fa sempre così ogni volta che vede me e mio padre insieme e, nonostante siano trascorsi almeno un paio d’anni da quando ho permesso al perdono di restituirmi quel rapporto padre e figlia che prima non avevo mai avuto, lei se ne commuove ogni volta. 
Non è stato un percorso facile, lo ammetto, ma ci abbiamo messo entrambi impegno e volontà affinché i sensi di colpa e il rancore lasciassero il posto all’affetto e alla condivisione delle nostre vite. E’ stata invece un’impresa più ardua riallacciare i rapporti con mia madre e su questo ci sto ancora lavorando. […]
La sua scelta di non svelare la verità sulla violenza da lei subita quando io ero ancora una bambina, è una realtà che non sono ancora riuscita a perdonarle, per lo meno non del tutto. 

I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono al lettore di entrare in empatia con ognuno di loro. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia d’amore, ma anche di lotta e di rinascita. Una storia profonda ed emozionante, che mette in evidenza quanto sia importante vivere senza rimpianti. 
Ringrazio la scrittrice Samanta Fugazza per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di conoscere meglio di Juliette.
Buona lettura 📚📚!!

“La luce che manca” di Nino Haratischwili

Titolo: La luce che manca 
Autore: Nino Haratischwili 
Traduttore: Fabio Cremonesi 
Casa editrice: Marsilio Romanzi 
Collana: Romanzi e racconti 
Data uscita: 12 Settembre 2023 
Pagine: 702 
Genere: Romanzo contemporaneo 

Quante strade devi sbagliare prima di fare quella giusta? 
Quante promesse devi mancare? 
Quante volte devi cambiare paese prima di sentirti a casa e come puoi cambiare vita se la tua è impressa in te come una poesia imparata a memoria?
Quante ore dovrei contare, quante clessidre dovrei svuotare per tornare al punto in cui erano ancora giusti gli orologi? 
Guardo le tue foto e trovo ovunque le tue risposte, anche se avevo smesso di fare domande. Taglio il tempo che mi separa da te, dalle tue decisioni giuste e dalle tue scelte sbagliate, ho la falce in mano e la brandisco giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese, anno per anno. 

Questo libro è ambientato a Tbilisi, la capitale della Georgia, durante gli anni Novanta (1987) ed è un romanzo corale, raccontato da quattro ragazze. Queste quattro ragazze si chiamano Qeto Kipiani, Nene (Nestan) Koridze, Dina Pirveli e Ira (Irene) Jordania; la loro amicizia è nata nel cortile del quartiere più vivace di Tbilisi e tra i banchi di scuola.
E’ un periodo complicato per la Georgia e per tutte le repubbliche sovietiche, e queste bambine crescono tra le urla di persone che chiedevano l’indipendenza e tra grandi disordini nella città. 
Le loro famiglie appartengono a ceti sociali diversi, il loro gruppo d’amicizia è coeso grazie alla diversità dei loro caratteri. 
Qeto, Dina, Nene e Ira cresceranno tra le strade di Tbilisi, correndo, giocando nel tunnel costruito come rifugio sotterraneo durante la Seconda Guerra Mondiale e dovranno abbandonare la loro infanzia e i giochi, a causa delle agitazioni sociali e il clima di violenza tra le strade che, imponeva attenzione e maturità. 
Queste quattro bambine sono cresciute e sono diventate quattro bellissime donne, che insieme hanno affrontato i primi amori segreti, gli scontri sanguinosi per le strade e la guerra al confine, la corruzione, il razionamento del cibo e la mancanza della corrente e grazie alla loro amicizia, sono riuscite a superare tutte le atrocità e gli orrori, protagonisti di quegli anni. 
Ma Qeto, Dina, Nene e Ira non sanno che cosa ha in mente il destino per loro… qualcosa di sconvolgente e terrificante accadrà nelle loro vite e niente sarà più lo stesso. 
Vent’anni dopo, ormai adulte, tre di loro si incontrano a Bruxelles in occasione della retrospettiva fotografica di Dina Pirveli. Le tre donne si ritrovano a ripercorrere la loro vita piena di atrocità, di crimini subiti, ma osservando quelle immagini in bianco e nero, ripensano alla forza della loro amicizia, che dopo vent’anni si sono ritrovate per affrontare insieme il torto subito nel passato. 
Un raggio di luce si insinuerà tra i ricordi e il perdono sarà di nuovo possibile e le tre ragazze potranno di nuovo contare sulla loro amicizia.

Eravamo invincibili, il tempo stava andando in frantumi, si stava sgretolando come l’intonaco dei muri, non aveva più alcuna importanza, da quel momento in poi avremmo avuto il nostro calendario e l’avremmo seguito con convinzione, come una bussola. E nella perfezione di quel momento, non ci rendemmo conto che l’infanzia, che era stata la nostra principale difesa, si sarebbe presto staccata da noi come un guscio di lumaca lasciandoci completamente nude, in balia di tempi nuovi in un mondo nuovo. 
Continuammo a volare, tutto il resto non ci interessava. 

La scrittrice Nino Haratischwili con “La luce che manca”, porta il lettore a Tbilisi nel Novecento, con uno stile profondo, maturo, poetico e umano, raccontando una bellissima storia d’amicizia di quattro ragazze che devono fuggire dalla violenza che le circonda per una nuova vita, lontana da uomini e imposizioni. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, intenso, emozionante, profondo, poetico e umano, la scrittrice dopo il successo ottenuto dal libro “L’ottava vita (per Brilka)”, conferma il suo talento con “La luce che manca”.
I temi trattati sono il crollo dell’Unione Sovietica, i primi amori, la violenza, gli amori tossici, gli stupri, la droga, il rapporto fra fratelli, la corruzione, la criminalità, l’autolesionismo, le lotte di quartiere tra bande, la guerra e l’amicizia delle quattro protagoniste che supera ogni avversità e crimine. 
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie alla scelta della scrittrice di dare voce a ognuna di loro. 
Qeto, Dina, Nene e Ira faranno breccia nel cuore del lettore sin dalle prime pagine e al termine della lettura, vi sembrerà di averle conosciute per davvero. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un romanzo emozionante, in grado di raccontare il crollo dell’Unione Sovietica e una bellissima storia d’amicizia di quattro ragazze. 
In attesa  di leggere il nuovo romanzo di Nino Haratischwili “La gatta e il generale”,  fatemi sapere che cosa ne pensate dei romanzi di Nino. 
Buona lettura 📚📚!!

“Le spietate” a cura di Sara Rattaro

Titolo: Le Spietate 
Curatore: Sara Rattaro 
Editore: Morellini 
Collana: Fuori collana 
Data uscita: 14 Giugno 2024 
Genere: Racconti 
Pagine: 176 

<<I guanti neri che coprono le mani dell’accusata vogliono far tacere la sua coscienza!>> aveva tuonato il pubblico ministero durante il processo. 
Lei non sa dire se avesse ragione. Sa solo che da quella notte, li indossa quando mangia, quando lavora a maglia o ricama, anche mentre dorme. Li toglie solo per lavarsi le mani e anche allora evita di guardarle. 

“Le Spietate” è una racconta di dodici racconti incentrati su dodici donne, donne senza scrupoli che hanno ucciso persone, bambini senza remore. 
Le donne menzionate nell’antologia sono: Amelia Dyer, Rina Fort, Irma Grese, Belle Gunnes, Ljudmila Pavličenko, Bonnie Elizabeth Parker, Madame Alexe Popova, Dorothea Puente, Vera Renczi, Caterina Sforza, Mariam Soulakiotis e Giulia Tofana. 
Il lettore si immergerà in ogni racconto che ha l’obiettivo di mostrare la vita di ogni donna, una vita enigmatica, complicata e ingarbugliata. Ogni donna menzionata in questa antologia, racconta le motivazioni che l’hanno spinta a comportarsi in quel modo: chi per vendicarsi di una violenza subita, chi per vendetta, per regolamento di conti o per pazzia. 
Il lettore avrà modo di immergersi nella lettura tra l’oscurità della Londra vittoriana con Amelia Dyer, al terrore nei campi di concentramento con Irma Grese e tante altre storie di donne spietate, che per una serie di circostanze hanno modificato la loro vita e il loro essere. 

Sono stanca di sentire gli occhi di tutti puntati su di me. 
Una volta mi piaceva. 
Quando ero un supervisore anziano nel campo, camminavo lungo il filo spinato, controllando che tutti i detenuti rispettassero le mie regole, che abbassassero gli occhi al mio passaggio, che capissero che noi eravamo gli esseri umani […]

L’antologia “Le Spietate” è stata curata dalla scrittrice Sara Rattaro, ogni racconto è in grado di stupire, affascinare e tenere con il fiato sospeso il lettore. 
I temi trattati sono la crudeltà, il sangue, l’ingiustizia, la violenza, i neonati, i campi di concentramento, la giustizia, l’ingiustizia, il potere, la manipolazione, il tradimento, la criminalità e la forza e determinazione di queste dodici donne che hanno dimostrato di poter spaventare tutti, anche gli uomini. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, affascinante e ipnotico, in grado di insinuarsi nella mente del lettore sin dalle prime pagine. 
I personaggi sono descritti bene, ogni racconto è formato da una biografia che permette al lettore di conoscere qualche informazione sulla protagonista della storia. La narrazione di ogni racconta si alterna tra passato e presente e con numerose descrizioni, che permettono al lettore di entrare in empatia con la protagonista, tanto da giustificare e comprendere alcuni comportamenti criminali. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro che si focalizza sulle azioni spietate, cruente e violente di dodici donne, donne che hanno cambiato la storia. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro e la casa editrice Morellini editore per avermi inviato la copia cartacea di questa antologia, che mi ha permesso di conoscere nel profondo la storia di queste dodici donne e di emozionarmi con loro. 
Buona lettura 📚📚!!

“Cambiare il finale. Tredici storie di libertà”

Titolo: Cambiare il finale 
Curatore: Sara Rattaro 
Collana: Fabbrica delle Storie 
Casa Editrice: Morellini Editore 
Pagine: 256
Data uscita: 11 Novembre 2023
Genere: Antologia di racconti 
Acquista: https://www.morellinieditore.it/scheda-libro/autori-vari/cambiare-il-finale-9791255270980-596482.html

<<Joan Clark?>>
Mi voltai. 
Sulla porta c’era un uomo alto e magro, con un volto delicato. Indossava un impermeabile grigio e aveva i capelli bagnati. Teneva in mano un distintivo della polizia. 
Guardai fuori dalla finestra, pioveva a dirotto e i soli rumori percepiti erano quelli del vento e del rullo delle ruote delle auto che sguazzavano nel fango. 
<<Si tratta di Alan?>> domandai. 
<<Mi dispiace.>>

Sara Rattaro- Joan Clark

Questo libro è la conclusione, di un corso di scrittura tenuto dalla scrittrice Sara Rattaro, che si focalizza sul tema della libertà. Bisogna riflettere molto sul significato della parola “libertà”, che quotidianamente diamo per scontato, perché siamo riusciti ad essere indipendenti e autonomi. 
Ma per comprendere a fondo il suo significato, bisogna pensare a tutte quelle persone che hanno combattuto nel passato, e che combattono ancora oggi per riuscire ad ottenere il diritto alla libertà. 
Questa antologia è l’insieme di tredici storie di libertà, ma anche di violenze e di resistenza, che subiscono tutte quelle donne per cercare di lottare per ottenere il diritto alla libertà di essere donna. 
Sono storie che iniziano dal passato, con Arminda la figlia di Doramas, il guerriero più valoroso e pericoloso, ma anche le grida di dolore di tutti gli abitanti di Pechino il giorno del 4 Giugno 1989, in cui un gruppo di giovani studenti era sceso in piazza per rivendicare la propria libertà, sacrificando la propria vita. 
Ma è anche la storia di donne che hanno amato un uomo violento, che ha soffocato la propria libertà, perdendo ogni diritto, anche quello di parlare. 
Avete mai pensato al significato della parola libertà? 
Quale è la prima parola, immagine che vi viene in mente? 

Questo libro è stato scritto da dodici scrittori emergenti: Maria Cristina Bombelli, Chiara Buoni, Emilia Covini, Marco Contrafatto, Alessandra D’Alessandro, Margherita Firpo, Marcella Manca, Cristiana Mantovani, Cristiana Melli, Antonella Miloro, Grazia Riggio e Federica Sportelli. 
L’ultima storia chiude il ciclo di racconti con Joan Clark, scritto dalla scrittrice Sara Rattaro. 
Il lettore si ritroverà a fare un salto nel passato, che gli permetterà di pensare all’importanza di essere liberi ogni singolo giorno. 
Il tema trattato è la libertà in tutte le sue sfaccettature e lo stile di scrittura è scorrevole, profondo e commuovente, in grado di entrare nel cuore e nell’anima del lettore.
I personaggi che vengono descritti in ogni racconto sono strutturati bene, in modo da far percepire al lettore il dolore, la lotta e la violenza che hanno dovuto affrontare per rivendicare la propria libertà. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere dei racconti profondi sulla libertà, ma anche a chi desidera fare un tuffo nel passato. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro e la casa editrice Morellini Editore, per avermi permesso di leggere il libro “Cambiare il finale”, che mi ha fatto riflettere sulla parola “libertà”, che troppo spesso diamo per scontata. 
Buona lettura 📚📚!!

“La figlia dei due mondi” di T’Ile Cha Sarek-Ilaria Pernigotti

Titolo: La figlia dei due mondi
Autore: T’Ile Cha Sarek-Ilaria Pernigotti
Editore: Youcanprint
Data uscita: 26 Ottobre 2021
Genere: Fantasy
Pagine: 233 
Acquista: https://www.amazon.it/figlia-dei-due-mondi/dp/B09JJKHLNL/ref=asc_df_B09JJKHLNL/?tag=googshopit-21&linkCode=df0&hvadid=555393450448&hvpos=&hvnetw=g&hvrand=17357352256357267886&hvpone=&hvptwo=&hvqmt=&hvdev=c&hvdvcmdl=&hvlocint=&hvlocphy=1008337&hvtargid=pla-1471414982296&psc=1

Estrasse un oggetto dalla tasca del vestito e me lo porse in mano. Sentii il freddo del metallo, guardai l’oggetto e riconobbi la stella della Flotta Galattica. 
<<Un giorno>> disse mia madre accarezzandomi i capelli <<sarai libera di andare dove vorrai e di realizzare i tuoi sogni.>>
Rivolsi allora lo sguardo all’orizzonte. 
Vedendo le prime stelle sorgere, affidai loro un pensiero: Will… grazie.

La protagonista del libro si chiama Lea, metà umana e metà keidiana, una bambina che a soli cinque anni si ritrova senza i propri genitori e viene adottata dagli zii.
Keras e Artemisia diventano i suoi nuovi genitori, la portano su Keid, un pianeta torrido e lontano e scoprirà di avere due fratelli: Ashtar e Kelan. Keras si rivela un padre violento, molto severo, mentre la mamma Artemisia è gentile, molto dolce ed umana. 
Sul pianeta Keid è proibito mostrare le proprie emozioni, e Lea non capisce che cosa ci sia di strano a mostrarsi felici o arrabbiati. Lei non voleva dimenticarsi l’educazione umana che gli avevano insegnato i suoi veri genitori. Per questo motivo, il fratello Kelan avrà il compito di insegnarle le regole e lo stile di vita dei keidiani. 
Ma Lea è animata da un carattere ribelle, non facile da comprendere per il padre Keras, che la punisce continuamente picchiandola. Le uniche due persone che capiscono l’animo di Lea, sono la madre Artemisia, ma anche il fratello Ashtar. Tra i due si crea un legame, sempre più forte e profondo, grazie al loro modo di comunicare. 
Lea si ritroverà a vivere molte avventure, alla perenne ricerca della propria libertà, scoprirà nuovi sentimenti, che la porteranno a scontrarsi sempre più duramente con il padre e con i keidiani. 
Ma ogni volta Lea si rialzerà, grazie alla sua determinazione, ma anche perché custodisce un sogno. 
Quale è il suo sogno? Riuscirà a realizzarlo?

La scrittrice T’Ile esordisce con “La figlia dei due mondi”, un libro che appartiene al genere fantasy e alla narrativa sociale e familiare. 
I temi trattati sono le avventure, le seconde possibilità, la violenza, il rapporto genitori-figli e l’adolescenza. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, semplice e veloce. La trama è caratterizzata da alcuni salti spazio-temporali e connessioni tra i personaggi. Il lettore si ritroverà ad immaginare ogni scena, come se stesse guardando un film. 
I personaggi sono strutturati bene, specialmente le descrizioni di Lea e Ashtar, che sembrano i protagonisti di un romanzo sociale e di formazione. 

Consiglio questo libro a tutti, specialmente ai ragazzi/e adolescenti per poter imparare molte cose, ma anche per evadere dalla realtà, ma è un libro adatto per adulti grazie ai temi trattati.
Ringrazio la scrittrice T’Ile per avermi inviato il suo libro “La figlia dei due mondi” (Volume I), che mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine del libro!!
Vi piacerebbe vivere nel pianeta Keid? Vi piacerebbe conoscere Lea e le sue avventure?
Buona lettura 📚📚!!

 

 

 

 

“L’amaro dell’amore” di Ambra Fogagnolo

Titolo: L’amaro dell’amore
Autore: Ambra Fogagnolo
Editore: Amazon 
Data uscita: 6 Dicembre 2022
Pagine: 288
Genere: Romanzo rosa
Acquista: https://www.amazon.it/Lamaro-dellamore-Ambra-Fogagnolo-ebook/dp/B0BNZCH7W5

<<Ivy>> richiama la mia attenzione la mamma.
<<Dimmi mami>> rispondo sistemandomi lo zaino sulle spalle.
<<Qualsiasi cosa accada promettimi che non smetterai mai di credere nell’amore. Devi combattere per averlo, non sarà sempre facile, ma ti assicurò che ne varrà la pena.>>
Chissà perché ci tiene così tanto all’amore, non ci trovo il minimo senso, dopo tutto quello che abbiamo passato. Sospirò pesantemente.
<<Ci proverò mamma, okay? Ora andiamo, dai.>>
Gli occhi le si illuminarono dopo la mia risposta e il suo sorriso si estende per tutto il volto. Vederla serena e contenta mi fa tanto felice.

Ivy è una ragazza di 15 anni, con un passato molto doloroso alle spalle, che la porta ad allontanarsi dall’amore. Ogni tardo pomeriggio, solitamente verso le 17, Ivy si reca dall’officina del nonno, per aiutarlo ad aggiustare le moto. Ed è proprio così, che Ivy conosce Caleb, un bellissimo ragazzo che frequenta la sua stessa scuola. 
Caleb è il capitano della squadra di football, il più conteso e desiderato da tutte le ragazze. Ivy non riesce a capire il motivo, ma si sente subito tratta da lui, anche se cerca di reprimere il proprio sentimento in ogni modo. 
Si confida con le sue due amiche, Allie e Susy, che sono molto diverse, ma insieme si completano, tanto da formare un bellissimo trio di amiche. Susy è allegra, impulsiva e brillante, mentre Allie è più calma, con il sogno di diventare popolare come suo fratello Josh. 
Josh da sempre prova un sentimento molto forte per Ivy, la protegge e la guarda “da lontano”. Ma quando scopre che il suo compagno di squadra è interessato al suo grande amore, decide che è arrivato il momento di aprire il suo cuore ad Ivy. 
Da questo momento Ivy, deve fare i conti con il proprio cuore, chi dei due riuscirà a farle battere il cuore? 
Chi riuscirà a farle credere nell’amore? 
Secondo voi, è una forza o una debolezza?
L’autrice Ambra Fogagnolo con “L’amaro dell’amore”, racconta una storia d’amore imprevedibile, che permette di incuriosire il lettore. 
I temi trattati sono l’amore, le insicurezze adolescenziali, il difficile rapporto con i genitori, la violenza e le amicizie vere e profonde. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, fluido, che permette al lettore di leggere velocemente ogni pagina.
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie a una minuziosa descrizione da parte dell’autrice. 
Ogni pagina di questo libro stupirà il lettore. E il finale? Un vero e proprio colpo al cuore!!
Ringrazio l’autrice, Ambra Fogagnolo per avermi inviato il suo libro, che mi ha permesso di riflettere molto sull’amore. 
E voi, cosa pensate dell’amore? 
Secondo voi, perché ci spaventa tanto? Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚!!

 

“Travolta dall’amore” di Federica Stramieri

Titolo: Travolta dall’amore
Autore: Federica Stramieri
Editore: Blueberry Edizioni
Data uscita: 14 Dicembre 2022
Pagine: 172 pagine
Genere: Romanzo rosa
Acquista: https://www.amazon.it/Travolta-dallAmore-Federica-Stramieri-ebook/dp/B0BQ7MVVN2

Mi asciugo le lacrime dagli occhi, alzo il viso e penso: Non posso più andare avanti così.
Devo lottare.
Devo farlo per Will, per il suo amore, per i miei figli, per dimostrar loro che vanno combattute le ingiustizie e le violenze, e soprattutto per me stessa. 

Nicole è la protagonista di questo romanzo, sposata con Mark, con cui ha avuto tre figli, anche se non aveva mai provato il desiderio di diventare mamma, ma suo marito le aveva fatto capire l’importanza di avere dei figli per il prestigio lavorativo. 
Possono permettersi tutti i lussi che vogliono, grazie al lavoro di Mark che consente a Nicole di non lavorare, di trascorrere le sue giornate tra shopping, centro estetico, parrucchiere ed eventi mondani. Nicole mostra un atteggiamento quasi “maniacale” per il proprio aspetto fisico, questo perché vuole assecondare ogni desiderio del marito.
Tra un evento e l’altro, Nicole mostra i suoi vestiti, che ne esaltano la bellezza, il suo make-up, l’acconciatura, per nascondere la tristezza e la paura di commettere degli errori per evitare di vedere quel lato di suo marito, che non conosceva prima del matrimonio. 
Ma proprio durante una serata di beneficienza, qualcosa cambia, perché Nicole incontra un ragazzo bellissimo, sensuale di nome William (Will), che era l’avvocato di suo marito Mark. Da quel momento, Nicole si ritrova a pensare sempre a William, al suo corpo e alla sua voce, e capisce di essersi innamorata.
Ma Nicole conosce suo marito, sa che cosa è capace di fare, in passato gli era già successo di vedere la cattiveria nei suoi occhi. 
Ma Nicole riuscirà a fuggire dal marito e dalla sua violenza? 
William riuscirà a farle capire il significato dell’amore?
Federica Stramieri esordisce con “Travolta dall’amore”, un romanzo rosa ricco di temi importanti, che riesce a raccontare in modo fluido, senza mai cadere nel banale. 
I temi affrontati sono complessi, la violenza in tutte le sue forme, sia fisica che psicologica, la maternità, lo stupro, il rapporto tra genitori-figli, l’amore, l’amicizia e le apparenze.
A volte ci nascondiamo dietro a un bel vestito per nascondere le nostre insicurezze, la nostra infelicità, quando basterebbe solamente imparare ad amarsi, e a capire che l’amore non è fatto di pugni, di calci, ma deve farci stare bene e soprattutto non deve MAI cercare di farci cambiare.
Lo stile di scrittura è scorrevole, che permette al lettore di leggere il racconto tutto d’un fiato: Personalmente, ho letto il romanzo in pochissime ore perché non volevo lasciare il racconto a metà, anche se per qualche ora, volevo sapere cosa sarebbe accaduto alla protagonista. 
I protagonisti sono strutturati molto bene, grazie alle descrizioni precise e dettagliate dell’autrice. 
Vi ho fatto venire voglia di acquistare e leggere questo libro?
Ringrazio l’autrice Federica Stramieri, e la casa editrice Blueberry Edizioni, per avermi inviato il libro e di avermi fatto riflettere molto sul vero amore.
Buona lettura 📚📚!!