“Le ventisette sveglie di Atena Ferraris” di Alice Basso

Titolo: Le ventisette sveglie di Atena Ferraris 
Autore: Alice Basso 
Casa Editrice: Garzanti 
Collana: Narratori moderni 
Data uscita: 21 Gennaio 2025 
Pagine: 368 
Genere: Romanzo giallo

Voi direte: chi è che si dimentica di richiamare il proprio scemo ma pur sempre amato fratello per verificare una cosa importante come che sia ancora in vita?
E io risponderò: io. Moi. Et voilà. 

Perchè la mia memoria funziona così. Posso ricordarmi per tutta la vita, dopo averlo letto una volta a vent’anni, che -che ne so- il formaggio Tilsit è considerato svizzero perchè è stato inventato nel tardo Ottocento da immigrati svizzeri seppur nella città di Tilsit all’epoca appartenente alla Prussia Occidentale, e posso anche dimenticarmi di mangiare, o di avere un appuntamento dal dentista, o appunto di controllare che mio fratello sia vivo. 
Vi sembra roba da pazzi, vero? 
Già. 
Benvenuti nella mia vita. 

La protagonista del libro si chiama Atena Ferraris, una ragazza di trent’anni che vive a Torino. Atena è una ragazza che sembra un po’ “sbandata”, si dimentica ogni cosa e organizza la sua vita impostando ventisette sveglie al giorno, salvo quando il fratello gemello Febo, le chiede richiamarlo dopo un’ora e anche in quel caso, la protagonista imposterà una sveglia per ricordarsi di contattarlo. 
In realtà, Atena è neurodivergente, un tema su cui la scrittrice si sofferma molto e che cerca di sensibilizzare il lettore durante la storia. 
La madre di Atena ha sempre cercato di guidare la figlia, di farle capire il mondo, dato che condivideva con la figlia lo stesso problema. Ma un giorno, la madre aveva avuto un incidente mortale sul lavoro, causando in Atena un vuoto enorme. 
Dalla morte della madre, Atena, oltre ad aver perso la figura nevralgica di un genitore, aveva perso la sua guida, il faro che le spiegava il mondo. 
La scrittrice, durante la storia, non si sofferma molto nel raccontare i dettagli della morte della madre della protagonista, avvenuta dieci anni prima e il lettore rimarrà con un tassello mancante della storia. 

<<Non devi sommergere la gente di informazioni, figlia. Alle persone non piace essere travolte di chiacchiere, o di dati da elaborare.>> […] 
<<Come faccio a sapere quando gli altri pensano che sto dicendo troppe cose?>> 
<<Devi guardare in faccia le persone. Ci sono delle cose che fanno, con gli occhi e con gli angoli della bocca, a volte anche con le mani e coi piedi, che significano che le stai annoiando.>> 
<<E non possono semplicemente dirlo?>> 
<<Hanno paura di offendere.>> 
<<Ma, se tanto lo fanno capire lo stesso con gli occhi e con la faccia, non è uguale, anzi, peggio? Perchè così io rischio comunque di capirlo troppo tardi, e loro nel frattempo di annoiarsi tantissimo!>> 
<<Sai, purtroppo la gente non è sempre logica, Atena>>
<<Non sono brava a guardare in faccia le persone, mamma.>> 

 

Atena è una ragazza diversa dalle altre, veste fuori moda, odia le sorprese, con ventisette sveglie impostate al giorno, per ricordarsi di lavorare, di mangiare, di andare a letto e di smettere di pensare, dato che la sua mente è piena di “voci” che la portano a riflettere ogni secondo della sua vita. 

<<Che tu avessi la testa vuota, Febo, non è una novità per nessuno.>> […]
No, io no. Mai successo. La mia di testa, è sempre stata piena strapiena pienissima di roba. Di correnti: una stanza tutta spifferi che soffiano da ogni direzione e creano vortici e tornadi. Di luci sempre accese e lampeggianti come in un megastore a Natale. Di chiacchiericcio incessante. Di voi. In questo momento siete voi le presenze, le voci nella mia testa, per esempio. Il pubblico a cui sto parlando. Io ho sempre un pubblico che mi commenta dall’interno, che mi accompagna, osserva, distrae, ispira, contesta; che mi sconsiglia e consiglia e dibatte con me e talvolta (spesso) mi critica e mi giudica. Un coro greco portatile intracranico. Non è che senta letteralmente le voci, eh: non sono schizofrenica (almeno credo); penso di avere semplicemente un notevolissimo, costante, turbinoso dibattito interiore. E infatti ho bisogno di tutte queste mie sveglie, scansioni e tabelle di marcia per disciplinare e gestire il caos, come campanelle in una scuola elementare. 
Mi spiego? Nah. Probabilmente no. 
A lungo ho pensato che fosse così per tutti, che fosse roba normale, fino a quando non ho iniziato a sospettare che non lo fosse, ma ci torniamo poi. Però per me, sì, è sempre stato così. E pensavo che lo fosse anche per Febo, che però quel giorno là di un paio d’anni fa piangeva sulla mia spalla perchè aveva scoperto il silenzio. 
Il silenzio nella testa: chissà che bello. 

Atena dirige una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca, che la fa sentire al sicuro. 

Mi ha rovinato la partenza della sessione di ricerche per la Wunderkammer, che sarebbe la pagina delle curiosità della <<Gara degli indovini>>. 
(Parentesi: <<La gara degli indovini>> è la mia rivista online, mia proprio, nel senso: la mia attività preferita al mondo. L’ho chiamata così, <<La gara degli indovini>>, perchè oltre a suonare bene è il nome della prima rivista di enigmistica d’Italia, nata proprio in questa città, Torino, nella seconda metà dell’Ottocento. Che a sua volta è la mia epoca preferita -ma ci torno, ci torno dopo, scusate, tendo a divagare, lo so.) 
In pratica: adesso chi si concentra più. Mi ci vuole un’attività sostitutiva più meccanica. Disegnare dei rebus: li ho già inventati, devo solo illustrarli, e quando si tratta di disegnare non faccio fatica a concentrarmi come su quasi tutte le altre cose. Mi sembra una buona idea, quindi mi metto su un caffè. 
Dico quindi perchè la moka è il mio timer per i rebus. Disegnare rebus è una cosa che adoro e che potrei fare per ore, però per la rivista non ha senso che io produca troppi rebus, così per quelli ho sviluppato un tipo speciale di sveglia: quando inizio a disegnare, metto su una moka da due. A fuoco basso, a casa mia, il caffè per salire impiega sette minuti e mezzo, che è proprio il tempo che mi serve per disegnare un rebus. Poi la moka inizia a gorgogliare e io devo per forza alzarmi a spegnere il gas e quella è la fine della sessione. 
Capite, le sveglie potrei sempre ignorarle, la lavatrice che ha finito il ciclo pure […]; il caffè che esonda sul fornello no. 

Ma a scombinare, la tranquillità di Atena sarà proprio il fratello gemello Febo, uno scrittore di romanzi gialli in crisi, che si diverte a sperimentare ogni sport, attività, pericolosa per poi, trascriverlo nei suoi taccuini. 
Questa volta, Febo, si è iscritto a una scuola serale di magia, ed è convinto di aver assistito all’omicidio dell’assistente del mago, una giovane ragazza molto bella, che aveva catturato il suo interesse durante la prima lezione del corso. 
Febo, è convinto che il mago, tra un gioco di prestigio e un’illusione, abbia ammazzato la sua assistente e supplica la sorella, di frequentare insieme a lui, il corso serale di magia per risolvere il mistero. 
Ad Atena non piace sconvolgere la sua routine, non le piace conversare e soprattutto, detesta la confusione, ma ha una capacità fuori dal comune di notare alcuni particolare che le altre persone non riescono a percepire, soprattutto suo fratello Febo. 
Ed è solo per suo fratello, che decide di uscire di casa di sera, per aiutarlo a fare luce sull’accaduto. 
Durante il corso di magia, Atena, conoscerà alcune persone che la porteranno ad “uscire” dal suo equilibrio, evitando di mimetizzarsi tra la gente. 
Ma forse, il corso di magia, si rivelerà fondamentale per Atena, per sbloccarsi definitivamente e mettere in pratica, tutto ciò che la madre le aveva insegnato, perchè essere unici, non significa per forza essere strani. 

<<Febo ha ragione. Perchè non capisco mai niente?>> 
<<Soffiati il naso. Tu capisci tantissime cose. Ci sono cose che capisci meglio degli altri. E’ solo che a volte non coincidono, e hai bisogno di qualcuno che ti faccia da traduttore. Come un dizionario, ecco. A tutti succede di avere bisogno di un dizionario, quando per esempio vanno in un paese straniero.>> 
<<Solo che non sono in un paese straniero, mamma. Ero al parco qua fuori con i nostri compagni di scuola.>> 
<<Le cose si imparano e si aggiustano. Devi solo avere pazienza fino alla prossima occasione.

E’ così che Febo racconta a due ragazzi del corso di magia, ovvero Gemma e Jacopo, i suoi sospetti e formano un gruppo segreto per ritrovare l’assistente del mago. 
Per risolvere il caso, Atena, dovrà abbattere ogni armatura, che aveva eretto per non lasciarsi coinvolgere da qualsiasi sentimento, compreso l’amicizia e l’amore. 
E forse, per la prima volta, Atena capirà il significato della parola “amore”. 
Atena e il simpatico gruppetto, riusciranno a ritrovare l’assistente del mago? 
Che cosa le è accaduto? 
Il mago ha davvero commesso un omicidio? 

So cos’avrebbe detto mamma. Regole: ci vogliono, non c’è niente da fare. Chiare ed efficaci. Da stabilire con gli altri e in primis con noi stessi. Non bisogna vergognarsi di avere bisogno di regole: è così che il mondo va avanti senza esplodere. E’ così che il caos primordiale diventa cosmo. Così decido che è il momento di reinserire delle regole nella mia vita, e di fare ordine almeno dove posso. Limitare i danni. 
<<Jacopo, io apprezzo, davvero, che tu sia convinto che io sia -com’è che dici?- la persona meno noiosa di tua conoscenza, ma la verità è che io, semplicemente, ho qualcosa che non va. Non so neanch’io cosa e non lo dico per sembrare misteriosa e affascinante, in me non credo proprio che ci sia un tubo. Io semplicemente so di non essere come le altre persone. L’ho sempre saputo, ma per un pezzo almeno ho avuto mia madre che mi insegnava come sembrare il più possibile, uh, normale, e ho creduto di poterci riuscire. Meglio per certe cose, peggio per altre, ma tutto sommato di potercela fare. Col manuale d’istruzioni, come piaceva a lei a me.>> 
Mi fermo perchè non sono più sicuro di come andare avanti. O meglio, lo so ma non mi va che non ci siano scappatoie. 
<<Mia madre era un’ingegnera. Era rigorosa, scientifica, ordinata, pratica. Ed era… boh. Come me. Non so che altra definizione esista. Sapeva tutto quello che avevo bisogno di sentirmi insegnare. Lei c’era passata prima e faceva il possibile per mostrarmi la strada. E’ grazie a lei se ho avuto degli amici, un’infanzia e un’adolescenza tutto sommato felici, se mi sono diplomata e laureata. Grazie a lei e a mio padre, che a suo modo è stato il suo perfetto complemento: mio padre è un vero hippie, uno che non ha mai giudicato nessuno, per cui nessuno è strano e la parola “normalità” non ha senso, anzi, se ce l’ha è brutto e noioso. Io e Febo siamo stati fortunati, ad avere una mamma e un papà come loro. Ma con me è stata soprattutto la mamma a fare il grosso.>> 
Pausa. Dai, Atena, hai fatto trenta, fai trentuno, 
<<Poi dieci anni fa è morta. A seguito di un’incidente sul lavoro. […] Proprio lei, che viveva di leggi e di regole, che era attentissima in ogni campo, a cosa fare e cosa non fare, che non si concedeva mai l’impulsività, la perdita di controllo. Hanno detto che era stata colpa sua. Che era in un posto in cui non doveva essere, che aveva infranto delle regole. Io non sono mai riuscita a crederci: è un’incongruenza folle, un buco nel cosmo, mi uccide da allora e cerco di non pensarci mai. […] 
Il fatto è che da allora, da quando è mancata lei, io ho perso il faro. Non ho più nessuno che mi spieghi le cose, che legga il mondo per me, nessuno che mi chiarisca quel che mi succede, che mi faccia da interprete. E lo so, dentro di me lo so che non può essere la norma. Voglio dire, tutti -o quasi- perdono un genitore prima o poi, un riferimento, una guida, ecc… Però io lo vedo che per gli altri non è come me. Io non ho perso solo una mamma: ho perso il filtro che riusciva a mettermi in contatto con il resto del mondo.>>
Prendo fiato. Tutto questo per arrivare a dire che. <<Pietro ha ragione quando dice che se una persona è incasinata non dovrebbe pesare su un’altra persona che è incasinata anche lei. Io non voglio che nessuno si senta costretto a prendere il posto di mia madre. A diventare il mio interprete, anzi, peggio: il mio babysitter. Quindi non posso fare finta di non essere lusingata del tuo interesse verso di me, Jacopo. Mentirei se ti dicessi che mi dà fastidio, o anche solo che mi sia indifferente.>>

L’autrice  da mezzo milione di copie vendute, Alice Basso, dopo aver fatto sognare i suoi lettori con le avventure di Vania Sara e Anita Bo, torna in libreria con una nuova protagonista: Atena Ferraris. 
Con “Le ventisette sveglie di Atena Ferraris”, la scrittrice racconta le fragilità delle persone, ma anche la forza che custodiamo segretamente dentro di noi. 
I temi trattati sono le abitudini, l’enigmistica, la morte, i rapporti tra genitori e fratelli, le fragilità, la diversità, l’amore e l’amicizia. 
Lo stile di scrittura è abbastanza scorrevole, a tratti macchinoso, costituito da frasi brevi, spezzate, con capitoli dedicati ai dialoghi tra la protagonista e la madre, con cui cercava di farle conoscere il mondo e le sue fragilità. 
I protagonisti sono strutturati nel complesso bene, anche se a mio avviso, manca qualcosa che faccia avvicinare ogni lettore ai personaggi, da identificarsi in Atena, Febo ecc…
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia basata sulle fragilità, sulle diversità che contraddistinguono Atena e che portano il lettore a riflettere su alcune parole come “diversità”, “normale” e “strano”. 
Rispetto ai libri precedenti, il lettore troverà una protagonista e una storia completamente diversa, in cui il tema del giallo risulta forzato e poco dinamico. 
Personalmente, ho apprezzato l’intento della scrittrice di voler dare “giustizia” a chi soffre di disturbi mentali, ma purtroppo non è riuscita a far entrare Atena e gli altri personaggi all’interno del mio cuore, mi auguro che nel successivo libro riesca a svilupparla meglio dal punto di vista descrittivo ed umano. 
Buona lettura 📚📚!!

“Miss Be & Il cadavere in biblioteca” di Alessia Gazzola

Titolo: Miss Be & Il cadavere in biblioteca 
Autore: Alessia Gazzola 
Collana: La Gaja scienza 
Edizione: 3 
Data uscita: 19 Novembre 2024 
Pagine: 256 
Genere: Romanzo giallo

Kit le prese la mano e senza nemmeno chiederle il permesso lo sganciò. E sebbene l’avesse indossato per così poco tempo, lei sentì il polso denudato. 
<<Lascia che me ne occupi io, ti prego>> le disse con gentilezza.
Beatrice si commosse: com’era premuroso. 
<<Piuttosto…>> aggiunse lui, con un tono di voce molto persuasivo. <<Comincia a pensare a una scusa per vederci domani, Bee>> 
La chiamava così quando nessuno li ascoltava.

Il libro è ambientato a Londra nel 1924, al risveglio dall’incubo della Prima Guerra Mondiale. 
La protagonista del libro è una ragazza di origini italiane di vent’anni, di nome Beatrice Bernabò, soprannominata “Miss Be”. Suo padre, Leonida Bernabò, decise di trasferirsi insieme alle sue figlie (Clara, Beatrice e Lucilla), da Firenze a Londra, in quanto docente di Italianistica all’Università, godendo della protezione dell’ambasciatore italiano nel Regno Unito. 
E’ così che inizia un nuovo capitolo, una nuova vita per la famiglia Bernabò nel suolo inglese. 
I Bernabò appena arrivati a Londra, entrarono nelle grazie di una famiglia nobile: gli Ashbury. 
Mrs Ashbury è una nobile dirimpettaia, rimasta vedova e madre dell’affascinante Christopher Ashbury, soprannominato da tutti come “Kit”. Mrs Ashbury era nota e conosciuta da tutti per le sue cene eleganti, a cui partecipavano molti ospiti illustri.
Beatrice Bernabò veniva sempre invitata a queste cene, godendo della protezione e dell’amicizia della padrona di casa. 
Ed è proprio durante una cena a cui partecipò Beatrice, che ritrovarono in biblioteca, il cadavere di un uomo di nome James Carter Lacy.
Beatrice si ritrovò in mezzo a un giallo che è al contempo un triangolo amoroso, dove da un lato c’è l’affascinante Christopher Ashbury e dall’altro l’ammaliante Julian Lennox, l’undicesimo visconte di Warthmore, che indossa sempre delle vestaglie imbarazzanti. 
Ma chi è il colpevole?
Beatrice cercherà di scoprire il colpevole, lasciandosi guidare dall’istinto, dalla determinazione e dal cuore.
L’ispettore capo di Scotland Yard Archer Blackburn, dovrà risolvere un complicato caso d’omicidio… ma potrà contare sulle doti investigative di Beatrice. 
Chi ha ucciso James Carter Lacy? Perchè?
Di chi è innamorata Beatrice?

Sarebbe bello poter sapere, poter prevedere che ruolo assumerà chi si presenta nella nostra vita. Ma non si può. E quando qualcuno ci delude, possiamo solo dire: Addio, ti lascio andare. Grazie per il tratto di strada percorso insieme.

La scrittrice Alessia Gazzola di numerosi libri di successo, come la serie dell’Allieva (“Un segreto non è per sempre”, “Sindrome da cuore in sospeso”, “Le ossa della principessa”, “Una lunga estate crudele”, “Un po’ di follia in primavera”, “Arabesque”, “Il ladro gentiluomo” e “La ragazza del collegio”) e la trilogia incentrata sulla paleopatologa Costanza Macallè (“Questione di Costanza”, “Costanza e buoni propositi” e “La Costanza è un’eccezione”), pubblica “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, ambientando la storia a Londra dopo la Prima Guerra Mondiale e raccontando il mondo patinato e decadente dell’aristocrazia britannica, protagonista di un caso d’omicidio. 
“Miss Be & Il cadavere in biblioteca” è l’unione di molti protagonisti letterari da Agatha Christie a Downton Abbey, ma anche dai romanzi di Frances Hodgson Burnett fino a Bridgerton, cui la scrittrice Alessia Gazzola ha aggiunto il suo inconfondibile stile.
I temi trattati sono il fascismo, la Prima Guerra Mondiale, l’aristocrazia britannica, il rapporto fra sorelle, la morte, le ambizioni, la società, l’amicizia, la libertà, il ruolo delle donne nella società e l’amore. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, magistrale ed emozionante, ricco di descrizioni sui personaggi e sui luoghi in cui è ambientata la storia. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie al tocco inconfondibile della scrittrice Alessia Gazzola.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono immergersi in un giallo originale e diverso dal solito, ambientato nella bellissima cornice inglese nel 1924. 
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano una lettura frizzante, spensierata, incantevole e romantica. 
La prossima avventura di Beatrice Bernabò uscirà a Gennaio 2025, “Miss Be & Il principe d’inverno”. Non vedo l’ora di scoprire che cosa accadrà!! 
Buona lettura 📚📚!!

“Tutti hanno dei segreti a Natale” di Benjamin Stevenson

Titolo: Tutti hanno dei segreti a Natale 
Autore: Benjamin Stevenson 
Traduttore: Elena Cantoni 
Casa Editrice: Feltrinelli 
Collana: I narratori 
Data uscita: 29 Ottobre 2024 
Pagine: 224 
Genere; Romanzo giallo 

Quindi cominciamo da lì: i regali. 
Sette, per l’esattezza, accatastati sotto un abete spelacchiato. Squadrati, sferici, a prisma. Uno è impacchettato nella carta di giornale e strozzato con lo spago; un altro è una grossa confezione azzurra e lucida; un altro ancora è avvolto in una quantità tale di nastro adesivo da sembrare una mummia. […]
Sei sospettati. Sette regali.
Scartiamoli. 

Il protagonista del libro è Ernest Cunningham, un fan dei gialli dell’Epoca d’oro che si ritrova a risolvere i casi d’omicidio, utilizzando i trucchi dei più grandi investigatori della letteratura. 
Ernest si ritrova a dover risolvere un caso d’omicidio a ridosso delle festività natalizie, nella bellissima cornice australiana. 
La sua ex moglie Erin Gillford, è stata accusata di aver ucciso il suo compagno Lyle Pearse. Erin Gillford, era stata ritrovata a casa sul luogo del delitto, piena di sangue sul volto e sulle mani. 
Ernest si ritroverà ad indagare sull’associazione di Lyle, ex attore che aveva deciso di fondare la “Pearse Foundation”, per aiutare tutti i/le ragazzi/e affetti da dipendenze, avvicinandoli al mondo teatrale. 
E’ così che Ernest si ritroverà nel backstage dello spettacolo del mago di fama mondiale Rylan Blaze, il cui committente era proprio Lyle Pearse. 
I sospettati di Ernest sono tutti imbroglioni professionisti: oltre al mago, c’è un esperto di trucchi e travestimenti, un’ipnotista, una responsabile finanziaria, una gemella, uno psicologo, un tecnico delle luci e degli effetti speciali. 
Ernest cercherà di risolvere il caso analizzando i pochi indizi a disposizione: un disperato messaggio di aiuto, un omicidio commesso senza mettere piede nella stanza in cui accade e un calendario dell’avvento. 
Riuscirà Ernest a scagionare la sua ex moglie? 
Riuscirà Ernest a vedere oltre le illusioni e risolvere il caso? 

Lo scrittore Benjamin Stevenson dopo il successo di “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” (Feltrinelli, 2022), e “Tutti su questo treno sono sospetti” (Feltrinelli, 2024) pubblica “Tutti hanno dei segreti a Natale”, un giallo diverso dal solito, orchestrato con maestria, inserendo in ogni capitolo un indizio all’interno di una casellina del calendario dell’avvento per coinvolgere il lettore nell’indagine. 
Il lettore si ritroverà a risolvere questo difficile caso d’omicidio insieme al protagonista, analizzando i pochi indizi a disposizione. 
I temi trattati sono le dipendenze, i soldi, le amicizie, l’amore, la morte, il Natale e l’illusionismo.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, grazie alle abilità dello scrittore di aver creato una trama originale, ambientata durante il periodo natalizio e piena di magia. 
I personaggi sono strutturati bene grazie alle ampie descrizioni, oltre a quel tocco di mistero e magia, inseriti dallo scrittore. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano un libro giallo leggero, ambientato durante il periodo natalizio, a chi desidera divertirsi ad investigare insieme al protagonista. 
Buona lettura 📚📚!!

“Un paese perfetto” di Giancarlo Dell’Angelo

Titolo: Un paese perfetto
Autore: Giancarlo Dell’Angelo
Editore: Rossoquadro
Data uscita: 11 Febbraio 2023
Pagine: 199
Genere: Romanzo giallo 
Acquista: https://www.amazon.it/paese-perfetto-Rossoquadro-Giancarlo-DellAngelo-ebook/dp/B0BVKK1PH2/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&crid=366QS74QBIUN3&keywords=un+paese+perfetto&qid=1692962437&s=books&sprefix=un+paese+perfetto%2Cstripbooks%2C89&sr=1-2

Scese, prese un fazzoletto dalla tasca e lo passò sopra alla scritta più piccola incisa sotto il Benvenuti. Confermò la sensazione che aveva avuto scorrendola dal finestrino, c’era proprio scritto Un paese perfetto.

Il protagonista del libro è il Vicebrigadiere Paolo Attignani, di trentanove anni che ha una cicatrice all’altezza della spalla, a causa di un conflitto a fuoco avvenuto a Bari. 
Per questo motivo, fu trasferito nel comune di Morigerato, un piccolo paesino tranquillo, definito da tutti come un “paese perfetto”. 

Quando varcava la soglia della caserma in Piazza Indipendenza a Morigerato: circa quattro mila anime, che si distinguevano per la tranquillità instillata dall’aria quieta che imbottiva le vie geometriche del paese, assecondata anche dal clima che quasi mai si lasciava andare in espressioni estreme. 
L’apparenza bonaria del posto si rifletteva nelle abitudini regolari negli alberi sfrondati in autunno. 

La presenza del Vicebrigadiere Attignani, era praticamente inutile, dato che non avvenivano da molto tempo crimini nel paese. Un giorno, mentre Attignani si stava recando a lavoro, incontra Oscar, un ragazzo di venticinque anni, che ogni tanto eseguiva qualche lavoretto per il Vicebrigadiere.
Oscar è un ragazzo molto particolare, a volte dice frasi un po’ stravaganti e divertenti; infatti quel giorno rivela ad Attignani di una “strana” riunione avvenuta al mattino, a cui avevano partecipato il Vicesindaco e una signora di nome Olga, la proprietaria di una locanda.
Attignani subito, non dà molta importanza alle parole del ragazzo, fino a quando non ricevette una strana telefonata da parte di un signore. 
Il signore aveva una strana voce, come se stesse tenendo un fazzoletto davanti alla bocca per non farsi riconoscere e rivelò al Vicebrigadiere, che qualcuno era morto, anche se altri sostenevano che fosse ancora vivo. Terminata la strana telefonata, Attignani si mise al lavoro per cercare di capire il mistero che avvolgeva la telefonata.
Nessun abitante di Morigerato potrà mai dimenticare la data del 10 giugno, il giorno in cui Attignani trova un cadavere nel paese idilliaco della perfezione.

Il corpo era riverso in posizione prona nella fitta sterpaglia esistente che, insieme al terreno, era stata utilizzata come nascondiglio sicuro per colpirlo e per occultarne del tutto il cadavere. 

Chi l’ha ucciso? E perché? 
Che cosa c’è dietro? 

Lo scrittore Giancarlo Dell’Angelo con “Un paese perfetto”, è un giallo particolare, che cerca di far riflettere il lettore sulle apparenze, sulla bellezza e sull’animo umano. 
Il lettore si ritroverà a vivere nella città perfetta di Morigerato, e  a risolvere il mistero che si cela nel ritrovamento di un cadavere. 
Ad arricchire e rendere più movimentato il libro, è l’inserimento di Tiffany, la farmacista del paese che ruba il cuore ad Attignani.

<<La perfezione non esiste,>> disse lei mostrando un’espressione soddisfatta.
Lui fissò le sue labbra, protagoniste assolute del giorno e del suo viso, sottili quando rideva e gonfie e sensuali quando le univa per attendere le sue. 
Avrebbe voluto contraddirla. 

I temi trattati sono la bellezza, le apparenze, la libertà, la corruzione, la ricchezza e l’animo umano. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, intrigante, riuscendo ad incuriosire il lettore pagina dopo pagina. 
I protagonisti sono strutturati bene, che permettono al lettore di compiere un’analisi sulla riflessione dell’animo umano. Mi è piaciuto molto il personaggio di Oscar, perché nella sua stravaganza, rivela molte osservazione importanti, tra cui la seguente che riporto qui di seguito: 

Qui tutti mi salutano, scambiano quattro chiacchiere con me, mi invitano a prendere una limonata al Bar, ma io lo so, resterò sempre il buffone del paese e intanto nessuno mi dà un lavoro serio. […] 
La fontana? Guardo l’acqua. Gli zampilli sono stupendi. Non trova? Osservo il momento in cui si rompono. Per un tratto restano in forma compatta, cilindrica, prima di sfaldarsi. 
L’acqua è come me, tutti la osservano in maniera superficiale, perché è là, è consueta, ovvia, naturale. Ma nessuno contempla il suo reale abbandono. L’acqua è come me. Solitaria in mezzo alla gente. 
Gli strappi dei suoi zampilli la costringono ogni volta a riconquistare la sua armonia.
Anche io ricerco la mia.

Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere un libro giallo diverso dal solito, che possiede un risvolto passionale. 
Ringrazio lo scrittore Giancarlo Dell’Angelo, per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di riflettere su quanto la società sia basata sulle apparenze, dall’illusione di una tranquillità inesistente.
Siete disposti a rinunciare alla vostra libertà? A quale prezzo?
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!

“La verità non conta” di Alessandro Quadri di Cardano

Titolo: La verità non conta 
Autore: Alessandro Quadri di Cardano
Editore: Nep Edizioni
Data uscita: 15 Settembre 2022
Pagine: 238
Genere: Romanzo giallo
Acquista: https://www.ibs.it/verita-non-conta-libro-alessandro-quadri-di-cardano/e/9788855002417

C’era qualcosa di strano, d’inusuale: c’era qualcuno nella camera da letto. Che fosse un ladro? Emilio riflette per alcuni secondi: la porta d’entrata era chiusa e non aveva notato nessun segno d’infrazione attraversando il pianterreno. Con precauzione si avvicinò alla porta, senza far rumore, e l’aprì leggermente, trattenendo il respiro. Davanti a lui apparve l’orrore allo stato puro: sua moglie Stefania imbavagliata, era trattenuta alla sponda del letto con delle manette, mentre un uomo, robusto e dalla pelle scura, la stava violentando con impeto.

Emilio Altieri ha una prestigiosa gioielleria nel centro di Milano, ma quel sabato pomeriggio non si sentiva molto bene, a causa dell’eccessivo alcool della sera precedente, presente nel suo corpo. La commessa Clara Petracci, vedendo le sue condizioni, lo invita a rientrare a casa prima dell’orario di chiusura della gioielleria.
Emilio rientra a casa, ma vede la luce filtrare da sotto la porta della camera da letto. Decide di aprire la porta e si ritrova ad assistere ad una scena agghiacciante. Sua moglie Stefania, era imbavagliata e legata alla sponda del letto, mentre un uomo la stava violentando. Emilio non esita nemmeno un secondo, prende la pistola e uccide l’aggressore. Ma l’aggressore si chiamava Abdul, ed era l’amante di sua moglie Stefania.
Ma di chi è la colpa? 
Di Emilio che ha premuto il grilletto o di sua moglie Stefania? 
Perché lo ha ucciso?

Stefania ed Emilio hanno un figlio, che si chiama Luca e vuole fare il giornalista. All’età di vent’anni, Luca si ritrova a scoprire la verità, che gli era sempre stata nascosta da sua madre Stefania, dalla zia e dalla nonna. 
Sua nonna Esmeralda poco prima di morire, rivela a Luca che suo padre Emilio è vivo. Da questo momento, Luca si sente spaesato, non sa più chi sono realmente i suoi genitori e decide che deve indagare per scoprire la verità. 
Ma cosa è la verità? 
Quella raccontata dai giornali e che diamo per scontata? O quella che ha bisogno di essere analizzata nel profondo per farla emergere?

<<Un giornalista non deve solo descrivere i fatti: deve capirli. La nostra professione è purtroppo decaduta orrendamente in questi ultimi anni. Molti cosiddetti “giornalisti”, non sono altro che dei diffusori d’informazioni ricevute da altri: la gente non indaga più, non si chiede più il perché delle cose, non fa altro che prendere materiale preconfezionato dagli uffici stampa o dall’Ansa e sbatterlo in faccia al pubblico, senza una lettura critica, senza chiedersi come siano andate veramente le cose.>>

Lo scrittore Alessandro Quadri di Cardano con “La verità non conta”, unisce l’omicidio e l’inchiesta giornalistica in modo magistrale, catturando l’attenzione del lettore. La narrazione si alterna tra passato e presente; il lettore cercherà di unire ogni dettaglio, ogni tessera del puzzle, che a poco a poco apprenderà nel corso dell’indagine. 
I temi trattati sono l’amore, la gelosia, il rapporto con i genitori, l’inchiesta giornalistica, i sospetti, la violenza sessuale e il significato della verità. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, descrittivo, pieno di suspence che incuriosisce il lettore fino alla fine del libro. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle minuziose descrizioni, inserite da parte dello scrittore. Alessandro ha rappresentato una sorta di spettacolo, in cui ogni personaggio viene manovrato, nell’ombra, tramite un filo come se fosse un burattino. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono un libro pieno di colpi di scena, a chi vuole ritrovarsi ad indagare nell’inchiesta giornalistica insieme al protagonista.
Ringrazio lo scrittore Alessandro Quadri di Cardano per avermi inviato il suo libro cartaceo, che da appassionata di giornalismo ho apprezzato moltissimo, ritrovandomi ad indagare nell’inchiesta insieme a Luca. 
Vi siete mai chiesti che cosa è la verità? 
Avete mai guardato con occhio critico alle notizie che leggete ogni giorno sui giornali? 
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!