“Miss Be & il giardino avvelenato” di Alessia Gazzola

Titolo: Miss Be & il giardino avvelenato 
Autore: Alessia Gazzola 
Casa Editrice: Longanesi Editore 
Collana: La Gaja scienza 
Edizione: 4 
Data uscita: 25 Novembre 2025 
Pagine: 256 
Genere: Romanzo Giallo 

Di sera, Beatrice cessava di essere Miss Bernabò e diventava Mrs Blackburn. 
E la faccenda si faceva complicata. 
Tuttavia, pensò Beatrice in quel momento, accogliere il suggerimento puntuto della sorella e rientrare in Yeoman’s Row poteva offrirle la scusa per scoprire qualche particolare sul misterioso trasloco in atto in Queen’s Gate. 

Ci siamo affezionati alla protagonista Beatrice Bernabò (soprannominata da tutti Miss Be), nei volumi precedenti, che dal 2024 fino ad oggi, hanno conquistato e appassionato milioni di lettori. 
Tutto è iniziato con “Miss Be & il cadavere in biblioteca” (Longanesi, 2024), “Miss Be & il principe d’inverno” (Longanesi, 2025) e “Miss Be & il fantasma dell’ambasciata” (Longanesi, 2025), di cui vi lascio i link per recuperare le recensioni dei libri precedenti: 

– Recensione primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca” https://deborahcarraro97.com/2024/12/20/miss-be-il-cadavere-in-biblioteca-di-alessia-gazzola/

-Recensione secondo volume “Miss Be & Il principe d’inverno”: https://deborahcarraro97.com/2025/05/21/miss-be-il-principe-dinverno-di-alessia-gazzola/

-Recenzione terzo volume “Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata”: https://deborahcarraro97.com/2025/06/04/miss-be-il-fantasma-dellambasciata-di-alessia-gazzola/

Se non hai letto i libri precedenti, ti consiglio di non proseguire la lettura perchè potrebbe contenere spoiler!! 

In “Miss Be & Il giardino avvelenato”, il lettore si ritroverà a Londra nell’agosto del 1925 e dovrà risolvere, insieme a Beatrice Bernabò, una nuova indagine e un nuovo mistero. 
Beatrice si è sposata da poco con l’ispettore di Scotland Yard, Archer Blackburn, per evitare che la ragazza venisse accusata di spionaggio contro l’ex ambasciatore italiano Gianandrea, (un tempo amico del padre Leonida Bernabò), o rimpatriata in Italia, per questo l’ispettore, aveva deciso di correre ai ripari sposandola. 
In realtà, ad Archer piaceva Miss Be, ma era consapevole di non aver nulla di interessante da offrire, se non il suo cognome e la possibilità di non finire nei guai o di tornare a Firenze, la città d’origine di Beatrice. 

Primo, gli sarebbe sembrato un vile accerchiamento. Seconda cosa, cosa poteva offrirle, se non il nome che le aveva già dato? 
Non vedeva l’ora che il matrimonio venisse annullato. Eppure, al colmo di un’incoerenza che non sapeva né spiegarsi né affrontare, l’idea che quel giorno sarebbe arrivato lo devastava. E questa era la situazione in cui si trovava.
Non lo aiutava quello che Mr Sigmund Freud chiamava inconscio, dal momento che negli unici brevi istanti in cui aveva preso sonno aveva sognato di far scivolare lentamente dalle asole, uno a uno, i bottoni della camicia da notte di Beatrice. Un bacio per ciascun bottone. E le labbra di sua moglie, nel sogno, erano morbide e dolci come certe pesche di fine giugno, proprio come lo erano la prima e l’unica volta in cui le aveva toccate. 

Nel corso dei volumi precedenti, il cuore di Beatrice si era diviso tra il primo amore per Christopher Ashbury (“Kit”)  e l’undicesimo visconte di Warthmore, Julian Lennox. Ma Beatrice Bernabò, aveva dovuto accettare la realtà: Julian avrebbe sposato Lady Octavia Charteris, la sua migliore amica, altrimenti suo padre, l’avrebbe promessa a un vecchio. 

Il matrimonio tra Julian Lennox e Octavia sarebbe dovuto avvenire tre mesi prima, ma era stato rinviato a causa dell’intempestiva morte di una zia di Octavia, sorella del padre, che le aveva fatto da madre, e la cui perdita era inconciliabile con qualsivoglia festeggiamento. 

E’ così che Beatrice aveva sposato Archer, che nei confronti della moglie ha sempre avuto un comportamento molto rispettoso, limitandosi a conversare con lei, evitando ogni forma di contatto fisico che possa nuocere alla reputazione di Miss Bee, perchè prima o poi, sarebbe stata scagionata da quell’accusa ingiusta e loro due, avrebbero chiesto il divorzio e lei, sarebbe stata libera. 
La giornata di Beatrice da donna sposata, non era cambiata molto rispetto a prima, Archer la lasciava libera di fare ciò che voleva, a differenza di Leonida che desiderava per lei un lavoro d’ufficio. Beatrice ha sempre avuto la passione di creare i paralumi e grazie alla bontà del marito, poteva continuare la sua attività indisturbata. 
Beatrice, trascorreva grande parte della giornata a reperire il materiale per costruire i suoi paralumi e in casa Bernabò, in compagnia del padre, della sorella maggiore Clara e da Lucilla, piccola di casa. 
Clara a seguito di un aborto, che aveva compromesso irrimediabilmente la possibilità di diventare madre, era stata lasciata e abbandonata dal marito Hugh. Clara aveva trovato il conforto della famiglia, oltre che l’amore di Federico Scandiani, con cui si era concessa senza pensare al futuro. Ma adesso, Hugh è tornato e Clara, deve sopprimere ogni sentimento che prova per Federico, perchè per la legge è impensabile che una donna lasci il proprio marito. 
Beatrice invita la sorella ad ascoltare il proprio cuore e a ripensare al comportamento scorretto di Hugh, che non aveva esitato un secondo e l’aveva abbandonata, come se fosse stata una bambola rotta. 

<<E tuttavia… la cosa migliore per me è che io torni con lui. Non ho mai voluto essere una divorziata. Me la raccontavo così perchè non avevo alternative, ma hai idea dello stigma che ne conseguirebbe?>> Quelle parole colpirono Beatrice come uno schiaffo. Il divorzio era esattamente ciò cui lei andava incontro. << Per quanto sia evoluta l’Inghilterra, il divorzio resta un’onta e uno scandalo.>>
<<Bè, almeno qui esiste. In Italia sarebbe impensabile.>>
<<Difatti non aveva trovato nemmeno il coraggio di dirlo ai nonni. Nè a nessun altro. E sebbene papà faccia l’eroe liberale, anche a lui era preso un colpo, all’inizio.>> 
E di nuovo, Beatrice impallidì pensando a come il padre avrebbe preso la notizia sua e di Archer, quando mai gliel’avrebbero data. Il cuore accelerò i battiti quando riflette per l’ennesima volta sulle proprie azioni. Di fronte alla scelta tra tornare in Italia o sposarsi per poi divorziare appena possibile, aveva deciso a favore della seconda. Di tanto in tanto, come in quel momento, era sfiorata dal dubbio. Era stata la scelta giusta? Cosa ne sarebbe stato di lei, in qualità di divorziata? Chi l’avrebbe voluta? Ma del resto, chi avrebbe voluto in Italia una persona rimpatriata con l’accusa di spionaggio? Era insomma con le spalle al muro e così restava, a dispetto di ogni pretesa di libertà. Non c’era una vera soluzione. 
<<E quindi>> riprese Clara, <<cosa dovrei fare, secondo te? Finché era Hugh a volere la separazione, non potevo che accettare la sua scelta e farmene una ragione. Sforzarmi di vedere il buono. Ma adesso che vuole riprendermi con sé, dovrei essere io a voler divorziare? Per la legge nemmeno è possibile. L’unica ragione sarebbe l’infedeltà dimostrata. Ed è pure una conquista recente, prima non era possibile nemmeno questo. Atteso dunque che non potrei ottenerlo, cosa mi resterebbe? Fare l’adultera con Federico Scandiani?>> Pronunciò quel nome con sarcasmo, come se fosse improponibile. <<Che qui è precario più di noi e che in Italia non può più tornare? Che senso avrebbe, spiegamelo.>> 
<<Il senso di scegliere per te stessa…>> replicò stancamente Beatrice, ma Clara la interruppe.
<<Come predichi bene, sorellina. Tu puoi dire di aver scelto per te stessa? Ti sei sposata perchè Blackburn ti ha lanciato un salvagente e tu ti ci sei aggrappata, e tanti cari saluti a Julian Lennox per cui ti saresti lanciata nel fuoco. Che ne siamo consapevoli o no, non facciamo che questo: provare a salvarci.>>
Beatrice, che a sentire il nome di Julian aveva accusato il colpo, disse soltanto: <<La situazione non è paragonabile proprio perchè tu non hai bisogno di nessun salvagente. Sei tu il tuo salvagente. Tu sei andata enormemente avanti e questo sarebbe un tremendo passo indietro.>>

Quella sera, di ritorno a casa Blackburn, Beatrice riceve l’invito del marito di accompagnarlo nel Norfolk, presso la storica dimora di un vecchio amico di Archer. 
Beatrice si ritrova nella bellissima residenza nobiliare immersa in un giardino da favola… ma ben presto si ritroverà invischiata in un enigma, che riguarda da vicino una sua vecchia conoscenza, ovvero Kit Ashbury. 
Kit Ashbury, di ritorno dall’India, si era sposato con Milou e si trovava nel Norfolk, per acquistare la meravigliosa residenza nobiliare, dove era cresciuto Archer. 
Beatrice si ritroverà faccia a faccia con il suo primo amore, che aveva già dimenticato da tempo, grazie a Julian, con cui aveva capito il vero significato della parola amore. 
Ma una mattina, tutti gli ospiti di Wroxham Hall, apprendono la terribile notizia: Kit è morto nel giardino a seguito di una puntura d’ape. 
Archer e Beatrice si ritrovano a risolvere questo complicato mistero: e se Kit fosse stato avvelenato? Chi poteva volere la sua morte? 
A complicare ulteriormente le cose, a Wroxham Hall, arriva il visconte di Warthmore, Julian Lennox in compagnia della sua futura moglie Octavia. 
Non sarà semplice per Beatrice rivedere Julian… 
Riuscita Beatrice ad accantonare passioni ed emozioni e a portare alla luce la verità? 

Clara dovette aspettare a lungo prima che la centralinista la mettesse in contatto con il Norfolk, e dovette impiegare diversi preziosi scellini, al punto che si disse: Che diamine, non è che un capriccio, tornerà domenica e potrò parlarle quanto vorrò. Tanto più che quando finalmente parlò con Wroxham Hall dovette aspettare ancora, prima che dall’altro capo del filo udisse Beatrice, afflitta. 
<<Hai già saputo?>> 
<<Sapere cosa?>> domandò Clara.
<<Kit è…>> Beatrice non riusciva a dirlo. Come si faceva a dare una notizia simile? Qual era la parola migliore? E’ mancato. Se n’è andato. 
<<E’ morto stanotte, Clara.>>
<<Kit?!>> trasecolò Clara. <<Qui?>> 
<<No, era a Wroxham Hall! Credevo che mi stessi chiamando per questo, che avessi appreso la notizia non so, da Minerva…>>
<<Ma che ci faceva Kit a Wroxham Hall?>> 
<<E’ una lunga storia, non ti basterebbero i soldi. Ma se non mi chiami per questo…allora…>>
<<No, niente stai tranquilla. Volevo solo sentirti, ma tutto adesso sembra meno importante… Dio mio, Kit.>>
<<E’ terribile. Lo ha punto un’ape. Ci crederesti mai?>>
<<Un’ape?>>
<<Sì. E’ la fine più assurda che si possa immaginare.>>

La scrittrice Alessia Gazzola, autrice di numerosi libri di successo, da cui sono state tratte le serie televisive dell’Allieva e di Costanza Macallè, trasmesse su Rai Uno, torna in libreria con l’attesissimo ritorno di Miss Bee. 
“Miss Be & Il giardino avvelenato” è quarto volume di questa bellissima serie, ambientata a Londra tra il 1924/1925. 
I temi trattati sono i rapporti tra sorelle, la gelosia, l’amicizia, la libertà, le passioni, l’amore e il divorzio, che è uno degli argomenti cruciali della storia. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, pieno di suspence, il lettore cercherà di risolvere il mistero della morte di Kit insieme alla protagonista e ad Archer. 
I protagonisti sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di inserire numerose descrizioni dei personaggi coinvolti. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro ricco di colpi di scena, perfetto per chi adora Jane Austen e Agatha Christie, perchè la scrittrice Alessia Gazzola, grazie alla sua maestria, riesce a intrecciare due generi: il rosa e il giallo. 
E vi ricordo, che il 24 Novembre 2026 uscirà il quinto volume di Miss Be, ovvero “Miss Be & L’inganno in prima classe”. Chissà quali saranno le nuove avventure di Miss Be? 
Non ci resta che preordinare il continuo di questa bellissima saga ambientata a Londra, con una protagonista brillante come Beatrice Bernabò!!
Buona lettura 📚📚!!

“Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata” di Alessia Gazzola

Titolo: Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata 
Autore: Alessia Gazzola 
Casa Editrice: Longanesi Editore 
Collana: La Gaja Scienza 
Edizione: 3 
Data uscita: 18 Marzo 2025 
Pagine: 272 
Genere: Romanzo giallo 

<<C’è un fantasma che infesta l’ambasciata, lo sanno tutti!>>
<<E’ la prima volta che ne sento parlare! Che storia c’è dietro?>> incalzò quindi Beatrice, che aveva una certa inclinazione verso le storie gotiche (non a caso divorava i romanzi di Carolina Invernizio). 
<<Una storia tristissima, come tutte le storie di fantasmi>> rispose Emily, con aria cospiratoria. 
<<E’ il fantasma di Lady Mary Ingham. Era la figlia di un ricchissimo mercante di zucchero ed era arrivata da un’isola lontana per sposare un conte. Viveva lì, in quelle stesse stanze dove voi adesso lavorate.>>
A Beatrice venne da rispondere: <<Da me non si è mai fatta vedere!>> 
<<Il conte l’aveva fatta internare perchè lei diceva di vedere i fantasmi… Ma poi dovette riprenderla a casa perchè nel frattempo era rimasta incinta. Morì di parto in una notte da lupi, maledicendo il conte e tutta la sua stirpe da quel momento>> concluse la ragazza, abbassando la voce con tono teatrale, <<Lady Ingham infesta il palazzo, tetra e spaventosa come i fantasmi che l’avevano perseguita per tutta la vita.>>

Nel primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, abbiamo conosciuto la protagonista Beatrice Bernabò, una ragazza d’origini italiane, trasferita insieme alla sua famiglia a Londra, per il nuovo incarico del padre Leonida Bernabò, presso l’Università. 
Beatrice è una ragazza molto intelligente, che in ogni volume si ritrova a risolvere un caso d’omicidio o un furto, insieme all’ispettore capo di Scotland Yard, Archer Blackburn. 
Nel secondo volume “Miss Be & Il principe d’inverno”, la protagonista Beatrice Bernabò, si è ritrovata a trascorrere il Natale del 1924 ad Alconbury Hall, la residenza della famiglia dei Lennox. Il lettore, ha avuto modo di conoscere meglio alcuni personaggi, come Lady Millicent Carmichael, ma anche Julian e tanti altri. In particolare, in ogni volume, il lettore assiste a una vera evoluzione della protagonista, che la porterà a emanciparsi. 
Se non hai ancora letto i volumi precedenti di questa bellissima serie ambientata a Londra, tra il 1924 e il 1925, puoi recuperare qui le recensioni: 

– Recensione primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca” : https://deborahcarraro97.com/2024/12/20/miss-be-il-cadavere-in-biblioteca-di-alessia-gazzola

-Recensione secondo volume “Miss Be & Il principe d’inverno”: https://deborahcarraro97.com/2025/05/21/miss-be-il-principe-dinverno-di-alessia-gazzola/

La narrazione del terzo volume, si svolge dopo due mesi da “Miss Be & Il principe d’inverno”. 
Nel terzo volume “Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata”, la protagonista Beatrice Bernabò è costretta, su insistenza del padre, a lavorare come segretaria all’ambasciata italiana. 
Dopo il suo soggiorno tormentato ad Alconbury Hall, Leonida Bernabò era stato chiaro: Beatrice non avrebbe più dovuto avere nessun rapporto ambiguo con l’undicesimo visconte di Wartmore, Julian Lennox. Beatrice, ormai, era consapevole che Julian avrebbe sposato Lady Octavia Charteris, ma non è sempre così facile reprimere il proprio cuore. 
Beatrice Bernabò, ogni mattina prende due omnibus per arrivare a Grosvenor Square, dove si trova l’ambasciata d’Italia in Gran Bretagna. In ambasciata, Beatrice svolge diverse mansioni: da quelle di segreteria ad organizzare eventi prestigiosi, come il ricevimento in onore di una delegazione proveniente da Firenze, la città natia dei Bernabò. 
Il padre Leonida Bernabò, aveva deciso di lasciare l’Italia insieme alle sue figlie, Clara, Beatrice e Lucilla, per allontanarsi dalla situazione politica, sempre più pericolosa a causa del fascismo. Per questo motivo, il signor Bernabò aveva accettato l’incarico come professore d’Italianista a Londra. 
A Londra, i Bernabò si erano integrati molto bene con il clima cittadino, soprattutto Beatrice che nel tempo libero si dedicava a creare dei bellissimi paralumi. 
Ed è proprio da Firenze, che arrivano due membri del comitato scientifico degli Uffizi, di nome Laurent Drago e Sara Ordovàs, una bravissima archeologa italiana. 
Oltre ai due membri del comitato scientifico, l’ambasciata è in fibrillazione per accogliere Edoardo Verduno Conti, il figlio dell’ambasciatore Gianandrea (nonché un carissimo amico di Leonida Bernabò) e la sua fidanzata Elisa Cavaciocchi, accompagnata dalla madre Amelia Cavaciocchi. 

A Beatrice sembrò una precisazione intimidatoria, il che contrastava con il viso dai tratti ancora infantili che caratterizzava Edoardo. Era stato un ragazzo avvenente ma lei dubitava che potesse mantenersi tale, perchè sarebbe stato un uomo con il volto da bambino. 
<<Elisa disegna da quando era piccola>> lo rintuzzò Amelia. 
<<Non erano disegni poi così belli>> disse infine la signorina Cavaciocchi, sbrigativa. 
<<Possiamo ammetterlo>> soggiunse Edoardo, ridendo come se avesse appena fatto una battuta di spirito, ma con lui rise solo Margherita. 
<<E’ un sollievo che tu abbia smesso, tesoro.>> 
Per un attimo, Beatrice si mise nei panni di Elisa e la compianse: a lei, non sarebbe piaciuto sentire gli altri parlare in quei termini di qualcosa che la appassionava. Come dei suoi paralumi, per esempio. Doveva essere deprimente venir sminuita da un fidanzato che metteva bocca nei suoi affari privati. Non la invidiava affatto, e anzi, abbe ancora più a cuore la propria libertà.

Beatrice e le sue sorelle, non hanno mai avuto modo di trascorrere molto tempo con Edoardo, nonostante la forte amicizia tra le due famiglie, perchè l’ambasciatore Gianandrea e sua moglie Margherita, temevano che potesse sorgere un sentimento più forte, rispetto a una semplice amicizia. 
Beatrice era molto brava a svolgere i suoi compiti in ambasciata, grazie al suo carattere espansivo e solare andava d’accordo con tutto il personale, ad eccezione del consigliere di delegazione Ettore Amerighi. Ettore Amerighi è un uomo che ha un carattere molto scontroso e difficile, soprattutto con Beatrice. 
Un giorno, mentre Beatrice si stava recando in ambasciata, aveva incontrato sull’omnibus Emily Jenkis, una cameriera dell’ambasciata che le aveva raccontato la storia del fantasma dell’ambasciata. 
Secondo la storia, in ambasciata, vi era il fantasma di Lady Mary Ingham, che poco prima di morire di parto, aveva lanciato una maledizione a suo marito, il conte e alla sua stirpe. 
Ma Beatrice, non ha mai creduto ai fantasmi… ma all’improvviso in ambasciata, si verificano degli strani avvenimenti. 
Rumori improvvisi, presenze inquietanti, sussurri nel buio, urla e biancheria intima sporca di sangue… questi sono alcuni dei fenomeni strani e spaventosi che si verificano di giorno e di notte nelle mura dell’ambasciata. 
Che ci sia, veramente un fantasma in ambasciata? 
Ma come è possibile? 

Tuttavia, la situazione in ambasciata peggiora, perchè qualcuno ha inserito una bomba. E’ così che entra in scena, l’amatissimo Ispettore Archer Blackburn, che rincontrerà la vecchia e intrigante conoscenza di Miss Bernabò. 
Ma esiste davvero il fantasma dell’ambasciata? 
O è all’opera qualche forza di natura ben più concreta e minacciosa? 
Contrariamente a quanto avrebbe auspicato Leonida Bernabò, sarà proprio sua figlia Beatrice a risolvere questa complicata situazione. 
E chissà, se Beatrice riuscirà a scoprire la verità e a fare pace con il proprio cuore? 

La libertà è la cosa più preziosa che possiedo. 
Non la sacrificherò mai. 

La scrittrice Alessia Gazzola, autrice di numerosi libri di successo da cui sono tratte le serie televisive dell’Allieva e di Costanza Macallè, torna in libreria con una nuova brillante protagonista femminile, di nome Beatrice Bernabò. 
“Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata” è il terzo volume di questa bellissima serie, ambientata a Londra tra il 1924/1925. 
I temi trattati sono il fascismo, l’emancipazione femminile, la libertà, i pregiudizi, i fantasmi, l’amicizia, il ruolo delle donne nella società, l’arte, le passioni, i pregiudizi e l’amore. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, divertente, emozionante e pieno di suspence, il lettore cercherà di capire insieme alla protagonista e ai personaggi coinvolti, se veramente l’ambasciata è infestata dagli spettri. 
I protagonisti sono strutturati molto bene, grazie alle ampie descrizioni fisiche e psicologiche, inserite dalla scrittrice. In questo terzo volume, il lettore ha modo di conoscere dei nuovi personaggi da Edoardo Verduno Conti e la sua fidanzata Elisa Cavaciocchi a Federico Scandiani, giunto a Londra, ospite dai Bernabò per perfezionare gli studi in medicina.
In questo volume, mi sono affezionata particolarmente a Clara, la sorella maggiore di Beatrice e Lucilla. Clara è sempre stata la sorella “perfetta”, colei che non ha mai commesso un errore, ma in questo terzo volume, mostrerà al lettore le proprie fragilità e i propri sentimenti. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro ricco di colpi di scena, perfetto per chi adora Jane Austen e Agatha Christie perchè la scrittrice Alessia Gazzola, grazie alla sua maestria, riesce a intrecciare due generi: il rosa e il giallo. 
L’ambasciatore italiano a Londra è lieto di invitarvi al suo ricevimento d’onore… per l’occasione vestitevi elegantemente e godetevi gli intrighi amorosi, misteriosi intrecci nobiliari… ma state attenti al fantasma!! 
E vi ricordo, che il 18 Novembre uscirà il quarto volume di Miss Be, ovvero “Miss Be & Il giardino avvelenato”. Chissà, quali saranno le nuove avventure di Miss Be? 
Non ci resta che attendere il 18 Novembre per scoprirle!!
Buona lettura 📚📚!!

“Miss Be & Il Principe d’inverno” di Alessia Gazzola

Titolo: Miss Be & Il Principe d’inverno
Autore: Alessia Gazzola 
Casa Editrice: Longanesi Editore 
Collana: La Gaja Scienza 
Edizione: 2 
Data uscita: 14 Gennaio 2025 
Pagine: 256 
Genere: Romanzo giallo 

Ma poi lo vide sfilarsi i guanti, prima l’uno, poi l’altro, e lasciarli cadere dove capitava. Le strinse la nuca e con il pollice le sfiorò la guancia, con un tocco dolce come era inimmaginabile che lui potesse essere e come se lei non avesse nessuna cicatrice. 
<<Non dirmi che non la vedi.>>
<<Non più. Io vedo te.>>
<<Lo dici per pietà.>>
<<Pietà?>> ripetè lui sorridendo. 
Beatrice, che per un attimo lo aveva ritrovato, non era disposta a perderlo. <<Dimostramelo.>>

Nel primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, abbiamo conosciuto la protagonista Beatrice Bernabò, una ragazza d’origini italiane, trasferita a Londra per il nuovo incarico del padre, Leonida Bernabò presso l’Università. 
Ci siamo affezionati alla protagonista Beatrice, alla sua intelligenza e alla sua arguzia, con cui cerca di risolvere i gialli di cui si ritrova sempre in mezzo. 
Preparatevi a tornare nel mondo patinato dell’aristocrazia britannica, con nuovi misteri da risolvere e triangoli amorosi passionali e intriganti!!

Se non hai ancora letto la recensione del primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, puoi recuperarla qui: https://deborahcarraro97.com/2024/12/20/miss-be-il-cadavere-in-biblioteca-di-alessia-gazzola/

Il secondo episodio delle avventure di Beatrice Bernabò “Miss Be & Il principe d’inverno”, è ambientato nel dicembre del 1924, nel Derbyshire. Beatrice si ritrova a passare il Natale ad Alconbury Hall, insieme alla sorella minore di nove anni Lucilla.
Alconbury Hall è un luogo magico, è la residenza di campagna della nobile famiglia dei Lennox. 
Come mai Beatrice, si trova ad Alconbury Hall?
Lord Julian Lennox, l’undicesimo visconte dei Warthmore, aveva suggerito alla zia Lady Millicent Carmichael, di assumere Beatrice Bernabò, come sua assistente personale. La zia di Julian è una donna molto altolocata, stravagante che per combattere il freddo, alle quattro del pomeriggio beve lo sherry Flip, un cocktail segreto composto “da una base di sherry, sciroppo di zucchero e uovo con una spolverata di noce moscata.” 
La zia ha un legame molto stretto con suo nipote Julian e, decide di accettare il suo suggerimento e assume Miss Bernabò. 
Beatrice, si ritrova a trascrivere le memorie scandalose di Lady Millicent Carmichael, che si era messa in testa di pubblicare le sue memorie in forma anonima “per far passare un brutto quarto d’ora a qualcuno”. 
A Beatrice piaceva trascrivere gli aneddoti di Lady Millicent, che trovava divertenti e sconcertanti allo stesso tempo. 

Lady Millicent Carmichael, che l’aveva assunta in qualità di segretaria personale, sembrava del tutto immune alla colata di gioviale melassa che accompagnava l’atmosfera natalizia. Mostrava tenerezza solo nei confronti di Fanny, una scimmietta brutta come la fame che suo nipote Julian le aveva portato dall’India sei mesi prima. Lady Carmichael aveva chiaramente un debole per lui. 
All’atto pratico Beatrice era incaricata di trascrivere le sue memorie, che la nobildonna intendeva pubblicare in forma anonima […] e che Beatrice trovava sconcertanti ma anche vagamente divertenti, perchè Milady le narrava con una certa incurante perfidia. 

E poi, Beatrice, quando non doveva svolgere il suo lavoro, si godeva l’atmosfera natalizia di Alconbury Hall, con i cammini accesi e scoppiettanti, oltre a partecipare alle cene eleganti che si tenevano nel palazzo. 
E’ così che Beatrice, conoscerà Alexander Aliankov, principe russo esule dopo la Rivoluzione d’Inverno, nonché cugino di Julian. Il principe Alexander è un uomo molto affascinante, ma ha sempre un atteggiamento triste e cupo, proprio come un principe d’inverno. 
Oltre al principe Alexander, Beatrice conoscerà tante altre persone importanti, come Neville Harclay, generale dell’esercito di Sua Maestà in congedo, che desidera sposare Lady Octavia Charteris, la figlia minore del conte di Durrington. 

Da quando, appena arrivato, Neville le aveva annunciato le sue intenzioni con la figlia del conte di Durrington, lei non faceva che tormentarsi cercando soluzioni per impedire quel matrimonio senza però doversi intromettere in prima persona. Ecco, la soluzione era davanti a lei incarnata da suo nipote. 
Julian era morbosamente legato a Octavia: bastava lasciar fare a lui il lavoro e presto lei per prima ne avrebbe goduto i frutti. Peraltro Alconbury aveva bisogno dei soldi di Octavia, quindi insomma, tutto le sembrava lineare, ma con un’unica incognita: Miss Bernabò. 
E se Julian avesse mollato la presa su Octavia proprio perché aveva un debole per la ragazza? 
Raccomandargliela per pura carità non era da lui. 
Julian aveva sempre un secondo fine, era così anche da bambino. 

Nel primo volume, abbiamo imparato a conoscere Lady Octavia, fidanzata con Alastair, il fratello maggiore di Julian. Julian e Lady Octavia hanno un bellissimo rapporto d’amicizia, e il visconte, è disposto a qualsiasi cosa, pur di salvarla, anche a rinnegare i sentimenti che prova per Miss Bernabò. 
Ancora una volta, Beatrice si ritroverà a dover ascoltare il suo cuore, che sembra provare qualcosa per Julian. Mentre Beatrice cerca di capire i suoi sentimenti per il visconte, avverte delle strane tensioni ad Alconbury Hall, tensioni che aumenteranno giorno dopo giorno. 
La zia Millicent non trova più il suo prezioso anello… ma chi può averlo rubato? 

<<Non c’è nessun ladro. E’ l’isteria di mia zia.>> 
<<Però l’anello non si trova più, e questo è un fatto.>>
<<Non era successo anche a voi, con la vostra spilla? L’avete cercata per giorni e poi è riapparsa per miracolo, no? […] >>
<<Ma io alla scomparsa della mia spilla avevo dato un significato simbolico. Glielo do ancora, per questo la porto sempre.>> […]
<<Non è Kit che tengo vicino a me>> confessò infine Beatrice, con la voce tremante, decidendo di riprovare a parlargli a cuore aperto. Fino a poco tempo prima, funzionava. 
<<E’ il dispiacere che mi ha dato. Per non dimenticarmene mai. Per non cascarci di nuovo, con nessuno. Questo è il significato. >>
Julian la scrutò intensamente, ma era impossibile leggergli dentro. 
<<Bee, io non… io non lo renderò necessario>> sussurrò chinandosi appena su di lei, e quel sussurro per un attimo la fece vibrare. 

E’ così che rientra in scena, l’ispettore di Scotland Yard, Archer Blackburn, che cercherà di scoprire chi ha rubato l’anello della zia Millicent. 
Ma il furto dell’anello è soltanto l’inizio, la protagonista Beatrice Bernabò, ancora una volta dovrà cercare di risolvere un mistero, un mistero che ruota intorno ad Alconbury Hall. 
Riusciranno Beatrice e l’Ispettore Archer, a scoprire chi ha rubato l’anello? 
Che cosa accadrà tra Beatrice e Julian?

Baciarlo era sbagliato ma era anche l’unica cosa al mondo che sentiva di volere e, quando in effetti lui si chinò per sfiorarle le labbra, stabilì che non voleva altro. 
Mentre lei gli affondava una mano tra i capelli, che erano soffici e puliti, lui prese a baciarle il collo, con tanto impeto che la lasciò arrossata. […]

La scrittrice Alessia Gazzola dopo l’incredibile successo del primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca”, torna in libreria con le nuove avventure di Beatrice Bernabò in “Miss Be & Il principe d’inverno”. Il lettore si ritroverà a vivere l’atmosfera natalizia e il freddo pungente della campagna inglese, nella bellissima residenza dei Lennox. E tra furti, tra battute di caccia alla volpe e sparizioni misteriose, il lettore cercherà di risolvere il mistero insieme alla protagonista. 
I temi trattati sono le atmosfere British, il fascismo, l’aristocrazia britannica, la gravidanza, le cicatrici, il rapporto tra sorelle, la società, l’amicizia, le ambizioni, il rapporto tra genitori, la libertà, il ruolo delle donne nella società e l’amore. 

E soprattutto, stava fissando la cicatrice sulla guancia che Beatrice aveva da quando era bambina, il rattoppo di un chirurgo che aveva bisogno di fare ancora un po’ di pratica. Era finita contro lo stipite di una porta mentre lei e sua sorella Clara giocavano a inseguirsi per tutta la casa e quella cicatrice era il suo punto debole. […]
Beatrice le fece un cenno di saluto, benché si amareggiasse sempre contro chi fissava la cicatrice, perchè lo trovava un gesto privo di tatto che senza motivo, e per pura indifferente crudeltà, la spogliava di uno strato di sicurezza interiore. Lei non aveva modo di coprire, doveva esibirla al mondo, contando sull’aver imparato a conviverci ma un po’ di discrezione altrui era gradita.

Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, magistrale, divertente ed emozionante, ricco di descrizioni sui personaggi e ambientazioni storiche descritte nei attentamente. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura inconfondibile della scrittrice Alessia Gazzola, che dona al lettore ogni volta, una nuova protagonista brillante, un po’ fuori dagli schemi, di cui è impossibile non affezionarsi. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono immergersi in un giallo originale, diverso dal solito, ambientato nella suggestiva cornice inglese del 1924 ad Alconbury Hall, con un nuovo mistero, un nuovo giallo da risolvere insieme alla protagonista Beatrice Bernabò. 
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano una lettura frizzante, spensierata, incantevole e romantica. 
Buona lettura 📚📚!!