
Titolo: Miss Be & il giardino avvelenato
Autore: Alessia Gazzola
Casa Editrice: Longanesi Editore
Collana: La Gaja scienza
Edizione: 4
Data uscita: 25 Novembre 2025
Pagine: 256
Genere: Romanzo Giallo
Di sera, Beatrice cessava di essere Miss Bernabò e diventava Mrs Blackburn.
E la faccenda si faceva complicata.
Tuttavia, pensò Beatrice in quel momento, accogliere il suggerimento puntuto della sorella e rientrare in Yeoman’s Row poteva offrirle la scusa per scoprire qualche particolare sul misterioso trasloco in atto in Queen’s Gate.
Ci siamo affezionati alla protagonista Beatrice Bernabò (soprannominata da tutti Miss Be), nei volumi precedenti, che dal 2024 fino ad oggi, hanno conquistato e appassionato milioni di lettori.
Tutto è iniziato con “Miss Be & il cadavere in biblioteca” (Longanesi, 2024), “Miss Be & il principe d’inverno” (Longanesi, 2025) e “Miss Be & il fantasma dell’ambasciata” (Longanesi, 2025), di cui vi lascio i link per recuperare le recensioni dei libri precedenti:
– Recensione primo volume “Miss Be & Il cadavere in biblioteca” https://deborahcarraro97.com/2024/12/20/miss-be-il-cadavere-in-biblioteca-di-alessia-gazzola/
-Recensione secondo volume “Miss Be & Il principe d’inverno”: https://deborahcarraro97.com/2025/05/21/miss-be-il-principe-dinverno-di-alessia-gazzola/
-Recenzione terzo volume “Miss Be & Il fantasma dell’ambasciata”: https://deborahcarraro97.com/2025/06/04/miss-be-il-fantasma-dellambasciata-di-alessia-gazzola/
Se non hai letto i libri precedenti, ti consiglio di non proseguire la lettura perchè potrebbe contenere spoiler!!
In “Miss Be & Il giardino avvelenato”, il lettore si ritroverà a Londra nell’agosto del 1925 e dovrà risolvere, insieme a Beatrice Bernabò, una nuova indagine e un nuovo mistero.
Beatrice si è sposata da poco con l’ispettore di Scotland Yard, Archer Blackburn, per evitare che la ragazza venisse accusata di spionaggio contro l’ex ambasciatore italiano Gianandrea, (un tempo amico del padre Leonida Bernabò), o rimpatriata in Italia, per questo l’ispettore, aveva deciso di correre ai ripari sposandola.
In realtà, ad Archer piaceva Miss Be, ma era consapevole di non aver nulla di interessante da offrire, se non il suo cognome e la possibilità di non finire nei guai o di tornare a Firenze, la città d’origine di Beatrice.
Primo, gli sarebbe sembrato un vile accerchiamento. Seconda cosa, cosa poteva offrirle, se non il nome che le aveva già dato?
Non vedeva l’ora che il matrimonio venisse annullato. Eppure, al colmo di un’incoerenza che non sapeva né spiegarsi né affrontare, l’idea che quel giorno sarebbe arrivato lo devastava. E questa era la situazione in cui si trovava.
Non lo aiutava quello che Mr Sigmund Freud chiamava inconscio, dal momento che negli unici brevi istanti in cui aveva preso sonno aveva sognato di far scivolare lentamente dalle asole, uno a uno, i bottoni della camicia da notte di Beatrice. Un bacio per ciascun bottone. E le labbra di sua moglie, nel sogno, erano morbide e dolci come certe pesche di fine giugno, proprio come lo erano la prima e l’unica volta in cui le aveva toccate.
Nel corso dei volumi precedenti, il cuore di Beatrice si era diviso tra il primo amore per Christopher Ashbury (“Kit”) e l’undicesimo visconte di Warthmore, Julian Lennox. Ma Beatrice Bernabò, aveva dovuto accettare la realtà: Julian avrebbe sposato Lady Octavia Charteris, la sua migliore amica, altrimenti suo padre, l’avrebbe promessa a un vecchio.
Il matrimonio tra Julian Lennox e Octavia sarebbe dovuto avvenire tre mesi prima, ma era stato rinviato a causa dell’intempestiva morte di una zia di Octavia, sorella del padre, che le aveva fatto da madre, e la cui perdita era inconciliabile con qualsivoglia festeggiamento.
E’ così che Beatrice aveva sposato Archer, che nei confronti della moglie ha sempre avuto un comportamento molto rispettoso, limitandosi a conversare con lei, evitando ogni forma di contatto fisico che possa nuocere alla reputazione di Miss Bee, perchè prima o poi, sarebbe stata scagionata da quell’accusa ingiusta e loro due, avrebbero chiesto il divorzio e lei, sarebbe stata libera.
La giornata di Beatrice da donna sposata, non era cambiata molto rispetto a prima, Archer la lasciava libera di fare ciò che voleva, a differenza di Leonida che desiderava per lei un lavoro d’ufficio. Beatrice ha sempre avuto la passione di creare i paralumi e grazie alla bontà del marito, poteva continuare la sua attività indisturbata.
Beatrice, trascorreva grande parte della giornata a reperire il materiale per costruire i suoi paralumi e in casa Bernabò, in compagnia del padre, della sorella maggiore Clara e da Lucilla, piccola di casa.
Clara a seguito di un aborto, che aveva compromesso irrimediabilmente la possibilità di diventare madre, era stata lasciata e abbandonata dal marito Hugh. Clara aveva trovato il conforto della famiglia, oltre che l’amore di Federico Scandiani, con cui si era concessa senza pensare al futuro. Ma adesso, Hugh è tornato e Clara, deve sopprimere ogni sentimento che prova per Federico, perchè per la legge è impensabile che una donna lasci il proprio marito.
Beatrice invita la sorella ad ascoltare il proprio cuore e a ripensare al comportamento scorretto di Hugh, che non aveva esitato un secondo e l’aveva abbandonata, come se fosse stata una bambola rotta.
<<E tuttavia… la cosa migliore per me è che io torni con lui. Non ho mai voluto essere una divorziata. Me la raccontavo così perchè non avevo alternative, ma hai idea dello stigma che ne conseguirebbe?>> Quelle parole colpirono Beatrice come uno schiaffo. Il divorzio era esattamente ciò cui lei andava incontro. << Per quanto sia evoluta l’Inghilterra, il divorzio resta un’onta e uno scandalo.>>
<<Bè, almeno qui esiste. In Italia sarebbe impensabile.>>
<<Difatti non aveva trovato nemmeno il coraggio di dirlo ai nonni. Nè a nessun altro. E sebbene papà faccia l’eroe liberale, anche a lui era preso un colpo, all’inizio.>>
E di nuovo, Beatrice impallidì pensando a come il padre avrebbe preso la notizia sua e di Archer, quando mai gliel’avrebbero data. Il cuore accelerò i battiti quando riflette per l’ennesima volta sulle proprie azioni. Di fronte alla scelta tra tornare in Italia o sposarsi per poi divorziare appena possibile, aveva deciso a favore della seconda. Di tanto in tanto, come in quel momento, era sfiorata dal dubbio. Era stata la scelta giusta? Cosa ne sarebbe stato di lei, in qualità di divorziata? Chi l’avrebbe voluta? Ma del resto, chi avrebbe voluto in Italia una persona rimpatriata con l’accusa di spionaggio? Era insomma con le spalle al muro e così restava, a dispetto di ogni pretesa di libertà. Non c’era una vera soluzione.
<<E quindi>> riprese Clara, <<cosa dovrei fare, secondo te? Finché era Hugh a volere la separazione, non potevo che accettare la sua scelta e farmene una ragione. Sforzarmi di vedere il buono. Ma adesso che vuole riprendermi con sé, dovrei essere io a voler divorziare? Per la legge nemmeno è possibile. L’unica ragione sarebbe l’infedeltà dimostrata. Ed è pure una conquista recente, prima non era possibile nemmeno questo. Atteso dunque che non potrei ottenerlo, cosa mi resterebbe? Fare l’adultera con Federico Scandiani?>> Pronunciò quel nome con sarcasmo, come se fosse improponibile. <<Che qui è precario più di noi e che in Italia non può più tornare? Che senso avrebbe, spiegamelo.>>
<<Il senso di scegliere per te stessa…>> replicò stancamente Beatrice, ma Clara la interruppe.
<<Come predichi bene, sorellina. Tu puoi dire di aver scelto per te stessa? Ti sei sposata perchè Blackburn ti ha lanciato un salvagente e tu ti ci sei aggrappata, e tanti cari saluti a Julian Lennox per cui ti saresti lanciata nel fuoco. Che ne siamo consapevoli o no, non facciamo che questo: provare a salvarci.>>
Beatrice, che a sentire il nome di Julian aveva accusato il colpo, disse soltanto: <<La situazione non è paragonabile proprio perchè tu non hai bisogno di nessun salvagente. Sei tu il tuo salvagente. Tu sei andata enormemente avanti e questo sarebbe un tremendo passo indietro.>>
Quella sera, di ritorno a casa Blackburn, Beatrice riceve l’invito del marito di accompagnarlo nel Norfolk, presso la storica dimora di un vecchio amico di Archer.
Beatrice si ritrova nella bellissima residenza nobiliare immersa in un giardino da favola… ma ben presto si ritroverà invischiata in un enigma, che riguarda da vicino una sua vecchia conoscenza, ovvero Kit Ashbury.
Kit Ashbury, di ritorno dall’India, si era sposato con Milou e si trovava nel Norfolk, per acquistare la meravigliosa residenza nobiliare, dove era cresciuto Archer.
Beatrice si ritroverà faccia a faccia con il suo primo amore, che aveva già dimenticato da tempo, grazie a Julian, con cui aveva capito il vero significato della parola amore.
Ma una mattina, tutti gli ospiti di Wroxham Hall, apprendono la terribile notizia: Kit è morto nel giardino a seguito di una puntura d’ape.
Archer e Beatrice si ritrovano a risolvere questo complicato mistero: e se Kit fosse stato avvelenato? Chi poteva volere la sua morte?
A complicare ulteriormente le cose, a Wroxham Hall, arriva il visconte di Warthmore, Julian Lennox in compagnia della sua futura moglie Octavia.
Non sarà semplice per Beatrice rivedere Julian…
Riuscita Beatrice ad accantonare passioni ed emozioni e a portare alla luce la verità?
Clara dovette aspettare a lungo prima che la centralinista la mettesse in contatto con il Norfolk, e dovette impiegare diversi preziosi scellini, al punto che si disse: Che diamine, non è che un capriccio, tornerà domenica e potrò parlarle quanto vorrò. Tanto più che quando finalmente parlò con Wroxham Hall dovette aspettare ancora, prima che dall’altro capo del filo udisse Beatrice, afflitta.
<<Hai già saputo?>>
<<Sapere cosa?>> domandò Clara.
<<Kit è…>> Beatrice non riusciva a dirlo. Come si faceva a dare una notizia simile? Qual era la parola migliore? E’ mancato. Se n’è andato.
<<E’ morto stanotte, Clara.>>
<<Kit?!>> trasecolò Clara. <<Qui?>>
<<No, era a Wroxham Hall! Credevo che mi stessi chiamando per questo, che avessi appreso la notizia non so, da Minerva…>>
<<Ma che ci faceva Kit a Wroxham Hall?>>
<<E’ una lunga storia, non ti basterebbero i soldi. Ma se non mi chiami per questo…allora…>>
<<No, niente stai tranquilla. Volevo solo sentirti, ma tutto adesso sembra meno importante… Dio mio, Kit.>>
<<E’ terribile. Lo ha punto un’ape. Ci crederesti mai?>>
<<Un’ape?>>
<<Sì. E’ la fine più assurda che si possa immaginare.>>
La scrittrice Alessia Gazzola, autrice di numerosi libri di successo, da cui sono state tratte le serie televisive dell’Allieva e di Costanza Macallè, trasmesse su Rai Uno, torna in libreria con l’attesissimo ritorno di Miss Bee.
“Miss Be & Il giardino avvelenato” è quarto volume di questa bellissima serie, ambientata a Londra tra il 1924/1925.
I temi trattati sono i rapporti tra sorelle, la gelosia, l’amicizia, la libertà, le passioni, l’amore e il divorzio, che è uno degli argomenti cruciali della storia.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, pieno di suspence, il lettore cercherà di risolvere il mistero della morte di Kit insieme alla protagonista e ad Archer.
I protagonisti sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di inserire numerose descrizioni dei personaggi coinvolti.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro ricco di colpi di scena, perfetto per chi adora Jane Austen e Agatha Christie, perchè la scrittrice Alessia Gazzola, grazie alla sua maestria, riesce a intrecciare due generi: il rosa e il giallo.
E vi ricordo, che il 24 Novembre 2026 uscirà il quinto volume di Miss Be, ovvero “Miss Be & L’inganno in prima classe”. Chissà quali saranno le nuove avventure di Miss Be?
Non ci resta che preordinare il continuo di questa bellissima saga ambientata a Londra, con una protagonista brillante come Beatrice Bernabò!!
Buona lettura 📚📚!!