“Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile” di Emilia Covini

Titolo: Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile 
Autore: Emilia Covini 
Casa Editrice: Morellini Editore 
Collana: Femminile singolare 
Data uscita: 21 Novembre 2025 
Pagine: 208 
Genere: Biografia romanzata 

Avevo percorso più di cento chilometri, superato numerose difficoltà e riparato più volte la Numero Tre. Tutto da sola.
Io, Bertha Ringer, ero riuscita a compiere un’impresa che nessun uomo aveva neanche mai pensato di provare. Non riuscivo a smettere di sorridere e avevo un solo desiderio. 
Avrei voluto che Karl fosse lì per poter vedere il suo sguardo stupefatto riempirsi di orgoglio. 

La scrittrice Emilia Covini con “Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile”, ha un grandissimo compito: raccontare la storia di una grande donna, poco conosciuta e posta ai margini di una società prevalentemente maschile, ovvero Bertha Ringer. 
Chi era Bertha Ringer? 
Quanti di voi conoscono la sua storia?
Bertha Ringer viveva nel cuore della Germania alla fine dell’Ottocento, quando le donne erano relegate ai margini della società, e lei, con coraggio, determinazione ed intelligenza, è riuscita ad emergere, dimostrando a tutti il valore di una donna. 
Bertha è nata da una famiglia facoltosa di Pforzheim, nel Granducato di Baden, in Germania. Il padre Karl Friedrich Ringer, era un falegname e la madre, si chiamava Auguste Friederike. 

Mi chino su mia figlia, osservo i suoi lineamenti delicati, le lunghe ciglia, i riccioli biondi. E’ così piccola. Mi chiedo che bambina sarà. Tranquilla come Klara o vivace e irrequieta come Thilde? Chissà se sarà una ribelle come me.
Ripenso al mio rapporto turbolento con mia madre, alle nostre discussioni aspre e snervanti e un velo di tristezza mi avvolge. Se ne è andata l’anno scorso e ora che non c’è più provo una profonda tristezza al pensiero dei nostri litigi e incomprensioni. 
Le volevo bene, gliene ho sempre voluto ma le differenze tra noi erano incolmabili. Lei è sempre vissuta aggrappata al passato, ubbidiente a regole e convenzioni che qualcuno prima di lei aveva stabilito, profondamente certa che la sua posizione di donna non potesse essere diversa da quella di sua madre e di sua nonna prima di lei. 
Io non ho mai creduto che tutto ciò che era stato deciso da degli uomini fosse il meglio per le donne e soprattutto mi sono sempre rifiutata di accettare qualsiasi limitazione o imposizione. 

Bertha ha sempre avuto un ottimo rapporto con il padre, che la sosteneva e cercava di soddisfare ogni sua richiesta. Terminati gli studi necessari a una donna, secondo la consuetudine della società dell’epoca, Bertha avrebbe dovuto dedicarsi alla ricerca del marito; ma lei, non era come le altre ragazze, lei amava studiare e leggere, per questo motivo, chiese al padre di poter proseguire gli studi. Il padre, decise di accontentare le richieste della figlia, assumendo un’istitutrice che si recava in casa per impartire le lezioni a Bertha. 

<<Voglio frequentare il Reuchlin-Gymnasium>>

Mia madre alzò gli occhi al cielo. 
<<Impossibile! Questa è una sciocchezza.>>
Sentii la gola chiudersi e il calore salirmi alle guance.
<<Non è una sciocchezza! Io voglio continuare a studiare!>> 
<<Il fatto che tu lo voglia non conta niente. Le ragazze non possono frequentare il Ginnasio.>> 
<<Perchè?>> 
Il viso di mia madre si distorse in una smorfia e con un gesto di stizza battè il tovagliolo sulla tavola. 
<<Perchè questa è la regola nel Granducato di Baden e in tutta la Prussia. Solo gli studenti maschi proseguono gli studi. E ora basta. Credo proprio che tu debba smetterla con questa fissazione.>> […] 
<<Non è giusto che solo gli uomini possano continuare a studiare. Dovrebbero poterlo fare anche le donne!>> 
<<Scommetto che queste idee vengono da quei libri che leggi!>> 
<<Vengono dal mio desiderio di imparare cose nuove!>> 
<<Ci sono altre cose che puoi imparare. Il ricamo ad esempio.>> […] 
<<A me interessano la storia, le discipline tecniche e scientifiche!>>
<<Le discipline tecniche? Sei una donna, santo cielo. Quello che hai studiato finora può bastare. E, se vuoi, puoi leggere. Perfortuna abbiamo una biblioteca piena di volumi di ogni genere e non mi riferisco ai libri di quella Lewald.>>
<<Leggere non mi basta. Voglio poter studiare.>> […] 
<<Cara Bertha, te ne devi fare una ragione. Una donna non ha bisogno di essere istruita oltre una certa misura. Sono altre le cose a cui si deve dedicare. La gestione della casa, prendersi cura del marito, allevare i figli.>>

Bertha si è sempre interessata alla storia, alle discipline tecniche e scientifiche, dimostrando di avere un’intelligenza fuori dal comune. 
La storia di Bertha si intreccia con quella di Karl Benz, l’unico uomo (ad eccezione del padre,) che l’ha sempre considerata alla pari degli uomini. 
Bertha aveva conosciuto Karl Benz il 27 Giugno 1869, durante un’escursione organizzata dal club “Eintracht”. Karl era salito sulla carrozza di Bertha e della madre, si era presentato come un ingegnere senza soldi, ed aveva iniziato a raccontare le sue idee sulle carrozze che si muovevano senza i cavalli. 

Di una cosa ero certa. Karl Benz non era come gli altri giovanotti che avevo conosciuto fino a quel momento, le nostre serate non erano mai noiose. C’era però qualcosa di ancora più straordinario. Lui non mi cercava per il piacere di avere accanto una giovane donna graziosa. Quell’uomo dalle idee geniali, parlava davvero con me. Mostrava interesse per le mie opinioni, prestava attenzione alle mie osservazioni e rispondeva alle mie domande senza assumere quell’aria di supponenza che aleggiava sempre nelle conversazioni che in precedenza aveva avuto con altri uomini. 
Con lui non mi sentivo una semplice comparsa, non lo ero perché Karl Benz mi dava valore come persona, non mi considerava un essere inferiore, una sciocca donna che non capiva nulla.

Bertha e Karl iniziarono a frequentarsi sempre più assiduamente, lui le raccontava ogni dettaglio tecnico della sua invenzione, proprio come esponeva ad altri uomini. E’così che Bertha si innamora di Karl, con cui condivide la passione per i motori, per l’innovazione tecnologica, in un’epoca in cui le aspirazioni femminili erano severamente limitate. 
Bertha era determinata nel voler sposare Karl Benz, dopo aver convinto il padre, aveva usato la sua dote per investire sulla compagnia del futuro marito. Bertha aveva potuto investire sulla compagnia di Karl, dato che non erano ancora sposati, perchè secondo una legge tedesca dell’epoca, una donna perdeva ogni diritto di agire come investitore. 
Bertha e Karl si sposarono nel 1872, lui finì il suo primo modello di “carrozza senza cavalli” nel 1885, che Bertha chiamò la “Numero Uno”. 

<<Questa è la prima carrozza senza cavalli che hai costruito, quindi Numero Uno.>>
Karl sorrise e mi diede un bacio sulla fronte. 
<<Come vuoi tu, mia cara. >>
Prima di uscire dall’officina mi voltai un’ultima volta, diedi una lunga occhiata alla creazione di mio merito e, senza che lui sentisse, le bisbigliai un augurio. 
<<Benvenuta Numero Uno, sono certa che sarai la prima di una lunga serie.>>

Karl Benz, migliorò la Numero Uno, fino a creare la “Numero Due, ed infine la “Numero Tre”, che noi oggi conosciamo come automobile. 
Nonostante la “Numero Tre” fosse perfetta, nessuno era disposto a compiere un viaggio dimostrativo con quella “strana invenzione”. 
Karl, dopo anni di studi, di sacrifici, era rassegnato all’idea di veder la sua invenzione tra le strade delle città. 
E’ così che Bertha, decide di compiere, di nascosto dal marito, il primo viaggio in automobile, in compagnia dei suoi due figli, Eugen e Richard, perchè era sconveniente che una donna viaggiasse da sola. 
Bertha, il 5 Agosto 1888, all’età di trentanove anni, compie il primo viaggio in automobile insieme ai suoi figli Eugen e Richard, che avevano quindici e tredici anni. 
Non fu un viaggio semplice e nemmeno confortevole, Bertha percorse più di 100 chilometri di strade non asfaltate, ideate per le carrozze trainate da cavalli, senza indicazioni stradali e senza rifornimenti di benzina. Per questo motivo, Bertha si era fermata, molte volte, per comprare in farmacia l’etere di petrolio, un solvente petrolifero che serviva per far funzionare il motore (con una capacità di rifornimento di soli 4,5 litri). 
Durante il viaggio, l’automobile si guastò varie volte, ma Bertha riuscì a risolvere ogni problema, ad esempio, aveva sbloccato l’alimentazione della benzina con il suo fermaglio o aveva usato la giarrettiera come isolante. 
Nonostante alcuni problemi tecnici, Bertha riuscì ad arrivare da Mannheim a Pforzheim, dalla madre, compiendo un viaggio di circa 106 chilometri. 
Il viaggio di Bertha attirò l’attenzione di molti giornalisti, che pubblicarono subito la notizia del viaggio. 
Bertha era orgogliosa di aver mostrato a tutta la Germania (e non solo), l’invenzione straordinaria del marito, dimostrando che la “Numero Tre” era un mezzo di trasporto, che poteva competere con i cavalli o i treni. 
Ma l’opinione pubblica, all’epoca, non menzionava il gesto eroico e rivoluzionario di Bertha, dato che era una donna. Fortunatamente, Karl Benz, un uomo controcorrente, ha sempre evidenziato l’impresa pionieristica della moglie. 
Bertha Ringer, una donna audace, la pioniera che sfidò le convenzioni dell’Ottocento per realizzare un sogno. 

Perchè io, Bertha Ringer, ho compiuto il primo viaggio a lunga tratta con un veicolo a motore. Nessun uomo prima di me l’aveva mai fatto.

La scrittrice Emilia Covini, dopo aver pubblicato “Virginia Apgar. Un’intuizione geniale” (Morellini, 2024), vincitore del premio “Parità di genere” e terzo classificato al Premio Nobokov 2025, torna in libreria con “Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile”. 
Con “Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile”, la scrittrice Emilia Covini ha dato voce a una donna di un’intelligenza straordinaria, che ha compiuto il primo viaggio in automobile sfidando la società dell’Ottocento. 
I temi trattati sono le innovazioni tecnologiche, l’amicizia, i rapporti tra genitori, la società, il matrimonio e le donne. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, poetico, semplice, costituito da capitoli brevi, diretti ed intensi, da leggere tutti in un fiato. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di aver descritto perfettamente, non solo la protagonista, ma anche il marito Karl Benz, che ha sempre creduto nell’intelligenze e nell’intraprendenza della moglie. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che amano le biografie romanzate su donne del passato che hanno rivoluzionato la storia. 
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano conoscere Bertha Ringer, una donna intelligente, audace, che merita di essere conosciuta da tutte/i. 
Ringrazio la scrittrice Emilia Covini per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di conoscere a fondo la storia di Bertha Ringer, una donna speciale, intelligente che ha sfidato la società dell’Ottocento. 
Buona lettura 📖!!

“Vita di una falena. Vita, amori e dolori di Virginia Woolf” di Martina Tozzi

Titolo: Vita di una falena. Vita, amori e dolori di Virginia Woolf 
Autore: Martina Tozzi 
Casa Editrice: Nua Edizioni 
Data uscita: 23 Gennaio 2026 
Pagine: 452 
Genere: Biografia romanzata 

La famiglia era in realtà più complicata di così, pensò Virginia osservando un piccione che andava a posarsi su uno degli angeli dorati del raffinato baldacchino del principe Alberto. Perchè sì, c’erano loro, i quattro fratelli Stephen: Vanessa, la sua preferita, che adorava senza ritegno, ma della quale era anche costantemente gelosa, che aveva quasi sette anni; Thoby, di cinque anni e mezzo, che Vanessa riveriva in maniera disgustosa; poi lei, Virginia, di quattro anni, e infine Adrian, che in ottobre ne avrebbe tre. Ma sia la mamma che il papà erano vedovi, e a casa c’erano anche i figli della mamma, i ragazzi Duckworth: George e Gerald, di diciotto e sedici anni, che andavano a scuola ed erano grandi, e Stella, che aveva diciassette anni ed era bella, gentile e molto buona. 

“Vita di una falena” è una biografia romanzata, ambientata nell’Inghilterra vittoriana, della scrittrice Virginia Woolf, una donna che ha osato cambiare la letteratura in un mondo che voleva tenerla in silenzio. Ed è proprio, grazie alla penna della scrittrice Martina Tozzi, che Virginia prende vita, fino ad assumere sembianze estremamente realistiche. 
Da dove inizia la sua storia? 
Ma chi era Virginia? 
Il suo nome è Adeline Virginia Stephen, una bambina di quattro anni, che insieme alla sua numerosa famiglia, vive al 22 di Hyde Park Gate a Londra. 
I genitori Leslie Stephen e Julia Jackson, amavano la loro famiglia allargata, composta da Vanessa Stephen (Vanessa Bell), Thoby Stephen, Adrian Stephen e da Virginia Woolf, ma anche dai figli, nati dal precedente matrimonio, come Laura Stephen, George Duckworth, Stella Duckworth e Gerald Duckworth. 
Virginia non è mai riuscita ad andare d’accordo con Laura, figlia di Leslie Stephen e della sua prima moglie Minny Thackeray, forse per via dei suoi problemi di salute mentale, che l’obbligarono a passare gran parte della sua vita in cliniche psichiatriche. 
Stella Duckworth era l’anima della famiglia, la sorella maggiore con un ruolo materno verso le sue sorelle. Stella era molto bella, per questo motivo non poteva uscire da sola, onde evitare situazioni compromettenti dei suoi spasimanti, tra cui Jem, conosciuto da tutti come “Jem il pazzo”. 
Virginia, amava recarsi insieme a Stella e alle sue sorelle, fratelli, ai Kensington Gardens, i giardini per i più piccoli, ubicati vicino all’abitazione dei Stephen. 
Sin da bambina, Virginia ha sempre avuto molti soprannomi: Gini, Ginia, Ginny, bellezza, capra, capretto o Billy la capra. 
Virginia ha sempre avuto un legame molto stretto con sua sorella Vanessa, desiderosa di dimostrare il suo affetto e la sua intelligenza, per questo motivo Virginia era gelosa di sua sorella. 

<<Essere fedeli con i propri ideali è la cosa più importante di tutte, Virginia. Fingendo con gli altri, si finisce per fingere anche con noi stessi e così diventa impossibile non perdersi. E’ come nella lettura, Ginny mia: pensa pure tutto quello che vuoi di qualsiasi testo ti troverai di fronte e non fingere mai, neanche una volta, di ammirare quello che non ti piace.>> 
<<E’ per questo che ti arrabbi quando ci piacciono i personaggi più dei romanzi? Pensi che così non ragioniamo con la nostra testa, ma ci accontentiamo di quello che ha stabilito l’autore?>> 
<<Non ci avevo mai pensato, sai?>> Papà si grattò un momento la fronte. <<Può darsi. Sei una bambina molto intelligente.>>

Sin da bambina, Virginia, sa che da grande diventerà una scrittrice, seguendo le orme di famiglia che da sempre vedevano gli Stephen come scrittori. 
Virginia amava leggere, recarsi nell’immensa biblioteca del padre e scegliere tomi sempre più complicati, in grado di sviluppare in lei, un’osservazione critica.
Il padre Leslie, era orgoglioso che Virginia si dedicasse con passione non solo alla lettura, ma anche alla scrittura, ed era convinto che presto, tutti, avrebbero conosciuto il talento di Virginia. 

Virginia sgattaiolò soddisfatta a mettere il tomo al suo posto, nell’immensa libreria che occupava tutte le pareti della stanza e si interrompeva solo per lasciare posto alle tre grosse finestre, dalle quali si godeva la vista dei tetti di Kensington fino alla chiesa di St Mary Abbot, e al grosso camino, dove scoppiettava allegramente un fuocherello gioioso e sopra il quale campeggiava il ritratto della prima moglie di papà, Minny, timida e dolcissima. Su di loro, un alto soffitto decorato con deliziose travi laccate di giallo. 
<<Dunque come hai trovato questo romanzo?>> domandò papà con grande interesse. 
<<Mi è piaciuto, anche se…>>
<<Anche se? Continua, ti prego.>> 
Ma Virginia esitò perchè sospettava che suo padre amasse molto quel romanzo, e non voleva deluderlo dicendo che certe parti le erano parse proprio noiose. Così si riscosse. 
<<Niente se. Mi è piaciuto e basta.>>
<<Va bene>>, papà annuì, si strinse nelle spalle e poi si alzò con un balzo alla sedia a dondolo. Le si avvicinò.
<<Ogni lettore è diverso e reagisce in modo differente a una storia. Non dire mai che ti è piaciuto un libro che hai trovato mediocre, intesi?>>

Oltre alla passione per la scrittura e la lettura, Virginia, amava inventare storie, che raccontava alla sera ai suoi fratelli e sorelle. 
Virginia e Vanessa, hanno ricevuto un’educazione, un’istruzione diversa da quella di Thoby e degli altri fratelli maschi, a cui era concesso studiare fuori dalle mura domestiche.
Virginia amava ascoltare le lezioni di latino e francese della madre, mentre il padre le insegnava la matematica, ed odiava le lezioni di portamento e ballo della signora Wordsworth. 
Quando Thoby, fu mandato in collegio a Evelyn per studiare, Virginia ebbe modo di riflettere per la prima volta, sulle circostanze che subivano le donne rispetto agli uomini. Virginia si era sempre rispecchiata nel padre, dato che condividevano la passione per la lettura e scrittura, ma quella volta, Virginia capì che il suo essere donna, l’avrebbe portata inevitabilmente a essere diversa dal padre. 

In realtà, Virginia non sarebbe stata felice di andare a scuola, non da sola, senza Nessa. Ma la intrigava l’idea di poter ampliare le proprie conoscenze fuori casa, le sarebbe piaciuto poter studiare di più. La sua routine casalinga di apprendimento iniziava a starle un po’ stretta. C’erano ancora le lezioni di latino e francese con la mamma, la famiglia della mamma aveva degli antenati francesi e lei parlava molto bene la lingua. […] Oltre al francese e al latino, Virginia continuava a studiare la matematica con il papà e a istruirsi da sola, avendo il permesso di leggere ogni testo presente nella biblioteca di famiglia, cosa che faceva con grandissimo piacere. Inoltre, le venivano impartite le conoscenze fondamentali per un’esponente del suo sesso. Doveva disegnare, e per questo lei e Nessa prendevano lezioni dal signor Ebenezer Cook, che ogni volta si complimentava per il tratto di sua sorella ma che era molto gentile anche nei suoi riguardi, cosa che la rendeva felice perchè era sensibile alle lodi. Poi c’erano le lezioni di pianoforte e di canto, con la signora Mills, ma né lei né Vanessa eccellevano in quelle attività e detestavano la loro insegnante. Mai, però, quanto detestavano quella che impartiva loro lezioni di portamento e ballo. Si chiamava signora Wordsworth, ed era già a vedersi terrificante: si vestiva solo di lucente satin nero, aveva un orribile occhio di vetro e portava sempre con sé un pesante bastone di legno, che batteva sul pavimento per ordinare i movimenti delle ragazze. […] 
Ora che Thoby se ne andava di casa per studiare, Virginia per la prima volta si trovò a riflettere sulle differenti circostanze che segnavano la vita delle donne e degli uomini. Sebbene si sentisse molto più affine a suo padre, si rese conto che il suo essere donna l’avrebbe inevitabilmente portata a essere diversa da lui, da grande. 

Ma Virgina non si arrendeva mai, dato che era sicura delle sue capacità, decise di iniziare a scrivere un giornalino familiare, cercando di convincere sua sorella Vanessa a collaborare con lei, facendole creare le illustrazioni. Vanessa, a differenza di Virginia, amava disegnare e sognava di diventare una pittrice, ma aveva paura del giudizio del padre, per questo motivo rifiutò l’offerta della sorella.
Il giornalino familiare diventò l’appuntamento fisso della famiglia e Leslie, era sempre più orgoglioso delle capacità di scrittura di Virginia. 
Ma ben presto, Virginia e la sua famiglia, dovettero fare i conti con la perdita della loro madre. E fu in quell’occasione che per la prima volta, Virginia smise di trovare conforto nella scrittura, rifiutandosi di prendere tra le mani la penna. 
Nel mentre, sua sorella Stella accettò la proposta di matrimonio di Jack e Virginia iniziò ad interrogarsi sul significato della parola “amore” e sul rapporto tra uomini e donne. 
Dopo un periodo di blocco dalla scrittura, Virginia riprese a scrivere, con ancora più voglia di dimostrare a tutti, che anche una donna era in grado di raggiungere gli stessi successi degli uomini. 
Tra lutti, silenzi e regole soffocanti, Virginia e la sorella Vanessa, entrano nel circolo di Bloomsbury e trovano la forza di immaginare una vita diversa, fatta di arte, pensiero libero e scelte audaci. 
Mentre il nuovo secolo è alle porte, Virginia, sente che la letteratura deve aprirsi, deve cambiare radicalmente, ed è così che inizia a pubblicare i suoi libri sotto lo pseudonimo di Virginia Woolf. 

<<Non ti vedi con un uomo al tuo fianco?>> le chiese Violet chinando un po’ la testa per guardarla meglio. 
<<Generalmente, nei rapporti, ecco, preferisco le donne,>> rispose Virginia con semplicità. Ed era così, naturalmente. 
<<Stare in compagnia di una donna è infinitamente -complicato, e non devo sempre pensare a cosa sia appropriato o meno. E poi, mi affascinano terribilmente le loro menti.>> 
Fu felice di sapere che Violet era d’accordo con lei. La loro amicizia prosperava, in quell’estate di calda campagna. 

La scrittrice Martina Tozzi, appassionata di storia, interessata alle figure femminili del passato, torna in libreria con un’autentica biografia romanzata su Virginia Woolf. 
In “Vita di una falena”, la scrittrice Martina, dona una nuova veste a Virginia, attraverso l’eleganza e la cura delle parole, delinea la figura di Virginia in modo autentico, realistico. 
La scrittrice Martina è riuscita ad entrare nella mente di Virginia, sin dalla prima pagina, accompagnando il lettore, passo dopo passo, nella vita della grande scrittrice che ha subito lutti, torti, sfidando la consuetudine sociale che relegava le donne esclusivamente tra le mura domestiche. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, poetico, semplice, diretto, elegante ed emozionante, la scrittrice riesce a dare voce ai personaggi e a Virginia, in modo unico, descrivendo i loro sentimenti, la loro umanità. 
I libri di Martina Tozzi sono pieni di interesse, cultura, di poesia e di arte, di interesse sulle figure femminili della storia. 
I temi trattati sono gli usi della società, l’amore, le differenze sociali tra uomini e donne, l’amicizia, gli abusi, il matrimonio, il rapporto tra sorelle e la passione per la scrittura e l’arte. 
I personaggi sono strutturati molto bene, con descrizioni accurate dell’aspetto fisico ed emotivo, la scrittrice Martina Tozzi è molto attenta a descrivere minuziosamente ogni dettaglio. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro intenso, emozionante, a chi ama leggere le biografie romanzate, pieni di letteratura e di arte… Sono sicura che la penna elegante, poetica di Martina, vi ruberà il cuore e l’anima!
Ringrazio la scrittrice Martina Tozzi per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di tuffarmi nell’Inghilterra vittoriana e conoscere Virginia Woolf. 
Buona lettura 📖!!

 

“Tutti conoscono tutti” di Francesca Mautino

Titolo: Tutti conoscono tutti 
Autore: Francesca Mautino 
Casa Editrice: Longanesi 
Collana: La Gaja Scienza 
Data uscita: 8 Aprile 2025 
Genere: Romanzo giallo 
Pagine: 368 

Ma non a Torino. No, signori. Sembra che stiamo tutti qui a girare a vuoto. Tutti che conoscono tutti che conoscono tutti. Siamo intrappolati, ecco cosa siamo, e nemmeno ce ne rendiamo conto. 

In “Qualcuno che conoscevo” (Longanesi, 2024), il romanzo d’esordio di Francesca Mautino, abbiamo conosciuto e ci siamo affezionati alla protagonista Valentina Bronti. 
Valentina Bronti ha trentasette anni, è torinese, podcaster e madre di tre bellissime gemelle: Anna, Carlotta ed Emilia. Il rapporto con suo marito, Marco Ferrentini, si è rivelato un vero fallimento e Valentina, deve cercare di stare bene per sé stessa e per le sue bambine. 
“Tutti conoscono tutti” è il secondo libro con protagonista Valentina Bronti, se non avete letto il primo capitolo “Qualcuno che non conoscevo”, non preoccupatevi, perchè la scrittrice Francesca Mautino, cerca di contestualizzare e riassumere gli avvenimenti precedenti. 

<<L’hai mai visto Titanic?>> 

Mi risponde con un’espressione di stupore, un po’ come se gli avessi domandato se ogni tanto gli capita di bere dell’acqua. 
<<Ecco. Pensa al finale> continuo. <<E’ notte. Jack e Rose sono naufragati nel gelido Oceano Atlantico. La nave è affondata, le scialuppe si sono allontanate. Intorno a loro galleggiano i cadaveri. Trovano un pezzo di legno. Era una porta? In ogni caso, lì sopra in due non ci stanno. Allora lui si sacrifica, morendo di ipotermia. 
Cosa ci insegna questa storia?
Jack passa tre ore di film a dire a Rose che deve mollare la sua vita fasulla, scoprire la gioia della spontaneità, essere davvero sé stessa. Lei prima rifiuta, ma poi capisce che lui ha ragione: deve liberarsi al più presto delle costruzioni di un’esistenza che ha sempre odiato, così manda a quel paese la madre bigotta e il fidanzato tossico. […]
Jack muore perchè ha esaurito la sua funzione. Rose ha capito cosa non vuole più essere e cosa vuole diventare. E a quel punto Jack non serve più.

Il titolo “Tutti conoscono tutti” non è casuale, perchè la storia si svolge a Torino, la città in cui tutti conoscono tutti. La protagonista Valentina Bronti, ha imparato a vivere nell’incertezza e, dopo il successo ottenuto con il suo podcast investigativo, deve trovare delle informazioni su una nota Contessa Alberta caselli, sparita nel nulla nel 1992. 
Valentina, sta cercando da mesi qualche informazione sulla sparizione della contessa, senza ottenere nessun risultato. Ad aiutare Valentina, c’è Giovanna, l’ex poliziotta che ha avuto una relazione con Marco, il marito di Valentina. Il rapporto tra Valentina e Giovanna è molto particolare, i loro dialoghi e comportamenti, nel corso della storia si alterneranno da quelli lavorativi a quelli personali, mettendo in evidenza, quanto sia importante aiutarsi e sostenersi tra donne, nonostante le incomprensioni. 
Ma Valentina, è una donna molto intelligente e aveva già capito da tempo, che il matrimonio con Marco, era in crisi prima ancora che Giovanna si inserisse nelle loro vite. 
Marco è un giornalista e aveva lavorato insieme a Giovanna, per scrivere un articolo su Gemma Ferrero, una ragazza ritrovata senza vita. Ma l’indagine su questa ragazza, porterà alla luce un “finto colpevole” ovvero Michele Andreoli, che non riuscendo a sopportare le calunnie mediatiche si ammazza. Da allora, Marco, vive con il senso di colpa e teme di commettere un altro errore. 

Io e Marco siamo stati separati per due anni perché lui stava affrontando un trauma che negava di dover affrontare: il senso di colpa per aver forse contribuito con i suoi articoli alla morte di un’innocente accusato di omicidio. In seguito ci siamo riavvicinati per poi decidere di lasciarci. In verità sono stata io a decidere e lui, che non ama le discussioni, ha semplicemente acconsentito, ammettendo anche di provare qualcosa per Giovanna. E io le ho chiesto di lavorare con me. Per avere la possibilità di punirla, come sostiene Antonio?
O forse ha ragione Nadia: in questa città è inevitabile imbattersi nelle stesse persone, come se fossimo tutte pedine dello stesso gioco in scatola condannate a incontrarsi per sempre tra una casella e l’altra. 
Allora tanto vale allearsi, avevo pensato. 

Valentina e Marco, insieme alle loro figlie, si dirigono alla festa di Capodanno, organizzata dalla mamma di Carla, soprannominata dalla protagonista “Principessa Leia”, per l’incapacità di ricordare tutti i nomi dei genitori dei compagni di scuola delle gemelle. 
E sarà, proprio durante la festa di Capodanno, che Valentina dovrà fare i conti con i ricordi dolorosi del suo passato. Alla festa di Capodanno incontra Cristiana Landorni, la sua ex compagna di stanza ai tempi dell’università. Valentina e Cristiana, non sono mai andate molto d’accordo… ma un giorno, Cristiana aveva lasciato la camera senza nemmeno pagare l’affitto. 
Cristiana era amica di Mattia, il ragazzo che nel Marzo del 2006, è stato ritrovato annegato in un lago artificiale, dopo essere andato a un concerto con i suoi amici. 
E’ così che Valentina, si ritrova a scavare in un passato fatto di insicurezze, inganni, giochi crudeli e amicizie tradite. 

Ognuno è convinto della propria personale verità, ma la luce, oltre il groviglio di vite, credo che sia raggiungibile. Non devo pensare complicato, ecco cosa devo fare. La soluzione forse è semplice e a portata di mano. 

Un giorno, Valentina incontra una vecchia conoscenza, ovvero Davide Callieri, il migliore amico di Mattia, adesso autore di una serie true crime chiamata “Misteri risolti”. 
Incontrare Davide, non sarà semplice per Valentina perchè dovrà fare i contri con le proprie scelte e le loro conseguenze. 
Valentina, grazie all’aiuto prezioso di Giovanna, cercherà di fare luce sulla strana morte di Mattia: è davvero annegato nel lago artificiale? O qualcuno lo ha spinto?
Riusciranno a scoprire che cosa è accaduto a Mattia, quella sera?

I nostri visi sono vicini. Ha gli occhi verdi e i suoi occhi sono la cosa che più mi ha colpito, quando ci siamo conosciuti. Erano come un mare mosso dal vento. Se non ti ci immergi non è pericoloso.
E adesso mi sembra che l’acqua stia ribollendo. 
Qualcosa si muove. 

La scrittrice Francesca Mautino, dopo il successo del primo volume “Qualcuno che conoscevo” (Longanesi, 2024), pubblica “Tutti conoscono tutti”, con le nuove avventure e indagini di Valentina Bronti. Il lettore si affezionerà facilmente a Valentina, una donna e madre che cerca sempre di scoprire la verità, anche su stessa. Molte lettrici si identificheranno in lei, perchè è una donna molto realistica, che mostra le sue paure, le sue fragilità, come il timore di essere una madre sbagliata. 
Ma Valentina, sfida la vita e le sue insicurezze, sempre con il sorriso e umorismo. 
I temi trattati sono il matrimonio, i tradimenti, la maternità, l’amicizia, il sostegno tra donne, il giornalismo, lo stupro, il senso di colpa e l’amore.

Quando ho scoperto di essere incinta ero felice, ma più passavano i mesi più la felicità scemava sostituita da qualcos’altro. Ammettere che non sei al massimo della gioia, quando aspetti un bambino è un tabù. Quando ne aspetti tre è ancora peggio, perchè tutti squittiscono frasi tipo <<Tre? Devi essere felice il triplo!>>, come se l’intensità di un sentimento fosse una formula matematica. 

Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, avvincente, ricco di misteri e contemporaneamente divertente. 
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie alle abilità della scrittrice di rendere ogni personaggio coinvolgente ed estremamente realistico, ad iniziare dalla protagonista Valentina. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano perdersi tra le strade di Torino, a chi desidera indagare insieme alla protagonista, su una morte misteriosa avvenuta diciassette anni prima. 
E’ un romanzo che si legge tutto d’un fiato, grazie alla bravura della scrittrice di usare uno stile sempre empatico ed ironico. 
Spero di leggere presto il continuo perchè mi sono affezionata a Valentina e alle sue simpaticissime gemelle. 
E voi, avete letto il primo volume? 
Vi piacciono i libri gialli, ma con la giusta dose di ironia?
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!

“Lara vuole essere felice” di Margot Sikabonyi

Titolo: Lara vuole essere felice 
Autore: Margot Sikabonyi 
Casa editrice: Cairo edizioni 
Data uscita: 1 Novembre 2024
Genere: Romanzo zen 
Pagine: 256

Perchè una vita si deve spezzare per entrare nelle scatole, penso. Da dove? Da dove inizia lo sfondamento? Che cosa tengo e che cosa porto con me? […] 
Ecco, queste due voci si accavallano ora nel mio cervello. Una è la voce del <<senza dubbio>>, della donna che ha un compito e lo porta a termine senza perdersi in un bicchier d’acqua, un approccio da soldatino che ho ricevuto in eredità da mia madre, leader indiscussa di concretezza dall’alto del suo studio immacolato di dentista della Napoli bene. 
L’altra voce invece è quella della malinconia, del legame che sento con ogni oggetto di quella casa. La testa contro il cuore, potremmo anche dire. Il cuore non vuole lasciare andare mentre la testa è senza cuore. Appunto. E io in mezzo. 

La protagonista del libro si chiama Lara Pace, vive a Torino e si ritrova all’improvviso a fare i conti con la verità: chi è veramente Lara Pace? 
Lara Pace è una donna che è cresciuta con l’immagine perfetta della madre, convinta che nella vita non si possono commettere degli sbagli. Lara non ha mai sbagliato un colpo. E’ sempre stata coerente con l’immagine della società, una donna “giusta”, “perfetta”, che ha sempre tutto sotto controllo, anche quando dentro di lei, tutto sembra sgretolarsi. 
Lara si ritrova a fare i conti con un matrimonio finito, proprio lei che aveva sempre creduto nell’amore e nella felicità. All’improvviso, Lara capisce che il suo sogno si è spezzato e tutto ciò che la circonda, sembra volerle comunicare qualcosa. 
Lara deve solamente chiudere gli occhi ed imparare ad ascoltare il suo cuore e la sua anima; solo così ritroverà sé stessa. Lo deve fare per sé stessa e per le sue bellissime figlie, due gemelle di nome Alice e Alina. 
Lara si ritroverà immersa negli scatoloni del trasloco, piena di oggetti che raccontano la sua storia, il suo passato da ballerina e la fine del suo matrimonio. 

Aveva in testa questa immagine di sé sorridente con addosso il grembiule che cucina piatti buonissimi in una casa tutta carina. Proprio come nei film che l’avevano cresciuta da bambina. 
E invece.
Nulla di tutto quello era successo, tanto meno dopo la nascita delle sue, di bambine. Il quadretto della casalinga felice si era rivelato un’illusione.

Insieme alle sue due bellissime bimbe, si ritroverò ad inscatolare tutta la sua vita, ad affrontare la realtà. Tra una scatola e l’altra, Lara incontrerà molte persone importanti come guru vestiti di bianco, uomini-sole con le mani sporche di terra, commesse del supermercato che sanno ridere e amiche speciali che sanno giocare. 
A poco a poco, Lara trova il coraggio e la forza di svestire i panni della brava bambina, imparando ad amarsi per ciò che è. Impara a lasciar andare tutto ciò che credeva importante, per ascoltare il rumore del ruscello e il profumo dell’orto.
Lara imparerà ad ascoltarsi, a lasciarsi guidare dalla bellezza della natura e a non dare già niente per scontato. Lara troverà una casa in periferia con un terrazzo con molte piante, perfetta per lei e le sue bambina, per godersi l’inizio di una nuova vita. 

Forse stare bene è una decisione. Io decido di stare bene o decido di stare male. Quando mi succede qualcosa posso decidere io come affrontarla. Come percepirla dentro. Se incastrarmici dentro tutta fino a sentire solo quella cosa lì e cancellarmi. Oppure se restare dentro nella percezione di me e non diventarla, quella cosa lì, non identificarmi del tutto con lei. 
Decidere che nulla potrà infilarsi dentro a portarmi via dalle mie bimbe e dalla nostra gioia insieme. 
Perchè nulla è scontato.

L’attrice Margot Sikabonyi pubblica “Lara vuole essere felice”, un romanzo di rinascita, alla riscoperta di sé stessi e della verità. “Lara vuole essere felice” racconta la storia di molte donne che si ritrovano ad un bivio, in una vita apparentemente perfetta e piena di perfezione, ma che è solo un’illusione.
I temi trattati sono la potenza del sacro, l’amicizia, la famiglia, il significato di essere madre, la paura di restare da sola, i sogni, il matrimonio, la separazione, la forza della natura e la riscoperta di sé stessi. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, riflessivo, la narrazione è strutturata da capitoli brevi, diretti, che rendono la lettura fluida. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle numerose descrizioni sui loro sentimenti, stati d’animo e fisiche, inserite dall’autrice. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono compiere un viaggio profondo, emozionante, alla riscoperta di sé e dei propri sentimenti.

Lasciate che queste mani prendano il vostro cuore. Sentite il cuore attraverso le mani e sentite le mani calde appoggiate sopra il cuore. Lasciate che sia il cuore a guidarvi, a mostrarvi la via. Mettetevi in ascolto, in apertura. Cosa ha da dire questo cuore, chiedetegli di mostrarvi le ferite, ce ne sono? Come sono? 
Le vostre mani mandano al vostro cuore il messaggio che può fidarsi, che può lasciarsi andare, che è amato e ascoltato, e che questo è uno spazio sicuro. 

Buona lettura 📚📚!!

“100 modi per sposarsi” di Linda Maccarini

Titolo: 100 modi per sposarsi 
Autore: Linda Maccarini 
Casa editrice: Rossini editore 
Collana: Narrativa Rossini 
Data uscita: 27 Ottobre 2023 
Pagine: 259 
Genere: Romanzo rosa 

Aguzzò la vista. All’interno dell’atelier una ragazza stava provando un abito da sposa. Dallo sguardo dolce ed elettrizzato che aveva, sembrava lo stesse indossando per la prima volta. Continuava a girare su se stessa di fronte agli specchi, senza tregua. Era così dolce, sembrava Cenerentola trasformata da sguattera in principessa.

Le protagoniste del libro sono tre ragazze: Tiffany, Mary Jane e Andrea, vivono nella bellissima e caotica Londra. Le tre ragazze, anche se sono molto diverse tra loro, non si conoscono e stanno organizzando il loro matrimonio per il 20 giugno 2020. 
Tiffany Gilmour è una ragazza viziata, molto magra e indossa sempre vestiti firmati e appariscenti e desidera organizzare il matrimonio perfetto per essere al centro dell’attenzione e “screditare” la sua amica “nemica”Tracy, che si era già sposata e per l’occasione aveva realizzato una cerimonia ma senza i ventagli. Per questo motivo, Tiffany non trascura nessun dettaglio, ed è pronta a organizzare il matrimonio perfetto insieme a Ilary, la wedding planar più conosciuta di Londra. 
Mary Jane è una ragazza in sovrappeso, ma ha deciso di mettersi a dieta per essere al centro dell’attenzione almeno il giorno del suo matrimonio. Mary Jane ha sempre sofferto delle frecciatine acide della madre e della sorella sulle sue condizioni fisiche, il giorno del suo matrimonio è per lei, l’occasione di dimostrare il suo valore, che può dimagrire. 
Mary Jane si è messa subito a dieta, ha trovato il vestito dei suo sogni, anche se costa una sproposito. Ma quel giorno per lei sarà speciale, una rivalsa nei confronti di chi l’ha sempre presa in giro e insieme alla wedding planner Ilary, organizza il suo matrimonio.
Andrea è una ragazza di origini polacche, la sua famiglia è molto cristiana e deve organizzare il suo matrimonio in chiesa. Ma il suo fidanzato Aron è ateo, non crede nei dogmi della chiesa e non capisce perché la sua ragazza Andrea si ostini tanto a sposarsi in chiesa. 
Andrea non vuole essere la pecora nera della famiglia, ma non sarà semplice organizzare il matrimonio e convincere Aron a frequentare il corso prematrimoniale in chiesa.
Aron inizia a metterle in testa un dubbio, una vocina interiore sempre più insistente: desidera sposarsi in chiesa per lei o per i suoi genitori? Che cosa vuole davvero?
Tiffany, Mary Jane e Andrea devono organizzare il loro matrimonio tra mille problemi e dubbi. Ma i loro piani vengono sconvolti definitivamente dal Covid-19, il lockdown metterà a dura prova le coppie e tutto cambierà. 
Che cosa accadrà?
Riusciranno a coronare il loro sogno e arrivare all’altare?

La scrittrice Linda Maccarini ha esordito nel 2018/2019 con “Sandy e l’immagine nello specchio”, il primo capitolo di una trilogia fantasy, adesso con “100 modi per sposarsi” trasporta il lettore a Londra, nella vita di queste tre ragazze. 
I temi trattati sono le amicizie, l’invidia, i disturbi alimentari, i pregiudizi, il cristianesimo, l’amore, i tradimenti, le convinzioni, le maschere e il Covid. 
Lo stile di scrittura è abbastanza scorrevole, la trama si focalizza sull’organizzazione del matrimonio delle protagoniste e con la variante imprevedibile, il Covid. Il Covid metterà a dura prova le protagoniste, i loro piani e il loro matrimonio rischia di saltare e si domanderanno se il loro amore è così forte da superare ogni problema, ostacolo. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono al lettore di sentire le emozioni delle protagoniste dalla gioia nell’organizzare il matrimonio, all’ansia e la paura di un’epidemia globale, pronta a distruggere i loro sogni e la loro vita. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro leggero, ambientato nella città di Londra, che mette in luce le difficoltà di una coppia pronta a sposarsi e che ha dovuto affrontare la complicazione del Covid. 
Ringrazio la scrittrice Linda Maccarini per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di tuffarmi nella vita delle tre protagoniste che seppure diverse tra di loro, hanno la paura di essere sbagliate e desiderano organizzare il matrimonio perfetto a discapito di amiche, familiari di cui temono il giudizio. 
Buona lettura 📚📚📚!!

“L’invenzione di noi due” di Matteo Bussola

Titolo: L’invenzione di noi due 
Autore: Matteo Bussola 
Casa Editrice: Einaudi 
Collana: Einaudi, Stile libero big.
Data uscita: 26 Maggio 2020 
Pagine: 216
Genere: Romanzo contemporaneo

Ma se alcuni amori fossero una forma di necessità?
La nostra storia era nata così: due poli che si erano attratti, inesorabili. Una necessità elettromagnetica che era riuscita ad attraversare il tempo. All’inizio ci eravamo sentiti quasi dei predestinati, la marea che vedevamo sommergere gli altri non avrebbe mai dovuto raggiungerci. 
E poi, lentamente, ci raggiunse. 

Il protagonista del libro si chiama Milo Visentini, ha quarantasette anni, un architetto che ha deciso di abbandonare i propri sogni per non essere sfruttato e trova un lavoro come cuoco dal suo amico Carlo. Milo è sposato da quindici anni con Nadia, aspirante scrittrice che è disposta a sacrificare tutto pur di completare i suoi libri. 
Nadia e Milo si erano conosciuti tra i banchi di scuola del liceo, avevano iniziato a scriversi sui banchi, senza mai incontrarsi di persona. La loro corrispondenza era nata quasi per caso, con un semplice messaggio: “Chi sei?”. Da quel momento, Nadia e Milo si raccontano nel profondo, senza paura e senza esitazioni. 
Terminata la maturità, la corrispondenza di Nadia e Milo si interrompe… ma il destino ha qualcosa in serbo per loro. Durante una festa, Nadia e Milo si incontrano di persona per la prima volta, dopo anni, ed inizia la loro storia d’amore. Ma come tutte le storie d’amore, come tutti i matrimoni, subentrano i problemi, la consuetudine e la crisi coniugale. Dopo quindici anni di matrimonio, Milo sente che il loro rapporto è cambiato, i sentimenti di sua moglie si sono trasformati e ha paura di perdere Nadia, la ragazza di cui si era innamorato tra i banchi di scuola. 
Milo ha un’idea per riaccendere il sentimento di Nadia: scrivere un’email fingendosi un altro. La scrittura ha sempre avuto un ruolo fondamentale nel loro rapporto, e adesso, attraverso la scrittura Milo, vuole entrare di nuovo nel mondo di Nadia e fare breccia nel suo cuore. 
Gli scrive un’email fingendo di chiamarsi “Antonio”, un uomo triste, lasciato dalla moglie Agnese a cui era destinata apparentemente la corrispondenza. Nadia gli risponde con alcuni consigli e iniziano una corrispondenza segreta. 

Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi.

In queste email, Nadia e Milo aprono completamente il loro cuore, la loro anima senza paura, senza maschere, rivelandosi come mai prima.
Milo nota che Nadia è cambiata, è più felice, ma inizia a essere geloso e capisce di essere in trappola, un vortice creato da sé stesso.
Come può salvarsi se si è trasformato nel suo stesso avversario?
Che cosa accadrà?

Lo scrittore Matteo Bussola del bestseller “Notti in bianco, baci a colazione” (Einaudi, 2016) tradotto in molti Paesi, pubblica “L’invenzione di noi due” che racconta la quotidianità dei rapporti, la crisi coniugale utilizzando con disinvoltura le parole, “le parole sono azioni… e fanno succedere le cose.”
I temi trattati sono la scrittura, le proprie passioni, la cucina, l’amicizia, il matrimonio, i figli, la crisi coniugale, gli incidenti, la vita e a volte è necessario allontanarsi dalla persona che si ama, perdersi per ritrovarsi e guardare le cose con una prospettiva diversa. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, semplice, utilizzando poche e semplici parole che arrivano direttamente al cuore del lettore. Il libro è composto da capitoli brevi, la narrazione avviene attraverso lo scambio epistolare dei due protagonisti che si mettono a nudo, raccontando i propri sentimenti senza paura e senza maschere. 
I personaggi sono strutturati bene, ponendo molta attenzione ai sentimenti dei protagonisti. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono immergersi nella storia proprio come un film, a chi sta affrontando un periodo di crisi coniugale per vedere il lato positivo e per superarlo. 
Buona lettura 📚📚!!

“Il mercante della neve” di Tamara Fumagalli

Titolo: Il mercante della neve 
Autore: Tamara Fumagalli 
Casa Editrice: LuoghInteriori 
Collana: Interline@
Data uscita: 9 Ottobre 2023
Pagine: 136
Genere: Romanzo contemporaneo 
Acquista: https://www.ibs.it/mercante-della-neve-libro-tamara-fumagalli/e/9788868644628?lgw_code=1122-B9788868644628&gad_source=1&gclid=CjwKCAiAvoqsBhB9EiwA9XTWGXpRq0oAkQmEgQyYDAhgRhTEpEeENEaVFl9pkktyUjgxcjoIDWL9HBoCTpwQAvD_BwE

Tra un mese sarà Natale e ti ritrovi a dover fare i conti in tasca: come ha detto l’artigiano, hai dovuto cominciare a capire che cosa veramente vuoi, o meglio che cosa realmente puoi permetterti mettendo al primo posto i bambini. Ma volere profondamente qualche cosa non afferisce solamente a quello che è il tuo potere d’acquisto dei beni materiali: ti rendi conto di quanto sia complicato capire che cosa davvero desideri, o meglio, lo sai molto bene e quello che ti fa più male è l’essere consapevole di non riuscire ad ottenerlo. 
Realizzi che è così proprio perché hai imparato che volere non esiste, mentre desiderare è ciò che ti viene concesso senza alcun limite, se non quello dell’amara consapevolezza di non poter vedere avverato ogni tuo desiderio, però il sogno e l’illusione che questo possa, in qualche modo, in qualche tempo e in qualche luogo, avverarsi è ciò che ti consente di andare avanti. 

Una famiglia decide di trascorrere le vacanze in montagna, ma una forte nevicata gli impedisce di ritornare nell’appartamento che avevano affittato per qualche giorno. Il candore della neve, che trasmette pace, serenità e calore, permette al lettore di ritornare bambini e di rivivere la propria infanzia. Questa famiglia si rifugia in una baita, che dall’esterno sembrerebbe molto piccola. E’ una baita molto caratteristica, dove vivono una coppia d’anziani di nome Antonio e Margherita. 
Antonio è un artigiano, che realizza dei bellissimi oggetti in legno, mentre sua moglie Margherita, prepara biscotti, dolcetti e la cioccolata calda per intrattenere i piccoli bambini, Ginevra e Leonardo. 
I due bambini si divertiranno ad aprire le caselline di una casa, come quella di Hansel e Gretel, che al suo interno, al posto dei soliti cioccolatini, custodisce dei bellissimi oggetti in legno, realizzati a mano dal signor Antonio. Ogni volta che Ginevra e Leonardo, aprivano una nuova casellina, Antonio gli raccontava la storia di quegli oggetti, da Nicola ai tre re Magi… riuscendo a catturare l’attenzione dei piccoli, ma anche degli adulti. 
Sebastiano è il papà di Ginevra e Leonardo, recentemente era stato licenziato e aveva avuto la fortuna di trovare un nuovo lavoro. Ma Sebastiano è affascinato dalla neve, ma anche dalle sensazioni che riesce a trasmettere. 
Questa famiglia, ha modo di ascoltare vecchie storie da Antonio, ma anche di ascoltare il proprio cuore e i propri sentimenti. 
Perché bisogna sempre avere dei desideri, dei sogni e cercare di lasciarsi andare. 

D’un tratto, ti senti riportata nel passato, quando da piccola aprivi le caselle del calendario dell’avvento, con il cuore traboccante di aspettativa e gli occhi pronti a riempirsi di incanto, ma i numeri non tornano, la casetta ha molte meno finestrelle. 

La scrittrice Tamara Fumagalli dopo “24 doni per Natale” (Albatros 2021), torna a far sognare il lettore con “Il mercante della neve”. Il mercante della neve ha vinto la VIII del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo 2023, ma ha ottenuto anche un riconoscimento speciale dalla giuria del Premio Letterario Città di Siena VIII edizione 2023. 
Il lettore si ritroverà a percorrere un vero e proprio viaggio, avvolto dall’atmosfera natalizi, dalla neve e dai dolciumi di Margherita. 
I temi trattati sono il lavoro, il Natale, i sogni, l’amore, il matrimonio, la malattia e la bellezza della neve. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, delicato e il lettore si ritroverà avvolto nella magia del Natale. 
I personaggi sono strutturati bene, che permettono al lettore di sognare e di evolversi insieme a loro. Consiglio questo libro a grandi e piccini, perchè tutti abbiamo bisogno di sognare e di sentirci di nuovo bambini. 
Buona lettura 📚📚!!

“Complotto a Marrakech” della Serie Inganni Perfetti, Volume II di Anna Meola

Titolo: Complotto a Marrakech. Serie Inganni Perfetti, Volume II
Autore: Anna Meola 
Casa Editrice: Youcanprint
Data uscita: 26 Ottobre 2021
Pagine: 342
Genere: Romanzo noir 
Acquista: https://www.amazon.it/Complotto-Marrakech-Saga-Inganni-perfetti-ebook/dp/B09LYPXNJJ/ref=sr_1_4?qid=1701265392&refinements=p_27%3AAnna+Meola&s=books&sr=1-4

Si avvicinò al letto, le accarezzò la testa. Lei fece una leggera smorfia. Indossò i jeans con rapidità, si voltò verso il comodino, prese il pacchetto di Marlboro. Estrasse una sigaretta, uscì sul terrazzo. 
Il traffico di Corso Italia stava scemando, in lontananza percepiva il vociare degli ultimi bagnanti che si ritiravano dalle spiagge, dopo una lunga giornata al sole. 
Il mare era calmo, il profumo di salsedine, sovrastava lo smog lasciato dalle macchine. 
Fumava con lentezza assaporando quella sigaretta, come se fosse la prima volta. Sorrideva felice, come di chi ha davvero tutto nella vita. 
Adorava quella città, in quel momento gli sembrava ancora più bella. Proprio da Genova, molti anni prima, era iniziata la sua avventura con Martina, ora non voleva più lasciare né una né l’altra. 

In “Rose Nere”, il primo volume della serie “Inganni perfetti”, avevamo conosciuto la protagonista Martina. Il lettore si era appassionato sin da subito, alla storia d’amore tra Martina e l’affascinante vicequestore Riccardo Lepore, ma anche alle indagini sul G8 e al traffico di droga. 

Se hai perso la recensione del primo volume “Rose Nere”, puoi recuperarla qui:
https://deborahcarraro97.com/2023/11/08/rose-nere-serie-inganni-perfetti-volume-i-di-anna-meola/

In “Complotto a Marrakech”, il lettore assisterà a un’evoluzione dei personaggi, sia della protagonista Martina, ma anche di Riccardo. 
Martina è tornata a Genova, dopo aver trascorso un periodo nella città di Bologna, grazie all’opportunità di lavoro, ricevuta dalla Maserati. Anche se è stata bene a Bologna, Martina sentiva la mancanza della propria città, con i suoi carruggi, con il suo mare e la buonissima focaccia genovese. 
Ma Genova gli ricordava anche, la relazione tormentata e passionale con il vicequestore Riccardo Lepore. Da quando l’aveva salvata, non aveva più sentito Riccardo e il suo ricordo gli provocava una ferita troppo profonda, nonostante l’amore che riceveva da Stefano. 
Il giorno in cui l’aveva salvata, Martina aveva percepito un forte sentimento, era sicura che Riccardo provasse qualcosa per lei.
Ma allora perché era tornato a Roma dalla moglie Monica?
Martina continuava a riflettere sui sentimenti che provava per Riccardo, mentre stava organizzando il suo viaggio a Marrakech, insieme alla zia Janette e il cugino Dave. Avevano organizzato questo viaggio per stare tutti insieme, ma anche per svolgere un reportage nella bellissima città. 
Mancano poche e Martina sarebbe partita per Marrakech; ma prima di partire decide di incontrare Riccardo, che era rientrato a Genova per proseguire con le indagini sul G8. 
Il loro incontro, cancellò tutte le incertezze, tutti i loro dubbi e dimostrò a Martina e Riccardo la forza del loro amore. 
Dopo aver visto Riccardo, era giunto per Martina,  il momento di partire. Marrakech rappresentava un nuovo inizio, un nuovo cammino insieme alla zia Janette e al cugino Dave. 

Marrakech è una città ricca di posti da visitare, definita come la “città rossa”, in continuo movimento. 

Dalla piazza enorme, soleggiata e caotica entrarono nella zona del Spuk, più ombreggiata e ordinata. 
Le stradine erano coperte da tettoie di canne, che facevano filtrare poco sole ma molta luce. Ai lati si susseguivano in modo ordinato, negozietti di ogni tipo: spezie colorate, profumate, specchi di ogni forma decorati e luccicanti, tajine di terracotta smaltata, babbucce con la punta e senza, gioielli d’argento ammassati l’uno sull’altro, tappeti annodati a mano uno per uno, ceste enormi di frutta secca di ogni colore, lanterne di ferro battuto che illuminavano tutto il Suok  con la loro luce colorata. 

Ed è proprio in questa città, che Martina e Dave vogliono svolgere un’inchiesta giornalistica sulla droga, tanto da mettere in pericolo la propria vita. Martina e Dave si ritrovano in una situazione paradossale, ma non sanno come uscirne. 
La zia Janette è disperata, sospetta che suo figlio Dave e Martina, si siano infilati in una brutta situazione. Ma che cosa può fare? 
L’unica soluzione che le viene in mente è contattare il vicequestore Riccardo Lepore.
Nel mentre, Riccardo è impegnato a risolvere l’indagine sul G8, e l’esito dell’autopsia su Edoardo Lastrico cambierà completamente l’indagine e i sospettati. 
Ma quando riceve la chiamata della zia Janette, Riccardo non esita nemmeno un secondo e ha solo un obiettivo: ritrovare Martina e Dave. 
Dove sono finiti? 
In che guaio si sono cacciati? 
Riuscirà Riccardo a ritrovare Martina e Dave? 
Che cosa ha stabilito l’autopsia su Edoardo Lastrico? 
Chi l’ha ucciso?

La scrittrice Anna Meola con “Complotto a Marrakech”, porterà il lettore a Marrakech, riuscendo a percepire il suo dinamismo, i colori e il profumo della città. 
Il lettore si ritroverà coinvolto nelle vicende raccontate dalla scrittrice, che utilizza le parole e i personaggi con maestria, riuscendo a creare una ragnatela, piena di intrecci e intrighi inaspettati!!
I temi trattati sono il giornalismo, il riscatto, gli inganni, le speranze, l’amore, l’amicizia, i tradimenti, il matrimonio, il G8, la droga e la criminalità. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, fluido, coinvolgente e ricco di suspence, in grado di stimolare la curiosità del lettore, tanto da leggere il libro tutto d’un fiato. 
I personaggi sono strutturati bene, la scrittrice Anna Meola dimostra di aver fatto crescere i suoi personaggi, rendendoli più enigmatici e articolati agli occhi del lettore. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una serie appassionante, intrigante, piena di colpi di scena e di inganni, descritta con cura e nei minimi dettagli. 
Ringrazio la scrittrice Anna Meola, per avermi inviato la copia cartacea del secondo volume della saga “Inganni Perfetti”, che mi ha fatto innamorare ancora di più del suo stile di scrittura, ma soprattutto dei suoi personaggi (in particolare dell’affascinante Riccardo Lepore!!)
Buona lettura 📚📚!!

“Per la brughiera” di Martina Tozzi

Titolo: Per la brughiera 
Autore: Martina Tozzi
Casa Editrice: Nua Edizioni
Data uscita: 24 Novembre 2023
Pagine: 464
Genere: Romanzo storico
Acquista: https://www.amazon.it/brughiera-Martina-Tozzi/dp/B0C8SBKNT7

E così iniziarono a lavorare tutte insieme, proprio come facevano da bambine. La loro stanza era il salotto: sedevano intorno al grande tavolo, Keeper e Flossy ai piedi delle loro preferite, e scrivevano per lunghe ore, fino a che il polso non faceva male.
Ognuna era immersa nel proprio mondo – non potevano essere mondi più diversi – ma ogni tanto un commento casuale, o un gemito di qualche animale, le riportava alla realtà. 

La scrittrice Martina Tozzi racconta la biografia delle famose sorelle Brontë: Charlotte, Emily e Anne. 
Il libro è ambientato nel 1821, a Haworth, un piccolo paesino dello Yorkshire, sommerso dalla maestosa brughiera, in cui vive Patrick Brontë. Patrick è un giovane reverendo, che deve occuparsi dei sei figli piccoli da solo, perché sua moglie Mary è morta. 
Dalla morte di Mary, la zia Branwell decise di trasferirsi nella brughiera, per cercare di ricoprire il ruolo di madre e di fornire un’educazione adeguata a Mary, Elizabeth, Emily, Charlotte, Anne e Branwell, l’unico figlio maschio. 
Trascorsero la loro infanzia nella canonica, circondati dal silenzio e dalla bellezza della natura, lasciando scorrere la propria immaginazione in luoghi magici e fantastici.
Ognuno di loro, si divertiva a scrivere delle storie, era il loro modo di giocare e di condividere la loro passione per la scrittura. 
Charlotte e Branwell erano molto simili, amavano la scrittura, ma erano certi di possedere un dono, che gli avrebbe permesso di diventare degli importanti scrittori. 

Charlotte e Branwell venivano percorsi dallo stesso identico pensiero: anche loro possedevano quel demone. Anche loro erano dei geni, nel loro sangue correva la scrittura, come una maledizione e una benedizione insieme: dovevano scrivere, comporre, dovevano mettersi nella sedia, intingere la penna d’oca nell’inchiostro e poi passarla sulla carta, e creare parole, frasi, mondi e sentimenti nuovi. 
E, se come Byron sentivano quella fame, come lui avrebbero conquistato la fama, per sempre. 

Branwell è un ragazzo molto sensibile, che ha ricevuto un’educazione adeguata dal padre Patrick, un uomo molto severo ma anche coraggioso, che è riuscito a trasmettere ai suoi figli alcuni valori importanti, che raramente si trovavano in quel periodo storico. 
Un giorno, Patrick e la zia Branwell decidono di mandare le giovani sorelle a studiare in una struttura adeguata, che gli avrebbe permesso di avere la giusta istruzione ed educazione femminile. 
Le prime ad andare in collegio, furono Maria ed Elizabeth, in seguito Emily e Charlotte; mentre la piccola Anne ebbe il privilegio di rimanere a casa, insieme al fratello Branwell, al padre, alla zia e alla domestica Tabby. 
Tabby è un personaggio secondario nella storia, ma molto importante, perché è molto prudente e disponibile, e sostiene ogni membro della famiglia Brontë.
Ma la vita in collegio non era semplice, soprattutto per la carenza delle condizioni igieniche, che fecero ammalare Mary ed Elizabeth. 
Il padre Patrick si ritrova a dover elaborare e superare un altro lutto, dopo la perdita della moglie Mary, anche due delle sue figlie erano morte, lasciando dentro di lui un vuoto. 
Da questo momento, Charlotte diventò la sorella maggiore, che avrebbe dovuto proteggere le sue sorelle più piccole: Emily e Anne. 
Charlotte ed Emily tornarono a casa dopo la morte di Elizabeth, assaporando ogni cosa: dalla natura, all’amore del proprio padre e zia, all’affetto del proprio fratello e di Anne, ai loro animali Keeper e Flossy, ma anche alla cucina deliziosa di Tabby. 
Charlotte, Emily e Anne hanno una grande passione: la scrittura. Ma vivono in un periodo storico in cui le donne, sono solo mogli, madri e non scrittrici. Ma la loro passione per la scrittura non le fermerà, e ogni sera le tre sorelle Brontë, si ritroveranno nel salotto a scrivere, per ore e ore. 

Cosa aveva a che fare il suo essere donna con il suo talento, con le sue capacità, con i suoi desideri? Forse perché era donna doveva essere un’immaginetta spenta e noiosa, senza sogni, senza ambizione alcuna se non quella di compiacere un marito – e lei, ormai da tempo, si era convinta che mai ne avrebbe avuto uno – paga solo di compiere il proprio dovere?
Non esistevano donne di tale foggia, le donne, come gli uomini, erano creature fatte di carne, cuori palpitanti e sogni, e come gli uomini avevano cervelli pensanti e immaginazione in cui rifugiarsi, e desideri e aspirazioni.
Erano stati gli uomini a creare quel modello serio e tranquillo di una donna mite e ansiosa di obbedire.

Grazie all’intraprendenza e all’ambizione di Charlotte, riescono a pubblicare le loro opere con lo pseudonimo Currer (Charlotte), Ellis (Emily) e Acton (Anne) Bell. La loro scelta non fu casuale, scelsero dei nomi che potevano essere sia maschili, che femminili per cercare di sconfiggere i pregiudizi nei confronti delle donne, che si dedicavano alla scrittura. 
Charlotte, Emily e Anne cercheranno di ottenere la loro indipendenza, in un mondo rigorosamente maschile, rafforzando sempre di più il loro legame unico, molto potente.

Per la brughiera, per la brughiera dove l’erba colta
Come velluto si sdraiava sotto di noi!
Per la brughiera, per la brughiera dove ogni altro valico, 
Si alzava soleggiato verso il cielo limpido!

Per la brughiera, dove il fanello trillava 
La sua canzone sulla vecchia pietra di granito – 
dove l’allodola – la selvaggia allodola riempiva
ogni respiro con una delizia come la sua.

La scrittrice Martina Tozzi dopo il successo del libro “Il nido segreto”, sulla vita di Mary Shelley, torna con il secondo romanzo dal titolo “Per la brughiera”, per raccontare la biografia delle sorelle Brontë. 
Il lettore si ritroverà a vivere nella canonica, immersa nella bellezza della brughiera inglese, gli affetti famigliari profondi e la scrittura. 
I temi trattati sono la morte, il dolore, i legami familiari, la bellezza della natura, gli animali, l’istruzione, l’arte, la scrittura, il matrimonio, il ruolo della donna nella società e la fede. 
Lo stile di scrittura è delicato, profondo, scorrevole, classico e pieno di dolcezza, in grado di far emozionare e commuovere il lettore, grazie alle abilità della scrittrice Martina Tozzi. 

Il lettore prima di immergersi nella storia, troverà all’inizio di ogni capitolo delle citazioni della famiglia Brontë, che lo avvicineranno ai sentimenti di ognuno di loro. 
Le protagoniste sono strutturate molto bene, grazie alla cura nei dettagli e alle descrizioni della scrittrice, che permettono al lettore di conoscere l’intelligenza, la determinazione e i sentimenti delle sorelle Brontë. 
Consiglio questo libro a tutte/i perché è una storia avvincente e commuovente, raccontata con lo stile che contraddistingue la scrittrice Martina Tozzi, uno stile lineare, chiaro, coinvolgente e dolce. 
Ringrazio la scrittrice Martina Tozzi per avermi inviato in anteprima, la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di immedesimarmi in queste tre grandi donne, che con coraggio hanno “sfidato” la società dell’epoca per dimostrare il loro valore di donna e scrittrice. 
Avete mai letto una biografia romanzata sulle sorelle Brontë? 
Conoscete la loro storia? 
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!

“Hotel Amore” di Mauro Corticelli

Titolo: Hotel Amore
Autore: Mauro Corticelli
Editore: Pendragon 
Collana: Linferno 
Data uscita: 17 maggio 2022
Pagine: 299
Genere: Romanzo contemporaneo per adulti
Acquista: https://www.amazon.it/Hotel-AmOre-Mauro-Corticelli/dp/8833644693/ref=sr_1_2?qid=1693405148&refinements=p_27%3AMauro+Corticelli&s=books&sr=1-2

<<Credi che sia facile un matrimonio di ventitré anni? Cercare di essere una moglie e una madre all’altezza? Difendere la coppia dai passaggi a vuoto, da settimane senza gesti di affetto, o senza un vero dialogo>>. 
Chiuse gli occhi. 
<<E da mesi interi senza fare l’amore>>. 
Sbuffò e scosse la testa.
<<Ventitrè anni! Quando ti sposi pensi che sarà sempre bello come il giorno del matrimonio, non hai idea di cosa siano i momenti bui della vita di coppia. Pensi solo alla festa, a scegliere il vestito che ti farà sembrare una principessa, ad arredare la casa nuova, a organizzare il viaggio di nozze, convincendoti che sarà il primo dei viaggi in giro per il mondo che farete insieme. Non puoi ancora sapere cosa sia un mutuo, cosa siano le bollette, che sacrifici economici si debbano fare i primi anni. Non hai idea che tutte quelle rinunce inevitabilmente spegneranno l’entusiasmo.>>

Il libro è suddiviso in sei capitoli, in cui il lettore troverà ogni volta dei protagonisti diversi. La scelta dello scrittore Mauro Corticelli è molto particolare, perché alla fine di ogni capitolo il lettore non troverà mai il finale, ma dovrà aspettare l’ultimo capitolo “Hotel amore”, in cui ha inserito tutte le parti mancanti. 
I protagonisti del libro del primo capitolo, sono Claudia, che scopre a causa di un incidente che suo marito Enzo, è stato ricoverato in ospedale insieme alla sua segretaria e amante Silvia. I due si scambiavano foto provocanti e si incontravano nell’Hotel Pianura Relax, una struttura molto riservata per “soggiornare” a ore con il proprio amante. Ogni protagonista si ritroverà a scegliere questa struttura, per poter passare del tempo con il/la proprio/a amante. 

Nel secondo capitolo i protagonisti sono Agata e Alberto, una famiglia che dopo anni di matrimonio è caduta nella monotonia e routine, che raffredda ogni sensazione. Alberto si ritrova pieno di dubbi, tanto da mettere in discussione sé stesso a causa di uno strano incontro con Tony. 
Nel terzo capitolo il lettore assisterà al ritrovamento dell’amore, da parte di Marco e Laura che erano amanti da giovani. Laura aveva avuto paura di rischiare e di mettersi in gioco e aveva scelto la certezza economica con Giordano, partendo per Parigi e lasciando il passato alle spalle. 
Nel quarto capitolo il lettore si ritroverà a vivere la nascita di un amore su Facebook, tra Francesco e Veronica, accomunati dalla passione di ascoltare i Subsonica. 
E anche nel quinto e sesto capitolo, il lettore si ritroverà ad assistere a strani amori, per poter trovare il piacere di essere desiderati e di farsi desiderare. 

Come si può riconoscere un tradimento? 
Perché non riusciamo ad accettarlo?
Che cosa spinge l’essere umano a tradire? 

Lo scrittore Mauro Corticelli con “Hotel Amore”, crea dei rapporti strani e legati tra di loro, per il semplice fatto di essere amanti e di incontrarsi nell’Hotel Pianura Relax. 
I temi trattati sono il matrimonio, la routine che si crea dopo anni di matrimonio, i tormenti interiori, i tradimenti e il sesso. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, anche se la struttura narrativa è molto particolare, che potrebbe far allontanare e annoiare i lettori, dato che alla fine di ogni capitolo non viene mai rivelato il finale. Questa scelta potrebbe rivelarsi deludente per un lettore esigente, mentre a qualcuno la supence potrebbe stimolare la curiosità per proseguire la lettura.
I protagonisti sono strutturati abbastanza bene, lo scrittore ha inserito qualche descrizione e tormento interiore che si ritrova a vivere ogni personaggio, anche se il centro di tutto è sempre il sesso e il tradimento. 
Consiglio questo libro solo a chi è abituato a un lessico strutturato da termini volgari, e da una storia creata come un film porno. 
Ringrazio lo scrittore Mauro Corticelli per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di riflettere sui rapporti matrimoniali, ma anche sull’indole di alcuni individui che tradiscono. 
Buona lettura 📚📚!!