“Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile” di Emilia Covini

Titolo: Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile 
Autore: Emilia Covini 
Casa Editrice: Morellini Editore 
Collana: Femminile singolare 
Data uscita: 21 Novembre 2025 
Pagine: 208 
Genere: Biografia romanzata 

Avevo percorso più di cento chilometri, superato numerose difficoltà e riparato più volte la Numero Tre. Tutto da sola.
Io, Bertha Ringer, ero riuscita a compiere un’impresa che nessun uomo aveva neanche mai pensato di provare. Non riuscivo a smettere di sorridere e avevo un solo desiderio. 
Avrei voluto che Karl fosse lì per poter vedere il suo sguardo stupefatto riempirsi di orgoglio. 

La scrittrice Emilia Covini con “Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile”, ha un grandissimo compito: raccontare la storia di una grande donna, poco conosciuta e posta ai margini di una società prevalentemente maschile, ovvero Bertha Ringer. 
Chi era Bertha Ringer? 
Quanti di voi conoscono la sua storia?
Bertha Ringer viveva nel cuore della Germania alla fine dell’Ottocento, quando le donne erano relegate ai margini della società, e lei, con coraggio, determinazione ed intelligenza, è riuscita ad emergere, dimostrando a tutti il valore di una donna. 
Bertha è nata da una famiglia facoltosa di Pforzheim, nel Granducato di Baden, in Germania. Il padre Karl Friedrich Ringer, era un falegname e la madre, si chiamava Auguste Friederike. 

Mi chino su mia figlia, osservo i suoi lineamenti delicati, le lunghe ciglia, i riccioli biondi. E’ così piccola. Mi chiedo che bambina sarà. Tranquilla come Klara o vivace e irrequieta come Thilde? Chissà se sarà una ribelle come me.
Ripenso al mio rapporto turbolento con mia madre, alle nostre discussioni aspre e snervanti e un velo di tristezza mi avvolge. Se ne è andata l’anno scorso e ora che non c’è più provo una profonda tristezza al pensiero dei nostri litigi e incomprensioni. 
Le volevo bene, gliene ho sempre voluto ma le differenze tra noi erano incolmabili. Lei è sempre vissuta aggrappata al passato, ubbidiente a regole e convenzioni che qualcuno prima di lei aveva stabilito, profondamente certa che la sua posizione di donna non potesse essere diversa da quella di sua madre e di sua nonna prima di lei. 
Io non ho mai creduto che tutto ciò che era stato deciso da degli uomini fosse il meglio per le donne e soprattutto mi sono sempre rifiutata di accettare qualsiasi limitazione o imposizione. 

Bertha ha sempre avuto un ottimo rapporto con il padre, che la sosteneva e cercava di soddisfare ogni sua richiesta. Terminati gli studi necessari a una donna, secondo la consuetudine della società dell’epoca, Bertha avrebbe dovuto dedicarsi alla ricerca del marito; ma lei, non era come le altre ragazze, lei amava studiare e leggere, per questo motivo, chiese al padre di poter proseguire gli studi. Il padre, decise di accontentare le richieste della figlia, assumendo un’istitutrice che si recava in casa per impartire le lezioni a Bertha. 

<<Voglio frequentare il Reuchlin-Gymnasium>>

Mia madre alzò gli occhi al cielo. 
<<Impossibile! Questa è una sciocchezza.>>
Sentii la gola chiudersi e il calore salirmi alle guance.
<<Non è una sciocchezza! Io voglio continuare a studiare!>> 
<<Il fatto che tu lo voglia non conta niente. Le ragazze non possono frequentare il Ginnasio.>> 
<<Perchè?>> 
Il viso di mia madre si distorse in una smorfia e con un gesto di stizza battè il tovagliolo sulla tavola. 
<<Perchè questa è la regola nel Granducato di Baden e in tutta la Prussia. Solo gli studenti maschi proseguono gli studi. E ora basta. Credo proprio che tu debba smetterla con questa fissazione.>> […] 
<<Non è giusto che solo gli uomini possano continuare a studiare. Dovrebbero poterlo fare anche le donne!>> 
<<Scommetto che queste idee vengono da quei libri che leggi!>> 
<<Vengono dal mio desiderio di imparare cose nuove!>> 
<<Ci sono altre cose che puoi imparare. Il ricamo ad esempio.>> […] 
<<A me interessano la storia, le discipline tecniche e scientifiche!>>
<<Le discipline tecniche? Sei una donna, santo cielo. Quello che hai studiato finora può bastare. E, se vuoi, puoi leggere. Perfortuna abbiamo una biblioteca piena di volumi di ogni genere e non mi riferisco ai libri di quella Lewald.>>
<<Leggere non mi basta. Voglio poter studiare.>> […] 
<<Cara Bertha, te ne devi fare una ragione. Una donna non ha bisogno di essere istruita oltre una certa misura. Sono altre le cose a cui si deve dedicare. La gestione della casa, prendersi cura del marito, allevare i figli.>>

Bertha si è sempre interessata alla storia, alle discipline tecniche e scientifiche, dimostrando di avere un’intelligenza fuori dal comune. 
La storia di Bertha si intreccia con quella di Karl Benz, l’unico uomo (ad eccezione del padre,) che l’ha sempre considerata alla pari degli uomini. 
Bertha aveva conosciuto Karl Benz il 27 Giugno 1869, durante un’escursione organizzata dal club “Eintracht”. Karl era salito sulla carrozza di Bertha e della madre, si era presentato come un ingegnere senza soldi, ed aveva iniziato a raccontare le sue idee sulle carrozze che si muovevano senza i cavalli. 

Di una cosa ero certa. Karl Benz non era come gli altri giovanotti che avevo conosciuto fino a quel momento, le nostre serate non erano mai noiose. C’era però qualcosa di ancora più straordinario. Lui non mi cercava per il piacere di avere accanto una giovane donna graziosa. Quell’uomo dalle idee geniali, parlava davvero con me. Mostrava interesse per le mie opinioni, prestava attenzione alle mie osservazioni e rispondeva alle mie domande senza assumere quell’aria di supponenza che aleggiava sempre nelle conversazioni che in precedenza aveva avuto con altri uomini. 
Con lui non mi sentivo una semplice comparsa, non lo ero perché Karl Benz mi dava valore come persona, non mi considerava un essere inferiore, una sciocca donna che non capiva nulla.

Bertha e Karl iniziarono a frequentarsi sempre più assiduamente, lui le raccontava ogni dettaglio tecnico della sua invenzione, proprio come esponeva ad altri uomini. E’così che Bertha si innamora di Karl, con cui condivide la passione per i motori, per l’innovazione tecnologica, in un’epoca in cui le aspirazioni femminili erano severamente limitate. 
Bertha era determinata nel voler sposare Karl Benz, dopo aver convinto il padre, aveva usato la sua dote per investire sulla compagnia del futuro marito. Bertha aveva potuto investire sulla compagnia di Karl, dato che non erano ancora sposati, perchè secondo una legge tedesca dell’epoca, una donna perdeva ogni diritto di agire come investitore. 
Bertha e Karl si sposarono nel 1872, lui finì il suo primo modello di “carrozza senza cavalli” nel 1885, che Bertha chiamò la “Numero Uno”. 

<<Questa è la prima carrozza senza cavalli che hai costruito, quindi Numero Uno.>>
Karl sorrise e mi diede un bacio sulla fronte. 
<<Come vuoi tu, mia cara. >>
Prima di uscire dall’officina mi voltai un’ultima volta, diedi una lunga occhiata alla creazione di mio merito e, senza che lui sentisse, le bisbigliai un augurio. 
<<Benvenuta Numero Uno, sono certa che sarai la prima di una lunga serie.>>

Karl Benz, migliorò la Numero Uno, fino a creare la “Numero Due, ed infine la “Numero Tre”, che noi oggi conosciamo come automobile. 
Nonostante la “Numero Tre” fosse perfetta, nessuno era disposto a compiere un viaggio dimostrativo con quella “strana invenzione”. 
Karl, dopo anni di studi, di sacrifici, era rassegnato all’idea di veder la sua invenzione tra le strade delle città. 
E’ così che Bertha, decide di compiere, di nascosto dal marito, il primo viaggio in automobile, in compagnia dei suoi due figli, Eugen e Richard, perchè era sconveniente che una donna viaggiasse da sola. 
Bertha, il 5 Agosto 1888, all’età di trentanove anni, compie il primo viaggio in automobile insieme ai suoi figli Eugen e Richard, che avevano quindici e tredici anni. 
Non fu un viaggio semplice e nemmeno confortevole, Bertha percorse più di 100 chilometri di strade non asfaltate, ideate per le carrozze trainate da cavalli, senza indicazioni stradali e senza rifornimenti di benzina. Per questo motivo, Bertha si era fermata, molte volte, per comprare in farmacia l’etere di petrolio, un solvente petrolifero che serviva per far funzionare il motore (con una capacità di rifornimento di soli 4,5 litri). 
Durante il viaggio, l’automobile si guastò varie volte, ma Bertha riuscì a risolvere ogni problema, ad esempio, aveva sbloccato l’alimentazione della benzina con il suo fermaglio o aveva usato la giarrettiera come isolante. 
Nonostante alcuni problemi tecnici, Bertha riuscì ad arrivare da Mannheim a Pforzheim, dalla madre, compiendo un viaggio di circa 106 chilometri. 
Il viaggio di Bertha attirò l’attenzione di molti giornalisti, che pubblicarono subito la notizia del viaggio. 
Bertha era orgogliosa di aver mostrato a tutta la Germania (e non solo), l’invenzione straordinaria del marito, dimostrando che la “Numero Tre” era un mezzo di trasporto, che poteva competere con i cavalli o i treni. 
Ma l’opinione pubblica, all’epoca, non menzionava il gesto eroico e rivoluzionario di Bertha, dato che era una donna. Fortunatamente, Karl Benz, un uomo controcorrente, ha sempre evidenziato l’impresa pionieristica della moglie. 
Bertha Ringer, una donna audace, la pioniera che sfidò le convenzioni dell’Ottocento per realizzare un sogno. 

Perchè io, Bertha Ringer, ho compiuto il primo viaggio a lunga tratta con un veicolo a motore. Nessun uomo prima di me l’aveva mai fatto.

La scrittrice Emilia Covini, dopo aver pubblicato “Virginia Apgar. Un’intuizione geniale” (Morellini, 2024), vincitore del premio “Parità di genere” e terzo classificato al Premio Nobokov 2025, torna in libreria con “Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile”. 
Con “Bertha Ringer. Il primo viaggio in automobile”, la scrittrice Emilia Covini ha dato voce a una donna di un’intelligenza straordinaria, che ha compiuto il primo viaggio in automobile sfidando la società dell’Ottocento. 
I temi trattati sono le innovazioni tecnologiche, l’amicizia, i rapporti tra genitori, la società, il matrimonio e le donne. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, poetico, semplice, costituito da capitoli brevi, diretti ed intensi, da leggere tutti in un fiato. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di aver descritto perfettamente, non solo la protagonista, ma anche il marito Karl Benz, che ha sempre creduto nell’intelligenze e nell’intraprendenza della moglie. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che amano le biografie romanzate su donne del passato che hanno rivoluzionato la storia. 
Consiglio questo libro anche a tutte/i coloro che desiderano conoscere Bertha Ringer, una donna intelligente, audace, che merita di essere conosciuta da tutte/i. 
Ringrazio la scrittrice Emilia Covini per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di conoscere a fondo la storia di Bertha Ringer, una donna speciale, intelligente che ha sfidato la società dell’Ottocento. 
Buona lettura 📖!!