“Splendi più che puoi” di Sara Rattaro

Titolo: Splendi più che puoi
Autore: Sara Rattaro
Casa Editrice: Garzanti 
Collana: Narratori moderni
Edizione: 2
Data uscita: 31 Marzo 2016
Pagine: 222
Genere: Romanzo contemporaneo/Narrativa di genere
Acquista: https://www.ibs.it/splendi-piu-che-puoi-libro-sara-rattaro/e/9788811672944?lgw_code=1122-B9788811672944&gad_source=1&gclid=CjwKCAiAvJarBhA1EiwAGgZl0EAZxDZMCZTZX4uCt-P5EsFyvqZB-X1OB9CaeTpGS2x1VYgxCYTymhoC01YQAvD_BwE

Fu lì la prima volta. Quella di cui ogni donna potrebbe parlare in eterno perché, anche se il livido passa, la ferita è destinata a rimanere. 
Lo fece con il bastone dell’ombrellone da spiaggia che avevo scelto proprio io. Sulle gambe e sulla testa. 
Senza spiegazione e senza motivo. 

Perché spiegazioni e motivi non esistono. Mai.

La protagonista del libro si chiama Emma, una donna che si innamora perdutamente di Tommaso. L’amore che prova per lui, è molto forte, tanto da farla allontanare dai suoi genitori, che non approvavano questo legame per la differenza d’età. 
Emma lascia gli studi all’università, e trova un lavoro, vivendo insieme a Tommaso per dieci anni.
La loro relazione sembrava perfetta, ma l’amore è un sentimento che cambia all’improvviso. 
E così è stato per Emma e Tommaso, che dopo dieci anni decidono di lasciarsi. Emma si ritrova da sola, senza forze e durante una cena con amici, incontra un ragazzo di nome Marco. 
Marco è un collezionista d’arte, che rivolge molte attenzioni a Emma, persuadendola con le sue parole e il suo sguardo affascinante.
Emma si consola con Marco, sperando di far ingelosire il suo ex; ma alla fine rimane affascinata dai gesti insistenti di Marco. I fiori, le attenzioni, i piccoli gesti del ragazzo, fanno innamorare Emma, tanto da decidere di sposare Marco, dopo sei mesi. 
Ma come si può conoscere veramente una persona?
Ben presto, Emma capisce di aver commesso uno sbaglio a sposarsi… ma ormai è troppo tardi per tornare indietro, e si ritrova a dover fare i conti con i continui sbalzi d’umore di suo marito. 

Durante il viaggio di nozze, il padre di Marco muore all’improvviso; da quel momento mostra il suo vero carattere aggressivo ad Emma, oltre a una gelosia ossessiva, maniacale. 
Emma giustifica il suo comportamento ossessivo, ma in realtà cosa conosce veramente di lui? 

Rimasi ghiacciata. Avrei voluto alzare la voce, dirgli che mi stava offendendo e che non lo potevo accettare, ma qualcosa mi fermò, forse l’istinto. Fu così da subito. 
Io ho sempre cercato di evitare lo scontro. Anche prima che tutto precipitasse, prima che fosse tutto chiaro, ma soprattutto prima di avere la peggio. 
Era come se l’avessi intuito, senza esserne consapevole. 

Marco sopprime ogni libertà di Emma, vietando le trasferte di lavoro, tanto da farla licenziare.

Ed è così, che un giorno, arrivano i primi calci, pugni, ed Emma non sa come comportarsi. 
Nel mentre, Emma scopre di essere incinta e adesso, deve pensare a come proteggere sua figlia. 
Sua figlia Martina, è la luce dei suoi occhi, ed è grazie a lei, che trova il coraggio e la forza di affrontare la vita. Emma trova il coraggio di affrontare la verità e di dire “basta” agli atteggiamenti violenti del marito. 

Si chiama femminicidio, e significa che ti uccidono perché sei donna. Non so se è il nome più corretto e nemmeno se un nome fosse davvero necessario per identificare un fenomeno che esiste da sempre. Quello che so è che, come tutte le cose che un nome lo possiedono, esiste, ha delle origini, una cultura, delle motivazioni, troppe vittime ma quasi mai una vera giustizia. 

La scrittrice Sara Rattaro con “Splendi più che puoi”, racconta una storia vera di una sua amica, ma è anche la storia di molte donne, che ogni giorno si ritrovano vittime di violenze. Ma non inizia subito con le botte, ma con “piccoli gesti”, con una parola cattiva, ma anche con una lite che si trasforma in violenza fisica e mentale. 
La violenza che è costretta a subire una donna, porta con sé delle conseguenze evidenti, come la bassa autostima e la vergogna. 

La vergogna è il peggiore dei sentimenti quando sei in pubblico. Finché rimanevo chiusa tra quattro mura sembrava più facile da sopportare, ma fuori c’erano gli sguardi che sanno chi sei e che sfuggono quando sei tu a cercarli. 
Dietro c’ero io, terrorizzata e con una bambina piccola da portare in salvo. Sono poche le parole che servono per spiegare questa situazione e può pronunciarle solo chi c’è passato. 

Ma ogni donna, deve trovare la forza, il coraggio di dire “BASTA”, perché ha bisogno di ricevere una carezza sul volto, e non un pugno, non un offesa. Una donna va amata ogni giorno, e non è di proprietà di nessuno, perché la donna appartiene solo a sé stessa. 
Il lettore si ritroverà a leggere una storia molto emozionante e riflessiva, perché ogni giorno purtroppo, accadono episodi di violenza sulle donne. 
I temi trattati sono la violenza sulle donne, sia fisica che psicologica, i rapporti famigliari e a come reagisce la società, di fronte alla violenza. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, emozionante, delicato, profondo e autentico, grazie alla bravura della scrittrice Sara Rattaro, di riuscire a raccontare una storia vera, molto toccante, riuscendo a toccare il cuore e l’anima del lettore. 
I personaggi sono strutturati bene, in grado di far emozionare, arrabbiare, ma anche sperare il lettore. 
La storia viene raccontata attraverso alcuni salti temporali, che permettono al lettore di appassionarsi sempre di più della trama. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una storia forte, in grado di toccare il cuore e l’anima di ogni lettore, che si sentirà vittima della violenza, proprio come la protagonista. 
Ma alla fine, il lettore insieme a Emma, riuscirà ad uscire dal buio, dall’oscurità perché ogni donna deve ricordarsi di splendere e di volersi bene. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro, per aver raccontato questa storia vera, che sarà d’aiuto a molte donne vittime di violenza, ma anche per cercare di metterle in guardia. 
Mi auguro che questo libro, venga letto non solo da donne, ma anche dagli uomini, per capire che la donna non è come un trofeo, un oggetto da possedere, ma è una persona libera e come tale, va rispettata ogni singolo giorno. 
Buona lettura 📚📚!!

“Per la brughiera” di Martina Tozzi

Titolo: Per la brughiera 
Autore: Martina Tozzi
Casa Editrice: Nua Edizioni
Data uscita: 24 Novembre 2023
Pagine: 464
Genere: Romanzo storico
Acquista: https://www.amazon.it/brughiera-Martina-Tozzi/dp/B0C8SBKNT7

E così iniziarono a lavorare tutte insieme, proprio come facevano da bambine. La loro stanza era il salotto: sedevano intorno al grande tavolo, Keeper e Flossy ai piedi delle loro preferite, e scrivevano per lunghe ore, fino a che il polso non faceva male.
Ognuna era immersa nel proprio mondo – non potevano essere mondi più diversi – ma ogni tanto un commento casuale, o un gemito di qualche animale, le riportava alla realtà. 

La scrittrice Martina Tozzi racconta la biografia delle famose sorelle Brontë: Charlotte, Emily e Anne. 
Il libro è ambientato nel 1821, a Haworth, un piccolo paesino dello Yorkshire, sommerso dalla maestosa brughiera, in cui vive Patrick Brontë. Patrick è un giovane reverendo, che deve occuparsi dei sei figli piccoli da solo, perché sua moglie Mary è morta. 
Dalla morte di Mary, la zia Branwell decise di trasferirsi nella brughiera, per cercare di ricoprire il ruolo di madre e di fornire un’educazione adeguata a Mary, Elizabeth, Emily, Charlotte, Anne e Branwell, l’unico figlio maschio. 
Trascorsero la loro infanzia nella canonica, circondati dal silenzio e dalla bellezza della natura, lasciando scorrere la propria immaginazione in luoghi magici e fantastici.
Ognuno di loro, si divertiva a scrivere delle storie, era il loro modo di giocare e di condividere la loro passione per la scrittura. 
Charlotte e Branwell erano molto simili, amavano la scrittura, ma erano certi di possedere un dono, che gli avrebbe permesso di diventare degli importanti scrittori. 

Charlotte e Branwell venivano percorsi dallo stesso identico pensiero: anche loro possedevano quel demone. Anche loro erano dei geni, nel loro sangue correva la scrittura, come una maledizione e una benedizione insieme: dovevano scrivere, comporre, dovevano mettersi nella sedia, intingere la penna d’oca nell’inchiostro e poi passarla sulla carta, e creare parole, frasi, mondi e sentimenti nuovi. 
E, se come Byron sentivano quella fame, come lui avrebbero conquistato la fama, per sempre. 

Branwell è un ragazzo molto sensibile, che ha ricevuto un’educazione adeguata dal padre Patrick, un uomo molto severo ma anche coraggioso, che è riuscito a trasmettere ai suoi figli alcuni valori importanti, che raramente si trovavano in quel periodo storico. 
Un giorno, Patrick e la zia Branwell decidono di mandare le giovani sorelle a studiare in una struttura adeguata, che gli avrebbe permesso di avere la giusta istruzione ed educazione femminile. 
Le prime ad andare in collegio, furono Maria ed Elizabeth, in seguito Emily e Charlotte; mentre la piccola Anne ebbe il privilegio di rimanere a casa, insieme al fratello Branwell, al padre, alla zia e alla domestica Tabby. 
Tabby è un personaggio secondario nella storia, ma molto importante, perché è molto prudente e disponibile, e sostiene ogni membro della famiglia Brontë.
Ma la vita in collegio non era semplice, soprattutto per la carenza delle condizioni igieniche, che fecero ammalare Mary ed Elizabeth. 
Il padre Patrick si ritrova a dover elaborare e superare un altro lutto, dopo la perdita della moglie Mary, anche due delle sue figlie erano morte, lasciando dentro di lui un vuoto. 
Da questo momento, Charlotte diventò la sorella maggiore, che avrebbe dovuto proteggere le sue sorelle più piccole: Emily e Anne. 
Charlotte ed Emily tornarono a casa dopo la morte di Elizabeth, assaporando ogni cosa: dalla natura, all’amore del proprio padre e zia, all’affetto del proprio fratello e di Anne, ai loro animali Keeper e Flossy, ma anche alla cucina deliziosa di Tabby. 
Charlotte, Emily e Anne hanno una grande passione: la scrittura. Ma vivono in un periodo storico in cui le donne, sono solo mogli, madri e non scrittrici. Ma la loro passione per la scrittura non le fermerà, e ogni sera le tre sorelle Brontë, si ritroveranno nel salotto a scrivere, per ore e ore. 

Cosa aveva a che fare il suo essere donna con il suo talento, con le sue capacità, con i suoi desideri? Forse perché era donna doveva essere un’immaginetta spenta e noiosa, senza sogni, senza ambizione alcuna se non quella di compiacere un marito – e lei, ormai da tempo, si era convinta che mai ne avrebbe avuto uno – paga solo di compiere il proprio dovere?
Non esistevano donne di tale foggia, le donne, come gli uomini, erano creature fatte di carne, cuori palpitanti e sogni, e come gli uomini avevano cervelli pensanti e immaginazione in cui rifugiarsi, e desideri e aspirazioni.
Erano stati gli uomini a creare quel modello serio e tranquillo di una donna mite e ansiosa di obbedire.

Grazie all’intraprendenza e all’ambizione di Charlotte, riescono a pubblicare le loro opere con lo pseudonimo Currer (Charlotte), Ellis (Emily) e Acton (Anne) Bell. La loro scelta non fu casuale, scelsero dei nomi che potevano essere sia maschili, che femminili per cercare di sconfiggere i pregiudizi nei confronti delle donne, che si dedicavano alla scrittura. 
Charlotte, Emily e Anne cercheranno di ottenere la loro indipendenza, in un mondo rigorosamente maschile, rafforzando sempre di più il loro legame unico, molto potente.

Per la brughiera, per la brughiera dove l’erba colta
Come velluto si sdraiava sotto di noi!
Per la brughiera, per la brughiera dove ogni altro valico, 
Si alzava soleggiato verso il cielo limpido!

Per la brughiera, dove il fanello trillava 
La sua canzone sulla vecchia pietra di granito – 
dove l’allodola – la selvaggia allodola riempiva
ogni respiro con una delizia come la sua.

La scrittrice Martina Tozzi dopo il successo del libro “Il nido segreto”, sulla vita di Mary Shelley, torna con il secondo romanzo dal titolo “Per la brughiera”, per raccontare la biografia delle sorelle Brontë. 
Il lettore si ritroverà a vivere nella canonica, immersa nella bellezza della brughiera inglese, gli affetti famigliari profondi e la scrittura. 
I temi trattati sono la morte, il dolore, i legami familiari, la bellezza della natura, gli animali, l’istruzione, l’arte, la scrittura, il matrimonio, il ruolo della donna nella società e la fede. 
Lo stile di scrittura è delicato, profondo, scorrevole, classico e pieno di dolcezza, in grado di far emozionare e commuovere il lettore, grazie alle abilità della scrittrice Martina Tozzi. 

Il lettore prima di immergersi nella storia, troverà all’inizio di ogni capitolo delle citazioni della famiglia Brontë, che lo avvicineranno ai sentimenti di ognuno di loro. 
Le protagoniste sono strutturate molto bene, grazie alla cura nei dettagli e alle descrizioni della scrittrice, che permettono al lettore di conoscere l’intelligenza, la determinazione e i sentimenti delle sorelle Brontë. 
Consiglio questo libro a tutte/i perché è una storia avvincente e commuovente, raccontata con lo stile che contraddistingue la scrittrice Martina Tozzi, uno stile lineare, chiaro, coinvolgente e dolce. 
Ringrazio la scrittrice Martina Tozzi per avermi inviato in anteprima, la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di immedesimarmi in queste tre grandi donne, che con coraggio hanno “sfidato” la società dell’epoca per dimostrare il loro valore di donna e scrittrice. 
Avete mai letto una biografia romanzata sulle sorelle Brontë? 
Conoscete la loro storia? 
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!

“Frammenti di un cuore da cerbiatto” di Salvatore Claudio D’ambrosio

Titolo: Frammenti di un cuore da cerbiatto
Autore: Salvatore Claudio D’Ambrosio
Casa Editrice: CSA Editrice
Data uscita: 20 Ottobre 2023
Pagine: 84
Genere: Romanzo breve autobiografico 
Acquista: https://www.amazon.it/Frammenti-cerbiatto-Salvatore-Claudio-DAmbrosio/dp/8893542420

Ho pensato di voler scrivere così, per me. 
Dieci stanze, dieci blocchi, dieci cose per me.
La matassa la sbrogli se vedi il bandolo. Mi immagino questo insieme di fili che raggiunge ogni singola stanza. 
Avere la libertà di scrivere per me stesso non mi causa l’affanno di avere tempi, esigenze e scadenze da rispettare. 
Pubblico, non pubblico, non mi interessa. 
Voglio scrivere per me. 
Magari alla fine uso quel fuoco citato all’inizio e brucio tutto. 

Salvatore Claudio D’Ambrosio dopo il suo primo libro autobiografico “Ho ancora gli occhi da cerbiatto”, decide di scrivere di nuovo della propria vita, di sé stesso, con il titolo “Frammenti di un cuore da cerbiatto”. 
Con il primo libro, Salvatore ha raccontato alcuni difficili episodi della sua vita, con un sentimento di rabbia, ma con il secondo libro, ringrazia i suoi genitori adottivi, sua moglie Sara e i suoi bellissimi figli; ma ringrazia anche la vita, che è un dono prezioso. 
Salvatore non ha nessuna difficoltà nel riuscire a raccontare la sua vita in modo diretto, arrivando al cuore e all’anima del lettore. 
Che cosa è la scrittura per Salvatore? 
La scrittura per Salvatore è una valvola di sfogo, ha una funzione terapeutica, che lo porta ad analizzare i suoi sentimenti, i suoi stati d’animo e i legami affettivi. 
In ogni capitolo, il lettore troverà una canzone, che riassumerà le sue emozioni. 
In “Frammenti di un cuore da cerbiatto”, Salvatore racconta il suo percorso di psicoterapia, che decide di chiamare “fuoco”, una parola molto forte per cercare di analizzare ogni parte di sé, anche la più dolorosa e traumatica. 
In ogni capitolo, il lettore conoscerà il rapporto che lo scrittore aveva con il proprio padre, ma anche con la madre, che con coraggio avevano deciso di andare in Brasile per adottarlo. 
Nel suo libro, racconta anche del rapporto con i propri nonni, che rappresentano un collegamento tra il passato, presente e futuro. 
Da bambino e adolescente, Salvatore ha sempre avuto un rapporto complicato con la sua pelle, da sempre oggetto di discriminazioni. Con il tempo, Salvatore ha imparato ad accettare la propria pelle, iniziando a considerarla un valore aggiunto, una qualità, a rispondere con ironia a tutte quelle “battute” sciocche e cattive delle persone. 
Nel suo libro parla dell’amore a 360°, l’amore dei genitori, di sua moglie Sara e dei suoi bambini, che gli hanno fatto capire l’importanza di essere padre. 
Con “Frammenti di un cuore da cerbiatto”, Salvatore ha imparato a chiedere scusa, a coltivare il valore della speranza e del perdono. 
I temi trattati sono l’amore, l’adozione, il bullismo, i pregiudizi, il rapporto con i genitori, la sclerosi multipla e la riscoperta di sè. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, profondo, diretto e commuovente, in grado di far riflettere il lettore sui sentimenti e su sé stesso. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una storia vera, profonda e commuovente. 
Ringrazio lo scrittore Salvatore Claudio D’Ambrosio, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di emozionarmi, di sentirmi forte, proprio come lui. 
Buona lettura 📚!!

“Il sentiero delle anime divergenti” di Giusy. Matinée

Titolo: Il sentiero delle anime divergenti
Autore: Giusy. Matinèe 
Casa Editrice: Rossini Editore
Data uscita: 30 Dicembre 2020
Pagine: 176
Genere: Romanzo contemporaneo 
Acquista: https://www.amazon.it/sentiero-delle-anime-divergenti/dp/8831469894

Quella che le aveva posto Alma in fondo era il quesito della vita, perché di fronte ai grandi dolori, al pensiero che possano colpire la tua vita, di fronte all’angoscia più profonda, spesso il timore più grande è proprio quello di continuare a vivere avvolti nella sofferenza più acuta, morire dopo tutto non è che un breve attimo, dopo non siamo più nulla e in quel nulla finiscono anche tutti i dolori, i disagi, le sensazioni negative, le paure e le infezioni delle anime divergenti, divergenti come le loro. 

La protagonista del libro è una bambina di nome Ester Malfanti. Questa bambina si ammalò e il dottore, spiegò ai genitori che aveva contratto la poliomielite. La poliomielite è una grave malattia del sistema nervoso centrale, che colpisce i neuroni motori del midollo spinale. 
I genitori e la nonna di Ester, erano molto preoccupati sulle condizioni di salute della piccola, ma per fortuna riuscì a salvarsi. Ma la malattia le aveva lasciato delle ripercussioni sul proprio corpo, ovvero una gamba atrofizzata, che la rendeva claudicante. 
Da questo momento, la madre di Ester decide di rinchiuderla in casa per cercare di salvaguardarla dalla cattiveria e dai giudizi delle persone. E’ così che Ester trascorre i suoi primi anni tra le mura domestiche, disegnando tutti gli oggetti, ma anche la natura, che non aveva mai potuto osservare, ma che si divertiva ad immaginare. 
Ma questa bambina a poco a poco cresce, e deve andare a scuola, dove conoscerà una bambina di nome Lucia, che diventerà la sua più cara amica. 
Nonostante questo bellissimo rapporto d’amicizia, la madre continua a nascondere per vergogna la propria figlia, facendola sentire inadeguata e sbagliata. 
Ma un giorno, mentre Ester è nella piazza del paese, insieme alla sua amica Lucia, conosce un ragazzo di nome Antonio. Antonio ed Ester iniziano a frequentarsi, scambiandosi i primi baci.. ma dopo qualche mese la ragazza scopre di aspettare una bambina. 
La madre di Ester non aveva mai accettato il “difetto” della propria figlia, e quando scopre le sue condizioni, decide di sbarazzarsi di quella bambina, una volta nata. 
Infatti, Ester partorisce una bellissima bambina, che decide di chiamare Elisabetta (Betty). Questa bambina verrà tolta dalle braccia della propria madre, per darla in affidamento a una famiglia, per volere della mamma di Ester. 
Ester non riesce a sopportare di non vedere mai più la sua bambina, ed inizia a non mangiare più, ma anche ad avvertire alcuni malassi psichici. Per questo motivo, la madre la fece rinchiudere nel manicomio chiamato “la Casa Serena”.

Quel vento sembrava voler inasprire ancora di più l’incontro con quel luogo che aveva l’ardire di tenere nascosto al mondo ciò che destava scalpore, ciò che incuteva riverenza, dolore e disagio negli occhi di quella società così avversa a prendere coscienza di ciò che esulava dai parametri di normalità, entro i quali la mediocrità di sentiva perfettamente a proprio agio. 

Da questo momento, il lettore si ritroverà a conoscere tutti i provvedimenti che venivano messi in pratica nei manicomi, fino ad arrivare alla Legge Basaglia del 13 Maggio 1978, che sancì la chiusura dei manicomi, riformando il sistema di cura per i disturbi mentali. 
Ester tornerà a casa, il luogo che le ha procurato tanta sofferenza, ma con un obiettivo preciso: ritrovare sua figlia. 
Riuscirà a ritrovare la figlia Elisabetta?

Ci vuole maggiore coraggio a vivere o a morire?
Perché sai non è mica così scontato. 

La scrittrice Giusy. Matinée con “Il sentiero delle anime divergenti”, racconta in modo crudo i disturbi psichici, mettendo in evidenza le condizioni disumane dei manicomi e le reali motivazioni, per cui molte donne si trovavano rinchiuse in questo luogo. 

Nel nosocomio vi erano ospitate le pazienti con i più problemi più disparati, a dire il vero la maggioranza di esse erano donne che erano state internate per questioni di poco conto: ce ne erano molte che non presentavano nessuna anomalia psichiatrica, ma semplicemente erano state fatte ricoverare dai mariti perché non si piegavano a subire tacitamente le violenza domestiche di cui erano spesso vittime; altre che non erano brava massaie; altre ancora adultere perché in precedenza, vittime di matrimoni combinati. 

I temi trattati sono i disturbi psichici, la segregazione, la disabilitò, la follia, le apparenze, la vergogna, i manicomi, la Legge Basaglia, l’amore, l’amicizia e l’anima in tutte le sue sfaccettature. 
Lo stile di scrittura è crudo, diretto, come un pugno allo stomaco che pervade l’anima del lettore. 
I personaggi sono strutturati nel complesso bene, riuscendo a far scorgere al lettore i sentimenti, l’anima di Ester. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere un libro commuovente, che racconta le condizioni dei manicomi prima della Legge Basaglia. 
Ringrazio la scrittrice Giusy, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha toccato l’anima nel profondo. 
Buona lettura 📚📚!!

“Barbera al museo” di Marzia Verentino

Titolo: Barbera al museo 
Autore: Marzia Verentino
Casa Editrice: Ivvi
Collana: Narrativa
Data uscita: 14 Giugno 2023
Pagine: 166
Genere: Romanzo contemporaneo
Acquista: https://www.ibs.it/barbera-al-museo-libro-marzia-verentino/e/9791280967688

Barbera seguì scodinzolante la sua padrona che finalmente gliene aveva dette quattro a quel disturbatore di Machete. Si accomodò sul letto e dopo due minuti si ritrovò coperta di vestiti che Rebecca cominciò a buttare istericamente fuori dall’armadio. […]
Rebecca cominciava a dare segni di squilibrio e agitazione e Barbera pensò: Tutti matti davvero.

La protagonista del libro si chiama Rebecca Meloni, ha trent’anni e possiede una cagnolina di nome Barbera. Da qualche giorno, sua sorella le ha affidato il gatto Machete, che si diverte a distruggere tutte le piante e la casa di Rebecca. 
Rebecca è la social manager di un prestigioso museo, che espone opere storiche, precedenti alle due guerre mondiali. Insieme a lei, lavora una delle sue più care amiche Lia, che riescono a completarsi a vicenda.
Rebecca e Lia si preparano ad accogliere il nuovo direttore del museo, il signor Lauzi. Il direttore, decide di organizzare una mostra del fotografo Luca Moa. 
Luca Moa è un fotografo molto famoso, non solo per il suo lavoro, ma anche per la sua vita sentimentale movimentata.
Rebecca si ritroverà a collaborare con il fotografo, riuscendo a percepire alla perfezione ogni sua fotografia. 
Rebecca è una ragazza diretta, che vuole andare dritta al punto, sia in amore che in amicizia; ma questa volta non sarà facile confrontarsi con l’affascinante fotografo. 
Dovrà fare i conti con un tradimento e un lutto improvviso, che risveglieranno in lei, alcuni sentimenti del passato… 
Che cosa deciderà Rebecca? 
Godetevi le avventure di Rebecca, insieme alle sue simpatiche amiche e la dolcissima cagnolina Barbera!! 

La scrittrice Marzia Verentino con “Barbera all’improvviso”, racconta come si svolge la normale routine di una ragazza di trent’anni, che si divide fra la carriera lavorativa, l’adorabile cagnolina Barbera e il suo cuore. 
I temi trattati sono l’arte, la fotografia, i tradimenti, l’inganno, l’amore, l’amicizia, il lutto e il rapporto con i cani. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole e divertente, grazie al carattere di alcune amiche di Rebecca, che permettono di far divertire il lettore.
I personaggi sono strutturati bene, in modo da far percepire i sentimenti che provano al lettore. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono un libro spensierato, pieno d’arte e d’amicizia. 
Ringrazio la scrittrice Marzia Verentino, per avermi inviato la copia cartacea del libro che mi ha permesso di sentirmi parte della vita della protagonista. 
Buona lettura 📚📚!!

“Cambiare il finale. Tredici storie di libertà”

Titolo: Cambiare il finale 
Curatore: Sara Rattaro 
Collana: Fabbrica delle Storie 
Casa Editrice: Morellini Editore 
Pagine: 256
Data uscita: 11 Novembre 2023
Genere: Antologia di racconti 
Acquista: https://www.morellinieditore.it/scheda-libro/autori-vari/cambiare-il-finale-9791255270980-596482.html

<<Joan Clark?>>
Mi voltai. 
Sulla porta c’era un uomo alto e magro, con un volto delicato. Indossava un impermeabile grigio e aveva i capelli bagnati. Teneva in mano un distintivo della polizia. 
Guardai fuori dalla finestra, pioveva a dirotto e i soli rumori percepiti erano quelli del vento e del rullo delle ruote delle auto che sguazzavano nel fango. 
<<Si tratta di Alan?>> domandai. 
<<Mi dispiace.>>

Sara Rattaro- Joan Clark

Questo libro è la conclusione, di un corso di scrittura tenuto dalla scrittrice Sara Rattaro, che si focalizza sul tema della libertà. Bisogna riflettere molto sul significato della parola “libertà”, che quotidianamente diamo per scontato, perché siamo riusciti ad essere indipendenti e autonomi. 
Ma per comprendere a fondo il suo significato, bisogna pensare a tutte quelle persone che hanno combattuto nel passato, e che combattono ancora oggi per riuscire ad ottenere il diritto alla libertà. 
Questa antologia è l’insieme di tredici storie di libertà, ma anche di violenze e di resistenza, che subiscono tutte quelle donne per cercare di lottare per ottenere il diritto alla libertà di essere donna. 
Sono storie che iniziano dal passato, con Arminda la figlia di Doramas, il guerriero più valoroso e pericoloso, ma anche le grida di dolore di tutti gli abitanti di Pechino il giorno del 4 Giugno 1989, in cui un gruppo di giovani studenti era sceso in piazza per rivendicare la propria libertà, sacrificando la propria vita. 
Ma è anche la storia di donne che hanno amato un uomo violento, che ha soffocato la propria libertà, perdendo ogni diritto, anche quello di parlare. 
Avete mai pensato al significato della parola libertà? 
Quale è la prima parola, immagine che vi viene in mente? 

Questo libro è stato scritto da dodici scrittori emergenti: Maria Cristina Bombelli, Chiara Buoni, Emilia Covini, Marco Contrafatto, Alessandra D’Alessandro, Margherita Firpo, Marcella Manca, Cristiana Mantovani, Cristiana Melli, Antonella Miloro, Grazia Riggio e Federica Sportelli. 
L’ultima storia chiude il ciclo di racconti con Joan Clark, scritto dalla scrittrice Sara Rattaro. 
Il lettore si ritroverà a fare un salto nel passato, che gli permetterà di pensare all’importanza di essere liberi ogni singolo giorno. 
Il tema trattato è la libertà in tutte le sue sfaccettature e lo stile di scrittura è scorrevole, profondo e commuovente, in grado di entrare nel cuore e nell’anima del lettore.
I personaggi che vengono descritti in ogni racconto sono strutturati bene, in modo da far percepire al lettore il dolore, la lotta e la violenza che hanno dovuto affrontare per rivendicare la propria libertà. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere dei racconti profondi sulla libertà, ma anche a chi desidera fare un tuffo nel passato. 
Ringrazio la scrittrice Sara Rattaro e la casa editrice Morellini Editore, per avermi permesso di leggere il libro “Cambiare il finale”, che mi ha fatto riflettere sulla parola “libertà”, che troppo spesso diamo per scontata. 
Buona lettura 📚📚!!

“Nero Pece” di Sofia Lamberti

Titolo: Nero Pece
Autore: Sofia Lamberti
Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove Voci. Tracce. 
Data uscita: 15 Maggio 2023
Pagine: 138
Genere: Romanzo thriller noir
Acquista: https://www.amazon.it/Nero-Pece-Sofia-Lamberti/dp/1695016874

Al Nero Pece non si scontava solo una pena per aver commesso un reato. Talvolta lo sbaglio più grosso che potessero commettere quei giovani galeotti era nascere da madri e padri sconsiderati e noncuranti dei propri figli. Per alcuni ragazzi Nero Pece significava casa, poiché una casa non l’avevano mai avuta, mentre per altri non era che prigionia. 

I protagonisti del libro sono un gruppo di ragazzi: Belli Andrea, Braccianti Francesco, Dalmasio Marco, Fumagalli Loris, Gennaro Roberta, Grazzini Riccardo, Macchia Gloria, Quercioli Niccolò, Tofani Cleo e Voglia Serena. Questi ragazzi hanno commesso dei reati, e devono scontare la propria pena, presso il carcere minorile chiamato “Nero Pece”. 

Nero Pece venne edificato durante il periodo fascista e non solo era uno dei principali carceri minorili italiani, ma rappresentava un vero e proprio gioiello architettonico del patrimonio artistico del paese. […] Si accedeva all’istituto attraverso un grande cancello nero, che suddivideva le alte mura perimetrali. 
Sulla vetta dell’inferriata si leggeva un’imponente scritta in ferro battuto: Nero Pece.

Alcuni di loro si sono ritrovati a frequentare gruppi sbagliati, a causa della mancanza dei genitori o del loro totale disinteresse per i propri figli, che li ha portati a commettere dei reati. Altri, si trovavano nel posto sbagliato o hanno seguito il primo amore, che li ha condotti direttamente al Nero Pece. 
Una volta varcato l’enorme cancello nero, i ragazzi/le ragazze devono fare i conti con i loro errori. E’ come se questo imponente cancello, emarginasse e separasse la vita dei reclusi, come se il loro tempo si fosse fermato, mentre fuori le persone continuano a vivere e ad essere libere. 
I genitori di questi ragazzi li hanno abbandonati alla loro pena e al loro destino, e possono contare solo sul direttore del Nero Pece, Pietro Mazzanti e alla professoressa Rogi Anita. 
Pietro Mazzanti è un uomo che ha rinunciato all’affetto della propria famiglia, per cercare di aiutare questi ragazzi. Pietro si è affezionato ad ognuno di loro, cerca di educarli su come comportarsi in questa vita al di là di quel cancello nero.
Mazzanti crede nelle seconde occasioni, e spera di vedere anche uno dei suoi ragazzi fuori al Nero Pece. Forse chi lo sa, uno di loro riuscirà ad avere una seconda possibilità e a tornare alla normalità… 
Che cosa lega tutti questi ragazzi? 
Che cosa significa davvero la parola “libertà?” Ve lo siete mai chiesto? 

Per quale scopo erano imprigionati come animali in gabbia?
Qual era il motivo della loro esistenza su questa terra? […]
Perché sembrava che il tempo al Nero Pece si fosse fermato, mentre il mondo là fuori continuava ad andare avanti?

La scrittrice Sofia Lamberti con “Nero Pece” racconta la storia profonda, toccante, di questi ragazzi che hanno commesso dei reati per alcune circostanze fortuite e “ingiuste” della vita, o anche per superficialità e si ritrovano a dover scontare la propria pena presso il carcere minorile Nero Pece. 
Il lettore si ritroverà immerso nella storia, in cui l’unico colore che dominerà la narrazione e il carcere minorile sarà il nero, proprio come le tenebre e l’oscurità, che devono affrontare questi ragazzi. 
I temi trattati sono molto delicati ed emozionanti, come la giustizia, le condizioni dei carceri minorili, la sociologia della devianza, la società, le seconde possibilità, il rapporto tra genitori e figli, i primi amori, le amicizie e le scelte che possono distruggere in un attimo la nostra vita. 
Lo stile di scrittura è profondo, scorrevole, commuovente; il lettore imparerà a conoscere la storia di ognuno di questi ragazzi, riuscendo ad entrare in empatia con i protagonisti. 
I protagonisti sono strutturati bene, grazie alla scelta della scrittrice Sofia Lamberti di dedicare ogni capitolo ad ognuno di loro, in modo da far raccontare ad ognuno di loro la propria storia, il proprio vissuto e il motivo per cui si trovano al Nero Pece. Vi assicuro, che ogni storia è molto profonda, commuovente e il lettore si ritroverà a pensare sul senso della giustizia, che a volte può essere molto ingiusto. 
Ognuno di questi ragazzi ha qualcosa in comune, ognuno di loro ha dei sentimenti e delle fragilità, che lo hanno portato al Nero Pece. Ma per alcuni di loro, il Nero Pece è anche l’unico posto dove poter essere sé stessi, ma anche l’unica casa che hanno mai avuto. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una storia profonda, commuovente e riflessiva, in grado di far riflettere sull’importanza delle proprie azioni, che possono portarci in un attimo, nella direzione sbagliata e compromettere tutta la nostra vita. 
Ringrazio la scrittrice Sofia Lamberti, per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di riflettere sul senso della vita. 
La società è molto rigida e dura, nei confronti di chi commette uno sbaglio, anche dopo aver scontato una pena, tanto da considerarlo uno “scarto” della società; ma solo con la determinazione, il coraggio, ognuno di noi può dimostrare il proprio valore. 
Voi credete nelle seconde possibilità? 
Vi è mai capitato di riflettere sul senso della vita e sulle singole azioni? 
Che cosa è per voi la parola libertà? 
Fatemelo sapere nei commenti, 
Buona lettura da Deborah dei Libri in mansarda 📚📚!!

“Rose nere. Serie inganni perfetti Volume I” di Anna Meola

Titolo: Rose nere. Serie inganni perfetti, Volume I
Autore: Anna Meola
Casa Editrice: Nonarà Edizioni Digitali
Data uscita: 10 Maggio 2020
Pagine: 468
Genere: Romanzo giallo
Acquista: https://www.ibs.it/rose-nere-inganni-perfetti-vol-libro-anna-meola/e/9791220386029?inventoryId=385733020&queryId=73c25d7908308055caba3b417f2dee6c

Martina si avvicinò alla macchina immersa nella sua disperazione, alzò lo sguardo, notò una rosa nera incastonata tra i tergicristalli. 
Trasalì: quell’opera poteva essere di una sola persona. 

Il libro è ambientato a Genova e la protagonista del libro si chiama Martina, una giovane donna che trova lavora in un centro di assistenza per religiosi in crisi vocazionali. Martina, ritiene che all’interno di questo centro accadono delle situazioni e comportamenti un po’ strani, ma lei ha bisogno di quel lavoro. 
Una sera esce a cena con la sua amica Camilla, e le presenta un affascinante poliziotto della Squadra Mobile di Roma, di nome Riccardo Lepore che si ritrova momentaneamente a Genova per lavoro. 
Tra Martina e Riccardo è un vero e proprio colpo di fulmine, iniziano a frequentarsi ma all’improvviso, lui sparisce e ritorna a Roma, lasciando Martina piena di dubbi e domande. 
Intanto Martina continua a lavorare per quel misterioso centro, sempre vuoto e con tutte le stanze chiuse a chiave, come se cercassero di nascondere qualcosa. Ma che cosa?? 
Questo è quello che si domanderà il lettore durante la lettura, ritrovandosi avvolto nel mistero e nell’indagine insieme a Martina. 
Proprio mentre Martina continua ad investigare su che cosa accade nel centro, compaiono delle scatole piene di statuette dirette a Savona, a cui le è stato severamente vietato di avvicinarsi.
Che cosa hanno di tanto prezioso? 
Perché un centro per religiosi in crisi vocazionale, gestisce quel tipo di commercio? 
E perché proprio a Savona? 
Nel mentre, Martina dovrà fare i conti con il ritorno a Genova, dell’affascinante e irresistibile poliziotto. A Riccardo Lepore è stato incaricato di seguire le indagini sugli abusi della polizia durante il G8 del 2001, ma anche di seguire il traffico internazionale degli stupefacenti. 
Con il suo ritorno, Riccardo vuole conquistare Martina a tutti i costi, utilizzando il suo sguardo magnetico e il gioco di seduzione, che hanno sempre annullato ogni principio razionale di Martina. 
Riuscirà Martina a scoprire cosa si nasconde nel centro? 
Riuscirà insieme a Riccardo a costruire una relazione stabile, senza oscillazioni e senza bugie? 

La scrittrice Anna Meola dopo ” Se non ti avessi mai incontrato…”, “Se non avessi te” e “Disperatamente Antonio”, pubblica “Rose Nere”, il primo romanzo della serie “Inganni perfetti”, ambientata nella bellissima città di Genova.
Il lettore esplorerà ogni angolo della città, tra l’appartamento di Martina situato a Righi, via Assarotti, ma anche Portovenere, Sesti Levante, Sant’olcese (Villa Serra, Comago) la Diaz, Corso Italia e Boccadasse. 
I temi trattati sono i crimini, i tradimenti, le menzogne, l’erotismo, gli inganni, le doppie vite, i G8, l’amore e l’amicizia. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, appassionante e pieno di mistero, riuscendo ad avvolgere il lettore nella suspence sin dalle prime pagine. 
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie alle abilità descrittive e di padronanza della scrittura da parte della scrittrice Anna, che permettono al lettore di affezionarsi al carattere di Martina, ma anche al lato misterioso, dolce e affascinante di Riccardo. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere una storia misteriosa, tra i crimini e gli abusi della polizia del G8, al traffico internazionale di stupefacenti, arricchita con il risvolto amoroso ed erotico, nella bellissima città di Genova. 
Ringrazio la scrittrice Anna Meola, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha incantata sin dalle prime pagine, divorandolo in soli due giorni e ritrovandomi ad investigare insieme a Martina… ma anche a sognare la storia d’amore e tormentata con l’affascinante Riccardo. 
Buona lettura 📚!!

“Sono venuta a prenderti” di Alessia Figini

Titolo: Sono venuta a prenderti
Autore: Alessia Figini 
Editore: Morellini Editore
Collana: Varianti
Data uscita: 1 Settembre 2023 
Pagine: 320
Genere: Romanzo contemporaneo
Acquista: https://www.amazon.it/Sono-venuta-prenderti-Alessia-Figini/dp/B0C11ZNK8Q

Avevamo escogitato un piccolo trucco perché potessi riconoscerlo subito: indossava sempre qualcosa di rosso, una sciarpa d’inverno, una felpa in primavera, una maglietta oppure un cappellino con la visiera d’estate. Quel segnale mi diceva: sono qui amore mio, sono venuto a prenderti.

La protagonista del libro si chiama Evelyne, una ragazza di ventitré anni molto insicura e fragile. Quando era bambina, aveva avuto la fortuna di avere un bellissimo rapporto con il proprio padre. Ma un giorno, suo padre abbandona lei, suo fratello Manuel e la madre, facendo emergere in Evelyne tutti i sensi di colpa e le insicurezze, che l’accompagneranno per tutto il periodo adolescenziale. 
Evelyne aveva sempre avuto un rapporto difficile e distaccato con la madre, ma con la scomparsa del padre era anche peggiorato. 
Evelyne è cresciuta con le sue insicurezze, creando una barriera, un muro tra lei e il resto del mondo, isolandosi dai suoi coetanei per non rimanere di nuovo ferita. 
Dentro di lei è ancora presente una ferita molto profonda, legata all’abbandono del padre e a volte cercava dei tratti del padre, nelle persone che incontrava. 

La solitudine nella quale cercavo conforto si era però rivelata un arma a doppio taglio: se da un lato mi preservava dalle delusioni di eventuali fallimenti nei rapporti interpersonali, dall’altra scavava indisturbata nell’animo, creando uno spazio vuoto e silenzioso dove il rumore dei miei ricordi aveva un’eco assordante.

Evelyne era stata ferita non solo dal padre, ma anche dalla sua migliore amica Chiara; da quel momento non era più riuscita ad avere un’amica al proprio fianco. Finché non si ritrova a dividere l’appartamento, con due ragazze molto stravaganti: Rossella e Tiziana.
Rossella e Tiziana riusciranno ad abbattere il muro di Evelyne, creando un bel rapporto d’amicizia. 
Il giorno dell’esame di diritto privato, Evelyne incontra un ragazzo di nome Omar, che si insinuerà nei suoi pensieri.
Per la prima volta Evelyne, non riesce ad arrestare i propri pensieri e decide di lasciarsi andare… ma il dolore della perdita del padre si insinua nella sua mente alla prima difficoltà e dovrà decidere che cosa fare, lasciarsi sopraffare dal dolore o vivere la propria vita? 

Quando avrei smesso di cercare papà nelle persone che incontravo? 
Quando avrei accettato il fatto che non sarebbe più tornato da me?

La scrittrice Alessia Figini dopo “La luce all’improvviso”, pubblica il suo secondo romanzo “Sono venuta a prenderti”, creando una storia profonda, in cui la protagonista cercherà di ricordare la propria infanzia e gli abbracci del padre. 
Il lettore si ritroverà a compiere un viaggio introspettivo, alla ricerca della propria bambina/o, che è presente in ognuno di noi. 
I temi trattati sono l’abbandono, il rapporto tra fratelli e genitori, l’omosessualità, la droga, le insicurezze, le fragilità, il passato, l’amicizia e l’amore. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, armonico e pieno di emozioni, in grado di far commuovere il lettore. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle abilità della scrittrice Alessia Figini di inserire molte descrizioni e stati d’animo dei personaggi. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono ritrovare la strada di casa, l’odore degli abbracci dei propri genitori. 
Ringrazio la casa editrice Morellini Editore, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di immedesimarmi nella protagonista, tanto da percepire il dolore per l’abbandono del padre. 
Colgo l’occasione per congratularmi con la scrittrice, Alessia Figini per essere riuscita a raccontare una storia profonda, emozionante e ben costruita nei minimi dettagli. 
Come è stata la vostra infanzia? 
Che rapporto avete avuto con i vostri genitori e fratelli?
Fatemelo sapere nei commenti, 
Buona lettura 📚📚!!

“Verso la fine del mondo” di Vincenzo Fabaro

Titolo: Verso la fine del mondo
Autore: Vincenzo Fabaro 
Casa Editrice: Readaction 
Collana: Ecuba 
Data uscita: 25 Luglio 2022
Pagine: 156
Genere: Romanzo contemporaneo 
Acquista: https://www.amazon.sg/Verso-fine-del-mondo-Italian/dp/B0B6XMWWSS

Ho cercato più volte nella vita di essere un faro, per la mia famiglia, per gli amici, per mio nipote, ma forse sono stato arrogante o presuntuoso nel paragonarmici. In fin dei conti, alla fine del viaggio, mi sento più come una barchetta sballottata dalle onde, senza avere idea di dove mi condurranno le acque tumultuose che attraverso. 

Il protagonista del libro si chiama Federico Spena, è uno scrittore di trentasette anni, a cui viene diagnosticato un tumore al cervello all’inizio del libro. Da questo momento, Federico si pone tante domande sulla vita, cercando di capire il senso della morte e della sua esistenza. 
Federico decide di non sottoporsi alle terapie, ma anche di non comunicare ai propri cari, la sua terribile malattia e di partire per Finisterre. 
Finisterre è un paesino nel nord della Spagna, dove Federico trascorrerà i suoi ultimi mesi di vita. A Finisterre incontrerà una serie di persone, che si riveleranno fondamentali per trascorrere i suoi ultimi mesi, riuscendo a dare un senso alla sua esistenza. 

Fermati un attimo, pensa a cosa ami, nella vita, e prova a fare qualcosa che abbia a che fare con quello. In questi ultimi giorni ho imparato quanto sia privo di senso dedicarsi al lavoro e al guadagno e mettere da parte noi stessi, i nostri sogni, la nostra essenza. 

Lo scrittore Vincenzo Fabaro con “Verso la fine del mondo”, racconta una storia molto toccante e commuovente dall’inizio alla fine del romanzo. 
I temi trattati sono la malattia, la morte, i turbamenti emotivi, i legami famigliari, le religioni e il senso della vita. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, anche se ogni parola fa scatenare una serie di emozioni molto forti, che potrebbero far destabilizzare un lettore vulnerabile e fragile. 
Il protagonista è strutturato bene, si percepisce tutta la sua frustrazione, il dolore, i turbamenti emotivi, che lo portano ad allontanarsi da tutti i suoi cari. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che si pongono domande sulla vita, a chi deve prendere delle decisioni forti e non ha il coraggio. 
Ringrazio lo scrittore Vincenzo Fabaro per avermi inviato il suo libro, che mi ha destabilizzato emotivamente per i temi trattati, è stato come ricevere un pugno nello stomaco, doloroso, imprevedibile, ma capace di far riflettere sul significato della vita. 
Buona lettura!!