“Il mio nome nel vento. Storia della famiglia Moncalvi” di Alessandro Rivali

Titolo: Il mio nome nel vento. Storia della famiglia Moncalvi 
Autore: Alessandro Rivali 
Casa Editrice: Mondadori 
Collana: Narrative 
Data uscita: 4 Luglio 2023 
Pagine: 264 
Genere: Romanzo storico
Acquista: https://www.amazon.it/vento-Storia-della-famiglia-Moncalvi/dp/8804746564/ref=asc_df_8804746564/?tag=googshopit-21&linkCode=df0&hvadid=655610293107&hvpos=&hvnetw=g&hvrand=2121300928718612746&hvpone=&hvptwo=&hvqmt=&hvdev=c&hvdvcmdl=&hvlocint=&hvlocphy=1008534&hvtargid=pla-2246344500210&psc=1&mcid=306d61ae7f6932538768f39b42e8db96

Pochi giorni dopo iniziarono le incursioni su Genova. La morte veniva dall’acqua e dal cielo. […] 
Una bomba enorme perforò la cattedrale di San Lorenzo, ma non esplose, e Genova gridò al miracolo: entrò dall’abside della navata di destra, rimbalzò impazzita più volte all’interno della chiesa distruggendo ogni ostacolo alla sua corsa, finché non si placò sul fondo della navata da cui era entrata. 

Il libro è ambientato nel Novecento a Barcellona, dove vive la famiglia Moncalvi. 
La famiglia Moncalvi a Barcellona ha un prestigioso negozio d’alimentari, che gli permette di vivere dignitosamente. Ma la notte del 18 Luglio 1936, cambierà completamente la vita della famiglia Moncalvi e di tutti gli abitanti di Barcellona. 
Tutte le strade di Barcellona all’improvviso sono piene di fumo, ogni casa è avvolta dalle fiamme, tutti i negozi vengono saccheggiati, e tra le strade si sente solo la puzza di bruciato e molta paura.
Franco ha eseguito un vero e proprio colpo di stato, contro il governo repubblicano, facendo scoppiare una terribile guerra civile in tutto il territorio spagnolo. 

Barcellona bruciava con vampe improvvise, disordinate, che venivano da terra. I fulmini si sprigionano dal basso. Come se il cielo fosse capovolto. Era un susseguirsi di sibili. C’erano materassi per proteggere finestre e balconi. Le persiane rovinavano a terra colpite da questi strani fulmini. 

Con il colpo di stato di Franco, nelle strade di Barcellona si respira un clima diverso, pieno di inquietudine, di incertezza, di furti e di morte. Ormai la Spagna era allo sbando, e la famiglia Moncalvi decide di fuggire da Barcellona per ritornare a Genova. 
La storia famigliare dei Moncalvi, viene raccontata da Augusto, soprannominato da tutti “Gutin”. 
Augusto era il figlio più piccolo, che soffriva di un brutto male all’orecchio, che non lo faceva dormire alla notte, e osservava le stelle insieme alla propria madre. 

Augusto farà vivere al lettore il dolore, che la famiglia Moncalvi ha provato nell’abbandonare la propria vita a Barcellona, ma anche il figlio Giuseppe e la figlia Vittoria, che non erano riusciti a raggiungere la nave in tempo. Dopo un difficile viaggio, pieno di storie dolorose, la famiglia Moncalvi arriva a Genova e viene accolta dallo zio Ludovico. 
Per la famiglia Moncalvi, Genova rappresenta la rinascita, il ritorno alle origini, il luogo in cui è iniziata la dinastia dei Moncalvi. Lo zio Lodovico è un uomo che ama il mare e Genova, farà assaporare ai suoi nipoti la buonissima focaccia, la farinata e tutti i piatti tipici genovesi. 
Augusto descrive la bellezza dei vicoli di Genova, le antiche leggende sull’origine della farinata, che lo zio gli aveva raccontato, ma racconta anche la bellezza del porto di Genova, della cattedrale di San Lorenzo, De Ferrari e molti altri luoghi importanti e belli da visitare. 
Mentre la famiglia Moncalvi trascorre il suo soggiorno a Genova, il padre Attilio sistemava la villa dei Moncalvi, situata sulla bellissima collina di Gavi. Una volta riparata la villa, l’intera famiglia è pronta a trasferirsi, lasciando la casa dello zio Ludovico e il suo affetto, che era riuscito a far colmare ai nipoti,  il distacco da Barcellona, ma anche gli orrori della guerra civile spagnola. 

La villa dei Moncalvi a Gavi è immersa nel verde, in cui Augusto, Carlo e Giulia potevano ammirare la bellezza della natura; ma rappresenta anche la speranza di un nuovo inizio, di un nuovo avvenire. 
Nel mentre, Augusto si appassiona sempre di più al latino, tanto da aiutare una giovane ragazza di nome Laura, che non riusciva a capire il latino. Augusto non aveva mai provato interesse per le ragazze e non credeva nemmeno nell’amore, a differenza di sua sorella Giulia, che desiderava avere al proprio fianco un uomo, con cui condividere la sua vita e i suoi sentimenti. 
Sarà proprio Laura, con il suo animo gentile ad accendere il cuore del giovane Augusto. Augusto e Laura iniziano a trascorrere le giornate insieme, studiando il latino e assaporando le bellezze della natura. Ma Augusto non riesce ad aprire il suo cuore alla giovane ragazza, non riesce a trovare le parole giuste per dichiarare il suo amore. 
Proprio quando la famiglia Moncalvi cercava di trovare un po’ di serenità e pace, che scoppia la Seconda Guerra Mondiale. Proprio loro, che erano scappati dalla distruzione della guerra a Barcellona, ora si ritrovavano ad affrontare una guerra mondiale. 
Lo zio Ludovico decide di salire sui monti con i partigiani per difendere la propria patria, ed è così che la famiglia Moncalvi sembra spezzarsi… ma Giulia cerca di tenere unita la famiglia, sistemando la casa e controllando i suoi fratelli, confidando al suo diario i suoi sogni, i sogni di una ragazza. 


Ed è così che il lettore conoscerà la famiglia Moncalvi, una famiglia che è scappata dalla guerra civile spagnola e che ha affrontato con speranza la Seconda Guerra Mondiale. 
Che cosa accadrà alla famiglia Moncalvi al termine della Seconda Guerra Mondiale? 
Lo zio Ludovico riuscirà a tornare a casa? 
Augusto riuscirà a dichiararsi a Laura?
E Giulia, riuscirà a trovare l’amore? 

Lo scrittore Alessandro Rivali con “Il mio nome nel vento. Storia della famiglia Moncalvi”, racconta con maestria una storia famigliare toccante e commuovente, ambientata nel Novecento tra Barcellona, Genova e Gavi. A rendere questo romanzo speciale, sono le numerose descrizioni e aneddoti sulla città di Genova, ma anche i paragoni tra i catalani e i genovesi, in grado di far divertire il lettore. 
I temi trattati sono la fuga, la lotta, la speranza, i sogni, le guerre, le passioni, la famiglia e l’amore vero. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, toccante e con un prologo ed epilogo, pieni di pathos e dolcezza. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura dello scrittore di far entrare in empatia il lettore con ognuno di loro. In particolare, mi è piaciuto molto il personaggio dello zio Ludovico, che con la sua spensieratezza, nasconde il dolore di un grande amore, ma è proprio grazie a questo personaggio, che il lettore si innamorerà di Genova, dei suoi vicoli e della bellezza del suo mare. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere un libro che racconti una saga famigliare, ma non la solita saga famigliare banale, perché questo libro racconta una storia piena di sentimenti, dinamica, che ha attraversato un periodo storico difficile, prima con la guerra civile spagnola e in seguito, con la Seconda Guerra Mondiale. A fare da contorno, i bellissimi luoghi in cui è ambientata la storia, tra Barcellona, Genova e Gavi. 
Ringrazio lo scrittore Alessandro Rivali per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di commuovermi e vivere la storia della famiglia Moncalvi. 
Buona lettura 📚!!

“La donna che salvò la bellezza. Storia di Fernanda Wittgens” di Sara Rattaro

Titolo: La donna che salvò la bellezza. Storia di Fernanda Wittgens 
Autore: Sara Rattaro
Illustratore: Carla Manea
Editore: Mondadori
Collana: Contemporanea 
Data uscita: 24 Ottobre 2023 
Età di lettura: da 11 anni 
Genere: Romanzo per ragazzi
Acquista: https://www.ibs.it/donna-che-salvo-bellezza-storia-libro-sara-rattaro/e/9788804782575?lgw_code=1122-B9788804782575&gclid=Cj0KCQjwtJKqBhCaARIsAN_yS_l1csF_fut4Gnc-yXxdHRDEjdtNWFtR2RHhPjSWpR22Iv-g8UIMAKwaArqgEALw_wcB

Li avevo guardati tutti i miei quadri, ed ero rimasta lì, in piedi e immobile, finché le prime luci dell’alba non iniziarono a calmarmi. Sapevo che quello era solo l’inizio e che la guerra sarebbe stata lunga ma io non mi sarei arresa. 
Fu in quel momento che decisi che non avrei permesso alla stupidità e alla cattiveria di certi uomini di distruggere tutta la bellezza che quelle meravigliose opere d’arte, come la Cena in Emmaus del Caravaggio o il Cristo alla colonna del Bramante, sapevano esprimere. 

Il libro racconta la storia di Fernanda Wittgens, la prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera durante il periodo del nazifascismo.
Oltre alla storia di Fernanda, il lettore incontrerà due protagonisti molto importanti: Rachele e Vittorio. Rachele è una ragazzina ebrea, che con la promulgazione delle Leggi razziali del 1939, è costretta a cambiare tutta la sua vita. Rachele non può più andare a scuola, molti amici si allontanano da lei, perché ebrea e considerata “diversa”. 
Ogni giorno dovrà affrontare la paura, il terrore e la fame, causati dalla guerra.
Un giorno, Rachele incontra un ragazzo di nome Vittorio, che le darà il coraggio e la forza per affrontare la situazione.
Vittorio è un ragazzino di quindici anni, suo padre è un fascista molto violento, che pretende lavori alla Pinacoteca di Brera, insieme a Fernanda Wittgens. Fernanda amava l’arte e la bellezza sin da bambina, grazie a suo papà che ogni domenica la portava al museo. 

La bellezza me l’ha mostrata, per primo, mio padre. Lo faceva ogni domenica quando ci trascinava tutti in un museo. […]
<<La bellezza è il nutrimento dell’anima>> ci disse. 
<<Che cosa vuol dire papà?>> risposi io osservando l’immagine di un uomo sdraiato che sembrava stesse dormendo. […]
Io rimasi lì, immobile a fissare quell’immagine perché non riuscivo a staccarmi. Fu mio fratello a trascinarmi via, altrimenti, mi disse, sarei rimasta lì per sempre.
E in un certo senso è stato così.

Fernanda è riuscita a fare della sua passione, il suo lavoro, diventando la prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera. Da vera appassionata della bellezza, decide di salvare dai bombardamenti tutte le opere d’arte conservate nei musei milanesi, grazie all’aiuto di Vittorio. 
Insieme a Vittorio riusciranno a salvare molti quadri, ma anche amici, conoscenti e familiari ebrei, costretti a scappare per salvarsi la vita. 
Fernanda è una donna molto coraggiosa, che non ha paura dei fascisti, ed è pronta a rischiare la propria vita per cercare di salvare la bellezza dei quadri e degli esseri umani. 

Prima di incontrare Fernanda avevo le idee confuse. E’ stata lei a mostrarmi una via possibile. Poteva chiudersi nel castello dorato dei suoi privilegi e invece si annoda i capelli come può e sale su un camion scomodo, solo per tentare di salvare tutta la bellezza di questo mondo, perché ha capito che anche gli esseri umani sono delle opere d’arte! 

La scrittrice Sara Rattaro con “La donna che salvò la bellezza. Storia di Fernanda Wittgens”, racconta la storia di questa donna, che con coraggio, forza e determinazione ha sfidato il nazifascismo per salvare vite umane e opere d’arte. E’ grazie a lei, se oggi possiamo ammirare la bellezza di molti quadri. 
Il lettore imparerà a conoscere la storia di Fernanda, durante un periodo storico molto difficile, che ha evidenziato la cattiveria degli esseri umani. 
I temi trattati sono la guerra, le discriminazioni, la cattiveria, la povertà, il coraggio, la fame, il nazifascismo e le sue leggi disumane e le opere d’arte in tutta la loro bellezza e unicità.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, intenso, appassionante e commuovente; il lettore riuscirà a percepire tutte le difficoltà dei personaggi. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle abilità della scrittrice Sara Rattaro di riuscire a descriverli nei minimi dettagli, ma soprattutto di far entrare in empatia il lettore con ognuno di loro. 
Consiglio questo libro a tutte/i i ragazzi, ma anche agli adulti perché è un romanzo adatto a tutti. Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono conoscere la storia di una donna coraggiosa, ma anche a tutti gli appassionati d’arte e di storia. 
Ringrazio la casa editrice Mondadori, per avermi inviato la copia cartacea del libro, che mi ha permesso di rivivere il periodo del nazifascismo e di ripercorrere la storia di Fernanda. 
Un ringraziamento speciale va alla scrittrice Sara Rattaro, per aver creduto in me e avermi trasmesso la sua passione per la scrittura all’Università. Grazie a questo libro ho rivissuto le ingiustizie e le discriminazioni che hanno subito gli ebrei, ma ho anche imparato che in ogni essere umano è racchiusa la bellezza, proprio come ogni opera d’arte. 
E voi conoscete la storia di Fernanda Wittgens? 
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!

“Quel che resta della memoria” di Lorenzo Zucchi

Titolo: Quel che resta della memoria 
Autore: Lorenzo Zucchi
Editore: Milano Meravigliosa
Data uscita: 1 Settembre 2023
Genere: Romanzo storico
Pagine: 112
Acquista: https://www.amazon.it/Quel-che-resta-della-memoria/dp/B0CH3LPRN1/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&crid=WJN7SVPOOKBV&keywords=quel+che+resta+della+memoria+zucchi&qid=1696418578&s=books&sprefix=quel+che+resta+della+memoria+zucchi%2Cstripbooks%2C116&sr=1-1

Essere qui adesso mi vena gli occhi di lacrime. Lui non c’è più, eppure c’è sempre. Forse dovremmo imparare ancora qualcosa dalle storie che ci vengono narrate. Tutti siamo capaci di dire “ti amo”, ma quante volte lo pensiamo veramente?

Vogliamo volare, ma non lo sappiamo fare. Siamo come dei poveri polli condannati a essere uccisi da qualcosa o da qualcuno, prima o poi. Ma fino ad allora possiamo scegliere sempre di amare.

Il libro è dedicato al nonno dello scrittore Lorenzo Zucchi, ovvero Ferdinando Zucchi, prigioniero in un campo di lavoro a Wuppertal durante la Seconda Guerra Mondiale. 

La narrazione inizia a Milano, con una bambina di nome Charlotte che frequenta la scuola media e per commemorare il giorno della memoria, legge a tutta la classe il suo racconto sul bisnonno. Il bisnonno si chiamava Nando, era stato prigioniero in un campo di lavoro a Wuppertal per più di un anno, durante la Seconda Guerra Mondiale. 
Il bisnonno scriveva sul diario le sue giornate, raccontando le terribili condizioni a cui era sottoposto. Nel diario racconta la stanchezza, la fame e la paura che ha provato per tutto il periodo di prigionia, non riuscendo a vedere la fine della guerra. 
La storia del bisnonno viene raccontata attraverso flashback, prima e dopo la guerra, che permettono al lettore di conoscere le sensazioni e i pensieri del bisnonno Nando. 
Charlotte ha 12 anni, ma è molto fortunata rispetto ai suoi coetanei, perché tra le mani custodisce il prezioso diario del bisnonno, da cui può apprendere molte cose importanti sulla vita. Grazie a questo diario può conoscere e riflettere sugli errori del passato, senza avere pregiudizi e nemici. 

Sembra che siano passati anni, da quando siamo a Wuppertal, invece siamo appena a metà dicembre. Mi chiedo come sarebbe provare a fuggire davvero, scoprire le strade di una città dove la vita continua più o meno come prima, con i negozi aperti, i bar e i ristoranti dove trovare il conforto che ci manca. 

Lo scrittore Lorenzo Zucchi con “Quel che resta della memoria”, racconta in modo romanzato la biografia di suo nonno, in modo diretto e profondo. 
Il lettore si ritroverà nel campo di prigionia a Wuppertal, imparerà cosa significa veramente il dolore, le prove fisiche inumane, che il protagonista e altre persone come lui, erano costretti a subire. 
I temi trattati sono i pregiudizi, la fame, la paura di morire, la famiglia, i ricordi e la guerra che è capace di additare e annientare una categoria di persone. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, semplice e diretto, riuscendo a far riflettere il lettore sul passato, futuro e presente. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla scelta di utilizzare uno stile di scrittura semplice, diretto che riesce a delineare bene il protagonista. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono conoscere la storia, perché c’è bisogno di ricordare il passato per cercare di porre fine ai pregiudizi e alle guerre. 

Dividere il mondo in buoni e cattivi, laddove i cattivi sono sempre e solo gli altri, non ci porterà ad uscire da questa situazione. 
Dobbiamo avere il coraggio di guardare nel nostro animo per capire come riprendere il cammino della relazione con gli altri e per uscire dal tunnel buio dei nostri pregiudizi. 

Ringrazio lo scrittore Lorenzo Zucchi per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di conoscere la storia di suo nonno, ma anche di farmi riflettere molto sulla vita. 
Buona lettura 📚!!

“La signora dell’acqua” di Elena Pigozzi

Titolo: La signora dell’acqua 
Autore: Elena Pigozzi 
Editore: Piemme Mondadori S.p.A
Pagine: 348
Genere: Romanzo Contemporaneo
Acquista: https://www.amazon.it/signora-dellacqua-Elena-Pigozzi/dp/8856684195/ref=asc_df_8856684195/?tag=googshopit-21&linkCode=df0&hvadid=589512717808&hvpos=&hvnetw=g&hvrand=3501924045112910213&hvpone=&hvptwo=&hvqmt=&hvdev=c&hvdvcmdl=&hvlocint=&hvlocphy=1008337&hvtargid=pla-1675629884334&psc=1

Impara dall’acqua. Non opporti agli ostacoli, ma vai avanti, scorri fino a superarli, come fa lei. Se necessario, aggirali. 
E ricorda: se hai il dono dell’acqua, hai un destino. Restituiscila dove la terra ne ha bisogno. Togli pietra, fango, sabbia, dissotterrala finché venga alla luce. Riconoscila, inseguila, dai retta a lei. 
Ascolta sempre la sua voce. 

Il libro è ambientato in una bellissima vallata, che si affaccia sul lago tra la provincia di Trento e Verona, si trova la casa bianca. La casa bianca è il risultato di molti sacrifici, di dolorose scelte da parte di Giovanni e Ines. 
Il libro racconta la storia familiare, che inizia con Giovanni e Ines e termina con Sara e Mirta. 
Giovanni e Ines si conoscevano sin da bambini, e una volta adulti decidono di sposarsi in gran segreto, perché il padre di Ines era contrario a quest’unione. Dopo il matrimonio, decidono di partire per la Merica, per migliorare la propria situazione economica. 

Giovanni mi tiene il braccio, mentre scendiamo dal vapore. La Merica è una spiaggia bianca. Ci si sprofondano le scarpe e riempiono i piedi di sabbia. Michele piange e non riesco a calmarlo. 
Sono stanca, sono sporca, sono amareggiata e mi manca casa. Non avevo mai viaggiato così tanto sull’acqua. Non avevo mai lasciato così a lungo il paese. Non ho mai condiviso con così tanta gente notti e giorni e stanze. 

Arrivati nella Merica, Giovanni ed Ines devono superare i controlli fisici e mentali per poter essere ritenuti idonei al lavoro. 
Dopo anni di duro lavoro, di fatiche e sacrifici, Giovanni e Ines ritornano nella propria terra e costruiscono la casa bianca, grazie ai soldi della Merica. 

Ed è proprio questa casa bianca che ha visto crescere figli e nipoti, proprio come Sara, la nipote di Giovanni e Ines. 
Sara si era allontanata per anni da quel luogo, dagli affetti e dai ricordi e dal suo dono di percepire l’acqua; ma adesso era tornata nel posto della sua infanzia. 

Proprio adesso che rischia di perdere la casa, perché il comune intende costruire un’autostrada e cancellare tutti i ricordi della sua famiglia e i sacrifici di Giovanni e Ines. 
Ma Sara non ha intenzione di lasciare la propria casa, rivive ogni attimo della sua vita: il primo amore, la perdita dell’uomo che amava, la nascita di sua figlia Mirta e il rapporto speciale con Italia, che per lei era una zia, madre e amica. 
Sara ha un dono speciale, il dono dell’acqua che aveva ereditato da Giovanni e si tramandava di generazione in generazione. 
Sara sente l’acqua, sa dove trovarla utilizzando la forcella di salice percepisce una leggera vibrazione, che le indica il luogo esatto in cui c’è l’acqua. 
Questo dono è contemporaneamente una benedizione e una condanna per Sara, con cui cercherà di fare pace. Sara desidera riavvicinarsi a sua figlia Mirta, il loro è sempre stato un rapporto particolare, di distanza ma pieno d’affetto a modo loro e proprio per lei, non intende rinunciare alla casa. 

Tra noi le parole sono sempre state difficili da maneggiare. Le abbiamo usate spesso una contro l’altra. Ce le siamo rinfacciate per poi guardarle in controluce e romperle in aria. Contavano di più le azioni, i gesti, il nostro essere una accanto all’altra. E tu ci sei stata. Con me ci sei sempre. 

Riuscirà Sara a fare pace con il suo dono? 
Può un dono unire e distruggere le persone? 
Riuscirà a far valere i propri diritti e a difendere la sua casa e i suoi ricordi? 

La scrittrice dopo il successo del libro “L’ultima ricamatrice”, torna con “La signora dell’acqua”, una storia familiare piena di forza, determinazione e amore che ha come protagoniste le donne della famiglia. 
Il lettore si affezionerà a tutti i personaggi, grazie alla scelta della scrittrice di alternare passato e presente, modificando in ogni capitolo la voce narrante. 
I temi trattati sono l’emigrazione, la difficoltà d’ambientarsi in un paese sconosciuto, la prima e seconda guerra mondiale, il lutto, la perdita di un figlio, il rapporto genitori-figli e l’amore quello vero e profondo che scalda il cuore. 

Lo stile di scrittura è scorrevole, poetico, romantico, armonico e commuovente, che affronta i sentimenti con delicatezza. 
I protagonisti sono strutturati bene, grazie all’impostazione della storia e alla suddivisone dei capitoli, il lettore ha modo di conoscere e di entrare in empatia con ogni personaggio. Personalmente, ogni personaggio mi ha lasciato molte sensazioni, ma ho amato Ines e Italia, che sono due donne molto forti, che non si arrendono mai. Mi immagino Ines nella casa bianca, mentre prepara con le erbe che ha raccolto una tisana, mentre aspetta il marito Giovanni che ritorni dalla guerra.
Italia è un personaggio che non si può non amare, riesce a essere una figura centrale nella vita di Sara e Mirta, e a trasmettere un amore puro e incondizionato. 
Ogni personaggio si unisce, si fonde tra loro, creando una storia familiare, unica e piena di sentimenti. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che amano le saghe familiari, a chi si vuole emozionare, commuovere insieme alle protagoniste. 
Ringrazio la casa editrice Mondadori, per avermi inviato la copia cartacea di questo libro, che mi ha permesso di conoscere questo bellissimo libro. 
Ringrazio la scrittrice Elena Pigozzi per avermi fatto emozionare nel profondo del mio cuore. Ogni personaggio da Ines a Mirta lo conserverò nel mio cuore, e spero di riuscire a essere una donna forte e coraggiosa come Ines, Italia, Sara e Mirta. 
Buona lettura 📚📚!!

“Una promessa per sempre” di Silvia Maira e Valerio Sericano

Titolo: Una promessa per sempre
Autore: Sivia Maira, Valerio Sericano 
Editore: Bertoni editore
Data uscita: 30 Giugno 2019
Genere: Romanzo storico/rosa
Acquista: https://www.amazon.it/Una-promessa-sempre-Silvia-Maira/dp/8855350234

Fecero la loro prima passeggiata insieme, mano nella mano, in un lungomare pressoché deserto. Non parlarono molto ma si scambiarono sguardi più eloquenti di molte parole.
Rimasero intenti a osservare il mare, ascoltando il leggero brusio delle onde che sfioravano gli scogli, respirarono l’aria che sapeva di sale.
A tratti illuminati dal faro, che si ergeva maestoso quale guardiano indiscusso di quelle acque, i loro sguardi si incontrarono. Pasquale avvicinò il viso a quello di lei e le diede un bacio delicato, timido, vibrante di emozione.
Venere chiuse gli occhi e ascoltò il battito impazzito del suo cuore.

La protagonista del libro è Alba, una ragazza di 18 anni. La narrazione si apre con l’arrivo di una nuova professoressa di latino e italiano, che avrebbe portato Alba e la sua migliore amica Rosetta, alla maturità. La professoressa Venere Damato, era stata molti anni a Palermo per cercare di dimenticare il passato…
Ad Alba non sfuggono gli sguardi che le rivolge Venere, ma neanche i segreti che nasconde. Da questo momento, Alba inizierà ad indagare sul passato di Venere, allontanando l’ansia della maturità. 
Nel mentre Alba scoprirà che cosa significa amare, grazie alla tenacia di un ragazzo molto timido di nome Ernesto. 

Anche se lei non pronunciò una sola parola, Ernesto capì tutto. Comprese quello che lei avrebbe voluto dirgli osservando i suoi occhi e il suo sorriso. Percepì i suoi sentimenti da quella strana e complice tensione emotiva che si era creata tra loro.

La storia si snoda in due momenti cronologici: gli anni ’60 raccontati dalla giovane Alba, che evidenziano gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, tramite i racconti della zia Michelina, e gli anni ’40 raccontati da Venere, durante il periodo adolescenziale. 
Venere incontrerà un giovane ragazzo, molto bello di nome Pasquale. I due si innamoreranno, ma ben presto si allontaneranno per colpa dell’entrata in guerra, da parte dell’Italia di Mussolini.

Venere e Pasquale avevano fatto di tutto perché il momento della partenza non fosse triste, convintisi pure, nei discorsi degli ultimi giorni, che la guerra sarebbe stata breve e neppure sarebbe stato necessario combatterla nel vero senso della parola. Nei discorsi di tutti era vista come un’entità lontana, uno spauracchio da esorcizzare con il sorriso sulle labbra. 

 

Pasquale la fissò dal finestrino del treno guardandola senza battere ciglio, finché il viso di Venere non diventò un puntino lontano. Voleva fissarsi bene la sua immagine in testa, scolpirla come uno scultore avrebbe fatto con del marmo pregiato, per ricordarla, bella e radiosa com’era, non appena avrebbe chiuso gli occhi.

La Seconda Guerra Mondiale ha devastato l’Italia, ma anche la vita dei protagonisti di questa storia. 
L’intelligenza di Alba, la porterà ad intuire alcuni segreti che riguardano la sua famiglia. 
Questi segreti del passato, sconvolgeranno completamente le certezze e la vita di Alba. 

Gli scrittori Silvia Maira e Valerio Sericano con “Una promessa per sempre”, raccontano in modo magistrale, autentico e profondo una storia vera, in grado di toccare il cuore del lettore fin dalla prima pagina. E’ un libro scritto a quattro mani, da due scrittori che sono riusciti a unirsi e interagire tra loro, diventando un’unica persona. 
I temi trattati sono l’amore, l’amicizia, la sofferenza, i sensi di colpa, l’esilio, gli orrori della guerra e i pregiudizi della società (specialmente quella siciliana), fondata sull’onore delle convenzioni sociali. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, fine, ricercato e coinvolgente, rendendo la lettura piacevole e mai noiosa, ricca di colpi di scena. 
I personaggi di incastrano tra di loro e sono strutturati molto bene. Il lettore si ritroverà indietro nel tempo, rivivendo la Seconda Guerra mondiale tra racconti, aneddoti e lettere, proprio come quelli raccontati con gli occhi lucidi dai propri nonni. 
Tra gli orrori della guerra, amori appena nati e distrutti a causa di un conflitto. 
All’interno del libro, è stata inserita una playlist musicale, tra gli anni ’40-’60 come Frank Sinatra, Adriano Celentano e Vittorio De Sica…
Ringrazio la scrittrice Silvia Maira e lo scrittore Valerio Sericano, per avermi inviato la copia cartacea di “Una promessa per sempre”, che mi ha permesso di conoscere una storia realmente accaduta, facendomi emozionare fino alla fine del libro. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono vivere una storia d’amore ai tempi della guerra, con le ampie descrizioni di coloro che erano stanziati al fronte o in esilio, che vivevano a stretto contatto con la paura e la morte.
Buona lettura 📚📚!!

“L’odore di casa” di Francesco Agrelli

Titolo: L’odore di casa
Autore: Francesco Agrelli
Editore: Falco M.
Data uscita: 20 luglio 2022
Pagine: 120
Genere: Romanzo
Acquista: https://www.ibs.it/odore-di-casa-libro-francesco-agrelli/e/9791280636058?lgw_code=1122-B9791280636058&gclid=Cj0KCQiA3eGfBhCeARIsACpJNU9Sh8E31bFSnf50ybK7lct0tyWWlfZsl_oqN8onMqGyMMvjMrZgxOwaAgqvEALw_wcB

-Ma tu non sei come noi, e nemmeno come le rondini.
Aveva detto il piccione, dopo averlo trovato.
-Perchè?-, aveva chiesto Smeraldo, con le piume ancora arruffate dal vento dell’aereo.
-Sei per forza di un’altra razza-, rispose, indicando le diverse tonalità di colore dei rispettivi piumaggi: l’uno grigio, l’altro smeraldo con lievi sfumature azzurre sulle ali.
-Ma 
perché anche voi fate come gli umani che si dividono in razze? Avete visto cosa li ha portati fare così? Noi siamo animali, siamo migliori.-

 

 

La storia è ambientata a Roma durante la seconda guerra mondiale, in cui i protagonisti sono gli animali, un cane, un gatto e un pappagallo: Emily, Max e Smeraldo. All’improvviso si ritrovano da soli, perché i tedeschi avevano portato via i loro padroni e nonostante la diversità dei tre animali, decidono di unirsi per cercare i loro proprietari.
Grazie alle informazioni ottenute dal pappagallo Smeraldo, scoprono che i tedeschi li avevano portati nei campi di concentramento, dato che erano ebrei e ritenuti di razza inferiore. Allora, i tre animali salgono su un treno diretto a Birkenau. 
Ma su questo treno, incontreranno altri esseri umani, con l’unica colpa di avere nel proprio cuore e nella propria anima, una religione diversa, proprio come i loro padroni. 
E’ in questo momento che si affezionano a una bambina e alla mamma, aiutandole a scappare. Ma il loro obiettivo è salvare i propri padroni, poter sentire di nuovo l’odore di casa.
Ma qual’è l’odore di casa? Per me l’odore di casa è entrare in casa e sentire profumo di cibo, trovare mia mamma che sta cucinando e che appena mi vede mi viene incontro per abbracciarmi. Ma l’odore di casa può essere qualsiasi sensazione, che Emily avvertì “un odore che non sentiva da tempo e che si trasformò in felicità: l’odore di casa.” 
Riusciranno a raggiungere i propri cari? 
Riusciranno a liberarli? 
Riusciranno ad andare oltre la diversità, per il bene comune? 
L’autore Francesco Agrelli, incanta con “L’odore di casa”, un bellissimo romanzo/favola adatto a tutti, dagli adulti ai ragazzi. 
Francesco riesce a raccontare un periodo così difficile, utilizzando la narrazione in terza persona, per osservare a 360° ogni punto di vista. 
I temi affrontati sono complessi, il più importante è la diversità, che accomuna i tre animali, ma che riescono a far diventare la loro forza. Troviamo anche la violenza, il razzismo e la discriminazione.
Lo stile di scrittura è scorrevole, nonostante i temi trattati, e la lettura non risulta mai pesante. 
I protagonisti sono strutturati benissimo, utilizzando quel tocco di dolcezza e di simpatia, che portano il lettore ad affezionarsi. 
Una storia vista da un punto di vista diverso, che riesce a far emergere un periodo così tragico e doloroso, ribadendo che la diversità non è un male.
Vi ho fatto venire voglia di conoscere Emily, Max e Smeraldo? 
Vi ho fatto venire voglia di sentire la felicità che si prova quando si torna a casa dai propri cari? 
Ringrazio l’autore, Francesco Agrelli, per avermi inviato il suo libro, che ho divorato in un giorno e mi ha dato modo di ripercorrere il passato, che non bisogna MAI dimenticare. 
Buona lettura 📚📚!!