“Il mondo quello vero” di Francisco X. Stork

Titolo: Il mondo quello vero 
Autore: Francisco X. Stork 
Traduttore: G. Iacobaci 
Casa Editrice: Mondadori 
Collana: Strade blu. Fiction 
Data uscita: 10 Novembre 2009 
Pagine: 310 
Genere: Romanzo di formazione 

<<Voglio che quest’estate tu lavori allo studio legale.>> 
Questa è un’assoluta sorpresa. Ci metto un po’ a trovare delle parole, parole di qualunque tipo. Quando ci riesco, dico: <<Ho un lavoro estivo alla Paterson.>>
<<Darai una mano all’ufficio corrispondenza.>> Non sente, o sceglie di non sentire quel che dico. 
<<Ho già un lavoro>> ripeto. 
<<Siediti, perfavore.>> Indica la sedia. Mi metto seduto. Si sposta in avanti con la sua sedia fino a che le nostre ginocchia quasi si toccano. Abbassa la voce. E’ un padre adesso. <<Figliolo, voglio che tu abbia un lavoro in cui interagisci con gli altri, in cui ti trovi a elaborare cose nuove da solo. In quali attività della Paterson puoi imparare cose che non sai già?>> 
<<Imparerò a addestrare i pony.>>
<<Ma questa è una fase della tua vita in cui devi lavorare accanto alle persone.>>
<<Perchè?>> 
<<E’ un’esperienza che non hai mai vissuto veramente. Alla Paterson sei in un ambiente protetto. I ragazzini che vanno lì non sono… normali. La maggior parte di loro continuerà per tutto il resto della vita a essere così com’è. Tu, invece, sei in grado di crescere e di adattarti. Persino il tuo dottor Malone la pensa così. Lo ha detto sin dalla prima visita che ti ha fatto. Per tutti questi anni non era davvero necessario che tu frequentassi la Paterson. Non è assolutamente il posto per te. Io so che tu stesso te ne rendi conto. Non c’è nulla che non vada in te. Semplicemente ti muovi a una velocità differente rispetto ai ragazzi della tua età. Ma perchè tu possa crescere e non restare bloccato, hai bisogno di vivere in un ambiente normale. E questo è il momento per farlo. Ecco la mia proposta: se lavori allo studio legale quest’estate, alla fine della stagione sarai tu a decidere se vorrai frequentare l’ultimo anno alla Paterson o alla Oak Ridge High.>>
Adesso s’interrompe. Sa che mi occorre un po’ di tempo per elaborare tutto questo. Un’estate allo studio legale in cambio di un anno intero alla Paterson. […] 
<<C’è soltanto una cosa.>> Lo vedo prendere il bicchierino di vino e portarlo alle labbra. Questa volta vengono fuori lentissime. <<Potrai fare quel che vorrai in autunno…>> Attende che il mio sguardo incontri il suo e poi prosegue: <<Ma quest’estate dovrai seguire tutte le regole del… mondo vero.>>
<<Il mondo vero>> dico ad alta voce. E’ una delle espressioni preferite di Arturo. 
<<Sì, esatto. Il mondo vero.>>

Il protagonista del libro si chiama Marcelo Sandoval, un ragazzino di diciasette anni che vive a Boston insieme a suo padre Arturo e a sua sorella Aurora. Marcelo è un ragazzo “speciale”, alcuni ritengono che abbia un disturbo cognitivo, ma la diagnosi più corretta è “eccesso cognitivo”, un modo diverso di percepire la realtà che lo circonda. 
Marcelo sente nella sua testa una musica, la “MI” interiore, una musica che non percepisce con le orecchie, ma con il cervello. Marcelo parla della sua musica nelle sedute con il dottor Malone, ma non riesce a fargli capire realmente cosa sente. 

<<Per la gran parte del tempo ho ripensato a tutto quello che è successo dal momento in cui ho trovato la foto di Ixtel. Queste immagini di ciò che è successo erano come note musicali. Alcune avevano un bel suono, altre no. Mi piace il suono di quando abbiamo rintracciato e trovato Jerry Garcìa. E’ a questo che ho pensato per la maggior parte del tempo, e poi ho pensato alla mia musica interiore e l’ho cercata.>>
<<E che cosa sarebbe… la tua musica interiore?>>
<<Sin da quando avevo sei anni – forse ancora meno, ma il primo ricordo risale ad allora- ho cominciato a sentire della musica, era qualcosa di simile. Jasmine prova delle emozioni quando sente certa musica?>>
<<Sì.>>
<<Immagina di sentire le emozioni prodotte dalla musica ma senza il suono della musica, però sai che la musica c’è. Solo che le emozioni che provi sono sempre positive…come di attesa e di appartenenza, contemporaneamente. La chiamo musica perchè è la parola più adatta a descriverla. Una volta la sentivo quando volevo. Non dovevo far altro che cercarla e la trovavo, ma era qualcosa di più simile a un’attesa che a una ricerca. Ma adesso è più difficile trovarla. E’ quasi del tutto sparita, direi. Speravo che sarebbe venuta almeno mentre ero qui. 

Marcelo parla in terza persona e si sente a suo agio nella sua casetta sull’albero, dove può essere sé stesso. Marcelo frequenta una scuola “speciale”, la Paterson, dove si prende cura dei pony e ha un interesse fortissimo per la religione (sebbene non sia ebreo, si incontra e discute regolarmente con una rabbina davvero originale). 
Ma un giorno, suo padre Arturo, un importante avvocato che non riesce ad accettare la diversità del figlio, decide che durante le vacanze estive, al posto di lavorare alla Paterson per prendersi cura dei pony, il figlio avrebbe lavorato nel suo studio legale. 
Marcelo ha paura ad affrontare questo nuovo incarico, che lo metterà alla prova, sfidando sé stesso a uscire dal “guscio” protetto della sua casetta e della Paterson. 
Arturo gli propone un patto: Marcelo, se svolgerà bene il lavoro presso lo studio legale, provando a mettersi in gioco, potrà decidere, al termine dell’estate, se tornare alla Paterson o frequentare una scuola normale (come desidera il padre.)
Marcelo non vede l’ora di tornare alla Paterson, un luogo “protetto”, sicuro che lo fa sentire a suo agio, dove può stare con i pony… Ma decide di accettare la proposta del padre ed inizia a lavorare nello studio legale, dove incontrerà Jasmine, una ragazza molto bella che si occupa di gestire la corrispondenza dello studio che lo aiuterà ad adattarsi al mondo vero. 
Marcelo dovrà superare una serie di prove difficilissime, come relazionarsi con gli altri, svolgere gli incarichi assegnati dall’ufficio, anche quelli più complicati delegati dal figlio del socio di Arturo, Wendell. 
Wendell è il classico ragazzo “potente”, convinto che con il proprio fascino e i soldi, riesca a conquistare tutte le ragazze, anche Jasmine. Ma Jasmine, si tiene alla larga dalle avance di Wendell, perchè in tutto l’ufficio gira la voce che è un Don Giovanni, che cambia ogni giorno una ragazza. Wendell non è abituato a essere rifiutato da una ragazza e decide di ricattare Marcelo, per uscire con Jasmine. 
Marcelo è un ragazzo speciale, buono, che si affeziona fin da subito a Jasmine, con cui può essere sé stesso, senza bisogno di nascondere il suo disturbo e non ha nessuna intenzione di aiutare Wendell. 

Non ho la più pallida idea di come rispondere. Mi piace stare con Jasmine. Mi piacciono la serenità e la spontaneità e il fatto di non dovermi preoccupare di cosa sembro o di cosa dico quando sto con lei. Mi piace sentire le cose che dice e mi piace il modo in cui risponde alle mie domande. Mi piace quello che capisco grazie a lei, mi piacciono le cose che mi spinge a scoprire, e ciò che la sua presenza mi spalanca. Mi piace parlare di musica con lei e mi piace essere qui con lei. Sono “trasportato” verso di lei in un modo che somiglia al trasporto verso la MI. 

Ma la situazione si complica, quando Marcelo, trova in una scatola piena di fogli da archiviare, una fotografia di una ragazza sfigurata in un incidente per colpa della Vidromek, un’azienda che è tra i principali clienti dello studio legale di Arturo. 
Questa ragazza si chiama Ixtel Jaetz, vive in convento dalle suore, i genitori sono morti e lei si ritrova da sola, ad affrontare la terribile situazione, senza avere i soldi necessari per l’intervento facciale. 

Ho visto la foto di una ragazza che dev’essere rimasta sfigurata per colpa dei produttori di parabrezza che Arturo rappresenta. La foto era nella scatola della cartastraccia e può darsi che non ci sia finito per errore. La ragazza rappresentava qualcosa che non contava, qualcosa di non significativo per lo studio legale… per Arturo?

 

Adesso, qui nell’oscurità, la busta con la foto della ragazza sulla mia scrivania, capisco cos’era a catturare la mia attenzione nell’immagine di Gesù così tanto che ogni qualvolta entravo nella camera di Abba non potevo smettere di guardarla. C’era qualcosa nell’immagine che non quadrava, qualcosa fuori posto. Gli occhi di Gesù avevano la tenerezza di quello che consideravo lo sguardo dell’amore, ma la fiamma nel Suo cuore bruciava così ardente che ti saresti scottato a toccarla. Se sostituisco lo sguardo di Gesù con quello della ragazza nella foto, l’immagine di Gesù infine acquista un senso, gli occhi riflettono finalmente l’intensità che brucia nel suo cuore. 

Marcelo non riesce a capire perchè il padre non aiuti quella ragazza, che non è stata solo danneggiata esteticamente, ma non riesce a parlare e a masticare…
Marcelo non può fare finta di niente e non riesce a dimenticare il viso e gli occhi di quella ragazza e deve decidere cosa fare: aiutare Ixtel che si ritrova a lottare da sola contro un’azienda potente o tradire il padre, che perderà ogni cosa, tra cui lo studio legale. 
Marcelo dovrà decidere cosa fare, si ritroverà schiacciato nel mondo degli adulti, pieno di scelte dolorose e irrevocabili, di conflitti e responsabilità. 
E per la prima volta, Marcelo, scoprirà il significato della parola “amore”,grazie a Jasmine, colei che lo fa sentire sé stesso. 
Che cosa accadrà? 
Che decisione prenderà il protagonista: aiuterà la ragazza sfregiata o coprirà le menzogne del padre? 

Il termine “disturbo cognitivo” implica che ci sia qualcosa di sbagliato nel modo in cui penso o nel modo in cui percepisco la realtà. 
La realtà la percepisco bene. 
Anzi, a volte ne percepisco più degli altri. 

L’avvocato e scrittore Francisco Stork con “Il mondo quello vero”, racconta la storia di un’adolescente “speciale”, che esce dal guscio protetto e si relaziona con gli altri, alla scoperta di sé stesso e del mondo vero. 
I temi trattati sono i disturbi cognitivi, le amicizie, la religione, i rapporti tra genitori e figli, gli interessi, i pregiudizi, l’amore e la musica. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante, lo scrittore affronta temi complessi con la giusta dose di umanità e sensibilità. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni psicologiche e fisiche inserite dallo scrittore, che permettono al lettore di entrare in empatia con il protagonista, ma anche con Jasmine e gli altri personaggi coinvolti nella storia. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro struggente, emozionante, che affronta il tema dei disturbi cognitivi senza risultare banale ma con umanità e sensibilità, arrivando al cuore di ogni lettore. 
Buona lettura 📚📚!!

“Il mio nome nel vento. Storia della famiglia Moncalvi” di Alessandro Rivali

Titolo: Il mio nome nel vento. Storia della famiglia Moncalvi 
Autore: Alessandro Rivali 
Casa Editrice: Mondadori 
Collana: Narrative 
Data uscita: 4 Luglio 2023 
Pagine: 264 
Genere: Romanzo storico
Acquista: https://www.amazon.it/vento-Storia-della-famiglia-Moncalvi/dp/8804746564/ref=asc_df_8804746564/?tag=googshopit-21&linkCode=df0&hvadid=655610293107&hvpos=&hvnetw=g&hvrand=2121300928718612746&hvpone=&hvptwo=&hvqmt=&hvdev=c&hvdvcmdl=&hvlocint=&hvlocphy=1008534&hvtargid=pla-2246344500210&psc=1&mcid=306d61ae7f6932538768f39b42e8db96

Pochi giorni dopo iniziarono le incursioni su Genova. La morte veniva dall’acqua e dal cielo. […] 
Una bomba enorme perforò la cattedrale di San Lorenzo, ma non esplose, e Genova gridò al miracolo: entrò dall’abside della navata di destra, rimbalzò impazzita più volte all’interno della chiesa distruggendo ogni ostacolo alla sua corsa, finché non si placò sul fondo della navata da cui era entrata. 

Il libro è ambientato nel Novecento a Barcellona, dove vive la famiglia Moncalvi. 
La famiglia Moncalvi a Barcellona ha un prestigioso negozio d’alimentari, che gli permette di vivere dignitosamente. Ma la notte del 18 Luglio 1936, cambierà completamente la vita della famiglia Moncalvi e di tutti gli abitanti di Barcellona. 
Tutte le strade di Barcellona all’improvviso sono piene di fumo, ogni casa è avvolta dalle fiamme, tutti i negozi vengono saccheggiati, e tra le strade si sente solo la puzza di bruciato e molta paura.
Franco ha eseguito un vero e proprio colpo di stato, contro il governo repubblicano, facendo scoppiare una terribile guerra civile in tutto il territorio spagnolo. 

Barcellona bruciava con vampe improvvise, disordinate, che venivano da terra. I fulmini si sprigionano dal basso. Come se il cielo fosse capovolto. Era un susseguirsi di sibili. C’erano materassi per proteggere finestre e balconi. Le persiane rovinavano a terra colpite da questi strani fulmini. 

Con il colpo di stato di Franco, nelle strade di Barcellona si respira un clima diverso, pieno di inquietudine, di incertezza, di furti e di morte. Ormai la Spagna era allo sbando, e la famiglia Moncalvi decide di fuggire da Barcellona per ritornare a Genova. 
La storia famigliare dei Moncalvi, viene raccontata da Augusto, soprannominato da tutti “Gutin”. 
Augusto era il figlio più piccolo, che soffriva di un brutto male all’orecchio, che non lo faceva dormire alla notte, e osservava le stelle insieme alla propria madre. 

Augusto farà vivere al lettore il dolore, che la famiglia Moncalvi ha provato nell’abbandonare la propria vita a Barcellona, ma anche il figlio Giuseppe e la figlia Vittoria, che non erano riusciti a raggiungere la nave in tempo. Dopo un difficile viaggio, pieno di storie dolorose, la famiglia Moncalvi arriva a Genova e viene accolta dallo zio Ludovico. 
Per la famiglia Moncalvi, Genova rappresenta la rinascita, il ritorno alle origini, il luogo in cui è iniziata la dinastia dei Moncalvi. Lo zio Lodovico è un uomo che ama il mare e Genova, farà assaporare ai suoi nipoti la buonissima focaccia, la farinata e tutti i piatti tipici genovesi. 
Augusto descrive la bellezza dei vicoli di Genova, le antiche leggende sull’origine della farinata, che lo zio gli aveva raccontato, ma racconta anche la bellezza del porto di Genova, della cattedrale di San Lorenzo, De Ferrari e molti altri luoghi importanti e belli da visitare. 
Mentre la famiglia Moncalvi trascorre il suo soggiorno a Genova, il padre Attilio sistemava la villa dei Moncalvi, situata sulla bellissima collina di Gavi. Una volta riparata la villa, l’intera famiglia è pronta a trasferirsi, lasciando la casa dello zio Ludovico e il suo affetto, che era riuscito a far colmare ai nipoti,  il distacco da Barcellona, ma anche gli orrori della guerra civile spagnola. 

La villa dei Moncalvi a Gavi è immersa nel verde, in cui Augusto, Carlo e Giulia potevano ammirare la bellezza della natura; ma rappresenta anche la speranza di un nuovo inizio, di un nuovo avvenire. 
Nel mentre, Augusto si appassiona sempre di più al latino, tanto da aiutare una giovane ragazza di nome Laura, che non riusciva a capire il latino. Augusto non aveva mai provato interesse per le ragazze e non credeva nemmeno nell’amore, a differenza di sua sorella Giulia, che desiderava avere al proprio fianco un uomo, con cui condividere la sua vita e i suoi sentimenti. 
Sarà proprio Laura, con il suo animo gentile ad accendere il cuore del giovane Augusto. Augusto e Laura iniziano a trascorrere le giornate insieme, studiando il latino e assaporando le bellezze della natura. Ma Augusto non riesce ad aprire il suo cuore alla giovane ragazza, non riesce a trovare le parole giuste per dichiarare il suo amore. 
Proprio quando la famiglia Moncalvi cercava di trovare un po’ di serenità e pace, che scoppia la Seconda Guerra Mondiale. Proprio loro, che erano scappati dalla distruzione della guerra a Barcellona, ora si ritrovavano ad affrontare una guerra mondiale. 
Lo zio Ludovico decide di salire sui monti con i partigiani per difendere la propria patria, ed è così che la famiglia Moncalvi sembra spezzarsi… ma Giulia cerca di tenere unita la famiglia, sistemando la casa e controllando i suoi fratelli, confidando al suo diario i suoi sogni, i sogni di una ragazza. 


Ed è così che il lettore conoscerà la famiglia Moncalvi, una famiglia che è scappata dalla guerra civile spagnola e che ha affrontato con speranza la Seconda Guerra Mondiale. 
Che cosa accadrà alla famiglia Moncalvi al termine della Seconda Guerra Mondiale? 
Lo zio Ludovico riuscirà a tornare a casa? 
Augusto riuscirà a dichiararsi a Laura?
E Giulia, riuscirà a trovare l’amore? 

Lo scrittore Alessandro Rivali con “Il mio nome nel vento. Storia della famiglia Moncalvi”, racconta con maestria una storia famigliare toccante e commuovente, ambientata nel Novecento tra Barcellona, Genova e Gavi. A rendere questo romanzo speciale, sono le numerose descrizioni e aneddoti sulla città di Genova, ma anche i paragoni tra i catalani e i genovesi, in grado di far divertire il lettore. 
I temi trattati sono la fuga, la lotta, la speranza, i sogni, le guerre, le passioni, la famiglia e l’amore vero. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, toccante e con un prologo ed epilogo, pieni di pathos e dolcezza. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura dello scrittore di far entrare in empatia il lettore con ognuno di loro. In particolare, mi è piaciuto molto il personaggio dello zio Ludovico, che con la sua spensieratezza, nasconde il dolore di un grande amore, ma è proprio grazie a questo personaggio, che il lettore si innamorerà di Genova, dei suoi vicoli e della bellezza del suo mare. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere un libro che racconti una saga famigliare, ma non la solita saga famigliare banale, perché questo libro racconta una storia piena di sentimenti, dinamica, che ha attraversato un periodo storico difficile, prima con la guerra civile spagnola e in seguito, con la Seconda Guerra Mondiale. A fare da contorno, i bellissimi luoghi in cui è ambientata la storia, tra Barcellona, Genova e Gavi. 
Ringrazio lo scrittore Alessandro Rivali per avermi inviato la copia cartacea del suo libro, che mi ha permesso di commuovermi e vivere la storia della famiglia Moncalvi. 
Buona lettura 📚!!