
Titolo: Un padre bugiardo
Autore: Maria Luisa Mosele
Casa Editrice: Morellini Editore
Pagine: 216
Data uscita: 30 Gennaio 2026
Genere: Narrativa su famiglia e relazioni
Avevo diciotto anni quando mi chiusi per sempre la porta alle spalle. Nitido il ricordo di quel giorno. La memoria ha cristallizzato la mia immagine di ragazza che fugge senza voltarsi indietro. Se chiudo gli occhi posso ancora sentire il profumo delle rose in giardino. Le avevo sfiorate solo un attimo prima di andarmene per sempre.
Ma a un tratto, ecco che il tempo si ferma. Un incidente, come un colpo d’accetta, tronca con un taglio netto il mio presente e, all’improvviso, ripiombo nel passato.
Quel passato, che credevo di avere seppellito per sempre dentro di me, inaspettatamente, ritorna così, un giorno per caso.
La protagonista del libro si chiama Sofia Sartori, una ragazza che dieci anni prima, aveva rivoluzionato completamente la sua vita, lasciando il “porto” sicuro della casa dei genitori e un lavoro in banca per proseguire con gli studi all’Università di Padova, dove si trovava la vecchia zia. Non è stato semplice per Sofia, lasciare Cerrina Monferrato, il luogo della sua infanzia, lasciare la madre Enza, da cui aveva ereditato i capelli, gli occhi e ogni tratto, ma il padre Adelio non le aveva lasciato nessuna alternativa.
<<Sofia, sai bene come la penso, ma fai sempre finta di non sapere. Sono studi inutili, che non offrono nessun futuro. Te l’ho ripetuto mille volte. Cosa farai dopo? Starai in mezzo ai drogati o a gente fuori di testa? Una Sartori? Scordatelo.>>
Si fermò, come per prendere un respiro e sembrò improvvisamente addolcirsi, prima di continuare: <<Ma benedetta figlia, vuoi ragionare? Dopo la maturità c’è un posto in banca che ti aspetta. Io e zio Tullio ci daremo da fare per sistemarti. Non ci mancano certo le conoscenze giuste. Sono già d’accordo con mio fratello. Tu pensa a prendere un buon voto alla maturità. Al resto pensiamo noi. E fatti passare i grilli per la testa. Tanto non avrai mai il mio permesso.>> […]
Invece si limitò a rispondere a testa bassa: <<Io non voglio lavorare in banca.>>
E subito aggiunse: <<Potrei frequentare Magistero a Padova. Ti prego, papà!>> E alzò la testa per guardarlo negli occhi.
La reazione violenta fu immediata:<<Tu sei pazza! Una ragazza da sola in una città sconosciuta! Ma in che razza di mondo viviamo?>>
<<Ma non ci sono mica solo io. In tantissimi si spostano. Padova raccoglie studenti da ogni regione d’Italia! Mi sono informata>> osò replicare.
<<Non mi interessa cosa fanno gli altri. A me interessa quello che fai tu. E tu non ci vai!>> gridò con tono perentorio, mentre paonazzo in volto, colpiva il tavolo con un pugno.
Adelio è un padre severo, autoritario e aveva già deciso per la figlia il suo futuro: un posto in banca, che gli avrebbe garantito un futuro solido, certo. Sofia, dopo aver superato a pieni voti la maturità, aveva supplicato il padre di poter studiare Psicologia presso l’Università di Padova, dove si trovava la zia (sorella di Adelio), ma il padre era stato categorico: se fosse uscita da quella porta, Sofia non sarebbe più potuta tornare a casa, dimenticando di avere due genitori.
E’ così, che Sofia, aveva oltrepassato la porta di casa per respirare la propria libertà e lasciarsi guidare dal destino.
Aveva rinunciato all’agio di una vita comoda per la sua libertà.
Libertà… Accarezzando il suono dolce di quella parola si aprì uno spiraglio di luce su un nuovo orizzonte: l’Università!
Ma a distanza di dieci anni, in un’estate afosa come quella del 1985, Sofia riceva una telefonata che sconvolgerà ogni cosa: i genitori sono morti in un incidente stradale.
Sofia non riesce a credere alle parole del poliziotto, che durante la chiamata le aveva comunicato la scomparsa dei genitori.
Neppure quando sento pronunciare il mio cognome mi arrendo. Certo, sono una Sartori, rispondo, ma sono figlia unica. Ci dev’essere un’errore. Insisto.
Continuo a non capire. O forse, non voglio capire. E’ a questo punto che Adelio Sartori risorge dall’abisso temporale in cui era sepolto e come un masso cade su di me travolgendomi. Mi schiaccia e non posso muovermi. Anche le mascelle sono serrate. Le mille domande muoiono in gola. Ma dall’altra parte il tono si fa sempre più alto.
Allora, d’un fiato, sputo fuori quel nome, lo ripeto come un disco incantato e chiedo di ripetermelo ancora e poi ancora. Quando il suono agghiacciante “Audi ribaltata” mi colpisce, le gambe non mi reggono più.
Dopo dieci anni di lontananza e silenzio, Sofia è costretta a tornare nella casa d’infanzia a Cerrina Monferrato, dove troverà segreti sepolti e verità nascoste.
E’ così che durante la narrazione, il lettore avrà modo di conoscere le dinamiche della famiglia Sartori… appassionandosi alla storia e scoprendo alcuni segreti di un padre bugiardo.
Nella casa della sua infanzia, Sofia rivive i ricordi della sua fanciullezza, fino al giorno dell’addio.
Sofia fruga tra le carte dei suoi genitori, vuole sapere, come mai erano in macchina… forse, avevano deciso di andare a trovarla a Padova? Tra i documenti dei genitori, Sofia scopre movimenti bancari misteriosi, lettere segrete e un passato che non aveva mai conosciuto.
Chi era davvero suo padre?
Cosa nascondevano quegli anni di rancore e incomprensione?
Dove andavano i suoi genitori?
Mentre già vedo in lontananza le colline del Monferrato, domande su domande si accavallano, ma una, in particolare, attanaglia il mio cervello, bombardandolo senza sosta: dove stavano andando in quel caldo giorno di luglio i miei genitori? Perchè è successo? Perchè proprio a loro? Di chi è stata la colpa? Cosa è accaduto prima dell’urto, prima che l’eternità li rapisse?
Forse viaggiavano in silenzio. […]
Forse si sono lasciati così, con le solite parole ripetute per anni, sempre le stesse, fino alla morte. Chissà…
Chissà com’è andata veramente.
La scrittrice Maria Luisa Mosele, dopo aver pubblicato diverse antologie, torna in libreria con “Un padre bugiardo”, un viaggio nella memoria familiare, dove l’amore e l’orgoglio si intrecciano in un nodo che solo la verità potrà sciogliere.
I temi trattati sono la famiglia, l’abuso di alcool, la marina, la verità, i conflitti generazionali, il perdono e la libertà, il dono più prezioso che dobbiamo proteggere e custodire ogni giorno.
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, diretto e veloce da leggere.
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla bravura della scrittrice di aver descritto fisicamente e psicologicamente ogni personaggio.
Consiglio questo libro a tutte/i quelli che hanno bisogno di leggere un libro incentrato sui conflitti generazionali e sul rapporto, spesso difficile con i propri genitori.
A quanti di voi, è capitato di aver litigato con i propri genitori?
A quanti di voi, è capitato di aver avuto un padre autoritario che limitava la propria libertà?
Se anche a voi, come la protagonista, avete avuto un padre come Adelio, sono sicura che riuscirete ad identificarvi in Sofia e vi spingerà a riflettere sul rapporto con i vostri genitori.
Ringrazio la scrittrice Maria Luisa Mosele, per avermi inviato la copia cartacea del suo libro che mi ha permesso di riflettere sui conflitti generazionali e i rapporti con i genitori.
Buona lettura 📚📚!!