“Duramadre” di Erica Cassano

Titolo: Duramadre 
Autore: Erica Cassano 
Casa Editrice: Garzanti Editore 
Collana: Narratori moderni 
Edizione: 2 
Data uscita: 17 Marzo 2026 
Pagine: 336 
Genere: Romanzo contemporaneo 

Ora ho la sensazione di star facendo il percorso inverso a quello dei protagonisti del mito di Orfeo. Non sto uscendo dall’inferno. 
Ci sto entrando. 

Immaginatevi, una donna moderna, intelligente, di quasi quarant’anni, con in mano la sua valigia, che arriva nella stazione del Paese Nuovo, un piccolo paesino della Calabria, pieno di pregiudizi, di malelingue e di ignoranza. 
Ecco, la protagonista di questo libro, si ritroverà a dover affrontare ogni malalingua per amore… 
Siete curiosi di scoprire nel dettaglio la storia?
Sedetevi sul divano e preparatevi a conoscere una grande donna, rivoluzionaria, sotto certi aspetti. 

Celeste prova a sorridere, a rispondere con brevi cenni del capo a quella forma nervosa di accoglienza, ma negli sguardi c’è qualcosa di molto tagliente che viaggia nell’aria e le si conficca in testa. Nessuno la sta salutando, vogliono solo guardare. 
Tutti si concentrano a sminuzzarla in ogni suo dettaglio, evidentemente perchè hanno capito che lei è la donna che il professore si è portato al paese da Napoli. 
Sta attenta a non rallentare. Tonio e la madre non l’aspetterebbero. 
Vorrebbe che anche lui si girasse, che le dicesse, almeno, quanto manca per arrivare a casa. Ma non lo fa. 

La protagonista del libro si chiama Celeste, una donna di quasi quarant’anni che ha lasciato la sua terra, la sua famiglia a Napoli, per andare al Paese Nuovo, un piccolo paesino della Calabria per amore. 
Celeste aveva conosciuto, due anni prima, un ragazzo di nome Tonio, che aveva catturato la sua attenzione. Il destino li aveva fatti incontrare mentre erano sul treno, per raggiungere un piccolo paesino chiamato Collemagno, dove entrambi avevano ottenuto una cattedra per insegnare. Celeste e Tonio si amavano, nonostante lei avesse undici anni più di lui, a loro bastava stare insieme e a nessuno importava della loro differenza d’età.
Ma terminato l’anno scolastico, i due erano tornati nelle loro case dalle loro famiglie, ma il loro amore continuava a resistere, nonostante i chilometri di distanza. 

Sono passati due anni dalla prima volta che lo ha visto, in treno. Stiracchiava le gambe sul sedile di fronte al suo guardandosi la punta delle scarpe, avvolto da un cappotto che gli andava molto largo e lo faceva sembrare al tempo stesso un vecchio e un bambino. […] 
<<Scusate>>, e subito Tonio aveva rimesso la tendina al suo posto, causando così nuovi colpi di tosse. <<Dove state andando?>> gli aveva chiesto lei, vedendo che il tono del padre lo aveva spaventato. In più, parlare con qualcuno l’avrebbe distratta dal dolore della cicatrice al basso ventre che era tornata a tormentarla. Succedeva spesso. Dopo l’operazione che aveva subito a inizio estate si sentiva come se le avessero ricucito dentro un riccio di mare o un porcospino. Quel dolore le toglieva le energie, le rendeva difficile anche sollevare le valigie e portarne il peso. Per questo suo padre era con lei. 
<<A Collemagno>>, aveva risposto Tonio, togliendosi gli occhiali e pulendoli sulla giacca. Un modo per tenere impegnate le mani mentre parlava. 
<<Anche Celeste sta andando a Collemagno.>>
<<Insegnerò lì da ottobre>>, aveva aggiunto lei. […] 
<<Io insegnerò lì’ da domani.>> 

Ma Celeste, voleva annullare i chilometri che la separavano dall’uomo che amava e decise di fare domanda per ottenere una cattedra al Paese Nuovo, la terra d’origine di Tonio. 
E’ così che Celeste, si ritrova a lasciare la sua famiglia, gli affetti, un amore finito male, che le aveva lasciato addosso alcune cicatrici, per andare al Paese Nuovo per amore, per amore di Tonio, certa che le cose sarebbero andate nel verso giusto. 
Appena arrivata al Paese Nuovo, Celeste, si ritrova a dover fare i conti con la realtà, con i pregiudizi di quel luogo e con la “duramadre”, ovvero le teste di coccio, che respingono ogni novità. 

<< A star fermi qui, ci si prosciuga la duramadre.>> Per duramadre, Tonio lo capì subito, suo padre intendeva la testa e tutto quello che c’era dentro. Si immaginò che il suo cranio dovesse contenere qualcosa di spugnoso, che per funzionare necessita acqua in continuazione. Quel breve tempo all’ufficio postale, in effetti, era bastato a prosciugargli i pensieri. Erano scesi giù, verso la pancia che ora gli ribolliva di paura e altre cose. 

Celeste, appena era scesa dal treno, aveva trovato Tonio in compagnia della madre Laura, che le aveva rivolto occhiate di disprezzo. Mentre Tonio, portava la sua valigia e dava la mano alla madre, Celeste era sola a combattere contro ogni sguardo di chiunque incontrava per la strada, con l’unico obiettivo di farla sentire sbagliata, a disagio nella loro terra che non accettava nessun sconosciuto. 
Una volta arrivati a casa, Celeste si rese subito conto, di essere un’ospite sgradita e che non sarebbe stato facile farsi volere bene da quella famiglia. 
La madre di Tonio, Laura, era una donna dura, di salute cagionevole, convinta che la sua famiglia era maledetta, a seguito di alcuni avvenimenti che si erano abbattuti nel corso degli anni alla loro famiglia. Quando Tonio era piccolo, per un periodo, il padre si era allontanato da casa e Laura non lo aveva mai perdonato, lei aveva accettato la presenza del marito solo per arginare le malelingue del paese. 
Tonio, Remo e le loro sorelle (Maria, Nella E Mina), erano cresciuti così, con gli sguardi e le dicerie di quel paese, che giudicava tutti. 
Remo, il fratello maggiore, si era allontanato dalla sua terra, non sopportava la duramadre, la cocciutaggine degli abitanti. Invece, Tonio, nonostante il breve periodo trascorso a Collemagno (dove aveva conosciuto Celeste), non riusciva a staccarsi da quella terra e dal rapporto morboso con la madre. 

A Celeste appare chiaro che in quel paese tutto ha radici molto profonde e che è, per questo, immutabile. Le reazioni sono sempre diverse, ma tutte hanno in comune il velo di diffidenza che oscura le facce, opacizza le voci e gli sguardi che la analizzano. Il Paese Nuovo fino ad allora le era sembrato un grumo di case senza volto, un mucchio di gusci di lumaca abbandonati e rinsecchiti. Invece le persone ci sono, ma stanno chiuse, arrotolate su loro stesse. <<Continua a sorridere>>, le dice Agnese, come leggendole i pensieri. Celeste si accorge di aver cambiato espressione. Per la stanchezza, e perchè una cosa così non le è mai successa prima e non sa come si risolverà. 
<<Devi sorridere, perchè se no sembra che stai facendo qualcosa di sbagliato. E chi cade qui è caduto per sempre.>>

E’ così che Celeste si ritrova da sola, ad affrontare gli sguardi ostili di Laura, che sembrano leggerle in profondità, ma deve affrontare anche Nella, Lisa, Mina, le sorelle di Tonio, cresciute con il peso di essere femmine. Celeste capisce di essere stata fortunata, ad aver avuto dei genitori, che avevano provveduto alla sua istruzione a prescindere dal suo sesso. Era proprio grazie ai suoi genitori, se Celeste era diventata la donna che era, una donna moderna, intelligente e controcorrente: la nuova maestra del Paese Nuovo.

Quindi è quella la maledizione a cui così spesso Laura si riferisce? Essere donne, essere femmine, il problema è tuitto qui? Celeste pensa alla propria fortuna. Non ha dovuto lottare come Lisa, nessun fratello ha avuto la precedenza nel suo destino, i suoi genitori non le hanno mai fatto pesare il fatto che fosse femmina. Per loro, esistere e istruirsi erano cose che non avevano sesso. Crescendo hanno riconosciuto il suo valore, che non dipendeva dal matrimonio, no di certo, nemmeno dall’avere figli o meno. Volevano fosse felice, l’unica redenzione che pretendevano era una redenzione all’infelicità.  

Il primo giorno di scuola, Celeste entra in aula e non trova nessun alunno ad aspettarla, nessun bambino seduto tra i banchi. 

L’aula è vuota, la prima ora sta per finire. 
Celeste ruota attorno al polso il cinturino dell’orologio, fissando la porta. Ogni volta che il quadrante torna rivolto verso l’alto si accorge che altri secondi sono passati ma che tra i banchi continua a non esserci nessuno, tranne una ragazzina che era già lì quando è entrata. 
<<Sai dove sono i tuoi compagni?>> le chiede Celeste provando a mantenere un tono tranquillo. Quella scuote la testa con un’espressione seria, la schiena dritta. Sembra che stia assistendo a qualcosa di molto grave. Non solo la postura, tutto è dritto in lei. Il naso, i capelli neri divisi a metà dalla riga in mezzo e raccolti sulla nuca. Non indossa il grembiule. Ma è il primo giorno, magari lo ha solo dimenticato. 

Nessuna famiglia ha avuto il coraggio di mandare i figli dalla nuova professoressa: una donna nubile, di quasi quarant’anni che aveva sedotto con l’inganno il professore Tonio. Queste, erano le voci insidiose, cattive e “ignoranti”, che circolavano tra le strade del Paese Nuovo e che avevano convinto ogni famiglia a tenere i figlia a casa o iscriverli direttamente in un’altra scuola, 
Celeste si ritrova in quell’aula, che sembra un magazzino, con un silenzio assurdo e con davanti un’unica bambina, di nome Agnese, che non compare nel registro. 
Agnese è l’unica bambina che si è presentata, osserva la nuova maestra con quegli occhietti vispi ed intelligenti, che nascondono una storia difficile, particolare e tutta da scoprire.
Spinta dal preside della scuola, Celeste, in compagnia di Agnese, si ritrova a bussare ad ogni porta di casa per capire come mai nessun bambino si era presentato in classe. Da poco, infatti, era stato introdotto l’obbligo di frequentare le scuole medie, una novità difficile da far capire agli abitanti del paese. 

Esce portandosi dietro Agnese. Il sole si è fatto alto, dalle altre aule-magazzini arriva il vociare dei ragazzi. Più tranquille di quelle di Collemagno, ma voci vere, che testimoniano che c’è vita anche lì. Solo la sua classe è vuota. Si è piegata subito alla richiesta del preside, non una protesta, non un accenno al fatto che potrebbe essere umiliante per una donna sola andare di casa in casa come una mendicante. Ma non vuole perdere le ore, la supplenza. Non vuole andare via dal Paese Nuovo. Significherebbe allontanarsi già da Tonio. Ma no, non succederà. Non è facile adattarsi. Ogni volta che arriva in un nuovo posto le prende l’angoscia di non sapere nulla. Neppure dove si trova il panificio. Confonde le strade, teme di perdersi per arrivare a scuola e le viene da piangere. Le notti passano senza che lei dorma ascoltando ciascuno dei rumori che le arrivano da lontano e, se si addormenta, si sveglia su un cuscino umido, sbavato da un nervoso parlottare nel sonno. 

Ma il problema non era la scuola, non era l’obbligo, Celeste capisce che il problema è lei, la città pensa che sia troppo vecchia, troppo moderna, troppo diversa e quindi, sbagliata per poter insegnare ai loro figli. 
Celeste decide di affrontare di petto ogni famiglia, sarà proprio grazie alla sua caparbietà, che riuscirà a riempire la classe di alunni. 
Mentre l’Italia è nel pieno del boom economico, arrivano i primi telefoni e aumenta la speranza, Celeste deve affrontare l’arretratezza di quel paese aspro, duro come una madre che non perdona. 
Celeste è un corpo estraneo: troppo moderna, troppo diversa e anche se tutti la allontanano, lei non vuole fuggire. 
Celeste nota che il rapporto con Tonio è cambiato, la esclude in ogni cosa ed esegue ogni richiesta della madre, come se avesse paura a contraddirla. Le poche volte, che Celeste e Tonio escono di casa, si ritrovano sempre la compagnia di Lisa o Mina, mandate dalla madre Laura, per non lasciarli da soli. 
Celeste era convinta che Tonio, l’avrebbe aiutata ad inserirsi al Paese Nuovo e invece, ogni giorno lui si allontanava sempre di più, proprio come desiderava sua madre. 
Celeste ha passato la vita a cavarsela da sola, si è rialzata dalla fine della relazione con Lorenzini da sola, e ora, non è disposta a rinunciare a Tonio. 
Ma Celeste porta con sé una verità che non ha avuto il coraggio di confessare a Tonio. Una verità sconvolgente che potrebbe cambiare ogni cosa. E che presto dovrà rivelare. 

<<Sei sicuro?>> gli chiese poi. 
<<Sono sicuro.>> Le viene da ridere e anche da piangere, è tutto uno scontro di cose opposte. 
Forse non ci si può amare che così. Alla fine non trova parole da dire, non le trova neppure lui. 

Mentre Celeste cerca di farsi accettare al paese, si affezionerà alla piccola Agnese, una bambina che nasconde un passato difficile ma che la protagonista vuole aiutare. Tra Celeste e Agnese, si creerà un legame meraviglioso, pieno di umanità e di sentimenti, che farà commuovere ogni lettore (anche quelli dal cuore duro). 
Riuscirà Celeste a farsi accettare per quello che è, in questa terra aspra? 
Che cosa accadrà tra lei e Tonio? 
Una storia sulle curve lungo il cammino per diventare sé stessi. E sulla forza per superarle. 

<<Voglio stare con te.>>
Celeste si accovaccia, si mette a sedere a sua volta nel campo giallo. 
<<Anche io sono qui. >>
<<Ma tu andrai via.>> 
Gli occhi neri di Agnese sono due fessure, le trapassano la testa come il primo giorno in cui sono andate per le casa a racimolare studenti, come il giorno in cui è venuta in chiesa solo per fare un cenno di saluto e andare via. Per un momento Celeste si spaventa, le sembra che Agnese abbia ragione. Come ha previsto anche Lisa, andrà via per davvero e addio Tonio, addio amore. Tutto finito. Ma non cede a questa idea. Agnese le attribuisce poteri che non ha, una libertà che nemmeno lei si concede. 
<<Io sono qui per adesso. E anche tu.>> 
Prima di alzarsi, Agnese strappa un mazzetto di fiori gialli, lo divide a metà. 
<<Tienili, mettili in un libro, così durano per sempre.>>

La scrittrice Erica Cassano, dopo aver conquistato ogni lettore con il suo romanzo d’esordio “La Grande Sete” (Garzanti, 2025), primo in classifica, torna in libreria con “Duramadre”. 
La scrittrice Erica Cassano con “Duramadre”, racconta una storia emozionante, profonda tra le terre calabresi, ostili, aspre, proprio come una madre che non perdona. Per l’occasione, la scrittrice, ha scelto una protagonista come Celeste: moderna, intelligente, rivoluzionaria, che vuole essere accettata per quello che è, una donna che ha sofferto, ma che è disposta a tutto per amore. 
I temi trattati sono i tradimenti, le radici, le amicizie, l’insegnamento, la maternità, l’infertilità, i rapporti tra genitori e figli, i rapporti tra fratelli, l’istruzione, il ruolo della donna, la mafia, i pregiudizi e l’amore. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, poetico ed emozionante, grazie alla padronanza della scrittrice di raccontare la storia di Celeste e Tonio con passione e in modo lineare. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle numerose descrizioni inserite dalla scrittrice che permettono al lettore di affezionarsi a Celeste, Tonio e agli altri personaggi presenti nella storia (sì, anche a Laura, alla fine). 
Personalmente, mi sono affezionata sin dalle prime pagine a Celeste, una donna sola, in un paese ostile che ha rivoluzionato la sua vita per amore. 
Grazie alla penna magistrale di Erica ho provato sin da subito empatia per la protagonista, divorando in poche ore il libro. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono leggere un libro che ha come protagonista una grande donna, che deve affrontare molti ostacoli, come essersi innamorata di un ragazzo più giovane, proveniente da un piccolo paesino calabrese, ostile alle novità. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere una storia ambientata nel Cinquecento, che affronta tematiche importanti, come la difficoltà delle donne di istruirsi come i maschi, ma anche di essere accettate come sono, il tutto con la giusta dose di umanità. 
Ho amato il primo romanzo “La Grande Sete” (di cui trovate qui la recensione): https://deborahcarraro97.com/2025/06/20/la-grande-sete-di-erica-cassano/

Ma devo dire che con “Duramadre”, la scrittrice è riuscita ad impressionarmi ancora di più, a tal punto da inserire questo libro, tra quelli più belli che ho letto nel 2026. 
E voi, avete letto “La Grande Sete”? 
Che cosa aspettate allora, ad acquistare “Duramadre”? 
Sono convinta che vi affezionerete a Celeste, proprio come è successo a me!!
Sono ansiosa, di conoscere la vostra opinione, quindi fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!

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