“I miei giorni alla libreria Morisaki” di Satoshi Yagisawa

Titolo: I miei giorni alla libreria Morisaki 
Autore: Satoshi Yagisawa 
Traduttore: Gala Maria Follaco 
Casa Editrice: Feltrinelli 
Collana: I narratori 
Data uscita: 7 Giugno 2022 
Pagine: 144 
Genere: Romanzo contemporaneo 
Acquista: https://www.lafeltrinelli.it/miei-giorni-alla-libreria-morisaki-libro-satoshi-yagisawa/e/9788807034947?awaid=9507&gad_source=1&gclid=CjwKCAjwt-OwBhBnEiwAgwzrUiYnoqN0yWyErJBaYddP6MpRap2BEnXXEniTGzIfs-UsSB_wswrLjRoCMYcQAvD_BwE

Era la prima volta che venivo a Jinbōchō, non si era mai presentata l’occasione perché la casa dei miei nonni si trovava a Kunitachi. 
Mi fermai al semaforo per guardarmi intorno. C’era qualcosa di strano. 
Su entrambi i lati della strada […] si vedevano solo librerie, sia a destra che a sinistra. Di solito è già tanto se lungo una strada ce n’è una, invece lì erano oltre la metà dei negozi. Alcune librerie erano più grandi, come la Sanseidō o la Shosen, saltavano immediatamente all’occhio, ma quelle veramente particolari erano le più piccole, che sembravano sfidare spavalde gli edifici più imponenti. 

La protagonista del libro si chiama Takako, una ragazza di venticinque anni che vive un periodo molto difficile, a causa della fine di una relazione con Hideaki, un suo collega di lavoro. Takako capisce di essere stata presa in giro da Hideaki, e presenta le sue dimissioni. 
Nel giro di pochi giorni, Takako si è ritrovata senza un lavoro e senza fidanzato, e su consiglio/obbligo della madre, decide di passare un poi di tempo a Jinbōchō dallo zio. 
Jinbōchō si trova a Tōkyō, viene soprannominato come il “quartiere delle librerie”, un vero paradiso per tutti i lettori. Takako appena arriva nel quartiere delle librerie, capisce che è un posto molto tranquillo e viene accolta dallo zio Satoru. 

Lo zio Satoru possiede a Jinbōchō la libreria Morisaki, che appartiene alla sua famiglia da ben tre generazioni. Lo zio, ha dedicato la sua vita alla libreria e insegna a Takako, che ogni libro offre una dose di serotonina a ogni lettore. 
Takako ha un carattere molto diverso dallo zio, soprattutto è cambiata da quando il fidanzato l’ha lasciata per sposarsi con un’altra, non ha più voglia di fare niente e trascorre tutto il suo tempo a dormire. Ma grazie alla presenza dello zio Satoru e di un cliente della libreria, Takako imparerà a riprendere in mano la propria vita e inizierà a leggere. 
Sarà proprio grazie allo zio e ai libri, che imparerà ad ascoltare sé stessa e i suoi desideri per trovare la propria strada nel mondo. 
In questo libro il lettore imparerà che i libri hanno la forza di affascinare, di incantare tutti i lettori, e che ogni libro, racconta un viaggio diverso, un percorso unico che può cambiare completamente la nostra vita e le nostre idee. 
Un altro aspetto molto importante, è che bisogna prendersi dei momenti di pausa, dobbiamo avere il coraggio di abbandonare il lavoro, di allontanarci dalla routine frenetica della vita per trovare un “nostro” spazio; solo così riusciremo ad ascoltare la “parte del nostro IO”, per poter maturare delle idee chiare e affrontare il futuro.

Lo scrittore Satoshi Yagisawa esordisce con “I miei giorni alla libreria Morisaki”, con cui ha vinto il premio letterario Chiyoda, oltre a diventare un bestseller in Giappone, Corea, Vietnam e Taiwan. 
Il libro è composto da 144 pagine, si può leggere velocemente in poche ore e sarà una vera scoperta per tutti i lettori, una vera coccola per l’anima. 
Chi leggerà questo libro si ritroverà a fantasticare, immaginare il quartiere delle librerie, al punto da sentire il profumo della carta, di immaginare di visitare la libreria Morisaki per scambiare due chiacchiere con lo zio Satoru. 
I temi trattati sono il tradimento, la vita, l’amore, la malattia, imparare ad ascoltare sé stessi e i libri che racchiudono in sé molti temi importanti come la socializzazione. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, fluido e piacevole, è un libro scritto con uno stile semplice e si rivela una lettura poco impegnativa ma  ricca di emozioni. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alla scelta dello scrittore di rendere ogni personaggio realistico, vero, in grado far entrare in empatia il lettore con ognuno di loro. Il personaggio che ho apprezzato di più, è lo zio Satoru, che con la sua simpatia, tenacia e i suoi consigli, si rivela una vera guida per Takako. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano leggere un libro poco impegnativo, a chi ha bisogno di un libro per coccolarsi e a chi desidera leggere una storia profonda e piena di sentimenti. 
Buona lettura 📚📚!!

“Ora che ho incontrato te” di Rosario Pellecchia

Titolo: Ora che ho incontrato te 
Autore: Rosario Pellecchia 
Casa Editrice: Feltrinelli 
Collana: I narratori 
Data uscita: 14 Febbraio 2023 
Pagine: 272 
Genere: Romanzo contemporaneo 
Acquista: https://www.ibs.it/ora-che-ho-incontrato-te-ebook-rosario-pellecchia/e/9788858855607?gad_source=1&gclid=Cj0KCQiAsvWrBhC0ARIsAO4E6f9fEs-atjEhrxMv4biofE01jUYvfdfhMpGbzcC7iNN1jLsU4Q2pTaMaAg5ZEALw_wcB

Lorenzo continua a guardarla, ed è come se tutte quelle scene aggiornassero nella sua mente il quadro delle loro prime volte. Forse è questo il segreto delle relazioni, pensa mentre Zoe gli porge la tazza fumante: mantenere viva nel tempo la capacità di emozionarsi per ogni prima volta, per ogni nuova immagine della persona che hai di fronte, l’eccitazione della novità che si aggiunge al calore altrettanto piacevole dell’abitudine. 

Il libro è ambientato a New York, e i protagonisti sono Lorenzo Maltoni e Zoe. Lorenzo è italiano, si è trasferito a New York per allontanarsi da Roma, dal suo vizio del gioco e della droga, ma anche dal rapporto complicato con il proprio padre. 
Lorenzo è un broker, che è appena stato licenziato e non sa come ripagare il debito con il Duca Giallo, debito che aveva contratto per l’ennesima partita a poker persa. 
Lorenzo si era trasferito a New York per chiudere definitivamente con il passato, con il suo vizio del poker e della droga… ma dopo qualche mese, i suoi vizi, la voce che sentiva, si erano ripresentati. 
All’inizio del libro, il lettore troverà Lorenzo sul cornicione di un palazzo altissimo, che vuole suicidarsi per risolvere tutti i suoi problemi… ed è proprio in quel momento, che sente la voce di una ragazza che sta cantando “First time I met the Blues” di Buddy Guy.
La ragazza si chiama Zoe, è una musicista afroamericana che ha ereditato dal nonno Joe, la passione per la musica e il blues. Il loro incontro, cambierà completamente la vita di entrambi. 
Lorenzo rimarrà incantato e stregato dalla voce di Zoe, ma anche dai suoi racconti sul blues. 
Per estinguere un vecchio debito, il suo amico Wayne regala a Lorenzo uno Chevrolet Chevy Van, che permetterà a Lorenzo e Zoe di compiere un viaggio on the road negli Stati Uniti. 
Un viaggio alla scoperta di alcuni luoghi importanti del blues, da New York al Mississippi. Un viaggio alla scoperta di sé stessi e dei veri sentimenti, ma anche un viaggio profondo nella musica. Ed è così che Lorenzo e Zoe, si ritrovano a percorrere un bel viaggio negli Stati Uniti, ma hanno anche un obiettivo: rubare la chitarra originale di Robert Johnson. Zoe e Lorenzo mettono in pratica un piano infallibile, che li unirà sempre di più. 
Riusciranno a rubare la chitarra di Robert Johnson? 
Riuscirà Lorenzo a perdonarsi e a vivere la propria vita? 
Che cosa accadrà tra Lorenzo e Zoe? 
Può la musica, unire in maniera indissolubile, due persone? 

Lo scrittore, conduttore di Radio 105 e cantante Rosario Pellecchia, dopo “Solo per vederti felice” (Mondadori 2019) e “Le balene mangiano da sole” (Feltrinelli 2021), torna con “Ora che ho incontrato te” (Feltrinelli 2023), per far compiere un viaggio indimenticabile al lettore. 
Il lettore rimarrà stregato dalla scrittura di Rosario Pellecchia, che riesce a coinvolgere il suo pubblico, sin dalle prime pagine. 
I temi trattati sono la forza delle parole, la passione per la musica, gli incontri che cambiano totalmente la vita, gli errori, il vizio del gioco, la droga, il rapporto tra genitori, gli errori, i tradimenti, la donna, l’amore quello vero e profondo, che arriva all’improvviso e il viaggio alla scoperta della musica. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, diretto, forte ed emozionante, che permette di arrivare dritto al cuore del lettore. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle abilità dello scrittore di utilizzare le parole adatte per coinvolgere il lettore sin dalla prima pagina. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono compiere un viaggio on the road negli Stati Uniti, alla scoperta dei principali artisti del blues. Questo libro ha il potere, la forza, di coinvolgere, stupire e insegnare al lettore la forza travolgente della musica e dei sentimenti. 
E’ un libro in grado di far star bene, di far sorridere il lettore. 
Che cosa rappresenta per voi la musica? 
Avete mai pensato di compiere un viaggio e abbandonare tutto? 
Fatemelo sapere nei commenti!!
Buona lettura 📚📚!!

“Mi limitavo ad amare te” di Rossella Postorino

Titolo: Mi limitavo ad amare te
Autore: Rossella Postorino
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Data uscita: 31 Gennaio 2023
Pagine: 325
Genere: Romanzo contemporaneo
Acquista: https://www.ibs.it/mi-limitavo-ad-amare-te-libro-rosella-postorino/e/9788807035265?lgw_code=1122-B9788807035265&gclid=CjwKCAjww7KmBhAyEiwA5-PUSo93WXLq8-k46cq8UOEkSWfxGwer8Cg7uACKTcRJm3kdTKhEokjqTxoCwKYQAvD_BwE

Di notte, per il tuonare delle bombe, Omar tremava sul materasso attaccato a quello di Sen, che gli strofinava il muso sulla guancia e con la peluria gli faceva il solletico. Il fratello lo superava di un paio d’anni appena, ma la sua presenza riusciva a confortare Omar.

I protagonisti del libro sono dei bambini, che vivono a Sarajevo in un orfanotrofio.. E’ un periodo molto difficile per tutti gli abitanti di Sarajevo, a causa della guerra bosniaca che ha portato povertà e terrore. 
Omar e Sen sono due protagonisti del romanzo, sono fratelli e vivono in orfanotrofio perché la loro mamma non può accudirli, ma a volte li va a trovare. Ma un giorno, mentre Omar è per strada con sua mamma, scoppia una bomba e sente solamente la voce di lei, che lo esorta a correre. Omar ha sempre ubbidito alla madre, pertanto corre in orfanotrofio, ma da quel momento non ha più sue notizie. 

Una bambina dell’orfanotrofio, di nome Nada comunica a Omar che presto avrebbero dovuto trasferirsi in Italia, ad eccezione di coloro che dovevano combattere per difendere il proprio territorio.

“E’ un bel nome, Nada.”
“In spagnolo vuol dire niente. 
“Sai lo spagnolo?”
“No, me l’ha detto mio fratello.”
“Vabbè, noi non siamo in Spagna, siamo in Bosnia. Ed è bello chiamarsi speranza.”
“Tanto dalla Bosnia fra poco ce ne andiamo.”
“Dove vai?” Un graffio nella pancia. 
“Guarda che ce ne andiamo quasi tutti, noi dell’orfanotrofio. Ci portano in Italia.”

I bambini compiono un lungo e drammatico viaggio per arrivare in Italia. Durante il viaggio, iniziano a nascere le prime amicizie, in particolare Nada conoscerà Danilo e rafforzerà il legame con Omar. 
Al loro arrivo in Italia, vengono accolti con champagne, telecamere e tanto cibo; i più grandi vennero portati a Rimini, mentre Omar, Nada e Sen a Monza.

Atterrarono a Milano due ore dopo. L’aereo aprì la coda e uscirono uno alla volta. Poggiando un piede a terra a Danilo parve di barcollare. Nada aveva afferrato il bordo della maglietta come prima la cintura, non riusciva a camminare senza reggersi a qualcosa. 
Li accolsero un fragoroso applauso e una lunga teoria di telecamere pronte a riprenderli. Nada rinculò, Danilo si chiese per quale motivo meritassero l’ovazione; che cosa avevano fatto di straordinario? Non serviva alcun talento per essere un rifugiato, alcun impegno.
Bastava la sfortuna di abitare in un Paese in guerra, e la sfortuna non era uno spettacolo da acclamare.

Ogni bambino affronterà l’arrivo in Italia in modo diverso; per alcuni l’amicizia diventerà l’unico sentimento a cui aggrapparsi per cercare di andare avanti. 
I mesi, gli anni passavano e la guerra non terminava, pertanto alcuni bambini vengono affidati alle famiglie italiane. 
L’integrazione, la guerra, la lontananza e la sofferenza vengono affrontati da questi bambini, che si ritrovano a dover allontanarsi dal proprio paese, senza sapere il loro destino e quello dei propri genitori.
Ma questi bambini non hanno nessuna colpa, se non quella di voler dimenticare le atrocità della guerra e di voler vivere. 

La scrittrice Rossella Postorino dopo il successo di “Le assaggiatrici” (Feltrinelli, 2018), vincitore del Premio Campiello, con “Mi limitavo ad amare te” conquista migliaia di lettori, arrivando in finale al Premio Strega 2023.
La scrittrice ha raccontato un periodo storico drammatico, difficile, che molti dimenticano. Si è ispirata a storie realmente accadute ad un gruppo di bambini, che si ritrovano a scappare dalla guerra in Bosnia e vengono accolti in Italia. 

La narrazione si suddivide in quattro parti, nell’arco temporale tra il 1992 e il 2011, in cui i protagonisti raccontano la propria vita. 
I temi trattati sono la guerra, il rapporto genitori-figli, l’adozione, la difficoltà d’integrarsi e la sofferenza. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, profondo, toccante che racconta in modo duro e triste la guerra e la vita. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni, il lettore riesce a percepire i sentimenti che provano. 
E’ possibile dimenticare il proprio paese, le proprie origini, sostituendo un paese nuovo e dei nuovi genitori? 

La storia di Omar, Sen, Nada e Danilo riesce a toccare il cuore del lettore, grazie alla bravura della scrittrice Rossella Postorino. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che vogliono emozionarsi e approfondire il periodo storico narrato, per non dimenticarlo. 
Buona lettura 📚📚!!