“Guarda che è vero” di Valentina Romani

Titolo: Guarda che è vero 
Autore: Valentina Romani 
Casa Editrice: Rizzoli 
Collana: Varia 
Data uscita: 28 Maggio 2024 
Pagine: 208 
Genere: Romanzo contemporaneo 

Non so come mi sento
Se su o giù 
Forse nel mezzo 
Di un paesaggio immaginario 
Dove sognerei, amerei
Essere

Ascolta tutti gli altri, con grande attenzione. Gli adulti non lo dicono, e probabilmente lo scoprirai crescendo, ma nell’ascolto risiede la rivoluzione più grande: solo ascoltando gli altri potrai tirare fuori le tue considerazioni. 

La protagonista del libro si chiama Ellen, una ragazza di ventiquattro anni, vive a Roma insieme al suo cagnolino, un bellissimo barboncino di nome “Moty”, che sta per “motivo della mia esistenza”. 
Ellen è appena stata licenziata dal proprietario di una libreria, e adesso, ha solo qualche lavoretto di traduzione e non sa quale sarà il suo futuro. 
Ellen è una ragazza solare, dolce, spontanea, che dice sempre la verità, anche quando potrebbe non piacere alle persone; ed è stato proprio questo, il motivo del suo licenziamento. 
Una mattina, Ellen in compagnia di Moty, decide di andare nel bar “Asimov”  per fare la seconda colazione, un’abitudine che le è sempre piaciuta per osservare le persone intorno a lei. Mario è il barista, nonché figlio del proprietario del bar, che dopo una breve chiacchierata, offre a Ellen un posto di lavoro. Ellen decide di mettersi in gioco, inizia a lavorare come barista e le viene proposto di fare la tutor-mentore-baby-sitter di un bambino di nome Giuseppe. 
Giuseppe è un bambino di sette anni, molto intelligente, simpatico e curioso, appartiene a una famiglia benestante che pretende da lui il massimo. 

Giuseppe mi piace. E’ un bambino buffo e interessante, che sa essere simpatico senza darti l’idea di voler compiacere. 
Ti guarda con curiosità e quella è una qualità preziosa; non pensa di saperne più di te, né cerca di impressionarti con la sua collezione di Pokemon, né progetta disastri per metterti in difficoltà e farti fare la figura della stupida davanti a sua madre. 

La madre Giulia Letizia, pretende che Ellen esegua una lista di attività durante il periodo estivo per “garantire il progresso umano”. Ma certe attività sono molto difficili e complesse per un bambino di sette anni, per questo motivo Ellen inserisce alcuni giochi e semplifica i concetti da spiegare a Giuseppe.
Per Ellen, sarà un’estate ricca d’impegni, in cui imparerà a vedere il mondo e Roma, attraverso gli occhi di Giuseppe, imparerà anche il vero significato della parola “amore”.  

L’attrice Valentina Romani, dopo il successo di molte serie televisive come “La porta rossa”, “Mare fuori”, esordisce con “Guarda che è vero”, riuscendo a trasmettere al lettore la spensieratezza e la positività della protagonista. 
I temi trattati sono l’amicizia, l’amore per gli animali, i libri, la verità, il rapporto genitori-figli, i sogni, il futuro, l’arte, i bambini e l’amore vero e inaspettato, in grado di cambiare completamente la vita. 

Ho capito che una statua, così come un quadro, un film, un romanzo, non è mai solo quello che vedi. Ogni volta è un invito a osservare meglio, a ricordare il mondo da cui arriva. Sono frammenti di passato, e io a volte resto davvero senza parole al pensiero che un uomo, moltissimo tempo prima, ha preso in mano uno scalpello e ha toccato quello stesso marmo. 
In pratica, l’arte è un ponte tra passato e presente, e sta a noi decidere di affrontare quel viaggio.

Lo stile di scrittura è scorrevole, piacevole, emozionante, in cui la narrazione si alterna tra il racconto della storia e alcune poesie, in grado di arrivare dritte al cuore del lettore. 
I personaggi sono strutturati bene, grazie alle ampie descrizioni dell’autrice Valentina Romani, che permettono al lettore di entrare in empatia e di identificarsi nella protagonista. Mi sono piaciuti tutti i personaggi, anche se il mio preferito è Ellen, una ragazza solare, senza peli sulla lingua, che ama Roma, i libri, i cani e l’arte, riuscendo a trasmettere al bambino Giuseppe, alcune nozioni complicate utilizzando parole semplici, adatte ai bambini. 
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano una lettura piacevole, in grado di trasportare il lettore nel mondo, nella vita di Ellen per assaporare, la gioia di vivere e di affrontare ogni giorno la vita come una bellissima giornata di sole.
Avete mai avuto paura del futuro?
Buona lettura 📚📚!! 

“La casa di Mary e Abram” di Massimo Rozzoni

Titolo: La casa di Mary e Abram 
Autore: Massimo Rozzoni 
Casa Editrice: StreetLib 
Pagine: 544 
Genere: Romanzo storico 
Acquista: https://www.amazon.it/casa-Mary-Abram-Massimo-Rozzoni-ebook/dp/B09MPWP8PC

Così, nella parte est della fattoria di mio padre, costruimmo la nostra casa con al suo fianco una grande e bella abitazione in pietra. 
Quel luogo è tuttora il rifugio per bambini orfani e bisognosi d’affetto e di quella protezione che il destino nega loro nei primi anni di una giovane ma già sfortunata vita. 
Rob il fabbro del paese, che con grande amore condivise questo nostro caritatevole progetto, costruì una bellissima insegna in ferro battuto che montammo su una colonna di pietre all’inizio del vialetto che dalla strada verso il villaggio, conduce alla casa. Una cornice ovale al suo interno, nella parte bassa, onde del mare lavorate a sbalzo, e sopra di esse un bellissimo albero, le cui radici uscendo dai flutti, si fondono nel suo robusto tronco. La sua rigogliosa chioma è sormontata dalla scritta dorata “La casa di Mary e Abram”. Così la volle chiamare Ima, correggendo categoricamente chiunque osasse chiamarla orfanotrofio. 

Il libro “La casa di Mary e Abram” è il continuo del libro “Il seme del palissandro”, ma si possono leggere separatamente. 

Il libro è ambientato in Scozia nel Settecento, i protagonisti sono Patrick e sua moglie Ima. Patrick e Ima sono due persone molto generose, con un grande cuore e decidono di creare una “casa-famiglia” per tutti i/le bambini/e rimasti senza genitori. Questo luogo si chiama “La casa di Mary e Abram”, dove tutti i/le bambini/e hanno la possibilità di giocare, socializzare, imparare, ma anche di ricevere l’affetto di Patrick, Ima e dei loro insegnanti. Secondo Ima, anche le bambine devono ricevere la stessa istruzione dei maschi, in modo da creare una donna colta e indipendente. 
Ma la calma e l’atmosfera familiare della Casa di Mary e Abram, viene scombussolata dalla sparizione di due bambini. Dopo vari tentativi da parte di Patrick, Ima, dell’insegnante Gabrielle e degli altri, nessuno riesce a ritrovarli e diventa sempre più plausibile e concreta, l’ipotesi che i due bambini siano stati rapiti. 
In quel periodo storico era molto diffuso il commercio dei bambini, soprattutto se erano orfani perchè, nessun genitore o parente, avrebbe scoperto la loro scomparsa. Il traffico clandestino dei bambini è una pratica molto famosa in Scozia, condotta da persone avide, senza scrupoli e senza cuore. E’ così che Patrick, insieme ai suoi compagni di viaggio, devono recarsi a Edimburgo, la città conosciuta da tutti per il traffico clandestino dei bambini. 
Patrick e i suoi compagni di viaggio si ritroveranno in luoghi pericolosi, al buio, in piazze e sotterranei pieni di povertà. 
Ma riusciranno a ritrovare i bambini rapiti? 
Che cosa nasconde il traffico clandestino dei bambini?

Lo scrittore Massimo Rozzoni dopo “Il seme del palissandro”, pubblica il suo secondo romanzo “La casa di Mary e Abram”, ambientando il suo libro dopo la famosa battaglia di Culloden (16 Aprile 1746), che aveva distrutto tutti i sogni degli scozzesi. 
I temi trattati sono lo schiavismo, l’amicizia, la musica, l’insegnamento, la socializzazione, le differenze sociali tra donne e uomini, l’amore, i bambini, i fantasmi e il traffico clandestino dei bambini. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, fluido e coinvolgente, ricco di descrizioni dei personaggi, ma anche dei paesaggi, tanto da far immaginare il lettore le colline scozzesi e la città di Edimburgo. 

Attraversammo ampie zone collinose, luminose valli circondate da brulle montagne, grandi distese di felci che il vento delle Highlands faceva ondeggiare come onde di un verde mare e qua e là ispidi cespugli di cardi selvatici spiccavano con il vivace color fucsia dei loro fiori. 

I personaggi sono strutturati bene, grazie alle numerose descrizioni inserite dallo scrittore, ma anche da alcuni colpi di scena molto coinvolgenti e inaspettati!!
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che amano i romanzi storici, il lettore si ritroverà in Scozia nel ‘700 a dover combattere contro il traffico clandestino dei bambini. 
Ringrazio lo scrittore Massimo Rozzoni per avermi inviato la copia del suo libro, che mi ha permesso di conoscere “la casa di Mary e Abram”, un luogo pieno d’affetto, dove anche i bambini “sfortunati” possono ricevere l’istruzione adeguata e l’affetto di Patrick e Ima. 
Avete mai sentito parlare di traffico clandestino dei bambini nel Settecento? 
Siete curiosi di scoprire chi ha rapito i bambini? 
Allora andate subito a leggere il libro “La casa di Mary e Abram”!!
Buona lettura

“Da Est a Ovest passando per l’Africa” di Stefania Nadalini

Titolo: Da Est a Ovest passando per l’Africa
Autore: Stefania Nadalini
Editore: Casa Editrice Kimerik
Data uscita: 21 Gennaio 2021
Genere: Viaggio e Tempo libero
Acquista:https://www.amazon.it/Est-Ovest-passando-lAfrica/dp/885516709X/ref=sr_1_1?crid=3PU0L954WQSXI&keywords=stefania+nadalini&qid=1685715529&sprefix=stefania+nadali%2Caps%2C87&sr=8-1

Un’esperienza in Etiopia è bere il caffè, forte e intenso con un sapore duro come il colore che non è solo nero, ma è molto più nero del nero, bollito in un’anfora particolare, è un vero rito perché secondo usanza devi berne almeno tre tazzine per assaporarne il vero aroma.

Il libro è suddiviso in sei parti, si inizia con la prima parte che racconta i viaggi della scrittrice, quando era una ragazzina. Stefania sin da ragazza, aveva paura di volare, ma viaggio dopo viaggio, riesce a sconfiggere la sua paura e da questo momento, cambierà anche la sua vita. Inizierà a viaggiare sempre di più, animata dal desiderio di scoprire nuovi posti, descrivendo nel libro le culture locali, ma anche dei simpatici aneddoti, che rendono la lettura molto piacevole.
Nella seconda parte del libro, Stefania “fresca” di patente, decide di iniziare a viaggiare con l’auto. Inizierà dalla Scozia, con un paesaggio rigoglioso, per poi visitare il Portogallo, ma anche la Romania e tanti altri bellissimi posti. 
La terza parte del libro si intitola “da turista a viaggiatrice”, Stefania racconta il suo viaggio più divertente in Marocco, ma anche il viaggio a Namibia, in auto con la sua compagna di viaggio e amica, Antonella. Con il passare degli anni, Stefania ha modo di scoprire luoghi meravigliosi, che aveva sempre desiderato visitare, tra cui il deserto libico.
La quarta parte del libro è dedicata all’Africa. Stefania descrive ogni luogo, ma anche le donne africane, i bambini e la povertà che ricopre ogni posto. 

E poi, vedo una bimba, mi sembra talmente povera con dei vestitini striminziti che le offro il mio maglione, lei lo guarda ma non lo prende, mi allontano e lei mi segue, allora mi chino per darle una caramella, la prende ma guarda il maglione azzurro, glielo metto sulle spalle, ed è allora che con le sue ciabattine, corre via e si gira indietro, forse per controllare che non la segua, invece la saluto mandandole un bacio e solo allora lei sorride…sono felice.

La quinta parte del libro racconta i viaggi verso l’Oriente, come il viaggio in Iran, ma anche in Tanzania e tanti alti posti. 
La sesta parte del libro si intitola “e dopo la patente…finalmente la pensione”.
La scrittrice Stefania Nadalini con “Da Est a Ovest passando per l’Africa”, porta il lettore ad immaginare i luoghi, ma anche le persone che incontra, inserendo anche degli aneddoti divertenti, che rendono la lettura movimentata e non noiosa.
Leggendo il suo libro, capirete la bontà, la dolcezza e il cuore grande che ha Stefania Nadalini. Infatti, i proventi di questo libro servono ad aiutare un’associazione del luogo, che si occupa di salvaguardare la fauna locale, trovando un’occupazione al popolo africano e tanti altri servizi. 
I temi trattati sono i viaggi, le culture, i modi di vivere di ogni luogo. 
Lo stile di scrittura è scorrevole, non è solo un semplice libro di viaggi, ma è un vero e proprio diario di esperienze, che hanno permesso a Stefania di conoscere nuove culture e di non avere pregiudizi negli altri.

Spero di invogliare il lettore a viaggiare, a farsi prendere dal desiderio di conoscere nuovi posti, gente nuova con cui condividere opinioni diverse dalle tue, così solo per il gusto di sapere, perché è solamente allargando le vedute che ci si apre alla conoscenza del mondo e a chi lo abita.

Consiglio questo libro a tutte/i coloro che amano viaggiare, non solo fisicamente ma anche con la forza del pensiero, vi ritroverete in posti meravigliosi, cullati dalle parole della scrittrice. 
Ringrazio la scrittrice Stefania Nadalini per avermi inviato il suo libro, che mi ha permesso di conoscere posti nuovi, ma anche di conoscere il suo grande cuore e anima.
Buona lettura 📚📚!!