
Titolo: La città e le sue mura incerte
Autore: Murakami Haruki
Traduttore: Antonietta Pastore
Casa Editrice: Einaudi
Collana: Supercoralli
Data uscita: 1 Ottobre 2024
Pagine: 560
Genere: Romanzo dispotico
Non esiste nessuno che non abbia dei segreti. I segreti sono qualcosa di cui abbiamo bisogno per vivere in questo mondo.
Immaginatevi di abitare in una città murata, un posto tranquillo, senza energia elettrica e tubature del gas, in cui, in cima alla torre si trova un orologio senza lancette, perchè agli abitanti di questa città non ha importanza il trascorrere del tempo. E’ proprio lì, che all’ultimo piano della torre, si trova una biblioteca speciale, una biblioteca senza libri ma che contiene scatole piene di sogni da leggere, sommerse dalla polvere.
Chi può leggere questi sogni?
Il Lettore dei Sogni, che si è liberato della propria ombra per entrare nella città murata.
-Per te, lì c’è sempre un posto a disposizione, -mi hai detto.
-C’è un posto per me?
-Sì. C’è una funzione vacante, nella città, una sola, a cui sarai assegnato.
-E che tipo di lavoro è?
-Sarai il Lettore dei Sogni, – mi hai risposto abbassando la voce. Come se mi confidassi un segreto.
Alle tue parole, mi è scappato da ridere.
-Ma se non mi ricordo nemmeno i miei, di sogni! Come faccio a diventare un Lettore dei Sogni? Non mi sembra possibile.
-No, il Lettore non ha bisogno di ricordare i propri sogni. Basta che legga quelli che sono conservati nell’archivio della biblioteca, sogni vecchi. Però non è una cosa che riesca a fare chiunque.
-Io invece sì?
Hai annuito.
-Sì, tu ne sei capace. Ce l’hai, questo requisito. E poi ci sarò io, ti potrò aiutare. Starò vicino a te ogni sera. […] -Se ti rivedrò all’interno della città, non mi ricorderò di averti già incontrato, non ne avrò la più pallida reminiscenza.
-Ma perchè?
-Non lo capisci?
Sì, certo che lo capivo. Perchè quella che stavo stringendo a me, era solo un’immagine che ha preso il tuo posto. Tu quella reale -vivi dentro la città.
In quella lontana, lontanissima e misteriosa città circondata da alte mura.
In questa città, ci sono delle regole ferree e precise:
-chiunque, decida di entrare, deve separarsi dalla propria ombra, la quale vivrà molto poco e sorvegliata dal Guardiano della Città;
-una volta, entrati nella città, non si può più oltrepassare le mura.
Solo il Guardiano della città, ha il permesso di oltrepassare le mura per raccogliere le mele, con cui sazia grande parte degli abitanti.
Il Guardiano, oltre a sorvegliare gli abitanti, ha il compito di chiamare con un flauto speciale, degli animali che si trovano solo in questo luogo: gli unicorni.
Le mura della città hanno solo un portone. Aprirlo e chiuderlo è compito del Guardiano. E’ un portone pesante, massiccio, rinforzato di spesse lastre di ferro. Eppure il Guardiano ne spinge i battenti avanti e indietro con sorprendente facilità. A parte lui, nessuno può toccarlo. Il Guardiano è un uomo vigoroso, grande e grosso, di assoluta lealtà nel suo lavoro. Ha la testa completamente rasata, la fronte sporgente, il viso glabro e liscio. […]
La sua età è indefinibile. Chiamare le bestie a raccolta mattina e sera fa parte delle sue mansioni. Sale su una torre alta un paio di metri davanti alla sua baracca, e rivolto al cielo suona il flauto di corno. Com’è possibile che quell’uomo burbero, dall’aspetto quasi selvatico, riesca a produrre delle note tanto dolci e melodiose, da dove le tira fuori?
Ogni volta che lo sento suonare resto stupefatto.
E’ proprio in questa Città, che si sviluppa la narrazione di questo libro, in cui il protagonista ha abbandonato ogni cosa, anche la sua ombra, per entrare nella città murata per ritrovare una ragazza, che aveva conosciuto anni fa e che non era riuscito a dimenticare.
Lui aveva diciassette anni, lei sedici anni, si erano conosciuti in occasione di un concorso letterario aperto alle scuole della circoscrizione. Lui era rimasto colpito da quella ragazza e aveva sfidato la sua timidezza, lasciandole il suo indirizzo per iniziare uno scambio epistolare.
Tu invece, nelle tue lettere, mi parlavi soprattutto dei sentimenti che provavi, non di banalità. Oppure mi raccontavi i tuoi sogni, le tue fantasie -brevi storie che immaginavi. Alcuni dei tuoi sogni mi lasciavano un’impressione profonda, duratura. Spesso erano molto lunghi, ma tu te li ricordavi vividamente nei minimi particolari, come fatti davvero accaduti. […]
-Sai, io tengo vicino al cuscino un quaderno e una matita, e appena apro gli occhi annoto quello che ho sognato durante la notte. Anche se devo sbrigarmi a fare tante cose. Se poi un sogno molto realistico mi sveglia in piena notte, lo racconto subito nel modo più preciso possibile senza aspettare il mattino, anche se casco dal sonno. Perchè di solito si tratta di un sogno significativo, che mi insegna cose importanti.
-Cose importanti?- ripetei.
-Cose di me che ignoravo.
I sogni non svanivano dalla tua mente, li mettevi sullo stello livello dei fatti che ti accadevano nella vita reale e non li dimenticavi. Ti comunicavano qualcosa ed erano una fonte preziosa per il tuo spirito.
-E’ una capacità che si acquisisce con l’esercizio. Se tu ti alleni, vedrai che anche tu riuscirai a ricordare i sogni in dettaglio. Quindi sforzati, perchè io vorrei sapere che sogni fai.
Oltre alle lettere, i due ragazzini, si incontravano e si scambiavano baci, abbracci, lontano dagli occhi indiscreti delle persone.
Ed è proprio, in uno di questi incontri, tra una chiacchiera e un bacio, che la ragazzi gli descrive una città circondata da mura altissime: con un bel fiume, tre ponti di pietra, una torre di guardia, basse colline, un orologio senza lancette che sovrasta la piazza principale, unicorni dal mantello dorato, invisibili uccelli notturni.
Per tutta l’estate (l’estate dei miei diciassette anni, dei tuoi sedici anni), mi avevi descritto con fervore quella città. Era un’estate splendida. Io ero innamorato di te, e tu di me (credo). Ogni volta che ci incontravamo ci tenevamo per mano, ci baciavamo lontano dagli occhi della gente. Poi, le teste vicine, parlavamo di quella città senza mai stancarci.
La solida cinta di mura che protegge la città è alta otto metri, esiste da tempi antichissimi ed è fatta di mattoni speciali assemblati con estrema cura. Ancora adesso di quei mattoni non ne manca neanche uno. Un fiume tranquillo serpeggia sul suo territorio e lo divide in una parte settentrionale e una meridionale, pressapoco di uguale estensione. Il fiume è attraversato da tre bei ponti di pietra. Vicino al Ponte Vecchio, riccamente decorato, nella corrente c’è un grande isolotto dove crescono degli splendidi salici di fiume, i cui rami flessibili si adagiano sull’acqua.
Sul lato settentrionale delle mura c’è il portone d’ingresso. Un tempo ce n’era uno uguale anche sul lato orientale, ma adesso è stato condannato, bloccato per sempre. Il portone a nord -l’unico accesso attuale della città- è sorvegliato da un Guardiano inflessibile, e viene aperto due volte al giorno, il mattino e la sera, per lasciar passare le bestie. Bestie silenziose dal mantello dorato e un solo corno appuntito, che il mattino formano spontaneamente una fila per entrare nella città e la notte dormono tutte insieme, vicine, nel territorio destinato a loro fuori dalle mura. Sono animali leggendari che esistono solo in questo posto. Perchè possono nutrirsi esclusivamente delle foglie e delle bacche degli alberi che crescono all’interno della città. Sono bellissimi, ma poco resistenti, mancano di energia vitale. Il loro corpo è acuminato, ma non attaccano o feriscono mai gli abitanti della città. Le persone che vivono all’interno della cinta muraria non possono mai uscire, e quelle che si trovano all’esterno non sono autorizzate a entrare. E’ la regola. Perchè chi sta dentro non può avere un’ombra, e chi sta fuori la deve avere. Anche il Guardiano è un abitante della città e non ha la sua ombra, ma ha il permesso di uscire dalle mura per svolgere il suo lavoro. Così può prendere le mele che crescono nei vasti boschi di meli all’esterno e mangiarne quante ne vuole. E anche distribuire con generosità ai suoi concittadini quelle che gli avanzano; conquistandosi così la gratitudine di molti, perchè sono deliziose. Le bestie invece soffrono di una cronica carenza di cibo, hanno sempre fame, ma non mangiano mai le mele. Per loro è una sfortuna, perchè intorno al terreno dove passano la notte ci sono tantissimi meli.
Non si sa con precisione quante persone abitino nella città -e forse a nessuno interessa saperlo-, ma non sono molte. Vivono quasi tutte nella zona nordorientale, il cosiddetto <<quartiere operaio>> lungo il canale prosciugato, oppure raggruppati nel <<quartiere dei funzionari>>, sul dolce declivio della collina a occidente. Gli abitanti dei due quartieri di solito restano ognuno nel proprio, non vanno mai nell’altro.
Il ragazzo rimane incantato dalle descrizioni di quella città, dove le persone conducono un’esistenza frugale, ma senza privazioni.
Il sentore di una vita semplice, una vita in cui ognuno si dedica al proprio lavoro, apportandovi a volte delle innovazioni.
Ma la ragazza, di cui è innamorato e che ha davanti a lui, in realtà è soltanto un’immagine sbiadita, un’ombra che ha preso il suo posto. In realtà, la “vera” lei, si trova in quella città speciale e lavora in biblioteca: dalle cinque del pomeriggio fino alle dieci di sera e aiuta il Lettore dei Sogni.
La ragazza, gli rivela che lui, sarebbe perfetto a ricoprire quel ruolo perchè possiede i rari requisiti richiesti per la misteriosa lettura dei sogni.
Nei mesi che si frequentano, lui annota ogni dettaglio di quel luogo misterioso e particolare, un luogo che conoscono solo loro e che stanno costruendo insieme.
Ho annuito. Probabilmente aveva ragione. Poteva darsi che la città si fondasse su una contraddizione, e che vi circondassero storie inventate di sana pianta. Perchè in ultima analisi esiste solo nella fantasia, l’abbiamo costruita tu e io, durante un’estate intera, nella nostra immaginazione. Eppure non è escluso che possa portarsi via la vita reale della persone. Perchè ormai ci è sfuggita di mano, si è sviluppata in maniera autonoma. Da quando si è mossa, non è più in mio potere controllare o trasformare la sua forza. Nessuno lo può fare.
Il ragazzo è sempre più convinto di voler abitare in quella città, per poter trascorrere tutto il giorno, insieme alla ragazza che gli ha rubato il cuore.
Ma un giorno, la ragazza non si presenta all’appuntamento e lui non sa come rintracciarla…
Dopo qualche settimana, il ragazzo riceve una lettera da parte di lei, in cui gli comunicava che la sua ombra stava per scomparire e che presto si sarebbero riuniti in quella città dalle mura incerte.
La tua lettera mi arrivò una settimana dopo. Una lettera bellissima. L’avrò letta almeno venti volte. Poi mi sedetti alla scrivania e con la penna stilografica nuova che avevo ricevuto in premio scrissi una lunga risposta. Così iniziò la nostra corrispondenza, la nostra relazione esclusiva. Eravamo una coppia di innamorati? E’ lecito definirci così? Non lo so. Ma perlomeno in quel periodo, per quasi un anno, tu e io legammo con lealtà i nostri cuori. E alla fine costruimmo un mondo speciale, segreto, un mondo soltanto nostro che potevamo condividere -una misteriosa città circondata da alte mura.
Il ragazzo prova ad andare avanti con la sua vita, esce con delle ragazze, ma nessuna è lei, nessuna riesce ad entrare nel suo cuore.
Dopo essersi laureato, il ragazzo, continua a pensare a quella ragazza e a quella città… all’improvviso si ritrova davanti a sé il Guardiano, che gli pone la fatidica domanda: E’ consapevole che per entrare in questo luogo, dovrà abbandonare la sua ombra e non potrà più tornare indietro?
Sì, ne è consapevole, ma il ragazzo è disposto a rinunciare alla sua vita “misera” per incontrare il suo grande amore.
Il ragazzo, oltrepassando quelle mura, lascerà la sua ombra al Guardiano e diventerà il Lettore dei Sogni.
Un’ombra separata dalla persona è come un albero senza radici. Non può vivere a lungo. […] Anche la sua ombra morirà lontano da lei. E quando l’ombra muore, si porta via i pensieri tristi, resta solo la quiete.
E’ così che il Lettore dei Sogni (il protagonista), ritroverà quella ragazza che aveva baciato a lungo anni fa…Ma adesso, questa ragazza, è una donna che non si ricorda di lui.
Il Lettore dei Sogni, oltre al suo incarico, ha un nuovo obiettivo: conquistare quella donna e cercare di farle ricordare i loro incontri.
Il Lettore dei Sogni riuscirà a conquistare il suo grande amore?
Riuscirà a rinunciare alla sua ombra?
E se, all’interno di quella città, in realtà si nascondessero solo le loro ombre e la “vera” vita si svolgesse all’esterno di quelle mura?
Ma può darsi che la realtà non sia una sola. La realtà è forse qualcosa che noi dobbiamo scegliere fra tante possibilità.
“La città e le sue mura incerte” è un romanzo dominato dalle atmosfere ipnotiche e rarefatte che conquistano ogni lettore.
Lo scrittore Murakami Haruki, autore di numerosi romanzi, racconti e saggi di successo, come “Norwegian Wood”, “L’uccello che girava le viti del mondo”, “Kafka sulla spiaggia”, “IQ84”, “L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio”, “L’assassinio del Commendatore”, “Abbandonare un gatto” e “Prima persona singolare”, torna in libreria con una nuova storia onirica, ricca di malinconia ed emozioni.
“La città e le mura incerte” è un romanzo distopico e allo stesso tempo riflessivo, che porta il lettore a riflettere su molti temi come: il confine tra realtà e irrealtà, sullo scorrere del tempo, sul rimpianto di ciò che abbiamo perduto, sugli sconfinamenti della verità e sul senso della nostra esistenza.
Lo stile di scrittura è poetico, magistrale, sublime, scorrevole, ma anche filosofico, che si fonde con lo stile classico.
I personaggi sono strutturati molto bene, grazie alla bravura dello scrittore, di donargli quel tocco “magico”, in cui il reale si fonde con l’irrealtà.
Consiglio questo libro a tutte/i coloro che desiderano una storia impegnativa, che fa riflettere ogni lettore, su ciò che è reale da ciò che non lo è, ma anche sullo scorrere del tempo e sull’esistenza.
Buona lettura 📚📚!!